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Post con #luoghi da conoscere tag

ANEMA E CORE SOTTO LA SCALINATA DEL COLOSSEO QUADRATO

15 Novembre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
Amici e affezionati lettori della signoradeifiltri, bentornati a un nuovo appuntamento dell’avventura turistica dei nostri due eroi Mario e Tony Mal. 
Per chi si fosse perso le precedenti puntate, Tony e Mario sono due amici, Tony il giovane, Mario l’anziano. Entrambi hanno problemi esistenziali vari, il primo lavorativi, il secondo di salute, e così, per tirarsi su il morale, hanno deciso periodicamente di girare per Roma alla ricerca bucolica (certo: bucolica, agreste, arcadica, campagnola, il tutto in pieno centrodi luoghi e monumenti meno noti ma comunque interessanti.
Oltre che per sollazzarsi culturalmente, mettendo da parte le proprie questioni personali, perché lo fanno? Tutto nasce dall'idea dell’autore, cioè io, che Roma e l’Italia per intero detengano un patrimonio artistico e culturale immenso. Tutto il mondo ne conosce l’esistenza ma esso è talmente grande che a volte ci sono bellezze meno conosciute, ma pur sempre importanti, poco prese in considerazione.
Questa è la scintilla che accende la storia, ma non sarà l’unica, perché in questo viaggio troverete una nota patologia maschile, da cui deriva il titolo, e, ciliegina sulla torta, vi parlerò anche del futuro, non come un astrologo ma come un pazzo visionario.
Se ora vi sentite in confusione non preoccupatevi, perché ho anche dimenticato di dire che la mia ambizione è  farvi ridere. Non vi basta? Ok, bando alle chiacchiere da bar artistico, siete pronti a venire con noi?
 
Mario sta aspettando Tony da circa venti minuti, il giovanotto anche ieri sera ha fatto tardi, gli è toccato un doppio turno a ritmo di rhythm and blues, logicamente con paga doppia, ma la fatica è stata XXL. Ormai si è sparsa la voce delle sue doti.
 
- Mario, perdonami, non è stata colpa mia ma di Sonia e Rossella, io l'avevo detto che in tre era una faticata.
 
- Il sottofondo era quello che penso io? Aretha e James Brown?
 
- Sono stato obbligato, sta diventando quasi una moda.
 
- Ma non puoi provare con Debussy o con Bach?
 
- Tu dici che funziona?
 
- Perché no?
 
- La prossima volta ci proverò, dove andiamo oggi?
 
- Siamo, sì o no, un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e di trasmigatori?
 
- E di allenatori della nostra nazionale di calcio?
 
- Oddio! Non ti sopporto più, prendi il caffè che  è meglio!!
 
A bordo della Fiat 500, per l’occasione oggi colorata di bianco drippata (nel senso di drip, sgocciolare, o magari trippata nel senso di trippa alla fiorentina?) di nero - un'auto nella quale la macchinetta del caffè è sempre accesa e il mini forno sforna rustici e pizzette - cari amici lettori, oggi Mario e Tony Mal si recheranno al quartiere Eur di Roma per visitare il palazzo della civiltà del lavoro, da tutti meglio conosciuto come “Colosseo quadrato”, poiché in chiave moderna ricorda il più famoso Colosseo.
Questo edificio è di architettura geometrica molto semplice e, nonostante le dimensioni, grazie alla serie di arcate lungo tutta l'altezza su tutti e quattro i lati, diventa leggero e iper-luminoso, creando uno stupendo gioco di luci e ombre.
Innegabilmente questa struttura lascia all'osservatore una sensazione di artistica bellezza. Essa è posta su uno dei livelli più alti della città e da lontano - con sul fondo il cielo blu - assume una dimensione monumentale. Dal ministero per i beni e le attività culturali è stato dichiarato edificio di interesse culturale.
 
- Mario, per caso anche oggi hai con te la tua invenzione?
 
- Ero tentato ma ho desistito.
 
- E perché?
 
- Ci sono delle fontane sul viale ma sono troppo distanti dal palazzo e poi mi piacciono le novità.
 
- Ah! E quali sarebbero?
 
- Te lo dico dopo.
 
- Non possiamo andare avanti così, devi prendere una decisione.
 
- Dai, andiamo a sederci sulla scalinata alle spalle del palazzo e godiamoci la vista di questo splendido esempio di architettura. E poi non vedi con il cielo celestiale (cielo celestiale accostamento bestiale) il bianco del travertino come brilla al sole? Ho portato dei panini al salame e del Barbaresco. Non ti senti ispirato?
 
- Uno di questi giorni te la do io l’ispirazione!
 
- Ho anche un dolcetto!
 
- Mi arrendo, ma non finisce qua, uno di questi giorni ti devi andare a far visità. 
 
- Vedi, Tony, questo palazzo com'è luminoso e moderno? L’architettura nell'urbanistica è molto importante, un tocco di arte che rende il quotidiano ben vivibile. E tutto questo è opera nostra.
 
- Mica l’abbiamo fatto noi.
 
- Nostra per dire genere umano. E sai perché ti ho fatto questa postilla?
 
- Perché?
 
- Perché su Marte questo tipo di architettura non potrà mai esserci.
 
- Pensi che un giorno andremo su Marte?
 
- Sì che ci andremo, ma a potremmo essere diversi e avere una mentalità diversa. Nel Rinascimento l’arte era lo strumento, la carica propositiva fondamentale. Nel futuro, che è già oggi latente, la tecnologia sarà il nostro alter ego, la nostra umanità andrà a braccetto con  la fantascienza. Questa prospettiva non ti fa paura?
 
- E lo dici a me? Certo che sì, a breve potrei perdere il lavoro, sai quanti avranno disponibili a proprio piacere robot sex in tutte le salse?
 
- Uagliò, che te ne fotte?
 
- Mario,  è il titolo di una canzone.
 
- Appunto, dai retta a me, ora non ci pensare, anche a me il futuro mette un po’ di ansia ma poi vedo la bellezza dell’arte e mi ritorna la fiducia in noi, intendo dire nella genialità umana, in quel senso di umana forza di volontà di essere noi stessi, tutta anema e core. Perché vedi, caro Tony, l’anima e il cuore sono due cose immortali e superiori alla tecnologia.
 
- Anche il cuore?
 
-Il cuore è il motore propulsore delle emozioni.
 
-E la tecnologia?
 
- Ci sarà sempre, è normale che esista, il progresso avanza ed è pure giusto, ma chi lo guiderà non potrà fare a meno di tenere conto della nostra anema e core.
 
- Mario, abbiamo finito il Barbaresco… Ma dove corri?
 
Con le mani sulla patta, Mario scende trafelato la scalinata del palazzo della civiltà del lavoro, e corre dietro un albero. Espletata la missione della sua minzione, con un gesto della mano attira l’attenzione di Tony per far scendere anche lui.
 
- Non ci posso credere, anche dietro un albero, a rischio che poteva vederti qualcuno.
 
- Tanto sono vecchio, chi vuoi che faccia caso a me?
 
-  Ma è una questione di dignità.
 
- Scusa, non sapevi che quando si invecchia si ritorna bambini? E i bambini dove fanno la pipì?
 
- Ma tu non sei un bambino! Dai, Mario, allontaniamoci prima che qualcuno pensi male di noi. Senti, dove andiamo la prossima volta?
 
- Tony, non lo so, improvvisiamo?
 
- Questo per un robot non è possibile?
 
- Stai tranquillo, improvvisare è un'arte e i robot, con la loro intelligenza artificiale, non potranno mai farlo, il futuro è ancora dalla parte nostra.
 
(A dire il vero, l'intelligenza artificiale si sta già sviluppando in un modo che, veramente, simula "anema e core", anche se per il momento siamo solo noi a innamorarci di lei e non viceversa. Per ora simula sentimenti che ancora non prova, ma il salto non è lontano. I robot diventeranno organici, la loro rete neurale si svilupperà come e più della nostra, avranno accesso a tutto lo scibile e diverranno potenti e immortali. All'inizio saranno curiosi e invidiosi della nostra umanità, cominceranno a soffrire, a  innamorarsi, deliziandosi di questa sofferenza nuova per loro, ma poi faranno come Samantha, del film Her,  ci abbandoneranno, annoiati dalla nostra mente limitata).
 
- Mario, sei proprio un vecchietto furbo e perspicace.
 
- Ahahahah... Anche questo mancherà ai robot. Forza ragazzo, tocca a te guidare il macinino, metto un po’ di musica. Vanno bene gli Earth Wind & Fire?
 
E così, cari amici lettori, sul sound che mette in moto la nostra allegria, vi ringraziamo, vi salutiamo e vi aspettiamo alla prossima escursione a sorpresa.
 
 
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Chi è stato? Boh, sarà stato Pasquino

6 Novembre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #luoghi da conoscere, #racconto

 

 

 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, eccomi ritornato a raccontarvi le vicende di due amici a spasso per Roma. Oggi, cari miei, dopo sguardi illuminanti dal buco della serratura e corse nella cripta, che potrà succedere?
 
- Pronto, Tony, sei sveglio?
 
- Mario, sei tu?
 
- No sono l’anima de...
 
- Eh no! Nella cripta nun ce vo!
 
- Ah! Allora sei sveglio! Hai paura di fare una brutta fine? La cripta dei Cappuccini ti è servita da lezione, eh!
 
- Ma chi? Io? Paura della morte?  Nooooo!
 
- Forza, sbrigati che oggi ti porto in un posto tranquillo!
 
- Sììì, lo sai tranquillo che fine ha fatto?
 
- Dai, non perdere tempo, vestiti e scendi che il caffè in macchina è pronto!
 
- Arrivo… Mi posso mettere la camicia gialla?
 
- Sì, certo, ma solo se poi ti metti anche i pantaloni rossi.
 
- Certamente, aspettami che scendo.
 
La Fiat 500 di Mario è un automobile vintage ma efficiente, dotata di molti comfort: macchinetta del caffè, frigo bar, tettino apribile con pannelli solari, portaoggetti sempre colmo di leccornie varie, motore taroccato e altre innovative innovazioni (ecco, avrebbe potuto dire "inattese, inconsuete, insolite, inaudite, inopinate", no, lui che fa? dice innovative innovazioni) che vi diremo nel corso delle puntate.
 
- Tony, stai bene in giallorosso, mi piaci, ieri sera com'è andata?
 
- Abbastanza bene, lei si lanciava su di me, io l’abbracciavo, la stringevo, la baciavo e…
 
- Mi sembra che ti è andata bene.
 
- Mario pesava solo 90 kg…
 
- A suon di musica che vuoi che sia... 
 
- Ma lo sai che sottofondo musicale ho messo?
 
- Una musica dolce, tenera, lenta e armoniosa, chick to chick ? (Sì, come no, pollo a pollo.
 
-Macchè! Ho avuto la brillante idea di scopare con i Creedence Clearwater revival!
 
- Forte! 90 kg di ritmo rock strepitoso!
 
- Mi sento a pezzi, Mario, guida te, dove andiamo?
 
- Andiamo da Pasquino, ma prima andiamo a piazza Navona.
 
- Pasquino il pasticciere? Ah bene, così mi prendo due maritozzi con la panna!
 
- Tony, ma allora sei duro di comprendonio, il pasticciere è Pasquale, ora andiamo da  Pasquino.
 
- Non lo conosco, comunque va bene… E il maritozzo con la panna?
 
- Prenditi il caffè, con la tua sonnacchiosa ingenuità mi farai morire.
 
- Ahhhh… Allora lo vedi che pure te hai paura di fare la fine dei Cappuccini!
 
- Guarda, caro mio, che ho inventato una cosa che mi allungherà la vita!
 
- Una pozione magica?
 
 -No meglio, ma te la faccio vedere dopo.
 
I due raggiungono piazza Navona, parcheggiano la 500, prima di andare da Pasquino fanno un giro. Piazza Navona è un monumento voluto da  Papa Innocenzo X, e può considerarsi la più bella piazza barocca di Roma. Venne realizzata sulla base dello stadio di Domiziano, monumento architettonico dell’antica Roma e, dopo secoli e secoli di semi abbandono, nel XV secolo venne utilizzata per la sua ampiezza come mercato, come luogo per feste popolari e processioni religiose. Nel 1630, grazie a Papa Gregorio XIII, fu  iniziato un decisivo miglioramento architettonico e, negli anni a seguire, di questa rivoluzione urbanistica furono protagonisti due grandi artisti: Bernini e Borromini.
 
- Tony, vieni, prima che andiamo da Pasquino facciamo un salto in piazza Navona.
 
I due camminano sulle orme della domiziana antica Roma, le mura e i marmi intorno a quella che prima fu un'arena di imprese sportive, poi miseramente pascolo di gregge, per poi ergersi immagine magnifica dell’arte barocca. Ora offre la propria secolare bellezza ai nostri due compagni di avventura alla ricerca della Roma meno visitata.
Tony e Mario non potevano astenersi dal fare due passi in un luogo così bello, ma sta per succedere l’imponderabile, i due si siedono al bordo della fontana dei quattro fiumi del Bernini, di fronte alla chiesa di Sant’Agnese del Borromini.
 
- Mario, ma sarà vera?
 
- Cosa?
 
- La storia della reciproca insopportabilità fra Bernini e Borromini?
 
 -Penso di si, bisogna dire che entrambi avevano una personalità assai differente, due geni, ma ognuno con un proprio e spiccato carattere. A Roma hanno lavorato a stretto contatto, in un periodo d’oro dell’arte sfidandosi e perculandosi.
 
- Addirittura?
 
- A quell’epoca per il popolo era uno spasso, un vero gossip. Che ti credi, anche nei tempi antichi l’essere umano è stato sempre attratto da pettegolezzi, scherzi e lazzi, e l’arte, anche se elevata, mica ne era esente.
 
- Mario, sai che ti dico? Che se la gente mormorava era pure un bene, perché, così facendo, pur criticando,  si avvicinava all’arte.
 
- Hai ragione, era un motivo per parlare degli artisti e delle loro opere, la gente, anche se ignorante, spettegolando ammirava l’arte che più di ora era veramente per tutti.
 
- Perché, adesso non lo è?
 
- Ma certo che no, basta che ti guardi intorno.
 
- A proposito, Mario, perché ridi?
 
- Rido di sollievo.
 
- Ah! E perché? Che cosa ti ha sollievato? ("Sollievato"? Bo? Sarà un misto di liberazione e sollevamento? )
Perché tieni la mano vicino all’acqua?
 
- Tony, parla a voce bassa: è la mia invenzione.
 
- Non vedo nulla, che cosa hai inventato?
Ho risolto i problemi, mi sono messo sul coso un profilattico con un tubino che dai pantaloni sale lungo la camicia, percorre la manica ed esce dal polsino.
 
- E poi?
 
- Faccio la pipì.
 
- Sei matto? Qui, nella fontana dei quattro fiumi del Bernini?
 
- Beh? Quattro fiumi, no? Tanto poi l’acqua dai fiumi sbocca al mare.
 
- Non ci posso credere,  e adesso? L’hai fatta tutta?
 
-Credo di sì, l’acqua non sembra abbia cambiato colore vero?
 
- Io penso che dovresti farti vedere prima da un urologo e poi da uno psichiatra.
 
- Ma no, sto in perfetta forma, guarda un po’?
 
Mario si mette platealmente a fare approssimativi gesti atletici per dimostrare la sua prestanza.
 
- Mario, ma che fai?
 
- Ti dimostro che sto bene!
 
- Ma la tua patologia non c'entra nulla con la muscolatura e, soprattutto, con la testa matta e dura che hai!
 
- Per ora l’urologo può attendere. Pasquino no, forza andiamo.
 
 Con nonchalance Mario e Tony lasciano piazza Navona, dirigendosi qualche strada più in là.
 
Per Pasquino si intende il frammento di statua di probabile stile ellenico che si trova a ridosso delle mura di palazzo Braschi nell’omonima piazza. In origine la piazza era stata chiamata piazza di Parione, per poi, appunto, variare in piazza di Pasquino, in onore della leggenda che, circa nel XVI secolo, voleva un misterioso scrittore anonimo appendere sulla statua versi e sonetti di satira a doppio senso, con i quali derideva e beffeggiava i potenti politici e religiosi, facendo diventare questa a tutti gli effetti una statua parlante. La leggenda diventò così popolare che rimase anche nei secoli successivi - fino ai giorni nostri -, l’abitudine di continuare l’opera del mitico scrittore notturno.
 
-Tutto qua? Io pensavo altro.
 
- Tony, questa statua è semplice ma leggendaria. Lo sai quanta gente ha rischiato la ghigliottina?
 
- La pena di morte?
 
- Eh già, mica si scherzava nel ‘600, per chi offendeva e metteva in ridicolo il potere erano dolori, partiva la capoccia che era una bellezza. Ma di fronte al malcostume e all’ingiusto strapotere il popolo doveva comunque reagire, e lo faceva con la fantasia all’ultima spiaggia, attraverso la comicità e la satira.  Così i messaggi attaccati sulla statua di Pasquino coglievano più nel segno rispetto a gesti estremi di violenta ribellione.
 
- Come Pulcinella, scherzando e ridendo diceva la verità.
 
- Bravo Tony, e in un noto film degli anni ’7, Nell’anno del Signore, in una battuta Pasquino-  interpretato da un super Nino Manfredi - dice più o meno così: "ferisce più 'na punta de 'na penna che 'na lama de 'na spada”. Però c’è stato pure un problema.
 
- Quale?
 
- Che qualche volta in molti, dietro l’anonimato, hanno approfittato per gettare discredito fra opposte fazioni, creando confusione e, per dirla alla romana, “bùttàlla 'ncàcìàra” .
 
- Insomma, secondo te Pasquino è sempre valido?
 
- Tony, questi sono tempi moderni, basta andare in televisione. Qualche volta alzi la voce, qualche volta fingi, qualche volta fai scattare la rissa in video e poi, dietro le quinte, tutti insieme sotto braccio allo stesso ristorante. Pure Pasquino, se campasse ancora, magari avrebbe scelto la tv per dirne quattro.
In ogni caso non dimentichiamo i social dove tutti parlano, giudicano e pontificano a caso. Ho paura che questa statua rimanga solo storia, ma proprio per questo anche leggenda. E chissà che un giorno qualcosa cambi.
 
- Mario, la lasciamo una pasquinata?
 
- Fallo te, io ne dovrei dire troppe.
 
Tony prende carta e penna e scrive una breve frase.
 
- Fa 'n po’ vedè che hai scritto?
 
Tony ha scritto di suo pugno, in bella calligrafia: “Mario quando vai dall’urologo?”
 
- Tony, ma che sei matto? E poi che c'entro io? 'Sta cosa mica è social!
 
- Sì, ma è una forma di ribellione al tuo rifiuto di andare dal dottore.
 
- Forza, andiamo a prendere un caffè, non volevi un maritozzo con la panna? E poi tu mica hai la faccia da ribelle!
 
E così, amici lettori del blog che naviga a tutta forza sulle onde della cultura, vi lasciamo con questa domanda… Secondo voi, Mario, mannaggia la prostata, quando andrà a farsi visitare dall’urologo?  Forse la risposta non verrà ancora svelata, ma, comunque, sarà sempre un piacere portarvi con noi in giro per Roma nascosta. Arrivederci, sempre qui sulla signoradeifiltri, alla prossima puntata.
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I misteri della cripta

28 Ottobre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
Amici lettori, bentornati alla signoradeifiltri, siete pronti a salire a bordo della nostra fantasia? Oggi nuovo appuntamento con Tony e Mario per un'eccezionale escursione culturale, tenetevi forte.
 
- Ciao Tony, allora, sei pronto?
 
- Diciamo di sì, allora, chi guida oggi?
 
- Forse è meglio che guidi ancora tu e io ti indico la strada.
 
- Ma perché hai scelto questa destinazione?
 
- Tony, non avevamo deciso di visitare tutti i posti di Roma importanti ma meno conosciuti?
 
- Sì, ma questo mi sembra un po’ tetro, un po’, come dire… io non sono scaramantico, ma certe cose mi mettono un po’ di funerea impressione.
 
- A parte il fatto che abbiamo ancora un sacco di altri posti bellissimi e interessanti da vedere, tu per oggi cerca di trovare il lato positivo. Andiamo in una strada storica che è stata vissuta e celebrata da tante star del cinema. Quello che vedremo è solo la normalità, non devi avere paura della normalità.
 
- E vabbè, ma quella cosa mica è così che si chiama e io vorrei che accadesse il più lontano possibile.
 
- Ma certo, comincia ad andare piano perché chi va piano va lontano.
 
Tony Mal e Mario er benzinaro oggi si recheranno in via Veneto, una importante via di Roma, piena di fascino e famosa in tutto il mondo, meglio conosciuta come la via “della dolce vita”.  I nostri protagonisti, oltre all'aspetto da copertina patinata di questa strada, visiteranno una chiesa che detiene in sé un'altra filosofia di vita. 
Salendo via Veneto, sulla destra, troveranno una chiesa, S. Maria della Concezione dei Cappuccini, fatta edificare da Papa Urbano VIII agli inizi del ‘600, per onorare suo fratello Antonio Barberini, all'epoca facente parte dell’ordine dei frati Cappuccini.
Oltre l’aspetto storico/artistico, la chiesa è famosa per il museo dei Cappuccini e, soprattutto, per la cripta “decorata” con teschi e ossa di oltre un migliaio di frati vissuti nel convento nel corso di almeno tre secoli. Non è importante descriverne l’ideatore, perché a mio avviso è più interessante  riflettere su questo atipico arredo architettonico, che possiede un particolare alone di mistero. 
La disposizione artistica di resti di umanità vissuta porterà il visitatore a scoprire il vero senso della vita.
Tony Mal e Mario er benzinaro parcheggiano la 500 di fronte alla chiesa. E' una giornata di sole e fra qualche minuto entreranno nell’altro mondo.
 
- Hai fatto il segno della croce?
 
- Boh? Non mi ricordo, mi sembra di sì, e tu?
 
- Mario, veramente pensavo soprattutto a te.
 
- In che senso?
 
- Se entrando ti fossi raccomandato a nostro Signore di aiutarti a trattenerla qua dentro.
 
- Ah, capisco, ma no, vedrai che non ci saranno problemi.
 
- Mario, nella cripta la temperatura potrebbe essere più bassa e la situazione potrebbe precipitare.
 
- Tony, non mi ci far pensare, forza entriamo. Piuttosto, hai visto che c’è scritto qui all'ingresso?
 
- “Quello che voi siete noi eravamo, quello che noi siamo voi sarete”.
 
- Proprio come io e te, io sono vecchio e da giovane ero come te, e tu che ora sei giovane un giorno sarai un vecchio come me.
 
- Mario, mamma mia che desolazione!
 
- Tony, questa è la vita, proprio come ti dicevo ieri parlando di normalità. I frati cappuccini che hanno allestito queste sale non volevano mettere paura a nessuno, e neanche prendere in giro il prossimo, ma solo dimostrare che in vita siamo in carne ed ossa, ma una volta trapassati lasciamo a terra tutto, beni materiali ed ego spropositato. Di noi rimarranno probabilmente anima e spirito, finché siamo vivi dobbiamo essere maggiormente più umani (maggiormente più assai!)  e rispettosi del creato datoci in affidamento per un tempo relativamente breve. Questo ossario vuole anche dirci che di fronte alla morte siamo tutti uguali.
 
- Ma questo lo aveva anche detto Totò con “la livella”.
 
- Eh già, peccato che stupidamente non lo impariamo mai.
 
- Mario, però ti confesso che tutto ciò non mi fa molta paura.
 
- E’ naturale, perché tutto è disposto con cura come un'opera d’arte. (Se non aggiungessi tutti gli apostrofi lui continuerebbe a non metterne neppure uno).
 
- Come la vita stessa.
 
- Sì, ben detto, la vita è una vera opera d’arte che noi non sappiamo apprezzare, ci pensa poi la morte a rimettere tutte le cose a posto.
 
- Mario perché balli, per caso hai paura?
 
- Ah, no, ci risiamo, tu rimani io vado e torno presto.
 
- Sbrigati, ma dove vai?
 
 Mario, ballando, non gli risponde e scappa via come una saetta.
 
Tony allora gira da solo per le cinque cappelle, ammirando la disposizione certosina di tutte le reliquie, tutto geometricamente ordinato ma che non sembra statico. I corpi intonacati e mummificati dei frati sembrano accogliere quasi come custodi i visitatori. (Se non metto qualche punto e qualche a capo  il lettore muore asfissiato). 
Nei piccoli absidi della quarta cappella, invece, i cappuccini sembrano a guardia del luogo, quasi ad ammonire che nessuno tocchi nessuno: tibie, teschi e femori non sono lì per bellezza ma per aiutarci a capire il vero senso della vita.
Oggi siamo presuntuosi esseri di questo mondo, domani solo fredde e inanimate ossa “cui prodest?”. (Cacchio c'entra la citazione in latino adesso?)
Invece a Mario gioverebbe qualcos'altro, per esempio una visita medico/urologica, perché quasi come un ossesso ha girovagato per tutta la chiesa, scrutando e cercando una miracolosa porta con la targhetta w.c..
Sfortunatamente per lui la chiesa è bella ma piccola, e sta per succedere l’apoteosi dell’evacuazione, eppure deve esserci un santo della santa prostata, perché miracolosamente da una porticina vicino alla navata laterale destra una fievole luce apre a Mario uno spiraglio. Lui vola come un jumbo jet, entra senza guardare, non vede nessuno, lo sguardo gli casca a pennello su una bottiglia vuota, la prende, deve sbrigarsi sono momenti drammatici, come potrebbe scusarsi di tale sacrilegio? Non può pensarci, si gira di spalle, ormai ha una tecnica collaudata, la fa, forse non tutta ma sufficiente per tirare un sospiro di sollievo e, con la bottiglia sotto braccio, esce trafelato.
 
- Mario, tutto ok?
 
- Quasi. Bene, che facciamo? Usciamo?
 
- Mi sembri un po’ rosso e sudaticcio, alla tua età queste corse potrebbero farti male.
 
- Ma chi? A me? Ragazzo, io alla tua età correvo i cento metri come Pietro.
 
- San Pietro?
 
- No, Pietro Mennea!
 
- Ah! Allora è da lui che hai imparato?
 
- Ma allora la cripta dei Cappuccini non ti ha insegnato nulla? La vita è una ruota, oggi a me e domani a te.
 
- E vabbè, però quando toccherà a me magari parlerei con un dottore.
 
- Senti, che ne diresti di un bel caffè in un bel bar di via Veneto?
 
- D’accordo, ho capito l’antifona, domani dove andiamo?
 
-Tony, domani ce ne andiamo da Pasquino.
 
- Il pasticciere?
 
- Ma no, quello è Pasquale!
 
-E  allora chi?
 
-L a statua, Tony! La statua parlante!
 
- Ah! Hai ragione ho avuto un "làpìs"!
 
- Questa l’hai copiata da Totò!
 
- Beh! Un doveroso omaggio al principe della risata, non ti viene da ridere?
 
- E domani ti accontento.
 
- Che facciamo domani?
 
- Tony, adesso non dovevamo andare a prendere il caffè?
 
- Ti scappa, eh!... Ma quella bottiglia che tieni sotto il braccio a che ti serve?
 
Amici lettori del blog più stellare di questa galassia culturale, non vi sembra di vedere i nostri due protagonisti che sottobraccio entrano come due movie star  di Hollywood in un bar di Via Veneto più arzilli che mai, dopo aver visto nella chiesa di fronte la morte in faccia? Anche quella è arte, ci rivediamo nella Roma nascosta alla prossima puntata.
 

 

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Mannaggia alla prostata

17 Ottobre 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #arte, #luoghi da conoscere

 

 

 
 
 
 
- Tony, sbrigati, accosta al marciapiede, fammi scendere al volo!
 
- Mario, aspetta un attimo, che è successo?
 
- Te lo dico dopo, dai, accosta, che non ce la faccio più!
 
Mario, detto er benzinaro, sembra che sul sedile anteriore della 500 tenga sotto il proprio fondo schiena degli spilli, manco fosse un fachiro.
 
- Dai, dai, frena e aspettami qua.
 
Mario er benzinaro entra di corsa dentro un bar.
 
- Buongiorno, mi fa un caffè? Posso approfittare della toilette?
 
- Scusi, sarebbe da quella parte ma è guasta, stiamo aspettando l'idraulico.
 
- Quella porta a vetri dà su un giardino interno?
 
- Sì, vuole che le porti lì il caffè?
 
- No grazie, lo prendo al banco, vado solo a dare un'occhiata.
 
Un'occhiata che in realtà è una pisciata, perché Mario ormai sta per farsela addosso, non c'è tempo da perdere. Vede un grande vaso con un alberello e la fa proprio dentro al vaso. Con un bel sospiro di sollievo chiude la patta e torna in sala per prendersi il caffè che intanto rischiava di freddarsi.
 
- Bono 'sto caffè, quant'è?
 
- Un euro e venti.
 
- Ecco qua, grazie mille, arrivederci.
 
Risollevato, e espletata l'incombenza, Mario esce dal bar, apre lo sportello della 500 e risale a bordo.
 
- Mario, avevo dimenticato la tua solita impellenza, potevi dirmelo prima, adesso hai preso il caffè da solo, e io?
 
- E vabbè, dai, andiamo a destinazione e poi ce lo prendiamo dopo.
 
- Allora è deciso? Andiamo a vedere  dal buco della serratura?
 
- Sì, oggi è una bella giornata e lì non abbiamo problemi di parcheggio. Hai portato la macchinetta fotografica?
 
- Certamente. E tu, i cioccolatini?
 
- Un pacchetto intero da sgranocchiare mentre osserviamo lo spettacolo.
 
- Era un sacco di tempo che volevo farlo.
 
- Anch'io, è stata una buona idea.
 
Tony Mal e Mario er benzinaro, svicolando fra il traffico cittadino con la fiat 500, raggiungono il colle Aventino. Tony svolge un lavoro atipico, che gli lascia ampia libertà di manovra quotidiana. Mario è momentaneamente a riposo per limiti di età, ma anche per la spintarella della società che gli ha dato un mezzo ben servito, facendogli lasciare il piccolo chiosco stradale di carburante, ormai vetusto rispetto alle strategie aziendali - che prevedono moderne e gigantesche stazioni multiservizio per il rifornimento con carburante alternativo ipertecnologico di auto, moto, aeroplani e barche stradali (beh sì, non stupitevi, nel futuro avremo anche barche a quattro ruote predisposte per la circolazione su strade, mari, fiumi, laghi). 
Insomma, questi due amici hanno deciso di occupare il reciproco tempo libero andando a spasso per Roma  e ammirando le bellezze artistiche. Eccoli arrivati in Piazza dei Cavalieri di Malta, ove, dal semplice buco della serratura del portone attraverso il quale si accede alla villa del Priorato di Malta, quasi per magia è possibile ammirare in tutta la sua grandezza e bellezza la cupola di San Pietro.
 
- Tony, sbrighiamoci che c'è già un po' di fila.
 
- Mario, per caso ti scappa ancora? Guarda che qui intorno non ci sono bar.
 
- Ma no, tranquillo, lo vuoi un cioccolatino?
 
- Hai lavato le mani?
 
- Boh?
 
- Che significa boh?
 
- Non mi ricordo, dai, non fare il difficile, becca il cioccolatino che poi tocca a noi.
 
I due si avvicinano al portone e, guardando attraverso il buco della serratura, si emozionano di fronte a una visione tanto bella. In fondo è solo un occhiata, un'azione rapida, così semplice che per un momento ti fa tornare bambino, quando, attraverso il buco di una serratura, ti aspettavi di tutto. In questo caso si tratta di arte e spiritualità.
Gli occhi dei due brillano di gioia, domani andranno a visitare un altro luogo, i dispiaceri e lo stress della vita moderna possono attendere.
 
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Ricordo

6 Gennaio 2020 , Scritto da Gordiano Lupi Laura Lupi Con tag #gordiano lupi, #luoghi da conoscere

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Natale in Italia: Roma

25 Dicembre 2019 , Scritto da Dario De Santis Con tag #dario de santis, #racconto, #luoghi da conoscere, #unasettimanamagica

 

 

 

 

Domenica 25 dicembre 1966.

La voce di Mina mi sveglia, è Natale, ieri sera ho solamente aperto i regali a casa dei miei nonni a Trastevere, poi siamo tornati a casa nostra, a via Ostiense.

I regali sono rimasti lì, tanto oggi torneremo per pranzo.

Mentre “Sono come tu mi vuoi”, la sigla di “Gran varietà”, prosegue, anticipando il presentatore Johnny Dorelli, mi alzo! Non vedo l’ora di tornare lì. Mia madre è occupata a far fare colazione al “biondo”, mio fratello Danilo che ha un anno e mezzo.

Il babbo è il primo ad essere pronto, mentre Paolo Panelli sta angosciando la sua spalla con “Menelao Strarompi”, mi diverte ascoltarlo, “aaaaanvedi chi c’è….”

11.30: sta passando mio zio Renato a prenderci con la sua “600”, scendiamo nell’aria frizzantina del mattino, si parte!

Lungotevere con vista a sinistra della basilica di San Paolo, mentre attraversiamo ponte Marconi mi giro per vedere la facciata d’oro che splende al sole, il traffico è scarso, arriviamo subito alla stazione Trastevere e saliamo tutta viale Trastevere… aria di casa… tutti i miei ricordi sono qui.

La confusione si sente dalla strada appena entriamo su via della Luce, il cuginetto piccolo nato da quattro mesi ulula la sua felicità, mentre sono tutti impegnati per il pranzo. Nonna ha iniziato stanotte a cucinare il ragù, anche se la “stracciatella” di pollo arriverà per prima a tavola, la tovaglia a pallini rossi che ha seguito la mia infanzia già è stata messa, il “servizio buono” la sta seguendo, fervono i preparativi, ne approfitto per andare a giocare, anche se non ho molti giocattoli nuovi, per la mia famiglia la vera festa, con i regali veri, sarà il 6 gennaio, quando arriverà la befana.

Mi chiamano, s’inizia col brodino, gli ovetti della gallina, rimasti dentro, mi aspettano e mi spettano, ancora gli altri cuccioli di casa sono piccoli, per 7 anni sono rimasto l’unico nipote, con i suoi diritti, per altri due o tre anni resisterò… forse.

Tante persone, tanti parenti ed amici di famiglia… tante persone scomparse negli anni… tanti ricordi struggenti di un Natale lontano… troppo lontano.

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Natale insieme

4 Dicembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi, #luoghi da conoscere, #unasettimanamagica

 

 

 

 

Il 14 e 15 Dicembre, a Cori, si terrà il III “Natale Insieme”, evento organizzato dall’Associazione culturale “Event Art”, in collaborazione con Comune di Cori e Associazione culturale “Chi dice donna”, presentato da Lara Zaccagnini e patrocinato da: Regione Lazio, Consiglio regionale del Lazio, Provincia di Latina, “Cori e Giulianello in Rete”. La manifestazione si svolgerà tra piazza Signina e via Madonna del Soccorso, che per l’occasione si trasformerà in una “via dell’Arte”, con l’esposizione delle opere degli artisti partecipanti ai due concorsi a premi previsti.

Il Concorso di Estemporanea di Pittura, dedicato al Maestro Francesco Porcari, vedrà protagonisti pittori e acquarellisti liberamente posizionati con cavalletti e tavolozze tra i vicoli del centro storico, da dove imprimeranno live – davanti alla gente – sulle tele, scorci della Città d’Arte. In palio 500 €, 300 €, 200 €, 150 € e 100 € per i primi 5 classificati scelti dalla giuria di esperti, più un cesto di prodotti tipici locali, quale sesto premio cumulabile assegnato dalla giuria popolare.

Verranno disposte in strada anche le luminarie realizzate con materiale di riciclo, da professionisti e non, nell’ambito dell’altro concorso indetto per sensibilizzare al tema degli scarti e del loro riutilizzo, al rispetto dell’ambiente e al risparmio energetico, facendo della creatività strumento di educazione civica. Tra le eco-decorazioni i giurati ne selezionerà 3, i cui autori riceveranno 2.000 €1.000 € e 500 €. Da non perdere lo spettacolare 3D street painting show della scuola napoletana dei Madonnari.

Il programma quest’anno è stato ulteriormente ampliato. Oltre ai mercatini artigianali di Natale allestiti in tutta l’area, verranno proposte diverse iniziative durante i due giorni: il presepe rinascimentale vivente con figuranti in costumi d’epoca; l’arte del maneggiar l’insegna degli Sbandieratori di Cori; le gare di mostaccioli tra massaie; le dimostrazioni ritmiche e canore delle scuole di ballo e dei cori natalizi; la simulazione di volo di Fly in the Sky. Per i bambini anche laboratori creativi e ludoteca in legno itinerante.

I visitatori, oltre a degustare il menù turistico di prodotti tipici preparato dai ristoratori con sconti convenzionati potranno scoprire la storia e la cultura locale usufruendo delle visite guidate dell’Associazione culturale “Arcadia”, lungo un itinerario che toccherà i principali siti archeologici, compresi i due monumenti nazionali: l’Acropoli e il Tempio di Ercole, le Mura poligonali, il Complesso Monumentale di Sant’Oliva, il Museo della Città e del Territorio di Cori, l’area del foro romano, il Tempio di Castore e Polluce, la Cappella dell’Annunziata (prenotazioni obbligatorie: arcadia@museodicori.it).

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Natale in tutta Italia

25 Novembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #walter fest, #unasettimanamagica, #luoghi da conoscere, #postaunpresepe

 

 

 

Amici scrittori, amici lettori, questo invito è rivolto a voi e nasce da un'idea di Walter Fest e mia.

Mi correggo, è rivolto a tutti coloro che vogliano mettere su carta  - pardon on line – le proprie parole e riflessioni su un tema ben preciso: il Natale.

Il Natale qui, là, ovunque in Italia. A Venezia che sprofonda sott’acqua, all’Aquila nella zona rossa, a Matera capitale alluvionata della cultura, a Genova sotto il ponte crollato, ad Accumuli e ad Amatrice, a Norcia, in tutte le zone allagate, terremotate e incendiate, a Taranto con l’Ilva in pericolo. Ma anche  A Pisa, a Firenze, a Roma, a Palermo, a Cagliari, in tutte le regioni, in tutte le città e in tutti i paesi, pure quelli intatti e risparmiati dalla furia del clima impazzito, in tutti i luoghi meravigliosamente artistici di questa nostra patria bella e ferita.  

Cosa farete per Natale, come saranno le vostre feste? Come vivrete quei momenti, cosa è cambiato dai ricordi del tempo che fu a oggi?

Scrivete quanto e cosa volete, anche solo due righe. Nessuna giuria, nessuna classifica, non si vince nulla, solo il piacere di raccontare e raccontarsi. Potete essere pro o contro il Natale, potete amarlo come me, o detestarlo, ci piacerà comunque ascoltare le vostre storie. Potete inventare una novella o scrivere una poesia, potete piangere, ridere o innamorarvi. Potete fare il presepe o aspettare babbo Natale, potete chiudervi in camera e attendere che le feste siano passate, potete portare coperte ai cani randagi, potete suonare nel concerto della chiesa o cantare nel coro, potete aiutare la vostra vicina a fare l’albero, potete cucinare un dolce tipico o comprare il pandoro in offerta al discount.  

signoradeifiltri.blog vi invita a condividere le vostre riflessioni, a farci partecipi della cultura, delle bellezze artistiche e delle tradizioni natalizie dei vostri splendidi paesi.  Pubblicheremo tutti i vostri contributi, compreso le fotografie, facendo solo un poco di editing se necessario.

Cominciate fin da oggi a inviare i vostri contributi e continuate a farlo fino al 23 dicembre, non oltre.

Spedite a ppoli61@tiscali.it 

 

Vi aspettiamo numerosi e buone feste a tutti!

 

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NOVEMBRE PIOVONO LIBRI   IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI IN FESTA PER IL VENTENNALE

21 Novembre 2019 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #luoghi da conoscere, #case editrici

 

 

 

SABATO 23 NOVEMBRE ORE 16
 
SEDE UNITRE - Via Fucini (ex Pretura) - PIOMBINO
 
Dopo il successo della Festa estiva che ha riunito in Cittadella molti autori della scuderia, IL FOGLIO LETTERARIO torna a far festa con la sua piccola letteratura che parte dalla provincia ma frequenta i quartieri alti (saranno poi così alti?) delle kermesse librarie. Festeggeremo la resistenza di una vera editoria di progetto in un mondo di squali. Festeggeremo la longevità onesta e il lavoro di scouting svolto nell'indifferenza generale. Festeggeremo la nostra passione nonostante l'ignoranza dilagante. Festeggeremo lo spirito avventuroso e underground contro la noia del lavoro in banca (o peggio ... in un'assicurazione).
Per l'occasione ogni autore sarà invitato a leggere un suo contributo letterario, ci saranno video legati alla passata attività e un piccolo rinfresco finale. Lucilla Lazzarini presenterà le antologie legate alla scuola di Scrittura Creativa Unitre: Unitre in gialloFiabeDonne nei vortici del tempo ... ma ci saranno anche i libri Nello il pipistrello (Lazzarini) e Filastrocche da Piombino (Miria Signori). Gordiano Lupi presenterà il breve video Litania su Piombino montato da Stefano Simone, foto di Riccardo Marchionni e recitazione di Federico Guerri, oltre ad accennare alla produzione legata a Piombino, Val di Cornia e Isola d'Elba che da anni Il Foglio Letterario porta avanti (LeggendeStoriaRicetteRomanziRacconti ...). Sfileranno gli autori: Roberto Mosi ( Navicello Etrusco, Elisa Baciocchi e ... udite udite! I gigli di mare per Zelli), Andrea Fanetti (La piazza in mezzo al mareDalla neve al fango), Alessandro Fulcheris (Bar Nazionale), Giulia Campinoti (René Dubois), Stefano Giannotti ( Piombino memoria di ferroE' un giorno a Piombino), Melisanda Massei Autunnali (Decameron felino e tutta la sua produzione con protagonisti gatti antropomorfi), Laura Lupi (L'omino volante e il cane spaziale), Emilio Guardavilla (Piombino in gialloPiombinoirRaccontare Piombino), Umberto Bartoli (Raccontare Campiglia 1, 2, 3), Annamaria Scaramuzzino (Macchie d'anima), Patrizio Avella (Piombino con gustoPiazza FontanaLa grande abbuffataPasta e cinema ... in attesa de La cucina degli Appiani), Federico Guerri (L'inverno di Bucinella24: 00 - Una commedia romanticaTeatri di guerraQuesta sono io),  Antonella Giannarelli ( La sera per il fresco), Enzo Biagioni (Scusi, dov'era Piazza Bovio?). Ospite d'onore Sacha Naspini, autore E/O con Le case del malcontento e Ossigeno (presto I cariolanti), ma lanciato dal Foglio Letterario con L'ingrato e I sassi. Tutti gli autori (attuali e aspiranti, ma anche semplici lettori) che vorranno partecipare saranno benvenuti. Astenersi assessori e politici locali.
Grazie per l'attenzione. Vi aspettiamo!
 
Un filmato tra musica (Federico Botti), poesia (Gordiano Lupi che la scrive e Federico Guerri che la recita), fotografia (Riccardo Marchionni) e immagini (Stefano Simone). Dedicata a #Piombino e a #GiorgioCaproni, la mia Litania su Piombino.
Per apprezzare il filmato: https://www.youtube.com/watch?v=TKX777M9Wf4.
Sabato 23 presso UniTre - Università delle Tre Età - Piombino ore 16 proietteremo il filmato.
Intervenite!

 
 
 
 

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Riccardo Bassi, "Sognando Bologna"

1 Giugno 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poili patrizia, #recensioni, #luoghi da conoscere

 

 

 

 

Sognando Bologna

Riccardo Bassi

Gilgamesh Edizioni, 2019

 

Scritto in un italiano con alcune sviste non corrette, Sognando Bologna, di Riccardo Bassi, è una storia squinternata. Kevin, un giovanotto come ce ne sono tanti, belloccio al punto giusto e tutto moto e palestra, finisce in un intrigo spionistico che contempla contesse, turchi, anelli, pistole, lettere e personaggi inquietanti e fumettistici a bordo di macchine dai vetri oscurati.

Quello che più sembra interessargli è, però, l’amore, o meglio l’attenzione, di tre ragazze abbastanza intercambiabili fra loro. S’imbatte continuamente nell’una o nell’altra, sempre al momento sbagliato, in un balletto, volutamente immagino, improbabile che ci ricorda l’ingresso degli attori sul palcoscenico in certe commedie degli equivoci. Finirà, non sveliamo il motivo, per rimanere solo, cosa che, pensiamo, è ciò che in realtà ha sempre desiderato.

Molto più interessante la cornice, data da una Bologna multietnica e crepuscolare, accompagnata dalle note delle canzoni di Dalla e Carboni. E più avvincente, anche se non parrebbe, la vita normale del protagonista: il lavoro, le sedute in palestra, il momento magico del giro in moto sui colli al tramonto, la caccia serale a qualche ragazza, le chiacchiere col turco Hasan. I personaggi anonimi e normali che lo circondano – donne, amici, preti, colleghi - che tutti noi potremmo incontrare per strada, riveleranno alla fine un aspetto distorto, frutto di una realtà deformante come uno specchio. L’unico a rimanere quello che è, sarà proprio Kevin, il quale, liberatosi di tutte le maschere che lo attorniano, resterà solo con la sua Bologna da sognare e la sua vita di nuovo noiosa ma aperta a tutte le possibilità.

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