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Post con #vignette e illustrazioni tag

Radioblog: Franco Piol, "Tana libera tutti"

21 Giugno 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #eva pratesi, #recensioni, #radioblog, #vignette e illustrazioni

 

 

Illustrazione di Eva Pratesi

 

Eccoci pronti per il secondo appuntamento con RadioBlog - Voce agli scrittori. Questo mese scopriamo Franco Piol con il suo libro Tana libera tutti , ambientato a Roma nel dopoguerra.

Vi ricordo che, durante la lettura, potrete partecipare lasciando commenti sul libro o domande che vi piacerebbe porre all’autore con il quale faremo una chiacchierata tra un mese circa.

Intanto vi leggo un piccolo estratto delle prime pagine del libro dove conosceremo subito i dubbi ed i tormenti della bella Adelaide, segnata profondamente dalle vicende della guerra, che si trova a dover rendere conto al figlio Giannino di una scomoda realtà, specie in quei tempi.

Accompagnerà la lettura un’illustrazione della brava Eva Pratesi che coglie il momento in cui madre e figlio si confrontano.

E mi raccomando, cari scrittori, se volete anche voi essere protagonisti di questo spazio scrivetemi!Buon ascolto e buona lettura.

 

Musica: http://www.bensound.com

 

Per conoscere meglio il mondo delle illustrazioni di Eva Pratesi: http://www.geographicnovel.com

Radioblog: Franco Piol, "Tana libera tutti"
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Animavì: Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico

13 Maggio 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #vignette e illustrazioni

 

 

Animavì

Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico
seconda edizione

 

Diretto dal regista Simone Massi, il primo festival al mondo dedicato specificatamente all’animazione poetica e d’autore.
Tra gli ospiti il regista svizzero Georges Schwizgebel, conduce le serate Luca Raffaelli. Sedici opere in concorso da tutto il mondo


Si tiene nel centro storico di Pergola (Pesaro - Urbino) nel giardino di Casa Godio,dal 13 al 16 luglio 2017 la seconda edizione di ANIMAVÌ - Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico, con la direzione artistica del più importante regista italiano di cinema d’animazione, Simone Massi, che da anni realizza il trailer e la locandina della Mostra del Cinema di Venezia. Ospite d'eccezione il Maestro svizzero Georges Schwizgebel, regista di fama internazionale premiato nei festival di tutto il mondo, da Cannes ad Annecy, autore di oltre venti cortometraggi d’animazione (tra cui La Course à l’abîme; The Man with No Shadow; Romance; Jeu; Erlkönig), in cui applica una tecnica originale, artigianale, che consiste nel dipingere a mano ogni fotogramma, realizzando una pittura animata, di fatto opere d’arte dinamiche. A condurre le serate, che vedranno la partecipazione di ospiti musicali e personaggi del mondo della cultura italiana e internazionale, Luca Raffaelli, giornalista, saggista, sceneggiatore e uno dei massimi esperti di fumetti e animazione in Italia. Il programma completo al link www.animavi.org

A contendersi il Bronzo Dorato, prezioso trofeo artistico, ispirato all'omonimo gruppo equestre di epoca romana e simbolo della cittadina marchigiana, saranno 16 opere di animazione provenienti da tutto il mondo, dall'Australia alla Svizzera passando per l'italiano 'Confino', di Nico Bonomo, ma anche lavori da Spagna, Francia, Russia, Cina, Corea del Sud, Polonia, Lettonia, Portogallo e Danimarca. La Croazia sarà rappresentata quindi da '1000' di Danijel Zezelj.

Animavì vuole soprattutto rappresentare a livello internazionale il “cinema d’animazione artistico e di poesia”, quel genere di animazione indipendente e d’autore che si propone di raccontare per suggestione, prendendo le distanze in maniera netta dall’animazione mainstream. Vogliamo cercare di portare a Pergola - sottolinea il direttore artistico Simone Massi - dei 'giganti' in un piccolo paese e in un piccolo festival. Un tentativo che facciamo in maniera scanzonata e allo stesso tempo con la consapevolezza che qualcosa di importante ce l’abbiamo anche noi: le colline, i piccoli borghi, la nostra Storia”. Animavì primo festival al mondo dedicato specificatamente all’animazione poetica e d’autore, vanta il supporto di numerose figure di spicco della cultura e dell’arte, insieme a contadini, minatori, partigiani: Pierino Amedano, Franco Armino, Andrea Bajani, Luca Bergia, Valentina Carnelutti, Max Casacci, Dilo Ceccarelli, Ascanio Celestini, Erri De Luca, Nino De Vita, Goffredo Fofi, Daniele Gaglianone, Gang, Valeria Golino, Nastassja Kinski, Emir Kusturica, La Macina, Neri Marcoré, Mau Mau, Laura Morante, Marco Paolini, Lyudmila Petrushevskaya, Umberto Piersanti, Alba Rohrwacher, Francesco Scarabicchi, Silvio Soldini, Oreste Tagnani, Paolo e Vittorio Taviani, Miklós Vámos, Daniele Vicari, Emily Jane White, Massimo Zamboni.

 

Animavì è un evento realizzato grazie all'organizzazione di Mattia Priori, Leone Fadelli, Silvia Carbone e dall'associazione culturale Ars Animae, con il contributo e patrocinio di Regione Marche, Ministero deI Beni Culturali e delle attività culturali e del turismo, Marche Film Commission, Marche Cinema Multimedia, Comune di Pergola, Provincia di Pesaro e Urbino, SNGCI - Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e Accademia del Cinema Italiano Premio David di Donatello. Il festival ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la Medaglia al Merito per il valore culturale dell'iniziativa.


Per maggiori informazioni:

www.animavi.org
info@animavi.org
https://www.facebook.com/animavifestival

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Sergio Toppi, "Sharaz-De le mille e una notte"

19 Marzo 2017 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #vignette e illustrazioni

 

 

 

Sergio Toppi

Sharaz-De Le mille e una notte

NPE – euro 29,90 – pag. 255

 

Sergio Toppi (1932 - 2012) è uno dei grandi nomi del fumetto italiano degli anni Sessanta e Settanta - quando era un genere vitale e popolare non roba d’elite come adesso - uno che può stare alla pari con Hugo Pratt, Dino Battaglia, Milo Manara e Guido Crepax. Eppure molti se ne sono dimenticati, come capita spesso a grandi autori che hanno rappresentato il fulcro della nostra letteratura per immagini. Non io, cresciuto a pane e fumetti, senza per questo disdegnare i classici e i romanzi contemporanei, frutto come sono di una sana educazione postmoderna.

Toppi aveva il vantaggio di scrivere per il Corriere dei Ragazzi, per riviste considerate educative, rifaceva a fumetti i racconti di Buzzati, le Mille e una notte, scriveva racconti storici insieme a Mino Milani… Mio padre era un suo fan sfegatato, diceva che era un disegnatore che si rifaceva alla vecchia scuola del fumetto americano. A mio parere non è così vero, con Toppi siamo dalle parti dell’espressionismo tedesco e del realismo magico sudamericano. Toppi - per fortuna - non è stato dimenticato neppure da un piccolo editore colto e capace come Nicola Pesce, che dopo aver riscoperto Dino Battaglia prosegue nella sua opera meritoria di ristampare grandi opere del fumetto italiano. Il primo volume della collana Toppi è Sharaz-De, un modo agevole per avvicinare i ragazzi alla complessa lettura de Le mille e una notte, sceneggiate per immagini con estrema cura e con una ricerca linguistica certosina.

Il libro di NPE è stupendo, grande formato, rilegato, molte pagine a colori, dipinte ad acquarello, tanti originali in bianco e nero, schizzate con il tratto inconfondibile dell’artista milanese, stilizzato e nervoso, a base di chiaroscuri. Ottimi apparati critici, con una dotta introduzione di Matteo Stefanelli e un’intervista che Toppi ha rilasciato a Mariangela Rado, l’8 marzo del 2010, due anni prima di morire. Il nostro premio Yellow Kid 1975 fa sfoggio di modestia, dice di non ritenersi un maestro e di aver cominciato a disegnare fumetti per necessità, imitando modelli di autori più esperti.

La collana dedicata a Toppi andrà avanti con Blues, Bestiario, Naugatuck 1757, Chapungo, Ogoniok, Il dossier kokombo, Il Dio minatore, Krull, Il Collezionista, Colt Frontier, Tanka, Warramunga, La leggenda di Potosi, Sic Transit Gloria Mundi… l’archivio di cui dispongono gli eredi è sterminato. Per fortuna recuperabile, perché in certi casi non si riescono a ristampare vecchi fumetti per un problema di diritti, come nel caso dei fumetti Bianconi, dove ci sarebbe del buono da recuperare.

Lasciatemi dire che i grandi editori hanno abdicato al loro compito istituzionale di fare cultura e che per fortuna esistono piccole e dinamiche realtà come la Nicola Pesce Editore. Se così non fosse, saremmo nelle mani di chi sforna prodotti commerciali, li presenta al Premio Strega per allargare la platea dei possibili fruitori, spacciando per arte dei patetici quanto sterili virtuosismi.

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Romics: concorso Libri a fumetti

26 Febbraio 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #concorsi, #vignette e illustrazioni

 

 

Alla XXI edizione di Romics torna l’appuntamento con il Concorso Libri a Fumetti: il Premio che promuove la lettura e i migliori autori della nona arte Libri a Fumetti, il Concorso dedicato al mondo dei libri a fumetti, che negli anni scorsi ha premiato importanti autori quali Paco Roca, Robert Kirkman, Gipi, Igort, Canales e Pellejero, ritorna alla XXIesima edizione di Romics (6-9 aprile 2017).

Romics continua a impegnarsi per promuovere e diffondere in modo sempre più capillare la lettura in Italia attraverso un concorso che riunisce le più interessanti uscite editoriali della nona arte pubblicate nel nostro paese. Libri a Fumetti coinvolge artisti di diverse provenienze geografiche, offrendo un quadro ampio ed esauriente delle novità del panorama italiano e internazionale, sia grazie alla presenza in concorso di opere di artisti più rinomati, che alla sezione Nuovi Talenti, dove vengono premiate le matite più promettenti.

Il Concorso prevede 10 Premi: Gran Premio Romics, Premio Speciale della Giuria, Miglior libro di scuola Sudamericana, Miglior libro di scuola Angloamericana, Miglior Libro di scuola Europea, Miglior libro di scuola italiana, Miglior libro di scuola Giapponese, Miglior ristampa, Premio Nuovi Talenti.

Romics dedica uno spazio sempre crescente ai libri candidati, sia veicolandoli tramite i canali di comunicazione della manifestazione, sia tramite una mostra all’interno di Romics che permetterà ai visitatori di visionare tutti i libri in concorso.

Importanti novità sulla giuria di questa edizione, con alcuni dei prestigiosi giurati che arrivano a Romics da mondi apparentemente lontani da quelli del fumetto: il giornalista Piero Melati, Romano Montroni, presidente del Centro per il libro e la Lettura – Cepell, Enrico Fornaroli, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, grande esperto di Fumetto. Una scelta fatta per sottolineare il progressivo assottigliarsi dei confini tra il fumetto e la narrativa tradizionale.

Il concorso si inserisce all’interno di diverse iniziative targate Romics che hanno l’obiettivo di dare ulteriore slancio alla promozione della lettura in Italia, credendo fortemente che le graphic novel, la creatività nel fumetto siano straordinari mezzi di espressione che valicano confini geografici e sopratutto barriere culturali di ogni genere.

La cerimonia di premiazione si terrà il 9 aprile 2017 presso il PalaRomics.

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FUMETTO, ANIMAZIONE, CINEMA E GAMES Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games Tel. 06 87729190 - Fax 06 87729192 - info@romics.it

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Tutto fumetti e niente Dylan

24 Novembre 2016 , Scritto da Lidia Santoro Con tag #vignette e illustrazioni

Tutto fumetti e niente Dylan

Bisognava avere coraggio negli anni sessanta, per riconoscere che i fumetti potessero avere la giusta dignità e considerarli una forma di scrittura alla pari delle forme tradizionali della scrittura, come la poesia o il romanzo. Elio Vittorini era coraggioso e curioso, avido di novità, mai fermo sui soliti binari della conoscenza e della lettura. Per Vittorini, infatti, i fumetti rappresentavano una forma di scrittura e di narrazione, di riscrittura di un mondo di poesia e di immagini. Un mondo ancora per molti sconosciuto e poco apprezzato, se non addirittura disprezzato. Era un coraggioso sperimentatore e un intellettuale avido di novità, curioso di tutto e di tutti, Vittorini, ma il riconoscimento ufficiale alla sua sperimentazione gli viene da Eco che lo intervista per Apocalittici e integrati.

Eco non aveva bisogno di convincimenti, poiché ha sempre rappresentato, a suo modo, il mediatore tra il mondo della scrittura e dell’immagine, tra i mass media e la cultura di massa. Nell’intervista infatti sembra solo voler confermare il suo giudizio e il suo apprezzamento soprattutto per le strips, poiché la vignetta viene paragonata alla lettura di una pagina di un romanzo, che poco ci dice di tutta la storia. Nelle strips invece la storia si snoda snella e leggibile, vi è una sequenza di parole e disegni, che insieme danno un senso, che raffigurano tutto un mondo, un modo di pensare, una comunità e individui che vengono descritti e raffigurati in un determinato aspetto, anch’esso importante. E’ la ripetizione e la sequenza temporale delle strips che crea un mondo caratterizzato da un certo numero di personaggi, principali e secondari, proprio come in un romanzo.

E questi personaggi e il loro parlare, il loro pensiero, travalicano il mondo dei fumetti per sconfinare nel mondo reale, con espressioni e con un gergo da applicare nella vita di tutti i giorni. “Era una notte buia e tempestosa”, così Snoopy inizia il suo romanzo. In realtà ricalca le parole di inizio di un romanzo di Edward Lytton, che pochi avranno letto e l’autore non sarà stato dispiaciuto, perché la sua frase è diventata immortale, proprio per la vena da scrittore del simpatico bracchetto.

Una volta che il riconoscimento dei fumetti è stato accettato e “legalizzato”, fioriscono gli autori che fino ad allora avevano operato nell’ombra e nell’anonimato, fino a diventare figure insostituibili e popolari. Sulle testate nazionali diventano dei nomi, dei commentatori arguti e insostituibili delle vicende politiche e della cronaca, una sintesi immediata del fatto.

E avreste mai pensato che il severo, intransigente Calvino, forse ancora prima di leggere, ha usato Il Corriere dei piccoli come un libro di testo da cui attingere notizie, ritagliare disegni, comporre e ricomporre storie secondo la sua fantasia?

Forse Il Corriere dei piccoli o Topolino di Disney sono stati i racconti a fumetti che ci hanno accompagnato nei primi nostri anni, quando forse non conoscevamo ancora la lettura e solo le figure ci aiutavano a descrivere e comprendere la storia. Sono proprio le ambientazioni, le espressioni dei volti, la posizione dei corpi che sostituiscono le descrizioni dei sentimenti, delle situazioni e delle azioni.

E poi Quino: Mafalda e i bambini, Manolito, Susanita, osservatori e protagonisti della vita quotidiana, commentatori ironici degli avvenimenti, da quelli domestici e scolastici a quelli mondiali. I bambini assurgono a protagonisti indiscussi, acquistano pari dignità con gli adulti, propongono domande imbarazzanti e scomode, dichiarano candidamente che sono stanchi di lezioni standardizzate, ripetitive e poco interessanti. ”E non sarà che a questo mondo c’è sempre più gente e sempre meno persone?” quando leggiamo i pensieri di Mafalda non viene il dubbio che anche noi siamo arrivati a quella conclusione?

E il pubblico adulto aspetta con costanza e assiduità la continuazione del racconto degli eroi che lo accompagnano dall’infanzia. Conosco lettori di Tex che hanno cambiato casa, forse compagna, città e lavoro, ma non hanno mai tradito il loro eroe, così come Tex resterà per sempre fedele alla sua Lilith…

Poi il disegno conquista nuovi lettori, scala altre forme di lettura con la ‘graphic novel’.

La graphic novel costituisce una forma di romanzo, non breve, senza le interruzioni tipiche delle strisce e rivolto a un pubblico adulto: è caratterizzata dal genere, poiché tratta tematiche attuali, vicende storiche o di cronaca. Le ambientazioni sono realistiche, i personaggi a volte caricati per esprimere al meglio e in maniera inequivoca i loro sentimenti. Il pubblico è in aumento e questo fenomeno editoriale viene accolto ormai anche dalle più grandi case editoriali, poiché non rappresenta più un fenomeno di nicchia, ma piuttosto di vasta diffusione. In fondo la graphic novel può essere considerato come un mezzo di unione tra la letteratura e il cinema, conservando dell’una le parole, dell’altro le immagini. Non vi è solo la narrazione di storie intere e complete, ma anche la struttura narrativa a volte è simile, perché la graphic novel e il suo linguaggio è stato fortemente influenzato dal linguaggio cinematografico. Viene anche usata la tecnica del campo e del controcampo come nel cinema, per indicare alternativamente i soggetti coinvolti o con inquadrature diverse per indicare fatti che si svolgono contemporaneamente.

Arriva Pratt che ci traghetta in mari avventurosi, ci conduce per terre senza confini e schemi, alla ricerca di un tesoro che non ci regalerà oro, ma la realizzazione dei sogni, l’unico motivo per cui vale vivere. Pratt dona al lettore un codice segreto per entrare in un mondo dove la vita e il viaggio si fondono e dove un personaggio come Corto Maltese ci incanta come avventuriero, come pirata e come sorprendente gentiluomo. Una fusione quella di Pratt e Maltese o una simbiosi: passione per il mondo e le sue culture, passione per le terre sconosciute, spiriti liberi, miscela inscindibile tra fantasia e realtà.

Eccolo Corto Maltese:

Se mi trovo in compagnia di persone intelligenti non fa differenza se uno è italiano, etiope o argentino. Solo la stupidità e l’insensibilità non hanno bandiere” “Sono l'Oceano Pacifico e sono il più grande di tutti. Mi chiamano così da tanto tempo, ma non è vero che sono sempre calmo. A volte mi secco e allora do una spazzolata a tutti e a tutto. Oggi per esempio mi sono appena calmato dall'ultima avventura…” “Non sono nessuno per giudicare. So solamente che ho una antipatia innata per i censori, i probiviri. Ma, soprattutto, sono i redentori coloro che mi disturbano di più.

Poi Paz, Andrea Pazienza, inventore di storie, testimone dei favolosi e terribili anni 80, dissacratore e insieme custode dei sentimenti più comuni, Dissacratore dicevamo, ma anche cultore di sentimenti di stima e tenerezza, che naturalmente trasferiva nei sui disegni: Pertini, amato presidente e partigiano, combatte con lui (nomi in codice di Pert e Paz) in disegni fulminanti con risultati altamente espressivi. Unico strumento di lavoro un pennarello nero, non un segno di matita da poter cancellare, perché il disegno era già nella sua mente, pronto, solo da trasferire sulla carta. Andrea Pazienza è stato definito enigmatico, sfuggente, contradditorio, ma si ha invece la sensazione che le mille sfaccettature del suo carattere siano tutte incise nei suoi personaggi; la droga, il disagio, la morte sono l’estensione del suo malessere, della sua fatica di vivere e se i suoi personaggi sono caricaturali e grotteschi, con tratti di violenza, nelle sue parole troviamo espressioni di poesia, di passioni, insieme a tanta disperazione.

E quindi il fumetto in questi ultimi anni è diventato più adulto, e i ragazzi, diventati grandi, continuano a seguire i loro eroi di ragazzi, non più il divertimento per eterni adolescenti, anche se qualcuno continua ancora a nascondere nel quotidiano Tex o Corto Maltese, uscendo dall’edicola, o a spacciarli per letture dei nipoti. Si raggiunge pian piano un maggiore rispetto per il genere, con produzioni veramente mature e significative, con argomenti seri, che trattano eventi storici e conflitti bellici, come la serie di Persepolis di Marjane Satrapi. La storia, a fumetti, inizia poco prima della Rivoluzione iraniana, e con gli occhi di Marjane, bambina di nove anni, attraversa il cambiamento del paese, il potere dei fondamentalisti islamici, la riduzione delle libertà e delle speranze, soprattutto delle donne fino alla fuga in Francia di Marjane ormai ventiduenne. Approdato al cinema, candidato all’Oscar, il film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2007. In effetti anche in Italia i fumetti sono entrati in premi importanti e “seri”. Tra i candidati al Premio Strega del 2014 con “una storia” di Gipi, e “dimentica il mio nome” di Zerocalcare nel 2015.

Ma in fondo perché tanta meraviglia? Il primo tipo di comunicazione scritta non è stato forse il graffito? La prima scrittura non è stata la cuneiforme e il geroglifico? Non sono forse disegni raffiguranti oggetti, persone o scene di vita quotidiana? Il disegno, la ‘vignetta’ prima della scrittura, come una rivoluzione nello scambio di informazioni e nelle comunicazioni, come custode di una memoria permanente. Perché allora non a Corto Maltese il prossimo Nobel?

"Vi siete fatto male? Come siete caduto?" "Cado spesso un poco dalle nuvole."

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Zerocalcare, "Kobane calling"

24 Aprile 2016 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #vignette e illustrazioni

Zerocalcare, "Kobane calling"

Zerocalcare

Kobane Calling

Bao Publishing

Pag. 280

Ho letto tutto di Zerocalcare, credo di essere preparatissimo sulla sua poetica e sul suo stile, magari prima di morire ci scrivo un libro. In una precedente recensione affermavo che i suoi fumetti sono letteratura, molto più letteratura di tanta carta straccia travestita da libro e diffusa a suon di fanfare dal gigante Monnezzoli.

Kobane Calling non solo conferma la mia impressione ma supera ogni più rosea aspettativa, portando la verve scanzonata e surreale del fumettista romano (di Rebibbia, lui ci tiene, ma aretino di nascita) a contatto con l'impegno politico, senza mai scivolare nel lavoro a progetto, senza voler dimostrare a ogni costo una tesi. Non era facile parlare di Kobane, Turchia, Siria, Irag, Isis, Rojava e il regno dell'utopia, problemi dei curdi e guerra globale, tra terroristi veri e presunti, resistenza e diffidenza, luoghi comuni e realtà, senza scadere nel pippone politico (per usare il suo gergo) fine a se stesso. Zerocalcare scrive un diario di viaggio a fumetti, un reportage sincero dalla parte dei curdi, compie un'operazione alla Joe Sacco (Palestina), ma meno ideologica e per niente saccente. Lo fa con il suo stile disincantato, tra dialoghi con l'armadillo immaginario e il mammut dei peggiori incubi, con le rappresentazioni tratte dal mondo dei cartoni e del cinema, da Barbapapà a Peppa Pig, passando per Ken il guerriero, il mondo fantastico di Guerre Stellari e il fantasy della Compagnia dell'anello.

Zerocalcare avvisa i suoi lettori: "Troverete un racconto il più possibile onesto di quello che ho vissuto durante il viaggio e nei giorni immediatamente precedenti, sia dal punto di vista emotivo che da quello della cronaca, comprese le contraddizioni e i dubbi del caso." Il fumettista non ha nessuna intenzione di dispensare certezze che non possiede, ribadisce più volte che ha scritto un fumetto e non un trattato di sociologia, tanto meno sta partecipando a un talk show televisivo dove ogni idiota grida la sua verità. Perfette le sue parole: "Un tentativo di tenere un equilibrio tra il pippone didascalico e la cazzata spicciola. In certi punti spero di non aver fatto nessuno dei due, in altri probabilmente li ho fatti entrambi, però oh se nascevo imparato non stavo qua."

Kobane Calling a tratti è opera di pura poesia, anche se Zerocalcare scherza e smitizza la sua vocazione lirica, che viene fuori con prepotenza, davanti allo spettacolo della polvere di stelle sul cielo notturno dei territori martoriati dalla guerra, di fronte agli occhi di una ragazzina che si è rifugiata sulle montagne per sfuggire a un padre padrone e agli orrori della persecuzione turca. Un libro da leggere assolutamente. Un'opera importante per la letteratura italiana contemporanea. Un'alternativa al niente che ci circonda.

Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi

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Emotions

11 Febbraio 2015 , Scritto da Margareta Nemo Con tag #margareta nemo, #vignette e illustrazioni

Emotions
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La satira non si ferma

9 Gennaio 2015 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #vignette e illustrazioni

Garrincha
Garrincha

Due fumettisti cubani, Garrincha e Omar Santana, rendono omaggio ai morti di Parigi.

Omar Santana

Omar Santana

Garrincha

Garrincha

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Debutta Meñique, primo cartone animato cubano in 3D

21 Agosto 2014 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #cinema, #vignette e illustrazioni

Debutta Meñique, primo cartone animato cubano in 3D

Meñique, la favola di un minuscolo giovane contadino che aspira all'amore di una principessa, ha debuttato il 20 luglio nei cinema cubani della capitale, in occasione della Giornata dei Bambini. Il lungometraggio a cartoni animati di produzione cubano - spagnola riveste grande interesse perché segna una tappa importante nello sviluppo della cinematografia cubana. Meñique è il primo cartone animato girato con tecnica 3D prodotto da ICAIC sull'Isola. Autore Ernesto Padrón, regista e sceneggiatore, che definisce la pellicola "una versione sui generis di Pulgarcito". Padrón disegna anche i personaggi e conferisce l'animazione a una storia che rappresenta bene l'animo ispano - cubano, soffusa di sentori che ricordano la saga di Don Chisciotte e Sancho Panza, ma anche di paesaggi che riproducono la suggestiva Valle de Viñales e permeata di ritmi musicali popolari come il guaguancó.
L'idea di realizzare Meñique comincia farsi largo nel 2008, ma non è facile portare a termine un lavoro complesso che necessita di 200 persone tra disegnatori, programmatori e artisti che si prendono l'incarico di ricreare le immagini animate in tre dimensioni. Una conquista tecnologica e un grande successo per il cinema cubano, anche se 34 operatori tecnici sono spagnoli.

Producono l'opera: Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC), Universidad de Ciencias Informáticas, Ficción Producciones Films (Spagna), Ibermedia e la Fundación Villa del Cine (Venezuela).
Budget alto per il cinema cubano: tre milioni di euro. Padrón considera i costi "molto economici" se paragonati ai budget internazionali di cui godono simili pellicole.
Meñique è un racconto per ragazzi che ho tradotto in italiano, molto noto a Cuba, una libera interpretazione di Pulgarcito (Mignolino) del francese Edouard Laboulaye, pubblicata da José Martí (1853-1895) nel primo numero de L'età d'oro, il libro più letto e amato dai bambini cubani.
Il film narra le avventure del piccolo Meñique che, per tirare fuori la sua famiglia dalla povertà, si reca in città insieme ai due fratelli, dove conosce il re che ha promesso di concedere il titolo di marchese e di dare sua figlia in sposa a chi riuscirà a liberarlo dalla terribile maledizione della strega Barusa. Meñique è la personificazione della furbizia, mentre la morale della fiaba è che "la sapienza conta molto di più della forza". Alla fine l'amore trionfa, come in ogni fiaba.

Il giovane attore cubano Liéter Ledesma presta la sua voce al protagonista, Yoraisy Gómez alla principessa, mentre altri attori molto noti a Cuba come Carlos Ruiz de la Tejera, Corina Mestre, Aramís Delgado, Enrique Molinae Osvaldo Doimeadiós danno vita agli altri personaggi.
Ruiz de la Tejera, che interpreta il figlio della strega malvagia, afferma che "la voce degli attori è stata registrata come se fosse un'opera di teatro, per sottolineare la provenienza cubana".

Il film dura 80 minuti, la colonna sonora è molto importante, contiene quattro canzoni originali del cantautore Silvio Rodríguez, ma anche la musica di fondo composta dal cubano Edesio Alejandro e dallo spagnolo Manuel Riveiro miscela con arte ritmi cubani ed europei.
Centinaia di bambini cubani accompagnati dai familiari hanno preso d'assalto il cinema Charles Chaplin dell'Avana per assistere al debutto di una pellicola importante che ha divertito grandi e piccini.

La pellicola vuole trasmettere un messaggio di amore, amicizia, solidarietà e perseveranza, in un momento storico così povero di valori e sentimenti. Proprio per questo si rivolge anche a un pubblico adulto.

Gordiano Lupi

Debutta Meñique, primo cartone animato cubano in 3D
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