Le bacche nere del gelso

Bacco era un dio molto potente, ma non tutti amavano le sue feste rumorose e sfrenate ...
Minia, re della Beozia, aveva tre figlie. Erano giovani, belle e rispettose degli dèi, ma non sopportavano le danze, il vino e il clamore; così, quando nella città si festeggiava Bacco, esse stavano lontane dalla folla e lavoravano al telaio. Sedevano tranquille nella loro casa fresca e quieta, l’una accanto all’altra: la prima rendeva soffice la lana, la seconda torceva il filo e l’ultima tesseva.
La grande stanza dove lavoravano si affacciava sul giardino: le tre sorelle ascoltavano il cinguettio degli uccelli, respiravano l’aria profumata. Fuori, per le strade, le loro compagne cantavano e danzavano al suono dei tamburelli, con la testa cinta di ghirlande di fiori; le tre sorelle tessevano in silenzio e si sentivano felici. Spesso, quando la luce del giorno diventava più dolce e la fatica del lavoro si faceva sentire, ciascuna, a turno, raccontava una storia. Allora la stanchezza scompariva e il tempo passava veloce, perché quelle favole erano così belle, che spesso gli uccelli del giardino smettevano di cantare, per ascoltarle.
Re Minia amava molto queste figlie ed era in pena per loro: venerava Bacco, ma sapeva quanto fosse vendicativo con chi gli mancava di rispetto, e temeva la sua ira; così, ogni volta che in città si festeggiava il dio del vino, il padre, con tenerezza, esortava le tre fanciulle:
- Prendete tamburelli e fiaccole, mie care figlie! Sciogliete i capelli e adornateli di rose! Ascoltate, dalla strada giungono le voci delle vostre compagne: andate con loro, partecipate alla festa! Bacco è un dio potente, e io tremo per voi ... –
- Non chiederci questo, padre - rispondevano le sorelle - Non facciamo del male a nessuno: lavoriamo e raccontiamo favole, quale dio può volere la nostra rovina? -
Anche quella volta la città era adorna di fiaccole e risuonava di canti e di musica assordante. Come sempre, re Minia cercava di persuadere le figlie a lasciare il telaio e a scendere nelle strade, ma invano ...
- Scaccia i tuoi timori, caro padre! Senti come è fresca la sera e quieta la casa! Siedi vicino a noi, riposa, e ascolta questa bella storia - dissero le sorelle, e la più grande cominciò a raccontare:
«Nella lontana terra di Babilonia vivevano due giovani bellissimi, lui si chiamava Piramo, lei Tisbe. Abitavano in case vicine, così si conobbero e divennero amici.
Col tempo quell’amicizia si trasformò in un amore profondo e sicuramente sarebbero divenuti marito e moglie, se i loro genitori non fossero stati nemici.
Le famiglie si odiavano e fra loro correvano solo sgarbi e male parole; ma questo rancore non riusciva a distruggere l’affetto dei due giovani, che anzi cresceva ogni giorno di più, come un grande albero con radici profonde.
Il muro che divideva le loro case era solcato da una sottile fessura. Piramo e Tisbe la usavano per parlarsi: attraverso quel piccolo spiraglio, si confidavano i loro pensieri e si dicevano parole d’amore; spesso rimanevano in silenzio e ascoltavano il battito dei loro cuori ... Era bello poter essere vicini almeno in quel modo, ma non poteva bastare per sempre.
Così un giorno i due innamorati stabilirono di incontrarsi di nascosto.
- Aspetteremo la notte e poi usciremo di casa in silenzio: nessuno ci vedrà - disse Piramo.
- Sì! - rispose la fanciulla, senza esitare - Ci troveremo in aperta campagna, sotto il grande albero di gelso. Mi piace quell’albero: ha le bacche bianche e lucenti e cresce vicino a una fonte. È un luogo bellissimo per il nostro incontro! -
Tisbe aveva paura del buio e della notte, ma in quel momento non ricordava i suoi timori ...
I giovani innamorati attesero con ansia il calore della sera: sembrava che il sole non volesse mai andarsene, quel giorno! Finalmente il grande astro luminoso scese nel mare e dal mare emerse la notte …
Piano piano senza farsi sentire, Tisbe si alzò dai letto dove fingeva di dormire, si coprì i capelli con un velo (a Piramo piacevano tanto i suoi capelli, e la rugiada della notte non doveva sciuparli!); poi aprì la porta e usci nelle tenebre.
Il cielo, le strade, le case, tutto era scuro, minaccioso. Tisbe si sentì tremare le ginocchia e una gran paura la invase. Allora si mise a correre e corse, corse senza fermarsi mai, senza guardarsi in torno, finché non giunse al grande gelso; lì, sfinita, si rannicchiò ai piedi dell’albero, in attesa di Piramo.
Ed ecco, una leonessa con il muso rosso di sangue si avvicina alla fonte: ha da poco divorato un bue e ora vuole dissetarsi.
Tisbe la vede al lume della luna: è una belva enorme, forte, selvaggia! La fanciulla, terrorizzata, si alza di scatto e cerca riparo; scorge una grotta: corre a rifugiarsi e rimane nascosta in quella cavità oscura. Al buio, sente solo i battiti del suo cuore ...
Nella fuga, il velo le è caduto a terra. La leonessa, che dopo aver bevuto sta tornando nel bosco, lo vede e comincia a lacerarlo: le sue fauci sporche di sangue tingono di rosso la stoffa sottile. Poi la belva scompare e tutto torna quieto e silenzioso.
Intanto Piramo giunge alla fonte: vede nella polvere le impronte della leonessa e vicino il velo di Tisbe, macchiato di sangue!
- È colpa mia se sei morta! - grida disperato - Io ti ho spinto a uscire di casa e ad affrontare i pericoli della notte ... E non ero qui, a difenderti, quando avevi bisogno di aiuto! -
Il giovane raccoglie il velo e lo copre di baci, poi prende il pugnale che porta sempre con sé e sussurra fra le lacrime:
-Ti ho lasciata sola nella campagna buia ma sarò sempre con te nel regno delle tenebre -
Così dicendo, si conficca la lama nel petto e cade a terra, morente.
Il sangue schizza in alto e bagna le foglie del gelso; anche le radici bevono quel giovane sangue e tingono di rosso i frutti dell’albero.
Ed ecco, Tisbe, ancora impaurita, esce dalla grotta e torna sotto il gelso per incontrare il suo innamorato. Che strano: le bacche hanno cambiato colore!
- Forse ho sbagliato, non è questa la pianta ... - pensa la fanciulla.
Mentre è nel dubbio, si guarda intorno … Poco lontano c’è un corpo morente, steso in una pozza di sangue!
Subito Tisbe lo riconosce, si slancia su di lui, lo abbraccia, piange, bacia quel viso che si fa gelido.
All’improvviso vede il velo stracciato, il pugnale e capisce ciò che è accaduto:
- Ti sei ucciso per stare sempre con me e io non voglio lasciarti: neppure la morte potrà spezzare l’amore che ci ha uniti! Perciò chiedo, come ultima preghiera, che i nostri genitori ci facciano riposare in un’unica tomba. E tu, albero, fai che i tuoi frutti rossi divengano scuri e siano sempre a lutto, in. ricordo di questo grande dolore! -
E dopo aver detto tali parole, senza esitare Tisbe si trafigge il petto col pugnale, ancora caldo del sangue del suo innamorato.
La triste preghiera, però, raggiunge gli dèi e tocca il cuore dei genitori: ora il colore delle bacche di gelso è nero e i due giovani riposano in un’unica tomba».
Arte al bar: MASSIMO ROTUNDO "Sera Torbara: gran finale"

Amici lettori della signoradeifiltri, Gianni ha acceso il juke box, la compilation di Jamiroquai è musica che fa move up con il cappuccino, è il giusto sound per il dopo feste, ci sentiamo tutti un po' più felici, felici da sembrare ragazzini che aspettano che passi il freddo inverno per tuffarci a volo di passerotto in primavera.
E allora ho pensato che oggi vi avrebbe fatto piacere conoscere questo nuovo personaggio. Un personaggio che, se lo incontraste per strada, vedreste una persona normale, potrebbe essere un elettricista, il titolare di un negozio di orologi, un commesso esperto di una libreria, oppure un simpatico gommista, invece vi parlerò di un grande artista, un vero maestro d'arte. E' maggiormente conosciuto in un certo ambito sia nazionale che internazionale.
Avete mai sentito parlare di Yellow Kid o di Romics d'oro? Massimo Rotundo è uno degli attuali più grandi fumettisti, illustratori e pittori italiani. L'ho scelto perché è un testimone prezioso del fare arte vera.
- Senti un po', cazzarone dell'arte, anche questo qua fa roba strana? (Giovanna la milanese.)
- A volte sì, ma ti garantisco che è un artista importante.
- E che avrebbe di speciale? (Giovanna.)
- Sa disegnare e dipingere molto bene con le mani.
- Con le mani? Qualcuno lo fa anche con i piedi?
- Intendo dire senza l'utilizzo di strumenti elettrici, elettronici, futuristici, fantascientifici.
- Alla vecchia maniera?
- Sì, ed è quella con più anima.
- Ohhh... finalmente uno che sa disegnare! (Franco il gelataio.)
- Franco, non essere troppo severo con l'arte moderna, il punto è che stiamo andando verso la fantascienza e molte cose non si faranno più con le mani ma con un click, con un battito di ciglia, con la sola azione vocale e Dio solo sa quello che ci aspetterà, il cinema con i film ha già detto tutto.
- Io vado a giocare a biliardo prima che arrivi star trek (Giovanna.)
- Io a fare una partita a bocce, se arrivano men in black fateli venire al circolo. (Peppino il pensionato.)
- Io un giro in bicicletta prima che mi rapisca un alieno. (Franco il gelataio.)
- Io, invece, vado a leggere un fumetto, il classico fumetto con le pagine di carta che ancora si sfogliano con le mani, lo prenderò in edicola, probabilmente l'edicolante mi sorriderà e, sotto gli occhiali, mi dirà che uscirà domani, allora andrò al mercatino a comprare un vecchio Topolino, abbiamo tutti bisogno di sognare, un antistress, un fumetto non è roba solo per ragazzini, è arte mascherata da fantasia, quella che ormai sta scomparendo e sarà in via di estinzione.
Ecco perché artisti come Massimo Rotundo sono importanti, fanno scuola per aiutare i giovani a vivere meglio, lui e altri come lui, insegnano a muovere le mani, le dita, l'immaginazione, a ridere di una battuta, a emozionarsi per un personaggio, un eroe, un bastardo che a breve le prenderà, un cattivone che finirà male, tutto questo lo puoi trovare in un fumetto che ancora sfoglierai con le mani mentre con gli occhi ti ficchi come un gatto in una storia. No, non è roba solo per ragazzi, un fumetto è per chi ama la vita, utilizzando ancora le mani per sfogliare le pagine di carta, se ne sfiora l'arte, annusandola, toccandola con i polpastrelli che siano anche sporchi di olio della pizza, se vuoi ancora sentirti un umano.
Per farti entrare in un altra dimensione ci penserà gente come Massimo Rotundo, i fumettisti sono tanti, non li vedi perché lontani dai riflettori, amano lavorare a fari spenti su un tavolo pieno di colori e di strumenti come artigiani veri. Ecco, ora ho davanti a me una pagina con due soldati a cavallo, quello con i capelli bianchi dice al biondo che vorrebbe un frullato di mele come glielo faceva la madre. Il giovane dai lunghi capelli invece vorrebbe mangiare trippa e fagioli all'osteria del Greco. Lo sfondo è africano, a breve un ragazzino lo farà cascare da cavallo e lo prenderà a mazzate, interverrà il soldato più vecchio che lo salverà. Io nello scarabocchio mio ho cambiato la battuta, ho mandato il biondo a giocare a pallone ma l'altro non voleva perché non potevano uscire dalla storia... erano solamente in un fumetto.
Massimo Rotundo (Roma, 11 aprile 1955), diplomato all'accademia delle belle arti, esordisce come fumettista nel 1978 con lo storico Lanciostory. Negli anni '80, periodo nel quale il fumetto assume un'immagine più artisticamente chic, collaborerà con numerosi settimanali per storie ambientate maggiormente nella fantascienza e nel poliziesco. Dal 1985 Comic art diventa la sua famiglia e lo sarà per un lungo periodo, fra i suoi lavori più apprezzati "Sera Torbara", il personaggio fatal affascinante Tovarisc Nina, protagonista di ironiche storie sensuali, ambientate fra falce e martello con risvolti pacifisti. Nell'88 anche la Francia lo applaude con la serie erotica Ex Libris Eroticis, con la quale l'eros viene descritto con un tratto a china di gran classe, raffinato come sulle note jazz di un pianoforte. Lo stesso jazz a fumetti viene riproposto dall'artista per la rivista "Blue", con una atmosfera da occhi a mandorla per la serie "Chinagirl". Negli anni '90 l'artista vira per un percorso letterario al quale applica il suo talento e la sua fantasia per interpretare temi classici come in "La pelle di Zigrino", romanzo scritto da Honoré de Balzac, "Pasolini", basato sulle sceneggiature di Jean Dufaux e "I miti dei Greci a fumetti" di Luciano De Crescenzo. Nel '98 un'altra grande famiglia lo accoglie, la Sergio Bonelli Editore, che gli mette in mano la figura di un nuovo personaggio, un cavaliere, un eroe coraggioso e onesto in un mondo post atomico, per fortuna è solo fantasia a fumetto, Brendon, ideato da Claudio Chiaverotti e, a partire dal numero 46, vengono affidate a Rotundo le copertine.
La classe non è acqua e il suo talento naturale, la sua passione, il suo essere un vero artigiano dell'arte, con le mani sempre sporche di colore, seduto su uno sgabello e non su un piedistallo, fanno di lui un protagonista della cultura, dovrei continuare a elencare, storie, personaggi, lavori anche in ambito teatrale e cinematografico, ma a che servirebbe? La solita biografia, bla,bla... no, voglio solo dirvi che Massimo Rotundo è un grande artista, sottolineerò solo due premi che gli sono stati conferiti, lo Yellow Kid nel 1990, il Romics d'oro alla carriera e il "Texone" n°30, che non è un premio ma una leggenda.
Infine, non ve lo avevo detto, ma Massimo Rotundo è anche un insegnante, insegna la tecnica per disegnare fantasia e rimanere umani, la fantascienza può rimanere sulle strisce a fumetti o sui fotogrammi di un film, noi ora andiamo a prenderci un caffè caldo, chi vuole venire?
Amici lettori del blog che vi apre pagine colorate di antistress, vi ringraziamo, salutiamo e vi diamo appuntamento ai prossimi articoli, bye, bye, au revoir, ciao ciao a tutti.
Radio Blog: #caseeditrici Edizioni Npe

Cospiratori e poeti

Un nuovo appuntamento con il #LaboratorioCreativo.
Cospiratori e poeti: poesia che fa politica
Cosa succede quando l'arte, la letteratura e la musica incontrano la politica?
Possono influenzare il modo di pensare delle persone?
Un incontro che ha l'obiettivo di capire se l'arte della pittura, della scrittura e della musica possono avere un reale impatto sulla società, cambiarne il punto di vista, influenzarne le decisioni, dare delle opinioni.
19 Gennaio 2019 dalle 17 alle 19
Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4, 22100 Como
Contribuisci con la tua creatività, crea insieme a noi!
La partecipazione è libera, a tutti i giovani tra i 15 e i 30 anni che si interessano di arte, scrittura creativa in prosa o poetica, musica, disegno, dipinto e anche a tutti gli adulti che vogliono vedere i giovani in azione.
Un progetto dell’Associazione “La Casa della Poesia di Como“ e Le Api dell’Invisibile.
Responsabili del progetto: Martina Toppi e Carlotta Sinigaglia
Se pensi di esserci, scrivici!
lacasadellapoesiadicomo@gmail.com
segreteria.luminanda@gmail.com
Radio Blog: Michelangelo Iossa, "Love-Le canzoni d'amore dei Beatles"

"Innamoramento,
Oggi vi parliamo di un meraviglioso viaggio nella poetica beatlesiana condotto da Michelangelo Iossa con cui presto dialogheremo su Radio Blog.
Buon ascolto!
Sibila il vento la notte si appresta
Ho un’immagine di me in prima elementare. Giro fra i banchi insieme ai miei compagni tenendo un righello fra i denti. Ma per me non è un righello, è un pugnale, e quei bimbi col grembiulino sono rudi banditi, mentre le mura della mia classe racchiudono i cupi e frondosi alberi della foresta inglese.
Sto parlando de “lo sceneggiato degli sceneggiati”, in onda nel 1968, per la regia di Anton Giulio Maiano, La freccia nera, tratto dall’omonimo romanzo di Robert Louis Stevenson. Mai fiction televisiva mi è rimasta nel cuore quanto questa. Seguirla, puntata dopo puntata, nel tenebroso bianco e nero tanto evocativo, era emozione allo stato puro.
Ogni bambina giocava a essere Loretta Goggi nei panni della deliziosa e temeraria Joan Sedley, ed era innamorata del bellissimo, coraggiosissimo e dolcissimo Dick Shelton, al secolo Aldo Reggiani.
Amore romantico, una ragazza che si finge uomo, ma anche agguati, battaglie, tradimenti, cavalli e arcieri nella foresta.
Bellissima la sigla finale, con quel fischio di freccia a ritmare una musica di Riz Ortolani da far battere il cuore.
Sibila il vento la notte si appresta
e la cupa foresta minacciosa si fa
passa ma trema se senti un fruscio
forse è un segno d'addio
che la vita ti dà
lascia la spada se il cuor non ti regge
perché questa è la strada
che da noi fuorilegge ti porterà
La freccia nera fischiando si scaglia
è la sporca canaglia che il saluto ti dà
vieni fratello è questa la gente
che val meno di niente
perché niente non ha
ma se il destino rovescia il suo gioco
nascerà nel mattino una freccia di fuoco
la libertà
Radio Blog: Peter Cameron, "Gli inconvenienti della vita"

"Di autori che sanno scuotere i pensieri dei lettori con eleganza e senza mai scrivere una parola di troppo, ce ne sono davvero pochi.
Uno di questi, amatissimo in Italia, è l’americano Peter Cameron, appena tornato in libreria per Adelphi Edizioni con un libro che racchiude due racconti, Gli inconvenienti della vita".
A Radio Blog oggi un'altra bella recensione scritta da Elena Giorgi - La lettrice geniale.
Buon ascolto!
Radio Blog: #caseeditrici Ediciclo Editore

Radio Blog: #caseeditrici Bignami

Ti insegnerò ad amare i libri

A mio nipote insegnerò ad amare i libri.
Scrutami mentre assorta sfoglio avidamente un libro, spia il segreto della mia felicità privata e prepotente, chiediti perché sorrido, sono seria o piango, perché non sento suonare il campanello, e non bado a nessuno finché le pagine non finiscono. Non penso a vacanze perdute, a uscite mondane, a circoli intellettuali, non sento la mancanza di nulla. Capirai che questo è il modo che ho trovato per isolarmi dal mondo, dall'ipocrisia della gente, dall'egoismo e dalla superficialità. Troverai compagnia in qualunque momento, in ogni luogo, non devi prendere mezzi, per partire per un lungo viaggio basta una panchina, una poltrona, il sedile di un treno sgangherato che ti porta in provincia. Guardami mentre rivivo gli eventi leggendoli, spaziando nei secoli e nella vastità dell'infinito, vedrai la mia ansia materializzarsi di fronte a un giallo inesplicabile, la ma gioia fiorire a una storia d'amore. Ma guardandomi attentamente vedrai principalmente la mia gratitudine, la mia sconfinata ammirazione, mentre la trama si chiude in un esaltante finale. Leggi sempre, leggi tutto. Una volta compreso questo mi guarderai sconsolato, insicuro e spaventato, pensando a quanti libri ci sono nel mondo, non scoraggiarti piccolo mio, ogni libro è il solo, ogni libro è il primo, è un'emozione che si rinnova, un rituale da festa di compleanno, una scoperta di sogni e ricordi come quando da piccola guardavo mia madre cucinare per noi e io sognavo di invitare a cena Laurie Lawrence e come Jo March di scrivere un romanzo per lui.
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