Overblog Tutti i blog Blog migliori Letteratura, poesia e fumetti
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

saggi

ANALISI RAGIONATA DEI SAGGI CRITICI RIGUARDO SERGIO CAMELLINI A cura di Enzo Concardi

30 Novembre 2023 , Scritto da Enzo Concardi Con tag #enzo concardi, #recensioni, #saggi, #poesia

 

 

 

 

Analisi ragionata dei saggi critici riguardo Sergio Camellini

 a cura di Enzo Concardi

 Guido Miano Editore, Milano 2023.

 

Sergio Camellini, nativo di Sassuolo (Mo), vive a Modena ed esercita la professione di psicologo clinico, attività che gli è stata d’aiuto anche nella poesia, in quanto l’ha predisposto ad ascoltare la voce degli altri. È studioso dell’arte povera della civiltà contadina e dei suoi mestieri. Fin dall’infanzia si soffermava a rimirare i lavoratori dei campi e gli artigiani nelle botteghe: calzolai, fabbri, ceramisti, sarti, fornai... mostrando interesse per tutti coloro che si dimostravano dotati di autentica creatività. Conseguenza di questa sua profonda passione per il mondo agreste è stata la fondazione, a Borgo Serrazzone (Mo), sull’Appennino modenese, di una “Casa-Museo d’Arte povera della civiltà contadina e dei mestieri” che consente ai visitatori di compiere un viaggio a ritroso nel tempo, tra i ricordi del passato, avendo la possibilità di vedere quasi 2.500 arnesi e attrezzi di lavoro che documentano la cultura, la vita contadina e artigianale di quei luoghi: fabbri, falegnami, calzolai, sarti, vignaioli, fornai, tessitrici, lavandaie, stiratrici, barbieri, intagliatori, ecc… (…).

Illustrare le finalità del presente saggio significa anche articolare le varie parti di cui si compone, poiché tutto il materiale a disposizione del critico va ordinato, suddiviso, collocato nei contesti tematici pertinenti, non per una mania classificatoria, ma per consentire al lettore un approccio chiaro e logico alla poetica complessiva di Sergio Camellini. Ed allora è conseguente il fatto che ci si muove all’interno delle principali tendenze contemporanee riguardo le metodiche degli aspetti filologici, circa le analisi comparative testuali, tenendo conto degli apporti delle varie scuole di pensiero sull’asse esegetico del classico bipolarismo forma-contenuto. Qui mi preme subito dire che un autore attento a quanto è stato scritto sulla sua opera, si dimostra sensibile all’importante ruolo che la critica letteraria svolge nella storia culturale, poiché percepisce che la comunicazione e la divulgazione dei messaggi insiti nella sua scrittura hanno bisogno di una mediazione tra soggetto creativo e soggetto ricettivo, ovvero il lettore. Non esistendo tuttavia un metafisico ruminante di letteratura, ma storici e concreti esploratori del mondo librario, ognuno col suo livello culturale e con le proprie attese interiori, ecco la necessità di ciò che abbiamo chiamato mediazione, ovvero il compito del critico letterario, ruminante particolare, deputato a sviscerare con i suoi strumenti lessico ed argomenti, onde porli a disposizione di tutti.

 

Sergio Camellini, uomo di mondo e quindi consapevole di tutto ciò, ha voluto dare alle stampe questa sorta di opera omnia della critica a suggello di una carriera letteraria che lo ha visto esprimersi soprattutto attraverso la poesia. È da qui che partiamo, col definire ed inquadrare, seppur con la dovuta sintesi, i cardini principali della critica letteraria italiana, con cenni storici e tendenze attuali. Si potrà così acquisire una visione più pertinente delle basi culturali dinamiche dell’analisi critica ed applicarle alle sue opere. Se dunque prendiamo in esame le letture e le interpretazioni, apparse sotto forme diverse - prefazioni, recensioni, articoli, saggi - possiamo notare come esse, nel loro sviluppo, rispondano a quella ormai sempre più diffusa corrente contemporanea definita critica multifattoriale, ovvero lo studio degli svariati e molteplici aspetti dei lavori letterari posti sotto la lente d’ingrandimento delle scuole di pensiero, dall’Ottocento ad oggi, in un’epoca che è già stata definita da taluni post-crociana, cioè dopo colui che viene ritenuto l’ultimo grande maestro in materia. La critica multifattoriale non è per nulla volta verso il relativismo culturale, né si muove nelle aree dei facili sincretismi, tendenti ad appiattire le differenze con le loro manie unificatrici. Al contrario si è resa conto che non è intelligente chiudersi nei recinti ideologici, e che spesso le diverse scuole di pensiero, non sono alternative fra loro, ma piuttosto risultano complementari. (….).

I saggi critici su Sergio Camellini analizzano sia le strutture interne alla poetica, sia lo sviluppo dinamico-temporale, ovvero la visuale diacronica. Oggi il critico si muove sempre di più in una direzione gnoseologica, cercando di non essere semplicemente un recensore che emette solo giudizi estetici, ma uno studioso-specialista che agisce anche con metodi scientifici cognitivi, per giungere a delineare le opere letterarie nella loro completezza e globalità, dalla genesi alle strutture formali; dai messaggi contenuti al mondo interiore e alla personalità dell’autore; dalle valenze stilistiche a quelle storico-sociali; dalle influenze culturali esterne alle originalità intrinseche; dal lavoro sulla parola alle immagini e alle figure retoriche.

Insomma per scoprire quale è la sete, quali sono i sogni, quale è la sostanza antropologica nonché spirituale dell’uomo e dell’artista. E dunque questo lavoro non si configura solo come un insieme di analecta della critica letteraria sull’opera di Sergio Camellini, ma si prefigge lo scopo più ampio di uno studio della sua poetica ed estetica.

Enzo Concardi

 

 

 

Enzo Concardi (a cura di), Analisi ragionata dei saggi critici riguardo Sergio Camellini, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 100, isbn 979-12-81351-19-6, mianoposta@gmail.com.

 

 

 

Mostra altro
Pubblicità

Aldo Dalla Vecchia, "L'occhio magico"

28 Ottobre 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #televisione, #saggi

 

 

 

 

L’occhio magico

Aldo Dalla Vecchia

Graphe.it, 2023

 

Un amore lungo una vita quello fra Aldo Dalla Vecchia – scrittore e autore televisivo – e la tivù, magica scatola nata prima che lui ed io venissimo al mondo, e che adesso non è più solo schermo posato su un mobiletto – magari un vecchio carrello con la lucina sopra “perché altrimenti fa male agli occhi” – ma è declinato in molte versioni: dal tablet, al telefonino, al monitor del pc.

Alla vigilia del settantesimo compleanno di mamma Rai, in questo saggio, sottotitolato “Breve storia della televisione italiana”, l’autore ripercorre i decenni che vanno dagli anni cinquanta ai giorni nostri: la nascita delle trasmissioni, i primi programmi con un’audience oggi impensabile, la funzione di alfabetizzazione oltre all’intrattenimento, il passaggio alla tv colorata e la nascita delle reti alternative alla Rai, la fine del duopolio, il proliferare delle piattaforme e dello streaming. Persino gli anni della pandemia, con gli studi televisivi in lockdown e Sanremo senza pubblico in platea. Fino a oggi la televisione ha sempre trovato, e forse troverà ancora, un modo per sopravvivere.  

Storia di programmi, questa di Dalla Vecchia – ché molti solo a sentirli nominare sbloccano ricordi – ma anche di eventi storici dall’enorme risonanza mediatica, e di vicende interne alla gestione e direzione del mondo televisivo stesso. La tv come specchio della società, capace di testimoniarne, ma anche di anticiparne e orientarne, i cambiamenti.

Si è passati dalle trasmissioni come Lascia o raddoppia, che creavano veri e propri gruppi di ascolto raccolti attorno al focolare tv, alle serate infinite allungate da interminabili pubblicità solo per seguire una puntata di Elisa di Rivombrosa, alla fruizione attuale di una, o persino mezza, puntata alla volta della serie tv preferita, magari seguita sullo schermo di un telefonino.

Si racconta l’essenziale, in questo piacevole testo, addirittura “in pillole”, senza analisi cervellotiche ma con un linguaggio chiaro e agile, capace di attrarre sia boomer, che quei programmi hanno seguiti e amati, sia millennials, abituati alla fruizione veloce e sintetica di ogni contenuto.

Un’operazione culturale, nostalgica – come sempre in Dalla Vecchia – ed educativa verso le giovani generazioni, che conoscono solo gli anni Duemila e non sanno da dove siano sbocciati certi generi e certe pietre miliari in grado di condizionare la produzione successiva, oltre al costume dell’epoca.

Forse, sarà grazie anche a questo saggio, se certi programmi come Techetechetè, non saranno considerati solo come tristi e barbosi necrologi.  

Mostra altro

Maria Angela Eugenia Storti, "Itinerari di letteratura del novecento tra tradizione e innovazione"

23 Ottobre 2023 , Scritto da Maria Elena Mignosi Picone Con tag #maria elena mignosi picone, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

 

Maria Angela Eugenia Storti

ITINERARI DI LETTERATURA DEL NOVECENTO

TRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE

 

Memorie artistiche a confronto: Mann, Kafka, Woolf, Eliot,

Beckett, Wedekind, Pirandello, Montale

 

Come quando un campo, sia pure di buona terra, non viene irrigato con l’acqua, allora succede che le piante, che pur vi possono attecchire, però non possono crescere; come quando in una famiglia si vive tra i contrasti e i figli non sono inondati di amore, allora succede che la loro crescita è minacciata da crisi e disagi; così anche nelle nazioni che i governanti spingono a guerre, provocando disperazione, allora si rompe l’equilibrio nell’animo delle persone e viene compromessa la loro stabilità emotiva e psichica.

È questo il terremoto spirituale subentrato in seguito alle due guerre mondiali nel Millenovecento, che ha stravolto quell’ordine, quell’armonia, quella consapevolezza, che invece caratterizzavano i secoli precedenti.

L’autrice del libro Itinerari di Letteratura del Novecento tra Tradizione ed Innovazione (G. Miano Editore, 2023), Maria Angela Eugenia Storti, appassionata cultrice di Letteratura germanica e anglosassone, professoressa di Lingua e Letteratura Inglese presso il Liceo di Scienze Umane “G. De Cosmi” di Palermo, ha preso in esame vari autori, tedeschi o inglesi, (ma anche qualche italiano come Pirandello e Montale) quali Thomas Mann, Franz Kafka, Virginia Wolf, Thomas Eliot, trattando in loro, nella parte iniziale del libro, il genere del romanzo.

Poi l’autrice prosegue prendendo in considerazione il teatro con appunto Luigi Pirandello, oltre a Frank Wedekind e Samuel Beckett; infine conclude con la poesia negli autori Thomas Mann e Eugenio Montale.

Ritornando al romanzo, La terra desolata di Thomas Eliot già esprime nel titolo stesso, la desolazione, e La montagna incantata di Thomas Mann è come un rifugio da questa desolazione, pur essendo un luogo di malattia, di sofferenza, però ricco di amabilità e di bontà. Sono da accostare tra di loro questi due temi a dimostrazione del fatto che gli atteggiamenti di rottura, di ribellione, tipici del Novecento, non sono dettati da estrosità e stravaganza, da qualcosa di superficiale, ma piuttosto sono dettati da profondo dolore che cela un desiderio vivissimo di umanità e auspica fortemente l’incanto della bontà.

Certo, di fronte agli orrori perpetrati in questo periodo, si avverte il non senso della guerra, e con questo il non senso della vita. Viene meno ogni punto di riferimento, e gli uomini si sentono come “uomini vuoti”.

Però ora l’attenzione si sposta dalle cose esterne alla vita di dentro, alla psiche. Ne è un esempio Virginia Woolf che sostiene che in una biografia, come in un diario, sono da prendere in considerazione non tanto i fatti, le date e luoghi, quanto “la coscienza”, cioè i pensieri, i sentimenti, le emozioni, le scelte, le decisioni. Nell’opera di Virginia Woolf risalta inoltre l’anelito all'emancipazione della donna che, per la mentalità di allora, valeva solo se madre di famiglia o suora, il resto, se poetessa, scrittrice o artista, veniva bersagliata come estrosa e strana, quasi portasse in sé una vergogna e allora a una donna così non rimaneva altro che il rifugio nella propria “stanza”. E poi “la solitudine” di Franz Kafka, il disagio esistenziale. È veramente una situazione tragica.

Nel teatro ancora più forte che altrove è la rottura con il passato. Già sin dallo scenario che non è più un paesaggio o un ambiente come prima ma perde la sua consistenza per ridursi al minimo, quasi scompare: lo scenario si fa scarno, spoglio. Anche il dialogo spesso è sostituito dal monologo. Il teatro del Novecento è veramente una rivoluzione. Prevale la sensazionalità, il simbolismo, la critica alla morale borghese, spesso ipocrita e perfino crudele. Il teatro si afferma travalicando i confini regionali per sconfinare in campo europeo o addirittura mondiale.

 Significativo “Il Teatro dell’assurdo” in cui si pone l’accento sulla assurdità della vita.

E infine la poesia. Il “correlativo oggettivo” accomuna Eliot e Montale. Si mette in risalto il “mal di vivere”. Anche nella poesia una rivoluzione a cominciare dalla forma. Non più la metrica con le strofe, i versi, le rime; il contenuto esprime bagliori di sentimento come lampi nel cielo che traducono le emozioni, i pensieri e i sentimenti con esasperata soggettività. La poesia è fulgore di vibrazioni di animo.

È tutta una innovazione che si affianca talora alla tradizione. È la modernità che coinvolge anche la pittura, la musica.

“Tradizione” e “Innovazione”, tradizione e modernità si scontrano, si incontrano e sussistono più o meno armonicamente.

Maria Elena Mignosi Picone

 

 

 

Maria Angela Eugenia Storti, Itinerari di letteratura del Novecento tra tradizione ed innovazione, pref. di Lea Di Salvo, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 82, isbn 978-88-31497-99-2, mianoposta@gmail.com.

 

 

Mostra altro

Michele Petullà e Viola Petullà, "Teorie evoluzionistiche in antropologia"

8 Settembre 2023 , Scritto da Maria Elena Mignosi Picone Con tag #maria elena mignosi picone, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Michele Petullà – Viola Petullà

 

TEORIE EVOLUZIONISTICHE IN ANTROPOLOGIA

Modelli e sviluppi

 

 

Come Copernico rivoluzionò il Sistema Tolemaico così Darwin rivoluzionò il Creazionismo, cioè la concezione del Dio Creatore, con il conseguente Piano Provvidenziale divino, finalizzato alla Vita Eterna per l’uomo.

Nella sostanza, si tratta in fondo di un riecheggiamento del passaggio dal Teocentrismo all’Antropocentrismo, dominanti rispettivamente nel Medio Evo e nel Rinascimento.

L’uomo viene considerato ora non tanto nella sua umanità ma più specificatamente nella sua fisicità; e fioriscono gli studi intorno all’essere umano sotto questo aspetto, tanto da dar luogo ad una nuova disciplina, l’Antropologia, che comprende anche Sociologia, Archeologia con attenzione in particolare anche allo studio dei Fossili, e considerando l’uomo sia in sé, come individuo, sia in rapporto alla società.

La novità di questo studio è che si considera l’essere umano alla stregua di ogni altro essere vivente, appartenente al regno animale o vegetale. Viene presa in considerazione, dell’uomo, specialmente l’anima sensitiva, che ha in comune con gli animali, prescindendo dall’anima spirituale, per la quale si ha la somiglianza con Dio. Quindi è esclusa ogni trascendenza, e siamo lontani, o meglio dire autonomi, dalla Teoria Tomistica, di San Tommaso, che vede l’uomo a immagine e somiglianza di Dio, in quanto possiede lo spirito perché Dio è Spirito.

A questo punto saremmo indotti a pensare ad una frattura tra Creazionismo ed Evoluzionismo. Ma in effetti non c’è tra queste due concezioni di pensiero una contrapposizione. Basti pensare ad esempio al mare. Esso c’è sempre, è un elemento del Creato, che esiste nella sua fissità. Ma quanto moto ha in sé, quanta trasformazione, quanta diversità tanto da cambiare sempre, di colore, di moto, di tutto! È sempre uguale e sempre diverso. Così hanno ragione tutti e due. I Creazionisti e gli Evoluzionisti. Sono perfettamente conciliabili gli antichi filosofi greci, Parmenide, sostenitore dell’Essere, Immutabile, ed Eraclito per il quale “tutto scorre”. Del resto lo stesso Darwin ha confidato di non essere ateo ma di credere in un Dio Creatore.

L’Evoluzionismo ha conferito al Creazionismo o Fissismo vivacità, dinamismo, in fondo un maggiore realismo. L’uomo, in conclusione, è sempre lo stesso ma col tempo cambia sempre: mentalità, usanze e consuetudini, e tanto altro ancora.

Gli autori, Michele e Viola Petullà, del saggio Teorie evoluzionistiche in antropologia. Modelli e sviluppo (G. Miano Editore, 2023), hanno esaminato a fondo l’Evoluzionismo, non solo sotto l’aspetto scientifico ma anche storico, spaziando anche a ritroso nel tempo per individuarne gli antecedenti.

Il fine cui mirano con quest’opera è la diffusione nelle scuole, soprattutto nei Licei a indirizzo “Scienze umane e pedagogiche”.

Da prendere soprattutto in considerazione, in questo libro, è la parte in cui gli autori mettono in guardia dalle interpretazioni improprie delle novità di carattere scientifico. Infatti l’Evoluzionismo, male interpretato, ha portato alla concezione della superiorità della razza. E conosciamo tutti gli orrori che ne sono derivati. Questo succede quando si sconfina dal campo scientifico e si applica la scoperta in altri campi, come la filosofia, l’etica, la morale. Portiamo ad esempio la teoria della relatività di Einstein, che, traslata al di fuori della scienza, divenne, (pure al di fuori delle opinioni, rispetto alle quali è accettabile), relativismo, con la negazione di una verità assoluta. E il conseguente sbandamento della società.

L’ideale sarebbe per i giovani integrare l’Evoluzionismo con il Tomismo, in modo da considerare Darwin non disgiunto da San Tommaso, o ancora più indietro nel tempo da Aristotele. Così si avrebbe una idea completa dell’essere umano, sia come anima sensitiva che come anima spirituale.

E l’uomo non sarebbe equiparato, quando va dal medico, all’animale quando lo portano dal veterinario.

Non possiamo ignorare che l’uomo non è solo un insieme di molecole e cellule ma è soprattutto scintilla di Dio.

Maria Elena Mignosi Picone

 

 

 

Michele PetullÀ, Viola PetullÀ, Teorie evoluzionistiche in antropologia. Modelli e sviluppi, premessa di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 84, isbn 979-12-81351-01-1, mianoposta@gmail.com.

 

 

Mostra altro
Pubblicità

Maria Angela Eugenia Storti, "Itinerari di letteratura del Novecento tra tradizione e innovazione"

15 Luglio 2023 , Scritto da Gabriella Veschi Con tag #gabriella veschi, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Maria Angela Eugenia Storti

 Itinerari di letteratura del Novecento tra tradizione ed innovazione

 Guio Miano Editore, 2023. 

 

 

In Itinerari di letteratura del Novecento tra tradizione ed innovazione (Guido Miano, Milano 2023), Maria Angela Eugenia Storti, docente, saggista, scrittrice pluripremiata, esamina accuratamente le opere di alcuni tra i più significativi scrittori del secolo scorso. L’opera, suddivisa in tre sezioni e preceduta dalla Nota dell’autrice, è un importante saggio di analisi comparata che verte sui tre fondamentali generi letterari diffusi nella cultura inglese, tedesca ed italiana del Novecento: il romanzo, il dramma e la poesia. Come si evince dalla puntuale Prefazione di Lea di Salvo, l’autrice si propone una molteplicità di obiettivi: considerare le opere letterarie come prodotto dei contesti storici di riferimento, ripercorrere la strada che ha determinato l’evoluzione delle tecniche sottese alle diverse tipologie letterarie, rovesciare il concetto di “inutilità dell’arte”, secondo l’accezione data da Oscar Wilde e riferibile ai canoni dell’estetica simbolista decadente. Storti in questo studio dimostra, come da lei asserito nelle Conclusioni, quanto invece l’arte sia indispensabile e come la Letteratura, intesa come arte dello scrivere, divenga dispensatrice di emozioni e fonte di conoscenza.

Il trait d’union tra gli autori scelti è l’osservazione di una società borghese ormai al crepuscolo, insieme ai suoi prodotti artistici; gli scrittori inseriti nell’opera reagiscono di fronte ad un mondo in cui non si riconoscono e dove, dopo il crollo delle certezze positivistiche, tutto appare menzogna, assorti nell’incessante ricerca di nuove e più autentiche modalità espressive che li avvicina ai movimenti di avanguardia del Novecento. Il saggio procede attraverso continue interrelazioni, in un lungo e complesso excursus che, per la sezione Romanzo, prende l’avvio dal Doctor Faustus di Thomas Mann: l’isolamento che circonda il protagonista, il musicista tedesco Adrian Leverkühn, presenta numerosi motivi autobiografici e coincide con la degenerazione della Germania funestata dal nazismo.

Alienazione, frustrazione ed emarginazione sono le cifre peculiari dell’opera kafkiana: sogno e realtà, simbolo e concretezza viaggiano su due binari paralleli. I personaggi, indicati con l’iniziale K, spesso alter ego dello scrittore, si sentono schiacciati da leggi incomprensibili.
Potente si eleva la voce di Virginia Woolf, una tra le prime scrittrici ad occuparsi, in Una stanza tutta per sé, del rapporto tra cultura e mondo femminile; Virginia esorta le donne ad uscire allo scoperto, aprendo al mondo le loro stanze per scrivere senza rinunciare alla propria identità, penetrando all’interno dei processi mentali per immergersi nella novità assoluta rappresentata dal “flusso di coscienza”.

La seconda sezione, Il teatro, si sofferma sul Saggio sull’umorismo di Luigi Pirandello, contrassegnato dal dualismo tra il sentimento del contrario e l’avvertimento del contrario, ovvero tra il comico e l’umoristico, principi ispiratori di tutta la sua produzione. Ed è allo scrittore agrigentino che si deve, dopo Shakespeare e Goldoni, una vera e propria riforma del teatro che ha ampliato gli orizzonti della drammaturgia italiana, innalzandola ai livelli della cultura mitteleuropea. Storti prosegue quindi con due caposaldi del teatro novecentesco: Frank Wedekind, con la sua Lulù, la femme fatale equivalente, per certi aspetti, alla dannunziana Elena Muti, entrambe figure femminili contrassegnate dalla volontà di affermare se stesse contro la morale corrente e Samuel Beckett, uno dei padri del teatro dell’assurdo. Così l’uomo contemporaneo nasconde il suo vero volto dietro la maschera pirandelliana e con Beckett si identifica in una marionetta che si muove estraniata, pronunciando puns e nonsense, nella fissità di una vita - non vita, in un processo di decostruzione della realtà.

Ma Storti individua come il maggior artefice della rivoluzione poetica Thomas Stearns Eliot, il quale sostiene che la tradizione non è solo passato, ma continua a vivere nel presente, fornendoci la coscienza della memoria storica. Eliot è presente nella sezione dedicata al romanzo e anche nella terza ed ultima sezione, Poesia, in un accostamento con Eugenio Montale; oltre alla teoria del “correlativo oggettivo”, i due premi Nobel condividono la creazione di una poesia forse meno lirica, ma certamente molto efficace, nella loro consapevolezza di possedere solo incertezze.

Il saggio di Storti è di fondamentale importanza ed offre succosi spunti di riflessione, rivelando interessanti e impreviste analogie tra autori molto diversi tra loro, ma animati dagli stessi intenti: rinnovare, rivoluzionare, modernizzare una Letteratura considerata ormai alla sua fine; essi hanno fornito un apporto fondamentale alla storia letteraria, influenzando tutte le generazioni successive, fino ai nostri giorni. Ed è anche grazie a Pirandello e Montale, come era accaduto per Dante e Petrarca, che la letteratura italiana può a buon diritto essere considerata a tutti gli effetti parte integrante di quella europea.

Gabriella Veschi

 

 

Maria Angela Eugenia Storti, Itinerari di letteratura del Novecento tra tradizione ed innovazione, pref. di Lea Di Salvo, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 82, isbn 978-88-31497-99-2, mianoposta@gmail.com.

 

Mostra altro

Marco Farinella, "Ascolta il tuo suono, ti riporterà a casa"

14 Giugno 2023 , Scritto da Rita Bompadre Con tag #rita bompadre, #recensioni, #saggi, #musica

 

 

 

Ascolta il tuo suono: ti riporterà a casa di Marco Farinella (Vivere d'Arte Editore, 2021 pp. 348 € 19.90) è un libro molto interessante. Il saggio concentra il significato dell'educazione e della formazione dell'essere umano nel coinvolgimento emotivo e sensibile dell'apprendimento artistico. L'autore, cantante professionista, conduce attraverso il canto, una moderna pedagogia in cui la relazione con il suono decifra una compiuta armonia dell'esistenza. Analizza le caratteristiche di ogni interpretazione vocale, nella sequenza di ogni conseguimento di competenza, nella sinfonia del registro talentuoso. Marco Farinella, ideatore del sistema Mod. A.I. (Modello Acustico Interagente con il sistema nervoso umano), seduce con un linguaggio appassionante l'espressione culturale e sentimentale del suono, conferma la suprema conoscenza della voce umana, attua la ricerca del suo progetto educativo. L'estensione del suo sapere trasforma la didattica narrativa, forma il codice edificante della comunicazione all'interno dello svolgimento di organizzazione dell'energia creativa. La rappresentazione di una metodologia come sviluppo intuitivo e naturale spiega le dinamiche ancestrali alla base dei riferimenti di apprendimento e di costruzione del sé. Marco Farinella focalizza la sua attenzione esponendo la nobile vocazione della sua ricerca sull'educazione concretizzata attraverso l'esperienza della ispirazione artistica, in un confronto di disciplina estetica e di rigore morale, nell'impiego lineare e scrupoloso del sapere. Insegue il dialogo applicativo delle percezioni nella funzione rivelativa dei suoi effetti, spiega l'intima connessione tra la iterazione delle frequenze sensoriali e la composizione psicologica, congiunge la relazione fondamentale tra il meccanismo acustico e le vibrazioni fenomeniche dell'uomo. Leggere Ascolta il tuo suono: ti riporterà a casa è come accettare l'incantevole suggerimento della bellezza, restituire alla nostra anima il motivo di legittimo privilegio, riconsegnare l'accoglienza delle modulazioni corporee e mentali, riconoscere le proprie sensazioni e assorbirle attraverso una speciale consapevolezza. L'autore dona al lettore una particolare e sapiente concezione della propria dottrina innovativa, trasmette una reale e coraggiosa capacità funzionale, riconosce alla destinazione designata dalla superficie sonora una illimitata validità curativa. L'opera di Marco Farinella apre un mondo sulla eccezionale volontà di esplorare le proprie attitudini e di rivelare il risultato conseguito nell'itinerario empatico delle parole. Il linguaggio,  sempre preciso e pertinente all'arte narrata, cattura l'autentico entusiasmo ricorrente tra le pagine, attrae la saggia agilità dell'eloquenza. Marco Farinella, spinto da un originale, naturale istinto di afferrare il devoto entusiasmo della vita, indirizza  lo spazio dell'acustica come luogo di benessere, ascolta il significato della riflessione intensa del suono, entra in profonda sinergia con la sensorialità dell'uomo. Riporta a casa la viva e carismatica sensazione del sentire, amplia il desiderio di decifrare le intonazioni dell'inconscio, conquista l’esclusività della propria tecnica e la diffonde nella meravigliosa qualità di svelare ogni volta una voce nel compimento generativo di infinite possibilità. 

 

Rita Bompadre - Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

 

 

Mostra altro

Michele e Viola Petullà, "Teorie evoluzionistiche in Antropologia"

2 Giugno 2023 , Scritto da Marco Zelioli Con tag #marco zelioli, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Michele e Viola Petullà, Teorie evoluzionistiche in Antropologia – Modelli e sviluppi, Guido Miano Editore, Milano 2023.

 

Guido Miano Editore questa volta sembra ‘uscire dal seminato’, proponendo il libro Teorie evoluzionistiche in Antropologia – Modelli e sviluppi dei sociologi vibonesi Michele e Viola Petullà.

Scrive Enzo Concardi nella Prefazione che gli autori, con una scelta di studiata sinteticità, ci aiutano a capire l’importanza di Charles Darwin; il quale non fu assertore di teorie atee, ma “un uomo in ricerca, dalla grande onestà intellettuale che come tale va rispettato”; e cita lo stesso Darwin: «Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata» (Lettera 8837, 2 aprile 1873) – in una ricerca lunga tutta una vita.

La curiosità attorno al “sistema adattivo” delle specie viventi all’ambiente circostante ha stimolato gli studiosi fin dall’antichità: già Aristotele tentò una sistematizzazione della materia, fissandone le regole, in modo provvisorio, come si può intuire. In ogni caso è certo che, dopo alterne vicende, solo nel XIX secolo gli studi sull’evoluzione degli organismi viventi ebbero la prima vera stagione scientifica, con diverse ipotesi e linee interpretative, che il volumetto propone in cinque capitoli: i primi due dedicati all’inquadramento teorico dell’argomento ed agli antecedenti storici dell’evoluzionismo; il terzo alle teorie dell’evoluzione “pre-evoluzionistiche” ed il quarto alle teorie evoluzioniste di Lamark e di Darwin ed alle loro marcate differenze; il quinto riguarda La Teoria dell’evoluzione dopo Darwin, toccando i suggestivi e delicati aspetti delle “mutazioni”, il Neodarwinismo, gli “equilibri punteggiati”, il Neocreazionismo e l’interessante argomento “Mendel e le basi genetiche dell’evoluzione”. Conclude il volume una nutrita bibliografia ed un’utile sitografia, che permette a chi vuole approfondire i vari argomenti di farlo agevolmente – cosa importante per un testo particolarmente indirizzato a studenti delle scuole superiori (ma anche a chi voglia conoscere meglio un argomento tanto dibattuto quanto spesso mal conosciuto). I vari aspetti sono trattati senza sottili e (forse) inutili disquisizioni, con linearità ed attenzione. Sullo sfondo di tutta la trattazione sta il delicato tema della conciliazione tra “evoluzione” e “creazione”, che ancor oggi infiamma i dibattiti tra opposti schieramenti, con punte polemiche che quasi ricordano il “caso Galileo”.

L’essenzialità del testo porta ad affermazioni un po’ tranchant - qualche riga in più forse sarebbe stata utile, ad esempio sul fissismo come “teoria influenzata dalla visione aristotelica, la quale portava avanti la teoria creazionista, in linea con il Vecchio Testamento” (p.28): tra il greco Aristotele e la Bibbia ebraica non c’è un convincente trait d’union. Anche l’affermazione che “il determinismo illuminista ... ha permesso gli imponenti progressi scientifici del XVIII secolo” (p.61) andrebbe meglio circostanziata; e, ultimo esempio, è arduo affermare che Darwin “disegnò un mondo nuovo in cui non era necessario immaginare un Dio creatore e non era presente una finalità insita né un rigido determinismo” (p.63), quando lo stesso Darwin ammette la possibilità che il processo evolutivo evochi un che di misterioso e non si produca solo da se stesso, come le sue citazioni riportate in Prefazione testimoniano. Emerge comunque bene la posizione di Darwin, che non si propone di scegliere l’una o l’altra parte (non poi così avverse), ma di osservare come il passaggio dall’origine del cosmo a quella dell’uomo non sia solo o “meccanico” ed “improvviso” oppure “lento” e “adattivo”, ma sia un processo in atto, alla lunga capace di comporre un disegno che si potrebbe dire ‘sinfonico’.

Bisogna dire che a un testo condensato in 84 pagine non si può chiedere più che un’informazione generale capace di indurre ad approfondire gli spunti trattati; e va riconosciuto che anche gli argomenti più controversi sono presentati con linearità e consentono la necessaria comparazione tra le diverse posizioni, favorendo un approccio non preconcetto alle questioni in gioco a livello scientifico, antropologico, filosofico, sociale, religioso; in un percorso che invita a ragionare per farsi un giudizio sereno, che tenga conto di tutti i fattori in gioco e non solo delle posizioni più attuali o più sbandierate.

Gli autori, consapevoli che “fare una storia della Teoria dell’evoluzione, e dei suoi sviluppi nel tempo, non è cosa semplice” (come si legge nella loro Introduzione), si sono cimentati con l’arduo compito, offrendo ai lettori uno strumento agile e ben congegnato. Così ci hanno restituito una figura di Darwin non inedita, ma incastonata in modo appropriato nella storia, senza inutili dibattiti ideologici né facili generalizzazioni, in una visione chiara e abbastanza equilibrata. Un libro che è strumento di conoscenza, raro esempio di testo a carattere scientifico-divulgativo scorrevole e piacevole da leggere – quasi come uno dei bei libri di poesia cui la case editrice milanese ci ha da molto tempo abituato.

Marco Zelioli

 

 

Michele PetullÀ, Viola PetullÀ, Teorie evoluzionistiche in antropologia. Modelli e sviluppi, premessa di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 84, isbn 979-12-81351-01-1, mianoposta@gmail.com.

 

 

 

Mostra altro

LE NOVITÀ METODOLOGICHE E IL VALORE SCIENTIFICO E STORICO-CULTURALE DELLA TEORIA EVOLUZIONISTICA DARWINIANA

15 Maggio 2023 , Scritto da Floriano Romboli Con tag #floriano romboli, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Michele e Viola Petullà, Teorie evoluzionistiche in antropologia. Modelli e sviluppi, G. Miano Editore, Milano 2023

 

Anche l’agile volumetto Teorie evoluzionistiche in antropologia. Modelli e sviluppi (Miano Editore, Milano 2023), scritto da Michele e Viola Petullà con notevole sicurezza di informazione e pregevole chiarezza didascalico-divulgativa, riferisce di una circostanza aneddotica non trascurabile perché senz’altro rivelatrice. La prima edizione de L’origine delle specie per mezzo della selezione naturale (On the Origin of Species by Means of Natural Selection) di Charles Darwin fu posta in vendita a Londra una domenica del novembre 1859, per l’esattezza il giorno 24. Il giovane editore John Murray si era tenuto prudente e aveva tirato 1250 copie che andarono esaurite in quella stessa giornata, a testimonianza di un preesistente, diffuso interesse, che era cresciuto progressivamente, come preparato da un’intensa stagione di studî iniziata con l’età dell’Illuminismo, la quale dette un contributo fondamentale a che s’instaurasse una visione razionale e scientifica della vicenda storica degli uomini e segnatamente della realtà naturale, fisico-biologica, astronomica e paleontologica.

In altri termini può dirsi che l’opera maggiore del grande naturalista inglese intercettava con felice tempestività una “domanda” culturale rafforzatasi nel tempo e lo faceva sulla base di un metodo d’indagine rigorosamente critico-empirico, frutto di una paziente, sistematica ricerca sul campo – divenne presto celebre il suo viaggio, durato cinque anni, a bordo del brigantino Beagle nelle terre più remote del globo, e in particolare alle isole Galàpagos -, nel corso della quale raccolse gran messe di dati, ordinati poi ed elaborati alla luce di alcuni principî generalmente esplicativi, divenuti assunti teorici rapidamente affermatisi in forza della perspicuità e dell’efficacia descrittive e interpretative di essi.

Il darwinismo più specificamente comportò la discovery of time, la scoperta del tempo nella natura, in aperta opposizione all’astorica “fissità” delle specie propria della concezione del medico e botanico svedese Carlo Linneo, illustrata nell’imponente lavoro Systema naturae, pubblicato nel 1735 e in seguito integrato e completato, e  bene sintetizzabile nel suo celebre motto: “Species tot sunt diversae quot diversas formas ab initio creavit Supremum Ens” (“Tante e diverse sono le specie viventi quante forme diverse fin dall’inizio creò l’Essere Superiore”).  Il creazionismo e il fissismo linneani costituivano il punto di approdo, nell’epoca illuministico-scientifica, di una plurisecolare tradizione di pensiero filosofico-religioso imperniato sulla saldatura fra l’aristotelismo e il racconto biblico, giacché invero lungamente “la narrazione della Bibbia fu considerata non solo un testo religioso, ma anche un documento scientifico” (p.19).

Gli autori non nascondono di certo il fatto che ipotesi trasformistiche si fossero altresì affacciate in tempi precedenti, addirittura nell’antichità, e ricordano Anassimandro, Eraclito, il medico Ippocrate, la scuola atomistica e lo splendido poema De rerum natura dello scrittore latino Tito Lucrezio Caro. Si trattò comunque di posizioni marginali e soprattutto contraddistinte dal tratto peculiare della pura speculazione teoretica. In età moderna la dottrina proto-evoluzionistica ha avuto i suoi rappresentanti autorevoli in Buffon (Degenerazionismo), Cuvier (Catastrofismo), Hutton e Lyell e il loro Uniformismo e in particolare Jean-Baptiste Lamarck, con le sue tesi circa la modificazione delle specie quale conseguenza dell’adattamento all’ambiente e della trasmissione ereditaria dei caratteri acquisiti.

Nel libro c’è spazio pure per le teorie contemporanee dell’evoluzione, che constano largamente di approfondimenti in chiave genetistica della lezione darwiniana (ad esempio il saltazionismo, oppure la teoria cosiddetta degli equilibri punteggiati); la proposta naturalistica di Darwin resta nondimeno centrale nella trattazione, e i suoi capisaldi concettuali (“caso – variazione - selezione naturale”) vengono definiti nell’incidenza operativa e nella loro pregnanza cultural-problematica con esauriente incisività.

In conclusione ritengo suggestiva l’immagine-simbolo dei processi che hanno caratterizzato il sorgere e il perpetuarsi della vita nel pianeta, un’immagine emblematicamente e neo-darwinisticamente raffigurante l’albero della vita, cioè un modello di sviluppo non lineare, bensì riconducibile a un’ideale frondosità irregolare e aggrovigliata, a “un intricato ed enorme cespuglio, in cui la nostra specie rappresenta solo un ramoscello molto recente”(p.77).

Floriano Romboli

 

 

Michele PetullÀ, Viola PetullÀ, Teorie evoluzionistiche in antropologia. Modelli e sviluppi, premessa di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 84, isbn 979-12-81351-01-1, mianoposta@gmail.com.

 

Mostra altro
Pubblicità

Michele Petullà - Viola Petullà, "Teorie evoluzionistiche in antropologia"

9 Maggio 2023 , Scritto da Raffaele Piazza Con tag #raffaele piazza, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

 

Michele Petullà – Viola Petullà

 

TEORIE EVOLUZIONISTICHE IN ANTROPOLOGIA

Modelli e sviluppi

 

 

Il saggio che prendiamo in considerazione in questa sede presenta una premessa di Enzo Concardi acuta e ricca di acribia; scrive il critico che siamo di fronte ad un lavoro che ci conduce all’interno dell’appassionante dibattito sviluppatosi intorno al tema dell’evoluzione, una vasta e complessa materia che si estende anche ad altre discipline oltre l’antropologia – come la biologia, la filosofia, la sociologia e in genere le scienze umane e della natura.

Come leggiamo nell’introduzione nell’opera, viene trattato ed approfondito il tema relativo ai modelli e agli sviluppi della Teoria dell’evoluzione nelle molteplici e diverse accezioni con cui è stata presentata nel corso della storia: un argomento che trova spazio e s’inserisce nell’ambito della disciplina dell’Antropologia.

Evoluzione, nel senso biologico della parola, significa un lento e graduale perfezionamento delle specie umane e vegetali dalle forme più semplici a quelle più differenziate come organizzazione anatomica e funzionamento fisiologico. È stata spiegata variamente con le ipotesi di Lamarck e di Darwin e di altri sostenitori dell’evoluzionismo in generale.

Come scrivono gli autori nel paragrafo Inquadramento teorico: Antropologia ed Evoluzionismo - Definizione della disciplina, l’Antropologia, come disciplina scientifica, può essere definita come “la scienza dell’uomo”, la quale si concretizza come concezione, teoria, programma di ricerche sull’uomo inteso sia come soggetto individuale (persona a sé), sia come soggetto collettivo (all’interno di aggregati, gruppi, comunità).

Sintetizzare il saggio nella sua totalità e complessità nello spazio di una recensione, nel tentativo di coglierne la chiave interpretativa e i concetti salienti, sottende ovviamente il risultato di una comprensione non completa del testo nei particolari per il lettore e lo rimanda alla lettura integrale tout-court per l’acquisizione di tutti i contenuti che sono articolati e compositi

A proposito di quanto detto, Concardi nella premessa scrive che la pubblicazione ha un carattere e quindi uno scopo divulgativo-didattico: tant’è vero che se ne consiglia l’utilizzo anche da parte delle scuole superiori soprattutto nei licei ad indirizzo “scienze umane e pedagogiche”. È lampante che, in un mondo giovanile liquido e alienato come quello attuale dove domina il consumismo connesso alla tecnologia, parlare di antropologia ed evoluzionismo ai ragazzi è qualcosa di particolarmente interessante e pregnante. Da parte dei docenti serve per dare ai giovani coordinate nuove e diverse da quelle dominanti del mondo attuale e può essere paragonato questo modello culturale e didattico a quello dello studio delle poesie. Entrambi i modelli vanno sotto il nome di pensiero divergente diverso dai modelli dell’avere e del materialismo, da quello delle tre s sesso, soldi e successo. Non a caso l’antropologia come già detto è la scienza dell’uomo e con l’arte può aprire le porte ad un nuovo umanesimo.

L’origine della specie è un tema affascinante e interessantissimo anche per gli uomini del terzo Millennio per venire a capo della nostra provenienza e molti studiosi si sono accostati a questo tema per fornire soluzioni diverse o meglio interpretazioni per spiegare il fenomeno.

E, per esempio, il filosofo francese Jean Guitton nell’opera Dio e la scienza afferma che la materia che forma l’uomo, le specie animali e vegetali ma anche i mari, i monti il sole la luna, i pianeti e tutto quello che ha un’essenza sensibile è cosi composita e perfetta che solo una mente ordinatrice poteva realizzarla; e qui si tocca la tematica dell’esistenza di Dio.

È un lavoro originalissimo quello che Michele e Viola Petullà ci presentano nel nostro panorama della contemporaneità, stimolante per tutti i lettori ma soprattutto per i giovani studenti di cui si diceva.

Come scrivono gli autori nell’introduzione, l’opera muove dalla consapevolezza che fare una storia della teoria dell’evoluzionismo e dei suoi sviluppi nel tempo, non è cosa semplice, data la complessità della materia e i diversi e molteplici elementi che entrano in gioco nonché l’accavallarsi e il mescolarsi di considerazioni di carattere biologico e antropologico ma anche sociologico che nel corso della storia si sono verificati riguardo a questo tema.

È veramente affascinante pensare che l’Antropologia scienza dell’uomo si arricchisce nelle sue cognizioni anche nella ricerca sul campo quando appunto gli antropologi si recano su luoghi particolari nei quali vivono comunità di persone ancora legate a modelli primitivi di vita, come gli aborigeni, i pigmei e gli eschimesi che hanno usi e costumi ancestrali e anche forme di religiosità e civiltà lontane anni luce da quelle del nostro postmoderno occidentale tecnologico e cibernetico quando per esempio alcuni popoli compiano ancora rituali di tipo religioso come la danza della pioggia e anche riti che servono nelle mentalità primitive a fecondare la terra.

Un lavoro importante quello degli autori per il fortunato lettore che s’imbatte in queste pagine dense e redatte con una forte coscienza letteraria e anche scientifica.

Raffaele Piazza

                 

 

Michele PetullÀ, Viola PetullÀ, Teorie evoluzionistiche in antropologia. Modelli e sviluppi, premessa di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 84, isbn 979-12-81351-01-1, mianoposta@gmail.com.

     

Mostra altro

Maria Angela Eugenia Storti, "Itinerari di letteratura del novecento tra tradizione e innovazione"

6 Maggio 2023 , Scritto da Enzo Concardi Con tag #enzo concardi, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Maria Angela Eugenia Storti

 

ITINERARI DI LETTERATURA DEL NOVECENTO

TRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE

 

Per introdurre il lettore ad una prima comprensione di quest’opera d’alto spessore culturale-contenutistico, conviene delimitare gli ambiti di ricerca dei testi e definirne sin da subito le finalità. Il primo passo è quello di porre l’attenzione sulle personalità letterarie che l’autrice colloca nel “Novecento tra tradizione ed innovazione” e che sono richiamate nel sottotitolo. Esso recita: “Memorie artistiche a confronto: Mann, Kafka, Woolf, Eliot, Beckett, Wedekind, Pirandello, Montale”. Viene dunque attuata una scelta fra le maggiori voci artistico-letterarie del secolo scorso, tuttavia non affastellate casualmente e senza alcun criterio logico-interpretativo, ma accomunate da talune caratteristiche chiaramente individuate dalla stessa autrice nella nota introduttiva: «Il campo d’indagine di quest’opera mira a fornire un contributo alla cultura anglosassone e tedesca del Novecento e comprende manifestazioni italiane, la cui espressione può ritenersi per alcuni aspetti europea. Si tratta di autori ritenuti tra i più rappresentativi, in base ad una evoluzione diacronica della letteratura, ciclicamente e costantemente spinta dalla tradizione all’avanguardia». Vi è quindi una focalizzazione relativa alle oscillazioni pendolari delle visioni che la letteratura esprime, essendo essa spesso una creazione dello spirito debitrice del pensiero, soprattutto ai più alti livelli intellettuali.

Il passo successivo riguarda la suddivisione strutturale del libro – richiamata anche nella esplicativa prefazione di Lea Di Salvo – in tre sezioni, ovvero “Il romanzo”, “Il teatro”, “La poesia”. Come si vede è una tripartizione per generi letterari, che ritengo comunque più formale che sostanziale, in quanto la vera discriminante è trasversale alle tematiche, alle concezioni filosofiche, ai messaggi diretti o simbolici, agli aspetti del linguaggio. Procedendo oltre ci si avvicina ai saggi che ci consentono di avventurarci in questi “itinerari di letteratura”: saggi che hanno il pregio della brevità e della sintesi e, allo stesso tempo, d’una trattazione chiara ed esauriente della materia e che – per ragioni di spazio – posso qui indicare solo per sommi capi.

“Lamento e celebrazione nel ‘Doctor Faust’ di Thomas Mann” è la tragica vicenda di un artista che scende a patti col diavolo, allegoria del suo fallimento creativo e della musica, della crisi della civiltà borghese, della perdita dell’anima, della fede, dell’identità storica della Germania nazista: è “il libro della fine” (Mayer) e del nihilismo (Nietzsche). “Realismo e simbolo nell’opera di Franz Kafka” convivono ed entrambi sanciscono l’angoscia e la solitudine dell’individuo di fronte a poteri invisibili che lo schiacciano, mentre l’assenza di Dio è disperante.

In “Virginia Woolf: il romanzo del Novecento e le sue trasformazioni nell’universo femminile” i temi dominanti sono quello dell’emancipazione femminile (lotta contro i pregiudizi, autorealizzazione identitaria e culturale) e della follia (accusa alla psichiatria).

“Thomas Stearns Eliot: la prospettiva allegorica e la conquista della tradizione” è il saggio sulla sua rivoluzione poetico-simbolista (La terra desolata), del bisogno di trascendenza e salvezza causa il fallimento umano, della tradizione non ereditaria ma meta faticosa.

In “Luigi Pirandello: il sentimento del contrario e le sue origini storiche, filosofiche, letterarie”, l’autore italiano è a confronto con la dialettica del romanticismo tedesco; l’identità, le maschere, il vedersi vivere, l’assurdo, il non-senso sono tematiche universali; per lui vale il trinomio “grecità-sicilianità-europeismo”.

“La ‘Lulu’ di Frank Wedekind: ambiguità di un simbolo” rappresenta l’archetipo della ‘femme fatale’, vittima e carnefice in amore e nella vita, donna-serpente e donna-bambina per le antinomie della sua sessualità, per il carattere dualistico e dicotomico dell’opera.

Con “Samuel Beckett: la crisi dell’identità tra elegia e parodia giullaresca” entriamo nel teatro dell’assurdo, scardinamento del teatro borghese, dove non vi è nessuna verità, nessuna illusione, nessun mezzo per dire qualcosa, i personaggi sono figure menomate e diseredate, il vuoto prevale.

Infine “Alcuni aspetti poetici in Eugenio Montale e Thomas Stearns Eliot” li accomunano, come le immagini desolate della natura dove ogni cosa si sgretola, parimenti alla vita interiore; come il sentimento tragico dell’esistenza e lo sguardo disincantato sulla realtà, mentre le visioni divaricano circa trascendenza ed escatologia. In conclusione un’opera stimolante per un’analisi sul rapporto io-società e per un’autoanalisi sulle problematiche dell’essere.

Enzo Concardi

 

 

Maria Angela Eugenia Storti, Itinerari di letteratura del Novecento tra tradizione ed innovazione, pref. di Lea Di Salvo, Guido Miano Editore, Milano 2023, pp. 82, isbn 978-88-31497-99-2, mianoposta@gmail.com.

 

Mostra altro
<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 20 > >>