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saggi

A cura di Enzo Concardi, "Diario poetico di Maurizio Zanon"

21 Marzo 2026 , Scritto da Enzo Concardi Con tag #enzo concardi, #recensioni, #poesia, #saggi

 

 

 

Diario poetico di Maurizio Zanon

a cura di Enzo Concardi

Guido Miano Editore, Milano 2026.

 

Maurizio Zanon è nato nel 1954 a Venezia dove attualmente vive. Ha conseguito la maturità scientifica presso il Liceo Benedetti e si è laureato nel 1980 in Lettere Moderne all’Università di Ca’ Foscari di Venezia. Ha insegnato nella scuola media e successivamente a Padova nella Formazione Professionale. È autore di molte raccolte liriche; la sua attività letteraria ha avuto inizio a venticinque anni nel 1979 con la pubblicazione del libro Prime poesie; poco dopo ha conosciuto il poeta Mario Stefani che lo ha incoraggiato a proseguire e lo ha seguito nelle successive raccolte spesso scrivendo per lui. In occasione dei primi vent’anni di attività poetica, nel 1999, Stefani gli ha dedicato la monografia Maurizio Zanon: il canto di una voce solitaria. L’iter poetico di Zanon è stato seguito da vari critici, tra i quali Flavio Andreoli, autore nel 2006 dello studio Erat Verbum. La poesia di Maurizio Zanon, e più recentemente da Enzo Concardi. Ha conosciuto vari poeti famosi: Diego Valeri, quando risiedeva a Venezia, Giovanni Giudici con Ignazio Buttitta e Andrea Zanzotto, presso lo Studio Museo “Augusto Murer” di Falcade, Luciano Luisi, alla presentazione di un suo libro a Mestre, Maria Luisa Spaziani, in occasione della sua partecipazione al “Premio Eugenio Montale” a Roma, Patrizia Valduga, negli anni dell’università a Venezia, Paolo Ruffilli ed il poeta vernacolare Attilio Carminati. Vicino fin dalla giovinezza al mondo dell’arte, Maurizio Zanon ha conosciuto e presentato vari pittori e scultori in manifestazioni artistico-letterarie; ha collaborato con loro alla stesura di cartelle grafiche.

Gli amici artisti hanno ispirato e/o illustrato alcune sue produzioni poetiche; tra questi Bruno Blenner (pittore), Virgilio Guidi (pittore e poeta), Giampietro Cudin (pittore, scultore e grafico), Elio Jodice (pittore), Fabio Heinz (orafo), Guido Baldessari (pittore), Franco Murer (pittore e scultore), Stefano Zanus (pittore). Ha conseguito vari premi di livello nazionale e internazionale; sue poesie sono state tradotte in ungherese, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Questa essenziale mia stesura del curriculum vitae, apparsa nel lavoro Analisi ragionata dei saggi critici riguardo Maurizio Zanon (Miano Editore, Milano 2024) proseguiva con la lunga elencazione delle sue opere di poesia – parte preponderante – narrativa, CD, e della saggistica critica sui suoi testi.

In questo Diario poetico andiamo alla ricerca dell’identità più intima dell’artista, che si evince anche nell’ascolto della sua voce auto-narrantesi e nel mettere a nudo un’anima dalla sincerità cristallina. Come nella scoperta di Diego Valeri del quale dice: «Ho amato fin da ragazzo questo grande poeta del Novecento… E così, fin dalle prime poesie, ho iniziato ad approfondire la tematica del tempo, nucleo centrale della mia poetica, seguendo un po’ la traccia segnata dal poeta, così sensibile e colto...». Scriveva infatti Diego Valeri: «L’istante che non sta/ che mentre è, già non è più/ l’innumerevole istante./ Tu vedi: è stolto temere la morte/ se vivendo/ ogni istante si muore». Riprende Zanon: «Un rapporto dunque impari fra l’eternità del tempo e la limitatezza del nostro arco di sviluppo biologico. Forse, per questo motivo, la malinconia è stata la mia fedele compagna di vita. Ho intuito subito che una cosa che comincia è già finita, sprecando così l’occasione di vivere pienamente l’istante, il presente, a guisa di nevrosi temporale».

 

Ma Zanon è troppo severo verso sé stesso: qui tace almeno un altro nucleo essenziale della sua poetica e della sua vita: la grande sete del poeta si definisce con più nomi, che tutti però hanno per radice il nome dell’amore: amore per la vita, amore per la libertà, amore per l’amore, amore per la natura, amore per l’eterno, passione per Venezia.

Enzo Concardi

 

Diario poetico di Maurizio Zanon, a cura di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 44, isbn 979-12-81351-77-6, mianoposta@gmail.com.

 

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Wanda Lombardi, "Araba Fenice"

18 Febbraio 2026 , Scritto da Enzo Concardi Con tag #enzo concardi, #recensioni, #poesia, #raffaele piazza, #michele miano, #saggi

 

 

 

Araba Fenice

Wanda Lombardi 

Guido Miano Editore, Milano 2026.

 

 

Capitolo 1 - Il bel tempo che fu

Il passato, e quindi la sua memoria, in Wanda Lombardi non è soltanto un comprensibile sentimento nostalgico verso talune fasi dell’esistenza in cui la vita personale e sociale era migliore di quella presente, ma risulta elemento di stimolo creatore di nuove energie per progettare il futuro. Dunque il laborioso lavoro di introspezione della poetessa che evoca una recherche di tipo proustiano, s’avvicina al significato della famosa frase di Primo Levi: «Non c’è futuro senza memoria». In altre parole non si può vivere senza memoria individuale e collettiva, un requisito indispensabile affinché l’essere umano nella sua essenza possa, in ultima analisi, considerarsi antropologicamente ed ontologicamente, possessore di una coscienza civile.

I testi pubblicati nel capitolo del libro “Il bel tempo che fu” contengono quasi tutti questa esigenza e questo messaggio, alcuni dei quali anche richiamando riferimenti letterari e filosofici attribuibili ad autori significativi, colti in momenti riflessivi sui temi memoriali e temporali. Nella lirica A un ragazzo prematuramente scomparso troviamo una terzina («E tu, al cielo destinato,/ non conoscesti gli inganni,/ le amarezze della vita…») che richiama il tema della morte giovanile come nei seguenti versi di Giovanni Pascoli tratti dalla poesia L’aquilone: «…Sì, dissi sopra te l’orazioni,/ e piansi: eppur, felice te che al vento/ non vedesti cader che gli aquiloni!» (…).

Enzo Concardi

 

***

 

Capitolo 2 - Percorsi dell’anima tra infinito e spiritualità

Wanda Lombardi nelle sue sillogi poetiche conferma, di volta in volta, la sua cifra distintiva neo lirica tout-court e pervasa da trascendenza e fervente religiosità che lo scrivente, occupandosene in sede critica, ha definito realismo mistico. Nitore, luminosità, esattezza e leggerezza, connessa ad icasticità, connotano la poetica dell’Autrice. La poetessa ha fiducia nei sentimenti autentici per Dio e per il prossimo, sentimenti che la portano a vincere il dolore e a varcare la soglia della speranza, speranza che si traduce nei suoi armonici, precisi e luminosi versi.

Centrale nelle poesie scelte per questo capitolo del libro (“Percorsi dell’anima tra infinito e spiritualità”) la lirica Silenzio amico; nel suddetto componimento, che ha un carattere fortemente ottimistico, i temi trattati sono quelli del silenzio e della solitudine come isola benedetta per l’anima di Wanda che è pervasa da un forte senso di fiducia nel suo relazionarsi alla vita; la poetessa a questo proposito inventa la felice metafora dell’uscita da un labirinto che porta ad un’epifania di salvifica luce: «Come un labirinto/ dove dapprima si resta confusi/ e poi piano la strada si trova/ per graditi angoli di luce/ si l’anima mia/ dopo confusioni ed ansie/, dopo il flusso vorticoso d’incombenze/ nella solitudine e nel silenzio/ se stessa ha trovato, la luce…».

In Saper vivere si arriva all’apoteosi, al climax della speranza che diviene viatico per una gioia umana possibile, felicità da trasmettere anche agli altri e che è connessa al credere in Dio: «Non perdere mai la speranza/ e dai anche agli altri speranza,/ la gioia di vivere./ Pur nel dolore che ti strazia,/ lenisci l’altrui dolore,/ non porgere disperazione/ ma offri amore,/ regala un sorriso/ e Dio ti sorriderà…» (…).

Raffaele Piazza

 

***

 

Capitolo 3 - Cognizione del dolore e desiderio di pace

Ci sono esistenze che sembrano nate sotto un cielo inquieto, dove il vento non smette mai di soffiare. L’esistenza di Wanda Lombardi è una di queste: un cammino attraversato da solitudini antiche, da malattie che scavano silenzi, da giorni che si sgretolano come pietre consumate dal tempo. Eppure, proprio in questo paesaggio ferito, la poetessa ha trovato una sorgente segreta, un varco di luce che nessuna ombra è riuscita a spegnere: la poesia. I suoi versi non nascono per ornare il mondo, ma per salvarlo. Sono fili sottili che trattengono l’anima quando tutto sembra franare, sono il respiro che ritorna dopo una lunga apnea. Ogni parola è un passo compiuto sul bordo dell’abisso, un gesto di coraggio che trasforma la sofferenza in canto. Non c’è artificio, non c’è posa: c’è la verità nuda di chi ha guardato il dolore negli occhi e ha scelto di non distogliere lo sguardo.

Wanda osserva il mondo come si osserva una terra che non si riconosce più: un luogo che scivola alla deriva, lontano dai ritmi del cuore. Eppure, invece di tacere, affida alla poesia il compito di custodire ciò che resta vivo: la memoria, la dignità, la capacità di sentire ancora. Nei suoi versi, il dolore non è una prigione, ma una porta che si apre su un altrove più autentico.

Questa raccolta è un attraversamento. È il viaggio di una donna che ha imparato a trasformare le ferite in luce, a fare della fragilità una forza segreta. Chi legge non troverà soltanto il racconto di un destino difficile, ma la sua metamorfosi: il dolore che diventa parola, la parola che diventa catarsi, la catarsi che diventa rinascita.

Entrare nella poesia di Wanda Lombardi significa ascoltare un cuore che continua a battere nonostante tutto. Significa riconoscere, tra le sue immagini, un frammento del nostro stesso cammino, perché quando il dolore si fa poesia, non divide più: unisce. Queste pagine sono un invito. Un ponte sospeso tra ombra e luce. Sta a noi percorrerlo, lasciando che ogni verso ci accompagni, lieve e necessario, verso un luogo più vero. (…).

Michele Miano

 

Wanda Lombardi, Araba Fenice, prefazioni di Enzo Concardi, Raffaele Piazza, Michele Miano; Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 104, isbn 979-12-81351-74-5, mianoposta@gmail.com.

 

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L’AUTRICE

 

Wanda Lombardi è nata e vive a Morcone (Benevento), città dell’Alto Sannio. Laureata in Pedagogia, ha insegnato Materie Letterarie nelle scuole secondarie. Ha pubblicato varie raccolte di poesie: Sensazioni (2001), Nel silenzio (2002), Luce nella sera (2011), Oltre il tempo (2015), Voci dell’anima (2016), Gocce di rugiada (2017), Attimi lievi (2018), Il senso della vita (2019), Nel vento dell’esistere (2020, con traduzione in inglese), Volo nell’Arte (2021), Miti e realtà (2022), Opera Omnia (2023), Tempi inquieti e altre poesie (2024). Il suo iter poetico è stato seguito da vari critici, tra i quali Enzo Concardi, autore nel 2022 dello studio Analisi ragionata dei saggi critici riguardo Wanda Lombardi.

 

 

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Alessandro Pellegrini, "Diario poetico"

7 Dicembre 2025 , Scritto da Raffaele Piazza Con tag #recensioni, #poesia, #saggi, #raffaele piazza, #enzo concardi

 

 

 

 

Diario poetico di Alessandro Pellegrini

a cura di Enzo Concardi

Guido Miano Editore, Milano 2025.

 

Diario poetico di Alessandro Pellegrini, nato a Terlizzi (Bari) nel 1975, infermiere, costituisce un unicum in quanto si presenta come un originale connubio tra poesia e critica nel loro interagire tra loro.

Esso è l’espressione felice di un’intelligente coscienza letteraria, sottesa alla forte ed efficace vena creativa che emerge con testi poetici di grande bellezza e originalità e contemporaneamente del lavoro esegetico di Concardi che consiste nella composita curatela del volume.

Alle poesie, in questo lavoro, si affiancano infatti per ognuna di loro i commenti critici di Enzo Concardi che qui è presente come curatore e non in veste di prefatore come per consuetudine quasi sempre avviene per le sillogi poetiche.

I componimenti sono preceduti da un Prologo e da uno scritto intitolato Diario poetico.

È doveroso mettere in luce che, come s’intende dal suddetto scritto per comprendere il senso del lavoro, che si tratta di un’opera giocata su due binari paralleli che finiscono per intersecarsi e interagire con i close-readings su ogni singola poesia.

Bisogna aggiungere che ogni composizione presenta la data e il luogo in cui è stata scritta per la qual cosa si può parlare di una vera e propria agenda poetica, attraverso la quale s’individuano le coordinate del percorso esistenziale e della sensibilità di artista e uomo di Alessandro. 

Coglie nel segno nel prologo quella che si potrebbe definire una dichiarazione vera e propria di poetica all’insegna dell’autocoscienza dell’autore, dichiarazione che è espressione di fede incontrovertibile, da parte di Pellegrini stesso, nel valore salvifico della poesia.

Come dichiara il poeta, a conferma di quanto affermava Goethe e cioè che la poesia stessa è sempre d’occasione, la poesia è nata in lui in un momento di buio, quando un’incomprensione sembrava spezzare un legame, lasciando spazio al silenzio e all’incertezza e da quel giorno qualcosa in lui si è acceso come un’intuizione meravigliosa di pascaliana memoria.   

Cifra distintiva del poiein poetico del Nostro in questo volume tripartito nelle sezioni Prologo, Diario poetico e La narrativa è una vena neo–lirica che tende ad una realizzazione affabulante.

Essa si esprime attraverso bellezza e chiarezza e la natura pare essere molto importante, centrale, con le sue epifanie nel discorso complessivo dell’Autore che tocca anche il tema religioso ma anche politico e sociale nella bella lirica dedicata a Papa Francesco.

E anche la tematica amorosa ed erotica che è centrale è affrontata da Alessandro Pellegrini con un fortissimo trasporto verso l’amata che mette alla prova l’intelligenza della capacità d’amare che non è abitudine ma un relazionarsi sempre nuovo verso le situazioni della vita che è quella di coppia.

A volte prevale uno stupore creaturale per esempio nella poesia A Leonardo dedicata ad un ragazzino undicenne che viene felicemente paragonato ad un bellissimo fiore sbocciato e qui ovviamente s’inserisce con presunta vaghezza il tema della metamorfosi. Leggiamo nella suddetta poesia: «…A undici anni, nel nostro sud caro,/ sei già un uomo, di sguardo sincero,/ ma nel tuo animo, così raro e chiaro,/ brilla la purezza di chi è davvero…». Si tratta di versi profondi intrisi di umanità e creaturalità.

In Pace del cuore leggiamo: «Sussurra il vento sulle vette alte,/ mentre il sole si tuffa nel mare./ Ogni fiore nel campo/ si piega al ritmo calmo del nostro respirare./ Non c’è guerra che scavi l’anima,/ né fiamma che bruci la speranza,/ solo il silenzio di chi sa ascoltare/ e la dolcezza di una mano che avanza./ La pace nasce in uno sguardo gentile,/ in un abbraccio che non chiede nulla…» Si tratta di versi permeati da ottimismo di tipo neo – lirico nei quali l’io-poetante è proiettato in un contesto naturalistico di grande e vaga leggiadria.

Raffaele Piazza 

 

Diario poetico di Alessandro Pellegrini, a cura di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 44, isbn 979-12-81351-65-3, mianoposta@gmail.com.

         

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Alcyone 2000, volume 19

23 Novembre 2025 , Scritto da Enzo Concardi Con tag #enzo concardi, #recensioni, #poesia, #riviste letterarie, #saggi

 

 

 

 

ALCYONE 2000 – QUADERNI DI POESIA E DI STUDI LETTERARI, volume 19

Guido Miano Editore, Milano 2025

 

Per la collana Percorsi letterari del Duemila, è uscito a Milano nello scorso mese di ottobre, il volume 19 di Alcyone 2000”, quaderni di poesia e di studi letterari: si tratta del periodico della Casa Editrice Miano che, in questa edizione, supera le 100 pagine, e quindi si pone anche dal punto di vista quantitativo per i temi trattati – oltre che da quello qualitativo – ad un livello di studi e ricerche culturali piuttosto sostanzioso. Nella rubrica “contributi letterari” appaiono, tra gli altri, saggi di indubbio interesse storico, come quello di Floriano Romboli sull’opera di Dante nelle riflessioni di alcuni papi contemporanei; o come quello di Enzo Concardi sulle suggestioni di Italo Calvino, tra razionalità e fantasia, impegno civile e sogno letterario; o come, ancora, quello di Angela Ragozzino dal titolo Capua festeggia il decennale del Placito Capuano, sul quale ci soffermeremo più avanti, così come sarà per Pietro Rosetta, purtroppo recentemente scomparso, con la sua prima silloge, Poesie nascoste nella dispensa.

Fra le “testimonianze” troviamo numerosi commenti critici sull’ultima raccolta poetica di Michele Miano: So che ti prenderai cura di me, intimo soliloquio con il padre dal denso contenuto memoriale ed emozionale-affettivo. Nella rubrica che “Alcyone 2000” dedica sempre ai suoi poeti, abbiamo scelto di commentare la silloge di Francesca Tirico, come rappresentante dell’ampia schiera a cui la Casa Editrice Miano dà spazio. Non mancano infine i soliti “Itinerari di letteratura comparata”, una rarità nel panorama letterario contemporaneo, che uniscono cieli ed epoche diversi, ricercando assonanze ed affinità tra autori italiani e stranieri, tra cui, in questo numero, Emily Dickinson, Fernando Pessoa, Edgar Allan Poe.

 Pietro Rosetta è stato un personaggio di primo piano nel mondo scientifico. Così lo ricorda il Corriere della Sera del 6/11/2025, nelle pagine del Corriere Salute: Il mondo della medicina oculistica perde un luminare di fama internazionale. È morto Pietro Rosetta, 61 anni, medico chirurgo, responsabile dell’Unità operativa di Oculistica di Humanitas San Pio X, specializzato in Oftalmologia presso la Clinica Oculistica dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dove ha contribuito a sviluppare la chirurgia dei trapianti corneali fino al 1996 e membro di numerose società scientifiche nazionali e internazionali… Rosetta era anche uno degli autori del forum di Corriere dedicato all’oculistica”. È un vanto quindi per la Casa Editrice Miano l’aver pubblicato l’unico libro di poesie di cotanto ingegno, Poesie nascoste nella dispensa, raccolta che è stata segnalata dalla critica con giudizi lusinghieri, riguardanti soprattutto la sua vena politematica, la visione della realtà dicotomica ovvero delle antitesi (lotta tra Eros e Thanatos), la ricerca esistenziale sul significato della vita, un romanticismo con echi leopardiani su amore e morte, l’idea della vita come viaggio, la presenza di una poesia amorosa a luci ed ombre, l’incombenza delle suggestive dimensioni memoriali.

 Angela Ragozzino, prendendo le mosse dalla decima edizione commemorativa del Placito Capuano – avvenuta a Capua nello scorso mese di maggio con l’organizzazione del Touring Club Italiano – ci narra tutta la vicenda sorta intorno a tale documento: in sintesi, si tratta di un atto giudiziario del 960 d.C. considerato il primo testo ufficiale in volgare (campano) della nostra letteratura. La sua importanza risiede nel fatto che, in una disputa di confine fra il Monastero di Montecassino e un privato, avviene la trascrizione delle testimonianze direttamente nell’idioma locale, separato dal latino, la lingua giuridica ufficiale. La Ragozzino ricorda anche che vi è stato il coinvolgimento nell’evento di tutte le scuole di ogni ordine e grado e che è stato istituito il “Premio Placito Capuano”, assegnato a quelle personalità della cultura che hanno contribuito con il loro lavoro alla diffusone della lettura, tra cui Dacia Maraini, Matteo Garrone, Roberto Vecchioni, Sigfrido Ranucci.

 Francesca Tirico, con i suoi Sogni infiniti ci accompagna in un viaggio verso le dimensioni di un quadrifoglio esistenziale e spirituale, composto dai nomi dell’amore, del dono, della felicità, dell’anima. Il dolore esiste ma non invalida il nostro destino, che è quello di vivere per ciò che conta e di morire con la speranza della rinascita. La poetessa penetra le pieghe dell’interiorità attraverso una sensibilità all’unisono con le verità dell’infinito, supera lo scacco esistenziale mediante un èlan vital forte e tenace.

 

Enzo Concardi

 

Alcyone 2000 – Quaderni di Poesia e di Studi Letterari, n°19; Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 108, isbn 979-12-81351-70-7, mianoposta@gmail.com.

 

 

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Pietro Nigro, "L'uomo e la metafisica"

12 Novembre 2025 , Scritto da Enzo Concardi Con tag #enzo concardi, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

 

L’uomo e la metafisica. Viaggio verso l’ignoto: il mistero dell’esistenza. (Quasi un) romanzo storico-filosofico

 Pietro Nigro

Guido Miano Editore, Milano 2025.

 

 

È opportuno richiamare nell’esordio di questa prefazione la struttura letteraria del saggio di Pietro Nigro, poiché essa inquadra gli argomenti e i temi esposti con un metodo deduttivo che procede dal generale al particolare, consentendo approfondimenti graduali e consequenziali di contenuti e significati. In primo luogo è necessario effettuare un’elencazione sintetica delle parti che lo compongono, essendo una sorta di introduzione alla materia trattata. Innanzitutto il titolo e i sottotitoli ci indirizzano decisamente verso una caratterizzazione teleologica, antropologica, filosofica dell’opera: L’uomo e la metafisica (titolo); Viaggio verso l’ignoto: il mistero dell’esistenza (1° sottotitolo); (Quasi un) romanzo storico-filosofico dell’evoluzione umana (2° sottotitolo). È chiara dunque l’intenzione dell’autore di avviare un ricerca che resterà aperta (ignoto), senza conclusione, con le conoscenze attuali, tuttavia nel tentativo di non conferirle un tono e un linguaggio accademici e troppo teoretici (romanzo), ma di avvicinarsi il più possibile ad un’avvincente ed appassionata narrazione dell’avventura umana sul pianeta Terra.

Significativa è poi la dedica del saggio, non encomiastica né parentale o captativa, ma oblativa nei confronti dell'umanità:  «Dedico questo libro a tutti gli uomini di buona volontà che vogliono un mondo fratello, e anche agli uomini che lo macchiano per l’ambiente malsano in cui vivono, e che potrebbero cambiare se si ravvedessero, per inspiegabile prodigio, non facendo loro desiderare l’illecito, ma la giustizia, la bontà, l’amore». È altrettanto chiara qui la finalità della pubblicazione, delineata anche su un versante umanistico e non solo scientifico. Essa contiene anche una Premessa e una Introduzione, sempre ad opera dell’autore. Nella prima egli effettua alcune enunciazioni che sono alla base del suo pensiero e che ritorneranno alla ribalta più volte nel corso della trattazione. È convinto che faccia parte della natura umana il bisogno di indagare alla ricerca dei misteri dell’esistenza e, per questo, sostiene anche che forme di pensiero primordiale fossero già presenti negli uomini primitivi, all’alba della civiltà: «la riflessione sulla mente e l’anima è antica quanto il pensiero umano stesso» (dalla Premessa). Per tale motivo un libro che si occupa dell’uomo e della metafisica deve iniziare dalla preistoria, come infatti avviene nella Parte I. Nella seconda sono raccolte tutte le domande irrisolte sull’esistenza e sull’universo, e per ciò l’Introduzione è zeppa di punti interrogativi: Nigro in questo campo è un autore che non ha risposte, ma che s’interroga incessantemente, e ogni domanda produce altre domande, in una catena senza fine. Tuttavia egli trova una spiegazione a questa stasi gnoseologica: non siamo in grado di comprendere e sarà così fino a quando «un’evoluzione delle conoscenze scientifiche consentirà di capire ciò che avviene».

 

Ovviamente non possiamo eludere la serie di interrogativi che a cascata l’autore ci propone, soprattutto a vantaggio del lettore, che potrebbe identificarsi in qualcuno di essi. Ebbene eccoli: non sappiamo perché l’Universo esiste; da dove veniamo, dove andiamo; forse siamo un sogno, ma il sogno di chi; che cos’è la realtà, solo ciò che percepiamo con i sensi o c’è qualcosa oltre; siamo esseri pensati da qualcuno o da qualcosa oppure tutto è retto dalle leggi della casualità; l’infinito e la trascendenza esistono? Inoltre Nigro, nelle sue indagini, non può esimersi dall’entrare nei territori della religione e del sacro, in quanto tutte le civiltà hanno elaborato una loro teologia, cioè uno strumento per studiare l’Essere Supremo, Dio. Tuttavia qui egli sembra più sicuro del fatto suo, ed infatti dichiara: «Non sappiamo chi sia o che cosa sia, come è fatto. E lo abbiamo chiamato Dio riferendoci al cielo, indicato come luogo indefinito della sua dimora» (dalla Introduzione).

La Parte I del saggio si suddivide in tre momenti, che raccolgono i fenomeni e le evoluzioni riguardanti L’uomo e la metafisica, dalle origini fino alla filosofia pre-aristotelica: La comparsa dell’uomo, La nascita del monoteismo e le Conclusioni dell’autore. La Parte II è dedicata all’inscindibile binomio Fede e Ragione, che ha sempre accompagnato il dibattito tra le visioni religiose e quelle laiche dell’esistenza. In queste pagine troviamo i nuclei fondamentali delle argomentazioni di Nigro ed ovviamente prenderemo in considerazione appena conclusa la presentazione della struttura letteraria del libro, che continua con le Note, che, a mio avviso, non vanno considerate come le usuali precisazioni in calce, dal momento che esse sono molto sviluppate ed integrano il testo più che contenere dettagli.

Dopo il saggio troviamo due appendici: la prima, Appendice I, consistente nel testo integrale dell’Inno al Sole di Akhenaton, considerato da tutti come il testo fondamentale del monoteismo antico. Con un salto plurisecolare nella Appendice II l’autore sviluppa una disamina dell’opera di Kant del 1791 Sul fallimento di tutti i tentativi filosofici in teodicea, proponendo un confronto con il pensiero di Leibniz sul male, di cui si occupa appunto la teodicea. Anche alla fine di questa parte troviamo delle corpose Note, da considerare come detto dianzi, tant’è vero che Nigro, per spiegare una teoria kantiana, utilizza la formula di un dialogo fra due interlocutori, metodo galileiano di prosa filosofico-scientifica ad usum delphini, spesso allievi e studenti del maestro.  (…)

Enzo Concardi

 

Pietro Nigro, L’uomo e la metafisica. Viaggio verso l’ignoto: il mistero dell’esistenza. (Quasi un) romanzo storico-filosofico dell’evoluzione umana, prefazione di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 100, isbn 979-12-81351-73-8, mianoposta@gmail.com.

 

 

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Alessandro Pellegrini, "Diario poetico"

2 Ottobre 2025 , Scritto da Enzo Concardi Con tag #enzo concardi, #recensioni, #saggi, #poesia

 

 

 

 

Diario poetico di Alessandro Pellegrini

 a cura di Enzo Concardi

Guido Miano Editore, Milano 2025.

 

 

«La poesia è nata in me in un momento di buio, quando un’incomprensione sembrava spezzare un legame, lasciando spazio al silenzio e all’incertezza. Il peso del non detto opprimeva il cuore, eppure, nel silenzio carico di attese, un gesto semplice ma potente ha cambiato tutto: un abbraccio»: così l’autore inizia a spiegare il suo cammino interiore ed esistenziale che lo ha condotto nelle braccia della poesia. La sua narrazione è avvincente, poiché ricorda che in quell’istante, le barriere sono cadute, il gelo si è sciolto e il vuoto si è colmato di nuova luce. Da quel momento, ha profondamente capito che anche il dolore può trasformarsi in bellezza, che anche un’ombra può essere il preludio di un’aurora. Così è nata una profonda amicizia, fatta di comprensione silenziosa, di sguardi che dicono più di mille parole, di emozioni condivise senza bisogno di spiegazioni.

«Da quel giorno» prosegue «qualcosa dentro di me si è acceso. La connessione tra mente e cuore ha iniziato a pulsare con forza, riversando sulla carta tutto ciò che prima sembrava imprigionato nell’anima. La poesia è diventata il mio respiro, il rifugio dove i sentimenti trovano casa, il linguaggio segreto con cui il cuore si racconta».

Ecco che avviene una sorta di miracolo, dal momento che la scrittura è per lui divenuta il modo col quale dona voce a ciò che le parole comuni non possono esprimere. Riconosce che è iniziato un viaggio dentro sé stesso, un dialogo silenzioso con l’universo delle emozioni, un ponte tra il visibile e l’invisibile. Quando tutto tace, quando il mondo sembra non capire, la poesia resta lì, fedele compagna, capace di trasformare ogni lacrima in inchiostro e ogni battito in versi. In tal modo egli continua a scrivere, lasciando che le emozioni scorrano come un fiume, senza argini, senza paura: «Ogni parola è una cicatrice che si fa arte, ogni verso un frammento di me che prende il volo», precisa con un’affermazione lirica. Quindi la poesia non è solo un dono che egli fa a sé stesso, ma un’eco che può toccare altri cuori, risuonare in chi legge, accendere nuove scintille di comprensione e bellezza. E conclude con un’altra frase-aforisma che illumina la sua anima: «La poesia nasce dal dolore, ma sboccia nell’amore. Ed è lì che trova la sua vera casa».

Questo lavoro su Alessandro Pellegrini si avvale ovviamente dei testi dell’autore, ma comprende anche brevi commenti esegetici del critico in calce ad ogni poesia: un’impostazione insolita rispetto al classico canone che contempla la prefazione. Tuttavia in tal modo possiamo seguire la forma di agenda poetica – si veda l’ordine cronologico con date precise, e talvolta anche luoghi, attribuiti alla genesi temporale e spaziale di ogni composizione – che in definitiva assume la pubblicazione.

La poetica si sviluppa principalmente per tematiche occasionali - nel senso che i motivi ispiratori nascono da eventi, sentimenti, fatti storico-sociali, spunti o squarci memorialistici e naturalistici, esistenzialità, affetti familiari, legami con la terra pugliese - senza che tutto ciò possa costituire una determinata unità artistica e culturale. Infatti il lettore stesso potrà viaggiare insieme al poeta dallo zenit fino al nadir, da nord verso sud, dall’autobiografismo alla letteratura oggettiva, dal quotidiano all’universale, dall’amore duale alla solidarietà per esclusi e svantaggiati.

Enzo Concardi

 

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L’AUTORE

Alessandro Pellegrini è nato a Terlizzi (Bari) il 27 febbraio 1975. È infermiere e vive a Ruvo di Puglia in provincia di Bari. Sposato con Floriana Petruzzi, padre di due figli, Carmine e Teresa. Ha pubblicato i romanzi: L’alba che ha illuminato il mio cuore (2021); L’Amore? Voglio che sia come il respiro (2022); Le ore del silenzio, via della libertà (2024); Verso l’isola dell’amore (2024).

 

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Diario poetico di Alessandro Pellegrini, a cura di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 44, isbn 979-12-81351-65-3, mianoposta@gmail.com.

 

 

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LA POESIA DI WANDA LOMBARDI NELLA CRITICA ITALIANA

19 Giugno 2025 , Scritto da Raffaele Piazza Con tag #raffaele piazza, #recensioni, #saggi, #poesia

 

 

 

 

LA POESIA DI WANDA LOMBARDI NELLA CRITICA ITALIANA

Guido Miano Editore, Milano 2025

 

Wanda Lombardi, scrittrice e poetessa, è nata e vive a Morcone (Benevento), pittoresca cittadella dell’Alto Sannio. Laureata in Pedagogia ha insegnato materie letterarie nelle scuole secondarie. Ha partecipato a concorsi letterari, nazionali e internazionali, ottenendo numerosi riconoscimenti. Fa parte di Accademie e Associazioni Culturali. Ha pubblicato numerose raccolte di poesia e volumi di narrativa e prosa e di teatro.

L’autrice in gioventù ha sofferto per malattie e incomprensioni ma l’ha aiutata sempre la Fede in particolare con la devozione a Padre Pio.

L’opera su Wanda Lombardi, che prendiamo in considerazione in questa sede, è una ricca antologia che comprende molti testi critici usciti in Italia su questa personalità eclettica: prefazioni, saggi e recensioni e include una presentazione di Maria Rizzi acuta e ricca di acribia, che sintetizza efficacemente la poetica e il poiein di questa figura.

Nell’impossibilità, nello spazio di una recensione, di esaminare capillarmente i contributi dei vari  autori si evidenzia preliminarmente il concetto generale relativo all’importanza della critica letteraria stessa come veicolo necessario per diffondere la cultura poetica sempre più viva e in controtendenza con l’alienazione e il consumismo della nostra liquida realtà sociologica e politica e espressione salutare e salvifica del pensiero divergente, nonché, ad esso connessa, di una migliore sintonia degli esseri umani con se stessi e con la natura.

Si deve sottolineare che molte pubblicazioni della Lombardi sono state catalogate non a caso nelle biblioteche locali, nazionali e di alcune Università a disposizione degli studenti a conferma della stima e dell’apprezzamento che ha ottenuto nel circuito letterario e sicuramente la Nostra spera di lasciare un tesoro, una donazione, non solo morale alle nuove generazioni

Da notare che della letterata di Morcone, Guido Miano Editore ha pubblicato Tempi inquieti e altre poesie, 2024, Opera Omnia, 2023 e Volo nell’arte, 2021 che può essere considerato un ipertesto perché è costituito da riproduzioni di opere pittoriche e scultoree di vari artisti, ispiratrici di poesie della Lombardi alle quali sono associate.

In un contesto generale come quello poetico contemporaneo della poesia italiana dove prevalgono volumi sottesi a visioni del mondo laiche o materialiste la poetica della Lombardi di stampo religioso e mistico esce dal coro e presenta una vaga affinità con quella di David Maria Turoldo e con quella di altri sacerdoti – poeti.

Nella presentazione la Rizzi nomina il “realismo mistico” che connota la poetica di Wanda che va inteso come un modo per avere conoscenza.

Nel saggio di Guido Miano intitolato Le problematiche dell’essere in Wanda Lombardi e Emile Verhaeren l’Editore, critico e poeta, afferma che come è noto la problematica esistenziale presenta numerose sfaccettature degli aspetti sia positivi come anche negativi. Se esiste una memoria involontaria del dolore, che emerge in alcuni componimenti, dice Guido Miano che risulta naturale nell’animo sensibile il riscatto nel positivo che si rivela con immediatezza in versi trasparenti ed interiormente elaborati sorretti dalla coscienza letteraria e soprattutto dal dono della fede.

Come dice la Bibbia “Getta tutto su Dio e Lui ti sosterrà” (Salmo 55:22).

Raffaele Piazza

         

           

AA. VV., La poesia di Wanda Lombardi nella critica italiana, prefazione di Maria Rizzi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 104, isbn 979-12-81351-57-8, mianoposta@gmail.com.

 

 

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Gabriella Carrano, "Èros e Thànatos nel mondo greco-romano"

8 Giugno 2025 , Scritto da Marco Zelioli Con tag #marco zelioli, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Gabriella Carrano

Èros e Thànatos nel mondo greco-romano.Antologia di saggi critici.

Guido Miano Editore, Milano 2025.

 

I temi trattati da Gabriella Carrano nei sei saggi che compongono Eros e Thanatos nel mondo greco-romano (Guido Miano Editore, Milano 2025) sono molti, ma qui ne possiamo indicare solo alcuni, importanti perché, per dirla col prefatore Enzo Concardi, ci fanno «scoprire dimensioni umane oggi forse perdute nelle grandi illusioni tecnocratiche, virtuali, egotistiche, socialmente liquide» (Premessa, p.8).

È un libro dotto, ma che tutti possono apprezzare, perché le citazioni greche e latine sono tradotte e spiegate in modo che chiunque possa comprenderle. Così, attraverso analisi e tendenze interpretative di alcuni autori greci e latini, siamo portati a spasso attraverso i secoli.

A partire dalle riflessioni di Mario Untersteiner sulle origini della tragedia antica, si vede come essa sia stata capace di unificare il particolarismo di Atene nei secoli V e IV a.C. ed il cosmopolitismo ellenico, ed anche il sentimento profondo di diversi popoli e civiltà nel lungo trascorrere del tempo. Se ciò è potuto accadere, è per la sempre uguale partecipazione emotiva degli spettatori.

In particolare la Carrano presenta la tensione tra il ruolo tradizionale della donna nel mondo greco antico (curarsi della casa e mettere al mondo dei figli, preferibilmente maschi) e l’emergere di una nuova voce ‘al femminile’. Ci presenta i forti personaggi femminili di Euripide, Medea e Ifigenia, che incarnano la lotta per l’autonomia e la giustizia nonostante la loro condizione ingiustamente limitata dalla società del tempo: esse non sono solo custodi della casa, ma anche agenti di cambiamento. La tragica complessità delle passioni femminili nel teatro classico è scrutata ripercorrendo altre figure, come Fedra e Didone, per le quali l’amore è passione, sì, ma anche delirio, vergogna e rovina. Sono figure che rivelano la complessità e il dramma della condizione femminile, e le loro vicende tragiche evidenziano sfide e sofferenze, rivelano vulnerabilità e forza: sono vittime che affrontano e pongono profondi dilemmi morali e sociali. Le loro passioni non solo ne influenzano le vite, ma hanno anche ripercussioni storiche e culturali, e diventano emblema di conflitti più ampi che attraversano le diverse epoche, fino a noi.

La Carrano non guarda solo al teatro, ma anche alla poesia lirica greca. Ne Il “fiore” di Nosside in terra locrese vibra una delle ultime voci femminili del mondo ellenico, seguace di Saffo: Nosside (cui la città di Locri dedica il contemporaneo “Premio Internazionale Nosside di Poesia”). Questa “mistica della femminilità” rappresenta un caso unico nella poesia femminile del greco tardoantico, con la sua scrittura epigrammatica in un linguaggio dorico ricco di immagini, raffinato, dalla struttura metrica elegante: un’ibridazione che evidenzia una poetica realistica e individualistica. La sua visione dell’amore, in un contesto aristocratico e tutto sommato matriarcale, è espressa come esperienza terrena più che come aspirazione all’immortalità. Il suo canto d’amore, che contrasta coi temi guerreschi tipici dell’archetipo antropocentrico della cultura greca dell’epoca, ha influenzato molti poeti successivi e contribuito alla rinascita della poesia femminile.

Altro tema affrontato dalla Carrano è il “viaggio di Ulisse” come raffigurazione del perenne “desiderio e dramma della conoscenza”. L’eroe omerico, figura centrale nell’èpos greco, ricorre nella letteratura da Omero a Dante ed oltre, fino agli autori contemporanei, ed il suo viaggio è da sempre e per sempre metafora di ricerca e scoperta, di tensione tra centro e periferia, simbolizza l’anelito umano verso l’immortalità e la saggezza, riflette le ansie e le aspirazioni dell’intera umanità.

L’Autrice prende in considerazione anche la poesia lirica latina nel saggio Ovidio e le pratiche abortive. Del poeta mette in luce, in contrasto con le filosofie libertine, l’opposizione alle pratiche abortive, considerate un crimine contro la vita (anticipando i dibattiti moderni sulla dignità umana e il valore della vita). La sua visione dell’eros coniugale è centrale, in una Roma da lui prefigurata come paradigma di un mondo ideale, dove fides e pudicitia sono proposte contrapposte alla luxuria imperante a quel tempo; perciò Ovidio utilizza i miti classici di Teti, Rea Silvia e Venere per dimostrare l’importanza della vita e della procreazione. Il messaggio è chiaro: la vita è sacra, va rispettata, e l’aborto è un atto che va contro la natura e la moralità.

Ultimo tema presentato è quello della morte: la meditatio mortis di Seneca, che non la affronta in chiave escatologica, ma esistenziale, utilizzando metafore per descrivere il divenire della vita. Esplora Thànatos attraverso la metafora della clessidra, presentando la vita come un continuo scorrere verso la morte; utilizza la metafora del fiume per descrivere il flusso inarrestabile del tempo e della vita ed illustrare la transitorietà dell’esistenza umana. Seneca usa un linguaggio incisivo per presentare la drammaticità della condizione umana, che solo la consapevolezza della morte porta ad un livello riflessivo, in cui la memoria è elemento chiave: rievocare il passato è un modo per affrontare la brevità della vita. Seneca, parlando di libertà interiore e valore del tempo, sostiene che la vera libertà è nella capacità di vivere pienamente il presente, per affrontare la fugacità della vita, che scorre rapidamente – il che spinge a vivere in modo più autentico e significativo. In ciò, Seneca anticipa molti aspetti del pensiero cristiano.

Questo bel libretto di letteratura classica, insomma, è un valido strumento di supporto per studenti e studiosi, un libro parascolastico, ma anche di approfondimento critico per chi voglia conoscere meglio l’eredità a noi giunta dalla classicità.

Marco Zelioli

 

 

Gabriella Carrano, Èros e Thànatos nel mondo greco-romano, premessa di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 124, isbn 979-12-81351-43-1, mianoposta@gmail.com.

 

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AA. VV., "La poesia di Wanda Lombardi nella critica italiana"

22 Maggio 2025 , Scritto da Maria Rizzi Con tag #maria rizzi, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

AA. VV., La poesia di Wanda Lombardi nella critica italiana

Guido Miano Editore, Milano 2025

 

Mi trovo per l’ennesima volta a contatto con le opere, la storiografia e l’anima della poetessa di Morcone (Benevento), infinitamente cara al mio cuore. Il libro in oggetto è una ricca antologia di testi critici riguardanti la poesia di Wanda Lombardi, che ha dedicato alla spiritualità e ai versi il tempo terreno, nella consapevolezza che si prega e si scrive per alleviare le ferite dell’anima e per arrivare dove si annida l’invisibile.

Ho avuto l’onore di prefare due indimenticabili testi dell’autrice sannita: Tempi inquieti e altre poesie e l’Opera Omnia, e in questa carrellata di omaggi trovo la conferma al mio umile dire, alla convinzione che esiste una poesia che non è dipendenza dalle parole, ma desiderio di trascenderle.

Leggendo le sue liriche, solo in apparenza semplici e intimiste, si comprende come la mia Wanda raccolga nello scrigno del cuore i frutti di una semina commovente. Le sue opere sono state inserite presso biblioteche locali, nazionali, e accademiche, a disposizione degli studenti, realizzando il suo desiderio di lasciare un tesoro non solo morale alle nuove generazioni. Sono certa, peraltro, che i giovani attingono e attingeranno dallo scrigno del suo lirismo, che l’ottimo Raffaele Piazza definisce di “realismo mistico”.

La poesia, madre di tutte le arti, attraversa un periodo difficile, si potrebbe dire che naviga in burrasca a causa delle avanguardie artistiche, che proclamano la rottura con il passato e l’accelerazione verso la modernità. Tali movimenti sono contraddistinti da una forte carica di provocazione, i rimandi al significato si sono ingarbugliati al punto che regna sovrana l’ambiguità. In questo clima si avverte la necessità di attendere che i semi di pace di Wanda Lombardi sboccino e ci inondino con il loro profumo. Il “realismo mistico” va inteso come un modo per avere conoscenza; è vicino alla filosofia, ma in quest’ultima il metodo d’indagine è orizzontale, mentre nel misticismo è verticale. Per dirla con Don Bosco equivale a “camminare con i piedi sulla terra e abitare il cielo con il cuore”.

L’Autrice è allenata a incontrare Dio non ai margini dell’esistenza ma nella vita di ogni giorno. La sua lunga carriera di docente le ha consentito di confrontarsi con i giovani e la sua ispirazione le ha senza dubbio permesso di trasformare gli insegnamenti da requisiti basilari a desideri di cambiare il mondo. Mentre si tendeva ad arco verso gli studenti affrontava i dolori personali e, come sottolinea con efficacia Carlo Onorato, concepiva versi di meditazione filosofica sull’esistenza, attraverso i quali non parlava a Dio, ma ascoltava le Sue risposte. D’altronde la meditazione è un uso positivo e creativo della mente, che collega il mondo esterno a quello interno.

Wanda possiede, a mio umile avviso, due ali: l’amore e il raccoglimento. Se da un lato sembra plausibile considerarla un’artista pessimista, dall’altro va analizzato quanto peso hanno avuto le sottrazioni nei lunghi periodi del suo passato. Non sono mai riuscita a considerarla chiusa in se stessa, annientata, anche se nei suoi versi ho colto le angosce, lo struggimento. Lei canta il suo Sannio, la tenacia di un popolo mai domo, una terra ricca di storia e cultura, di dolci colline alternate a morbide valli, di borghi incantevoli. Canta e la fatica di vivere si scioglie in una dolce, struggente malinconia.

La poesia agisce catarticamente sullo spirito della Nostra ed è purificatrice anche per i fortunati che la leggono. Si potrebbe dire che “la grande poesia è un’eco che chiede all’ombra di ballare” (Carl Sandburg).

Wanda Lombardi, attraverso i suoi libri, è divenuta insegnante di Speranza. Ed è la speranza il sigillo della sua fede. Dio fornisce il vento, ma noi dobbiamo alzare le vele. Questo testo, che ha sapore di lascito artistico e morale, è scritto dai critici letterari, e da coloro che, come la sottoscritta, si sono innamorati della sua voce sin dai primi versi. Per lascito non intendo un testamento, Wanda continuerà a scrivere per tanti anni, ma una donazione. Ella affida al cielo le preghiere, agli uomini e alla natura rigogliosa della sua terra le poesie.

La nostra Autrice guarda il mondo con gli occhi della fede, è consapevole che ogni volta che si è trovata a bussare alla dimora della solitudine, della sofferenza, ad aprirle la porta è stato il Signore. Di questa sublime poetessa, temprata dalla sofferenza, mi ha colpito subito l’innocenza. Le ferite, che hanno costellato le sue stagioni, sono diventate inconsapevoli punti di forza, sa portarle sul petto e nella vita come medaglie.

Nel leggerla l’ho vissuta come un’amica caratterizzata da vellutata purezza. e ho considerato quanto sia estenuante il lavoro dei cuori innocenti: devono assorbire i rumori della realtà, gli aspetti marci e contaminati, continuando a emettere vibrazioni positive. Wanda non è pessimista, patisce la nostalgica malinconia di ciò che poteva essere e non è stato, ma senza rabbia, con la levità degli angeli. Il suo lirismo, in virtù di queste caratteristiche può dirsi non solo meditativo, bucolico, filosofico, ma anche civile. Per quanto questo pianeta sia macchiato di sangue, il colore del cielo resta sempre lo stesso, il profumo dei fiori è sempre stordente… un’Artista come la nostra lo ricorda in ogni lirica, e induce a perseguire il coraggio dei sogni.

Maria Rizzi

 

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L’AUTRICE

Wanda Lombardi è nata e vive a Morcone (Benevento), città dell’Alto Sannio. Laureata in Pedagogia, ha insegnato Materie Letterarie nelle scuole secondarie. Ha pubblicato le raccolte di poesie: Sensazioni (2001), Nel silenzio (2002), Luce nella sera (2011), Oltre il tempo (2015), Voci dell’anima (2016), Gocce di rugiada (2017), Attimi lievi (2018), Il senso della vita (2019), Nel vento dell’esistere (2020, con traduzione in inglese), Volo nell’Arte (2021), Miti e realtà (2022), Opera Omnia (2023), Tempi inquieti e altre poesie (2024). I libri di narrativa: Proverbi e modi di dire morconesi (2008), Racconti fiabeschi, letture per la scuola (2011). I romanzi: L’eco del passato (2012), Sulla scia del destino (Poppi 2016). I testi teatrali:  La fortuna dietro l’angolo, commedia in tre atti (2013), Una volta… c’era, commedia in tre atti (2014), Ce la faremo, commedia in tre atti (2016).

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AA. VV., La poesia di Wanda Lombardi nella critica italiana, prefazione di Maria Rizzi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 104, isbn 979-12-81351-57-8, mianoposta@gmail.com.

 

 

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Gabriella Carrano, "Èros e Thànatos nel mondo greco-romano"

10 Maggio 2025 , Scritto da Raffaele Piazza Con tag #raffaele piazza, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Gabriella Carrano

 Èros e Thànatos nel mondo greco-romano

Antologia di saggi critici.

Guido Miano Editore, Milano 2025.

 

 

Gabriella Carrano, autrice del volume che prendiamo in considerazione in questa sede, è nata a Salerno ed ivi residente; è titolare di Lettere greche e latine presso il Liceo Classico Torquato Tasso della sua città. Ha pubblicato monografie afferenti all’Anglistica ma i suoi interessi sono focalizzati soprattutto sul mondo antico.

Con Guido Miano Editore ha pubblicato la raccolta di poesie Mosaici lirici (2023) e un saggio intitolato La scoperta dell’anima nell’apologia platonica (2024) rispettivamente nei volumi 17 e 18 di Alcyone 2000-Quaderni di poesia e di studi letterari.

Come scrive Enzo Concardi nell’acuta premessa sono sei i saggi critici di questa antologia, visitatrice del mondo culturale e ideologico ellenico e latino, sulla tematica complessiva riguardante alcuni aspetti di Eros e Thanatos nel mondo greco-romano.

A livello di categorie Eros e Thanatos in tutte le culture ipostatizzano un discorso complesso e approfondendo l’argomento si può affermare che all’Eros che dovrebbe incarnare l’amore e la vita, come contraltare esiste anche la modalità del Pathos che è dolore specialmente se riferito alla sfera erotica e amorosa.

Il pregio della scrittura saggistica della Carrano è quello di raggiungere la sintesi tra acribia e discorsività, tra complessità e chiarezza, elemento che trasporta il lettore nelle atmosfere della classicità, che sembrano rivivere, riattualizzarsi con la loro visione del mondo diversissima da quella della nostra attualità e che sono portatrici, anche tramite l’arte, di un fascino arcano.

Proprio per la chiarezza e comprensibilità dei concetti profondi espressi in queste pagine viene spontaneo credere che questa pubblicazione possa essere diffusa e letta non solo dagli addetti ai lavori, dai professori e dai cultori dell’antichità, ma anche dagli studenti liceali e universitari per perfezionare i propri strumenti nell’approccio alla cultura e alla letteratura greca e latina in modo empatico e profondo e forse questa idea era già presente nella mente della Carrano prima di scrivere questa acuta e poderosa opera, che non a caso pare avere anche un intento divulgativo.       

Eclettica è la serie delle tematiche che la Carrano ci presenta in questo composito lavoro, suddiviso nei seguenti capitoli: 1. Introduzione Le origini della tragedia e del tragico le riflessioni di Mario Untersteiner, 2. Eros e Thanatos nell’epos, il desiderio e il dramma della conoscenza nella trasfigurazione di Ulisse. Il viaggio dell’ulisside tra arethè e entropia planetaria. 3. Patogenesi dell’Eros al femminile nell’universalità del dramma classico Fedra, Medea, Didone tragedie di passione, passioni della storia. 4. Il fiore di Nosside in tessa Locrese balsami alessandrini per una mistica della femminilità. 5. Ovidio e le pratiche abortive Ethos elegiaco e scienza ellenistica in Lucrezio e negli elegiaci. 6. La meditatio mortis tra finis et transitus: i traslati del lessico e dell’interiorità.

Tutto in questo volume diviene un esercizio di conoscenza e le concezioni sull’Eros e Thanatos nell’antichità divengono un viatico e una provenienza per la vita nel terzo Millennio che ha per modello delle società dei vari popoli caratteristiche lontane anni luce per usi e costumi, visioni del mondo e tecnologia da quella degli antichi greci e degli antichi latini.

Nel Novecento Eros e Thanatos come pulsioni sono stati oggetti di studio e di approfondimento anche da parte di Freud e della psicoanalisi come poli antitetici della personalità umana che nel loro fondersi fanno in modo che in un certo senso si delinei ed emerga l’identità della persona.

Emerge che Eros e Thanatos come categorie fondanti si realizzino in due maniere diverse ma che possono essere considerata l’una lo specchio dell’altra e viceversa e queste due modalità sono ovviamente la letteratura e la vita che è anche quella dei lettori delle stesse opere letterarie nei loro vari generi.

Viene spontaneo leggendo i saggi che costituiscono il volume riflettere sulla varietà degli argomenti trattati e cercare di definire quali di essi hanno attinenza con la sfera dell’Eros e quali altri invece con quella di Thanatos.

Per esempio quando viene detto l’omerico Ulisse con la sua sete di conoscenza e sapendo che l’eroe del mito greco è un vincente pare che implicitamente si voglia alludere ad argomenti che hanno a che fare con l’Eros non solo a livello amoroso, ma anche con quello della pienezza dell’essere, della realizzazione materiale e spirituale dell’individuo con il suo diritto alle felicità.

Viceversa quando viene detta la patogenesi dell’eros femminile con gli esempi di Didone e Medea siamo ovviamente in un universo di pulsioni di sofferenza fortissima e di morte per la qualcosa si può affermare che qui si debba parlare di Thanatos e di perdita, connessa ad alienazione e al male di vivere del peggio possibile, del baratro.

Nel momento in cui vengono detti i balsami alessandrini per una mistica della femminilità si rientra nella sfera dell’Eros perché misticismo ed erotismo si toccano mentre nelle riflessioni latine sulla morte ovviamente si entra nel campo di Thanatos anche se pare che la stessa morte venga vista serenamente.

Un’opera profonda quella della Carrano perché ogni lettore riesce a scorgere nelle situazioni da lei utilizzate prese dalla mitologia greca e latina, avvenimenti che riguardano anche l’etica di tutti i tempi; per esempio quando Ovidio si scaglia contro il fenomeno dell’aborto possiamo vedere una similitudine tra l’atteggiamento del poeta latino e quello della Chiesa Cattolica del Terzo Millennio sullo spinosissimo tema dell’aborto stesso.

Sicuramente se consideriamo questo volume in toto ai può affermare che oltre ad essere un’opera letteraria ha una fortissima valenza anche filosofica, psicologica, pedagogica e anche vagamente antropologica.

Una trattazione precisa esauriente e completa di tale opera non si può esaurire in una recensione come in questo caso e richiederebbe a sua volta un saggio corposo e profondo.

Raffaele Piazza

 

Gabriella Carrano, Èros e Thànatos nel mondo greco-romano, premessa di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 124, isbn 979-12-81351-43-1, mianoposta@gmail.com.

        

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