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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Post con #racconto tag

Chi è stato? Boh, sarà stato Pasquino

6 Novembre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #luoghi da conoscere, #racconto

 

 

 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, eccomi ritornato a raccontarvi le vicende di due amici a spasso per Roma. Oggi, cari miei, dopo sguardi illuminanti dal buco della serratura e corse nella cripta, che potrà succedere?
 
- Pronto, Tony, sei sveglio?
 
- Mario, sei tu?
 
- No sono l’anima de...
 
- Eh no! Nella cripta nun ce vo!
 
- Ah! Allora sei sveglio! Hai paura di fare una brutta fine? La cripta dei Cappuccini ti è servita da lezione, eh!
 
- Ma chi? Io? Paura della morte?  Nooooo!
 
- Forza, sbrigati che oggi ti porto in un posto tranquillo!
 
- Sììì, lo sai tranquillo che fine ha fatto?
 
- Dai, non perdere tempo, vestiti e scendi che il caffè in macchina è pronto!
 
- Arrivo… Mi posso mettere la camicia gialla?
 
- Sì, certo, ma solo se poi ti metti anche i pantaloni rossi.
 
- Certamente, aspettami che scendo.
 
La Fiat 500 di Mario è un automobile vintage ma efficiente, dotata di molti comfort: macchinetta del caffè, frigo bar, tettino apribile con pannelli solari, portaoggetti sempre colmo di leccornie varie, motore taroccato e altre innovative innovazioni (ecco, avrebbe potuto dire "inattese, inconsuete, insolite, inaudite, inopinate", no, lui che fa? dice innovative innovazioni) che vi diremo nel corso delle puntate.
 
- Tony, stai bene in giallorosso, mi piaci, ieri sera com'è andata?
 
- Abbastanza bene, lei si lanciava su di me, io l’abbracciavo, la stringevo, la baciavo e…
 
- Mi sembra che ti è andata bene.
 
- Mario pesava solo 90 kg…
 
- A suon di musica che vuoi che sia... 
 
- Ma lo sai che sottofondo musicale ho messo?
 
- Una musica dolce, tenera, lenta e armoniosa, chick to chick ? (Sì, come no, pollo a pollo.
 
-Macchè! Ho avuto la brillante idea di scopare con i Creedence Clearwater revival!
 
- Forte! 90 kg di ritmo rock strepitoso!
 
- Mi sento a pezzi, Mario, guida te, dove andiamo?
 
- Andiamo da Pasquino, ma prima andiamo a piazza Navona.
 
- Pasquino il pasticciere? Ah bene, così mi prendo due maritozzi con la panna!
 
- Tony, ma allora sei duro di comprendonio, il pasticciere è Pasquale, ora andiamo da  Pasquino.
 
- Non lo conosco, comunque va bene… E il maritozzo con la panna?
 
- Prenditi il caffè, con la tua sonnacchiosa ingenuità mi farai morire.
 
- Ahhhh… Allora lo vedi che pure te hai paura di fare la fine dei Cappuccini!
 
- Guarda, caro mio, che ho inventato una cosa che mi allungherà la vita!
 
- Una pozione magica?
 
 -No meglio, ma te la faccio vedere dopo.
 
I due raggiungono piazza Navona, parcheggiano la 500, prima di andare da Pasquino fanno un giro. Piazza Navona è un monumento voluto da  Papa Innocenzo X, e può considerarsi la più bella piazza barocca di Roma. Venne realizzata sulla base dello stadio di Domiziano, monumento architettonico dell’antica Roma e, dopo secoli e secoli di semi abbandono, nel XV secolo venne utilizzata per la sua ampiezza come mercato, come luogo per feste popolari e processioni religiose. Nel 1630, grazie a Papa Gregorio XIII, fu  iniziato un decisivo miglioramento architettonico e, negli anni a seguire, di questa rivoluzione urbanistica furono protagonisti due grandi artisti: Bernini e Borromini.
 
- Tony, vieni, prima che andiamo da Pasquino facciamo un salto in piazza Navona.
 
I due camminano sulle orme della domiziana antica Roma, le mura e i marmi intorno a quella che prima fu un'arena di imprese sportive, poi miseramente pascolo di gregge, per poi ergersi immagine magnifica dell’arte barocca. Ora offre la propria secolare bellezza ai nostri due compagni di avventura alla ricerca della Roma meno visitata.
Tony e Mario non potevano astenersi dal fare due passi in un luogo così bello, ma sta per succedere l’imponderabile, i due si siedono al bordo della fontana dei quattro fiumi del Bernini, di fronte alla chiesa di Sant’Agnese del Borromini.
 
- Mario, ma sarà vera?
 
- Cosa?
 
- La storia della reciproca insopportabilità fra Bernini e Borromini?
 
 -Penso di si, bisogna dire che entrambi avevano una personalità assai differente, due geni, ma ognuno con un proprio e spiccato carattere. A Roma hanno lavorato a stretto contatto, in un periodo d’oro dell’arte sfidandosi e perculandosi.
 
- Addirittura?
 
- A quell’epoca per il popolo era uno spasso, un vero gossip. Che ti credi, anche nei tempi antichi l’essere umano è stato sempre attratto da pettegolezzi, scherzi e lazzi, e l’arte, anche se elevata, mica ne era esente.
 
- Mario, sai che ti dico? Che se la gente mormorava era pure un bene, perché, così facendo, pur criticando,  si avvicinava all’arte.
 
- Hai ragione, era un motivo per parlare degli artisti e delle loro opere, la gente, anche se ignorante, spettegolando ammirava l’arte che più di ora era veramente per tutti.
 
- Perché, adesso non lo è?
 
- Ma certo che no, basta che ti guardi intorno.
 
- A proposito, Mario, perché ridi?
 
- Rido di sollievo.
 
- Ah! E perché? Che cosa ti ha sollievato? ("Sollievato"? Bo? Sarà un misto di liberazione e sollevamento? )
Perché tieni la mano vicino all’acqua?
 
- Tony, parla a voce bassa: è la mia invenzione.
 
- Non vedo nulla, che cosa hai inventato?
Ho risolto i problemi, mi sono messo sul coso un profilattico con un tubino che dai pantaloni sale lungo la camicia, percorre la manica ed esce dal polsino.
 
- E poi?
 
- Faccio la pipì.
 
- Sei matto? Qui, nella fontana dei quattro fiumi del Bernini?
 
- Beh? Quattro fiumi, no? Tanto poi l’acqua dai fiumi sbocca al mare.
 
- Non ci posso credere,  e adesso? L’hai fatta tutta?
 
-Credo di sì, l’acqua non sembra abbia cambiato colore vero?
 
- Io penso che dovresti farti vedere prima da un urologo e poi da uno psichiatra.
 
- Ma no, sto in perfetta forma, guarda un po’?
 
Mario si mette platealmente a fare approssimativi gesti atletici per dimostrare la sua prestanza.
 
- Mario, ma che fai?
 
- Ti dimostro che sto bene!
 
- Ma la tua patologia non c'entra nulla con la muscolatura e, soprattutto, con la testa matta e dura che hai!
 
- Per ora l’urologo può attendere. Pasquino no, forza andiamo.
 
 Con nonchalance Mario e Tony lasciano piazza Navona, dirigendosi qualche strada più in là.
 
Per Pasquino si intende il frammento di statua di probabile stile ellenico che si trova a ridosso delle mura di palazzo Braschi nell’omonima piazza. In origine la piazza era stata chiamata piazza di Parione, per poi, appunto, variare in piazza di Pasquino, in onore della leggenda che, circa nel XVI secolo, voleva un misterioso scrittore anonimo appendere sulla statua versi e sonetti di satira a doppio senso, con i quali derideva e beffeggiava i potenti politici e religiosi, facendo diventare questa a tutti gli effetti una statua parlante. La leggenda diventò così popolare che rimase anche nei secoli successivi - fino ai giorni nostri -, l’abitudine di continuare l’opera del mitico scrittore notturno.
 
-Tutto qua? Io pensavo altro.
 
- Tony, questa statua è semplice ma leggendaria. Lo sai quanta gente ha rischiato la ghigliottina?
 
- La pena di morte?
 
- Eh già, mica si scherzava nel ‘600, per chi offendeva e metteva in ridicolo il potere erano dolori, partiva la capoccia che era una bellezza. Ma di fronte al malcostume e all’ingiusto strapotere il popolo doveva comunque reagire, e lo faceva con la fantasia all’ultima spiaggia, attraverso la comicità e la satira.  Così i messaggi attaccati sulla statua di Pasquino coglievano più nel segno rispetto a gesti estremi di violenta ribellione.
 
- Come Pulcinella, scherzando e ridendo diceva la verità.
 
- Bravo Tony, e in un noto film degli anni ’7, Nell’anno del Signore, in una battuta Pasquino-  interpretato da un super Nino Manfredi - dice più o meno così: "ferisce più 'na punta de 'na penna che 'na lama de 'na spada”. Però c’è stato pure un problema.
 
- Quale?
 
- Che qualche volta in molti, dietro l’anonimato, hanno approfittato per gettare discredito fra opposte fazioni, creando confusione e, per dirla alla romana, “bùttàlla 'ncàcìàra” .
 
- Insomma, secondo te Pasquino è sempre valido?
 
- Tony, questi sono tempi moderni, basta andare in televisione. Qualche volta alzi la voce, qualche volta fingi, qualche volta fai scattare la rissa in video e poi, dietro le quinte, tutti insieme sotto braccio allo stesso ristorante. Pure Pasquino, se campasse ancora, magari avrebbe scelto la tv per dirne quattro.
In ogni caso non dimentichiamo i social dove tutti parlano, giudicano e pontificano a caso. Ho paura che questa statua rimanga solo storia, ma proprio per questo anche leggenda. E chissà che un giorno qualcosa cambi.
 
- Mario, la lasciamo una pasquinata?
 
- Fallo te, io ne dovrei dire troppe.
 
Tony prende carta e penna e scrive una breve frase.
 
- Fa 'n po’ vedè che hai scritto?
 
Tony ha scritto di suo pugno, in bella calligrafia: “Mario quando vai dall’urologo?”
 
- Tony, ma che sei matto? E poi che c'entro io? 'Sta cosa mica è social!
 
- Sì, ma è una forma di ribellione al tuo rifiuto di andare dal dottore.
 
- Forza, andiamo a prendere un caffè, non volevi un maritozzo con la panna? E poi tu mica hai la faccia da ribelle!
 
E così, amici lettori del blog che naviga a tutta forza sulle onde della cultura, vi lasciamo con questa domanda… Secondo voi, Mario, mannaggia la prostata, quando andrà a farsi visitare dall’urologo?  Forse la risposta non verrà ancora svelata, ma, comunque, sarà sempre un piacere portarvi con noi in giro per Roma nascosta. Arrivederci, sempre qui sulla signoradeifiltri, alla prossima puntata.
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Frutta martorana e Ossa di Morto

30 Ottobre 2020 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #racconto, #ricette

 

 

 

 

 

Durante il periodo di Ognissanti e la Festa dei Morti nelle pasticcerie e nei bar risulta onnipresente la frutta martorana, dolci tradizionali che simboleggiano, nonché ricreano, i frutti tipici siciliani: mandarini, limoni, arance, fichi d'India etc, prodotti morbidissimi realizzati con la pasta reale o pasta di mandorle. Avendo un alto concentrato di zucchero, se divorati in grandi quantità possono causare la carie ai denti.

Da menzionare le Ossa dei Morti, caratteristici biscotti Made in Sicily, di dura consistenza, preparati con zucchero, farina, albume e chiodi di garofano. Data la croccantezza, danneggiarsi qualche dente non é affatto difficile. In proposito é “morto” probabile che annualmente i dentisti tra Ottobre e Novembre faciano affari d'oro, quindi occhio e… bocca! 
Ad ogni modo sia la frutta martorana e sia le Ossa dei Morti solitamente vengono combinati insieme e venduti in vassoi o in cestini con l'aggiunta di caramelle e cioccolatini, al fine di arricchirli, rendendoli di fatto più gradevoli all'occhio e naturalmente al palato. Associare tali prodotti ad Halloween è da ritenersi una bestemmia, in quanto con la festività americana non c'azzeccano nulla, sebbene le Ossa dei Morti potrebbero far pensare il contrario. 
Avevo otto anni e non avevo ancora assaggiato entrambe le tipologie di dolci. Idem per mia sorella Cettina, tant'è che tutti e due sbavavamo alla vista, con quell'incollare le nostre facce alle vetrine delle pasticcerie ,immaginando di quanto potessero essere buoni. Un pomeriggio i nostri genitori ci promisero di acquistarne un misto, a patto di pazientare una settimana in attesa del 2 di Novembre, il giorno della Commemorazione dei defunti, e con la raccomandazione di mangiarli con parsimonia sia per prestare attenzione ai i denti e sia perché molto calorici. 
Per la Festa dei Morti andammo a pranzare dai nonni paterni. Fu nonno Peppino ad andare in mattinata al bar sotto casa per comprare i dolci desiderati, sostenendo che, data la confusione, il proprietario a fine giornata con i guadagni forse si sarebbe potuto permettere l'acquisto di una villetta al mare con piscina. A tavola, io e mia sorella fondamentalmente eravamo impazienti di "sconfezionare" il vassoio che stava in bella mostra sopra il frigorifero. 
Dopo un gozzoviglio di pasta al forno, carne e bibite gassate, arrivammo alla frutta, ma non ancora a quella frutta zuccherata tanto ambita. Mi scoglionai e presi l'iniziativa di prendere il vassoio e di aprirlo proprio mentre la mia famiglia era distratta a parlare o a sbucciare i vari frutti posizionati, per non dire ammassati nella fruttiera. I miei familiari si accorsero di ciò che avevo fatto e per ovvi motivi si irritarono. Indifferente, afferrai un pugno di frutta martorana in una mano e un pugno di Ossa di Morto in un'altra. 
«Sei uno zulu!» mi rimproverò mia madre. 
«Prendine ancora, mi raccomando» ironizzò, seccato mio padre. «Stai sicuro che poi ti potrai fare la dentiera come a tuo nonno!»
I nonni sorridevano, presumibilmente non volevano unirsi alle polemiche. Sorprendentemente mia sorella rimase a guardare, sembrava aspettare il permesso dei grandi. 
Assaggiai avidamente un Ossa di Morto e un dolcetto qualsiasi di frutta martorana, precisamente una pera. Restai deluso. Il primo troppo croccante, valutandolo niente di che, il secondo troppo dolce, sdegnoso e senza un retrogusto di frutta come avevo erroneamente immaginato. Con nonchalance rimisi al suo posto l’ormai inutile bottino che tenevo tra le mani, ovvero nella rettangolare guantiera di cartone. 
Mia sorella cominciò a lagnarsi fastidiosamente dal momento che era decisamente schifiltosa. 
«Ah, non li voglio più! Sto scimunito li ha toccati con quelle sue manacce zozze e li ha buttati lì con gli altri!» 
Litigammo. Siccome la schizzinosa Cettina si trovava seduta di fronte a me, non potendola percuotere facilmente le lanciai un Ossa di Morto sulla fronte, un biscotto duro come pochi. 
Mia sorella con l'intento di scendere dalla sedia per reagire allo sgarro, maldestramente fece cascare una bottiglia di coca cola senza tappo sopra il vassoio aperto; tuttavia lo strato trasparente che di norma viene inserito dai pasticceri o dai baristi nella parte superiore della confezione aveva salvaguardato quasi interamente il contenuto. 
Il risultato fu il seguente: mio nonno strafottendosene della ricorrenza si lasciò andare a una serie di bestemmie, mia nonna, sospirando, provvide ad asciugare dove necessario e a gettare nella pattumiera la sottile striscia protettiva, mia madre, invece, mi guardò con espressione inviperita, mentre mio padre mi aveva semplicemente "martorato" emh, martoriato a dovere con degli schiaffoni. 
E la rompi di Cettina?
«Così ti impari!» esclamò compiaciuta, sgranocchiando candidamente un agrume martorana. 

 

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Premiazione trofeo Rill

29 Ottobre 2020 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi, #racconto, #fantasy, #fantascienza

 

 

 
 
 
 
Venerdì 30 ottobre, dalle 15 alle 16, avrà luogo la premiazione del XXVI Trofeo RiLL per il Miglior Racconto Fantastico, concorso letterario organizzato dall’associazione RiLL - Riflessi di Luce Lunare.
La cerimonia si svolgerà via web, nell’ambito di Lucca Changes, l’edizione 2020 del festival internazionale Lucca Comics & Games. Per assistere alla premiazione, basterà collegarsi al sito LuccaChanges.com e da lì scegliere la corrispondente finestra di diretta streaming.
 
Il Trofeo RiLL è uno dei più importanti premi letterari italiani per racconti fantastici: possono partecipare al concorso racconti fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, ogni storia sia (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”. Da alcuni anni, i testi partecipanti sono oltre 300 a edizione, e nel 2020 si è registrata la partecipazione record di 430 racconti, provenienti dall’Italia e dall’estero.
Il Trofeo RiLL è patrocinato dal festival internazionale Lucca Comics & Games, che da sempre ospita la cerimonia finale del concorso.
 
Durante la premiazione sarà presentata l’antologia OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni: la diciottesima uscita della collana “Mondi Incantati”, che pubblica i migliori racconti del Trofeo RiLL e di SFIDA 2020 (altro concorso bandito da RiLL). Da quest’anno, “Mondi Incantati” è edito da Acheron Books.
"OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni" include anche la sezione RiLL World Tour, che dal 2013 raccoglie i racconti fantastici vincitori dei concorsi letterari esteri con cui il Trofeo RiLL è gemellato: il premio Visiones (Spagna); la NOVA Short-Story Competition (Sud Africa); la Horror Short-Story Competition (Australia).
 
"OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni" è un libro di tredici racconti.
Aprono il volume i cinque racconti premiati del XXVI Trofeo RiLL, scelti dalla giuria del concorso, formata da scrittori, giornalisti, accademici, esperti e autori di giochi:
 
Vincitore del XXVI Trofeo RiLL: Oggetti Smarriti, di Valentino Poppi (Bologna)
Un racconto di ambientazione contemporanea, che, partendo da un episodio assolutamente banale (la perdita di un portachiavi) costruisce una trama fantastica e sorprendente, sviluppata con mano sicura dall’autore, che alterna con grande scioltezza spunti di riflessione e passaggi più ironici.
 
Secondo Classificato: Horimono, di Arthur B. Radley (Ravenna)
Un racconto dall’ambientazione che ricorda “Blade Runner” o “Parasite”. In un’atmosfera fuori dal tempo e dallo spazio, una storia sull’apparente impossibilità di essere normale, ma che trova compimento nell’amore e nell’accettazione di se stessi, grazie all’antica arte del tatuaggio Irezumi.
 
Terzo Classificato: Chiari di luna e male parole, di Laura Silvestri (Aprilia, Latina)
Una storia costruita intorno a una filastrocca, utilizzata nella narrazione in modo assolutamente non prevedibile. Ha un bel senso italico dell’immaginario, con un’azzeccata ambientazione ciociara, che viene ben sfruttata grazie al linguaggio pseudo-dialettale, “alla Nino Manfredi”, sciolto e credibile.
 
Quarto Classificato: La polvere sotto il tappeto, di Saverio Catellani (Carpi, Modena)
Un racconto duro e coraggioso, che lascia ai lettori l’onere di esprimere giudizi morali. Spiazza e scuote, a tratti è disturbante. Un racconto che non può lasciare indifferenti.
 
Quinto Classificato: Nibani, di Gianluca Vici Torrigiani (Gorgonzola, Milano)
Un racconto di fantascienza con un’inconsueta ambientazione africana. La narrazione valorizza al massimo il contrasto tra gli elementi totemici e i riti primitivi tipici delle tribù e quelli cyberpunk/ futuristici, che vengono svelati progressivamente, suscitando un “effetto sorpresa” nel lettore.
 
 
Sempre durante la premiazione, sarà assegnato il premio speciale Lucca Comics & Games per SFIDA 2020, il concorso che dal 2006 RiLL riserva agli autori/ autrici giunti una o più volte in finale al Trofeo RiLL. Il concorso prende il nome dalla SFIDA che RiLL lancia ai partecipanti: scrivere un racconto fantastico che rispetti uno (o più) vincoli, che cambiano ogni anno.
Per il 2020, RiLL ha voluto omaggiare un autore importante del Fantastico italiano: Gianni Rodari, di cui ricorre il centenario della nascita. La SFIDA consisteva nello scrivere un racconto che ruotasse intorno a una “parola magica” (es. una password, una formula, un lasciapassare…) e che contenesse una filastrocca (inventata dall’autore, oppure di Gianni Rodari o di chiunque altro; oppure della tradizione popolare, italiana e no…).
I quattro racconti vincitori di SFIDA 2020, scelti da RiLL, sono pubblicati nell’antologia "OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni". Uno di essi riceverà il premio speciale Lucca Comics & Games.
Si tratta di:
- “Chi c’è dietro di te?”, di Laura Silvestri (Aprilia, Latina), una storia che, seguendo il protagonista dall’infanzia all’età adulta, affronta il tema delle scelte che si fanno nel corso della vita;
- “Cose strabilianti”, di Michela Lazzaroni (Brugherio, Monza-Brianza), un racconto sulla potenza della Fantasia, che emerge dall’incontro/ scontro fra un’insegnante e un’intelligenza artificiale;
- “Il Senzamente”, di Maurizio Ferrero (Vercelli), che narra le inquietudini di un bambino in modo credibile e vivido, oltre che con un’ambientazione originale;
- “Vitasassipallaruote”, di Marco Cesari (Botticino, Brescia), un racconto di ambientazione post apocalittica, sul tema del ricordo e del valore del passato.
 
 
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Per maggiori informazioni:
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A spasso con il morto.

22 Ottobre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #arte

 

 

 
 
 
Amici lettori, eccomi ritornato al nostro blog, che in autunno dipinge le foglie dei colori più culturali del web. Sono ritornato a voi con una storia a puntate Mannaggia alla prostata, nella quale due personaggi, uno giovane e un altro un po’ meno, vi accompagneranno nella bellezza dell’arte, parlando di quotidianità, in compagnia di una problematica prettamente maschile che attanaglia uno dei due. Sarà un viaggio ironico, demenziale e futuristico, insomma, non mancherà nulla per farvi sognare, ridere e anche riflettere.
Nella prima parte vi ho fatto vedere dal buco della serratura la cupola più famosa del mondo, seguiteci e, nell'ultimissima parte, prima della conclusione dell’anno, scopriremo un lieto fine.
 
A SPASSO CON IL MORTO
 
Dopo l’occhiata dal buco della serratura, Tony e Mario fanno ritorno a casa.
 
- Tony, l'arte e la cultura in genere sono proprio una bella cosa.
 
- Mario, la penso come te, ora più che mai e, sai che ti dico?
 
- Cosa?
 
- Che mi sto divertendo molto, ci sono così tante bellezze in circolazione che è una sorpresa continua.
 
- Bisogna anche aggiungere che la bellezza ci fa bene.
 
- Certo che tu la sai lunga, eh!
 
- Ti ho mai raccontato della scrivania che tenevo nel chiosco della mia stazione di servizio?
 
- No.
 
- Ecco, vedi, con il tempo, grazie ai miei clienti, avevo accumulato un sacco di libri.
 
- Un benzinaio "librario"? (Vorrà dire libraio, libresco?)
 
- Una mezza specie.
 
- E la scrivania?
 
- Ecco, ora ti dico di che si tratta. Praticamente, con i miei clienti avevo instaurato una sorta di scambio. Quando loro venivano da me per il rifornimento di carburante, mi davano dei libri e io ne davo qualcuno a loro. Per la verità erano loro che mi riempivano, probabilmente perché non sapevano che farne, in ogni caso, io con tutti i volumi ricevuti ho fatto una scrivania composta appunto di libri.
 
- Vuoi dire un mobile cartaceo anziché di legno?
 
- Sì, hai indovinato, un vero oggetto di design alternativo e anche rivoluzionario. Sopra al cubo di libri un piano in vetro di appoggio, e poi ogni volta sfilavo un libro per leggerlo o per scambiarlo con gli automobilisti, a volte quando non andavano di corsa ci scappava qualche commento o riflessione.
 
- Eri un personaggio caratteristico.
 
- Mhh! Direi più che altro un uomo da marciapiede, sai quanto freddo e quante insolazioni ho preso?
 
- E’ la dura legge della strada che però ti ha dato qualche soddisfazione.
 
- Sì, perché con i miei clienti avevo un buon rapporto, non mi sono arricchito ma ho vissuto felicemente. E tu invece? Questa sera lavori?
 
- Sì, devo incontrarmi con un'amica, Patrizia.
 
- Che colonna sonora hai scelto?
 
- Sono indeciso fra B.B. King o la febbre del sabato sera.
 
- Dai retta a me, è meglio B.B. King, ti stancheresti di meno. Domani andiamo a spasso con il morto, anzi parecchi morti.
 
- Mi devo vestire di nero?
 
- Ahahahah… Dai, che tieni nell'armadio un vestito da prete.
 
- Come fai a saperlo?
 
- Che nel tuo armadio hai un assortimento molto assortito? (E come deve essere un assortimento se non assortito?)
 
- Che ci posso fare? E’ tutta roba da scena!
 
- Ma a che ti serve, se poi ti spogli?
 
- Ma che vuoi capirne tu? A proposito, il sottopancia come va?
 
- Se non bevo, abbastanza bene.
 
- Prima o poi devi risolverla 'sta questione, eh!
 
- Tranquillo, ci penserò. Ok, siamo arrivati, ci vediamo domani mattina, solita ora.
 
-Sì, andremo in chiesa a spasso con il morto, almeno risparmiamo un caffè e una brioche.
 
- Se è per questo, mica è un morto solo, saranno un centinaio, forse pure di più, quindi al bar lo sconto è assicurato.
- Ciao Mario, ci vediamo domani, ma tu qualche preghiera te la ricordi?
- Quando saremo là ci proverò, ma non ne sono sicuro, piuttosto speriamo che ci sia un bagno.
- Speriamo sia funzionante.
E con questo dilemma, amici lettori della signoradeifiltri, vi salutiamo e vi aspettiamo alla prossima puntata, con la fantasia ci recheremo in un posto mistico. Anche quella sarà arte.
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Mannaggia alla prostata

17 Ottobre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #arte, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
 
- Tony, sbrigati, accosta al marciapiede, fammi scendere al volo!
 
- Mario, aspetta un attimo, che è successo?
 
- Te lo dico dopo, dai, accosta, che non ce la faccio più!
 
Mario, detto er benzinaro, sembra che sul sedile anteriore della 500 tenga sotto il proprio fondo schiena degli spilli, manco fosse un fachiro.
 
- Dai, dai, frena e aspettami qua.
 
Mario er benzinaro entra di corsa dentro un bar.
 
- Buongiorno, mi fa un caffè? Posso approfittare della toilette?
 
- Scusi, sarebbe da quella parte ma è guasta, stiamo aspettando l'idraulico.
 
- Quella porta a vetri dà su un giardino interno?
 
- Sì, vuole che le porti lì il caffè?
 
- No grazie, lo prendo al banco, vado solo a dare un'occhiata.
 
Un'occhiata che in realtà è una pisciata, perché Mario ormai sta per farsela addosso, non c'è tempo da perdere. Vede un grande vaso con un alberello e la fa proprio dentro al vaso. Con un bel sospiro di sollievo chiude la patta e torna in sala per prendersi il caffè che intanto rischiava di freddarsi.
 
- Bono 'sto caffè, quant'è?
 
- Un euro e venti.
 
- Ecco qua, grazie mille, arrivederci.
 
Risollevato, e espletata l'incombenza, Mario esce dal bar, apre lo sportello della 500 e risale a bordo.
 
- Mario, avevo dimenticato la tua solita impellenza, potevi dirmelo prima, adesso hai preso il caffè da solo, e io?
 
- E vabbè, dai, andiamo a destinazione e poi ce lo prendiamo dopo.
 
- Allora è deciso? Andiamo a vedere  dal buco della serratura?
 
- Sì, oggi è una bella giornata e lì non abbiamo problemi di parcheggio. Hai portato la macchinetta fotografica?
 
- Certamente. E tu, i cioccolatini?
 
- Un pacchetto intero da sgranocchiare mentre osserviamo lo spettacolo.
 
- Era un sacco di tempo che volevo farlo.
 
- Anch'io, è stata una buona idea.
 
Tony Mal e Mario er benzinaro, svicolando fra il traffico cittadino con la fiat 500, raggiungono il colle Aventino. Tony svolge un lavoro atipico, che gli lascia ampia libertà di manovra quotidiana. Mario è momentaneamente a riposo per limiti di età, ma anche per la spintarella della società che gli ha dato un mezzo ben servito, facendogli lasciare il piccolo chiosco stradale di carburante, ormai vetusto rispetto alle strategie aziendali - che prevedono moderne e gigantesche stazioni multiservizio per il rifornimento con carburante alternativo ipertecnologico di auto, moto, aeroplani e barche stradali (beh sì, non stupitevi, nel futuro avremo anche barche a quattro ruote predisposte per la circolazione su strade, mari, fiumi, laghi). 
Insomma, questi due amici hanno deciso di occupare il reciproco tempo libero andando a spasso per Roma  e ammirando le bellezze artistiche. Eccoli arrivati in Piazza dei Cavalieri di Malta, ove, dal semplice buco della serratura del portone attraverso il quale si accede alla villa del Priorato di Malta, quasi per magia è possibile ammirare in tutta la sua grandezza e bellezza la cupola di San Pietro.
 
- Tony, sbrighiamoci che c'è già un po' di fila.
 
- Mario, per caso ti scappa ancora? Guarda che qui intorno non ci sono bar.
 
- Ma no, tranquillo, lo vuoi un cioccolatino?
 
- Hai lavato le mani?
 
- Boh?
 
- Che significa boh?
 
- Non mi ricordo, dai, non fare il difficile, becca il cioccolatino che poi tocca a noi.
 
I due si avvicinano al portone e, guardando attraverso il buco della serratura, si emozionano di fronte a una visione tanto bella. In fondo è solo un occhiata, un'azione rapida, così semplice che per un momento ti fa tornare bambino, quando, attraverso il buco di una serratura, ti aspettavi di tutto. In questo caso si tratta di arte e spiritualità.
Gli occhi dei due brillano di gioia, domani andranno a visitare un altro luogo, i dispiaceri e lo stress della vita moderna possono attendere.
 
Continua...
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Sequenze da sogno e fantastici scenari

10 Ottobre 2020 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #racconto

 

 

 

 

Sto volando appeso a un palloncino arancione. Il cielo, d'un meraviglioso azzurro turchino, mi appare particolarmente invitante ed è divertente osservare da quassù la gente che sta giù. Volo, volo sempre più in alto, le nuvole mutano costantemente di forma e si spostano al mio passaggio. Tutte tranne una, tant'è vero che vado a sbatterci contro. Sento un un rimbombo paragonabile a una cupa risonanza e infine l'idrometeora lampeggia. Il palloncino esplode rilasciando una miriade di coriandoli colorati. Sto cadendo e per di più a una velocità pazzesca. Fa la comparsa un inquietante buco nero, ho paura di cascare in qualche luogo tenebroso e buio. 

E invece... non solo atterro morbidamente ma sorprendentemente mi ritrovo in un mondo fantastico dove vivono fate e altre creature, tra cui alcuni draghetti verdi, rossi e blu che svolazzano intorno. Senza pensarci due volte cavalco un unicorno viola chiaro, finché avverto il desiderio di scendere dal bellissimo cavallo, in quanto desideroso di salire su un'alta quercia. Mi arrampico agilmente e dalla cima dell'albero osservo quattro giganti che giocano spensierati tra le rocce e i prati. Il panorama è singolarmente suggestivo, i colori corrono e si mescolano insieme, come acquarelli lasciati cadere da un bambino.

Da quest’altezza, proprio sotto di me, impossibile non notare un mare cristallino da far abbagliare gli occhi. Mi lancio senza remore, un tuffo davvero piacevole. Sott'acqua scovo una moltitudine di noci di cocco grandi come palloni da calcio e ne raccolgo una. Riemergo, e mi incammino per la spiaggia dalla sabbia dorata in direzione di un gazebo con panche e tavolo. Ai lati di un palo portante in legno della graziosissima struttura trovo una mini canna di bambù appuntita. La ritengo utile come punteruolo per effettuare un forellino al frutto che tengo in mano. Comincio a succhiare attraverso la cannuccia improvvisata. Il liquido all'interno della noce è STRAbuono, tra l'altro atipicamente frizzante.

Successivamente… puff! Suona la sveglia sul mio Android, sveglia da sempre impostata faustamente sulle dolci note di Andantino di Wolfgang Amadeus Mozart.

Mi alzo emozionato, trasognato per quanto sognato!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: il mistero dell'acqua sparita ma non del tutto

22 Agosto 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, l’estate ancora impazza e il distanziamento sociale ne risente ma noi, con le nostre pagine, problemi non abbiamo e anche oggi con un giallo artistico vi deliziamo. Riusciranno il nostro amato commissario e il suo fido assistente a trovare il bandolo della matassa di questi misteri che imperversano in città?
 
 
 
Il mistero dell’acqua sparita ma non del tutto
 
 
 
- Ivan Graziani, che provi quando suoni la chitarra?
 
- Mastro Leonardo, che posso dirti che già non sai?
 
- Hai ragione, mi piace sentirlo dire da te.
 
- Sono sensazioni che non si possono spiegare o descrivere, ecco perché solo gli artisti fanno conoscere tutte le cose belle del mondo.
 
- Ivan, devo inventare un nuovo aggeggio per una nuova missione, mi occorre essere ispirato, vorresti cantare per me?
 
- Posso farlo in romanesco?
 
- Dio bonino, se becco Walter Fest lo còrco de botte... ma che mi fai dire anche te? Ma sì, cantala come ti pare.
 
- Jimi, dammi un sol... Se la chitarra mia piagne dorcemente, stasera nun è aria de vedè la gente e li giochi de strada che cjò chiusi dentro ar petto me vojò aricordà. Io penso a quer barcone arovesciato ar sole in un giorno de pieno Agosto co le biciclette n'riva ar mare, Agnese me parlava su la sabbia n'focata e io nun so perché nun me la so scordata. Agnese dorce Agnese io nun so perché te ne sei annata...
 
- Ma non mi pare che faccia così.
 
- Mastro Leonardo, è la passione che ci guida.
 
Ivan Graziani continuò cantare tutti i suoi pezzi, poi arrivarono Ray Charles al piano, Aretha, Janis e Gabriella Ferri vocalist, Micheal che non cantò ma ballò, Claudio Villa che rideva e Aurelio Fierro che prendeva il caffè; insomma, una strepitosa jam session.
 
- Bene, banda di smidollati, ecco il nuovo progetto, attenetevi a questi disegni e non fate come al vostro solito, di testa vostra. Via, via, andate via che la gente ha bisogno di noi. Il clima è cambiato, non è più una leggenda sotto la metropolitana,
 
(Lettore toscano esigente e pignolino: "sotto la metropolitana?" Perché no sotto un tram?)
 
per fortuna a volte la natura si auto normalizza e allora succede che piove quando è giusto che debba piovere, anche se, quasi per dispetto, la natura ci scarica sulla testa una quantità esagerata di acqua.
 
 
 
INTANTO ALLA CENTRALE DI POLIZIA
 
 
 
- Commissario, non nota che piove da diversi giorni ma le strade non sono allagate?
 
- Ma sì, sarà grazie a quel cavolo di sottomarino giallo.
 
- Boh? Però ha presente la biondona mia vicina di casa?
 
- La biondona super bonazza?
 
- Sì
 
- E allora?
 
- La topolona si fa 24 docce al giorno, eppure la pressione dell'acqua nel condominio non cala. E poi non ha notato che tutte le fontane artistiche sono state riaperte e che le fontanelle pubbliche hanno i rubinetti aperti?
 
- Beh, la fontana di piazza "17 giugno 2001" in effetti è un bel vedere!
 
- Commissario, ma tutta quest'acqua da dove viene? E con tutta questa pioggia le strade non sono più allagate.
 
- Pacchiarotti, che ti sei fumato? Sei perspicace, dobbiamo indagare, che ci sia un colabrodo sotto la crosta terrestre?
 
- Telefoniamo agli alieni?
 
(Alieno: "sxmzthdlosufnabf!" 
Traduzione: "Mo noi lasciateci in pace, ci dovete sempre chiamare in causa per tutti i vostri guai.) 
 
- Nooo! Ma che sei matto? Quelli in cambio di informazioni vogliono come minimo la ricetta della pasta al forno e quella della peperonata! Forza, andiamo in perlustrazione, mi raccomando, con discrezione, non allarmiamo la gente con queste buone notizie.
 
 
 
INVECE AI PIANI ALTI
 
 
 
- Quella banda di sbidonati mentali,
 
(Lettore toscano: "Sbidonati. sì, come no, magari anche sbarattolati, sbicchierati, sbottigliati?)
 
svalvolati e, difetto maggiore, musicisti, però, lo devo ammettere, anche questa volta ha fatto un buon lavoro e il vostro Leonardo da Vinci, modestamente, ha avuto una buona idea. Tutta l'acqua piovana, e Dio solo sa quanta ne manda giù a secchiate, recuperata, riciclata e, con un semplice sistema idraulico, distribuita alla comunità. Dio bonino che ci vuole? Jimi, spiegami una cosa, ma tutti quei cartelloni pubblicitari sulle cime dei palazzi che cosa ci fanno?
 
- Mastro Leonardo, mi permetta, non è stato Jimi Hendrix ma Prince.
 
-Ah! E' così? E allora, riccetto neretto, spiegami un po’ com'è questa storia, tutto questo colore confusionario e astruso sui palazzi, eh?
 
- Mastro Leonardo, ma lei non è aggiornato, questo si chiama marketing, me lo ha suggerito un mio amico pubblicitario per coprire gli impianti di pescaggio e riciclo dell'acqua piovana sui tetti delle case.
 
- Capisco, ma non vi sembra troppo questo marketing?
 
- Tranquillo Mastro, ormai la gente non alza più gli occhi al cielo perché ha sempre lo sguardo rivolto in basso, al telefonino e ai social.
 
- E allora la pubblicità a che serve?
 
- È facile, serve a cambiare ogni tanto canale... mastro Leonardo, ce lo siamo meritato un premio?
 
- Ditemi.
 
- Vorremmo andare a suonare sul tetto di un palazzo.
 
- Ma lo hanno già fatto i Beatles!
 
- Appunto, andiamo con George e John.
 
- Siete proprio musicisti della fava... andate via, andate via, andate pure a suonare le vostre canzonette... Che però, bischeri che non siete altro, almeno fate emozionare e rendete felice la gente! Ma sì, andate a svolgere la missione per la quale siete nati. Che sarebbe la vita senza musica, senza arte, senza un sorriso, senza passione? Ecco, appunto, vado a lavorare... ah, se non ci fossi io! (ndr lo ha detto mastro Leonardo da Vinci non Walter Fest)
 
 
 
E il commissario Trabalza e il suo assistente Pacchiarotti? Naturalmente anche loro, come tutto il resto della popolazione quotidianamente sempre con lo sguardo in basso, non scoprirono il nuovo progetto di mastro Leonardo, risalirono sulla loro auto, si arresero e andarono a rilassarsi in una spa a luci rosse...
 
 
Signori e signori, anche per oggi è venuto il momento di salutarci ma, dal vostro blog che noia non ha, presto ritorneremo con un nuovo episodio, il giallo continua...
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I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: il mistero autunnale del sottomarino giallo

14 Agosto 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, che ora sicuramente state al mare sotto l’ombrellone o in montagna a passeggiare fra boschi e vallate, questa è una storia di fantasia ambientata in una stagione che verrà, perciò con la vostra immaginazione indossate un abbigliamento più pesantino, prendete un ombrellino e seguiteci in quest’altro giallo da risolvere.
 
 
 
Il mistero Autunnale del sottomarino giallo
 
 
 
Autunno, autunno che bella stagione, è tempo di castagne, di vendemmia, di cambio negli interni degli armadi... cambio di stagione? Dipende dal mutamento climatico. Comunque l'autunno è bello anche perché le foglie degli alberi diventano giallo ocra misto a marrone, con  un po’ di rosso e arancio e verde marcio, rendono allegri i viali, soprattutto quando cadono. Alzate dal vento giocherellone, cominciano a volteggiare vorticose e sbarazzine. Però c'è un problema, che le foglie sono tante e incasinano le strade già di per sé incasinate, fra traffico e gente incivile. Tutte queste foglie sparse tappano i tombini e le vie di scarico dell'acqua piovana, creando allagamenti a non finire.
Però, ultimamente è successo un fatto strano: le strade, incredibile ma vero, sono completamente pulite, senza l'ombra di una foglia e, da voce di popolo, la pulizia straordinaria è iniziata da quando è comparso un misterioso sottomarino giallo a quattro ruote.
Subito si è sparsa la voce e la gente, incredula di tanta pulizia, presa dai propri fatti quotidiani, neanche si è chiesta chi fosse l'artefice di questa operazione.
Insomma, questo misterioso mezzo da lavoro è un sottomarino giallo a quattro ruote, inusuale, dotato di un potente aspirapolvere che risucchia in un battibaleno tutte le foglie, facendo brillare strade e marciapiedi.
Ma non è finita qui perché, inoltre, questo sottomarino giallo durante il tragitto emette suoni... Ma che sbadato sono, emette della vera musica di tutti i generi, dal pop, al rock, dal jazz, dalla tarantella, al liscio, al folk, perfino stornelli e classiche romanze. Di conseguenza la popolazione, oltre a essere felice per la pulizia, è entusiasta e allegra per queste armonie che riaccendono gli animi spenti, intristiti dai tempi moderni, tecnologicamente così avanzati ma anche così freddi e noiosi.
 
 
 
- Commissario Trabalza.
 
- Buongiorno sindaco, che piacere sentirla.
 
- Senta, commissario, da voci popolari sui social sembra che stia circolando un originale sottomarino giallo canterino che pulisce le strade, ma voi ne sapete qualcosa?
 
- Sindaco, veramente no, forse è competenza della polizia urbana.
 
- Commissario, me lo lasci dire, ma lei è proprio un ebete, ma certo che ho già chiesto al capo della polizia municipale e chiaramente non ne sa nulla.
 
Il commissario Trabalza sta per chiedere se il sindaco ha già domandato al capo della nettezza urbana ma si ferma in tempo.
 
- Commissario, ho già interpellato e tutti sono all'oscuro di tutto. Trabalza, le affido il compito di indagare. Mi raccomando, sembra che la popolazione, quando vede passare il sottomarino, diventi felice e si metta a ballare e a cantare. Sa, commissario, non vorrei che troppa felicità intaccasse il morale della cittadinanza e facesse commettere qualche azione esagitata.
 
- Sindaco, conti pure su di me.
 
- Bene, aspetto sue notizie.
 
Click. Clack.
 
- Pacchiarottiiii... imbranato, vieni qua! Forza, apriamo questo nuovo caso.
 
- Va bene, capo, da dove cominciamo?
 
- Facciamo un giro per le strade pulite e cerchiamo testimoni.
 
Il commissario e il suo assistente girano tutta la giornata senza cavare un ragno dal buco e, a fine turno, decidono di andare a cenare in pizzeria, quella sull'ultimo viale perlustrato.
 
- Cameriere, ci porti due belle pizze fagioli e gorgonzola, ma prima mi dica una cosa, chi è che pulisce le strade così bene?
 
- Alle otto meno un quarto, un giorno sì e uno no, passa sempre di qua un sottomarino giallo. Aspira tutte le foglie che cadono dagli alberi e se ne va. 
 
- Sì, capisco, ma è mai riuscito a vedere il conducente?
 
- Veramente no, ma deve essere un tipo a cui piace la musica perché, quando passa, dal finestrino di quel coso esce della musica, e chi gli cammina vicino diventa immediatamente più allegro.
 
- Tutti diventano più allegri, eh!
 
- Commissario, e  se fosse una trovata pubblicitaria?
 
- Pacchiarotti, non dire minchiate. Forza, da bere che prendiamo?
 
- Il solito.
 
- Cameriere, allora insieme alle pizze ci porti una bottiglia da due litri di Maraschino.
 
E così, nel dopo cena, sotto l'effetto dei fagioli, i due, a causa del gas esplosivo faciolesco,
 
(lettore toscano puntiglioso e purista: "faciolesco"? Con la c? Cosa sono i "facioli"? Li mangia Bud Spencer nella padella con con il "larco"?)
 
dovettero ritornare in auto con i finestrini abbassati. A entrambi prese un colpo quando si videro sorpassati da un sottomarino giallo che cantava le canzoni di Ivan Graziani e di altri mostri della musica internazionale, quindi, con il lampeggiante lampante che sembrava il faro di Mergellina, si tuffarono velocissimi all'inseguimento del misterioso mezzo pulitore. Ma, quando si accorsero che alla guida non c'era nessuno...
 
(lettore toscano puntiglioso etc etc: "lampeggiante lampante"? Come direbbe Albertone: "Walter Fest, ma chi sei? Pussa via!)
 
- Pacchiarotti, tu hai visto quello che ho visto io?
 
- Commissario, alla guida non c'era nessuno!
 
- Mica potevamo arrestare un fantasma?
 
- Non esistono i fantasmi, che minchiata dici!
 
- E adesso che facciamo?
 
- Se lo diciamo in centrale, ci prendono per matti.
 
- Lasciamo perdere, andiamo al bar di Walter Fest, magari ci offre un cordiale. Lì sono abituati con i racconti di fantasia.
 
 
 
INTANTO AI PIANI ALTI 
 
- Lo sapevo che non dovevo fidarmi di voi, musicisti della strombazzata, ho inventato un veicolo per aspirare le foglie degli alberi. Un veicolo senza motore, alimentato da pannelli solari super efficienti, che trita le foglie e le trasforma in concime, un'invenzione che più utile e ingegnosa non v’è. Vi ho affidato una missione e voi me lo avete carrozzato come un trocadeiro musicante, come un sottomarino giallo! Vi pensavate di essere i Beatles?
 
(Lettore toscano, direi piuttosto fiorentino etc: "Trocadeiro musicante?" O icchellè?)
 
- Mastro Leonardo, abbiamo solo aggiunto un tocco in più e poi, veda il lato positivo, con l'idea della musica a bordo abbiamo reso allegra un sacco di gente. Non vede i volti della gente così sempre corrucciati? Però, bella la sua idea ecologica!
 
- Modestia a parte, sono Leonardo da Vinci... Solo per curiosità, chi lo guidava questo sottomarino giallo?
 
- Abbiamo fatto tutti a turno.
 
- Pure Carosone?
 
- Certo, in compagnia del principe Antonio de Curtis, è stato un tour di grandi successi!
 
- Cose da pazzi, avete coinvolto anche il principe della risata... Uno di questi giorni sciolgo la banda e vi mando tutti a cantare la ninna nanna ai vecchietti delle case di cura!
 
 
 
E anche questa volta, amici del blog sempre aperto ai raggi di sole culturali, ci dispiace per lui, il commissario Trabalza non ha risolto il caso. Ci rivediamo al prossimo episodio, il giallo continua....
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 I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: il mistero di Ronaldo fuori campo

13 Agosto 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
Buon ferragosto, prima di tutto buon ferragosto a tutti i nostri affezionati lettori, e il miglior modo di accompagnarvi nel corso di questo periodo vacanziero è condividere con voi un po’ di fantasia e di ironia, miscelati con del giallo. Oggi per voi un nuovo mistero in città: la banda di mastro Leonardo è l’incubo del sindaco e del commissario Trabalza. Voi da che parte state?
 
 
Il mistero di Ronaldo fuori campo
 
Ore 15, l'arbitro sta per fischiare l'inizio dell'incontro di calcio fra Juve e Napoli. L'allenatore dei bianconeri guarda concentrato i suoi ragazzi schierati in campo, ma c'è qualcosa che non lo convince. Si gira verso il suo vice, lo scambio di sguardi fra i due è un grande punto interrogativo. Invece tutto lo stadio al completo, preso dalla transagonistica giugulare, pare non avvertire nulla. 
 
(Lettore: "La transagonistica giugulare? Bo? Sarà la vena sportiva?) 
 
- Ma casso dov'è Ronaldo? 
 
- Sarà andato a pissiare.
 
- È impossibile, vai di corsa a cercarlo negli spogliatoi!
 
Intanto la partita è iniziata 10 contro 11 ma nessuno se ne accorge, solo fra i bianconeri qualcuno a centrocampo non sa a chi passare il pallone in attacco. Gli schemi sono saltati e si sta per realizzare un terribile dramma sportivo. Sono momenti concitati, l'allenatore richiede l'intervento del quarto uomo per avvisare l'arbitro che ci deve essere qualcosa che non quadra e che deve fermare l'incontro per questo imprevisto.
 
-Mister, mi scusi, ma non possiamo fermare la gara, faccia entrare dalla panchina un altro giocatore.
 
- È una roba da matti... forza Ciocchetti, non fare il ciocco, preparati!
 
Senza scaldarsi entra in campo, in sostituzione dell’assente, Ciocchetti con il numero 23 dietro le spalle. Lascia alla svelta la borraccia con la gazosa, infila i parastinchi di alluminio griffato, ed entra al posto del giocatore misteriosamente volatilizzatosi. Intanto, in tribuna stampa anche i giornalisti si rendono conto dell'accaduto, cominciano a fioccare illazioni e le più disparate supposizioni, mentre impazzano nell'etere i contatti con le redazioni dei giornali sportivi e non.
La partita riprende, in un lampo, rapido come Maradona nelle sue azioni di attacco, arriva il commissario Trabalza per risolvere il caso.
Il  commissario convoca senza fronzoli, di fronte a barolo e cioccolatini, l'allenatore, la fidanzata e qualche amico del giocatore per ascoltare le versioni e iniziare le indagini.
 
- Mister, ha qualche sospetto? Qualche comportamento o frequentazione particolare da parte del suo giocatore in questo ultimo periodo?-
 
- Veramente no, era tutto gioco e chiesa.
 
- Sì, lo confermo, non frequentavamo la jet society, né la Torino bene, tutte le sere davanti alla tv a vedere i Simpson, rigorosamente senza ridere per non sforzarsi.
 
- Commissario, con noi neanche una partita a briscola!
 
- Ronaldo ha imparato a giocare a briscola?
 
- Tutta colpa di Ivo il massaggiatore!
 
- Vabbè, ci toccherà interrogare anche questo Ivo il massaggiatore... potete andare, via via, andate via, vi terremo aggiornati, ma nel frattempo poche chiacchiere con la stampa, mi raccomando.
 
- Sergente Pacchiarotti, tu che ne pensi?
 
- Commissà... per me l'hanno rapito gli alieni!
 
- E chi te lo avrebbe detto, Dario, insieme al suo amichetto Asimov?
 
- Commissà... ma secondo lei agli alieni non piacciano Barolo e cioccolata?
 
- E vabbè e allora?
 
- Gli alieni vogliono tutto il meglio dei terrestri per clonarci, perché a loro manca quello che abbiamo noi, vogliono assimilarsi a noi per prenderci le nostre qualità!
 
- Quindi, Pacchiarotti, tu sei destinato a stare qua insieme a noi e a tua suocera?
 
- Perdincibacco, non ci avevo pensato ma, commissario, io e la suocera che ci entriamo con gli alieni?
 
- Era una battuta! Pacchiarottiii, era una battuta!
 
 
Ma a questo punto anche nei piani alti l'agitazione è alle stelle.
 
- Banda di mentecatti, ma quel bel tipo è quello che penso io?
 
- Mastro Leonardo, è solo un prestito momentaneo per la partitella settimanale.
 
- Ivan Graziani, ti ricordo che questa operazione non ti è stata autorizzata.
 
- Mastro Leonardo, ma è solo per una partita, eravamo stanchi di giocare e prendere batoste nelle partite a calcio con gli artisti che poi, lo ammetta, sono anche suoi amici.
 
- Beh, ehm ehm... non tutti... in mezzo a loro c'è qualcuno che copia.
 
- Guardi, mastro Leonardo, che in partita Botticelli ogni volta ce ne fa quattro, Michelangelo e Caravaggio in difesa menano come fabbri, Bernini in porta para perché con le mani sa fare tutto, Pollock entra sempre in campo con il whisky nascosto nei pantaloncini, e l'arbitro Dante Alighieri, altro amico suo, pensa sempre all'amore e vede il gioco come gli pare e, per finire, Boccioni cjà rotto i co... e poi c'è uno che scatena sempre la rissa, la butta sempre in caciara, possiamo fare senza problema il nome... Picasso che rompe sempre il...
 
- Ohhh... e basta! Ho capito! A parte il fatto che Dante non è mio amico ma un compagno di avventura, ora che intenzioni avete?
 
- Abbiamo preso in prestito Ronaldo solo per una partita.
 
- Non sarebbe giusto.
 
- Neanche che lei favorisca gli artisti!
 
- Chi, io? E poi gli artisti sono fuoriclasse.
 
- Ah, e allora noi chi siamo?
 
- Ivan, ma voi siete musicisti! (Notare la flessione vocale sminutiva)
 
(Lettore: "Sminutiva?" Vorrà dire diminutiva, peggiorativa? Ma?)
 
- E allora ci teniamo Ronaldo!
 
- Ma questo non è legale!
 
- Mastro Leonardo, con la fantasia, lei ce lo insegna, possiamo fare tutto!
 
- Va bene, fatela sta benedetta partita, e camuffatelo da Elvis Presley, vestitelo rock e  poi riportatelo dove lo avete preso... Ivan Graziani, una curiosità, ma tu sei mezzo abruzzese e mezzo sardo... perché dici le parolacce in romanesco?
 
- È tutta colpa di Walter Fest!
 
- Capisco... uno di questi giorni gli modifico la penna!
 
- Mastro Leonardo, è impossibile, tiene troppa fantasia!
 
- Eh! Ma se lo acchiappo!
 
 
Naturalmente la partita fra musicisti e artisti si è conclusa 10 a 0 e i poverini non si sono accorti del finto Elvis che gli ha fatto ballare la samba, ma, seppure sconfitti, al termine hanno offerto da bere a tutti. Frank Zappa ha preparato una gustosa spaghettata e tutto è finito in baldoria. Che volete farci, anche questa è arte.
Mentre si gigionava allegramente, sul terreno di gioco fra Juve e Napoli era terminato il primo tempo e le squadre stavano scendendo negli spogliatoi.
 
- Ronaldoooo! Ma dov'eri finito?
 
- Mister, non lo so... perché, che cosa è successo?
 
- Ma che hai fatto ai capelli? E poi perché tieni i calzoncini e la maglietta di lamé?
 
- Non mi dona?
 
- Ehm ehm... signor Ronaldo, permetta che mi presenti, sono il commissario Trabalza, io e lei a fine partita dobbiamo parlare.
 
Chiaramente il fenomeno non parlò, riprese la partita e il commissario anche questa volta non risolse il caso, se non fosse riuscito a beccare la banda stava decisamente pensando di cambiare lavoro, sarebbe andato a fare il venditore di padelle!
 
Amici della signoradeiflitri, ancora buon ferragosto, ci rivediamo al prossimo episodio, il giallo continua.
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I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: il mistero degli amici

6 Agosto 2020 , Scritto da WaLter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
 
Amici lettori, siamo in agosto e tutto va bene, o, almeno, lo speriamo, perché dai giornali e dalle tv arrivano troppe brutte notizie, ma il nostro blog, quando apre le sue pagine alla fantasia, fa di tutto per trovare sprazzi e spruzzi di ottimismo. Oggi abbiamo un mistero futuristico da risolvere, per fortuna la banda di mastro Leonardo è sempre operativa.
 
Il mistero degli amici
 
Il commissario Trabalza stava impazzendo perché da un po' di tempo era subissato di denunce di furti e strani comportamenti ambientali da parte degli amici. 
Chi erano gli amici? Erano stati chiamati così i robot di ultima generazione e di pubblica utilità. Negli uffici postali dietro gli sportelli c'erano gli amici, alle casse dei supermercati c'erano gli amici, agli incroci delle strade a dirigere il traffico c'erano gli amici. Volevate un informazione turistica? Subito pronti gli amici. E per il tuca tuca? Sempre loro, gli amici in tutte le salse. Nessun problema anche per le esigenze intime, con grande e solerte cortesia gli amici erano a vostra disposizione. Insomma, ormai questi robot erano diventati nostri abituali compagni nel tran tran quotidiano.
Naturalmente erano del tutto simili agli umani, anzi, possiamo dire, sia gli amici uomini che le amiche donne erano molto carini, composti e ben educati. Potevamo avere amici vigili, amiche postine e anche addetti alle informazioni un po' amico e un po' amica. Insomma, credo ci siamo capiti che per ogni esigenza c’era un amico, all'occorrenza senza nessuna limitazione sessuale, che altro volere di più?
Però sta di fatto che ultimamente la polizia non sapeva più che pesci pigliare di fronte a un escalation di eventi misteriosi riguardanti la scomparsa, con relativa "introvabilità improvvisa", dei nostri migliori amici. Bisogna aggiungere che anche la stessa cittadinanza era perplessa, ormai ben abituata e affezionata a questi moderni amici e alla loro efficace praticità. Ma la loro assenza  fu per breve tempo perché poi, senza nessuna spiegazione teorica, gli amici  tornarono a riprendere le proprie occupazioni.
Dopo il ritorno, questi neo robot, scomparsi e ricomparsi per una ignota motivazione, avevano assunto comportamenti assai bislacchi.
Per questo la città andò in confusione, il rovescio della medaglia però fu che  i cambiamenti comportamentali degli amici erano basati sul sorriso, su un atteggiamento felice e  altamente socievole, a tal punto che la gente ne venne contagiata e la vita in città migliorò nettamente, non più fredda e statica ma calda, gioiosa e festosa, in fondo la vita che tutti gli umani avevano sempre desiderato.
 
- Commissario, un altro casino, un amico addetto alla pulizia delle strade mentre ramazza balla e canta.
 
- I topi di laboratorio che hanno detto?
 
- Anche i tecnici vagano nel caos perché, come vanno a toccare il sistema operativo dei robot, è come se ne venissero contagiati e iniziano a ballare e cantare anche loro... Commissario... li ho perfino visti ridere!
 
- Sergente Pacchiarotti, ma che fai???
 
- Commissariooo... non prendetevela con meee... io li ho solo guardati senza toccarli e poi ho visto una luce!
 
- Qui stiamo diventando tutti pazzi!
 
- Commissario faccia qualcosaaa!
 
- Dove ti hanno messo la spina?
 
- Non lo so... provi a chiudere il telefonino!
 
- Fatto!
 
- Oooohhh... finalmente sono normale
 
- Infatti hai la solita faccia triste come un pitone!
 
 
INTANTO NEI PIANI ALTI.
 
- Siete stati attenti a non farvi beccare dai droni?
 
- Mastro Leonardo, tutto ok, sotto copertura  della cupola di Michelangelo abbiamo disorientato i droni e poi abbiamo compiuto un'operazione, smagnetizzando e modificando tutti gli amici con il profumo della crostata di fragole della nonna di John Lennon.
- Abbiamo anche utilizzato un po' di barzellette di nonna Pina e nonno Lino.
- Anche i cazzotti alla Bud Spencer non sono stati male.
- Oliato le giunture con nettare di Peter Pan.
- Bene ragazzi, questi droni che hanno sostituito le telecamere ormai sono dovunque. Erano un pericolo per la nostra insospettabilità. Ivan, tu e i ragazzi avete fatto un ottimo lavoro, perbacco, in città ci voleva un po' di allegria, ora, mi raccomando, completate la missione, andate a dare una revisionatina agli amici di servizio nelle case di cura. Sembra che questi robot siano un po "peripatetici" con gli anziani, li tengono in completo isolamento facendogli ascoltare solo musica lirica e film anni '30 in bianco e nero.-
 
- "Peripatetici?" Ma lo sai cosa vuol dire? Vabbè, Mastro Leonardo posso portare con me Lucio?
 
- Battisti? Sì ma non fate guidare la "Ventosa" a Ray Charles che è spericolato e corre troppo da quando gli abbiamo dato la patente, sfreccia e fa a gara con quelli del mondo del cinema e della televisione.
 
E così, Ivan Graziani, insieme a Lucio Battisti, Ray Charles e Jimi Hendrix, sono partiti a bordo della "Ventosa", l'automobile rivoluzionaria ideata da Mastro Leonardo, una Citroen Pallas, la famosissima "Ferro da stiro", modificata con una grande elica che, con il vortice delle pale, alimenta una batteria del motore elettrico e, con gli sportelli aperti ad ali di uccello, fa spiccare il volo.
Insomma, l'imbattibile e irraggiungibile auto di servizio della banda, nel giro di un'oretta, mise in moto l'insurrezione in tutte le case di cura per anziani. Ivan Graziani, con le spalle coperte dal resto della banda, a suon di musica modificò il circuito video h24 per la visione curativa di almeno una settimana a ciclo continuo del film The Blues Brothers e, da quel momento, gli anziani riacquistarono la fede e il sorriso.
È proprio vero che chi trova un amico (vero) trova un tesoro e ci dispiace  per il commissario Trabalza, ma non riuscirà mai a risolvere questo caso.
 
Il giallo continua...
 
Cari lettori, nel caso anche voi siate andati in confusione, non preoccupatevi: quello che vi sembra fantasia un giorno sarà realtà.
Vi ringraziamo e vi aspettiamo alle prossime puntate, in città ci sono altri misteri da risolvere ma non abbiate paura, noi abbiamo gli artisti.
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