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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

paula martins

La scuola

6 Aprile 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

 

 

 

Nella mia scuola in Mozambico eravamo solo donne. C'erano pochissime scuole miste nella mia città, eppure vivevo nella capitale – Maputo oggi, Lourenço Marques allora -. Erano tempi rigidi, quanto ai comportamenti adatti alle ragazzine. Ma non era così tanto difficile conoscere ragazzi, evidentemente. Molte delle mie amiche avevano fratelli, perfino i miei genitori avevano ospiti ogni tanto, i cui figli maschi erano della mia stessa età. E, soprattutto, conoscevo ragazzi nel mio liceo.

Però, il liceo non era pensato perché i due sessi si conoscessero. Era invece costituito da due parti rigidamente separate, una maschile e l'altra femminile. Tanto rigidamente che è bastato un nulla per fa saltare in aria la separazione!

Nel mio primo anno in quel liceo eravamo molto più donne che uomini. Così, la scuola è dovuta adattarsi: l'intero primo anno (il mio) è stato trasferito a un complesso di stanze cedute dalla zona maschile del liceo. E come noi dovevamo per forza circolare, dovevamo anche per forza mescolarci.

Tanti saluti alla rigidità.

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Il fidanzamento 2

27 Marzo 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

     

                                                 

 

 

 

Non so proprio come lui ha avuto il coraggio di riavvicinarmi il giorno seguente. E se io non avessi voluto essere la sua fidanzatina? Cosa avrebbe fatto in questa ipotesi?

Ma il problema è stato brillantemente risolto, nell'invincibilità dei dieci anni. Non mi ha detto più niente a riguardo, ma mi ha tenuta fermamente per mano. Per un lungo mese, questo è bastato. Tutti e due sapevamo che eravamo fidanzati. Ancor oggi ricordo quella sensazione di un calore un po' arrossito, quell'appartenere che allo stesso tempo possedeva, quell'essere già grande.

Sfortunatamente, anche mia Madre lo sapeva (devi averci visto mano nella mano). L´ho sentita che bisbigliava e rideva con le amiche. Questo mi ha terribilmente offesa, mi sono sentita ridicolizzata.

Lo so oggi che non è proprio così. Mia Madre era furba, sapeva che tutti questi movimenti innocenti fanno parte del crescere, e mi lasciava fare.

 

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Il fidanzamento

9 Marzo 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

       

                                           

 

 

 

Il mio primo scontro con l'amore è stato all'età di dieci anni. Il mio primo fidanzamento.

Nei party di cui ho già parlato ho conosciuto un ragazzino. Tanto piccolo quanto me, e probabilmente tanto inesperto. Mi fa ridere oggi quando ci penso. Ballavamo vicinissimi quegli slow interminabili, scostando un po' i volti, mentre guardavamo non si sa che in lontananza, cercando di mascherare il nostro disagio.

Un giorno che ero fortunatamente da sola, vedo Zé  (diminutivo per José, il suo vero nome) avvicinarsi rigidamente, dritto, ancor più a disagio di quando ballavamo insieme. Il mio cuore perde un  colpo. Succedeva ogni volta quando lui era vicino e, in questi momenti, non vedevo più niente.

Rigido, Zé non dice niente, nemmeno mi saluta. Allunga una mano quasi aggressiva dove intravedo un foglio. Lo prendo, ma non stacco i miei occhi dai suoi. Ancora senza dire una parola se ne va, sempre rigido, ancora dritto, ancora tanto a disagio.

Intontita, guardo il foglio dov'è scritto, sbagliando un po':

Vuoi essere la mia fidanSata?

 

 

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I party

18 Febbraio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

 

 

 

Nonostante la rigidità di quei tempi (1972/3/4) facevamo del nostro meglio per goderci la vita, avvicinarci, flirtare.

Una cosa che ci piaceva tantissimo, erano le feste, cioè, i party, questo il nome “ufficiale”, un po' a causa dell'influenza dell'Africa del Sud, a fianco del Mozambico.

Erano poche le persone che abitavano in appartamenti. Tutti i miei amici, e io tra l'altro, abitavamo in villette. E in tutte le villette c'era un garage.

Il giorno del party l'auto era tristemente parcheggiata sulla strada. Nel garage restavamo solo noi, i giovani, pronti al divertimento. Si installava la magnifica tecnologia di quei tempi, l'anziano giradischi, e tutti noi ballavamo, ridevamo, flirtavamo.

Ricordo bene quel calore pomeridiano, quell'allegria, quella sensazione. Ah, la sensazione! Gli ormoni scorrevano tra le coppie aggrappate in una lenta, lentissima danza, lo slow.

È stato veramente un periodo meraviglioso.

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La fisarmonica

6 Febbraio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

 

 

Quando ero ancora un piccolissimo essere saltellante e spumeggiante di gioia, mia madre decise che dovevo fare qualcosa in più, oltre a saltellare. Così mi iscrisse alle lezioni di fisarmonica. Io, invece, volevo disperatamente imparare a suonare il pianoforte. Ancora oggi non capisco perché i miei genitori non abbiano acconsentito, e ormai purtroppo non c'è piú nessuno a cui chiedere. I miei genitori non ci sono, mia sorella, cinque anni più grande di me, non lo sa. Lo sapevo io, forse, ma l´ho dimenticato.

Visto che non avevano fatto la mia volontà, ho fatto il possibile e l'impossibile per non imparare la più piccola cosa. Non sono mai riuscita a leggere gli spartiti, passavo la lezione a bocca aperta, guardando il pomo d'Adamo smisurato del professore, e non imparavo mai niente. Tutto quello che fui capace di ottenere da questo pegno d'amore dei miei, è stata la costatazione che ci sono uomini che hanno un pomo d'Adamo smisurato, e altri no.

 Oggi vorrei aver imparato.

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Il pattinaggio

25 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

 

 

C'era una scuola di pattinaggio nella mia città in Mozambico, dove mia madre mi aveva iscritta.

All'inizio avevo quattro anni, ma di questo periodo non ricordo tanto. Quello che ricordo bene è successo due anni dopo, quando ne avevo sei. Pattinavo in coppia. Eravamo lungamente applauditi, tanto festeggiati. Non per il fatto di essere bravi (quanto bravi potevamo essere noi?), ma perché eravamo buffi. E inaspettati.

Ricordo una volta in che Rui, il mio partner, aveva sbagliato mossa. Indignata, l'ho tirato dalla parte giusta, con irritazione e determinazione. A sua volta, lui ha tirato me, che ho rispostato lui… e questo è andato avanti così per un interminabile mezzo minuto. Mezzo minuto mentre pattini, è tanto! Gli spettatori, colti alla sprovvista, scoppiarono a ridere e a applaudire, una vera raffica di applausi che non smetteva mai. Mezzo minuto dopo ricominciammo a pattinare insieme alla musica, come se niente fosse.

Da questo evento non si può certo ricavare resilienza o qualche altra caratteristica positiva. L'immagine che si raccoglie è quella di una immensa testardaggine. Non essendo una caratteristica così bella, è stato un elemento molto utile in tutto quello che dopo mi è successo.

 

 

                                                                     

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Affascinante

15 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto, #luoghi da conoscere

 

 

                                         

 

In Mozambico quasi sempre c'è il sole. Tutti i giorni mi sveglio presto per incominciare la giornata, ma la luce è più veloce di me, arriva, splendente, alle cinque del mattino. Ogni giorno è già là che mi guarda, sembrando molto allegra. Anch'io mi sento allegra. La giornata intera è davanti a me per passeggiare, studiare, giocare, imparare.

Esco. Ma all'improvviso tutto cambia e comincia a piovere. All'inizio non tanto forte, poi ogni secondo di più, e di più, e di più, fino a che la strada sterrata è allagata, ed io, che non ho trovato un rifugio sicuro, sono ugualmente bagnata. Mi fa ridere. Sembra impossibile che ci sia tant'acqua, quando, un secondo prima, c'era il sole.

Così com'è cominciata, pochi istanti dopo, ecco che la pioggia rallenta. Ogni secondo cade meno forte, e meno, e meno, fino a che smette. E il sole arriva di nuovo. La vita esplode, la gente esce, la gente gioca, la gente passeggia, la gente impara. Io non esco, stavo già fuori, e per questo sono bagnata.


Così è il giorno in Mozambico, un fascino a volte anche eccessivo.

 

 

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L'amicizia vera

7 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

 

 

 

Quando sei piccola, gli scherzi degli altri sono insopportabili. Ogni scontro, pur minimo, ti fa sentire molto male, diversa dalle compagne (o così ti pare). Ti senti giudicata e condannata, e il peggio è che ti guardi con gli stessi occhi che ti criticano, non sei capace di ridere come se niente fosse, e la superiorità dell'allontanamento è l'ultima cosa che ti passa per la mente.

Però, c'è qualcosa che ti aiuta in questi momenti terribili in cui hai una così sviluppata sensibilità: l'amicizia.

Più di ogni altra cosa, se hai almeno un amico, guarderai lo scherno da più lontano. E soffrirai meno. A volte capirai che quello è solo uno scherzo. Brutto. Ma non sei una vittima, sei superiore perché hai un amico che lo guarda con te, scuote la testa, e ride. Aver un amico è poter dire qualunque cosa ti passi per la testa. Sarai compreso. Sarai accettato. Mai giudicato, perché quella persona ti vuole bene.

Per me avere un amico è bello. È prezioso. Può anche essere affascinante. Ma è, soprattutto, accogliente. Avere un amico è sentirsi in casa. 

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L'amicizia

31 Dicembre 2020 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

 

                                                                    

 

Un giorno giocavo e scherzavo con la mia migliore amica. In un gruppetto che frequentavo quando ero bambina in Mozambico, eravamo otto ragazzine. Ma quella che mi stava più a cuore era un'altra Paula, ancora più piccola, ancora più allegra. Eravamo proprio amiche, andavamo d'accordo alla grande. Un giorno litigavamo per qualcosa senz'alcuna importanza: a me piaceva recarmi alla gelateria un po' troppo lontana per andarci a piedi, ma lei non aveva la sua bici.

Ho insistito perché andasse a casa a prenderla (la casa era vicina), ma lei non ha voluto. Quando mi sono girata, lei ha preso la mia bici ed io, la ragazza dell'idea, sono rimasta a terra, mentre lei è partita per la gelateria.

Parte, mangia tranquillamente il gelato e torna, senza portarmi un gelato. La rabbia ribolle dentro di me, avanzo lungo la strada. Quando lei ritorna, mi passa accanto ridendo. In quell'istante tutta la rabbia mi fa allungare la mano e tirare il manubrio.  Lei cadde a terra.

Quello che successe dopo non lo ricordo così bene (devo essere stata duramente punita da mia madre). L'unica cosa che mi è rimasta in mente è la sua faccia gonfia, che rideva insieme a me, quando sono andata a farle visita il giorno dopo.

L'amicizia è anche fatta di queste piccole schermaglie, di tutti questi scontri che sono veramente sbuffi di fumo che si dissolvono nel nulla.

 

 

Paula Martins

 

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Resilienza

30 Dicembre 2020 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

                                                       

 

È molto presto ancora, poco dopo le sei e mezza. Tutti si preparano, c'è un gran movimento. Io, come al solito, sono in ritardo. Ascolto mia madre che mi chiama dal basso, mentre sento mia sorella che scende le scale. La casa resta silenziosa. Saranno già tutti seduti in auto che mi aspettano, ne sono certa, anche mio padre. Lui non l'ho sentito, sarà sceso prima ancora del mio risveglio.

Con me in casa, cercando di mettermi fretta, si trova Bina. Anche la mia scuola elementare comincia alle sette, anch'io sarei dovuta essere pronta.

Fai presto! – sento mio padre gridare giù dalle scale. Immagino la sua sagoma, una figura furiosa già con le chiavi in mano – guarda che questa volta ti lascio a casa. Sono stufo dei tuoi ritardi!

Faccio spallucce. È più importante quella coda di cavallo che lo specchio mi mostra storta. Non esco da casa così! Mio padre, che aspetti.

Quando sono ancora a casa, mentre scendo le scale, cinque minuti dopo, spinta da Bina, sento l'auto che si avvia.

Piccola, tutta rabbia, cammino in direzione della scuola che non è così lontana. Bina mi accompagna, rimproverandomi. Non ci faccio caso, neppure la sento. La mia dignità è a pezzi, non ho intenzioni di parlare più con mio padre.

Il giorno seguente mio padre mi aspetta, di nuovo chiavi in mano. Lo supero senza girare la testa, molto dignitosa. Non impressiono nessuno con la mia dignità piena di sé, sento mia sorella ridere di me. Non vado in auto tutta la settimana.

 

 

Paula Martins

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