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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

arte

Arte Cosmodromica

10 Agosto 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte

 

 

 
 
 
Amici lettori del blog che è buono come un gelato alla fragola e limone, sono tornato a parlarvi di arte. Tempo fa vi avevo proposto una mia nuova forma espressiva artistica. Lo ammetto: in quella occasione avevo un po’ gigioneggiato. Che vita sarebbe senza Topo Gigio? Una vita spenta, senza un sorriso, senza allegria. Così vi presentai l’arte cosmodromica in una versione, diciamo, comica e astratta.
Pertanto ora eccomi qua a parlarvi di arte in maniera più seria, più convinta, più chiara ma non leziosa. Vorrei arrivare alle vostre menti e ai vostri cuori, quindi vi presento la “Cosmodromic art”, in inglese suona meglio non trovate? Però non affaticatevi a cercarla su libri o cataloghi, macchè, neanche su uichipedia c'è. Insomma, non la troverete da nessuna parte perché non esiste e ora vi spiego di che si tratta ma prima voglio presentarmi. 
Per chi non mi conosce e apre questo fantastico blog per la prima volta, sono Walter Festuccia, in arte Walter Fest, le mie modalità espressive  sono due, la pittura e la scrittura. Dipingo astratto e scrivo il più delle volte demenzial pazzo, realizzo pure belle foto ma questa è un'altra storia. 
Ritorniamo alla Cosmodromic art, in sintesi l'arte cosmodromica è arte che non ha nessun significato. Voglio farvi un esempio, prendete una qualsiasi opera di arte moderna, a prima vista non la capirete ma sia l'artista che l'ha realizzata, sia i critici, gli storici e tutti quelli che hanno le mani in pasta nel mondo della cultura ne sanno dare una spiegazione. Io, invece, ho saltato tutto il sistema, praticamente le opere che realizzo a mano, e che definisco cosmodromiche, non hanno nulla da far capire, l'osservatore le guarderà senza scervellarsi di  alcunché.
Al momento della realizzazione, in maniera quasi ipnotica, e guidato da onde sonore sul ritmo di una musica invisibile, sono consapevole che non voglio assolutamente rappresentare o dire qualcosa che abbia un senso, una logica, una spiegazione, un messaggio, un significato, no, nulla di tutto ciò. Io prendo colori, matite, pennelli, materiale di riciclo, rappresentando cose a caso. In un astrattismo informale, senza nessuna aspettativa, esprimo un linguaggio che non necessita di conoscenza.
Inoltre, ecco uno dei punti cardine, la musica, musica, musica, musica. Avete presente un brano musicale strumentale? Non sentite le parole, eppure il sound vi fa vibrare, vi fa sognare oppure battere i piedi a tempo, trasportandovi in un'altra dimensione. Un brano musicale strumentale, pur senza parole, vi prende il corpo e l’anima tutta. Bene, l’arte cosmodromica è così, non significa nulla però, come la musica, vi farà sentire bene e la capirete anche senza aver sentito una parola.
Ogni mia opera cosmodromica non ha titolo, ha solo una numerazione che ne contraddistingue l'anno di esecuzione. Chi è di fronte ad un'opera cosmodromica deve solo lasciarsi attrarre dalle forme, dai colori e provare piacere nel vederle. Ma c'è un ma, detto così sembra assurdo, eppure l'arte cosmodromica ha una logica, rappresentata in un'immagine che deve essere assolutamente equilibrata e armoniosa, equilibrio fra le forme, armonia nell'intonazione dei colori, vibrazione cromatica, energia che scaturisce. E' tutto quello che rende un'opera cosmodromica bella e interessante, ma sopratutto è arte per tutti, per cui non necessita di nessun background personale, è un'azione rivoluzionaria per la quale chiunque, anche senza aver dimestichezza con l'arte, può osservare un'opera cosmodromica e provare piacere e belle sensazioni emozionali. Ripeto: senza doversi chiedere il significato di una certa opera. No, in un'opera cosmodromica non vi è nessun significato, bisogna guardarla e godere, lascerò a voi spettatori il gusto dell'interpretazione, ognuno di voi potrà leggere un'opera cosmodromica a seconda della propria fantasia e personalità, stop, facile no?
Ci rivediamo sempre in questo blog a parlare di arte e sarà sempre un piacere farlo insieme a voi.
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Giorgio Diddi, beneficienza a favore di Kepos

31 Luglio 2022 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #eventi, #arte

 

 

 

 

Kepos Onlus, Gruppo Diddi e la casa d'aste Farsettiarte: tre mondi apparentemente distanti che si incontrano per realizzare insieme un evento benefico, l'Asta in favore di Kepos Onlus. L'appuntamento è  stato il 13 luglio alle 19.30 al Gruppo Diddi, in via E. Strobino 50/52.

Grande successo: 14.000 euro raccolti!

45 opere realizzate dai ragazzi della Kepos Onlus e battute all'asta alla presenza del sindaco di Prato Matteo Biffoni, dalla prestigiosa e nota casa d'aste pratese Farsettiarte.

Il ricavato permetterà ai ragazzi di Kepos di tornare al mare insieme, dopo due anni di pandemia: un soggiorno importante per loro! Inoltre la somma di denaro raccolta andrà a sostenere il progetto "Evoluzione Kepos. Nuovi spazi per la disabilità, e non solo" che, cercando di rispondere all'esigenza di supportare altri ragazzi con disabilità, mira ad ampliare il nuovo centro Kepos, ora in fase di realizzazione.  

L'idea dell'asta nasce da un gruppo di imprenditori, Giorgio Diddi, Matteo Pierozzi e Matteo Pocchi, amici da anni, insieme a Flavio Hu, rappresentante dell'Associazione Giovani Imprenditori Cinesi in Europa che, unendo le proprie risorse e professionalità, hanno deciso di creare valore in un momento critico per la società tutta e in particolare per quella industriale, commerciale e produttiva.

Fotografo dell’evento Stefano Nannucci.

 

 

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Marco Antonio Sergi, "Disgregazioni"

8 Giugno 2022 , Scritto da Rita Bompadre Con tag #rita bompadre, #recensioni, #poesia, #vignette e illustrazioni, #arte

 

 

 

 

Disgregazioni di Marco Antonio Sergi (Quaderni d'arte - Eretica Edizioni, 2021 pp. 104 € 16.00), con i disegni di Simone Capriotti, è un'opera originale che dimostra come il sodalizio artistico e poetico sia in grado di rafforzare tra le pagine i contenuti della dimensione estetica, il significato della forma d'arte. L'unione dei due codici espressivi illustra la corrispondenza esistenziale nel senso di vuoto e di smarrimento, il segno rapido e disorientante dell'assenza, indica il percorso intimista dell'inquietudine. Il poeta indaga oltre l'estremità instabile dell'anima, scruta il mistero interiore nell'inconfessato e profondo dolore, ricerca l'enigma velato degli occhi, nell'inquadratura tormentata dei volti, dipinti accanto ai versi. Comunica con immediata intensità il sentimento degli incubi persistenti, frammentati nella cavità emotiva. I versi mantengono una definita, nitida consacrazione alla autobiografia del vissuto, nell'indistinto crocevia della superficie intima e spaventata, arricchita dalle sensazioni insistenti dei ricordi, dalle sfumature della malinconia. Estendono una realtà aumentata dalla percezione sensoriale dell'oscurità rarefatta dei sentimenti, delle piccole morti quotidiane e delle conseguenze incoraggianti di ogni rinascita. Marco Antonio Sergi disgrega la propria identità attraverso l'esperienza sensibile dell'amore, accompagna la consapevolezza delle proprie variazioni poetiche nella rappresentazione delle illusioni, delle indecifrabili sconfitte. Affronta la propria irrequietezza, conosce il disordine vertiginoso dei pensieri, identifica il disturbo dell'intelletto con l'incoerenza e il disadattamento degli atteggiamenti dell'uomo. Scioglie il riferimento essenziale dell'ostilità con la comprensione della realtà transitoria degli avvenimenti, descrive la sensazione di distacco e di estraneità, riconosce la conflittualità e il deterioramento dell'equilibrio umano. La poesia di Marco Antonio Sergi consuma l'integrità dell'io, scompone l'ipnotica riflessione in reliquia imperturbabile del tempo, risolleva l'intesa complice tra parola e visione. La personificazione dei volti di Simone Capriotti, inseriti tra le poesie, è simbolo incarnato di solitudine, d'isolamento. È emblema di un anonimato oscuro e minaccioso, segnato da smaniosa sofferenza, indizio di una sospensione vitale, riflesso di alterazione. L'autenticità della poesia rivela la marcata discontinuità della maturità, trasformata dal limite sommerso  e inafferrabile dello svolgimento cognitivo degli eventi, la libertà crudele e coraggiosa degli errori. Disgregazioni anestetizza le emozioni, distingue il malessere dallo stupore, risveglia il contatto impressionante del passato, mantiene la sostanza dell'assenza nel presente. La fluida connessione spirituale e carnale dei versi disgiunge l'essenza della dispersione, il peso del cedimento, ma dimostra come la saggia osservazione di ogni fine sia un modo per riacquistare l'inizio e ritrovare se stessi.

Rita Bompadre - Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

SCACCO AL RE

 

Tengo il coltello piantato lì sotto

lo so non si addice

ma è così bello guardare il volto di lui

con occhi rapaci, e sua è la pace

ovattata, di chi sta per pagare lo scotto

in un gioco a un solo finale.

 

CALANTE

 

Rimane a lungo nell'aria

la nota sfiatata di sax

rugginosa e pressante

fino alla fine del fiato

il petto contratto.

Risuona il sospiro

quel vecchio cancello

ancora violato.

 

SFUGGENTE

 

Come un'idea

perfetta

senza confini

senza definizione

senza paragone

 

Sei

 

Come ogni idea

nata da me

illusione.

 

 

CUORE NERO

 

Mi sono punto

d'inferno

di un veleno

che non comprendo

mentre mi scioglie

le budella come

morto a scroccasole.

 

Mi sono reso infermo

di nuovo

questo male

odio e amore

lo stringo

mano di vecchio amico

da riscoprire.

 

IL MOSTRO

 

Sotto il letto

non c'è bestia

che tenga testa

 

Sotto il sottotetto

non c'è sgorbio

davvero brutto

 

Sotto il sottobosco

non trovo occhi

maligni di folletto

 

Il terrore tutto

sta nascosto nel finale

di uno scritto

che ora è fuori

che ora è tale e quale

al reale.

 

RAFFICHE

 

Come sotto una raffica

di mitra

veloce, che sferza la carne

 

come in balia di tempeste

di sabbia,

che bucano la tenda di notte,

 

Io sono. Solo sotto questa pioggia

ritrovo

la forza di muovere i passi.

 

 

SPECCHIO SPECCHIO

 

Immersi

e come l'universo

immensi

a fuggir da sé stessi

 

 

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Manifesto della nuova arte moderna cosmodromica

16 Maggio 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte

 

 

 

 

Nel panorama dell’arte universale era mancante uno "stèreotropico" che avvicinasse l’osservatore al piacere di analizzare con analisi cosmica l’immagine dell’arte condivisa. L’arte è un qualcosa che avvicina le aspettative al criterio di illuminare la percezione sensitiva; se ne sentiva il bisogno come tutti abbiamo bisogno dell’aria che respiriamo, un ritmo soft e melodico che, attraverso il colore diffuso - lasciando emergere l’anima controversa in un abbraccio cosmico - riflette come uno specchio sintetico. Il visitatore, l’osservatore di un'opera artistica, ha bisogno di sentirsi attratto da un'energia profonda che attiri il magnetismo intrinseco e, appunto, "stèreotropico". Gli artisti possiedono la capacità magnetica di respingere l’imbarco di forze imperfette per realizzare arte dall'animo impermeabile, con l’apertura verso orizzonti sconfinati che travalicano le mete dell’immaginario storto, ed è così che nasce l’arte moderna cosmodromica, un movimento perpetuo e ottimistico sul versante che non pone limiti adiacenti, ma bensì dissipa colore energetico e vitale. Ed è così che nasce l’arte per tutti e non per pochi, quei pochi che si invadono, tutti per tutti, infine, che al rimirare dell’arte si sollazzano. L’arte moderna cosmodromica non ha contaminazioni ma contiene i presupposti per un'alienazione criptica per la quale ognuno, che sia competente o dispari, possa godere di tutta la sostanza sostantiva di questa nuova forma espressiva senza orpelli o questioni mistiche.

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Il mostroquindici

25 Aprile 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #eventi, #fotografia

 

 

 

 

Amici lettori, la primavera è inoltrata e l’arte, che in letargo non va mai, è presente per voi alla TAG con un'interessante mostra fotografica di gente veramente speciale, “il mostro#15”.

Una serie di opere d’arte fotografiche selezionate e allestite presso la Tevere Art Gallery di Roma, in via di Santa Passera, 25. Che altro vi dirò? Beh! Venite a vederla, e per chi ancora non la conosce, tranquilli, non abbiate paura dei mostri, anzi i "mostri della fotografia" saranno lieti di vedervi felici e contenti. Godrete della bellezza di una serie di foto in b/n e colore che vi coinvolgeranno in scene di vita passata, presente e futura, lasciando viaggiare la vostra fantasia. Attraverso gli scatti fotografici strapperanno sorrisi e motivi per riflettere, questo è il compito dei mostri. Artisti che si sentono e sono “mostri dentro”: due occhi, un'anima, un cuore, dita con una camera in mano. Come da una calamita vengono attratti da un immagine e in quel momento diventano “mostri”.

Bene, ora, anche se dovrei, non vi citerò i nomi degli artisti scelti per questa occasione, la quindicesima, che si sono voluti mettere in gioco. Oh! Sì! Esporranno il proprio talento per dimostrare di essere artisti autentici, l’elenco è lungo ma voi potrete scoprirli e abbracciarli a Roma alla TAG di Via di Santa Passera. Tributate loro il giusto merito e ne uscirete migliori ed emozionati. Il percorso dei mostri va sempre avanti e questa edizione è parte di un progetto che, di volta in volta, diventa sempre più bello e ambizioso.

Amici lettori, ci rivediamo alla prossima uscita artistica e sarà sempre un piacere farlo insieme a voi.

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"I magici lidi della bella Circe" di Silvana Troisi

27 Marzo 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #eventi

 

 

 

 

Da Sabato 26 Marzo al 6 Aprile 2022, presso la Ikigai art gallery di Roma diretta da Alessia Ferraro, entra in scena l’arte di Silvana Troisi. 

Uno scricciolo di artista, dagli occhi brillanti e dal pennello soffice come una piuma, mostrerà la sua visione di luoghi magici, con colori pastello tenui e delicati come la brezza marina che profuma di poesia. Silvana, con grande amore, ha dipinto e rappresentato  il Circeo e Sabaudia, luoghi storici e affascinanti al centro del Mar Tirreno. Sapete una cosa? Adesso, con la mia fantasia voglio immaginare una navicella che dallo spazio scende proprio sulla spiaggia di Sabaudia dipinta da Silvana Troisi. Ne escono due marziani che si trasformano in due umani come in Man in black. Si mettono in costume da bagno, prendono ombrellone e  sdraio, vanno a farsi il bagno, tranquillamente godono della bellezza del posto, poi  guardano l’orizzonte e sospirano, guardano il monte della maga Circe e sognano, bevono un buon caffè e ridono. Alla fine dicono: “Minchia, ma noi questa roba qua in giro per il cosmo mica ce l’abbiamo!”.

 Questo è ciò che ha dipinto ad arte Silvana Troisi. Se potete, venitela a vedere…

Volete sapere dei due marziani? Ve lo dico alla prossima mostra. Cari amici lettori del blog più stellare che ci sia, è bello parlare di arte con voi, ci rivediamo in giro per il blog signoradeifiltri e sarà sempre un piacere.

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“RADICI”,  una mostra d’arte per schiarire il tempo oscuro

11 Marzo 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte

 

 

 
 
 
Un giorno prima della mostra ad Alessia, la curatrice e gallerista, ho espresso una mia riflessione sullo stato attuale delle cose. Non ero dubbioso, impaurito oppure incerto ma, dopo due anni di emergenza sanitaria ancora insoluta, unita al dramma della guerra in corso, non potevo fare a meno di pensare che al momento ogni evento culturale, sportivo, o di semplice intrattenimento, poteva subire un condizionamento. Alessia mi ha risposto, con serena convinzione, che la vita continua e che la gente ha bisogno di vivere le cose che la fanno stare bene. La passione ci fa sorridere anche se ci sarebbe da piangere e l’arte ha il compito di colorare sempre la nostra esistenza nei momenti più bui.
Sabato 5 Marzo 2022 Alessia Ferraro ha aperto la sua Ikigai art gallery per la mostra “Radici”, e devo ammettere che aveva ragione, non ho potuto dirglielo prima e così lo faccio ora. Insieme a lei, e grazie a lei, hanno esposto Antonio, Emanuele, Giovanni, Marcello, Walter. Mi piace non chiamarli per cognome per una sorta di amichevole fratellanza artistica.
Il tema  della mostra è “Radici” e ognuno di loro ha mostrato le proprie. Tutti artisti nati.
Giovanni: un ragazzino di circa ottant'anni che non sa se fa le cornici per dipingere oppure se dipinge per poi fare le cornici, un vero artista a tutto tondo che ha esposto “Scopello e le sue meraviglie”. Una manualità fantasiosa per il piacere di comunicare il bello.
Emanuele: dal ciuffo ribelle e dal sorriso elegante, lavora la stoffa, la tocca, la accarezza, la modella, la rende viva con l’aggiunta di parti in metallo o altro, ispirandosi al suo sogno interiore. Lui sogna le forme, le vede a occhi aperti e poi costruisce l’opera, predilige il nero, che non significa il nulla ma il principio della luce.
Marcello: disegna a matita come se ballasse con il sottofondo di una musica melodica, ma è la potenza del colore pennellato con un energia straordinaria che lo fa tuffare nelle proprie forme. L’osservatore delle sue opere vorrebbe toccare quel colore con le mani e assaporare la materia. Che sia questo il desiderio di Marcello? Glielo chiederò la prossima volta.
Antonio: viene da Torino, il suo amore per l'arte sfiora la perfezione, il suo iperrealismo è poetico, la sua tecnica è pulita, raffinata ed emozionante allo stesso tempo; tutti gli iperrealisti hanno quel dono di natura, quella mano ferma che li rende unici, quella concentrazione che potremmo scambiare per ossessione. Gente apparentemente calma ma con un'energia dirompente.
Walter: è un artista per natura, un artigiano per tradizione. Queste sono le sue radici, il suo background, un percorso mai statico basato su lavoro fatto a mano con passione.
Alessia Ferraro aveva ragione, alla mostra ho visto tanti giovani visitatori che esprimevano gioia e serenità. Con alcuni di loro mi sono piacevolmente intrattenuto, i loro occhi brillavano di curiosità e di bella spontaneità. Il futuro è dalla parte loro, l’arte può rendere il loro percorso di vita armonico e positivo.
La mostra “Radici” alla Ikigai art gallery in Via Sirte, 39 in Roma, si è aperta il 5 e terminerà il 15 marzo ’22.
Gli artisti hanno esposto le proprie radici ed è quello che fanno sempre, per loro è naturale, ma questa volta avevano un motivo in più per colorare questo periodo storico: esprimendo un linguaggio universale confermano che è la bellezza che salverà il mondo.
Amici lettori, ci rivediamo alla prossima iniziativa artistica e sarà sempre un piacere.
“RADICI”,  una mostra d’arte per schiarire il tempo oscuro
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Polonia Suwalki

3 Gennaio 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #sport, #racconto, #vignette e illustrazioni

Polonia Suwalki

 

Amici lettori, eccoci catapultati nel nuovo anno, come sarà questo 2022? Lo ignoro, ma sono ottimista e spero diventi migliore dei precedenti. Pertanto a voi, che ci seguite fedeli e appassionati, facciamo il nostro fervido e sincero augurio di buon anno. Vada come vada, noi cercheremo di impegnarci perché sia buono davvero.

Molto bene, sicuramente ricorderete che tempo fa vi parlai di un progetto artistico riguardante il mondo del football. Ebbene, dovete sapere che a Suwalki, una cittadina della Polonia, in un quartiere imprecisato, c'è una strada chiusa. Sul muro di fondo la porta del calcio è stata dipinta con vernice bianca. I ragazzi hanno scelto questo spazio per giocare perché ai lati ci sono solo alcuni box o botteghe e quindi la palla non può uscire in strada rotolando tra le automobili. Ha nevicato, il terreno potrebbe essere scivoloso ma per questo sarà  più divertente. Il muro è alto e qualcuno ha disegnato delle scritte sulla parete grezza, magari per farlo sembrare un vero stadio. Con la vostra fantasia non vedete i giocatori? Giocatori di calcio? Sì, perché a breve è qui che si svolgerà una partita fra due squadre speciali. Io e Mario il fantasma racconteremo la cronaca dell’incontro. Mario? Un fantasma? Per chi non mi conosce, quando scrivo tutto può succedere…

- Walter, sono pronte le squadre che ti ho procurato, non ti preoccupare, si gioca per divertimento, ma più tardi possiamo avere altro cioccolato?

- Ehi Mario, ma non ti farà male?

- Abbiamo tanto bisogno di ridere, e poi a noi fantasmi il cioccolato aggrada molto.

- Penso di non poter raccontare tutto questo in giro.

- Oh sì, certo che puoi. Allora andiamo?

E così, io e Mario abbiamo portato in Polonia una squadra di fantasmi. Sul campo di calcio improvvisato che ho dipinto, se la vedranno con dei ragazzini del posto.

Ha nevicato ma il campo  fortunatamente è praticabile. Ben schierati da una parte i ragazzini polacchi, con le guance rosse, i calzoni corti e la faccia sfrontata di chi non vuole perdere, di fronte gli avversari, una squadra di fantasmi amici di Mario, alcuni anzianotti, altri un po' meno. Va detto che è davvero una squadra di pivelli alla "viva il parroco" ma vogliono divertirsi e, in fondo, non ci stanno a perdere neanche loro. Ce la metteranno tutta per fare bella figura.

- Ok ragazzi, mettiamo la palla al centro e iniziamo a giocare, al termine cioccolata calda per tutti.

- Ehi Walter, vuoi fare l'arbitro?

- Non ci penso proprio! Mica avete bisogno di un arbitro. E poi voglio godermi la partita!

La partita è iniziata, le due squadre si affrontano come se stessero giocando la finale di coppa del mondo, sonore risate si mescolano agli incitamenti a passare la palla, fiocca anche qualche parolaccia per un passaggio sbagliato o per un duro colpo ricevuto. Tutti corrono  spensierati a perdifiato con l'unico obiettivo di vincere e divertirsi, i ragazzi polacchi sono più forti ma i fantasmi se la cavano con qualche piccolo colpo di magia. Da una parte e dall'altra ci vorrebbe un pallottoliere, i gol non si contano più e la partita rimane in parità. 

Sembra una gara senza fine ma il gioco termina quando un ragazzino calcia la palla così in alto, ma così in alto, da raggiungere il cielo. Come per incanto, quel pallone rimbalza sulla luna che si accende e illumina tutte le stelle più belle. Il cielo pieno di stelle è bellissimo, davanti a questo spettacolo tutti si fermano a bocca aperta con il naso all'insù.

- Ehi Walter, abbiamo finito la partita, ci siamo divertiti un sacco, ora puoi portarci del cioccolato, sbrigati che abbiamo bisogno di dolcezza!

- Certo, sto arrivando... Non vuoi il tè caldo prima?

- No, per favore, solo cioccolato e... anche un sacco di biscotti, sbrigati che abbiamo fame!

Amici lettori, ora c'è un problema, per favore non spifferate l’inghippo: mentre guardavo la partita ho sgargarozzato tutta la cioccolata da solo, qualcuno di voi può aiutarmi?

-Ehi, ragazzi sul campo di calcio, tranquilli, ho ordinato la cioccolata per telefono, via mail, via megafono, via telefax, insomma, tranquilli, sta arrivando.

Cari lettori, che disattenzione! E adesso? Ho molta fantasia ma come posso risolvere la questione? Idea!  Chiamo la Befana, ci penserà lei a portare la cioccolata, va tutto bene quel che finisce bene, lasciamo i ragazzi su quel campo di calcio improvvisato in Polonia e speriamo che la vecchina si sbrighi a portare il cioccolato e non dimentichi i biscotti. Io e Mario andiamo a preparare la prossima partita, vi porteremo in Irlanda del Nord, amici lettori, ancora buon 2022: passarlo insieme a voi sarà sempre un piacere.

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CORRELATIVI OGGETTIVI/URBANARRATIO STEFANO SCARAPAZZI/VALERIO SCARAPAZZI

15 Dicembre 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #arte, #pittura

 

 

 

 

Due interessanti mondi a confronto sono quelli presentati all’IkiGai Art Gallery durante il periodo natalizio. L’arte di Stefano e Valerio Scarapazzi, mostra come la creatività, pur attraversando la medesima linea di sangue, scorra libera, disegnando differenti personalità. Stefano adotta uno stile più intimo ed evocativo, fatto di correlazioni oggettuali, in cui la realtà è riprodotta lucida e razionale. Lo spazio è definito da linee ben progettate che ritraggono il quotidiano. La sua operazione creativa, ispirata dal celebre poeta Eugenio Montale, tende quasi a isolare dettagli degli oggetti che ci circondano, dando maggiore risalto, così, alla loro funzione. Proprio sottraendo, alla nostra vista, parte del contesto che solitamente li ospita, infatti, si evocano emozioni e sensazioni. La vena nostalgica, che permea le sue opere, conferisce quel romanticismo che si allaccia perfettamente all’arte di Valerio. Sono poetiche, infatti, le narrazioni urbane di quest’ultimo. Il pennello scorre vorticoso, il colore si frantuma, si trascina danzando sul foglio, fino quasi a polverizzarsi davanti ai nostri occhi, riprendendo ed esaltando la linea acquarellata del paesaggismo romano. L’interpolazione dell’elemento multimediale, invece, in questo delicato volteggiare, sorprende e dona estrema contemporaneità. Nelle opere di Valerio ciascun soggetto interpretato, che sia essere umano o scorcio cittadino, è una storia. Storie del tempo in cui viviamo, tra quotidiano e multimediale, tra concretezza e pixel. Sia Stefano sia Valerio, vogliono raccontare, con i loro linguaggi, una personale visione del mondo, in cui poesia e realtà si fondono insieme per instillare nello spettatore la speranza di plasmare la propria realtà con incantevole maneggevolezza. Un invito a prendere consapevolezza del mondo che ci circonda con innovativa delicatezza.

Alessia Ferraro

IkiGai Art Gallery Director

 

 

 

 

 

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Nassin Honayar: l'artista dalla forza espressiva oltre il destino

2 Dicembre 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #vignette e illustrazioni, #pittura

 

 


 
 
Amici lettori, c’è chi nasce pompiere, chi dottore, chi commesso in un negozio di scarpe, chi autista, chi maestro, chi prete, chi calciatore, ognuno di noi nasce già dotato di una predisposizione verso qualcosa, un talento innato che nessuno ha chiesto ma che ci viene donato dal destino, da qualche altra congiunzione astrale o semplicemente trasmesso dai geni dei nostri antenati.
Nassim è nata artista e vi garantisco che essere artista significa croce e delizia, privilegio e maledizione, essere artista è semplicemente essere se stessi, si è nati artisti e ciò basta, logicamente qualcuno artista lo diventa anche grazie al lavoro e alla forza di volontà ma in ogni caso essere artista a volte significa essere identificati come marziani, oppure come gente da tenere alla larga. Vi sembra strano? Eppure è così, in tutto il mondo può succedere che un artista, nato/nata tale, non possa esprimere il proprio linguaggio, un linguaggio universale, perché, amici lettori, l’arte è un vero messaggio universale che tutti, ad ogni latitudine, possiamo comprendere, ammirare, godere. La vita è bella e l’arte aggiunge colore e armonia alla bellezza del creato.
Nassim tutto questo lo sa, è il suo lavoro, il suo scopo, il suo motivo di essere al mondo. La sua mission è di fare arte nella maniera che straripa dalla sua mente e dal suo cuore, con una forza espressiva che va oltre il destino. Le sue opere sono raffinate, equilibrate, i colori soft oppure strong, ho visto un rosso forte col botto pieno di passione, ho visto disegni di piccolo formato dalla grafia semplice e delicata. Il fumetto è la sua fantasia e l’allegria la sua filosofia.
Nassim Honaryar in questo finale di 2021 ha esposto Morrigan, ospitata dalla Ikigai art gallery in Roma, diretta da Alessia Ferraro. Ventuno opere di arte trascinante, coinvolgente. 
Amici lettori, questa artista sa andare oltre il destino e nessuno la fermerà, chi può fermare la fantasia? Nessuno al mondo e questo Nassim Honaryar lo sa, è la sua forza, è nata per questo.
Amici lettori, ci rivediamo al prossimo evento artistico e sarà sempre un piacere.
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