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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

walter fest

La lista della spesa del boomer

21 Agosto 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #eros

 

 

 
Amici lettori, siamo in estate e sotto l'ombrellone c'è chi legge libri gialli, chi libri rosa, chi fa le parole crociate, chi legge di sport, chi di politica. Siamo più rilassati e questa stagione è l'ideale per tante belle cose solari e così, ecco, per voi che state in vacanza, una storia breve accaduta a un boomer che aveva un appuntamento a luci rosse. D'estate si sa, ci si spoglia e si libera la fantasia, perciò rimanete comodi sulla sdraio. Mi raccomando, se ridete fatelo piano, il vostro vicino di ombrellone magari pensa che siete felici. Amici del blog che abbraccia l'estate con amore, ci rivediamo alla prossima storia, prima del ritorno al solito tran tran che insieme a noi almeno è più colorato.
 
LA LISTA DELLA SPESA DEL BOOMER
 
20:30  stasera lei verrà e sarà un grand event, una nottata eccezional, me lo sento, vado a mille, i polpacci fan faville, Arturo è in pompa magna, il mio sorriso sgargiante è quello delle belle occasioni, me lo sento, stasera che sera, questa sera faremo scintille e perciò non voglio essere banale come una banana gialla, non ordinerò una cena per due da portar via. Mi dite che si può anche ordinar roba da mangiar telefonic? Oh! Se penso a quella fic già mi sento barzot, mica voglio essere scialbo, sempliciot e facilot come quelli della pubblicità, macché, cucino io e vi farò vedere quello che preparerò, solo che, dopo, a mezzanotte, fuori della porta vi lascerò. Se volete, venite a vedere dal buco della serratura. 
Ecco, mi accingo a scrivere la lista della spesa, non devo dimenticare nulla, oggi è mercoledì e c'è lo sconto del 10% per i vecchi boomer come me, che sarò pure un vecchio, ma state manzi che nella testa suona Jimi Hendrix e altra gente forte.
 
Antipasto
 
- Prendere mozzarella piccante, salame piccante, olive piccanti, pane sciapo, drink & soda, gin fritz ghiacciato piccante.
 
Primo piatto
 
- 1 kg di spaghetti di Bitonto
 
- Aglio un mazzetto al mazzo
 
- Ollio 1 litro
 
- Peperoncino sioux
 
- Aromi vari del nonno confezione risparmio
 
Secondo piatto
 
- Scaloppina al rhum Tricheco
 
- Una bottiglia di vino rosso piccante del pirata con il buono sconto
 
- Un sacchetto di patate quelle congelate
 
 Sarebbe meglio un insalatina alla Fred Bongusto che gusto, voi che dite?
 
- Un sacchetto d'insalata congelata già pronta, prendere quelle di dietro che è meglio
 
- Limone piccante, prendere quello fresco
 
- Pane sciapo del fornaro cècato
 
- Tonno in scatola del mar giallorosso non prendere l'altro perchè è una palla
 
 Dolce
 
- Tiramelo su
 
Oh!... Per fortuna me ne sono ricordato!… Il viagra, mortacci, come faccio senza? Che sbadato, le avevo finite e ora? Chiamo Mario!
 
Drinn… drinnn
 
- Marioooo… prestami 'na pasticca del sollazzo!
 
- Caro mio ti attacchi al…
 
- Oh! Aspetta, che me stai a dii?
 
- Che le ho finite, però tengo una ricetta taroccata, se vuoi, va' in farmacia e provaci… però?
 
- Però che?
 
- Io do la ricetta a te e tu dai una cosa a me.
 
- In che senso?
 
- Lo facciamo in quattro.
 
- Ma che sei matto? A me i trenini non piacciono.
 
- Scambio di coppia? Scambio di coppia al buio?
 
- Ce devo pensa', vabbè, vengo a prendere la ricetta, vado in farmacia, faccio la spesa al supermercato e poi ci mettiamo d'accordo.
 
- Ok, a dopo.
 
 Ok, problema intimo risolto, finisco di scrivere la lista della spesa. Dove eravamo rimasti?
 
- Caffè sax piccante
 
- Amaro Totonno
 
Sarebbe meglio un grappino? Ma no, vada per l'amaro.
 
Spumantino?
 
- Prendere spumante di Bacco, quello in offerta, non badiamo a spese: prendere due bottiglie
 
Mi sembra che nella lista ho messo tutto, vado al supermercato e ritorno.
 
 
Due ore dopo
 
Ecco ho tutto, per il viagra, mortacci, ho dovuto smezzare con il dottore che si era accorto dell'inghippo taroccato, e quindi stasera saremo in sei, ma loro li mando sul balcone, tanto, dopo, i due della farmacia si addormentano sul dondolo, ninna ò, ninna ò.
 
La spesa è fatta, vado a cucinare, devo fare presto.
 
Sei ore dopo….
Tutto è pronto: la tavola apparecchiata, la musica è soffusa, le luci oscurate, la pasta è fumante, Arturo è pimpante, gli amici sono arrivati e stanno confabulando, avanti a cenare che la notte ci aspetta.
Tutto, devo dire, è appetitoso, sono un vero chef, c'è poco da disquisire, e della cena manco una briciolina è rimasta. Mi alzo, cambio musica, pronti via, ognuno di là in privè ad amoreggiar.
E ora sono solo con lei, lei ho fatto mettere la parrucca bionda perché la volevo diversa. Io la spoglio e lei spoglia me, ci accarezziamo mentre balliamo, glielo appoggio e lei mi lascia fare. Arturo sembra pronto, lei è uno schianto, siamo in sintonia e me lo tocca. Che sera questa sera, anche se lo abbiamo fatto tante volte ogni volta è un kamasutra nuovo. Ci tuffiamo a letto e lei casca proprio lì con la bocca, che sia troppo presto? Lascio fare al caso. Dopo facciamo altro, lei mi dice: già fatto? Aspetta un attimo che ritorno. Hai in mano del burro, che ci fai? Hai visto al cine ultimo tango? Sono tua, dai che aspetti, con le mani la prendo tosta e lei lo guida. Ve l'ho detto, siamo in sintonia, tutto fila liscio anche se non sono Marlon. Il tempo passa e noi ci divertiamo, lei toglie la parrucca e pure io la mia, siamo sfatti e ci facciamo un drink gelato, opps! Che sbadato, me ne casca un po' sulle sue bocce e sulla pancia, che poi cola lì sotto. Voi che state dietro il buco della serratura avete già capito tutto, sapete adesso che succede?
Intanto di là Mario e il dottore chi sa che stanno a fare. Mezzanotte è passata, è l'ora dello scambio, me ne fotto, e io e la Miranda ce la diamo a gambe. Abbiamo finito le sigarette, non le avevo messe sulla lista della spesa, voi non vi muovete, rimanete pure dietro il buco a guardare, la notte deve ancora finire.
 
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Arte Cosmodromica

10 Agosto 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte

 

 

 
 
 
Amici lettori del blog che è buono come un gelato alla fragola e limone, sono tornato a parlarvi di arte. Tempo fa vi avevo proposto una mia nuova forma espressiva artistica. Lo ammetto: in quella occasione avevo un po’ gigioneggiato. Che vita sarebbe senza Topo Gigio? Una vita spenta, senza un sorriso, senza allegria. Così vi presentai l’arte cosmodromica in una versione, diciamo, comica e astratta.
Pertanto ora eccomi qua a parlarvi di arte in maniera più seria, più convinta, più chiara ma non leziosa. Vorrei arrivare alle vostre menti e ai vostri cuori, quindi vi presento la “Cosmodromic art”, in inglese suona meglio non trovate? Però non affaticatevi a cercarla su libri o cataloghi, macchè, neanche su uichipedia c'è. Insomma, non la troverete da nessuna parte perché non esiste e ora vi spiego di che si tratta ma prima voglio presentarmi. 
Per chi non mi conosce e apre questo fantastico blog per la prima volta, sono Walter Festuccia, in arte Walter Fest, le mie modalità espressive  sono due, la pittura e la scrittura. Dipingo astratto e scrivo il più delle volte demenzial pazzo, realizzo pure belle foto ma questa è un'altra storia. 
Ritorniamo alla Cosmodromic art, in sintesi l'arte cosmodromica è arte che non ha nessun significato. Voglio farvi un esempio, prendete una qualsiasi opera di arte moderna, a prima vista non la capirete ma sia l'artista che l'ha realizzata, sia i critici, gli storici e tutti quelli che hanno le mani in pasta nel mondo della cultura ne sanno dare una spiegazione. Io, invece, ho saltato tutto il sistema, praticamente le opere che realizzo a mano, e che definisco cosmodromiche, non hanno nulla da far capire, l'osservatore le guarderà senza scervellarsi di  alcunché.
Al momento della realizzazione, in maniera quasi ipnotica, e guidato da onde sonore sul ritmo di una musica invisibile, sono consapevole che non voglio assolutamente rappresentare o dire qualcosa che abbia un senso, una logica, una spiegazione, un messaggio, un significato, no, nulla di tutto ciò. Io prendo colori, matite, pennelli, materiale di riciclo, rappresentando cose a caso. In un astrattismo informale, senza nessuna aspettativa, esprimo un linguaggio che non necessita di conoscenza.
Inoltre, ecco uno dei punti cardine, la musica, musica, musica, musica. Avete presente un brano musicale strumentale? Non sentite le parole, eppure il sound vi fa vibrare, vi fa sognare oppure battere i piedi a tempo, trasportandovi in un'altra dimensione. Un brano musicale strumentale, pur senza parole, vi prende il corpo e l’anima tutta. Bene, l’arte cosmodromica è così, non significa nulla però, come la musica, vi farà sentire bene e la capirete anche senza aver sentito una parola.
Ogni mia opera cosmodromica non ha titolo, ha solo una numerazione che ne contraddistingue l'anno di esecuzione. Chi è di fronte ad un'opera cosmodromica deve solo lasciarsi attrarre dalle forme, dai colori e provare piacere nel vederle. Ma c'è un ma, detto così sembra assurdo, eppure l'arte cosmodromica ha una logica, rappresentata in un'immagine che deve essere assolutamente equilibrata e armoniosa, equilibrio fra le forme, armonia nell'intonazione dei colori, vibrazione cromatica, energia che scaturisce. E' tutto quello che rende un'opera cosmodromica bella e interessante, ma sopratutto è arte per tutti, per cui non necessita di nessun background personale, è un'azione rivoluzionaria per la quale chiunque, anche senza aver dimestichezza con l'arte, può osservare un'opera cosmodromica e provare piacere e belle sensazioni emozionali. Ripeto: senza doversi chiedere il significato di una certa opera. No, in un'opera cosmodromica non vi è nessun significato, bisogna guardarla e godere, lascerò a voi spettatori il gusto dell'interpretazione, ognuno di voi potrà leggere un'opera cosmodromica a seconda della propria fantasia e personalità, stop, facile no?
Ci rivediamo sempre in questo blog a parlare di arte e sarà sempre un piacere farlo insieme a voi.
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Ma 'ste scarpe le vuoi o non le vuoi?

5 Agosto 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
Amici lettori del blog che è sempre con voi senza lasciarvi mai, siamo in piena estate, calda, bollente, per alcuni intrigante. Ecco a voi e per voi una storia breve da leggere sotto l’ombrellone. Mi raccomando: se vi scappa da ridere fatelo chiassosamente altrimenti che gusto c’è?
 
MA 'STE SCARPE LE VUOI O NON LE VUOI?
 
Mica è colpa mia se l’amore è cieco. 
C'è gente per la quale la scarpa è un cult, altri per i quali è snob, freak, kitsch, sub, york, bon ton, tom tom, insomma c'è gente che tiene le scarpiere piene a dismisura e, quando arrivano i saldi, pensa di essere in paradiso. Io no, io sono out, sono din, don, dan, sono extra strong e ho solo un paio di scarpe, sempre le stesse, che porto a totale sfinimento per tutte le stagioni. Non mi travisate, sappiate che le tratto con la massima cura, quando sono sporche le metto nella lavastoviglie, quando devo lucidarle mi faccio dare da Orazio il meccanico un quartino di olio bruciato. Uelà, scarpe lucide da urlo che tutti si girano a guardarle. 
Badate bene, la mia non è tirchieria, lo faccio per l'ecologia, sono contro lo spreco e contro la smargiasseria. Causa nobile ma con un rovescio della medaglia perché le donne m'ignorano e quindi sono un single consolidato, solo una volta sono andato alla grande e ho cuccato ininterrottamente ed è stato quando ho grattato le scarpe a James Brown. 
Ero a un suo concerto a Kansas City, quatto quatto entrai in camerino, gli fregai le scarpe e, in cambio, gli scarpini da football gli lasciai. Non vidi la sua faccia, ma la mia di sicuro era quella stampata con sotto scritto "wanted" appiccicata su tutti i muri della contea.
Sta di fatto che con le scarpe di James Brown ai piedi tutte le donne erano mie ma non solo, con quella finezza ai piedi attirai gli appetiti sessuali anche degli uomini. Ebbene sì, anche con loro mi sono intrattenuto.
Un giorno, quei 100 kg di amore prepotente di Jessica la cicciona cuoca che veniva dalle isole Samoa - dopo una notte tutto sesso e rock and roll, terminata la quinta ciulata ero ciancicato sotto le lenzuola, avevo gli occhi da triglia ubriaca - approfittò, scappò e le mie belle scarpe si rubbò. 
Morale della favola, ora eccomi da Tazio lo scarparo, nell'interstizio all'angolo con via Ganimede, a cercare una buona occasione.
 
- Tazio, vorrei un paio di scarpe astratte.
 
- Se ti accontenti ci sarebbero queste di pitone.
 
- Quanto costano?
 
- Poco, solo un milione.
 
- Di dollari?
 
- No, di sterline.
 
- Ma limortaccitua, sei un vero ladro.
 
- Dai, ti faccio uno sconto, te le ripongo nella vaschetta?
 
- Accetti un assegno spider?
 
- Ce devo pensa'.
 
Nel frattempo chi ti passa fuori del negozio?
 
- Oh! Ma quella è Miranda!
 
- Ma che è n'aranciata?
 
- Tazio, non cazzarare, quella è una bomba, metti lì le scarpe che la vado a rimorchiare.
 
-M a n'do vai se stai co' 'na scarpa e 'na ciavatta?
 
- Tazio, l'amore è cieco.
 
-E le scarpe? Insomma, le vuoi o non le vuoi?
 
-Mi bacio la Miranda e torno.
 
Amici lettori, con questa breve storia, un po’ bislacca ma leggera e comprensiva di qualche velato spunto di riflessione, noi tutti del blog più forte che ci sia auguriamo buone vacanze e buon ferragosto a tutti... nel frattempo qualcuno vuole essere baciato da Miranda?
 
 
 
 
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Cose buone che succedono a Roma

23 Maggio 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 
 

 

 
 
 
Amici lettori del blog sfavillante di luce ed energia culturale, ecco a voi la cronaca di un episodio accaduto a Roma. Ormai cambia tutto, cambia il clima, cambiano gli usi e i costumi, le mode e le tendenze, le attrazioni e le abitudini, insomma la vita è bella perché è varia (cit. Mario er benzinaro) e noi la prendiamo così com'è e voi?
 
COSE CHE SUCCEDONO A ROMA
 
Ho visto un gabbiano mangiare la pizza. La pizza era rossa e il gabbiano era pazzo per la pizza. Gli piaceva così tanto che, senza paura, se la pappava in mezzo alla strada da solo, perché era pazzo per la pizza, che era rossa con il pomodor, e che cazz, così bon che nessuno lo doveva disturbar. Che bella scena, lui che la gustava manco fosse uno scimpanzé, oppure come  il mio amico Armando che tutti sanno che è esagerato e va pazzo per la pizza rossa, solo che Armando come il gabbiano le ali non ha. Sentite questa novità: il pennuto bianco dalle grandi ali, una volta acchiappata la pappa, si alza in volo con la pizza, come un pazzo si libra sopra i palazzi e poi si butta in picchiata con un giro della morte a pelo strada. Io lo so perché con la bicicletta anch'io l'ho seguito in cielo per dirgli: "Gabbiano, ma nella pizza rossa hai trovato il peperoncino?". Ma lui mica mi ha sentito, ha continuato a volare, e dei cassonetti pieni di leccornie non gliene è fregato un casso, e che cazz, come un razzo si è ficcato dentro al bar, ha fregato un bicchierino di limoncello ed è uscito dalla finestra del retro. Mario er benzinaro, seduto al tavolino, l'ha visto ma non ha detto niente al barista che neanche se ne è accorto. Voi pensate che sia finita? Macché, dalla finestra, ancora con la pizza rossa in mezzo al becco, è riuscito a farsi un goccio di limoncello, con un ruttino di filato ha sfiorato il fioraio, con le zampe ha grattato come un flash una rosa rossa. Minchia, ma chi è 'sto gabbiano "extraordinario"?
Io avevo messo il turbo alla bicicletta e lo seguivo curioso di vedere questa storia come andava a finire e, infatti, il gabbiano, ormai pazzo della pizza rossa digerita con il limoncello, la rosa sgraffignata la lanciò alla cassiera delle giostre che, felice, fece fare tanti giri gratis ai ragazzini, i quali risero come matti quando videro il gabbiano fare la popò sulla testa di Raimondo il bidello che, infuriato, montò su un cavallo alato, rincorse il gabbiano per dirgliene quattro. "Raimondo, vuoi un goccio di limoncello così facciamo pace?" il pennuto apostrofò il bidello. L'ometto ridendo accettò l'omaggio del gabbiano e tutti insieme, me compreso, in bicicletta andammo allo stadio a vedere la partita.

 

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Manifesto della nuova arte moderna cosmodromica

16 Maggio 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte

 

 

 

 

Nel panorama dell’arte universale era mancante uno "stèreotropico" che avvicinasse l’osservatore al piacere di analizzare con analisi cosmica l’immagine dell’arte condivisa. L’arte è un qualcosa che avvicina le aspettative al criterio di illuminare la percezione sensitiva; se ne sentiva il bisogno come tutti abbiamo bisogno dell’aria che respiriamo, un ritmo soft e melodico che, attraverso il colore diffuso - lasciando emergere l’anima controversa in un abbraccio cosmico - riflette come uno specchio sintetico. Il visitatore, l’osservatore di un'opera artistica, ha bisogno di sentirsi attratto da un'energia profonda che attiri il magnetismo intrinseco e, appunto, "stèreotropico". Gli artisti possiedono la capacità magnetica di respingere l’imbarco di forze imperfette per realizzare arte dall'animo impermeabile, con l’apertura verso orizzonti sconfinati che travalicano le mete dell’immaginario storto, ed è così che nasce l’arte moderna cosmodromica, un movimento perpetuo e ottimistico sul versante che non pone limiti adiacenti, ma bensì dissipa colore energetico e vitale. Ed è così che nasce l’arte per tutti e non per pochi, quei pochi che si invadono, tutti per tutti, infine, che al rimirare dell’arte si sollazzano. L’arte moderna cosmodromica non ha contaminazioni ma contiene i presupposti per un'alienazione criptica per la quale ognuno, che sia competente o dispari, possa godere di tutta la sostanza sostantiva di questa nuova forma espressiva senza orpelli o questioni mistiche.

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Il mostroquindici

25 Aprile 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #eventi, #fotografia

 

 

 

 

Amici lettori, la primavera è inoltrata e l’arte, che in letargo non va mai, è presente per voi alla TAG con un'interessante mostra fotografica di gente veramente speciale, “il mostro#15”.

Una serie di opere d’arte fotografiche selezionate e allestite presso la Tevere Art Gallery di Roma, in via di Santa Passera, 25. Che altro vi dirò? Beh! Venite a vederla, e per chi ancora non la conosce, tranquilli, non abbiate paura dei mostri, anzi i "mostri della fotografia" saranno lieti di vedervi felici e contenti. Godrete della bellezza di una serie di foto in b/n e colore che vi coinvolgeranno in scene di vita passata, presente e futura, lasciando viaggiare la vostra fantasia. Attraverso gli scatti fotografici strapperanno sorrisi e motivi per riflettere, questo è il compito dei mostri. Artisti che si sentono e sono “mostri dentro”: due occhi, un'anima, un cuore, dita con una camera in mano. Come da una calamita vengono attratti da un immagine e in quel momento diventano “mostri”.

Bene, ora, anche se dovrei, non vi citerò i nomi degli artisti scelti per questa occasione, la quindicesima, che si sono voluti mettere in gioco. Oh! Sì! Esporranno il proprio talento per dimostrare di essere artisti autentici, l’elenco è lungo ma voi potrete scoprirli e abbracciarli a Roma alla TAG di Via di Santa Passera. Tributate loro il giusto merito e ne uscirete migliori ed emozionati. Il percorso dei mostri va sempre avanti e questa edizione è parte di un progetto che, di volta in volta, diventa sempre più bello e ambizioso.

Amici lettori, ci rivediamo alla prossima uscita artistica e sarà sempre un piacere farlo insieme a voi.

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"I magici lidi della bella Circe" di Silvana Troisi

27 Marzo 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #eventi

 

 

 

 

Da Sabato 26 Marzo al 6 Aprile 2022, presso la Ikigai art gallery di Roma diretta da Alessia Ferraro, entra in scena l’arte di Silvana Troisi. 

Uno scricciolo di artista, dagli occhi brillanti e dal pennello soffice come una piuma, mostrerà la sua visione di luoghi magici, con colori pastello tenui e delicati come la brezza marina che profuma di poesia. Silvana, con grande amore, ha dipinto e rappresentato  il Circeo e Sabaudia, luoghi storici e affascinanti al centro del Mar Tirreno. Sapete una cosa? Adesso, con la mia fantasia voglio immaginare una navicella che dallo spazio scende proprio sulla spiaggia di Sabaudia dipinta da Silvana Troisi. Ne escono due marziani che si trasformano in due umani come in Man in black. Si mettono in costume da bagno, prendono ombrellone e  sdraio, vanno a farsi il bagno, tranquillamente godono della bellezza del posto, poi  guardano l’orizzonte e sospirano, guardano il monte della maga Circe e sognano, bevono un buon caffè e ridono. Alla fine dicono: “Minchia, ma noi questa roba qua in giro per il cosmo mica ce l’abbiamo!”.

 Questo è ciò che ha dipinto ad arte Silvana Troisi. Se potete, venitela a vedere…

Volete sapere dei due marziani? Ve lo dico alla prossima mostra. Cari amici lettori del blog più stellare che ci sia, è bello parlare di arte con voi, ci rivediamo in giro per il blog signoradeifiltri e sarà sempre un piacere.

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“RADICI”,  una mostra d’arte per schiarire il tempo oscuro

11 Marzo 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte

 

 

 
 
 
Un giorno prima della mostra ad Alessia, la curatrice e gallerista, ho espresso una mia riflessione sullo stato attuale delle cose. Non ero dubbioso, impaurito oppure incerto ma, dopo due anni di emergenza sanitaria ancora insoluta, unita al dramma della guerra in corso, non potevo fare a meno di pensare che al momento ogni evento culturale, sportivo, o di semplice intrattenimento, poteva subire un condizionamento. Alessia mi ha risposto, con serena convinzione, che la vita continua e che la gente ha bisogno di vivere le cose che la fanno stare bene. La passione ci fa sorridere anche se ci sarebbe da piangere e l’arte ha il compito di colorare sempre la nostra esistenza nei momenti più bui.
Sabato 5 Marzo 2022 Alessia Ferraro ha aperto la sua Ikigai art gallery per la mostra “Radici”, e devo ammettere che aveva ragione, non ho potuto dirglielo prima e così lo faccio ora. Insieme a lei, e grazie a lei, hanno esposto Antonio, Emanuele, Giovanni, Marcello, Walter. Mi piace non chiamarli per cognome per una sorta di amichevole fratellanza artistica.
Il tema  della mostra è “Radici” e ognuno di loro ha mostrato le proprie. Tutti artisti nati.
Giovanni: un ragazzino di circa ottant'anni che non sa se fa le cornici per dipingere oppure se dipinge per poi fare le cornici, un vero artista a tutto tondo che ha esposto “Scopello e le sue meraviglie”. Una manualità fantasiosa per il piacere di comunicare il bello.
Emanuele: dal ciuffo ribelle e dal sorriso elegante, lavora la stoffa, la tocca, la accarezza, la modella, la rende viva con l’aggiunta di parti in metallo o altro, ispirandosi al suo sogno interiore. Lui sogna le forme, le vede a occhi aperti e poi costruisce l’opera, predilige il nero, che non significa il nulla ma il principio della luce.
Marcello: disegna a matita come se ballasse con il sottofondo di una musica melodica, ma è la potenza del colore pennellato con un energia straordinaria che lo fa tuffare nelle proprie forme. L’osservatore delle sue opere vorrebbe toccare quel colore con le mani e assaporare la materia. Che sia questo il desiderio di Marcello? Glielo chiederò la prossima volta.
Antonio: viene da Torino, il suo amore per l'arte sfiora la perfezione, il suo iperrealismo è poetico, la sua tecnica è pulita, raffinata ed emozionante allo stesso tempo; tutti gli iperrealisti hanno quel dono di natura, quella mano ferma che li rende unici, quella concentrazione che potremmo scambiare per ossessione. Gente apparentemente calma ma con un'energia dirompente.
Walter: è un artista per natura, un artigiano per tradizione. Queste sono le sue radici, il suo background, un percorso mai statico basato su lavoro fatto a mano con passione.
Alessia Ferraro aveva ragione, alla mostra ho visto tanti giovani visitatori che esprimevano gioia e serenità. Con alcuni di loro mi sono piacevolmente intrattenuto, i loro occhi brillavano di curiosità e di bella spontaneità. Il futuro è dalla parte loro, l’arte può rendere il loro percorso di vita armonico e positivo.
La mostra “Radici” alla Ikigai art gallery in Via Sirte, 39 in Roma, si è aperta il 5 e terminerà il 15 marzo ’22.
Gli artisti hanno esposto le proprie radici ed è quello che fanno sempre, per loro è naturale, ma questa volta avevano un motivo in più per colorare questo periodo storico: esprimendo un linguaggio universale confermano che è la bellezza che salverà il mondo.
Amici lettori, ci rivediamo alla prossima iniziativa artistica e sarà sempre un piacere.
“RADICI”,  una mostra d’arte per schiarire il tempo oscuro
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Namibia Spitzkoppe

21 Febbraio 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest

 

 

 
 
Amici lettori, vi avevo detto che oggi c'è una partita? Mettetevi comodi e divertitevi con #laltrametàdicentrocampo
 
 
- Circensi? Walter, dove hai trovato questa squadra?
 
- Mario, è stato facile, ho messo un annuncio sul giornale: “cercasi squadra di calcio per sfidare la tribù dei Sioux”, e i primi che mi hanno risposto sono stati quelli del circo.
 
- Ma non si è mai vista una cosa simile! E poi adesso anche i clown, gli equilibristi, i mangiafuoco e i domatori di tigre giocano a pallone?
 
- Appunto, c'è sempre una prima volta. Mario, hai portato le bibite? E i panini con le altre leccornie per il dopo partita?
 
- E' tutto pronto per il dopo partita, abbiamo il frigorifero super rifornito.
 
- E ora tu dove avresti preso il frigorifero?
 
- E' un prestito da parte di quelli della Nasa.
 
- Ah! Bene, quindi a questo punto mancano solo le squadre.
 
- Eccole, stanno arrivando.
 
Gli artisti del circo sono arrivati sulle automobiline, sulle navicelle spaziali, sulle carrozze delle giostre trainate dagli elefanti; invece gli indiani, con a capo Cervo Sbilenco, sono in groppa ai cavalli. Si guardano incuriositi, ogni squadra pensa di aver già vinto. Ora lo sciamano sta impartendo gli ordini con un rito magico, il presentatore del circo - in divisa di lusso con la bacchetta in mano tipo direttore d’orchestra - spiega come dovranno giocare, i mister si siedono in panchina che, visto il campo, non c’è, quindi si adattano su due vecchi copertoni bucati lasciati lì da qualche camion di passaggio.
Il tempo è buono, la temperatura calda ma ventilata, spettatori presenti nessuno, unici ad assistere all'incontro leoni, serpenti, qualche scorpione, una decina di iene ridens, tre condor, un pappagallo, un ghepardo e una zebra (in verità non tutti questi animali vivono in Namibia ma noi ce li facciamo stare lo stesso). Dato che si è sparsa la voce che Mario ha portato per il dopo partita varie leccornie, ci aspettiamo tutto il resto del caravanserraglio. Arbitro dell’incontro Toro Seduto.
 
- Mario, perché arbitra Toro Seduto?
 
- Perché ha lui ha fatto il cinema e quindi di spettacolo se ne intende.
 
- Ma siamo sicuri che sarà neutrale?
 
- Tranquillo, alla moviola in campo abbiamo Biscardi e Moira Orfei
 
Le squadre sono schierate, l’arbitro fischia l’inizio partita, in porta con gli indiani c’è lo sciamano perché nessun altro vuole starci, la difesa è a tre, davanti alla linea difensiva altri tre centrocampisti, in avanti quattro attaccanti. E' una strategia altamente offensiva, ne vedremo delle belle. Invece lo schieramento dei circensi mi sembra alternativo, praticamente nessuno ha un ruolo e nessuno sembra rispettare le indicazioni del mister, tutti giocano alla "viva il parroco", in questo modo l’improvvisazione farà da regina.
 
- Mario, ma se il pallone esce dal campo come si fa?
 
- Walter, non ci sono problemi, ho ammaestrato bene le scimmie, mi sono costate un patrimonio di banane e con quattro salti andranno a recuperare i palloni.
 
Ecco il domatore delle tigri chiamare il pallone. E' ai limiti del fuorigioco, è alto di statura e vuole la palla sulla testa. Il trapezista se ne accorge e lancia lunghissimo con precisione, ma il domatore la spizza male e finisce fuori di poco. Rimessa dal fondo da parte di Alce Ingrifata che passa a Cane Pazzo, il quale scatta sulla fascia, si invola, vola come un aquila, non vede nessuno e tira dritto, fa tutto da solo e alla fine, sfiatato, tira uno straccio bagnato che il prestigiatore portiere dei circensi blocca senza problemi.
Ragazzi, questa è una partita viva e le squadre non si risparmiano, chi lo avrebbe mai detto? Mai fidarsi delle apparenze.
Quindi ecco il contorsionista che avvinghia il pallone, lo passa al mangiafuoco, che a momenti brucia la sfera, per fortuna Serpe Lessa, con un takle robusto soffia la palla e imposta il contropiede fulmineo, una botta di prima e passa a Freccia Sfocata, che con una palombella supera alla cassa il bigliettaio dagli occhi storti. Freccia Sfocata con la coda dell’occhio vede Lupo Solitario che gli fischia il passaggio, la becca e tira al volo, grande giocata e insacca per l’1-0.
Gli indiani esultano ma ancora non è finita perché, palla al centro, ancora il domatore si sbraccia: vuole la palla, è sicuro di farcela e, infatti, complice il clown che stava raccontando una barzelletta al portiere sciamano, questa volta non sbaglia e in tuffo insacca per l’1-1. Però, che classe questo domatore!
Intanto a bordo campo gli animali della savana se la ridono pensando alla pappa, ma che succede? Dalla moviola in campo viene richiamata l’attenzione dell’arbitro, forse c’è un gol da annullare, la commissione arbitrale si sta consultando: è ufficiale, il gol del 2-1 segnato dal clown Efisio viene annullato perché l’ha segnato con la manona.
Nulla di fatto, si riparte e gli indiani mi sembra siano su di giri, ho un sospetto che lo sciamano ne abbia fatta una delle sue? Lo scopriremo all’antidoping. La partita è comunque equilibrata e ora sembra che le due squadre si stiano accontentando del pareggio. In Namibia, bisogna ammetterlo, fa caldo e il campo sembra essere bollente, infatti tutti i giocatori saltano perché hanno i piedi scottati, gli indiani invece pare che ballino.
 
- Cretini, che fate? Quella è la danza della pioggia!
 
Lo sciamano ha ragione, infatti, in un battibaleno, arriva un temporale, per fortuna che quelli del circo hanno montato con un colpo di magia il tendone e tutti corrono al riparo. La banda musicale dà il benvenuto, Mario apre il frigorifero gentilmente offerto dalla Nasa e comincia il banchetto.
Signore e signori, qui dal campo di Spitzkoppe in Namibia la partita fra indiani Sioux e artisti del circo è terminata, ora inizia il dopo partita e, scusateci, ma, se non ci sbrighiamo, gli animali della savana si pappano tutto, ci rivediamo alla prossima partita a data da destinarsi.
 
- Mario, ti è piaciuta la partita?
 
- Non male, pensavo peggio, devo dirti che questi giocatori se la sono giocata e si sono pure divertiti.
 
- Mario, dopo la partita non abbiamo fatto l’antidoping!
 
- Walter, no problem, avevo scambiato la bumba dello sciamano, al posto della mistura ho messo acqua e zucchero.
 
- Bravo Mario, sei meglio di Sherlock Holmes!
 
- Veramente sono il tuo amico fantasma che tutto vede e tutto prevede.
 
- Allora, dove giochiamo la prossima partita?
 
- Ce la giochiamo a dadi?
 
- Pari e dispari?
 
- Testa o croce?
 
E se invece lasciassimo scegliere ai lettori?
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San Valentino

13 Febbraio 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest

 

 

 

 

Amore, amore, amore... dove stai?

Amore, amore, amore ho bruciato la frittata mentre tu te ne eri andata, ma dove sei andata? Avevo pure fatto la pizza fritta come piace a te, mi hai detto vado a prendere le sigarette e ora mi mancano le tue tette, il tuo lato B. Non vedo più, posso solo vederlo alla tv, ma dove sei andata, ritorna da me, amore, amore ti amo a tutte l'ore, questo mio è un vero amor per te e anche tu dicevi che amavi solo me ma ora quando arrivi? Sei andata a prendere le sigarette in Paraguay, ahimè che guai senza di te, senza i tuoi baci audaci che bruciar d'amore facevi me, la tua patata se non ritorni la vedrò in sogno, sogno la tua patata e d'amor casco dal letto. Aio che dolor, che dolor senza di te, mi affaccio alla finestra e vedo il buio, butto la frittata di sotto e la becca il gatto. Lui sì che mi ama e gli piace perfino la frittata mia bruciata e mi fa miao, maramao, mi bevo un drink and soda per dimenticar, per dimenticar il tuo viso rifatto, le orecchie che una volta erano come jumbo, la cosce snellite, il lato B gonfio, la patata finta e poi le bocce, mamma mia che bellezza, grosse e sode come due uova sode, quando ti toccavo dovevo metter i guanti di velluto e il mio arnaldo si rizzava franco. Ti avevo detto di smettere di fumare e invece tu te ne sei andata a prendere le sigarette in Paraguay, ahimè, che guai, ma questo amore non scorderò mai, amore, amore, amore, dove stai?
 
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