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LUCCA ART FAIR

1 Maggio 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #arte


 

 

 

Lucca, Polo Fiere | Dal 5 all’8 maggio 2017

 

LUCCA ART FAIR

 

Conto alla rovescia per Lucca Art Fair

Ecco le gallerie partecipanti e le anticipazioni sul programma

 

Conto alla rovescia per Lucca Art Fair, la fiera d’arte contemporanea in programma al Polo Fiere di Lucca dal 5 all’8 maggio.

Molte le novità di questa seconda edizione che sempre più si configura come piattaforma d’aggiornamento essenziale per gli addetti ai lavori e vivace contenitore di eventi collaterali, incontri, laboratori, talks, premi, percorsi curatoriali e visite guidate per il grande pubblico.

«Quest’anno – spiega Paolo Batoni, direttore di Lucca Art Fair – abbiamo puntato su una maggiore progettualità. Lucca Art Fair 2017 si configura come un grande cantiere culturale in Toscana. Non solo una fiera ma anche un festival, un’esperienza, uno spazio vivo e dinamico per mettere in scena l’inaspettato dell’arte contemporanea».
 
SEZIONI. Saranno quattro le sezioni espositive che animeranno il Polo Fiere. Una Main Section - caratterizzata da gallerie storicizzate che proporranno uno stimolante connubio tra arte moderna, post bellica e contemporanea - sarà affiancata da altre zone che vedranno la collaborazione di Lorenzo Bruni nelle vesti di curatore. In particolare saranno presenti: una Temporary Art Zone costituita da gallerie d’arte contemporanea impegnate nella ricerca di linguaggi più innovativi e sperimentali, un’inedita sezione Letture Critiche, con gallerie che metteranno per la prima volta in dialogo alcuni dei loro artisti attraverso un progetto curatoriale studiato per l’occasione e una nuova area Overcoming Projects, dedicata a spazi no profit i cui progetti indagano i concetti di tempo e temporalità in dialogo con lo spazio pubblico.

VISITE GUIDATE | INCONTRI CON COLLEZIONISTI Occasione di scambio e avvicinamento al mondo del collezionismo saranno le visite guidate agli stand condotte dalla storica dell’arte Francesca Baboni. Appuntamento esclusivo sarà poi quello con Carte Blanche, il format ideato da Lorenzo Bruni che renderà protagonisti per un giorno Sergio Bertola e Francesco Taurisano, collezionisti del contemporaneo che si metteranno a disposizione del pubblico per rispondere a domande o curiosità e per guidare i visitatori attraverso un percorso libero basato sulla loro sensibilità.
 
EVENTI COLLATERALI. Oltre al nuovissimo Premio Lucca Art Fair rivolto agli artisti under 35 presentati dalle gallerie in fiera, attesissimo è l’appuntamento di sabato con l’Art N ight: un’apertura prolungata fino alle ore 23 che prevede un ricco programma di performance presentate dagli spazi no profit dell’Overcoming Project: beBOCSE Il TopoRAVE - East Village Artist Residency There is No Place Like Home.
Non mancheranno laboratori creativi gratuiti per bambini dedicati alla pop art, realizzati in collaborazione con la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti a cura di Federica Chezzi, Angela Partenza e Claudia Tognaccini.
Confermata inoltre la formula dei talks che proseguiranno l’indagine sul sistema dell’arte iniziata nella prima edizione della fiera. Sabato si parlerà di istituzione museale e pratica della didattica come mediazione culturale o promozione dei servizi in una tavola rotonda coordinata dalla storica dell'arte Giulia Gueci mentre domenica si svolgerà la tavola rotonda coordinata dalla curatrice e critica d’arte Alessandra Poggianti sul tema della sostenibilità degli spazi indipendenti.
Ad anticipare la fiera, dal 2 al 7 maggio, sarà inoltre Lucca IN/OFF, un contenitore di eventi culturali nel centro storico lucchese che avrà come punto d’incontro il Loggiato di Palazzo Pretorio in Piazza San Michele.

Tutte le attività (visite guidate, laboratori e incontri con collezionisti) necessitano di prenotazione a info@luccaartfair.it

Il programma è consultabile con dettagli e aggiornamenti su luccaartfair.it

 
Lista gallerie e realtà del contemporaneo presenti a Lucca Art Fair 2017:
 
Main Section:
A29 Project Room  Milano | Caserta, Allegrini Arte, Brescia, Antigallery, Mestre (VE),Armanda Gori Arte, Pietrasanta, Prato, Arteelite, Savona, Arte Giò Art, Lucca, Art Gallery La Luna, Borgo San Dalmazzo (CO), BFC, Genova, Bonioni Arte, Reggio Emilia,Casa D’arte San Lorenzo, San Miniato (PI), Chifari Art Gallery, Torino, Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Lucca, E3, Brescia, Engema, Nocera (SA), Fantasio e Joe, Lucca, Galerie Andrea Madesta, Regensburg (Germa nia), Galleria Bianconi, Milano, Galleria Colonna Arte Moderna e Contemporanea, Appiano Gentile (CO),Galleria Esse&erre, Roma, Galleria Lara e Rino  Costa, Alessandria, Gian Marco Casini Gallery, Livorno, Galleria Zena, Genova, Gattafame Art Gallery, Bernareggio (MB), Hipponion Arte Gallery, Piscopio (VV), Maloni Arte Contemporanea, San Benedetto del Toronto (AP), Morotti Arte Contemporanea, Varese, Prometeogallery by Ida Pisani, Lucca, Milano, Galleria Nozzoli, Empoli (FI), Tricromia, Roma,Vannucchi Arte Prato, Vecchiato Arte, Pietrasanta, Padova, Link Art, Miami (USA).
 
Temporary  Art  Zone:
ADD-art, Spoleto, Gallery Prototip, Be lgrado, MLB Gallery, Ferrara, Passaggi Arte Contemporanea, Pisa, Traffic Gallery, Bergamo, The Gahan Project, Gussola (CR).
 
Letture Critiche di Lorenzo Bruni:
Galleria Cardelli e Fontana, Sarzana (SP), Enrico Astuni, Bologna, Villa Contemporanea, Monza (MB), Frittelli Arte Contemporanea, Firenze.
 
Overcoming Projects:
BeBOCS, Catania, E Il Topo, Milano, RAVE - East Village Artist Residency, Udine,There Is No Place Like Home, Roma, Fondazione Baruchello, Roma, Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, Lucca, Base Progetti per L’Arte, Firenze.

 

Editoria:

EXIBARTEMMEBI ARTE E LIBRI, Milano, FONDAZIONE BARUCHELLO, Roma,FONDAZIONE CENTRO STUDI SULL’ARTE LICIA E CARLO LUDOVICO RAGGHIANTI, Lucca, PARALLELO 42, Pescara


 

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Mini-Giraglia: non solo una regata.

10 Aprile 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #sport, #arte

 

@fabioguidi

 

Mini-Giraglia: non solo una regata. Una sessantina di equipaggi arrivati dai porti della Toscana, della Liguria e del Lazio, un percorso di oltre quaranta miglia in un tratto marino tra i più suggestivi di tutto il Tirreno e la possibilità di scoprire una delle più belle e incontaminate isole del Mediterraneo.

Arrivata alla XV edizione, la Mini-Giraglia è diventata un appuntamento sempre più apprezzato dai velisti, che partecipano numerosi alla regata organizzata dalla Delegazione della Lega Navale Italiana di Capraia nel primo week end di maggio. Ma quest’anno la Mini-Giraglia, che avrà la sponsorizzazione di Castello di Gussago La Santissima Franciacorta, Vicenzi Biscotteria, Locman Orologi e Braccini Broker Assicurativo, avrà un significato e una rilevanza speciali. Per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione della L.N.I., il Comitato Organizzatore ha deciso di associare la regata a un evento che la radicasse ancora più saldamente alla realtà storica e culturale di Capraia e ha scelto di contribuire al restauro del complesso di S. Antonio.

Per la sua bellezza e la sua posizione sul promontorio che domina il porto, la Chiesa di Sant’Antonio rappresenta l’identità stessa di Capraia. Purtroppo, negli anni, la struttura è stata fortemente danneggiata e in particolare la splendida facciata barocca si trovava in uno stato di degrado tale da fare temere a breve un collasso della struttura. Proprio con l’obiettivo primario del restauro della facciata nel 2013 si è costituita l’Associazione Amici di S. Antonio, un gruppo di persone accomunate dall’amore per Capraia. L’associazione, che tra abitanti dell’isola e turisti ha già raggiunto oltre 150 iscritti, si impegna per salvare dal decadimento una chiesa che, insieme al convento, costituisce uno dei complessi di maggiore rilevanza artistica di tutto l’arcipelago toscano. Il primo importante risultato è stato raggiunto e oggi la facciata di S. Antonio, con il progetto di restauro dell’architetto Franco Maffeis supportato da un gruppo di professionisti, è stata riportata al suo antico splendore. A questo punto però, perché quanto fatto fino ad ora non vada perduto, è necessario continuare nell’opera di restauro e valorizzazione della Chiesa. Per questo la Lega Navale di Capraia con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale, l’aiuto della Pro Loco in collaborazione con l’Associazione Amici di S. Antonio, ha deciso di dedicare la XV° edizione della Mini-Giraglia, che si terrà dal 6 al 7 di maggio, alla Chiesa di S. Antonio.

Come già nelle edizioni precedenti, nel pomeriggio di venerdì è previsto l’arrivo di tutte le imbarcazioni; il sabato mattina partenza nelle acque antistanti il porto dell'isola con direzione Giraglia, lo scoglio posto all'estremo Nord della Corsica. Quindi inversione di rotta e traguardo sotto la Torre del Saracino di Capraia. Dopo il rientro di tutti gli equipaggi, avrà inizio una serata di particolare suggestione: è infatti nello spazio antistante la chiesa e il Complesso Monastico di S. Antonio che alla presenza delle Autorità verrà organizzata la premiazione, la consegna di premi e trofei offerti dagli sponsor e un’elegante cena a lume di candela, in cui una parte dei fondi raccolti sarà devoluta all’Associazione Amici di S. Antonio.

 

Foto di @fabioguidi

@fabioguidi

@fabioguidi

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Il mondo bizantino

12 Dicembre 2016 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #storia, #arte

 

L’impero romano era troppo grande per essere salvaguardato tutto. Per portare la capitale in un luogo più sicuro e più facile da difendere, l’imperatore Costantino decise di costruire una nuova città, al confine fra l’Europa e l’Asia, nel punto dove si congiungono il Mediterraneo e il Mar Nero. In suo onore la città fu chiamata Costantinopoli. Fu costruita sul luogo dove sorgeva un’altra piccola città chiamata Bisanzio, per questo Costantinopoli venne comunemente chiamata Bisanzio e i suoi abitanti Bizantini. Costantinopoli era facile da difendere perché protetta dal mare e dalle montagne.

A poco a poco, queste due parti dell’impero si staccarono completamente. Ognuna aveva un suo imperatore. L’Imperatore d’Oriente regnava a Costantinopoli, quello d’Occidente preferiva, alla poco difendibile Roma, la piccola Ravenna, che era stata fino ad allora una città affacciata sul mare e con un porto militare, circondata da paludi che la proteggevano dalle invasioni. Gli imperatori che vi abitarono la resero splendida di palazzi e chiese che ricordano lo stile di Costantinopoli, detto, appunto, bizantino.

L'arte bizantina si è sviluppata nell'arco di un millennio, tra il IV ed il XV secolo. Le caratteristiche più evidenti sono la religiosità, l’appiattimento e stilizzazione delle figure, volte a rendere un'astrazione soprannaturale. I corpi sono assolutamente bidimensionali e stereotipati, solo nei volti si nota uno sforzo verso il realismo, nonostante l'idealizzato ruolo spirituale sottolineato dalle aureole, dalla profusione d'oro nello sfondo, dalle maestose e ieratiche figure di santi e Cristi pantocratori. Non esiste prospettiva spaziale, tanto che i vari personaggi sono su un unico piano. Lo scopo principale è quello di descrivere le aspirazioni dell'uomo verso il divino.

Il mosaico ricoprì un'importanza fondamentale all'interno dell'arte bizantina, poiché l'utilizzo di tessere vitree policrome risultò essere uno strumento ideale per soddisfare le esigenze espressive. Uno degli elementi preminenti del mosaico bizantino fu la lirica della luce, attraverso la quale gli artisti proiettarono le loro immagini in una dimensione astratta, ancorandosi ad una realtà trascendente. Un capitolo di fondamentale importanza nell'ambito della pittura bizantina è costituito dalle icone.

Roma, intanto, era stata abbandonata dagli imperatori e dai ricchi signori, interi quartieri erano deserti. I monumenti cittadini subivano un inesorabile e irrimediabile degrado, tanto da alimentare già all’epoca il mito nostalgico dell'antichità classica.

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Nuova Pisorno

12 Ottobre 2016 , Scritto da Sergio Pietra Caprina Con tag #cinema, #arte, #pittura

Nuova Pisorno

NUOVA PISORNO è un "Social Production Show", un movimento artistico a cui qualsiasi forma di arte può aderire, un territorio da percorrere attraverso il cinema, il teatro, la scrittura, la pittura ed altre forme artistiche e culturali.

Il programma prevede l'organizzazione di laboratori, pranzi e cene culturali, festival, fiere, corsi, convention, vacanze, trekking culturali, feste, picnic culturali, presentazioni libri, mostre di pittura, direzioni artistiche, realizzazioni e programmazione di lungometraggi e cortometraggi, documentari, spot, promo, trailer e molto altro su proposta di chiunque.

Comunica a "Nuova Pisorno" i tuoi progetti e le tue performance, i tuoi video. Iscriviti al gruppo facebook gratuitamente, diffondilo, condividi le notizie, porta i tuoi amici e, per saperne di più, scrivi a nuovapisorno@sergiopietracaprina.it,

Anche solo parlarne è costruttivo e creare insieme non è difficile.

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Antitesi

11 Ottobre 2016 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #arte, #pittura

Antitesi

Antitesi

Mostra di arte contemporanea

8-16 ottobre 2016-10-09 Rocca dei Rettori

Benevento

Valdemeras Semeska Alessandro Rillo

Non sappiamo se l’arte sia espressione di ciò che si è o di ciò che si vorrebbe essere, comunicazione di ciò che si vorrebbe dire o il non detto, tra il mondo quale appare dall’esterno o il proprio mondo interiore. Non so se l’artista sia sempre consapevole del suo estro e se l’estro preceda la consapevolezza e quanto l’artista cerchi di seguire questo estro nella sua parte intuitiva o irrazionale oppure se cerchi di guidarlo, incanalarlo verso la comunicazione che sia la più chiara possibile. Se vi sia inoltre una connessione inscindibile tra intuizione e riflessione.

Probabilmente l’artista non è preoccupato di comunicare, atteso che l’arte, tutta l’arte, utilizzi canali comunicativi diversi dall’usuale, codici che non appartengono ai linguaggi comuni. E questa è la peculiarità dell’arte. In ogni caso allo spettatore è possibile intravedere, in base al proprio substrato culturale, emotivo, etico, intellettivo le linee entro cui si muove l’artista. Quando avviene questo connubio, capita quel miracolo per cui si dice che l’opera d’arte ha trovato il suo compimento. Altrimenti l’opera d’arte continua a viaggiare e continua a sollecitare altre risposte, altre attenzioni, altre conferme. Forse non si potrà mai arrivare a definire con certezza in cosa consiste un’opera d’arte, e cosa intende esprimere, tante sono le suggestioni, le evocazioni, le emozioni che traspaiono dalla tela dell’artista.

Pertanto diventa quanto mai arduo ma nello stesso tempo affascinante “leggere” una mostra che si presenta doppia e si intitola Antitesi.

Due Artisti, due tipologie narrative o descrittive diverse. Da una parte il concetto puro, astratto che pur ha bisogno della materia per esprimersi e che nella sua estrinsecazione privilegia una volta la materia più grezza, il cemento con le sue striature, graffiature, dall’altra il vetroresina dalla superficie liscia e dai colori che ricoprono quasi quelli dell’iride intero. Nell’altro abbiamo il tratto forte della pennellata ampia che si esprime sia nei colori chiari degli algidi paesaggi nordici ma talora con colori più mediterranei, pur mancando ad essi la luce del fulgore e della solarità mediterranea.

Nei quadri di Rillo notiamo lo snodarsi di un percorso che è sicuramente concettuale, apparentemente nascosto. Chissà se sia possibile realizzare il compromesso tra ciò che egli ha voluto comunicare e ciò che percepisce il fruitore dell’opera. In un certo senso questo compromesso può essere facile, perché pur nella concettualità l’Artista non può fare a meno di servirsi della fisicità della materia, del colore. Che sono poi dei sussidi per chi voglia capire.

Sicuramente c’è il passaggio da uno stato d’animo all’altro, da un concetto all’altro.

Sicuramente abbiamo il passaggio dallo stato cupo forse del dolore, della sofferenza, della disperazione, della insolubilità dei problemi nelle sfumature del grigio e del nero al chiaro in tutte le sfumature, al giallo, al rosso, al roseo, al bianco, segno del superamento di tutte le contraddizioni. Possibile anche che il percorso porti al vuoto dell’assenza di colore, nel non-colore del bianco, che può rappresentare il vuoto appunto, laddove altri vedrà il chiarore dell’alba.

Diciamo che ci troviamo su due posizioni antitetiche per espressione, per scelta di stile ma non credo che i due Artisti siano cosi distanti perché in ambedue si ravvisa la ricerca nella volontà di superare e superarsi per sperimentare nuove forme comunicative, nel tentativo di rincorrere nuove modalità espressive, che seppure sono nuove nello stile, esprimono le antiche ansie dell’uomo nella decodifica del mondo interiore ed esteriore.

In entrambi infatti risalta quasi drammaticamente l’assenza di elementi fisici caratterizzanti.

In Valdemeras i paesaggi mediterranei hanno le tinte di terra di quei luoghi, ma non possiamo non notare la pianta di fico d’india con le pale nude o il ragazzo della campagna pugliese con lo sguardo rivolto verso terra o le due donne, in un altro quadro, raffigurate di spalla e poi, dietro agli alberi carichi di frutta, il tratto bianco delle nuvole che riconduce ai paesaggi nevosi ravvisabili in altri quadri, dove la neve fa contrasto con i toni cupi del cielo.

Manca cioè l’elemento comunicativo più importante attraverso cui la comunicazione vola libera, il quale, in assenza della parola è lo sguardo, e il disagio è espresso anche dall’assenza di frutti sulle piante che per eccellenza racchiudono la luce e il calore del sole nei dorati o rossastri fichi d’india. Si avverte tale disagio soprattutto nel campo delle succulente piante ombrato da una coltre nera, un cielo minaccioso: segno di tempesta, o muro invalicabile?

In Alessandro Rillo risaltano le teste senza i tratti fisici del volto. Un solo identico profilo essenziale, che emerge in tutto il suo significato dalla sfondo a forza di colore quando queste “particelle chimiche” vanno ad impattare con l’animo dello spettatore. Ad indicare la loquacità onerosa del silenzio, o forse la purezza della linea, che è poi la semplicità rigorosa del pensiero. Sembra di sfogliare un libro dove la storia si dipana di pagina in pagina per intuizione, senza l’intermediazione del significante perché non venga compromesso il significato. Pulizia interiore, equilibrio dato dalla coincidentia oppositorum, efficacia e incisività della “linea pura” del profilo non già di un uomo/donna, ma dell’umanità intera che ha non nell’esteriorità la sua condanna e la sua salvezza, ma nel pensiero, nella testa appunto, attraversando nell’esperienza di vita tutta la gamma dei colori/sentimenti/dolori/gioie per approdare, a seconda dei casi, nel vuoto esistenziale o nel volo libero dell’anima.

In ogni caso avrà eluso e superato la babele (raffigurata benissimo nel collage di pagine di giornali) degli aspetti deteriori della società, quel cumulo di parole senza senso, di leggi senza rispetto, di tentativi falliti di giustizia che solo trovano in positivo dignità e completa realizzazione in interiore hominis prima ancora che nel tessuto sociale.

Adriana Pedicini

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Sergio Vanni, un artista postmoderno

28 Dicembre 2015 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #arte

Sergio Vanni, un artista postmoderno

Mi è capitato tra le mani Musée de poche, un catalogo artistico edito da Arte Tivù, curato da Simona Scopelliti, che ripercorre l’opera di Sergio Vanni, livornese di nascita (Rosignano, 1944) e milanese d’adozione. Per avere un’idea delle produzioni dell’artista consiglio una visita al sito www.sergiovanni.it, che spiega bene l’idea del museo tascabile, della collezione di opere in piccolo formato, scelta dal sapore zavattiniano per far assaporare la produzione artistica.

Sergio Vanni lavora sin dalla metà degli anni Ottanta, realizzando all’interno di teche in plexiglass (30 per 30) composizioni a tema, ispirate a capolavori dell’arte moderna e contemporanea. Vanni non copia, non riproduce pedissequamente, ma interpreta in senso comico - umoristico i capolavori artistici. Siamo dalle parti della satira della storia dell’arte, operazione mai compiuta, con un artista divertito e divertente che cita i grandi e li dissacra, ma al tempo stesso li fa conoscere e li rispetta. Ridendo castigat mores, ha detto qualcuno. Ridendo e scherzando quante verità si possono dire, ha ripetuto un altro grande del passato. Per Vanni è tutta colpa di Aristotele, più che altro del suo libro sulla commedia andato perduto, quindi della mancanza di un supporto culturale che renda artistico il lavoro comico. Noi che ci occupiamo di cinema comico italiano - da Steno a Franco & Ciccio, passando per Totò e Nando Cicero - ne sappiamo qualcosa dei pregiudizi critici. Tutto quel che non è impegnato e che non profuma di drammatico non merita attenzione, secondo certa critica con la puzza sotto il naso. Bergson e Pirandello non sono bastati, ma non è servita a niente neppure la grandezza e la modernità di Plauto. Niente da fare: il comico - per certi soloni - è un prodotto di serie B. Vanni prova a sfatare certe credenze, lui non vuole provocare né profanare, solo fare satira artistica alla Duchamp, che dipinse i baffi alla Gioconda, cercare di far sorridere con l’arte, emozionandoci, imparando a conoscerla e ad apprezzarla. Vanni gioca con le opere d’arte, dipinge la Madonna del Perugina con il sottofondo di carte argentate dei Baci Perugina, il David e Golia con le cartine delle caramelle Golia, il Mickeyklangelo con le orecchie da Topolino, Il grido di Munch come se fosse il muggito di una mucca, Il taglio di Fontana ricucito con ago e filo, la merda d’autore di Manzoni come Merde de vache Manzonin, per arrivare ad alcune composizioni ispirate a Andy Warhol. Fantastico il Non ci capisco una segal che mette alla berlina la Pop Art di George Segal. E che dire di Arte povera che raffigura un misero centesimo nel bel mezzo della cornice? Dulcis in fundo con Mogli e beuis dei paesi tuois, perfida ironia su Joseph Beuys, lo sciamano naturista.

Sergio Vanni è un artista completo, il suo punto di forza sono le parodie d’opere d’arte miniaturizzate e dissacrate, pubblicate da Pulcino Elefante ed esposte in mostre itineranti nelle catene Feltrinelli. Interessante il libro - catalogo L’arte è un pacco (2003), ristampato nel 2011, vera e propria summa della produzione artistica. Vanni completa la sua attività intellettuale con la scrittura, pubblica tre gialli, indagini del commissario livornese Eros Canti, ambientate a Castiglioncello e inserite nel mondo dell’arte che conosce molto bene: Classica moderna criminale (2008), Un delitto educato (2010) e L’uomo con la mano alzata (2011). Eclissi Editrice, Milano. Da leggere.

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ContamInAzioni in Fortezza Nuova

12 Novembre 2014 , Scritto da Redazione Con tag #arte

ContamInAzioni in Fortezza Nuova

Riceviamo da parte dell'Associazione Culturale Blob ART:

"Nel corso del Novecento Paul Dirac, premio Nobel per la fisica nel 1933 e uno dei padri fondatori della meccanica quantistica, si è dedicato con impegno alla costruzione di teorie scientifiche che, oltre a spiegare gli aspetti della natura, fossero anche in grado di ricercarne costantemente la bellezza. Entro quest’ottica, il fisico britannico ha descritto con una formulazione affascinante un fenomeno successivamente noto come Entanglement (“intreccio”) quantistico:

Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

Dunque una segreta tensione reciproca che anima corpi lontani tra loro e che trova una possibilità di estensione anche alla sfera delle esperienze umane e dei sentimenti, nella convinzione di un potere duraturo che si sprigiona dall’incontro tra persone, oggetti e ambiente che li accoglie.
Da questa suggestione di partenza trae ispirazione ContamInAzioni, il progetto curatoriale di Francesca D’Aria risultato vincitore di PREMIERE LIVORNO, un bando per curatori under 35 indetto dall’Associazione culturale Blob ART in occasione dello scorso PREMIO COMBAT 2014 e promosso dall’iniziativa regionale Toscanaincontemporanea.

Negli spazi della sala degli Archi all’interno della Fortezza Nuova di Livorno, dal prossimo 7 novembre e per due settimane i visitatori potranno osservare le opere che la giovane curatrice ha selezionato tra tutte quelle iscritte alla passata edizione del Premio, al fine di proporre un racconto visivo di quelle interazioni tra elementi di cui parlava Dirac.

I legami tra due corpi A e B, di qualsiasi natura essi siano, creano un presupposto di continuità nel tempo nonostante la lontananza, capace di condizionare il corso degli eventi in modo perpetuo, a tal punto che si può pensare ad una contaminazione, appunto, nella quale ciò che esisteva indipendentemente in principio risulta modificato e fuso dall’incontro-scontro.

La mostra diviene perciò l’occasione di un’indagine sul concetto di interazione vicendevole tra corpi umani ed elementi naturali, dalla quale scaturiscono mutazioni, variazioni dell’identità e la perdita del confine della propria singolarità, a vantaggio di nuove possibilità di essere, agire, apparire. Le opere esposte mirano ad esplorare una varietà di connubi tra entità estranee, dal cui contatto si producono, come chimicamente, nuove realtà in costante dialogo con lo spazio circostante, in una sinergia tra la legge di natura e l’artificio dell’intervento umano.

La statunitense Anna Rose, con i suoi scatti The Dune, The Street e The Shore presenta una variazione estetica del corpo femminile, la cui forma originaria viene mutata in una nuova immagine mediante l’introduzione di corpi esterni, che avvolgono il fisico trasformandolo. La sua connazionale Anna Garner sfrutta invece il mezzo del video per il trittico Proof and Permutations, in cui l’artista si muove in uno spazio neutro ed entra in conflitto con alcuni materiali, sentiti come ostacoli da abbattere, ma al contempo necessari affinché si compia la simbiosi tra corpo e oggetti. C’è poi la ricerca del duo norvegese Suhrke_Skevik, espressa qui dal progetto Transactions, nel quale il motivo costante è rappresentato dal contatto fisico e problematico tra le due protagoniste dei video, in combinazione con quell’ambiente che fa da teatro all’azione. Voce anche agli artisti italiani, con le installazioni di Alessandro Gattuso e Manuele Mirabella che rendono materialmente la percezione spaziale della contaminazione: Nello specchio degli occhi altrui e Metamorfosi 1 da una parte indicano un’elaborazione che trasforma l’oggetto corpo umano naturale in oggetto d’arte, dall’altra sono l’esempio di una metamorfosi che si attua nello smarrimento dell’identità originaria, lo specchio di infinite e nuove possibilità espressive.

Info:


Mostra: ContamInAzioni

date: dal 7 al 22 novembre
sede: Sala degli Archi, Fortezza Nuova - Scali della Fortezza Nuova - Livorno
curatore: Francesca D’Aria
autori: Anna Rose, Anna Garner, Suhrke_Skevik, Alessandro Gattuso, Manuele Mirabella
orari: dal martedì al sabato 15:30 – 19:00
- ingresso libero -

Coordinamento:

Associazione Culturale Blob Art

T +39 0586 881165

E info@premiocombat.it

W www.premiocombat.it/premiere

ContamInAzioni in Fortezza Nuova
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