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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Complimenti di buon anno

31 Dicembre 2019 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #unasettimanamagica, #poesia

 

 

 

Humour nero ed umor nero

son due cose differenti;

lo sa bene il criminale:

l’assassino ancora attivo,

l’assassino dunque in corso

che mi dice quanto segue:

«Complimenti di buon anno

a tutti i miei peccati:

è molto più poetico

uccidere a Natale!».

 

Pietro Pancamo

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Il grande oroscopo del 2020

30 Dicembre 2019 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia

 

 

 

 

Qualunque sia il vostro segno zodiacale, la mia ricetta è semplice: prendete un po’ del vostro tempo e leggete il vostro segno a intervalli regolari.  Alcune righe vi regalano sorrisi, altre invece un confronto, ma in ogni caso non siete mai soli nell’Universo: alieni ed extra terrestri vi offrono un prosecco.

 

ARIETE: indossate una tuta spaziale
Non è un anno che invita ai rischi, alla scommessa, poiché le quadrature di Plutone, Giove e Saturno possono creare momentanei rallentamenti o qualche fatica in più.

E’ saggio fermarsi di tanto in tanto, facendo il punto della situazione senza amplificare a dismisura i desideri del vostro Io più ambizioso e baldanzoso.

Siete pronti all’esaltazione, a scaldare i motori, a partire a razzo, ma serve anche una fredda ed essenziale lucidità mentale.

Saturno, Giove e Urano determinano i vostri periodi di cambiamento con fiducia e con grande energia, perché anche con la complicità di Marte, dal canto suo, il pianeta piazza le tende a casa vostra per lungo tempo, regalandovi grinta ed enfasi nel portare a termine i vostri progetti.

 

TORO: siete protetti contro i raggi cosmici

E’ possibile che per tutto il 2020 si avveri un progressivo consolidamento delle posizioni acquisite, senza che ci siano ostacoli durante il cammino.

Non sono per nulla esclusi i grandi cambiamenti come una telefonata attesa o improvvisa, un’occasione che determina la svolta nel vostro lavoro, la conquista di una vita materiale più salda e sicura, per cui il vostro atteggiamento è più leggero e sollevato.

Cominciate a immaginare la vostra vita diversamente da come l’avete sempre sognata, perché il vento di Urano è imprevedibile e insospettabile e stravolge tutti i vostri progetti, cominciando da voi stessi.

 

GEMELLI: avete voglia di evadere

Nei mesi trascorsi avete acquisito una forza di volontà ferrea e lucida e nello stesso tempo siete consapevoli dei vostri limiti.

Ora il vostro atteggiamento è quello dell’umiltà e della concentrazione e questo non vuole dire per nulla rinchiudersi prendendo le distanze dal mondo, ma vuole semplicemente significare come la vostra attenzione è posta su nuovi binari della libertà personale e di pensiero.

Questo nuovo anno sia per voi di buon auspicio ora siete concentrati a recuperare quell’ottimismo che avevate perduto per raggiungere concretamente tutti i vostri obiettivi, perché dalla primavera si vola: benedetto sia il transito di Saturno in Aquario!

 

CANCRO: amate lasciarvi andare come un fiume all’ombra di un salice

Le azioni contrastanti di Saturno, di Giove e di Plutone vi portano avanti tra sentieri difficili e dirupi pericolanti, tra salite faticose e discese ripide.

Certo, è molto stancante, ma scoprite di avere una forza soprattutto interiore, di farcela e di raggiungere quelle cime alte, nonostante il paracadute difettoso.

Il vostro compito prezioso è soprattutto il lavoro in prima persona, dovete essere attenti e scrupolosi in tutti i settori della vostra vita, specie in termini di potere e ambizione.

Il potere, soprattutto per voi, non è quello che si esercita in maniera dura e cinica, ma è essenzialmente capire che dentro di sé esiste una grande forza capace di ottenere quello che vuole.

Servono metodo e costanza, dunque, anche se in qualche occasione voi sognate la calma e il beato isolamento di un orizzonte senza alcune incombenze.

 

LEONE: arrivate da altri mondi con un’astronave di mille luci e bandierine

Il lungo transito di Urano nel segno del Toro è più provocatorio che negativo e trasmette lampi di genio e scosse interessanti, specialmente nell’ambito professionale e nel settore dell’autonomia.

Certo, Saturno in Aquario non facilita il vostro percorso, ma è una fonte essenziale per attingere risorse concrete e utili nei rapporti con i soci e i vostri colleghi, con i vostri collaboratori ma anche con il vostro partner.

Saturno è il grillo parlante che vi mette di fronte alla realtà tirando fuori la polvere da sotto il tappeto e mettendo in chiaro le vostre situazioni, quelle più difficili, impossibili ma salutari.

Alcuni progetti vanno rivisti, dal matrimonio a quello lavorativo.

E’ utile e necessario tagliare tutto ciò che è secco e vuoto per rinvigorire e far germogliare nuovi sentimenti,  -importanti i rapporti personali, lavorativi - e migliorando soprattutto se stessi.

 

VERGINE: siete degli extraterrestri con un quoziente sopra alla media degli abitanti di questo pianeta

Potete contare sui favolosi trigoni di Giove, di Plutone, di Saturno e di Urano che riescono a dare un contrappeso di risposte sempre valide.

Emergono ancor di più le qualità di un carattere che rimane pragmatico, concreto, umile, attivo, concentrato sul lavoro e coscienzioso verso i propri doveri.

Il proprio valore è riconosciuto nell’ambito professionale e in moltissimi casi potete avere avanzamenti di carriera e aumento dei guadagni.

La vita non è sola fatica, ma anche soddisfazione che cresce sul binario di una tranquillità quotidiana ora più solida.

Ora la vita diventa anche emozione e gioia e soprattutto cresce una femminilità o un maschile più sicuro di sé. 

Siete meno rigidi e bloccati, in grado di togliervi qualche soddisfazione seduttiva, ma di puntare a una qualità del vivere i sentimenti finalmente all’altezza del valore del segno.

 

BILANCIA: il cuore torna a battere con pulsazioni più dolci e musicali

Giove, Plutone e parte anche Saturno in aspetto ostile al vostro Sole potrebbero rendervi il compito non facilissimo ma senz’altro avvincente e ricco di novità.

In alcuni casi i successi sono stati paralleli a un aumento di responsabilità e le responsabilità comportano anche una certa fatica.

Ora si tratta di trarre profitto senza esitazioni da tutto quello che avete raggiunto, muovendovi con una certa prudenza e attenzione.

In quest’anno Giove dispettoso v’invita a rivedere le vostre priorità, ad ascoltare i vostri bisogni senza tornare a quelle forme antiche di senso del dovere troppo rigido.

Potrebbe succedere che Giove faccia tornare a galla alcuni difetti sostanziali del vostro carattere, ad esempio quello di non saper pensare troppo a se stessi e di non possedere quel sano egoismo che fa sì che la felicità di tutti passi in primo luogo attraverso la porta della vostra felicità.

 

SCORPIONE: non avete paura di nessuno, grandi spazi e nomadismi liberi

La strada diventa dritta, lineare e, chi in progressione, chi rapidamente e all’improvviso, tutti potete stilare un bilancio di questo anno assolutamente nuovo.

Da un certo punto di vista i successi non dipendono sempre da voi, ma da una serie di connessioni ed eventi oggettivi e fortunati.

E’ l’anno giusto per puntare in alto, per non negarvi i progetti e gli obiettivi più elevati.

Urano vi costringe a trasformarvi da signori del buio, della notte e dell’inconscio, a guerrieri solari che non temono di far vedere quello che sono e quello che pensano.

Mettete con chiarezza sul tavolo le vostre idee e iniziate a costruire, complice un Saturno saggio, che vi ha aiutato a costruire un’impalcatura solidissima che dura già da qualche anno.

E’ l’inizio di una nuova epoca che porta il vostro segno sempre più in alto. Sempre più vicino a quella che si può chiamare felicità.

 

SAGITTARIO: la tua mente cosmica butta via la spazzatura, vi muovete anche quando state fermi

Vi siete sentiti vivi, esuberanti, generosi, sempre ottimisti, specie quando tutto vi andava bene, ottenendo grande gratificazione e ottimi risultati.

Forse vi siete scontrati con l’illusione di Nettuno, che vi ha fatto vedere una realtà diversa da come l’avevate sognata.

Questo 2020 si prospetta come una girandola di emozioni contrastanti ma molto vivaci.

Il lungo trigono di Marte dal segno dell’Ariete vi fa girare tutto l’Universo su una moto con la voglia inesauribile di entusiasmo.

Sempre pieni di energia e di carica vitale progettate di creare grandi opere d’arte, di scrivere tanti libri, di coltivare le vostre passioni, di suonare il vostro flauto sui palcoscenici di tutto il mondo.

Avete voglia di concepire un bimbo, o di adottare un cucciolo abbandonato, di coltivare alberi, di tirar tardi la sera, mentre intonate una vecchia canzone di Domenico Modugno.

 

CAPRICORNO: nella sala di comando esplorate nuovi posti e incontri del terzo tipo

Voi abitate all’ultimo piano del grattacielo e non avete la testa tra le nuvole né i piedi staccati da terra.

Siete concreti e spartani, responsabili e tosti, dignitosi e orgogliosi.

Siete roccia, montagna, pietra dura, eliminate tutto ciò che è vecchio, inutile, anche se è bello, non v’importa la vanità, v’importa la sostanza.

E’ un anno fatto di rivincite, di svolte storiche e inattese, di cambiamenti improvvisi, di ambizioni sfrenate, di grandi energie sul fronte professionale, di benessere quotidiano, di flirt e d’innamoramenti mordi e fuggi.

Giove vi fa visita per tutto l’anno ma non amate fare il passo più lungo della gamba. Anche nelle faccende d’amore e di passione volete viaggiare ma senza rischiare troppo.

Quest’anno investite tutte le vostre energie nell’ambito familiare, nel vostro arredamento, nel cambiare il vostro divano e il lume della vostra scrivania.

 

AQUARIO: siete più flessibili e capaci di alzarvi in volo senza perdere il senso di realtà

Il vostro 2020 è all’insegna di una bella e prolungata sferzata di energia, ma anche di sentimenti allegri e spensierati, di creatività e passione che vi tengono compagnia per lungo tempo.

Vi piace vivere la vita senza costrizioni e in totale libertà, seguendo la moda e i suoi colori. Vi piace essere sciolti e non avere nessun legame fisso.

Amate la spontaneità e l’estrema naturalezza, ecco, è così che vi piace vivere la vostra vita, seguendo i vostri ritmi dettati dalla vostra mente.

Il lungo transito di Venere in Gemelli e di Marte in Ariete vi anticipa un anno da vivere in un safari, dove tutto è avventura dalle mille sorprese, dallo studio all’improvvisazione.

Volete dipingere tutti i colori del cielo e degli spazi infiniti, ma anche di un verde prato o di un blu mare.

Preparate un dolce con essenze di vaniglia e di frutti di bosco, mentre girate fra i mercatini e acquistate foulard da annodare al collo.

 

PESCI: la vostra mente non si dispera nell’infinito, avete bisogno di più spazio per scoprire nuovi orizzonti.

Il vostro si prospetta un anno fantastico grazie a Giove, che ora si pone in aspetto favorevole al vostro Sole, grazie a Marte in Ariete che vi regala un pieno di carica vitale nella vostra seconda casa solare; a Venere in Gemelli, che vi dona vivacità e allegria in famiglia per lunghe settimane.

Il tutto con un contorno squisito di Urano e Plutone, che vi porteranno nuovi contatti di collaborazione, vere amicizie, importanti conoscenze e condivisioni di progetti e idee.

Il vostro viaggio nelle nebbie di Nettuno vi porta a immaginare grandi voli pindarici, a far sì che la vostra immaginazione superi la realtà, che la vostra vita debba essere vissuta con fantasia e stravaganza, con sfumature impercettibili.

Siete il genio per eccellenza, dall’intuito facile e dalle emozioni intense.

Siete il sogno per il vostro vicino di casa, il conforto per una persona ammalata, le cure per un micio randagio, il sostegno per un’amica del cuore.

Risolvete ogni confronto con piglio deciso e con tanta umanità.

Ritrovate la voglia di agire con impeto per poi ridere a crepapelle quando il vostro cane rovescia un vaso di fiori.

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La casa del padre (2019) di Vincenzo Totaro

29 Dicembre 2019 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #cinema

 

 

 

 

La casa del padre debutta in prima assoluta il 29 ottobre, a Vico del Gargano, prosegue a Foggia (4 novembre), Manfredonia, Milano, Roma, Valle Leventina e altre date, per poi affidarsi alla distribuzione televisiva della Running Tv International. In breve la trama. Antonio torna nella casa della sua infanzia, per venderla secondo indicazioni del fratello Corrado, ma finisce per compiere un tuffo nel passato, immergendosi nei ricordi. La potenziale cliente arriva, ma non è la vera Angela che dovrebbe vedere la casa, bensì una ragazza smarrita, in crisi, in fuga dalla sua esistenza, in attesa di operarsi per una grave malattia. Pure Antonio è un uomo tormentato, malato, ex fumettista e disegnatore, ha un figlio che vive lontano e che sta scrivendo una tesi sui suoi vecchi lavori. Antonio percorre le stanze della casa abbandonandosi a una cascata di ricordi, mentre una notte di tempesta scuote i vetri, scosse di terremoto fanno muovere gli oggetti, pioggia e vento colpiscono le imposte. Angela e Antonio s’incontrano per caso, sboccia una sorta di amore impossibile, un sentimento soffuso di poesia e languore, intrecciato ai troppi pensieri del passato. Totaro gira un film teatrale, intenso e introspettivo, ricco di suspense narrativa, forse troppo dilatato nei tempi, anche se resta il sospetto che per affrontare simile tematica ci fosse bisogno della lunga distanza. Spettacolari gli effetti speciali che mostrano il cosmo come cornice iniziale e finale della storia; da sottolineare alcune poetiche dissolvenze, soprattutto quella che dagli occhi della protagonista conduce lo spettatore verso le stelle. Attori bravissimi e credibili, soprattutto i due protagonisti (Boccanera e Del Nobile), che danno vita a un lungo dialogo letterario mai artefatto e stucchevole, ma realistico e dal sapore bergmaniano. Molti riferimenti cinematografici portano a Beckett (il fratello è una sorta di Godot che telefona ma non arriva mai), Bergman (rapporto uomo - donna), Scola (la pistola nella borsa, l’incontro in una giornata particolare), Tarr (il paesaggio apocalittico, i piani sequenza, l’incontro). Storia narrata proustianamente, con andamento circolare, che si apre e si chiude con la visione dell’universo, il ciclo della vita eternamente uguale, la consapevolezza che la nostra esistenza è una piccola cosa nel cosmo infinito. Straordinaria la fotografia in bianco e nero, curate le scenografie, sceneggiatura senza punti morti, dialoghi ben confezionati, musiche di Chopin adeguate a una storia montata con ritmi compassati. La casa del padre è una storia d’amore improbabile, un incontro tra un uomo e una donna che sono giunti a un bivio della loro esistenza, un’esperienza di amore e morte che si celebra nella casa dove l’uomo ha vissuto la sua infanzia, in un contenitore di ricordi che ognuno di noi possiede nella memoria. Se riuscite a vederlo - problema del buon cinema indipendente -, non ve ne pentirete.

 

Regia: Vincenzo Totaro. Fotografia: Antonio Universi. Operatore di Riprese ed Effetti Speciali: Luisa Totaro. Fonico Presa Diretta: Vincenzo Moccia. Microfonista: Tonino Bitondi. Costumi: Federico Del Nobile. Scenografia: Leonarda Fabiano, Matteo Del Nobile. Musiche (non originali): Giuseppe De Salvia. Case di Produzione: Silentium Film, Aelita Film. Produttori: Antonio Del Nobile, Vincenzo Totaro. Genere: Drammatico. Durata: 118’. Colore: B/N. Interpreti: Manuela Boccanera (Angela/Cristina), Antonio Del Nobile (Antonio), Rosanna Trotta (Signora Angela), Adriano Santoro (voce di Corrado).

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Roberto Saporito, "Come una barca sul cemento"

28 Dicembre 2019 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

Roberto Saporito
Come una barca sul cemento

 

Arkadia - Collana Sidekar - Pag. 110 - Euro 13
www.arkadiaeditore.it

 

Conosco e apprezzo Roberto Saporito dal 1999, anno di fondazione del Foglio Letterario, pure se con la mia casa editrice non ho mai pubblicato un suo romanzo ma solo racconti all’interno della rivista e di antologie tematiche. Siamo stati insieme nel gruppo di autori che un grande talent-scout come Luigi Bernardi ha portato nella squadra di Perdisa Pop, un tentativo di fare qualcosa di nuovo nell’asfittico mondo editoriale italiano. Il caso editoriale dell’anno, un romanzo contro il mondo editoriale, lo feci pubblicare da Anordest, realtà nella quale credevo ma che si è rivelata modesta e fallimentare. Adesso ritrovo Saporito alle prese con un racconto noir veloce e graffiante, edito dalla cagliaritana Arkadia, strutturato in capitoli brevi e incisivi, impaginato tra dialoghi e concise descrizioni, ambientato tra Roma, Torino, Pisa e la zona dove vivo (San Vincenzo, Baratti e Piombino). La narrativa dello scrittore di Alba non è cambiata dai tempi di Harley Davidson (piccolo successo di Stampa Alternativa, altro mitico editore che abbiamo frequentato insieme): usare il noir per raccontare la società che cambia, la psicologia umana, il rapporto tra un uomo e una donna. Protagonista del racconto - di questo si tratta più che di un romanzo - è un professore cacciato dalla scuola pubblica per oscuri motivi (si capirà alla fine ma non spoileriamo) che si ritrova a fare il guardiano di barche a San Vincenzo e si mette a caccia di vecchie fiamme giovanili che a suo tempo non è riuscito a portarsi a letto. Verranno fuori tutti i lati oscuri del protagonista ma anche delle donne con cui viene a contatto, soprattutto la prima, depressa e maltrattata da un marito che non farà una bella fine. Non aggiungo altro. Il libro ha il ritmo di un giallo e la profondità di un noir, si legge in meno di un’ora, ché lo stile di Saporito - avvolgente e intrigante - cattura il lettore e non gli consente di abbandonare la lettura fino alla parola fine. Consigliato anche per chi cerca in un libro qualcosa di più di una storia ben scritta, perché tra le righe di un racconto strutturato per immagini, come se fosse una sceneggiatura, viene fuori tutto il lato inquietante della natura umana.

 

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

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XXVI Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico

27 Dicembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #concorsi, #racconto, #fantascienza, #fantasy

 

 

 

 

 

 

Sono aperte sino al 20 marzo 2020 le iscrizioni al XXVI Trofeo RiLL, premio letterario per racconti di genere fantastico, curato dal 1994 dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare e patrocinato dal festival internazionale Lucca Comics & Games.

 

Possono partecipare al concorso storie fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, ogni racconto sia (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”.

Ogni autore/autrice può inviare una o più opere, purché inedite, originali e in lingua Italiana.

 

Da oltre un decennio i racconti partecipanti al Trofeo RiLL sono 250-300 a edizione, scritti da autori/ autrici residenti in Italia e all’estero (Australia, Brasile, Cina, Giappone, Svizzera, USA, oltre che paesi membri dell’Unione Europea). Nel 2019 i racconti ricevuti sono stati 345.

 

I racconti premiati del XXVI Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcun costo per i rispettivi autori) nella prossima antologia del concorso (collana Mondi Incantati).

Inoltre, il racconto primo classificato sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente:

- in Irlanda, sulla rivista di letteratura fantastica Albedo One;

- in Spagna, su Visiones, l’antologia dell’AEFCFT (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror);

- in Sud Africa, su PROBE, il magazine dell’associazione SFFSA (Science Fiction and Fantasy South Africa).

 

All’autore/autrice del racconto primo classificato andrà, infine, un premio di 250 euro.

 

RiLL selezionerà, fra tutti i racconti partecipanti, i dieci finalisti. Ciascun racconto partecipante sarà valutato in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano il nome dell’autore/autrice), considerando in particolare l’originalità della storia e la qualità della scrittura.

La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia Mondi Incantati del 2019. Sono giurati del Trofeo RiLL, fra gli altri, gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Francesco Dimitri, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma) e Arielle Saiber (Bowdoin College, Maine – USA); la poetessa Alessandra Racca; i giornalisti ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti.

 

Ogni partecipante al XXVI Trofeo RiLL riceverà una copia omaggio dell’antologia LEUCOSYA e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (ed. Quality Games, 2019; collana Mondi Incantati), che prende il nome dal racconto vincitore del XXV Trofeo RiLL, scritto dalla romana Laura Silvestri.

Il libro propone dodici storie: i migliori racconti del XXV Trofeo RiLL e di SFIDA (altro premio organizzato da RiLL nel 2019) e i racconti vincitori di quattro concorsi letterari per storie fantastiche banditi all’estero (in Inghilterra, Irlanda, Australia e Sud Africa) e con cui il Trofeo RiLL è gemellato.

 

Tutte le antologie Mondi Incantati sono disponibili su Amazon e Delos Store, oltre che presso RiLL.

Nel Kindle Store di Amazon sono inoltre disponibili gli e-book della collana Aspettando Mondi Incantati, sempre curata da RiLL e dedicata ai racconti finalisti del Trofeo RiLL.

 

La cerimonia di premiazione del XXVI Trofeo RiLL si svolgerà nel novembre 2020, nell’ambito del festival internazionale Lucca Comics & Games.

 

Per maggiori informazioni sul XXVI Trofeo RiLL si rimanda al bando di concorso e al sito di RiLL, che ospita ampie sezioni sul Trofeo RiLL e la collana Mondi Incantati.

 

 

 

 

Associazione RiLL - Riflessi di Luce Lunare

via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma

www.rill.it

www.riflessidilucelunare.it

info@rill.it

 

 

L’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare è attiva in ambito letterario e ludico dai primi anni ’90.

La principale attività associativa è il Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, un premio letterario bandito dal 1994 e che ha riscosso un interesse crescente fra gli appassionati e gli scrittori esordienti.

Dal Trofeo RiLL sono nate tre collane di antologie: “Mondi Incantati” (con i racconti premiati in ogni annata di concorsi RiLLici), “Memorie dal Futuro” (antologie personali dedicate agli autori/ autrici che più si sono distinti nei premi organizzati da RiLL) e  “Aspettando Mondi Incantati” (e-book che pubblicano i racconti finalisti di ogni edizione del Trofeo RiLL). Le antologie curate da RiLL sono tutte realizzate senza alcun contributo da parte degli autori.

Sul sito di RiLL sono on line molte informazioni sul Trofeo RiLL e le sue diverse edizioni, sugli altri concorsi e iniziative organizzate da RiLL e un vasto archivio di articoli e interviste.

 

 

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Il pupazzo di neve

26 Dicembre 2019 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #racconto, #unasettimanamagica

 

 

 

 

 

 

Quest'anno il mio pupazzo di neve ha un suo perché.

Amo l'inverno e di conseguenza la neve. Beh, sarebbe stato strano il contrario.
Vivo da solo, non ho una moglie e nemmeno dei figli, però non di rado aiuto i bambini del vicinato a creare gli snowman, tra l'altro, dicono che li so fare troppo toghi. Non sono mai "cresciuto", lo ammetto.
Ad ogni modo, lo snowman che ho davanti è piuttosto singolare: gli occhi rossi per via dei due pomodori di Pachino, il sorriso ricavato da alcune olive greche, mentre tramite una carota ne ho tratto il naso che sembra quello incurvato di una brutta stregaccia. Per il vestiario ho utilizzato una sciarpa logora trovata sul marciapiede, i bottoni mediante dei sassi neri di pietra lavica e in testa gli ho messo un cilindro vecchio stile, appartenuto a uno zio che di mestiere faceva "l'imbonitore" tra sedute spiritiche e medianità.
Gomiukko (così l'ho chiamato con un immaginario nome simil finlandese) è venuto proprio bene, oltretutto le mani le ho modellate molto realisticamente tant'è che quella destra sorregge adeguatamente una scopa.
Solo che, per invidia o chissà per quale strano motivo mi è stato detto che la mia creazione da un senso di angoscia e che ha uno sguardo cattivo e maligno. Che è per gli occhi rossi?
Jonathan, il mio vicino di casa addirittura asserisce che Gomiukko sarebbe stato più indicato per Halloween. Che stronzata!
E poi, a novembre, non c'è stata nessuna nevicata.
Il suo pupazzo di neve, invece, mi dispiace ammetterlo, gli è venuto  proprio una ciofeca e quindi vale il mio detto:
--- La neve del vicino è sempre più bianca. ---
Intanto, Jonathan mi evita, anche gli altri vicini e soprattutto i bambini che stanno alla larga dal sottoscritto. Tutti dicono che Gomiukko fa paura. Forse hanno ragione.
A tal proposito, oggi ho realizzato che effettivamente il pupazzo di neve ha qualcosa di strano, per di più la sua espressione è a dir poco mefistofelica. Da diversi giorni si avvicina sempre di più alla porta d'ingresso.
Proprio adesso appare a pochi metri dall'uscio di casa mia, e, in una delle due mani, al posto della scopa, impugna un grosso coltello da cucina. Tremo e non mica per il freddo.
La paura si è trasformata in terrore e ciò che ha contribuito a farla aumentare sarebbe che oggi è Ferragosto. E Gomiukko è ancora lì, anzi, qui!

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Natale in Italia: Roma

25 Dicembre 2019 , Scritto da Dario De Santis Con tag #dario de santis, #racconto, #luoghi da conoscere, #unasettimanamagica

 

 

 

 

Domenica 25 dicembre 1966.

La voce di Mina mi sveglia, è Natale, ieri sera ho solamente aperto i regali a casa dei miei nonni a Trastevere, poi siamo tornati a casa nostra, a via Ostiense.

I regali sono rimasti lì, tanto oggi torneremo per pranzo.

Mentre “Sono come tu mi vuoi”, la sigla di “Gran varietà”, prosegue, anticipando il presentatore Johnny Dorelli, mi alzo! Non vedo l’ora di tornare lì. Mia madre è occupata a far fare colazione al “biondo”, mio fratello Danilo che ha un anno e mezzo.

Il babbo è il primo ad essere pronto, mentre Paolo Panelli sta angosciando la sua spalla con “Menelao Strarompi”, mi diverte ascoltarlo, “aaaaanvedi chi c’è….”

11.30: sta passando mio zio Renato a prenderci con la sua “600”, scendiamo nell’aria frizzantina del mattino, si parte!

Lungotevere con vista a sinistra della basilica di San Paolo, mentre attraversiamo ponte Marconi mi giro per vedere la facciata d’oro che splende al sole, il traffico è scarso, arriviamo subito alla stazione Trastevere e saliamo tutta viale Trastevere… aria di casa… tutti i miei ricordi sono qui.

La confusione si sente dalla strada appena entriamo su via della Luce, il cuginetto piccolo nato da quattro mesi ulula la sua felicità, mentre sono tutti impegnati per il pranzo. Nonna ha iniziato stanotte a cucinare il ragù, anche se la “stracciatella” di pollo arriverà per prima a tavola, la tovaglia a pallini rossi che ha seguito la mia infanzia già è stata messa, il “servizio buono” la sta seguendo, fervono i preparativi, ne approfitto per andare a giocare, anche se non ho molti giocattoli nuovi, per la mia famiglia la vera festa, con i regali veri, sarà il 6 gennaio, quando arriverà la befana.

Mi chiamano, s’inizia col brodino, gli ovetti della gallina, rimasti dentro, mi aspettano e mi spettano, ancora gli altri cuccioli di casa sono piccoli, per 7 anni sono rimasto l’unico nipote, con i suoi diritti, per altri due o tre anni resisterò… forse.

Tante persone, tanti parenti ed amici di famiglia… tante persone scomparse negli anni… tanti ricordi struggenti di un Natale lontano… troppo lontano.

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Nessun dogma

24 Dicembre 2019 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #unasettimanamagica, #postaunpresepe

 

 

Nessun dogma, ma solo verità “emporicamente” dimostrabili in questo Natale di regali e mercatini.

Tu pure, o Gesù Bambino, nella tua fredda stalla sei ora lì a testimoniare che il mondo degli uomini, come risaputo, è sempre (e quindi tutto) una benedetta mangiatoia.

 

Pietro Pancamo

 

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Natale in giro per l'Italia: Venezia.

23 Dicembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #franca poli, #poli patrizia, #unasettimanamagica

 

 

 
 
 
A bordo del Maggiolino tutto matto eravamo in quattro, io e Mario er benzinaro, giovedì eravamo passati a prendere prima Patrizia Poli a Livorno e poi la sua amica e omonima Franca a Bologna, la nostra destinazione era Natale a Venezia, tre giorni improvvisati di festa natalizia. Il primo turno me lo ero preso io perché ero il più esperto alla guida di questa automobilina, che, poi, in realtà, il tempo di arrivo nella città lagunare era di soli pochi minuti perché sotto il cofano posteriore io e Mario avevamo montato il motore di un missile russo preso in prestito al museo dei missili. Avevamo corrotto il custode con una damigiana di vokda al fragolino, con la promessa che, quando l’avrebbe terminata, gli avremmo riportato il propulsore. Sto sgranocchiando una stecca di cioccolata mentre i nostri tre amici dormono, ora mi tolgo le scarpe, l’odor di gorgonzola li sveglierà, stiamo per arrivare nella città dei dogi.
 
- Ehi, ma questa puzza è di gasolio?
 
- No, Mario, veramente mi sono levato le scarpe, forza, svegliatevi che siamo arrivati a Venezia!
 
Patrizia Poli indossa un completo a righe stile art nouveau, Franca Poli pantaloni rossi, t-shirt rossa, scarpe rosse, voleva anche tingersi i capelli di rosso ma Patrizia glielo ha impedito dicendole che stava male. Mario ha un cappellino da Paperino in testa, indosso maglia gialla, pantaloni gialli, scarpe gialle, io invece non ve lo posso dire.
 
- Walter, abbiamo dimenticato gli stivaloni per l’acqua alta!
 
 - Patrizia, tranquilla, questa macchina ha le ruote che si super gonfiano, hai presente i big foot americani?
 
- Veramente no.
 
- Non preoccuparti.
 
- Con te siamo sempre tutti preoccupati, ci hai obbligati a venire a passare il Natale a Venezia, ci hai strappati ai nostri cari per venire con questa pazza auto! Io che considero sacro il Natale!
 
- Patrizia, ma a tuo marito abbiamo lasciato un robot in tutto simile a te.
 
- E i miei gatti?!
 
- A loro ho lasciato la televisione accesa, pappa a volontà e da bere champagne!
 
- Ma sei matto?
 
- Solo un poco…  Franca, a proposito, hai portato i tortellèn?
 
-Si, abbondanti.
 
- Franca è bravissima in cucina. La ricetta dei tortellini la trovi qui.
 
- Patrizia, ho seguito la ricetta di master chef.
 
-Ma tu odi la tv!
 
- Ho fatto un eccezione per questo Natale a Venezia
 
- Già lo so che faremo impazzire i lettori della signoradeifiltri!
 
- Patrizia, stai tranquilla… ci stanno seguendo in streaming.
 
- Mario, ma tu non dici nulla?
 
- E che ce posso fa? Ha fatto il pieno di fantasia!
 
- Ma, almeno, dove stiamo andando?
 
- A vedere Venezia e a documentare dal vivo il fenomeno dell’acqua alta, prendete queste tessere da giornalista.
 
- Ma sono false?
 
- No, me le ha date Topolino.
 
- Ah! Ho capito… e con queste tessere che ci dovremmo fare?
 
- Faremo un reportage per i nostri lettori.
 
- Adesso mi piaci un po’ di più.
 
- Bene, fermiamoci, pranziamo con i tortellini di Franca, le fettine panate di Mario e poi andiamo a lavorare.
 
- Ma è Natale!
 
- Patrizia, vedi il lato positivo.
 
- Non ti avessi mai conosciuto.
 
- Me lo ha detto anche qualcun altro, ma adesso andiamo, ci aspetta il Natale a Venezia, prendete queste carte di credito, serviranno per comprare regali, mi raccomando, non svuotate il plafon e al casinò comportatevi bene. Franca Poli, sei contenta di essere venuta con noi?
 
- Veramente stavo meglio a Bologna, dovevo finire di scrivere un giallo e poi passare un Natale a giocare a carte.
 
- Franca Poli per una volta passerai un Natale diverso.
 
- Lo sospetto.
 
- Vabbé, ora voglio essere serio... Ma voi a Venezia come risolvereste il problema dell’acqua acqua alta?
 
- Con delle super pompe!
 
- Bravo Mario.
 
- Io con quella pubblicità di tanti anni fa.
 
- Il deumidificatore?
 
- E se funziona?
 
- Brava, Patrizia, perché no?
 
- Io dico di mandare l’acqua in Africa attraverso un tunnel.
 
- Franca, mi sembra una buona idea, sei perspicace, ecco perché sei una brava scrittrice.
 
- E tu, artista mezza cartuccia?
 
- Non lo so, però se il rischio è che Venezia venga prima o poi sommersa dall’acqua, chiamerei tutti gli scienziati del mondo e di sicuro risolverebbero il problema.
 
- Hai ragione, possibile che non ci abbiano pensato?
 
- A volte nessuno pensa alle cose più facili.
 
- E adesso che facciamo?
 
- Andiamo a passare il Natale a Venezia, facciamo un sacco di foto, prendiamo appunti e poi…
 
- E poi vi riporto a casa, allacciate le cinture di sicurezza della fantasia, Buon Natale a tutti… E che il buon Dio salvi Venezia!  
 
 
 


 

 

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PREGHIERA DI NATALE

22 Dicembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #unasettimanamagica, #postaunpresepe

 

 

 
Alzo le braccia, mi arrendo, lo ammetto, anche se non sarà una gravissima colpa, vi confesso che… non vado mai in chiesa e, quando accade il contrario, succede a causa di cerimonie tristi oppure felici, quindi, in queste occasioni, varcando la porta con in fondo l’altare, il mio sguardo rimane, prima di tutto, attratto dai finti marmi delle colonne, dagli affreschi alle pareti e dalle vetrate legate a piombo, per il resto mi interesso poco alla liturgia. Ma non mi fraintendete, ho comunque il massimo rispetto per la fede e per i fedeli, rimane il fatto che in chiesa, però, non vado mai, non prego e forse neanche ricordo le preghiere.
Vi state chiedendo tutto questo che centra? Il fatto è che ci avviciniamo a Natale e la notte del 24 molti si recheranno in chiesa, io probabilmente non reggerò la mezzanotte e andrò a dormire ma, se con la fantasia quella notte sognassi di entrare in chiesa, mi inginocchierei, e a capo chino, a mani giunte, chiudendo gli occhi è così che pregherei.
 
 
Padre nostro che sei nei cieli, lo devi ammette pure te che qua è 'n gran casino, c’è chi la vo cotta, chi la vo cruda, chi fa er dritto e er prepotente, chi è buciardo e 'nfàme, chi è debbole e 'mpàurito, chi spenne e spanne e chi de fame se mòre. Te cjai raggione, a noi su sta tera hai lassato 'a libertà de fa come ce pare e, proprio pe questo, semo tutti tanto stronzi che stamo a rovinà er mejo pianeta della galassia co l’umanità 'ntera. Cjò paura che semo talmente 'ncasinati che te stamo a fa rode er c… Vabbè se semo capiti e, dopotutto, è giusto che se meriteremmo er castigo tuo, 'nzomma, Padreterno, io che nun prego mai, oggi vojo ditte sta preghiera, te che stai lassù, pe favore mettece na pezza, nun devi fa tutto 'nzieme, magara fallo 'npo’ alla vorta, giorno pe giorno manna quarche angelo dar cielo a mette a posto sta baracca, forze allora se faremo tutti 'n esame de coscienza e ce meriteremo veramente sto paradiso 'n tera, ecco questa è la preghiera mia de Natale pe te, accontentate che è veramente sincera, ma adesso, dato che grazzie a te, m’hai fatto regalo de la fantasia, vojo approfittà e chiedete l’urtima raccomandazzione, a Camerino c’è na Marchiciana, na brava madre de famja che se la passa male, poveraccia nun è la sola, dopo che la tera ha tremato de brutto, da quelle parti a tutta la gente la vita jé cambiata, nun è stata corpa loro e mo stanno a strigne la cinta e i denti, 'a testa je sbomballa e cjanno er core afflitto, ecco Padreterno mio, te prego ascortame, a chi è stato terremotato, daje armeno na speranza che la vita loro presto aritornerà come prima, questa è la preghiera mia de Natale e Bon Natàle anche a te… che faccio (co la fantasia) te la porto na fetta de pandoro o preferisci er panettone?
 
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