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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

personaggi da conoscere

Matthew McConaughey, "Greenlights"

17 Settembre 2021 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni, #personaggi da conoscere, #cinema

 

 

 

 

Non mi interessano particolarmente le autobiografie, tantomeno di gente bella, ricca, famosa che, immagino io, non avrà granché da dirmi. Se non mi avessero messo la pulce nell'orecchio con i principi dello Stoicismo che il buon Matthew segue e applica, non avrei mai immaginato di leggerlo. E invece adesso lo sto pure consigliando. Trentacinque anni di aneddoti, sfide, cadute, attese, riflessioni e introspezione incollate da diverse foto dell'epoca e parecchi "adesivi da paraurti" come li chiama lui, cioè quei motti, frasi che contengono verità e consigli utili a vivere. Una vita trascorsa in una famiglia di sani valori cristiani anche se tra padre e madre ogni tanto il salotto buono si trasformava in un ring e i rituali di crescita avvenivano con risse degne di un saloon (per me le scene più esilaranti) ma anche una vita da bravo ragazzo americano fatta di pochi agi e molta azione. La filosofia dell'attore è semplice: la vita è come una mappa cittadina, piena di semafori rossi a cui DEVI fermarti. Chiamala pandemia, disoccupazione, lutto in famiglia, tutti noi abbiamo vissuto momenti, più o meno lunghi, in cui il traffico si è bloccato. Ma tutti i semafori rossi hanno un pregio: prima o poi diventano verdi. E la transizione avviene col tempo, che però, come ci insegnano i fisici, non è una costante, per cui se quello dell'orologio tarda troppo, possiamo noi ribaltare la situazione prima scorgendo il lato buono, rendendo l'attesa attiva (un po' come quando ascolti una musica o rifai mentalmente la lista della spesa in attesa che scatti il colore del via), creandoci degli obiettivi. Tutto ma NON vittimizzarci, compiangerci (piangere sì però), rimpiangere. L'attesa costruttiva fa sì che sia il bersaglio a colpire noi. Per cui desiderare in maniera sincera, ma soprattutto viaggiare, seguire l'istinto e l'intuito, provare, fallire, capire quando ci si sta allontanando da ciò che si è. Cercare di restare fedeli a noi stessi il più possibile, accettare quando ce ne allontaniamo, perdonarci, girare la barra di quanto basta e riprendere la via. Tutto qui? Sì, un tutto che però non è per nulla facile, richiede dedizione, umiltà, coraggio come lo stesso autore sottolinea. Ciò che ne viene è una vita degna di essere vissuta e raccontata anche nelle sue parti più meschine e luride, un viaggio gratificante di amore per sé stessi.

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Una notte magica

30 Agosto 2021 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #moda, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

Mondi paralleli... attesissimo il concerto di Fabrice Pascal Quagliotti, leader e tastierista della leggendaria band elettro-rock The Rockets. Straordinario successo per una notte magica in un luogo magico - Villa Olmo - sulle rive del Lago di Como.

Fabrice ha suonato una straordinaria gamma di sintetizzatori e un pianoforte a coda, dando vita a un viaggio unico e ricco di atmosfera, attraversando un universo di suoni e giochi di luci laser. La sua immagine ormai da tempo è curata da una nota stilista: la fiorentina Cinzia Diddi, la quale viene spesso ricordata poiché segue l’immagine di molti e importanti personaggi del mondo dello spettacolo, dell’arte e della musica.

 

Quanto è difficile il suo lavoro quando si hanno artisti come Fabrice Pascal da vestire?

Amo il mio lavoro e voglio molto bene a Fabrice, è un grande artista, una grande persona e soprattutto un grande amico. Abbiamo molti punti di contatto ma in particolare siamo due perfezionisti. Questo ci permette di dare il massimo in tutto quello che facciamo.

 

A cosa si ispira per l’immagine del leader dei Rockets?

Il compito era arduo perché i Rockets, oltre che per la bravura, sono ricordati anche per i particolarissimi abiti color argento. Dovevo reinventare Fabrice in questo suo nuovo progetto da solista, rimanendo fedele alla sua attenzione per l’immagine e conservando la sua eleganza innata. Uno stile un po’ napoleonico per ribadire la sua grandezza come artista e come uomo.

 

Altri i progetti condivisi, lo abbiamo appreso seguendovi sui social!

Sì, la prefazione del mio libro, edito da Aletti editore, e la sua partecipazione al libro che ho scritto durante il lockdown, La stella più bella, edito da Falco Editore, il cui ricavato è stato donato all’emergenza coronavirus.

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Un compleanno speciale

14 Agosto 2021 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #moda, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

 

 

La stilista dei Vip, Cinzia Diddi, ha festeggiato in Versilia, al Bagno Palmo mare, il compleanno del figlio Dante Elsen Luigi.

Una serata tranquilla in una location da sogno. Hanno cenato con il suono del mare in sottofondo, la nota stilista e la sua famiglia. La stilista ama la Versilia, si vocifera che stia cercando la location per la sua prossima sfilata e che le onde del mare e il profumo di salsedine siano da sempre di grande ispirazione per la sua scrittura.

L’ultimo libro della stilista, edito da Aletti editore, s'intitola L’opera, con prefazione del leader dei Rockets, Fabrice Pascal Quagliotti.

La stilista è nota non solo per il suo marchio di lusso ma anche per aver vestito molti personaggi famosi del mondo dello spettacolo, in film, programmi televisivi, red carpet, spettacoli teatrali: Emanuela Aureli, Stefania Orlando, Edoardo Ercole, Veronica Satti, Beppe Convertini, Enzo Paolo Turchi, Francesco Guasti, Gabriella Carlucci, Ilary Blasi, Serena Grandi, Carmen Russo, Carmen Di Pietro, Giucas Casella, Piero Maggiò, Mariagrazia Cucinotta, Annalisa Minetti, Eleonora Daniele, Mila Suarez, Demetra Hampton, Stefano Masciarelli, Alessandro Haber, Elisabetta Pellini, Milena Vukotic, Daniela Giordano, Barbara Kal, Cristofer Lambert, Marino Bartoletti, Corinne Clery, Corrado Solari, Giovanna Carollo, Fabrice Pascal Quagliotti, Cristina Castano Gomez, Chiara Iezzi, Lorenzo Flaherty, Ray Abruzzo.

Ha anche partecipato come attrice a film e cortometraggi.

 

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Valeria Biotti, "Frida Kahlo"

6 Agosto 2021 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #pittura, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

 

Valeria Biotti
Frida Kahlo
Diarkos, 2021

 Euro 17 - pag. 215

 

Valeria Biotti sceglie un modo originale per raccontare Frida e la sua arte, da giornalista ma pure da autrice teatrale, perché mette in scena la vita dell’artista come se fosse una sceneggiatura non consequenziale, tra salti temporali, ricordi, vita corrente, amori, dolori, passioni e capolavori artistici. Vive meno di cinquant’anni la messicana Frida, figlia della rivoluzione messicana, come amava dire, barando sulla data di nascita (1910 e non 1907)), donna rivoluzionaria e ribelle, innovatrice e anticonvenzionale, di grande talento e personalità, nonostante la malattia che l’accompagnò per la sua breve vita. Valeria Biotti mette in primo piano l’evento più importante che segnò i giorni della pittrice ribelle, quando Frida aveva solo otto anni: un grave incidente di autobus contro un tram, colonna vertebrale spezzata, collo del femore distrutto, costole in frantumi, non bastarono trenta operazioni per rimetterla in sesto. I dolori l’accompagnarono per tutta la vita, lei sfruttò l’immobilità forzata per leggere libri sul movimento comunista e per dipingere, affinando la sua arte e migliorando la sua cultura. Comunismo e pittura furono le cose più importanti della sua vita, oltre all’amore per il pittore Diego Rivera, che la protesse e la fece conoscere al grande pubblico, oltre a sposarla, cosa che non vietò a Frida di avere diverse storie extraconiugali (che il marito contraccambiava). Amanti famosi per Frida, come il poeta André Breton e il rivoluzionario russo Lev Trockij, come pare non mancassero le donne nella sua collezione di amori fedifraghi (Rosa Rolando, Chavela Vargas …). Frida non ebbe figli e fu il suo cruccio maggiore, lottò da femminista ante litteram per l’emancipazione; la sua vita intensa e la pittura intimista che raccontava i suoi dolori, al tempo stesso surrealista, pure se non voleva ammetterlo, hanno ispirato registi e scrittori, non ultima Valeria Biotti, che narra la vita dell’artista come se fosse un film. Un libro ottimo, diverso da tutti gli altri, che in appendice cita una corposa bibliografia dove poter attingere notizie ulteriori.

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Pierluigi Curcio, "Milone"

27 Luglio 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #storia, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

Milone

Pierluigi Curcio

 

Amazon, 2021

pp 279

 

 

Pierluigi Curcio torna al romanzo storico, la sua specialità, con Milone, ambientato nel VI secolo a. c., fra Grecia e Magna Grecia. Milone di Kroton era un giovane lottatore, vincitore di molti giochi, fra i quali quelli olimpici. Bello, fortissimo, irruente, coraggioso, formidabile nella lotta, fu anche il condottiero che permise a Kroton, Crotone, di sconfiggere la rivale Sybaris. Genero di Pitagora, simpatizzante delle sue dottrine o, comunque, attratto nell’orbita del potente suocero, ne seguì gli insegnamenti e la politica e ne fu suo malgrado influenzato.

Il romanzo si basa molto sui dialoghi, non sempre però riusciti, non sempre scorrevoli o di immediata comprensione per l’avanzare della trama. Curcio riprende tutti gli eventi storici rielaborandoli in modo fedele ma personale. Ciò che costituisce l’attrattiva di questo testo è l’approfondimento della psicologia del protagonista.

Milone è un personaggio romantico, avvolto da un manto di malinconia e di furore a causa della perdita di Aura, l’amatissima prima moglie. Aura e Milone sono cresciuti insieme, condividono ideali e complicità, insieme all’irruenza profonda di un primo amore destinato a rimanere l’unico. Il giovane ama anche lo sport, non è immune dal fascino della vittoria olimpica, ma il suo sogno è vivere una vita serena accanto alla sua donna. Tuttavia il destino decreterà altrimenti. Aura gli verrà strappata, Milone troverà fama e gloria ma precipiterà in un gorgo di disperazione, autodistruzione e sete di vendetta.

Tutto ciò che farà sarà compiuto per colmare un vuoto incolmabile. A nulla varrà il suo diventare quasi un semidio, novello Heracles incarnato, a nulla varranno onori e vittorie se la vita che dovrà vivere andrà contro la sua stessa natura e volontà, se il rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere lo strazierà fino al termine dei suoi giorni, fino a quando, vecchio e debole, sfiderà gli dei in un’ultima smargiassata che si concluderà nelle fauci di un lupo con lo stesso sguardo della morte.

Anche le vittorie sui sibariti, il suo diventare sacerdote di Hera e seguire le dottrine di Pitagora, padre della sua seconda – e detestata – moglie, saranno frutto del senso del dovere e del rispetto per Kroton, la sua città, la città di Aura e della giovinezza. Non saranno ideali o aspirazioni a guidarlo, ma il bisogno di fare ciò che va fatto e di espiare colpe e disonore, perché, a volte, la vita che vorremmo non è quella che il fato, o gli dei, prendendosi gioco di noi, ci riservano.

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Ischia film festival

22 Luglio 2021 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #moda, #cinema, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

La talentuosa stilista toscana prende parte al film di Elisabetta Pellini, al suo esordio da regista, Selfiemania il titolo.

Scena di apertura per la Stilista Cinzia Diddi nel film Selfiemania con una strepitosa Milena Vukotic. Si tratta di SELFIEMANIA - FILM con co-produzione internazionale, il cui episodio italiano è stato girato a S.Stefano di Camastra (Messina), in Sicilia. Regia di Elisabetta Pellini, prodotto da Claudio Bucci, direttore alla fotografia Blasco Giurato, con due strepitosi attori Milena Vukotic e Andrea Roncato.

Tanti protagonisti del mondo del cinema a Ischia con oltre 200 proiezioni .

 

 

Sappiamo che oltre al suo lavoro di stilista ha prestato la sua immagine come attrice?

Cinzia Diddi: Sono tornata dalla Sicilia molto carica e soddisfatta. Sul set c’era una bellissima atmosfera, come fosse una grande famiglia. E’ stato facile lavorare con quel clima. A me è spettata l’apertura del film, interpretando me stessa, presentata da Milena che nel film è Madame Letizia, una food blogger, molto attenta allo stile. Nella scena di apertura mi presenta e mi fa salutare i suoi followers.

 

Nel film ha vestito Milena Vukotic?

Cinzia Diddi: Un’esperienza molto particolare che mi ha lasciato dentro tanta emozione. Ho curato l’immagine di questa splendida e aristocratica signora del cinema italiano, delicata nei movimenti ma con una carica e un’energia veramente forte. È stata subito magia e soprattutto grande sentimento di stima e ammirazione, ho disegnato e realizzato gli abiti per lei cercando di tirar fuori i colori della sua anima. Poi li vedrete nel film non voglio svelare niente.

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Paolo Seno, "Dove la sorte ti ha voluto chiamare"

17 Luglio 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #storia, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

Dove la sorte ti ha voluto chiamare

Paolo Seno

 

Tralerighe Libri, 2020

pp 354

18,00

 

Saggio storico travestito da romanzo, che risente del difetto comune alla maggior parte della narrativa di questo genere, ovvero la didascalizzazione eccessiva dei dialoghi. Per il resto, un documento di notevole interesse atto a riannodare le vicende della Grande Guerra, non solo quelle note, fatte di trincee fangose e montagne innevate, ma la vita di tutti i giorni, i bombardamenti, l’esodo da Venezia, i profughi, le malefatte del generale Cadorna che usò migliaia di giovani italiani come carne da macello, mandandoli a morte certa e reprimendo qualsiasi timore o dissenso con l’immediata fucilazione.

Nel 1997 Paolo Seno acquista in un negozio di numismatica un pacco di quindici cartoline di uno sconosciuto soldato, Nino Astolfoni, sottotenente del 228° reggimento di fanteria. Un incontro casuale ma quasi predestinato, fatale.  Da sempre appassionato della prima guerra mondiale e incuriosito dall’ignoto ufficiale, l’autore approfondisce con accurati studi in archivio la biografia di questo personaggio e di alcuni suoi amici e commilitoni. S’imbatte poi nel pronipote di Nino, che oggi vive a Boston, e insieme a lui ricostruisce l’esistenza militare e borghese di questo sottotenente caduto come tanti sul Colombara.

Alto un metro e ottanta, non bello ma comunque piacente, Nino Astolfoni non era solo un soldato, ma anche un giornalista de La Gazzetta di Venezia, un giovane imbevuto di ideali repubblicani, una mente per certi versi controcorrente, un artista di talento che firmava i suoi disegni col nome “Ofi”. Disegnatore dal tratto preraffaellita, se non fosse morto avrebbe prodotto opere di pregio specialmente nel campo della grafica e dell’illustrazione, guarda caso il settore prediletto dall’autore. Sì, se non fosse morto in una guerra sciagurata, si sarebbe sposato, avrebbe avuto figli e nipoti, avrebbe contribuito al bene comune, così come tutti gli altri giovani di cui si narrano le vicende in questo libro, simile alla diaristica di guerra ma diverso per struttura e intenti.

Parte consistente, e affascinante, è occupata dalle descrizioni di Venezia, città natale dell’autore, con le sue atmosfere lagunari e i suoi sempiterni monumenti. E poi le montagne, il Colombara, i boschi, le malghe, i prati, la bellezza indifferente della natura a contrasto con l’orrore delle trincee, nelle lettere alla madre e alla sorella l’animo di poeta (oltre che di artista) di Nino sa coglierne tutta la magnificenza che quieta e pacifica lo spirito fra tanta desolazione. L’ultima lettera prima della morte in combattimento è la più struggente, velata di tristezza, forse presaga della tragedia. 

A narrare in prima persona è l’attendente di Nino, che ne ricorda con nostalgia il valore come ufficiale esploratore in avanscoperta, in pratica un “aspirante suicida” proprio malgrado. A lui fa da contraltare Ina, la sorella di Nino, che ne tratteggia l'aspetto umano e quotidiano. Non manca un tocco di rimpianto e romanticismo nella figura di Lina Rosso, pittrice e crocerossina, probabile “morosa” di Nino.

Un romanzo biografico per addetti ai lavori, per chi ama sviscerare un’epoca in ogni suo aspetto, non solo bellico, cercando anche di sfrondare gli eventi da certe sovrastrutture, da certi orpelli retorici prodotti dal successivo regime fascista.

Le lettere riportate nel testo risultano spesso più scorrevoli e coinvolgenti delle stesse parti romanzate, e la seconda porzione del testo, che se ne avvale a piene mani, è la più avvincente e schietta perché, se all’inizio si è letto con distacco si finisce poi per affezionarci a Nino, alla sua gioventù sprecata, alla sua fiducia, al suo senso del dovere, alla sua anima elegiaca che gli permetteva di ritagliarsi un’isola di buon umore e poesia pur nella violenza della guerra.

Alla fine, di là dal saggio storico e dalla diaristica, rimane un senso struggente di malinconia come se avessimo perduto qualcuno che ormai conosciamo bene.

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Fashion show di Forte dei Marmi

4 Luglio 2021 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #moda, #eventi, #personaggi da conoscere

 


 

 

In un anno in cui sono saltati i tradizionali appuntamenti mondani, le sfilate di Miss Italia, le possibilità d’incontro limitate all’aperitivo con gli amici, aver confermato il ritorno della moda sotto le stelle di Forte dei Marmi «è stato un successo». Si è svolta all’Alpemare di Forte dei Marmi la sfilata di moda galà presentata da una Splendida Jo Squillo.

Gli eventi sulla sabbia hanno sempre un'aura particolare, il profumo del mare, i colori dell’estate, pura magia. Se poi la presentatrice è Jo Squillo il successo è assicurato.

La stilista Cinzia Diddi aveva già condiviso un progetto con Jo Squillo, donò una bambola al muro delle bambole, ideato dalla stessa Jo Squillo, in segno di partecipazione attiva contro il femminicidio.

Eleganza, ricercatezza e bon vivre italiano. Sono gli ingredienti della seconda edizione di “Un’estate eccellente“, evento che Il Salotto di Milano porterà anche quest’anno a Forte dei Marmi. Per la precisione  al bagno "Alpemare", per celebrare le eccellenze dell’Italian style. Presentata da una madrina d’eccezione come la cantante Jo Squillo, la serata vedrà protagonista la moda.

L’evento di gala è stato un grande successo, tra i Vip l’attrice Barbara Kal, sensazionale in un abito a sirena firmato dalla Stilista dei Vip, Cinzia Diddi.

Barbara Kal è attrice, conduttrice, doppiatrice e speaker radiofonica, una vera e propria artista a 360 gradi che si divide tra teatro, televisione e radio.

 

Intervista a Barbara Kal

 

Qual è il suo rapporto con la Stilista Cinzia Diddi?

Il mio rapporto con Cinzia Diddi è di estrema fiducia nella sua visione di me... ed è ormai diventata una "amica", anche se per i suoi e i miei impegni non è facile incontrarci di persona. Ma l'intesa è molta. La stimo moltissimo.

 

Un suo parere sulla Stilista dei Vip ?

Cinzia stilista è una donna di grandissima professionalità e sensibilità. Lei riesce a leggerti dentro... al di là dello stile che sa abbinare alle persone, capisce l’abito che vuole farti indossare attraverso un'approfondita conoscenza che riesce ad avere delle persone.  Mi sorprende sempre, perché spesso crede molto di più in me che non io stessa, e sa valorizzarmi tantissimo.

 

 

Qual è il suo ultimo progetto?

Ho molti progetti ma non posso svelare niente, seguitemi sui social.

 

               

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28 Giugno 2041 intervista marziana a Francesco Totti

27 Giugno 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #sport, #personaggi da conoscere

 

 

 
 
 
Amici lettori, siamo in piena trance agonistica, siamo ai quarti di finale e le prossime fasi diventano infuocate, o dentro o fuori dai campionati europei di calcio, fino alla partita finale di Londra. E così, sempre sotto l’influsso positivo del Il ventre di Maradona della bravissima Emanuela Audisio, ho deciso di intervistare per voi uno sportivo inserito nel suo libro, uno che con un "cucchiaio" è diventato un cult del rigore, uno che ha vinto molte battaglie ma perso qualche guerra. Uno che con la pandemia in corso ha sofferto non poco, si è ammalato lui stesso seriamente e ha perso l'amato padre.  Per omaggiarlo e cercare di strappargli un sorriso, abbiamo organizzato con la fantasia una pazza intervista ambientata nel futuro.
 
Siamo al 28 giugno 2041, mi trovo presso il centro sportivo dell’Acquacetosa per incontrare in esclusiva il Raffaello del calcio Italiano, Francesco Totti! Eccolo là, ci sta aspettando al centro del campo mentre sta dirigendo l’allenamento della Nazionale over ’60.
 
 - Ciao, Francesco.
 
- Ciao, Walter.
 
Francesco Totti mi accoglie con il suo proverbiale sorriso, nonostante l’età ha ancora un fisicaccio asciutto e in buona forma, il baffo da nonno e la chioma argentata fluente lo rendono ancora più simpatico e attraente.
Al momento è l’allenatore della Nazionale Italiana over ’60, che da qualche anno è entrata nell'organigramma della federazione sportiva gioco calcio, e parteciperà ai prossimi campionati mondiali di categoria. Sono una squadra di atleti che a fine carriera ancora non hanno appeso gli scarpini al chiodo e continuano a regalare emozioni. Possiamo dire che in questi ultimi anni c’è stata un'inversione di tendenza: quello che prima poteva sembrare vecchio adesso è un normale e apprezzato bagaglio di esperienza di vita sportiva al servizio dei più giovani. Adesso “vecchio” è bello, importante e utile alla collettività.
 
 Francesco, i nostri lettori vogliono sapere di te, dei tuoi anni successivi all'addio alla maglia giallorossa.
 
- Sinceramente, “Il giorno dopo” stavo bene, avevo già visto tanti amici e colleghi prima di me, le storie si ripetono e sapevo che anch'io avrei avuto lo stesso destino, così ho staccato la spina e sono andato in vacanza. Il problema è stato al ritorno perché ho dovuto assumere sei segretarie con il compito di vagliare tutte le offerte che mi arrivavano e che puntualmente rifiutavo, inoltre stavano per iniziare i ritiri per la preparazione atletica delle squadre, sapevo che non sarei stato più convocato. Naturalmente ero indeciso e combattuto, ricevevo consigli e suggerimenti da tutte le parti. Le mie segretarie si occupavano anche di questo: stilare la lista dei consigli, ringraziare, dopodiché, educatamente, cestinare. Stavo entrando in confusione quando un giorno...
 
- Cosa successe?-
-
Mi vennero a trovare due persone sorridenti, vestite in nero, occhiali neri.
- Ah, e chi erano?
- Sto per concederti uno scoop, mo te lo dico. Si presentarono dicendomi che lavoravano per conto di un'agenzia spaziale e avevano una proposta per me. Li feci entrare perché ero curioso e a vederli mi facevano ridere. Gli offersi caffè e la crostata de nonna, oh! Se la so sgargarozzata tutta in trenta secondi! Insomma, mi dissero che avevano saputo che ero libero e mi chiesero se volevo giocare con i marziani.
 
- Con il Real Madrid?-
 
- No, no, mi fece segno con il dito indicando il cielo sopra di noi.
 
- I marziani, quelli veri? Gli alieni, gli ufo, gli extraterrestri?
 
- Sì proprio loro.
 
- E allora che gli hai risposto?-
 
-Il contratto sarebbe stato per pochi mesi luce, avevano bisogno della mia esperienza. Ero dubbioso ma  Hillary firmò per me perché non mi sopportava più dentro casa. Ero intrattabile e mangiavo troppo gelato e pasta al sugo, ma sospetto che in verità fosse per la presenza delle sei segretarie. Comunque, preparai la borsa e partii per il mio primo raduno extragalattico.
 
- E durante la tua assenza con i media come hai fatto?
 
- E’ stato facile, avevo il clone di Totti, lo avevano creato i due marziani.
 
- Ma scusa, allora non potevano crearne un altro da portare nello spazio?-
 
- È quello che ho detto pure io. Mi risposero che non riuscivano a insegnargli a fare il “cucchiaio”.-
 
- Giusto.
 
- Daje, sbrighiamoci a finire questa intervista, vedi che i miei ragazzi senza di me battono la fiacca? Daje, Giggi non fare il mollicone che arrivo, eh!
 
- Hai ragione, quindi una volta arrivato nella galassia che ruolo hai avuto?
 
- Ero il capitano dei marziani, il mister era un altro che veramente aveva un viso conosciuto, non ti so dire se fosse il vero o il clone di Mourinho. Mi sorge un dubbio: adesso la squadra giallorossa chi la allenerà, quello vero oppure un clone? Comunque mi dissero che lo avevano assunto perché aveva la faccia da attore, era fotogenico e voleva prendersi una rivincita, vincere anche nella fantascienza. Insomma, in quel periodo ho insegnato calcio agli extraterrestri, mamma mia erano dei veri pipponi, però avevano un importante lato positivo.
 
- Quale?-
 
- Giocavano per divertirsi, magari facevano un sacco di errori però col pallone provavano una grande gioia, la stessa che dimostravano anche gli spettatori sugli spalti. Oh, c’era sempre il tutto esaurito! E si divertivano i come matti: era quel sentimento che molte volte in tante occasioni mancava a noi sulla terra.
 
- Allora è stata una bella esperienza?-
 
- Certamente, abbiamo vinto il campionato, ero l’idolo del firmamento, in tutta la galassia il calcio rimbombava di entusiasmo e di guerre stellari fra alieni non si parlava più. Al termine del contratto volevano che rimanessi ancora, mi offrirono un sacco di benefits. Ma un'altra cosa che non riuscivano ad imparare era, come puoi immaginare, il saper cucinare. E poi il mare, mica ce lo hanno il mare lassù. Hai mai visto il mare sugli altri pianeti? Per non parlare di tutto il resto che manca. Però, devo ammettere, che sti marziani avevano capito più di noi il segreto per vivere bene: semplicemente giocare divertendosi e prendere la vita con filosofia! E così ritornai sulla terra, mi regalarono, su mia richiesta, il clone di me stesso che ho usato un sacco di volte per andare in televisione. Ora eccomi qua ad allenare sti vecchietti terribili. Ma lo sai che vengono all'allenamento con la motocicletta?
 
- Che c’è di strano?-
 
- Accidenti a loro, non me la prestano mai, perché Hillary non vuole che vada in motocicletta. Sai com'è, dice che sono troppo spericolato come Vasco. Adesso ti devo salutare, la mia squadra mi aspetta.
 
- Ma prima di andare puoi dirci chi vincerà questi campionati Europei?
 
- Sarà una bella lotta, può anche uscire fuori una outsider ma, Walter, sai mantenere un segreto?
 
- Certamente.
 
- Lo vinciamo noi perché abbiamo un marziano in squadra.
 
- Ma quello gioca con il Portogallo.
 
- Non lui, uno vero, il marziano goleador dello spazio, non posso dirti come si chiama, l’ho fatto arrivare in incognito e sotto mentite spoglie vestirà i panni di uno di noi e ci farà vincere tutte le partite.
 
- Ma non sarebbe corretto.
 
- Walter, ricordati, con la fantasia possiamo fare tutto e sognare. Ma non spargere la voce, c’è troppa gente che ha bisogno di ridere e poi sai che casino se tutto il mondo comincia a ridere insieme allo stesso momento?
 
Salutiamo Francesco Totti, tutto il paese gli sarà grato per il suo marziano cannoniere.
 Amici lettori, ci rivediamo al prossimo articolo calcistico sulle note di Lightnin' Slim - Winter Time Blues
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George Best

12 Giugno 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #sport, #personaggi da conoscere

 

 

 
 
 
Finalmente sono iniziati i campionati Europei di calcio, che avrebbero dovuto svolgersi lo scorso anno.  Per le note, arcinote, vicende potremo viverli nel corso di questa pazza e stressante estate 2021. Io penso, amici lettori, che anche per chi non segue, o non ha simpatia per una palla rotolante, sia una bella cosa. A proposito di bellezza, aggiungo che poi a seguire avremo le Olimpiadi e io voglio, vorrei, quasi pretenderei vedere entrambi questi eventi sportivi come un fraterno abbraccio planetario per tornare a una normalità di vita.
Lo so che George Best non è lo sportivo più sportivo che ci sia mai stato, l’ho "extra spallonato" da Il ventre di Maradona e in occasione di questi campionati europei appena iniziati, spero non vi dispiacerà se brevemente parlerò di lui.
George Best, pallone d'oro nel 1968, protagonista del calcio europeo e mondiale, tutto il resto è gioia e pazzia di uno dei tanti che ha bruciato la propria vita. Emanuela Audisio l'ha definito “un brasiliano travestito da irlandese”. Minchia! Con questa definizione ha detto tutto, potrei fermarmi qui, sì, lo faccio, non aggiungo altro, vi risparmio quello che ha fatto fuori dal campo, vi risparmio le sue magie con la palla fra i piedi, se volete, sognatele.
Mi dispiace per il lettori, soprattutto quelli più giovani che non sanno chi fosse, compratevi il libro di Emanuela, vale la pena leggere e piangere per questo campione, un pazzo, ma pur sempre un campione con un cuore e un'anima gentile al quale il destino non ha perdonato gli eccessi, un irlandese che sembrava un brasiliano. I campionati di calcio sono appena iniziati e lui, anche solo come un divertente commentatore televisivo, non avrebbe stonato.
E per rimanere in tema pezzo musicale consigliato durante la lettura, “Don’t You Worry ‘Bout  A Thing” Incognito “.
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