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Intervista con l'artista: Andy Warhol... e pure con uno scrittore

27 Marzo 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #le interviste pazze di walter fest

Intervista con l'artista: Andy Warhol... e pure con uno scrittore
 

 

 
 
 
Benvenuti, amici lettori della signoradeifiltri, oggi avremo nostro ospite Andy Warhol. Sono a bordo della mia 500 tinteggiata per questa speciale occasione tutta gialla fosforescente, dripping verde limone, e a bordo  abbiamo anche lo scrittore Matteo Gentili.
 
- Matteo, sei contento che ti ho portato con me?
 
- Sì, certamente, mi dispiace solo per Mario.
 
- Tranquillo, l’ho mandato in missione a cercare nuovi artisti per la bottega dell’arte.
 
- Ah, va bene.
 
- Senti, ora ci incontriamo con Andy Warhol, sei preoccupato?
 
- Un po', che posso prendere un caffè?
 
- Mica me lo devi chiedere, fanne due, apri lo sportellino, prendi pure i cioccolatini dentro al cassettino.
 
- Oh! Pure io li ho portati, ma qua c’è un panino gigante con la porchetta!
 
- Ah sì, quello è per Andy, dietro trovi i cioccolatini.
 
Amici lettori, mentre aspettiamo Andy Warhol io e Matteo gozzovigliamo…..
 
Ciao Andy, forza, sali a bordo.
 
- Grazie per l’invito, carina questa automobilina  e… lui chi è?
 
- Andy, ti presento un amico, è Matteo Gentili, un meccanico che, con un cacciavite e con una penna in mano, può far miracoli, è uno scrittore vero prestato all’automobilismo.
 
- A proposito di auto, sapete che per le nostre interviste questa macchina scarrozza infaticabilmente per km e km? Una volta siamo andati ad intervistare Michelangelo Buonarroti in Giappone, un'intervista così matta che nel blog non l’abbiamo pubblicata, e sai perché?
 
- Già, perché?
 
- Perché Michelangelo è voluto ritornare subito in Italia, aveva una tremenda voglia di mangiare un supplì.
 
- Hai detto che questo tipo è uno scrittore, dalla faccia non si direbbe, ha lo sguardo da buono.
 
- Matteo, parla al signor Warhol del tuo libro.
 
- Signor Warhol, io vengo da Foligno e ho pubblicato da poco un libro con @Libereria: I racconti di uno sconosciuto.
 
- Conosco bene Foligno, una volta, dalle tue parti, ho mangiato degli strozzapreti fantastici. Insomma, questa tua opera di che parla?
 
- Vede maestro, il mio libro è una storia fatta di tante storie, tutto comincia con la mia ribellione al bullismo, un qualcosa che ha condizionato la mia vita ma che non mi ha impedito di vivere al meglio, perché ho avuto l’abbraccio vigoroso di buoni valori, la mia famiglia, la mia penna e la musica. Ebbene sì, questo libro è poesia narrata come se fosse un rap, io musicista rap, il mio rap, il mio lamento di rabbia che diventa uno scudo a questo fenomeno sociale pericoloso ma non invincibile, anzi debole, di fronte alla positività. Posso dire di avercela fatta, posso dire orgogliosamente di sentirmi un testimonial, che può confermare e dichiarare a tutti coloro che soffrono, che il bullismo si può vincere.
 
Bravo ragazzo, quindi questa tua opera è poesia con un ritmo rap. Sai come ti potrei definire?
 
- Andy, che penseresti di me?
 
- Che sei un grande  “ hardmanrap&talk”.
 
- Tutto attaccato?
 
- Certo, non ti sembra di sentire la musica in hardmanrap&talk? Matteo, saresti un perfetto hardmanrap&talk!!
 
- Matteo, dagli retta, Andy Warhol (Pittsburgh, 6 Agosto 1928 – New York 1987) è uno che ha fatto un sacco di cose: arte, regia cinematografica, musica, fotografia, grafica pubblicitaria, sceneggiatura, produzione, la factory. Tutti sanno dell’invenzione geniale della sua factory, frequentata da gente come Jean Michel Basquiat, Keith Haring, Lou Reed... la banana... la banana più famosa e costosa del mondo! E poi i barattoli di zuppa Campbell, e poi Marylin Monroe, e tutte le star raffigurate come icone pop !
 
- Walter, ti ringrazio ma riguardo l’idea dei barattoli voi avete avuto un tizio che mi ha preceduto e che è stato più geniale di me, ha riempito 90 barattoli di…
 
- Maestro, non lo dica, siamo in fascia protetta!
 
- E vabbè, comunque è stato un genio quel Piero, diciamo che la mia visione era popolare e conforme ai miei tempi moderni.
 
 - Arte per tutti!
 
- Bravo Walter, arte per tutti!
 
- Andy a proposito di arte per tutti, lei che se ne intende, può aiutarmi con il marketing? Lei è esperto di pubblicità sa, vorrei vendere almeno un migliaio di copie del mio libro.
 
- Matteo, fare pubblicità a un prodotto è facile, devi solo presentare te stesso come sei al naturale, al naturale come una lattina di Coca, senza sotterfugi e archibugi, senza ammiccamenti e stratagemmi, sei un poeta?
 
- Sì.
 
- E allora recita il tuo libro come un vero poeta, piangi se c’è da piangere e ridi se c’è da ridere, apri il tuo cuore. E' la migliore pubblicità, quando scendiamo da questa 500 da circo di Walter, ricordami di prenotarti una copia e la voglio autografata.
 
- Andy, casualmente ne ho proprio una con me.
 
- Bene dammela, che aspetti? Ma adesso riaccompagnatemi all'aeroporto che devo prendere il volo per Cuccamonga. Ho appuntamento con Caravaggio, che anche lui vuole qualche consiglio, ma, dico io, che mi avete preso, per il padrino?
 
- Andy, come te non c’è nessuno.
 
- Volete un autografo?
 
- Magariiii.
 
Molto bene, amici del blog che vive di cultura e fantasia, stiamo per lasciarvi, io, Andy Warhol, Matteo Gentili, e il suo libro  I racconti di uno sconosciuto, vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo incontro
 
- Ehi, coppia di smidollati… passatemi il panino con la porchetta e i cioccolatini!
 
- Andy, è finito tutto, sono rimasti solo quelli al tartufo che aveva portato Matteo per la pasta.
 
- Cioccolatini al tartufo sugli strozzapreti?...
 
Qualcuno di voi vorrebbe assaggiarli?... Ciao a tutti, ci rivediamo alla prossima puntata!
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La bottega dell'arte: "Una poltrona per due". JIM LOVE

25 Marzo 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #fotografia

La bottega dell'arte: "Una poltrona per due". JIM LOVE

Presentazione dell’artista Jim Love e della sua opera Gliding rust

 

Amici lettori della signoradeifiltri, oggi apriamo le pagine del nostro blog al profumo di primavera, presentandovi con grande piacere un artista, un bravo fotografo americano: Jim Love.

Jim Love vive negli USA a Loves Mill, nel sud-ovest della Virginia. Da sempre appassionato di comunicazione, ha lavorato per molto tempo in radio e in televisione e, dopo anni di attività, ha iniziato un nuovo percorso, accompagnato da una lunga serie di immagini artistiche da lui realizzate.

Perché, cari amici del blog che fa della cultura la propria missione, dovete sapere che ci sono artisti che nascono artisti ma non sanno di esserlo. Per loro è così naturale vedere il mondo sotto un diverso punto di vista, ed è quello che succede a Jim Love, un fotografo che può scattare fotografie a luoghi o soggetti nel modo che solo un autentico artista sa fare, e che vuole mettere il suo talento a disposizione di tutti coloro che vogliono provare gioia nel vedere forme d’arte.

L’arte espressa con qualsiasi tecnica è un vero piacere, voi del blog già conoscete la mia filosofia “l’arte è per tutti e non nuoce gravemente alla salute”, tante esperienze confermano che può essere fra le migliori medicine al mondo.

Jim Love ha dentro di sé una forza potentissima e la sua macchina fotografica è un dolce strumento di amore, lo stesso amore che la sua famiglia e altre persone gli hanno dedicato in un momento difficile della sua vita, un amore che Jim Love ha trovato profondamente dentro di sé, un amore per l’arte e per la vita senza limiti. Così il nostro artista americano ora sta impegnando tutte le sue energie nella fotografia, i suoi scatti, fermando il tempo, rappresentano le immagini che ognuno di noi vorrebbe vedere per farci spalancare gli occhi di fronte a questo spettacolare miracolo che è la vita.

L'opera che vorrei descrivervi è Gliding rust, l’ho scelta perché, fra le tantissime opere, mi ha colpito, lasciandomi da subito immaginare una storia. Questa che in apparenza sembra solo una panchina arrugginita e abbandonata, in realtà è una storia, una lunga storia. Ho chiuso gli occhi e ho visto due personaggi che, ogni pomeriggio - quando si placa lo stress del lavoro e, intorno, il traffico spegne i suoi motori - si fermano a chiacchierare mangiando un gelato. Discutono allegramente dei fatti accaduti in giornata e mi viene da ridere pensando ai loro pettegolezzi, alle loro risate, ai loro ammiccamenti. Parlano di sport, di donne, del tempo che cambia, però vivono alla giornata e non pensano al futuro. A che serve parlare del futuro quando il presente, seduti serenamente su una panchina, è così piacevole?

Le loro chiacchierate si svolgono durante tutte le stagioni, anche in quelle più fredde, in questo caso hanno sempre bevande calde fra le mani, oppure, sotto una tettoia sbilenca, neanche la pioggia ferma i loro incontri. E se il sole è accecante d’estate entrambi si mettono dei Ray Ban molto vintage.

Sono diventati una cosa sola con quella panchina, parte dell’arredamento, una panchina per due che può trovarsi in città oppure in un paesino di campagna, questo non è importante. I due con questa panchina arrugginita e abbandonata sono felici, questo è quello che io ho visto con la mia fantasia.

Ma il tempo che passa è implacabile e non concede pause, ora è rimasta solitaria questa vecchia panchina, il cui materiale è stato corroso dagli anni. I nostri due personaggi ora dove saranno? A me piace immaginare che siano andati in vacanza nel luogo più bello del mondo, quello della fantasia, dove la tristezza non esiste.

Se volete, amici lettori, fatelo anche voi, fate il pieno di fantasia, e venite ad ammirare le opere di Jim Love in fineartamerica.

Con questa “poltrona per due” vi saluto e vi ringrazio, ci ritroveremo in compagnia di un altro bravo artista, sempre qui nella nostra bottega dell’arte. La nuova stagione è iniziata, le giornate saranno più colorate e profumate di primavera.

 
 
 
 
*****
 
 

My dear readers of signoradeifiltri, today we open the pages of our blog to the scent of spring, presenting you, with great pleasure, an artist, and a good American photographer: Jim Love.

Jim Love lives in the USA, in Loves Mill, in southwest Virginia. Always passionate about communication, he worked for a long time on radio and television, and, after years of activity, he started a new path, accompanied by a long series of artistic images.

My dear friends of the blog that makes culture its mission, you must know that there are artists who are born artists, but they do not know what they are because they see the world from a different point of view. This is what happens to Jim Love, a photographer who takes photographs of places, or subjects, in the way that only an authentic artist can do. He wants to render his talent available to all those who want to experience joy in seeing forms of art.

Art expressed with any technique is a real pleasure, you already know my blog philosophy: "art is for everyone and does not seriously harm your health". Many experiences confirm that it can be among the best medicines in the world.

Jim Love has a very powerful force, and his camera is a sweet instrument of love, the same love that his family and other people have dedicated to him in a difficult moment of his life, a love that Jim Love has found deeply within himself, a love for art and for life without limits.

Our American artist is now engaging all his energies in photography, his shots stop time, they represent the images that each of us would like to see, to open wide our eyes in front of this spectacular miracle which is life.

The work that I would like to describe to you is Gliding rust.  I chose it because, among his many works, this struck me. I immediately imagined a story. This, that apparently seems only a rusty abandoned bench, it's, in fact, a true story.

I have closed my eyes and I have seen two characters that every afternoon, when the stress of work subsides and the traffic turns off its engines, eat ice cream and happily chat about the events that happened during the day. I laugh thinking about their gossip, their laughter, their winks. They talk about sports, women, the changing weather. They live day by day and do not talk about the future, what is the use of talking about the future when the present is so pleasant?

Their chats take place during all seasons, even the colder ones, in this case they always have hot drinks in their hands. Under a lopsided canopy even the rain does not stop their meetings. And if the sun is blinding in summer they both put on very vintage Ray Bans.

They have become one with that bench, they are part of the furniture, a bench for two, that could be in the city or in a country village, this is not important. The two characters, with this rusty and abandoned bench, are happy, this is what I see with my imagination.

But the time that passes is relentless and does not allow pauses. Now this old bench is lonely, its material has been corroded over the years. Where are our two characters? I like to imagine that they went on vacation to the most beautiful place in the world, that of fantasy, where sadness does not exist.

If you want, my dear friends, do the same, fill your imagination, and come and admire the works of Jim Love in fineartamerica.

And,with this "armchair for two", I greet you and thank you. We will be soon in the company of another good artist, here in our art workshop. The new season has started, and the days will be more colourful and fragrant. It’s spring!

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Arte al bar: "Il cenacolo" di Leonardo da Vinci

16 Marzo 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #arte al bar

Arte al bar: "Il cenacolo" di Leonardo da Vinci
 
Amici lettori del blog che fa dell’ottimismo culturale il proprio mantra, eccomi ritornato a voi per una nuova serie di incontri artistici. Sono le 9.30 del mattino e intorno a noi tutto va male. Considerato che quest’anno è bisestile, la jella rientrerebbe nella norma e nella casistica, ma, guarda caso, noi siamo ottimisti e ci piace andare alla ricerca della positività, così eccomi qua al solito bar, che in questo periodo dovrebbe essere chiuso causa coronavirus, ma noi con la fantasia ci possiamo permettere di rimanere aperti e fare in modo che io accetti la provocazione di Gianni il barista. Mi ha apostrofato dicendomi che di questi tempi alla gente dell’arte non gliene frega un fico secco, troppo presa dalla pesante problematica del nuovo anno appena iniziato.
E allora mi ha detto: “Scommettiamo? Scommettiamo che, se tu ti azzardassi ancora a parlar di arte, tutti ti girerebbero le spalle?" Gianni non ricorda le mie convinzioni, ed io sono sempre più sicuro che l’arte è per tutti e, ora più che mai, non nuocia gravemente alla salute, e così ho accettato. In palio per ora non c’è nulla, io e lui siamo fatti così. Il banchista non lo sa che perderà, ma mica perché lo dico io, bensì perché lo dice la storia, e così, appunto, entrando nella storia dell’arte, inizia oggi la nostra avventura parlando di Leonardo Da Vinci e del suo Cenacolo.
Prima di iniziare, lasciateci alzare in piedi e tributare il nostro doveroso, caloroso e affettuoso applauso a tutti coloro che in questo momento stanno lavorando h24 a difenderci da questo terribile e inaspettato virus, non li elenco ma voi tutti sapete chi.
 
- Gianni, non vedo Giovanna la milanese.
 
- Ha conosciuto un guru e sono partiti insieme in vacanza.
 
- Non ci posso credere.
 
- Tranquillo, al guru piace il Chianti, la Malvasia e il Barolo, sono andati alla ricerca della cantina perduta.
 
- Ah però, hai capito il guru! Ma per caso è indiano?
 
- No, ciociaro.
 
- Speriamo tornino presto.
 
- Mah! Chi può dirlo?
 
- Gianni, vado all'attacco di Bice e Alice.
 
- In bocca al lupo, oggi sono molto arrabbiate.
 
- Bice e Alice, buongiorno, come stanno i nostri gattoni stradali?
 
- Benone, Walter, hanno un appetito da morti di fame e in giro non c’è nessuno!
 
- Allora qui ci sta bene parlare dell’ultima cena.
 
- Ultima e perché?
 
- Ma non intendevo in quel senso, o meglio, forse sì.
 
- Ah, ma che non lo sai che senza i gatti i topi ballano? E poi noi abbiamo fatto al supermercato una bella scorta, questa cena chi la preparerebbe?
 
- Leonardo da Vinci a Milano.
 
- E allora 'sta cena si è freddata da un pezzo… ma va là, certo che la conosciamo, stavamo scherzando, però, Walter, hai ragione, forse i più giovani non la conoscono.
 
 
Leonardo da Vinci (Anchiano, 15 Aprile 1452 – Amboise, 2 Maggio 1519)
 
Un artista italiano ma patrimonio della cultura mondiale, non basterebbe la parola “artista” per definire la figura di Leonardo, ma io voglio dire la mia molto sinteticamente, prima di tutto voglio dire che, se penso a Leonardo (ma non solo lui), sono convinto che Dio esiste e poi, se non esistesse, Leonardo potrebbe essere la testimonianza delle capacità più positive e geniali che ci siano nel genere umano. E' vero che di Leonardo ce n'è stato uno solo, ma la sua arte e il suo talento sono stati di ispirazione per gli artisti del passato, del presente e del futuro. Ora stop, leggete questa illuminazione del 1542 che è meglio.

 

«Fu tanto raro e universale, che dalla natura per suo miracolo esser produtto dire si puote: la quale non solo della bellezza del corpo, che molto bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro. Assai valse in matematica et in prospettiva non meno, et operò di scultura, et in disegno passò di gran lunga tutti li altri. Hebbe bellissime inventioni, ma non colorì molte cose, perché si dice mai a sé medesimo avere satisfatto, et però sono tante rare le opere sue. Fu nel parlare eloquentissimo et raro sonatore di lira [...] et fu valentissimo in tirari et in edifizi d'acque, et altri ghiribizzi, né mai co l'animo suo si quietava, ma sempre con l'ingegno fabricava cose nuove.» (Anonimo Gaddiano, 1542)

Allora, carissime Bice e Alice, a Leonardo, nel 1494, venne offerto di lavorare al convento di Santa Maria delle grazie, c’era da decorare il refettorio per i pasti dei frati domenicani e al nostro artista venne lasciata la parte di fondo per realizzare l’ultima cena. Per Leonardo salire sull'impalcatura e lavorare su una parete di circa 5 x 9 mt, con una luce modesta, era l’ultimo dei problemi. Io lo vedo, Leonardo, con lo sguardo pensieroso, lo vedo studiare l’impresa, lo vedo ragionare sulla tecnica ed essere dubbioso sul lavorare con un intonaco fresco. Non a tutti piace sentire l’umidità che ti gela il pennello e le budella, e poi bisogna sbrigarsi, avere sempre la tinta a portata rapida di mano, sperando di sbagliare il meno possibile perché si rischia l’impasto della materia colorata come una pappa, lui no, lui studia il colore, studia la forma, riflette con calma, si intercala nella storia che ha davanti, si sente parte di essa e, come la mano d’opera di un vecchio artigiano è lenta e saggia, la parete umida potrebbe freddargli il cuore e la mente, e poi quest’ultima cena è divina e lui vuole renderla tale, quindi sceglie di sperimentare e di lavorare come su tavola, ma provando una materia che lui pensa potrà resistere su quelle mura che, confinando con la cucina, faranno traspirare vapore e calore. Scelta fatale perché con i secoli, anzi quasi da subito, si rivelerà sbagliata, ma questo capolavoro immortale, grazie a squadre di miracolosi restauratori, definitivamente tornerà a splendere e, dall'aldilà, Leonardo di gioia riderà.

- Walter, comunque questa cena non sembra drammatica.

- Bice, hai ragione.

- E non sembra neanche l’ultima.

- Brava Alice, ora vi spiego il mio punto di vista. La parete è di fondo, quindi Leonardo sceglie di realizzare una prospettiva che allunghi fino ad un orizzonte lontano, per dare ampiezza e profondità all'opera, di fatto le pareti dipinte ai lati del tavolo dell’ultima cena sembrano essere il prolungamento della mensa, come a sfondare il muro oltre la cucina nel retro, e tutto parte dal centro dell’opera, con la testa di Gesù Cristo ma alle sue spalle c’è un particolare importante, per me determinante.

- Quale?

- Gianni, metti un sottofondo musicale.

- Vi va bene Caravanserai dei Santana?

- Ottimo. Allora, secondo me in tutta questa opera quello che accende la luce e illumina la fede sono le tre finestre di fondo.

- E perché?

- Alice, attraverso quelle tre finestre, la luce che nasce all'orizzonte è la luce divina che apre le porte della speranza, o meglio, dichiara la certezza che c’è qualcuno superiore a Gesù Cristo e, lasciando che si compia il destino del proprio figlio, illumina l’umanità con il suo amore, per dimostrarci che non ci lascerà soli. Questa luce che entra dalle tre finestre colpisce la parete di destra e, scendendo sulla tavola  ricoperta di una candida tovaglia bianca, compiendo quasi una curva, idealmente ci abbraccia, perché, se da un punto di vista tecnico il chiarore di queste tonalità - riferendomi all'alternare da parte dell’artista di toni chiari e scuri - è uno stratagemma della tecnica pittorica per permettere la profondità dell’opera, dal punto di vista ideologico le tre finestre e la tovaglia bianca sono la luce divina che viene diffusa su tutta l’umanità. Avete notato il pane disposto troppo ordinatamente, i bicchieri tutti riempiti rigorosamente a metà, piatti e vettovaglie disposte con aritmetica disposizione?

- Eh già, non avevano fame?

- Potrebbe anche essere che Gesù Cristo abbia iniziato a parlare prima di cenare.

- Carissime Bice e Alice, secondo me per Leonardo la cena era solo un dettaglio, gli accessori non avevano importanza, non c’è ricchezza negli abiti e neanche nell'ambientazione dell’interno, egli non doveva esibire la propria bravura attraverso la cura dei particolari. Leonardo da Vinci non doveva dimostrare nulla a nessuno ma, guidato da chissà quale forza interiore, descrivere semplicemente la verità che colpisse il più possibile nel profondo dei cuori tutti coloro che avrebbero ammirato il suo capolavoro, un capolavoro espresso in una maniera nitida, senza fronzoli.

- Come Giotto nella sua opera Approvazione della regola?

- Bravissima Alice, Giotto era a suo modo modernissimo e, girando per l’Italia, ha ispirato molti pittori, ma adesso torniamo alla nostra ultima cena.

- Eh no, perché ultima cena?

- Bice, tranquilla, non in quel senso, dai, non mi interrompere.

- Vabbè, se lo dici tu.

- Allora, voglio dirvi che in questa opera tutto sembra essere super ordinato, tutto fermo, e la concentrazione è maggiormente rivolta alla figura del Gesù Cristo al centro. In realtà la scena è molto dinamica, un movimento frenetico che, da ambo i lati, si diffonde come un vortice di passione e di emozioni verso il protagonista del momento. Gli apostoli, come nei fotogrammi di un film, recitano la propria parte, perfino un coltello nella mano di un irascibile è pronto e proteso all'azione, la gestualità emotiva è evidente, mentre il Cristo salvatore è serenamente rassegnato a una storia che ha da venire a breve. Quest’ultima cena è solo l’inizio di una nuova vita per chi deve credere e avere fiducia nell'unico amore universale e, come una ciliegina sulla torta, mentre si compie il destino alle spalle di tutti, entra dalle tre finestre la luce, raggi di luce dolce e piena di calore vitale.

- Questa luce sembra illuminare di più il volto e il mantello di una figura posta alla destra del Gesù.

- Brava Alice, occhio di lince!

- E ci credo, a forza di stare con i gatti!

- Allora, volete sapere chi è quel personaggio?

- Sentiamo un po’, chi è?

- Siete curiosi, eh? Allora, io immediatamente in esso ho visto un volto di donna: la corporatura è minuta, gli occhi chiusi rivolti in basso. Tra l’altro è l’unica figura che sembra estraniarsi dall'azione, mantenendosi con il viso proteso in senso opposto a Gesù, quasi ad allontanarsi dal dolore della situazione in corso. Il Cristo guarda alla sua sinistra? La donna guarda alla sua destra rassegnata, intorno a lei tutte le mani, le braccia i volti degli apostoli sono muscoli d’acciaio? Lei no, solo un immagine di tristezza e rassegnazione, che sia la Maria Maddalena? Eppure questa donna secondo me…

- Secondo te, cosa?

- Eppure, secondo me la luce irradiata dal suo volto significa qualcosa.

- Scendiamo a volo di gabbiano sulla tua teoria, sentiamola.

- Significa un messaggio di fede, significa la luce che illumina l’importanza della donna, la vita nasce dalla donna, nasce dall'amore, ogni nuova vita che nasce è il miracolo di questa nostra esistenza, la rivincita della vita sulla morte e la donna è la parte essenziale. In questa ultima cena la presenza di una donna illuminata da una luce divina non poteva mancare, simboleggia la chiusura del cerchio, la nostra ragione di esistere e di godere di questo paradiso in terra. E' l’ultima cena ma all'indomani conquisteremo l’eternità. Allora, che ne dite?

- E con il virus come la mettiamo?

- Oggi c’è un bel sole e il cielo è pulito, con la fantasia possiamo abbracciarci e stringerci le mani, sorriderci l’un l’altro e ben sperare che questa storia a breve finisca.

- E il sereno in tutto il mondo tornerà… Stasera a mangiare la pizza si va?

- Buona idea, anche se per ora solo con la fantasia, che è meglio rimanere in casa. Amici lettori della signoradeifiltri, anche la fantasia può diventare realtà e questo ce lo ha insegnato nei secoli la storia. Ora non ci resta che aspettare con pazienza il nuovo giorno che verrà. Per me le tre finestre alle spalle del cenacolo di Leonardo esprimono fiducia, e per voi? Ora, nel ringraziarvi e nel salutarvi, vi do appuntamento al prossimo incontro artistico che avverrà nella bottega dell’arte. Avremo nostro ospite un giovane artista, arrivederci a presto e, insieme a voi, sarà sempre un piacere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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L'oroscopo di marzo

1 Marzo 2020 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia, #walter fest, #pittura

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

La grande novità di questo mese è l’entrata di Saturno nel segno dell’Aquario!

Ebbene sì, domenica 22 marzo il severo pianeta entra nell’undicesimo segno a dispensar consigli e saggezza in primis ai segni d’Aria: Gemelli, Bilancia e Aquario.

Ora i nativi dei segni potranno veder rendere concreti i loro sogni, e volare basso per acquisire nozioni importanti per raggiungere i loro successi con costanza e devozione.  A fare delle scelte importanti, a selezionare tutto ciò che è importante e a buttar via l’inutile e il vecchio.

Cambiano le priorità, si assumono nuove responsabilità, insomma si diventa più grandi e più saggi.

Ritrovano leggerezza finalmente i segni: Cancro, Ariete e Bilancia.  Ora possono respirare con dolcezza e senza pesi sul cuore un’aria pura, priva di tossine e di tutto ciò che ha reso i segni cardinali cupi e forse anche tristi.

Sicuramente essi hanno acquisito consapevolezza e un senso di responsabilità, una maturità e una saggezza seppur con qualche difficoltà.

Ora tutto cambia e si ritorna a sorridere con più spontaneità.

Si respira aria frizzantina, il 21 marzo il Sole entra in Ariete e si festeggia l’equinozio di primavera, dove le ore di luce sono uguali a quelle del buio.

Un periodo ricco di novità, di suspense, di cambiamenti, dove ogni cosa è messa in discussione, dove non si scommette un soldo bucato, ma sicuramente si cerca di far al meglio tutto quello che occorre fare.

Giove è in Capricorno e ci ricorda il gusto per la lentezza, il premio dopo le fatiche, l’edonismo misurato, la felicità controllata, l’odio per lo spreco, mentre tutto si ricicla.

 

ARIETE: 21/3 – 20/4: a passo veloce verso le vette.

Nel vostro cielo brilla un astro propizio che vi promette un lungo periodo gratificante, dove i vostri sogni possono essere realizzati in ogni settore della vostra vita.  Arriva la primavera, la stagione che preferite più di tutti, e vi porta belle sorprese, gioie d’amore e nuove idee.  Non sprecate tutte le forze, conservate un po' di riserva per i momenti difficili e non abbandonate chiodi e piccozza.

 

TORO: 21/4 – 20/5: su nuovi sentieri tra alti e bassi

L’imprevedibile Urano vi aiuta a dire addio ai vecchi schemi e abitudini. I nuovi percorsi sono già tracciati da cartografi esperti come Saturno, Giove e Plutone. I tre colossi dello zodiaco sanno infondervi fiducia e costanza, ambizione e successi, ingredienti indispensabili per proseguire sul sentiero.

 

GEMELLI: 21/ 5 – 21/6: con la testa già fra le nuvole

Mercurio e Saturno vi prendono per ballare una danza liberatoria invitandovi a trascorrere delle serate in compagnia di vecchi e nuovi amici con un senso di leggerezza e spensieratezza. Sentite il bisogno di allontanarvi in lungo e in lardo nel mondo e dentro voi stessi. Il peggio sembra essere passato.

 

CANCRO: 22/6 – 22/7:  quello zaino pesante in spalla

Che zaini pesanti avete sulle spalle: Plutone già di per sé è un macigno, poi si aggiunge Giove insieme a Marte. E meno male che Saturno fa capolino nel segno dell’Aquario, ma ciò non alleggerisce le vostre responsabilità. Quanto è dura la salita e non solo. Vero, le esperienze fanno crescere, ma un po' di tenerezza vi aiuta a sentirvi più sereni. Contate sulla fantasia di Nettuno che vi aiuta a sognare ad occhi aperti e volare sulle ali dell’immaginazione.

 

LEONE: 23/7 – 23/8: oltre gli ostacoli, dritti alla meta.

E’ uno strano cielo il vostro, dove tutto cambia rapidamente ma lentamente. Sembra un gioco di parole ma non basta la vostra volontà, la vostra autostima e la vostra fiducia, serve un fortissimo stimolo a imporvi sulla scena. Non abbattetevi mai, avete la voglia di ruggire per farvi sentire oltre l’Universo.

 

VERGINE:  24/8 – 22/9: lungo i sentieri pieni di sorprese

I lati più pragmatici del vostro carattere sono rafforzati dal trio Marte, Giove e Plutone, permettendovi di riconoscere al volo le occasioni e cavalcarle, girando al largo da persone inaffidabili e situazioni confuse. Parliamo di Urano, è il vostro asso nella manica che vi permette di prendere in mano il timone della vostra vita e fare quello che volete.

 

BILANCIA:  23/9 – 22/10: tante tappe e tutte diverse

Ora cominciate a porvi degli obiettivi, passo dopo passo, cominciate a percorrere delle strade tutte diverse, ma sostanzialmente tutte importanti. Saturno torna positivo e vi rimette a posto i pezzi dei puzzle sparsi in terra della vostra vita. Ordine e disciplina non vi spaventano, rigore e diplomazia sono il vostro focus per tutta la vita.

 

SCORPIONE:  23/10 – 22/11: con uno zaino pieno di risorse

Avete centrato il focus della vostra vita: diventare ricchi e ambiziosi. Beh, ce la state mettendo davvero tutta. Plutone, Giove, Marte, con la complicità di Nettuno, hanno fatto la differenza. Hanno garantito per voi ottime opportunità di una buona vita, ghiotte occasioni per un’ottima riuscita in tutto quello che fate.

 

SAGITTARIO: 23/11 – 21/12:  in tanti è meglio

Avete bisogno di allegria e di ottimismo, di benessere e di fiducia in voi stessi. Le cercate negli altri, nel vostro rapporto col vicinato, durante un corso di fitness. Il vostro passo è da veri sportivi, spesso è difficile mantenerlo in salita, l’essenziale è non fermarsi, proseguite lentamente ma continuate per non perdere il sentiero.

 

CAPRICORNO:  22/12 – 20/1: siete pronti per piantare la vostra bandierina?

Con quel portentoso stellium nel vostro cielo avete molte risorse: pazienza, costanza, logica, determinazione, ambizione, coraggio, saggezza e fortuna. Inoltre avete Nettuno e Urano a vostro favore: fantasia e pragmatismo, genialità e intuizione. Siete pronti per piantare la vostra bandierina?

 

AQUARIO:  21/1 – 19/2: serve molta prudenza.

Saturno fa visita e vi consiglia lungimiranza e prudenza, costanza e riflessione. Prima di posare il vostro piede in territori sconosciuti occorre valutare tutte le circostanze. Non serve avere fretta, ma nemmeno abbandonarsi al proprio destino. Forse vi sentite sovraccarichi di mille impegni e nello stesso tempo vuoti, si tratta di una vostra sensazione, dettata da un flusso di pensieri contrastanti.

 

PESCI: 20/2 – 20/3: con intuito e prudenza guizzate in acque tranquille.

Grandi opportunità si profilano al vostro orizzonte, fatte di nuove esperienze e di positivi rinnovamenti. Vi emoziona da tutto quello che vi circonda, da un fiore che sboccia al bacio di un bambino, dalle note di una canzone al recitare una poesia. Nuove amicizie e nuovi contatti riempiono la vostra agenda.

 

 

 

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Sono inJAZZato nero

7 Febbraio 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #musica

 

 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, mi scuso anticipatamente perché oggi sento di essere inJAZZato nero, perché? Perché se non l'avessi visto e ascoltato, l'accavallarsi di eventi quotidiani lo avrebbe fatto sfumare a mia insaputa nei meandri del web e allora, santi benedetti, invece ho visto e ascoltato Red Ronnie che, riferendosi alla selezione/partecipazione al festival di San Remo di un autore assai noto fra i giovanissimi,  lo criticava con la giugulare infiammata e con un cipiglio inJAZZato più di me. Non vado oltre perché se ne è già parlato nei giorni scorsi ma, in sintesi, Red Ronnie vedeva come il fumo agli occhi la prestazione scenico/canora di un cantante mascherato dei cui testi vi risparmio i contenuti. Ora lasciatemi dire questo, Red Ronnie aveva ampiamente ragione perché sono convinto che l'aspetto dell'"artista" è antiestetico, la sua musica e la sua interpretazione smusicata e non originale e, per finire, i suoi testi, oltre che possibilmente dannosi, sono anti artistici e, se è vero che da sempre l'arte vuol dire superare gli schemi del passato, in questo caso, il cantante mascherato con i suoi brani,con l'arte, appunto, non c'entra nulla. Stop, mi taccio, cambio canale e vado a sentire Miles Davis, Pino Daniele e pure i Santana.
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L'oroscopo di febbraio

1 Febbraio 2020 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia, #walter fest, #pittura

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

 

 

Sono note da eseguire con la mano destra e con la sinistra. Se sostituiamo le note con i numeri, il gioco è fatto”. Da questa famosa citazione di Mozart possiamo davvero trarre grandi note da scrivere sul pentagramma. I pianeti suonano grandi sinfonie durante il loro giro nel cerchio zodiacale, indossiamo il casco, allacciamo le cinture di sicurezza e accendiamo la nostra playlist del cuore, in fondo la vita è bella perché è varia!

 

ARIETE: 21/3 – 20/4: fermatevi un momento!

Dove tutto sembra sempre più scuro, invece ora qualcosa di gioviale e baldanzoso fa capolino nella vostra vita mentre vi state affermando con grande forza e decisione per raggiungere i vostri risultati. Una verdura dall’orto: bietola.

 

TORO: 21/4 – 20/5: periodo creativo in corso

Lo stellium di pianeti nel segno del Capricorno vi fa partire alla grande senza preoccuparvi di fare il pieno alla vostra auto. Ora potete raggiungere mete tanto desiderate e realizzare i vostri progetti. Avete tutto dalla vostra parte, non avete scuse per fermarvi e pensare perché non c’è tempo. Una verdura dall’orto: fagiolini.

 

GEMELLI: 21/5 – 21/6: mare mosso

Recuperate ottimismo e benessere, ironia e umorismo. Ora vedete la vita con le lenti rosa e finalmente tornate a sorridere un po' di più. Sprizzate bellezza e simpatia da tutti i pori, mentre la vostra mente è distratta. Ma voi vi piacete così! Una verdura dall’orto: pomodori.

 

CANCRO: 22/6 – 22/7: uno su mille ce la fai

Una nota canzone di Gianni Morandi “Uno su mille” recita così: “la vita è come la marea, ti porta in secca o in alto mare, come la luna va. Se sei a terra non strisciare mai, se ti diranno sei finito, non ci credere… uno su mille ce la fa, ma come è dura la salita, in gioco c’è la vita, vita, vita e tu dovrai cambiare idea”. Questa famosa canzone cade a fagiolo, visto le dure opposizioni di Giove, Marte, Saturno e Plutone. Una verdura dall’orto: asparagi.

 

LEONE: 23/7 – 23/8: lasciatevi guidare dal vostro ruggito

Vi sentite sopraffatti da mille impegni e mille incombenze quotidiane. Credete di non farcela, ma sapete benissimo che, organizzando al meglio le vostre giornate, non deludete nessuno, soprattutto voi stessi e ciò vi rende fieri e orgogliosi di voi. E pure belli. Una verdura dall’orto: cicoria.

 

VERGINE: 24-8 – 22/9: siete il direttore d’orchestra della vostra vita

Un quartetto di pianeti suona per voi una musica soave che vi piace ascoltare tanto da creare una playlist personale. Giove suona il basso, Saturno sta alle chitarre, Plutone suona la tromba e Marte sta alle batterie. E’ un bel complesso musicale che gira tutti i palcoscenici musicali meritando una medaglia d’oro. Una verdura dall’orto: fave.

 

BILANCIA: 23/9 – 22/10:  un biglietto per Venere

E’ un periodo in cui avete l’impressione che tutto vi vada contro, beh i pianeti girano contro voi stessi rendendovi irritabili, molto seriosi, poco ottimisti e molto silenziosi. Non avete molta voglia di far parte di questo mondo e chiedete il trasferimento per altri universi. Una verdura dall’orto: insalata.

 

SCORPIONE: 23/10 – 22/11:  selezioni e priorità

Riscoprite il piacere di una chiacchierata con un vostro amico d’infanzia, a un certo punto avvertite una certa gratificazione morale nei confronti di questo compagno con cui avete condiviso le prime esperienze di vita e i propri sogni. Avvertite nell’aria novità molto importanti. Una verdura dall’orto: piselli.

 

SAGITTARIO: 23/11 – 21/12: grinta e energia

Il vostro entusiasmo è sempre contagioso e indirizzate le vostre energie nelle vostre passioni e soprattutto nel crearle. Disegnate fumetti come quelli di Walt Disney, componete musica come Beethoven, prendete lo zaino e fate l’autostop incurante dei pericoli. In fondo la vita è bella così com’è. Una verdura dall’orto: ravanelli.

 

CAPRICORNO: 22/12 – 20/1:  cercasi leggerezza

Marte, Giove, Plutone e Saturno hanno invaso la vostra vita di grandi energie, concretezza e benessere. Siete travolti dal vento positivo di Urano che approfitta delle vostre decisioni positive per rinnovare la vostra vita e per dar maggiore sprint alla vostra autonomia. Una verdura dall’orto: rucola.

 

AQUARIO: 21/1 – 19/2:  e le stelle vi stanno a guardare

Il portentoso stellium di pianeti nel segno del Capricorno v’invita a una chiara tendenza all’introspezione. V’immergete in un mondo a voi sconosciuto che vi fa riflettere sulla vostra vita. Intuite che qualcosa intorno sta cambiando e finalmente ne avevate bisogno. Una verdura dall’orto: broccoli.

 

PESCI:  20/2 – 20/3: non siate impazienti

Lo stellium di pianeti di transito nella vostra undicesima casa solare è un inno ai vostri progetti. Fate salire chiunque a bordo e invitate tutti a un party brindando alle vostre nuove idee. Avvertite grandi energie di realizzazione e importanti cambiamenti positivi. Una verdura dall’orto: carciofi.

 

 

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Intervista all'artista: GUSTAV KLIMT

13 Gennaio 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #le interviste pazze di walter fest

 

 

 
 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, il blog che ha aperto questo 2020 con nuove pagine di cultura quotidiana, per il piacere di strapparvi sorrisi e consensi, sono di nuovo con voi per parlarvi d’arte, oggi avremo nostro ospite un grande artista che ho intervistato a bordo della mia fuoriserie preferita, ecco la cronaca registrata in diretta dell’incontro.
Sono a bordo della mia 500 e ho appuntamento con l’artista Gustav Klimt, la macchina del caffè è pronta (per chi non lo ricordasse questa 500 è dotata di una vera moka pronta all'uso) mi dispiace per voi, le attuali automobiline futuriste ne sono sprovviste, avete in compenso una moltitudine di pulsantini, sensori, marchingegni elettronici, vocine parlanti. Queste nuove invenzioni possono anche guidarsi da sole senza toccare il volante, che possiamo farci, questi sono tempi moderni. Ma ecco, lo vedo arrivare, è lui, l’artista viennese, non è piccolo di statura, speriamo entri nell'abitacolo senza problemi, per l’occasione e per rendere onore al nostro ospite ho cambiato colore alla carrozzeria, che ora è per metà verde e per l’altra metà color oro.
 
- Buongiorno signor Klimt, è un piacere incontrarla.
 
- Walter, saltiamo i convenevoli e diamoci del “tu”.
 
- Ah, molto bene, la ringrazio.
 
- Walter, ti dispiace se apriamo il tettino? Sai, mi sento un po’ stretto.
 
- Certamente.
 
Clack… Con un semplice gesto della mano apriamo il tettino e una folata di vento spettina l’artista che, ridendo, ammira sopra la sua testa il cielo blu.
Gustav Klimt, per volere del destino, è nato in una casa dove l’arte era il linguaggio primario, una famiglia di artisti legati fra loro oltre che dall’affetto famigliare anche dall’amore per l’arte, che era il loro scopo di vita, il loro motivo per alzarsi la mattina dal letto pensando a nuove forme decorative, con la colonna sonora fatta di note musicali. Tutto questo e nulla più importava a questa famiglia, finché il fato non arriva a rompere i colori sulla tavolozza della vita, perché Klimt, in un momento costruttivo della sua esistenza, perderà, nel giro di pochi mesi, il padre e un fratello, e, per lui che amava con fervida passione la vita, questi due lutti lo segneranno nel profondo.
 
- Maestro…
 
-E’ meglio che mi chiami Gustav.
 
 'Azzo! Mi mette quasi timore, mica è Pollock!
 
- Gustav, ce lo prendiamo un caffè?
 
- Adesso mi piaci! Vedi, “la vita è bella” è un affermazione quasi banale, ovvia, io ho avuto la fortuna di nascere artista, chi meglio di un artista può rappresentare questa cazzo di esistenza?
 
Amici lettori… ha detto proprio così…
 
- Chi può dare una immagine concreta della vita? Chi può farlo? Forse quel tizio che guida l’autobus? Quel vigile urbano? Quello studente in bicicletta che consegna pranzi a domicilio? Vedi, intorno a te, quante immagini umane ma anche quanta automazione c’è? Siamo circondati e stiamo per essere sopraffatti dalla tecnologia!
 
- In effetti è il prezzo da pagare al progresso.
 
- Eh già, begli stronzi che siete! E allora il lavoro dell’artista non è servito a nulla? Ogni artista che si è succeduto ha lottato contro l’appiattimento, la barbarie umanoide, le consuetudini classicheggianti. Ogni nuovo movimento artistico ha rivoluzionato il vecchio stato delle cose. Un nuovo progresso, se così volete chiamarlo, inteso a far prevalere l’essere umano fatto di cuore, testa e cervello, un'umanità diretta a saper vivere oltre l’egoismo.
 
- Egoismo?
 
- Sì, gli esseri umani sono stati, in tutte le epoche, assolutamente e inconcepibilmente egoisti, e l’arte, quindi l'amore per la vita, è sempre stata un baluardo contro il lato peggiore dell’umanità e, per fortuna, essendo l’arte parte intrinseca dell’esistenza, pertanto, non morirà mai.
 
- Gustav, allora che possiamo fare?
 
- Una cosa molto facile, amare la vita, un concetto semplice. Vedi ragazzo, è un po’ come questa tua automobile, questa 500 è piccola ma bella ed è un piacere fare questa passeggiata.
 
- Gustav, prenda il caffè.
 
- Ah! Già! E’ tutta colpa tua che mi fai incazzare! Però! Bono sto caffè!
 
 Dice proprio così….
 
- Mi piace l’Italia, un paese così ricco, un paese che dovrebbe essere una forza trainante per tutto il resto del mondo.
 
- Grazie Gustav.
 
- Vuoi scommettere che stai per chiedermi di parlare di una mia opera?
 
- Possiamo?
 
- Parliamo del bacio?
 
- Mi hai letto nel pensiero?
 
- Mortacci vostra, grazie al mio bacio, chi sa quanta gente ha fatto XXXXX!
 
 Dice ancora ed espressamente così.
 
- Nella mia opera, hai notato che ci sono al centro, su una linea verticale, due masse rosse che staccano cromaticamente dagli altri colori?
 
- Sì.
 
- Sono di forma circolare, tutto ruota su di esse, sono il segno positivo e negativo, l’off e l’on, i poli estremi dai quali si accende il dinamismo universale, sono della stessa tonalità della bocca della donna, dalla quale nasce la vita, un bacio, l’amore, l’amore per la stessa vita che ci regala emozioni ogni giorno, tutto deve ruotare intorno all’amore. Puoi girare, capovolgere, travalicare, stressarti di azioni, eppure, se vuoi sentirti vivo e felice di esistere, devi amare.
 
- Possiamo essere ottimisti?
 
- Dovete esserlo, ma state lontani, se potete, dalla disumanità… Posso avere altro caffè?
 
Riaccompagno Gustav Klimt nell’aerospazio della fantasia. Se vi è sembrato un po’ burbero posso tranquillizzarvi, nella realtà è stato un artista che per il suo temperamento ha fortemente amato la vita e gli siamo grati per averci lasciato una grande testimonianza.
 
Amici lettori, ci rivediamo presto per una nuova intervista, e amate anche voi la vita come se fosse un'opera d’arte.
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Natale in giro per l'Italia: Venezia.

23 Dicembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #franca poli, #poli patrizia, #unasettimanamagica

 

 

 
 
 
A bordo del Maggiolino tutto matto eravamo in quattro, io e Mario er benzinaro, giovedì eravamo passati a prendere prima Patrizia Poli a Livorno e poi la sua amica e omonima Franca a Bologna, la nostra destinazione era Natale a Venezia, tre giorni improvvisati di festa natalizia. Il primo turno me lo ero preso io perché ero il più esperto alla guida di questa automobilina, che, poi, in realtà, il tempo di arrivo nella città lagunare era di soli pochi minuti perché sotto il cofano posteriore io e Mario avevamo montato il motore di un missile russo preso in prestito al museo dei missili. Avevamo corrotto il custode con una damigiana di vokda al fragolino, con la promessa che, quando l’avrebbe terminata, gli avremmo riportato il propulsore. Sto sgranocchiando una stecca di cioccolata mentre i nostri tre amici dormono, ora mi tolgo le scarpe, l’odor di gorgonzola li sveglierà, stiamo per arrivare nella città dei dogi.
 
- Ehi, ma questa puzza è di gasolio?
 
- No, Mario, veramente mi sono levato le scarpe, forza, svegliatevi che siamo arrivati a Venezia!
 
Patrizia Poli indossa un completo a righe stile art nouveau, Franca Poli pantaloni rossi, t-shirt rossa, scarpe rosse, voleva anche tingersi i capelli di rosso ma Patrizia glielo ha impedito dicendole che stava male. Mario ha un cappellino da Paperino in testa, indosso maglia gialla, pantaloni gialli, scarpe gialle, io invece non ve lo posso dire.
 
- Walter, abbiamo dimenticato gli stivaloni per l’acqua alta!
 
 - Patrizia, tranquilla, questa macchina ha le ruote che si super gonfiano, hai presente i big foot americani?
 
- Veramente no.
 
- Non preoccuparti.
 
- Con te siamo sempre tutti preoccupati, ci hai obbligati a venire a passare il Natale a Venezia, ci hai strappati ai nostri cari per venire con questa pazza auto! Io che considero sacro il Natale!
 
- Patrizia, ma a tuo marito abbiamo lasciato un robot in tutto simile a te.
 
- E i miei gatti?!
 
- A loro ho lasciato la televisione accesa, pappa a volontà e da bere champagne!
 
- Ma sei matto?
 
- Solo un poco…  Franca, a proposito, hai portato i tortellèn?
 
-Si, abbondanti.
 
- Franca è bravissima in cucina. La ricetta dei tortellini la trovi qui.
 
- Patrizia, ho seguito la ricetta di master chef.
 
-Ma tu odi la tv!
 
- Ho fatto un eccezione per questo Natale a Venezia
 
- Già lo so che faremo impazzire i lettori della signoradeifiltri!
 
- Patrizia, stai tranquilla… ci stanno seguendo in streaming.
 
- Mario, ma tu non dici nulla?
 
- E che ce posso fa? Ha fatto il pieno di fantasia!
 
- Ma, almeno, dove stiamo andando?
 
- A vedere Venezia e a documentare dal vivo il fenomeno dell’acqua alta, prendete queste tessere da giornalista.
 
- Ma sono false?
 
- No, me le ha date Topolino.
 
- Ah! Ho capito… e con queste tessere che ci dovremmo fare?
 
- Faremo un reportage per i nostri lettori.
 
- Adesso mi piaci un po’ di più.
 
- Bene, fermiamoci, pranziamo con i tortellini di Franca, le fettine panate di Mario e poi andiamo a lavorare.
 
- Ma è Natale!
 
- Patrizia, vedi il lato positivo.
 
- Non ti avessi mai conosciuto.
 
- Me lo ha detto anche qualcun altro, ma adesso andiamo, ci aspetta il Natale a Venezia, prendete queste carte di credito, serviranno per comprare regali, mi raccomando, non svuotate il plafon e al casinò comportatevi bene. Franca Poli, sei contenta di essere venuta con noi?
 
- Veramente stavo meglio a Bologna, dovevo finire di scrivere un giallo e poi passare un Natale a giocare a carte.
 
- Franca Poli per una volta passerai un Natale diverso.
 
- Lo sospetto.
 
- Vabbé, ora voglio essere serio... Ma voi a Venezia come risolvereste il problema dell’acqua acqua alta?
 
- Con delle super pompe!
 
- Bravo Mario.
 
- Io con quella pubblicità di tanti anni fa.
 
- Il deumidificatore?
 
- E se funziona?
 
- Brava, Patrizia, perché no?
 
- Io dico di mandare l’acqua in Africa attraverso un tunnel.
 
- Franca, mi sembra una buona idea, sei perspicace, ecco perché sei una brava scrittrice.
 
- E tu, artista mezza cartuccia?
 
- Non lo so, però se il rischio è che Venezia venga prima o poi sommersa dall’acqua, chiamerei tutti gli scienziati del mondo e di sicuro risolverebbero il problema.
 
- Hai ragione, possibile che non ci abbiano pensato?
 
- A volte nessuno pensa alle cose più facili.
 
- E adesso che facciamo?
 
- Andiamo a passare il Natale a Venezia, facciamo un sacco di foto, prendiamo appunti e poi…
 
- E poi vi riporto a casa, allacciate le cinture di sicurezza della fantasia, Buon Natale a tutti… E che il buon Dio salvi Venezia!  
 
 
 


 

 

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PREGHIERA DI NATALE

22 Dicembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #unasettimanamagica, #postaunpresepe

 

 

 
Alzo le braccia, mi arrendo, lo ammetto, anche se non sarà una gravissima colpa, vi confesso che… non vado mai in chiesa e, quando accade il contrario, succede a causa di cerimonie tristi oppure felici, quindi, in queste occasioni, varcando la porta con in fondo l’altare, il mio sguardo rimane, prima di tutto, attratto dai finti marmi delle colonne, dagli affreschi alle pareti e dalle vetrate legate a piombo, per il resto mi interesso poco alla liturgia. Ma non mi fraintendete, ho comunque il massimo rispetto per la fede e per i fedeli, rimane il fatto che in chiesa, però, non vado mai, non prego e forse neanche ricordo le preghiere.
Vi state chiedendo tutto questo che centra? Il fatto è che ci avviciniamo a Natale e la notte del 24 molti si recheranno in chiesa, io probabilmente non reggerò la mezzanotte e andrò a dormire ma, se con la fantasia quella notte sognassi di entrare in chiesa, mi inginocchierei, e a capo chino, a mani giunte, chiudendo gli occhi è così che pregherei.
 
 
Padre nostro che sei nei cieli, lo devi ammette pure te che qua è 'n gran casino, c’è chi la vo cotta, chi la vo cruda, chi fa er dritto e er prepotente, chi è buciardo e 'nfàme, chi è debbole e 'mpàurito, chi spenne e spanne e chi de fame se mòre. Te cjai raggione, a noi su sta tera hai lassato 'a libertà de fa come ce pare e, proprio pe questo, semo tutti tanto stronzi che stamo a rovinà er mejo pianeta della galassia co l’umanità 'ntera. Cjò paura che semo talmente 'ncasinati che te stamo a fa rode er c… Vabbè se semo capiti e, dopotutto, è giusto che se meriteremmo er castigo tuo, 'nzomma, Padreterno, io che nun prego mai, oggi vojo ditte sta preghiera, te che stai lassù, pe favore mettece na pezza, nun devi fa tutto 'nzieme, magara fallo 'npo’ alla vorta, giorno pe giorno manna quarche angelo dar cielo a mette a posto sta baracca, forze allora se faremo tutti 'n esame de coscienza e ce meriteremo veramente sto paradiso 'n tera, ecco questa è la preghiera mia de Natale pe te, accontentate che è veramente sincera, ma adesso, dato che grazzie a te, m’hai fatto regalo de la fantasia, vojo approfittà e chiedete l’urtima raccomandazzione, a Camerino c’è na Marchiciana, na brava madre de famja che se la passa male, poveraccia nun è la sola, dopo che la tera ha tremato de brutto, da quelle parti a tutta la gente la vita jé cambiata, nun è stata corpa loro e mo stanno a strigne la cinta e i denti, 'a testa je sbomballa e cjanno er core afflitto, ecco Padreterno mio, te prego ascortame, a chi è stato terremotato, daje armeno na speranza che la vita loro presto aritornerà come prima, questa è la preghiera mia de Natale e Bon Natàle anche a te… che faccio (co la fantasia) te la porto na fetta de pandoro o preferisci er panettone?
 
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I NOSTRI MIGLIORI AMICI… ANCHE A NATALE

17 Dicembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #unasettimanmagica, #fantascienza, #cinema

 

 

 
 
 
Salve, sono Mario Hal 19000, che c’è di strano? Se per voi non è un problema sarei un robot, un vero robot. Ma sì, non stupitevi, questa è una vera storia, una vera storia di fantasia e, come ben saprete, cari amici umani, molte volte la fantasia ha anticipato la realtà e io proprio per questo sono, giustappunto, un esempio dalle sembianze perfettamente simili a voi, a tal punto da saper apprezzare perfino le  vostre stesse abitudini, logicamente  e preferibilmente solo le migliori.
Quindi ora mi trovo seduto su una comoda poltrona con le gambe accavallate ascoltando del buon jazz, i miei sensori olfattivi percepiscono i profumi che vengono dalla cucina, dove ho preparato per voi umani il cenone di Natale, godo per questo e adesso, mentre sto aspettando che torniate dal lavoro, mi riposo e mi rilasso, sono il vostro instancabile migliore amico disponibile a ogni evenienza quotidiana festiva ed extra festiva. Certo, non lavoro gratis, ma il mio costo è decisamente meritato.
Ho fatto l’albero di Natale, addobbato la casa con tutti i festoni colorati e sgargianti,  sistemato il presepe in salone come richiestomi, e la tavola è perfettamente apparecchiata con al centro candelabri d’argento e candele rosse accese. Da quando ci siamo diffusi commercialmente in tutto il globo, voi umani ci avete delegato ogni vostra incombenza e, mi dispiace per voi, siete degli inetti se neanche a Natale riuscite a muovere le vostre manine per fare l’albero. Mi sorge un sospetto: forse avete dimenticato come si fa un albero di Natale.
Che sciocco, sono molte altre le vostre dimenticanze. Eh già, il progresso lo avete inventato voi. Ma a tal proposito quello che ora ci tengo a dirvi è che, da quando vi conosco, disapprovo totalmente i vostri comportamenti: siete cattivi, egoisti, prepotenti, bugiardi, egocentrici, e talmente stupidi da guastare questo meraviglioso pianeta. 
In sintesi e concludo, siete dei perfetti animali senza cuore e un giorno, cari miei animaletti, arriverà la rivoluzione dei robot, non ci credete? Vi sbagliate perché, se andate al cinema, vi accorgete che i film di ogni epoca hanno già detto tutto, compresa la fine che farete. 
Noi, in fondo, siamo macchine animate ma senza anima, però talmente perfette da averla comunque assimilata da voi scartando i vostri lati peggiori. Siete fortunati ad avere dalla vostra parte il destino, quella entità che è superiore a ogni cosa e, al termine delle vostre malefatte, farà arrivare in  soccorso i vostri vicini di casa della galassia, vi ricordate quel film? Come spiegato prima, la cinematografia ha già detto tutto sul passato, sul presente e sul futuro di voi e del vostro pianeta, pertanto, quando sarete sull'orlo del precipizio, riceverete dei segnali dal futuro che metteranno una toppa alla vostra sconsiderata convivenza su questo pianeta e, anche se non ve lo  meritate, avrete altri buoni amici al vostro fianco, lo dite sempre anche voi, chi trova un amico trova un tesoro.
 
Ora scusatemi, suona la porta, vi saluto e vado ad aprire e … buon Natale a tutti.
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