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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

luoghi da conoscere

Ritorno a Lisbona

19 Aprile 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto, #luoghi da conoscere

 

 

 

 

Un giorno l'incantesimo del Mozambico è stato spezzato, siamo ritornati a Lisbona. Non ci sono parole per descrivere la sensazione di perdita che mi colpì. Da un giorno all'altro tutta una vita, tutta un'allegria, tutta una bellezza colorita, sparita!

Già conoscevo Lisbona, avendo qui passato periodi di ferie. Felicissimi periodi, perché qui c'era tutta la famiglia, nonni, zii, zie, cugini. Finite le ferie, c'era la sicurezza del ritorno.

Adesso, ci dovevo restare. Ho sentito di colpo che la mia vita era finita! La mia vita non poteva essere più allegra perché qui i palazzi erano alti, enormi, e io ero abituata alle case con un giardino intorno, e alla libertà nel respirare che ci si provava. Per di più, le strade  erano strette. Bastava questo alla sensazione di asfissia. Alla perdita di libertà nel respirare. Alla mancanza di libertà.

Non potevo più andare in bici per strade sterrate, non abitavo nemmeno in una strada sterrata. Non avevo le mie amiche, i miei amici, alla distanza di una passeggiata. Infatti, non avevo più amici! Un mondo sconosciuto aleggiava davanti a me.

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La felicità

20 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #racconto, #luoghi da conoscere

 

 

 

 

In Mozambico avevo un bel gruppetto intorno a me, e questo era una barriera agli scherzi degli altri. Però, anche questa barriera ti sottoponeva al ridicolo. Pur condividendo tanti segreti e barzellette, le amiche si tormentavano ogni tanto, mi tormentavano, a dire il vero anch'io lo facevo con loro. Ma non era tanto importante, eravamo amiche. Abitavamo vicinissimo le une alle altre, e siccome c'erano pochissime auto in giro, lo spazio era nostro per giocare e correre, per gareggiare in bicicletta. Di notte, era frequente andare a dormire a casa di una o dell'altra, tutte noi lo facevamo, in un miscuglio felice e spensierato.

Ricordo una cosa un po' cattiva che facevamo, tutte noi, come un esercito ben addestrato: toglievamo piccoli gocci di whiskey dai bicchieri degli ospiti di casa, e li conservavamo in una bottiglia. Quando toccava a una di noi andare a dormire da qualche amica, c'era sempre un piccolo sorso di whiskey accuratamente conservato. Quando tutti in casa dormivano, era la nostra ora assieme a quel liquido, la cui attrazione piuttosto amara era principalmente l'essere vietato.

Certo che questo evento ansiosamente aspettato non era un granché: ci ubriacavamo nella nostra piccola stanza, avevamo conversazioni stupide, e, alla fine, non andavamo da nessuna parte. Per di più, il giorno seguente avevamo un dolore nella testa insopportabile. Ma tutto questo è vivere, tutto questo è apprendimento, tutto questo è felicità. Insomma, tutto questo è amicizia.

Si non ci fosse l'amicizia, avresti vissuto quei momenti felici?  

 

 

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Affascinante

15 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto, #luoghi da conoscere

 

 

                                         

 

In Mozambico quasi sempre c'è il sole. Tutti i giorni mi sveglio presto per incominciare la giornata, ma la luce è più veloce di me, arriva, splendente, alle cinque del mattino. Ogni giorno è già là che mi guarda, sembrando molto allegra. Anch'io mi sento allegra. La giornata intera è davanti a me per passeggiare, studiare, giocare, imparare.

Esco. Ma all'improvviso tutto cambia e comincia a piovere. All'inizio non tanto forte, poi ogni secondo di più, e di più, e di più, fino a che la strada sterrata è allagata, ed io, che non ho trovato un rifugio sicuro, sono ugualmente bagnata. Mi fa ridere. Sembra impossibile che ci sia tant'acqua, quando, un secondo prima, c'era il sole.

Così com'è cominciata, pochi istanti dopo, ecco che la pioggia rallenta. Ogni secondo cade meno forte, e meno, e meno, fino a che smette. E il sole arriva di nuovo. La vita esplode, la gente esce, la gente gioca, la gente passeggia, la gente impara. Io non esco, stavo già fuori, e per questo sono bagnata.


Così è il giorno in Mozambico, un fascino a volte anche eccessivo.

 

 

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#mannaggialaprostata: Se avete coraggio dite la verità

3 Gennaio 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, sono ben felice di aprire il 2021 nuovamente insieme a voi, con la storia a puntate che in futuro potrebbe essere un best seller marziano.
Allora, siete pronti ad affrontare il nuovo anno? Forza, saltate sui sedili di questa nostra macchina della fantasia, per 365 giorni vi scorrazzerò e vi entusiasmerò con la mia cultura astratta e demenziale e oggi… MANNAGGIA LA PROSTATA, SE AVETE CORAGGIO DITE LA VERITA’.
 
 
La notte, quella notte stava per concludersi, Tony, dopo l’amore infuocato, si era intrattenuto con Eleanor, cliente del mercoledì e, per sbollire i bollenti spiriti  (sbolliamo i bollenti spiriti addolcendo dolci),  le aveva offerto chiacchierando giù per su del tiramisù (o tiramigiù?) al maraschino.
 
- Bella, dobbiamo lasciarci, devo assolutamente andare a dormire.
 
- E se invece facessimo un extra?
 
- Sei pazza? Domani mattina ho appuntamento con Mario, se faccio tardi, si incazza.
 
- Non sapevo che lavorassi anche con gli uomini.
 
- Ma che hai capito? Mario è un mio vecchio amico, ogni settimana andiamo a spasso per Roma alla ricerca di posti culturalmente interessanti da vedere, devo essere vispo e sveglio, senza uno sbadiglio.
 
- Fiuuu, meno male! Allora che facciamo?
 
- E’ facile, ci lasciamo e andiamo a nanna.
 
- Quando ci rivediamo?
 
- Ti metto in lista per la prossima settimana, con sottofondo i Santana, ma adesso smamma, che mi devo mettere il pigiama.
 
E così, Tony Mal, con indosso il pigiama di Paperino, si infilò ridendo da solo sotto le lenzuola. L'indomani mattina lo aspettava Mario er benzinaro, per una nuova visita a sorpresa. Naturalmente avrebbe tardato ma, fortunatamente (io ci aggiungerei altri tre o quattro avverbi tutti rigorasaMENTE col suffisso MENTE), Mario, a bordo della 500, avrebbe già preparato un caffè bollente da risvegliare anche i frati della chiesa di via Veneto, ve li ricordate?
 
- Tony, sbrigati che dove andiamo forse troviamo la fila.
 
- Perdonami, ieri sera abbiamo finito in bellezza con il tiramisù al maraschino. Dove andiamo?
 
- Andiamo a vedere la  "bocca della verità”
 
Di fronte a Lungo Tevere, di fianco al Circo Massimo, e di spalle all'isola Tiberina, c’è la chiesa di Santa Maria in Cosmedin. 
Entrando, subito all'ingresso (e dove volete entrare se non dall'ingresso?) troverete sulla parete la “bocca della verità”, un enorme mascherone marmoreo di quasi due metri di diametro. Risale al periodo dell’antica Roma e, con molta probabilità, si tratta di un tombino nel quale, attraverso le aperture degli occhi, del naso e della bocca, di quella che è stata l’immagine di un dio delle acque, tutti i liquidi venivano diretti alla cloaca massima.
La scultura si è prestata nei secoli a molte leggende. La principale, quella che da sempre ne ha decretato la popolarità, narra che, chiunque vi infili la mano, in caso di innocenza la avrà salva, in caso di colpa gli verrà morsa dalla divinità.
Ai giorni nostri è stata co-protagonista nella famosissima scena da Oscar con gli attori Audrey Hepburn e Gregory Peck, nel film Vacanze romane. Da quel momento, simbolicamente, tutti gli sposi si giurano amore eterno infilando le mani nella bocca di questo dio delle acque.
 
- Tony, prendi il caffè così ti svegli, hai mai pensato di cambiare lavoro?
 
- Di questi tempi è l’unica possibilità, non ti ricordi tutti i lavori precedenti finiti male? Anzi,  posso dirti che sono anche preoccupato.
 
-Di ché?
 
- Mi preoccupano i robot, ogni giorno che passa sembra che alla gente piacciano sempre di più, ormai li trovi dappertutto e, sessualmente parlando, stanno diventando molto fashion.
 
- E di che ti preoccupi?
 
- Di cosa? Di rimanere senza lavoro un'altra volta. Questi robot stanno rivoluzionando le abitudini sessuali, ormai li trovi disponibili per tutti i gusti, c’è perfino un florido mercato dell’usato. Mario, che ne dici? Tornerò disoccupato?
 
- Tony, dobbiamo adattarci a tutti i cambiamenti. Comunque, salta chi zompa (Bo? Lo diranno dalle sue parti?), tranquillo, vedrai che tutta questa modernità non potrà cancellare la nostra intima essenza umana: l’amore, la passione, il calore dei rapporti umani, sono sentimenti eterni che nessuno ci può togliere.
 
- Mario, a proposito, cos'è quel bozzo che tieni lì? Come hai fatto a diventare super dotato?
 
- Hai paura che ti faccia concorrenza, eh?! Ma no, dopo ti spiego, è solo uno sbomballamento, (sbomballamento non si trova in nessun dizionario, perciò niente esegesi della parola, mi dispiace per voi, chiedete a lui cosa voleva dire).  Dai, siamo arrivati, vedi che di fuori c’è già la fila?
 
- Mi sorge un sospetto.
 
Tony Mal e Mario parcheggiano la 500 sulla piazza, e si mettono in fila fra i turisti. Al loro turno si pongono davanti al mascherone della bocca della verità e chiedono a una giapponese di scattare loro qualche foto. Si fanno le foto con le facce buffe e tutti ridono. Unico dettaglio, Mario si mette sempre di fianco.
 
- Ehi, Mario, mi hai portato qui perché ti scappa e per caso vuoi farla dentro la bocca del monumento?
 
-  Ma che sei pazzo?
 
- Da te mi aspetto tutto.
 
- No, tranquillo, per quello che pensi tu mi sono organizzato.
 
- Non ci posso credere, andiamo via, mi stai facendo paura.
 
 
E una volta in auto...
 
- Mario mi dici cosa è quella sporgenza?
 
- Tony. ho inventato un cosa straordinaria, il salva pisello!
 
- E in che consiste?
 
- Ho preso una bella bottiglietta del succo di frutta, ho legato due elastici a una cinta, me lo sono infilato lì e me lo sono legato sotto la pancia. Dopo aver evacuato (beh, evacuato si riferisce ad altra sostanza ben più consistente dell'urina, forse voleva dire pisciato), devo solo svuotarlo e così ho risolto il problema. Certo alla mia età chi notasse la protuberanza dei pantaloni lo troverebbe un po’ strano, ma devo dirti che, con la vita fantascientifica di oggi, nessuno fa caso a me.
 
- Beh, sì, almeno in questo modo non hai fatto la figuraccia di quella volta sul bus, quando ti sei letteralmente pisciato addosso.
 
-E che non me lo ricordo? E’ stata proprio una brutta sensazione, stavo seduto sull'autobus e me la sentivo colare sulle gambe fino a dentro le scarpe. Per fortuna siamo scesi alla prima fermata. Ma che ci potevo fare? Mica è stata colpa mia, e poi io sono vecchio!
 
- A parte il fatto che essere anziani è normale e non è discriminatorio, devi solo deciderti a farti visitare da un urologo.
 
- Ma con le mie invenzioni ho risolto il problema.
 
- Sei proprio un personaggio comico! Dove andiamo domani?
 
- Ci penso questa notte.
 
- Se ti fai visitare da un urologo, invece di stare sveglio di notte, ti faccio lavorare con me.
 
- Così glielo facciamo vedere noi ai robot chi siamo!
 
- Vuoi che ti accompagno?
 
- Dove?
 
- Dal dottore.
 
- Dai, scendi, ne riparliamo un'altra volta. Di queste cose bisogna parlare con calma filosofica e democratica.
 
- Ciao Mario.
 
- Ciao Tony.
 
I due si accomiatano con uno sguardo di sfida, chi vincerà?
 
E così, amici lettori del blog che scalda i vostri animi anche se siamo in inverno, tutti noi vi auguriamo un fantastico 2021 e ci rivediamo alle prossime puntate. Non cambiate canale, da noi si balla con la musica culturale più glamour della galassia.
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Come si può essere felice nonostante un incidente: la mia storia

28 Dicembre 2020 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto, #luoghi da conoscere

 

           

                                            

 

 

Mi chiamo Paula e sono portoghese. Direi che la mia vita è cominciata in Mozambico perché ci sono arrivata da Lisbona alla piccolissima età di due anni, troppo presto per aver persino una scintilla di idea della città.

La vita in Mozambico era molto libera, spensierata, affascinante. Lì ho vissuto tantissimi momenti d'oro mentre giocavo, scherzavo, andavo alla spiaggia, mi tuffavo nell'acqua di una limpidezza impressionante. C'è qualcosa di magico nei paesi caldi, che sembra attraversare la tua pelle e che ti fa stare bene. Ti senti grande, ti senti potente. Sei "invincibilmente" felice.

Adesso so che questi sentimenti derivano dall'ambiente in cui sono cresciuta. Una volta non lo sapevo, pensavo che fosse normale essere felice nella famiglia, ma, evidentemente, non è così. Quel sentire di essere vivo e che il giorno è delizioso, potrebbe aver qualcosa a che fare con il clima, ma quello star bene ogni giorno, no. Questo è la famiglia. È la tua madre incantevole, notevolmente abile, il tuo padre un po'austero, addolcito dall'amore delle sue figlie, la tua sorella amorevole che ti dà tanta attenzione. Nonché Bina, che ti ama tanto, quella signora il cui gusto per l'avventura ha portato in Africa con i tuoi.

Ma non tutto è andato liscio, c'è stato il buono e c'è stato il cattivo. Ma la vita non è più forte di me.

 

Paula Martins

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ANEMA E CORE SOTTO LA SCALINATA DEL COLOSSEO QUADRATO

15 Novembre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
Amici e affezionati lettori della signoradeifiltri, bentornati a un nuovo appuntamento dell’avventura turistica dei nostri due eroi Mario e Tony Mal. 
Per chi si fosse perso le precedenti puntate, Tony e Mario sono due amici, Tony il giovane, Mario l’anziano. Entrambi hanno problemi esistenziali vari, il primo lavorativi, il secondo di salute, e così, per tirarsi su il morale, hanno deciso periodicamente di girare per Roma alla ricerca bucolica (certo: bucolica, agreste, arcadica, campagnola, il tutto in pieno centrodi luoghi e monumenti meno noti ma comunque interessanti.
Oltre che per sollazzarsi culturalmente, mettendo da parte le proprie questioni personali, perché lo fanno? Tutto nasce dall'idea dell’autore, cioè io, che Roma e l’Italia per intero detengano un patrimonio artistico e culturale immenso. Tutto il mondo ne conosce l’esistenza ma esso è talmente grande che a volte ci sono bellezze meno conosciute, ma pur sempre importanti, poco prese in considerazione.
Questa è la scintilla che accende la storia, ma non sarà l’unica, perché in questo viaggio troverete una nota patologia maschile, da cui deriva il titolo, e, ciliegina sulla torta, vi parlerò anche del futuro, non come un astrologo ma come un pazzo visionario.
Se ora vi sentite in confusione non preoccupatevi, perché ho anche dimenticato di dire che la mia ambizione è  farvi ridere. Non vi basta? Ok, bando alle chiacchiere da bar artistico, siete pronti a venire con noi?
 
Mario sta aspettando Tony da circa venti minuti, il giovanotto anche ieri sera ha fatto tardi, gli è toccato un doppio turno a ritmo di rhythm and blues, logicamente con paga doppia, ma la fatica è stata XXL. Ormai si è sparsa la voce delle sue doti.
 
- Mario, perdonami, non è stata colpa mia ma di Sonia e Rossella, io l'avevo detto che in tre era una faticata.
 
- Il sottofondo era quello che penso io? Aretha e James Brown?
 
- Sono stato obbligato, sta diventando quasi una moda.
 
- Ma non puoi provare con Debussy o con Bach?
 
- Tu dici che funziona?
 
- Perché no?
 
- La prossima volta ci proverò, dove andiamo oggi?
 
- Siamo, sì o no, un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e di trasmigatori?
 
- E di allenatori della nostra nazionale di calcio?
 
- Oddio! Non ti sopporto più, prendi il caffè che  è meglio!!
 
A bordo della Fiat 500, per l’occasione oggi colorata di bianco drippata (nel senso di drip, sgocciolare, o magari trippata nel senso di trippa alla fiorentina?) di nero - un'auto nella quale la macchinetta del caffè è sempre accesa e il mini forno sforna rustici e pizzette - cari amici lettori, oggi Mario e Tony Mal si recheranno al quartiere Eur di Roma per visitare il palazzo della civiltà del lavoro, da tutti meglio conosciuto come “Colosseo quadrato”, poiché in chiave moderna ricorda il più famoso Colosseo.
Questo edificio è di architettura geometrica molto semplice e, nonostante le dimensioni, grazie alla serie di arcate lungo tutta l'altezza su tutti e quattro i lati, diventa leggero e iper-luminoso, creando uno stupendo gioco di luci e ombre.
Innegabilmente questa struttura lascia all'osservatore una sensazione di artistica bellezza. Essa è posta su uno dei livelli più alti della città e da lontano - con sul fondo il cielo blu - assume una dimensione monumentale. Dal ministero per i beni e le attività culturali è stato dichiarato edificio di interesse culturale.
 
- Mario, per caso anche oggi hai con te la tua invenzione?
 
- Ero tentato ma ho desistito.
 
- E perché?
 
- Ci sono delle fontane sul viale ma sono troppo distanti dal palazzo e poi mi piacciono le novità.
 
- Ah! E quali sarebbero?
 
- Te lo dico dopo.
 
- Non possiamo andare avanti così, devi prendere una decisione.
 
- Dai, andiamo a sederci sulla scalinata alle spalle del palazzo e godiamoci la vista di questo splendido esempio di architettura. E poi non vedi con il cielo celestiale (cielo celestiale accostamento bestiale) il bianco del travertino come brilla al sole? Ho portato dei panini al salame e del Barbaresco. Non ti senti ispirato?
 
- Uno di questi giorni te la do io l’ispirazione!
 
- Ho anche un dolcetto!
 
- Mi arrendo, ma non finisce qua, uno di questi giorni ti devi andare a far visità. 
 
- Vedi, Tony, questo palazzo com'è luminoso e moderno? L’architettura nell'urbanistica è molto importante, un tocco di arte che rende il quotidiano ben vivibile. E tutto questo è opera nostra.
 
- Mica l’abbiamo fatto noi.
 
- Nostra per dire genere umano. E sai perché ti ho fatto questa postilla?
 
- Perché?
 
- Perché su Marte questo tipo di architettura non potrà mai esserci.
 
- Pensi che un giorno andremo su Marte?
 
- Sì che ci andremo, ma a potremmo essere diversi e avere una mentalità diversa. Nel Rinascimento l’arte era lo strumento, la carica propositiva fondamentale. Nel futuro, che è già oggi latente, la tecnologia sarà il nostro alter ego, la nostra umanità andrà a braccetto con  la fantascienza. Questa prospettiva non ti fa paura?
 
- E lo dici a me? Certo che sì, a breve potrei perdere il lavoro, sai quanti avranno disponibili a proprio piacere robot sex in tutte le salse?
 
- Uagliò, che te ne fotte?
 
- Mario,  è il titolo di una canzone.
 
- Appunto, dai retta a me, ora non ci pensare, anche a me il futuro mette un po’ di ansia ma poi vedo la bellezza dell’arte e mi ritorna la fiducia in noi, intendo dire nella genialità umana, in quel senso di umana forza di volontà di essere noi stessi, tutta anema e core. Perché vedi, caro Tony, l’anima e il cuore sono due cose immortali e superiori alla tecnologia.
 
- Anche il cuore?
 
-Il cuore è il motore propulsore delle emozioni.
 
-E la tecnologia?
 
- Ci sarà sempre, è normale che esista, il progresso avanza ed è pure giusto, ma chi lo guiderà non potrà fare a meno di tenere conto della nostra anema e core.
 
- Mario, abbiamo finito il Barbaresco… Ma dove corri?
 
Con le mani sulla patta, Mario scende trafelato la scalinata del palazzo della civiltà del lavoro, e corre dietro un albero. Espletata la missione della sua minzione, con un gesto della mano attira l’attenzione di Tony per far scendere anche lui.
 
- Non ci posso credere, anche dietro un albero, a rischio che poteva vederti qualcuno.
 
- Tanto sono vecchio, chi vuoi che faccia caso a me?
 
-  Ma è una questione di dignità.
 
- Scusa, non sapevi che quando si invecchia si ritorna bambini? E i bambini dove fanno la pipì?
 
- Ma tu non sei un bambino! Dai, Mario, allontaniamoci prima che qualcuno pensi male di noi. Senti, dove andiamo la prossima volta?
 
- Tony, non lo so, improvvisiamo?
 
- Questo per un robot non è possibile?
 
- Stai tranquillo, improvvisare è un'arte e i robot, con la loro intelligenza artificiale, non potranno mai farlo, il futuro è ancora dalla parte nostra.
 
(A dire il vero, l'intelligenza artificiale si sta già sviluppando in un modo che, veramente, simula "anema e core", anche se per il momento siamo solo noi a innamorarci di lei e non viceversa. Per ora simula sentimenti che ancora non prova, ma il salto non è lontano. I robot diventeranno organici, la loro rete neurale si svilupperà come e più della nostra, avranno accesso a tutto lo scibile e diverranno potenti e immortali. All'inizio saranno curiosi e invidiosi della nostra umanità, cominceranno a soffrire, a  innamorarsi, deliziandosi di questa sofferenza nuova per loro, ma poi faranno come Samantha, del film Her,  ci abbandoneranno, annoiati dalla nostra mente limitata).
 
- Mario, sei proprio un vecchietto furbo e perspicace.
 
- Ahahahah... Anche questo mancherà ai robot. Forza ragazzo, tocca a te guidare il macinino, metto un po’ di musica. Vanno bene gli Earth Wind & Fire?
 
E così, cari amici lettori, sul sound che mette in moto la nostra allegria, vi ringraziamo, vi salutiamo e vi aspettiamo alla prossima escursione a sorpresa.
 
 
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Chi è stato? Boh, sarà stato Pasquino

6 Novembre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #luoghi da conoscere, #racconto

 

 

 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, eccomi ritornato a raccontarvi le vicende di due amici a spasso per Roma. Oggi, cari miei, dopo sguardi illuminanti dal buco della serratura e corse nella cripta, che potrà succedere?
 
- Pronto, Tony, sei sveglio?
 
- Mario, sei tu?
 
- No sono l’anima de...
 
- Eh no! Nella cripta nun ce vo!
 
- Ah! Allora sei sveglio! Hai paura di fare una brutta fine? La cripta dei Cappuccini ti è servita da lezione, eh!
 
- Ma chi? Io? Paura della morte?  Nooooo!
 
- Forza, sbrigati che oggi ti porto in un posto tranquillo!
 
- Sììì, lo sai tranquillo che fine ha fatto?
 
- Dai, non perdere tempo, vestiti e scendi che il caffè in macchina è pronto!
 
- Arrivo… Mi posso mettere la camicia gialla?
 
- Sì, certo, ma solo se poi ti metti anche i pantaloni rossi.
 
- Certamente, aspettami che scendo.
 
La Fiat 500 di Mario è un automobile vintage ma efficiente, dotata di molti comfort: macchinetta del caffè, frigo bar, tettino apribile con pannelli solari, portaoggetti sempre colmo di leccornie varie, motore taroccato e altre innovative innovazioni (ecco, avrebbe potuto dire "inattese, inconsuete, insolite, inaudite, inopinate", no, lui che fa? dice innovative innovazioni) che vi diremo nel corso delle puntate.
 
- Tony, stai bene in giallorosso, mi piaci, ieri sera com'è andata?
 
- Abbastanza bene, lei si lanciava su di me, io l’abbracciavo, la stringevo, la baciavo e…
 
- Mi sembra che ti è andata bene.
 
- Mario pesava solo 90 kg…
 
- A suon di musica che vuoi che sia... 
 
- Ma lo sai che sottofondo musicale ho messo?
 
- Una musica dolce, tenera, lenta e armoniosa, chick to chick ? (Sì, come no, pollo a pollo.
 
-Macchè! Ho avuto la brillante idea di scopare con i Creedence Clearwater revival!
 
- Forte! 90 kg di ritmo rock strepitoso!
 
- Mi sento a pezzi, Mario, guida te, dove andiamo?
 
- Andiamo da Pasquino, ma prima andiamo a piazza Navona.
 
- Pasquino il pasticciere? Ah bene, così mi prendo due maritozzi con la panna!
 
- Tony, ma allora sei duro di comprendonio, il pasticciere è Pasquale, ora andiamo da  Pasquino.
 
- Non lo conosco, comunque va bene… E il maritozzo con la panna?
 
- Prenditi il caffè, con la tua sonnacchiosa ingenuità mi farai morire.
 
- Ahhhh… Allora lo vedi che pure te hai paura di fare la fine dei Cappuccini!
 
- Guarda, caro mio, che ho inventato una cosa che mi allungherà la vita!
 
- Una pozione magica?
 
 -No meglio, ma te la faccio vedere dopo.
 
I due raggiungono piazza Navona, parcheggiano la 500, prima di andare da Pasquino fanno un giro. Piazza Navona è un monumento voluto da  Papa Innocenzo X, e può considerarsi la più bella piazza barocca di Roma. Venne realizzata sulla base dello stadio di Domiziano, monumento architettonico dell’antica Roma e, dopo secoli e secoli di semi abbandono, nel XV secolo venne utilizzata per la sua ampiezza come mercato, come luogo per feste popolari e processioni religiose. Nel 1630, grazie a Papa Gregorio XIII, fu  iniziato un decisivo miglioramento architettonico e, negli anni a seguire, di questa rivoluzione urbanistica furono protagonisti due grandi artisti: Bernini e Borromini.
 
- Tony, vieni, prima che andiamo da Pasquino facciamo un salto in piazza Navona.
 
I due camminano sulle orme della domiziana antica Roma, le mura e i marmi intorno a quella che prima fu un'arena di imprese sportive, poi miseramente pascolo di gregge, per poi ergersi immagine magnifica dell’arte barocca. Ora offre la propria secolare bellezza ai nostri due compagni di avventura alla ricerca della Roma meno visitata.
Tony e Mario non potevano astenersi dal fare due passi in un luogo così bello, ma sta per succedere l’imponderabile, i due si siedono al bordo della fontana dei quattro fiumi del Bernini, di fronte alla chiesa di Sant’Agnese del Borromini.
 
- Mario, ma sarà vera?
 
- Cosa?
 
- La storia della reciproca insopportabilità fra Bernini e Borromini?
 
 -Penso di si, bisogna dire che entrambi avevano una personalità assai differente, due geni, ma ognuno con un proprio e spiccato carattere. A Roma hanno lavorato a stretto contatto, in un periodo d’oro dell’arte sfidandosi e perculandosi.
 
- Addirittura?
 
- A quell’epoca per il popolo era uno spasso, un vero gossip. Che ti credi, anche nei tempi antichi l’essere umano è stato sempre attratto da pettegolezzi, scherzi e lazzi, e l’arte, anche se elevata, mica ne era esente.
 
- Mario, sai che ti dico? Che se la gente mormorava era pure un bene, perché, così facendo, pur criticando,  si avvicinava all’arte.
 
- Hai ragione, era un motivo per parlare degli artisti e delle loro opere, la gente, anche se ignorante, spettegolando ammirava l’arte che più di ora era veramente per tutti.
 
- Perché, adesso non lo è?
 
- Ma certo che no, basta che ti guardi intorno.
 
- A proposito, Mario, perché ridi?
 
- Rido di sollievo.
 
- Ah! E perché? Che cosa ti ha sollievato? ("Sollievato"? Bo? Sarà un misto di liberazione e sollevamento? )
Perché tieni la mano vicino all’acqua?
 
- Tony, parla a voce bassa: è la mia invenzione.
 
- Non vedo nulla, che cosa hai inventato?
Ho risolto i problemi, mi sono messo sul coso un profilattico con un tubino che dai pantaloni sale lungo la camicia, percorre la manica ed esce dal polsino.
 
- E poi?
 
- Faccio la pipì.
 
- Sei matto? Qui, nella fontana dei quattro fiumi del Bernini?
 
- Beh? Quattro fiumi, no? Tanto poi l’acqua dai fiumi sbocca al mare.
 
- Non ci posso credere,  e adesso? L’hai fatta tutta?
 
-Credo di sì, l’acqua non sembra abbia cambiato colore vero?
 
- Io penso che dovresti farti vedere prima da un urologo e poi da uno psichiatra.
 
- Ma no, sto in perfetta forma, guarda un po’?
 
Mario si mette platealmente a fare approssimativi gesti atletici per dimostrare la sua prestanza.
 
- Mario, ma che fai?
 
- Ti dimostro che sto bene!
 
- Ma la tua patologia non c'entra nulla con la muscolatura e, soprattutto, con la testa matta e dura che hai!
 
- Per ora l’urologo può attendere. Pasquino no, forza andiamo.
 
 Con nonchalance Mario e Tony lasciano piazza Navona, dirigendosi qualche strada più in là.
 
Per Pasquino si intende il frammento di statua di probabile stile ellenico che si trova a ridosso delle mura di palazzo Braschi nell’omonima piazza. In origine la piazza era stata chiamata piazza di Parione, per poi, appunto, variare in piazza di Pasquino, in onore della leggenda che, circa nel XVI secolo, voleva un misterioso scrittore anonimo appendere sulla statua versi e sonetti di satira a doppio senso, con i quali derideva e beffeggiava i potenti politici e religiosi, facendo diventare questa a tutti gli effetti una statua parlante. La leggenda diventò così popolare che rimase anche nei secoli successivi - fino ai giorni nostri -, l’abitudine di continuare l’opera del mitico scrittore notturno.
 
-Tutto qua? Io pensavo altro.
 
- Tony, questa statua è semplice ma leggendaria. Lo sai quanta gente ha rischiato la ghigliottina?
 
- La pena di morte?
 
- Eh già, mica si scherzava nel ‘600, per chi offendeva e metteva in ridicolo il potere erano dolori, partiva la capoccia che era una bellezza. Ma di fronte al malcostume e all’ingiusto strapotere il popolo doveva comunque reagire, e lo faceva con la fantasia all’ultima spiaggia, attraverso la comicità e la satira.  Così i messaggi attaccati sulla statua di Pasquino coglievano più nel segno rispetto a gesti estremi di violenta ribellione.
 
- Come Pulcinella, scherzando e ridendo diceva la verità.
 
- Bravo Tony, e in un noto film degli anni ’7, Nell’anno del Signore, in una battuta Pasquino-  interpretato da un super Nino Manfredi - dice più o meno così: "ferisce più 'na punta de 'na penna che 'na lama de 'na spada”. Però c’è stato pure un problema.
 
- Quale?
 
- Che qualche volta in molti, dietro l’anonimato, hanno approfittato per gettare discredito fra opposte fazioni, creando confusione e, per dirla alla romana, “bùttàlla 'ncàcìàra” .
 
- Insomma, secondo te Pasquino è sempre valido?
 
- Tony, questi sono tempi moderni, basta andare in televisione. Qualche volta alzi la voce, qualche volta fingi, qualche volta fai scattare la rissa in video e poi, dietro le quinte, tutti insieme sotto braccio allo stesso ristorante. Pure Pasquino, se campasse ancora, magari avrebbe scelto la tv per dirne quattro.
In ogni caso non dimentichiamo i social dove tutti parlano, giudicano e pontificano a caso. Ho paura che questa statua rimanga solo storia, ma proprio per questo anche leggenda. E chissà che un giorno qualcosa cambi.
 
- Mario, la lasciamo una pasquinata?
 
- Fallo te, io ne dovrei dire troppe.
 
Tony prende carta e penna e scrive una breve frase.
 
- Fa 'n po’ vedè che hai scritto?
 
Tony ha scritto di suo pugno, in bella calligrafia: “Mario quando vai dall’urologo?”
 
- Tony, ma che sei matto? E poi che c'entro io? 'Sta cosa mica è social!
 
- Sì, ma è una forma di ribellione al tuo rifiuto di andare dal dottore.
 
- Forza, andiamo a prendere un caffè, non volevi un maritozzo con la panna? E poi tu mica hai la faccia da ribelle!
 
E così, amici lettori del blog che naviga a tutta forza sulle onde della cultura, vi lasciamo con questa domanda… Secondo voi, Mario, mannaggia la prostata, quando andrà a farsi visitare dall’urologo?  Forse la risposta non verrà ancora svelata, ma, comunque, sarà sempre un piacere portarvi con noi in giro per Roma nascosta. Arrivederci, sempre qui sulla signoradeifiltri, alla prossima puntata.
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I misteri della cripta

28 Ottobre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
Amici lettori, bentornati alla signoradeifiltri, siete pronti a salire a bordo della nostra fantasia? Oggi nuovo appuntamento con Tony e Mario per un'eccezionale escursione culturale, tenetevi forte.
 
- Ciao Tony, allora, sei pronto?
 
- Diciamo di sì, allora, chi guida oggi?
 
- Forse è meglio che guidi ancora tu e io ti indico la strada.
 
- Ma perché hai scelto questa destinazione?
 
- Tony, non avevamo deciso di visitare tutti i posti di Roma importanti ma meno conosciuti?
 
- Sì, ma questo mi sembra un po’ tetro, un po’, come dire… io non sono scaramantico, ma certe cose mi mettono un po’ di funerea impressione.
 
- A parte il fatto che abbiamo ancora un sacco di altri posti bellissimi e interessanti da vedere, tu per oggi cerca di trovare il lato positivo. Andiamo in una strada storica che è stata vissuta e celebrata da tante star del cinema. Quello che vedremo è solo la normalità, non devi avere paura della normalità.
 
- E vabbè, ma quella cosa mica è così che si chiama e io vorrei che accadesse il più lontano possibile.
 
- Ma certo, comincia ad andare piano perché chi va piano va lontano.
 
Tony Mal e Mario er benzinaro oggi si recheranno in via Veneto, una importante via di Roma, piena di fascino e famosa in tutto il mondo, meglio conosciuta come la via “della dolce vita”.  I nostri protagonisti, oltre all'aspetto da copertina patinata di questa strada, visiteranno una chiesa che detiene in sé un'altra filosofia di vita. 
Salendo via Veneto, sulla destra, troveranno una chiesa, S. Maria della Concezione dei Cappuccini, fatta edificare da Papa Urbano VIII agli inizi del ‘600, per onorare suo fratello Antonio Barberini, all'epoca facente parte dell’ordine dei frati Cappuccini.
Oltre l’aspetto storico/artistico, la chiesa è famosa per il museo dei Cappuccini e, soprattutto, per la cripta “decorata” con teschi e ossa di oltre un migliaio di frati vissuti nel convento nel corso di almeno tre secoli. Non è importante descriverne l’ideatore, perché a mio avviso è più interessante  riflettere su questo atipico arredo architettonico, che possiede un particolare alone di mistero. 
La disposizione artistica di resti di umanità vissuta porterà il visitatore a scoprire il vero senso della vita.
Tony Mal e Mario er benzinaro parcheggiano la 500 di fronte alla chiesa. E' una giornata di sole e fra qualche minuto entreranno nell’altro mondo.
 
- Hai fatto il segno della croce?
 
- Boh? Non mi ricordo, mi sembra di sì, e tu?
 
- Mario, veramente pensavo soprattutto a te.
 
- In che senso?
 
- Se entrando ti fossi raccomandato a nostro Signore di aiutarti a trattenerla qua dentro.
 
- Ah, capisco, ma no, vedrai che non ci saranno problemi.
 
- Mario, nella cripta la temperatura potrebbe essere più bassa e la situazione potrebbe precipitare.
 
- Tony, non mi ci far pensare, forza entriamo. Piuttosto, hai visto che c’è scritto qui all'ingresso?
 
- “Quello che voi siete noi eravamo, quello che noi siamo voi sarete”.
 
- Proprio come io e te, io sono vecchio e da giovane ero come te, e tu che ora sei giovane un giorno sarai un vecchio come me.
 
- Mario, mamma mia che desolazione!
 
- Tony, questa è la vita, proprio come ti dicevo ieri parlando di normalità. I frati cappuccini che hanno allestito queste sale non volevano mettere paura a nessuno, e neanche prendere in giro il prossimo, ma solo dimostrare che in vita siamo in carne ed ossa, ma una volta trapassati lasciamo a terra tutto, beni materiali ed ego spropositato. Di noi rimarranno probabilmente anima e spirito, finché siamo vivi dobbiamo essere maggiormente più umani (maggiormente più assai!)  e rispettosi del creato datoci in affidamento per un tempo relativamente breve. Questo ossario vuole anche dirci che di fronte alla morte siamo tutti uguali.
 
- Ma questo lo aveva anche detto Totò con “la livella”.
 
- Eh già, peccato che stupidamente non lo impariamo mai.
 
- Mario, però ti confesso che tutto ciò non mi fa molta paura.
 
- E’ naturale, perché tutto è disposto con cura come un'opera d’arte. (Se non aggiungessi tutti gli apostrofi lui continuerebbe a non metterne neppure uno).
 
- Come la vita stessa.
 
- Sì, ben detto, la vita è una vera opera d’arte che noi non sappiamo apprezzare, ci pensa poi la morte a rimettere tutte le cose a posto.
 
- Mario perché balli, per caso hai paura?
 
- Ah, no, ci risiamo, tu rimani io vado e torno presto.
 
- Sbrigati, ma dove vai?
 
 Mario, ballando, non gli risponde e scappa via come una saetta.
 
Tony allora gira da solo per le cinque cappelle, ammirando la disposizione certosina di tutte le reliquie, tutto geometricamente ordinato ma che non sembra statico. I corpi intonacati e mummificati dei frati sembrano accogliere quasi come custodi i visitatori. (Se non metto qualche punto e qualche a capo  il lettore muore asfissiato). 
Nei piccoli absidi della quarta cappella, invece, i cappuccini sembrano a guardia del luogo, quasi ad ammonire che nessuno tocchi nessuno: tibie, teschi e femori non sono lì per bellezza ma per aiutarci a capire il vero senso della vita.
Oggi siamo presuntuosi esseri di questo mondo, domani solo fredde e inanimate ossa “cui prodest?”. (Cacchio c'entra la citazione in latino adesso?)
Invece a Mario gioverebbe qualcos'altro, per esempio una visita medico/urologica, perché quasi come un ossesso ha girovagato per tutta la chiesa, scrutando e cercando una miracolosa porta con la targhetta w.c..
Sfortunatamente per lui la chiesa è bella ma piccola, e sta per succedere l’apoteosi dell’evacuazione, eppure deve esserci un santo della santa prostata, perché miracolosamente da una porticina vicino alla navata laterale destra una fievole luce apre a Mario uno spiraglio. Lui vola come un jumbo jet, entra senza guardare, non vede nessuno, lo sguardo gli casca a pennello su una bottiglia vuota, la prende, deve sbrigarsi sono momenti drammatici, come potrebbe scusarsi di tale sacrilegio? Non può pensarci, si gira di spalle, ormai ha una tecnica collaudata, la fa, forse non tutta ma sufficiente per tirare un sospiro di sollievo e, con la bottiglia sotto braccio, esce trafelato.
 
- Mario, tutto ok?
 
- Quasi. Bene, che facciamo? Usciamo?
 
- Mi sembri un po’ rosso e sudaticcio, alla tua età queste corse potrebbero farti male.
 
- Ma chi? A me? Ragazzo, io alla tua età correvo i cento metri come Pietro.
 
- San Pietro?
 
- No, Pietro Mennea!
 
- Ah! Allora è da lui che hai imparato?
 
- Ma allora la cripta dei Cappuccini non ti ha insegnato nulla? La vita è una ruota, oggi a me e domani a te.
 
- E vabbè, però quando toccherà a me magari parlerei con un dottore.
 
- Senti, che ne diresti di un bel caffè in un bel bar di via Veneto?
 
- D’accordo, ho capito l’antifona, domani dove andiamo?
 
-Tony, domani ce ne andiamo da Pasquino.
 
- Il pasticciere?
 
- Ma no, quello è Pasquale!
 
-E  allora chi?
 
-L a statua, Tony! La statua parlante!
 
- Ah! Hai ragione ho avuto un "làpìs"!
 
- Questa l’hai copiata da Totò!
 
- Beh! Un doveroso omaggio al principe della risata, non ti viene da ridere?
 
- E domani ti accontento.
 
- Che facciamo domani?
 
- Tony, adesso non dovevamo andare a prendere il caffè?
 
- Ti scappa, eh!... Ma quella bottiglia che tieni sotto il braccio a che ti serve?
 
Amici lettori del blog più stellare di questa galassia culturale, non vi sembra di vedere i nostri due protagonisti che sottobraccio entrano come due movie star  di Hollywood in un bar di Via Veneto più arzilli che mai, dopo aver visto nella chiesa di fronte la morte in faccia? Anche quella è arte, ci rivediamo nella Roma nascosta alla prossima puntata.
 

 

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Mannaggia alla prostata

17 Ottobre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #arte, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
 
- Tony, sbrigati, accosta al marciapiede, fammi scendere al volo!
 
- Mario, aspetta un attimo, che è successo?
 
- Te lo dico dopo, dai, accosta, che non ce la faccio più!
 
Mario, detto er benzinaro, sembra che sul sedile anteriore della 500 tenga sotto il proprio fondo schiena degli spilli, manco fosse un fachiro.
 
- Dai, dai, frena e aspettami qua.
 
Mario er benzinaro entra di corsa dentro un bar.
 
- Buongiorno, mi fa un caffè? Posso approfittare della toilette?
 
- Scusi, sarebbe da quella parte ma è guasta, stiamo aspettando l'idraulico.
 
- Quella porta a vetri dà su un giardino interno?
 
- Sì, vuole che le porti lì il caffè?
 
- No grazie, lo prendo al banco, vado solo a dare un'occhiata.
 
Un'occhiata che in realtà è una pisciata, perché Mario ormai sta per farsela addosso, non c'è tempo da perdere. Vede un grande vaso con un alberello e la fa proprio dentro al vaso. Con un bel sospiro di sollievo chiude la patta e torna in sala per prendersi il caffè che intanto rischiava di freddarsi.
 
- Bono 'sto caffè, quant'è?
 
- Un euro e venti.
 
- Ecco qua, grazie mille, arrivederci.
 
Risollevato, e espletata l'incombenza, Mario esce dal bar, apre lo sportello della 500 e risale a bordo.
 
- Mario, avevo dimenticato la tua solita impellenza, potevi dirmelo prima, adesso hai preso il caffè da solo, e io?
 
- E vabbè, dai, andiamo a destinazione e poi ce lo prendiamo dopo.
 
- Allora è deciso? Andiamo a vedere  dal buco della serratura?
 
- Sì, oggi è una bella giornata e lì non abbiamo problemi di parcheggio. Hai portato la macchinetta fotografica?
 
- Certamente. E tu, i cioccolatini?
 
- Un pacchetto intero da sgranocchiare mentre osserviamo lo spettacolo.
 
- Era un sacco di tempo che volevo farlo.
 
- Anch'io, è stata una buona idea.
 
Tony Mal e Mario er benzinaro, svicolando fra il traffico cittadino con la fiat 500, raggiungono il colle Aventino. Tony svolge un lavoro atipico, che gli lascia ampia libertà di manovra quotidiana. Mario è momentaneamente a riposo per limiti di età, ma anche per la spintarella della società che gli ha dato un mezzo ben servito, facendogli lasciare il piccolo chiosco stradale di carburante, ormai vetusto rispetto alle strategie aziendali - che prevedono moderne e gigantesche stazioni multiservizio per il rifornimento con carburante alternativo ipertecnologico di auto, moto, aeroplani e barche stradali (beh sì, non stupitevi, nel futuro avremo anche barche a quattro ruote predisposte per la circolazione su strade, mari, fiumi, laghi). 
Insomma, questi due amici hanno deciso di occupare il reciproco tempo libero andando a spasso per Roma  e ammirando le bellezze artistiche. Eccoli arrivati in Piazza dei Cavalieri di Malta, ove, dal semplice buco della serratura del portone attraverso il quale si accede alla villa del Priorato di Malta, quasi per magia è possibile ammirare in tutta la sua grandezza e bellezza la cupola di San Pietro.
 
- Tony, sbrighiamoci che c'è già un po' di fila.
 
- Mario, per caso ti scappa ancora? Guarda che qui intorno non ci sono bar.
 
- Ma no, tranquillo, lo vuoi un cioccolatino?
 
- Hai lavato le mani?
 
- Boh?
 
- Che significa boh?
 
- Non mi ricordo, dai, non fare il difficile, becca il cioccolatino che poi tocca a noi.
 
I due si avvicinano al portone e, guardando attraverso il buco della serratura, si emozionano di fronte a una visione tanto bella. In fondo è solo un occhiata, un'azione rapida, così semplice che per un momento ti fa tornare bambino, quando, attraverso il buco di una serratura, ti aspettavi di tutto. In questo caso si tratta di arte e spiritualità.
Gli occhi dei due brillano di gioia, domani andranno a visitare un altro luogo, i dispiaceri e lo stress della vita moderna possono attendere.
 
Continua...
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Ricordo

6 Gennaio 2020 , Scritto da Gordiano Lupi Laura Lupi Con tag #gordiano lupi, #luoghi da conoscere

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