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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

recensioni

Radio Blog: Gianluca Pirozzi, "Nomi di donna"

6 Febbraio 2019 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #poli patrizia, #recensioni, #gianluca pirozzi

 

 

 

"È così difficile trovare una raccolta di bei racconti e questi, contenuti in Nomi di donna di Gianluca Pirozzi, belli lo sono davvero, anzi di più. Sono originali, raffinati, scritti con maestria, sembra di avere fra le mani già un classico."

Una nuova recensione scritta da Patrizia Poli ci farà conoscere la raccolta di racconti di Gianluca Pirozzi Nomi di donna - L'Erudita edizioni.
Buon ascolto!

Lettura di Chiara Pugliese

 

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Pietruccio Montalbetti, "Amazzonia, io mi fermo qui"

3 Febbraio 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #luoghi da conoscere

 

 

 

Amazzonia, io mi fermo qui

Pietruccio Montalbetti

Editrice Zona, 2018

 

 

Il valore di Amazzonia, io mi fermo qui, ovviamente, non è nello stile, pur pulito e scorrevolissimo, ma nel contenuto.

Fra All’inseguimento della pietra verde, Fitzcarraldo e Passaggio a nordovest, in realtà un godibilissimo buon vecchio diario di viaggio in Amazzonia, scritto da Pietruccio Montalbetti, uno dei componenti la band - ma prima si diceva complesso – dei Dik Dik.

Montalbetti ha fatto un meraviglioso percorso in Ecuador, nel fitto della selva amazzonica, alle Galapagos e in Perù. È partito da solo, si è avvalso di compagnie occasionali, ha affrontato disagi e pericoli. Ne esce un ritratto di uomo curioso, innocente ma non sprovveduto, intelligente, sincero e gentile. Alcune scene sembrano un po’ cinematografiche e costruite ma non abbiamo motivo di dubitare della loro veridicità.

L’Amazzonia è un rigoglio di cose che pullulano, strisciano, volano, urlano; cose che pungono, avvelenano, azzannano. E di persone diverse da noi. Con innegabili differenze culturali che ci riesce difficile accettare. Noi occidentali, in particolare io, troviamo atroci le scene di brutali uccisioni di animali, anche se fatte per cibarsi, con buona pace di quelli che considerano non molto migliori le condizioni di vita e morte nei nostri allevamenti lager. Qui, almeno, sono mitigate per contrasto dalla dolcezza del protagonista, incapace di uccidere anche quando è attanagliato dai morsi della fame.

Di bello c’è la natura incontaminata - sebbene sempre più in pericolo - del bacino fluviale amazzonico. Cieli limpidi, alberi svettanti con in cima meravigliosi fiori colorati, pappagalli variopinti, bambini che sguazzano nudi e felici, scimmie di tutte le forme e misure. Ma anche insetti, vedove nere, anaconda, pirana e coccodrilli; anche insidie, agguati, teste mummificate, coltelli, acquazzoni e piogge incessanti; anche punture d’insetti, fame e pericoli.

Di buono c’è la libertà primordiale, il senso della vita come doveva essere all’inizio del tempo, fatta di cose semplici, di pura sopravvivenza, di affiatamento spontaneo e cameratesco fra compagni di viaggio, fra uomini di nazionalità, cultura ed estrazione diverse. C’è quel muoversi nella natura come fanno gli animali, annusando il vento, sviluppando sensi come l’olfatto che noi abbiamo atrofizzati, riscoprendo l’animale che è in noi. (Un po’ quello che l’etologo Marchesini ci invita a fare nel nostro rapporto col cane.)

Sorge prepotente la nostalgia per un mondo che non sarà mai più, che una parte di noi forse inconsciamente rimpiange, anche se, una volta presane coscienza per lo spazio d’un breve viaggio, è lieta di abbandonarlo per tornare con un sospiro di sollievo alla civiltà.

Le condizioni di vita degli indios, con le loro raccapriccianti zaza appese alle travi delle capanne - ovvero le teste rimpicciolite dei nemici uccisi - costituiscono un ecosistema che incuriosisce ma dal quale possiamo solo ritrarci, conservando, però, dentro di noi, il senso di un dubbio e di una possibilità. E se la civiltà e il progresso occidentali non fossero l’unico dei mondi possibili? Se ci fosse anche un’altra modalità, ancestrale, libera dai condizionamenti, dagli orari, dalla fretta, dall’obbligo di lavorare per vivere?

E colpiscono l’ospitalità e la generosità “da parte di gente che non aveva niente e per cui non ero niente”. La gentilezza, il riso, il pianto, il dolore, l’amicizia ci rendono universalmente umani.

Alla fine resta il rispetto per ciò che è diverso e non conosciamo. Resta la pietà per chi soffre. Soprattutto resta, prepotente, la nostalgia per questo eden incantevole e violento, insieme al fascino incontenibile dell’avventura, quello che ci fa sentire tutti, per un momento, un po’ Allan Quatermain e un po’ Indiana Jones.

 

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Radio Blog: Carlo Valentini, "Elvira"

30 Gennaio 2019 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #poli patrizia, #recensioni, #pittura

 

 

 

"Essere ritratti da Modì, si era soliti dire nell’ambiente, era come “farsi spogliare l’anima”. L’ambiente è quello di Montmatre e Montparnasse, il ritratto in particolare campeggia sulla copertina del libro di Carlo Valentini: Elvira la modella di Modigliani"- Graus Edizioni.

 

Riscopriamo questo libro grazie alla recensione di Patrizia Poli amministratrice di signoradeifiltri.blog.

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese

Musica: Incompetech
Per contattarci:radioblog2017@gmail.com

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Radio Blog: Dino Buzzati, "Barnabo delle montagne"

28 Gennaio 2019 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #valentino appoloni, #recensioni

 

"Si tratta di un breve romanzo di Dino Buzzati, pubblicato nel 1933 quando l’autore era ventisettenne [...] ci si muove davanti a scenari di grande suggestione, tra vette, crode, ghiaioni, foreste".

 

Oggi riscopriamo Barnabo delle montagne di DINO BUZZATI - Libri Mondadori e lo facciamo grazie ad una recensione scritta da Valentino Appoloni proprio per noi di signoradeifiltri.blog.

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese
Musica : Incompetech
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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O LUNA, O LUNA TU ME LO DICEVI … di Angelo Malinverni

27 Gennaio 2019 , Scritto da Valentino Appoloni Con tag #valentino appoloni, #storia, #recensioni

 

 

 

 

Angelo Malinverni, torinese, medico, classe 1877, ci ha lasciato un diario di guerra molto particolare che copre la sua esperienza al fronte dal 1915 al 1918 nell’alto Isonzo. Il titolo del libro ricorda l'ardita impresa degli alpini che presero il Monte Nero, guidati dal tenente Picco.

L’opera fu apprezzata da Marinetti che ne lodò l’ottimismo futurista e l’assenza di nostalgie deprimenti. C’è da chiedersi le ragioni del giudizio del celebre letterato; certamente il diario è vivace quanto a scrittura e terminologia, linguisticamente appare originale e fuori dai consueti  schemi espressivi. Malinverni chiama le nuvole “nubecole”,  gli shrapnel diventano “srapanelli”, parla di occhi “impeciati di sonno” e gli esempi di invenzione sono davvero molti.

Ma per il resto l’opera non fa (poco futuristicamente) sconti nel raccontare la sofferenza senza rimedio del combattente.

Non c’è esaltazione per la guerra, ma vivissima solidarietà verso i compagni, con pagine intensissime quando si narra di rapporti di amicizia recisi da qualche arma nemica.

Malinverni si sente pienamente partecipe dei disagi e dei pericoli della trincea; sta in prima linea e ha cultura militare oltre che coraggio, tanto da diventare addirittura aiutante maggiore nel battaglione, pur continuando a fare il medico. Una situazione decisamente particolare. Eccolo disegnare le postazioni nemiche, compilare il resoconto dei fatti d’arme da inviare ai superiori, suggerire un’azione per uscire da un momento di grave impasse o dipingere il paesaggio dato che è anche un pittore.

È un testo che spesso ci fa sorridere; come nel Diario di un imboscato di Attilio Frescura, il libro abbonda di battute, episodi spassosi, ironia.

Non si può comunque non pensare all’elenco dei tanti caduti del battaglione in cui il medico era diventato per i commilitoni una sorta di mascotte e di portafortuna, dato che, in mille azioni cui anch’egli aveva preso parte, l’esito era stato abbastanza felice per il reparto. I molti episodi del 1915 descrivono con efficacia le prime fasi della grande mattanza al fronte e danno l’idea del compito immane dei medici durante le battaglie: “.. passo da un ferito all’altro, al fioco lume d’un moccolo vagolante sostenuto dal cappellano ... Che fare di fronte ai feriti all’addome, votati a morte quasi certa, che bisognerebbe muovere, e qui non si possono tenere?”

Particolarmente intenso è il resoconto di una giornata passata a Gorizia allo scopo di procurarsi le bare per gli ufficiali amici morti, passando a stento tra le maglie della burocrazia e col pensiero sempre ai compagni perduti.

Esemplare, inoltre, quando descrive gli spostamenti notturni in montagna tra strapiombi e dirupi, con il rischio delle valanghe che obbligano a soccorsi temerari per cercare di salvare i soldati travolti.

Il dato di fondo, comunque, è che il tono leggero e a tratti scanzonato non riesce a distogliere dal dramma consumato sui monti del Carso, raccontato in modo indimenticabile.

Chi desidera procurarsi il libro, può scrivere all’Associazione Carsoetrincee (carsoetrincee@gmail.com) che ha curato la riedizione di ottimi diari e memoriali, tutti recensiti in questo blog.

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Andrea Legnani, "L'edera e l'olmo"

20 Gennaio 2019 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #recensioni

 

 

 

 

L'edera e l'olmo

Andrea Legnani

Frammenti di vetro editore

 

Andrea Legnani, un amico di Facebook, sapendo del mio amore per la lettura, ha voluto farmi un regalo e, qualche giorno fa, nella posta ho trovato, graditissima sorpresa, il libro che ha scritto L'edera e l'olmo. Ho iniziato subito a leggere, mossa, inizialmente, debbo essere sincera, da grande curiosità, poi, via via, sono stata assorbita dalla lettura che si presenta leggera, avvincente e di facile comprensione.

La trama si snoda nei secoli che vanno tra la fine del 1300 e la fine del 1900, ruotando intorno a una tenuta, “la Carradora” situata nell'imolese. Indirettamente collegati dagli eventi e dal destino tanti fatti e tanti personaggi si sono succeduti in quelle terre dove, all'inizio della narrazione, si racconta che, per dare sepoltura a una neonata, frutto del peccato di una suora, un vescovo volle piantare alcuni semi di olmo. Nel trascorrere dei secoli la pianta crebbe e divenne un gigante ombroso, al cospetto del quale passarono signori e briganti, pellegrini e santi. Intorno al tronco dell'olmo prese a crescere una pianta di edera che lo avvinghiava e che viveva con lui in perfetta simbiosi, assistendo al trascorrere delle stagioni, del tempo e degli avvenimenti, ora luttuosi ora festosi.

Sono stata particolarmente colpita dalla narrazione storica, trattandosi di episodi, situazioni drammatiche, vendette, avvicendamenti di proprietà e circostanze fortuite avvenuti nella mia terra, nella zona di Imola, poco lontano da dove sono nata e cresciuta. 
Per farla breve, con l'olmo ormai grande e imponente si identificava la zona, la casa stessa, che mi è diventata, nel corso della lettura, quasi familiare, fino a scoprire alla fine, in un vero coup de théâtre, che lo stesso autore vi aveva vissuto e soggiornato da bambino quando la proprietaria era diventata la nonna. 
Interessanti gli eventi storici, tutti comprovati da documentazioni reperite presso gli archivi della curia Vescovile, immortali le vicende che hanno accompagnato la tenuta, che nei secoli fu convento di clausura, residenza signorile e anche stazione di posta. Nel finale la leggenda che vive oltre ogni tempo, unici spettatori Edera e Olmo, torna a svelare il mistero di una morte irrisolta. 
Delizioso davvero questo libro che si è rivelato avvincente e mi ha tenuto sveglia qualche sera, nonostante la stanchezza, per il desiderio di portare a termine la piacevole lettura e scoprire, con non poca commozione, che in fondo i veri protagonisti di tutta la storia non sono i personaggi più o meno famosi avvicendatisi sulla scena nel corso dei secoli, ma Edera e Olmo avvinti l'una all'altro, silenziosi spettatori sempre presenti fino alla fine, quando entrambi muoiono, una uccisa da un contadino ignorante e l'altro subito dopo, di solitudine. 
Andrea, complimenti e grazie davvero.

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Radio Blog: Michelangelo Iossa, "Love-Le canzoni d'amore dei Beatles"

12 Gennaio 2019 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #musica, #recensioni

 

 

"Innamoramento, Coppia, Famiglia, Amicizia, Memoria e Amore Universale sono i titoli dei capitoli di Love - Le canzoni d'Amore dei Beatles" - Graus Edizioni.

Oggi vi parliamo di un meraviglioso viaggio nella poetica beatlesiana condotto da Michelangelo Iossa con cui presto dialogheremo su Radio Blog.

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese
 

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Radio Blog: Peter Cameron, "Gli inconvenienti della vita"

10 Gennaio 2019 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #recensioni, #elena giorgi

 

 

"Di autori che sanno scuotere i pensieri dei lettori con eleganza e senza mai scrivere una parola di troppo, ce ne sono davvero pochi.
Uno di questi, amatissimo in Italia, è l’americano Peter Cameron, appena tornato in libreria per Adelphi Edizioni con un libro che racchiude due racconti, Gli inconvenienti della vita
".

 

A Radio Blog oggi un'altra bella recensione scritta da Elena Giorgi - La lettrice geniale.
Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese


Musica: Bensound
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Alessandro Ticozzi, "L'inviato dalla rete" volume 1 e 2

30 Dicembre 2018 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #cinema, #musica

Alessandro Ticozzi, "L'inviato dalla rete" volume 1 e 2Alessandro Ticozzi, "L'inviato dalla rete" volume 1 e 2

 

 

Alessandro Ticozzi

L’inviato dalla rete volume 1 e 2

Sensoinverso (2013 – 2015)

 

Alessandro Ticozzi è un esperto di cinema, saggista sintetico e poliedrico ma anche abile intervistatore, che di tanto in tanto raccoglie il frutto del suo lavoro in agili compendi pubblicati da Sensoinverso Edizioni. L'inviato nella rete è il suo progetto più ambizioso, per adesso pensato in due volumi, ma siamo convinti che presto ne arriverà un terzo. Nel primo tomo (2013) l'attenzione è dedicata soprattutto ai protagonisti del cinema, di tanto in tanto divagando in musica, con prefazione di Enrico Vaime e capitoletti riservati a Leonardo Celi, Andrea Pergolari, Mario Brenta, Jerry Calà - un pezzo straordinario che forse per la prima volta indaga sociologicamente il lavoro da regista -, Gian Piero Brunetta, Nino Manfredi, Donatella Baglivo, Mario Monicelli, Dino Risi, Mina e Battisti, Alberto Lattuada (regista che l'autore ha trattato in un'ottima e forse troppo rapida monografia), Enrico Maria Salerno (un lavoro specifico Ticozzi l'ha dedicato anche al grande attore - regista), Luigi Zampa, Giorgio Gaber, Vittorio Caprioli, Massimo Munaro (teatro), Gabriele Ferzetti, Tinto Brass (in questo caso sono io che ho dedicato un intero volume al più originale regista erotico italiano), Paolo Pietrangeli che ci parla del padre, Paolo Poli (forse una delle ultime interviste), Luigi Comencini, Adriana Asti, Arnoldo Foà, Carlo Lizzani (un grande del 900), Paola Gassman, Renato Pozzetto, Nani Loy, Rodolfo Sonego, Ugo Tognazzi, Luigi Magni, Ettore Scola, Enrico Vanzina, Mauro Bolognini, Pasquale Festa Campanile, Sergio Corbucci (raccontato dalla moglie Nori), Francesco Rosi, Vittorio De Sica (visto da Manul, il figlio musicista), Antonello Falqui (padre del varietà televisivo), Elio Petri, Roberto Rossellini (narrato da Renzo), Bud Spencer, Milo Manara (divagando sul fumetto che tanto ricorda il cinema), Folco Quilici, Fassbinder, Giuliano Montaldo, Massimo Bertarelli (e la critica), Ugo Gregoretti, Raf  Vallone (visto da Arabella).

Nel secondo volume (2015) troviamo un'altra messe di informazioni e di interviste che l'appassionato non può lasciarsi sfuggire. Molta musica questa volta, preponderante rispetto al cinema, al punto di realizzare – per interviste – una piccola storia della canzone d’autore italiana. Pino Strabioli introduce una raccolta di brevi saggi e colloqui che vedono protagonisti Raimondo Vianello, Corrado, Costanzo, Maselli, Zurlini (raccontato dal figlio), Damiano Damiani (ricordato dalla figlia), Germi, Emmer, Age & Scarpelli, Pontecorvo, De Santis, Monicelli, Vancini, Risi, Germi, Zurlini, Garinei, Maselli ... Un capitolo è riservato alla passione della mia vita, quel Roberto Vecchioni che attraversa con le sue liriche anche il mio ultimo romanzo (Sogni e altiforni). Un altro capitolo è per il grande Enzo Jannacci, cantautore originale e geniale che ha percorso la mia adolescenza illuminandola con i suoi sorrisi amari. E poi si prosegue in musica: Vanoni, Conte, Paoli, Lauzi, Tenco, Zucchero, Modugno, Battiato, Venditti (e la sua decadenza), Morandi, Dalla, De Andrè (visto da Dori Ghezzi), Branduardi, Daniele, Baglioni, De Gregori, Guccini, Nannini, Mogol, Martini, Ligabue, Fossati, Milva, Bennato, Celentano, Rossi e Consoli. Non poteva mancare un omaggio sentito a Sergio Leone, padre del western all’italiana, e un racconto appassionato sull’immenso Dario Fo, visto da Mario Pirovano, scritto per Le reti di Dedalus. In alcuni casi sono i protagonisti diretti a parlare, in altri sono figli, amici, critici, conoscenti stretti e collaboratori. L'autore non esprime giudizi, concede la parola e si lascia andare al gusto del reportage affabulatorio. Due lavori interessanti che contengono anni di lavoro svolto da Ticozzi per media telematici come Le Reti di Dedalus, News Candiani, Quarto Potere, Radiophonica e Spettacoli News. Consigliato per lettura e consultazione, utile in ogni biblioteca di cinema, musica e spettacolo.

 

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

 

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Radio Blog: Lili Grün, "Tutto è jazz"

16 Dicembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #recensioni, #elena giorgi

 

 

"Siamo a Berlino negli anni 30, prima della guerra e prima che il nazismo scatenasse il terrore in tutta Europa.
Elli è una giovane viennese, frivola e sognatrice, che ha scelto la capitale tedesca per tentare la fortuna e regalarsi una vita migliore
."

 

Grazie alla bella recensione scritta da Elena Giorgi sul suo blog La lettrice geniale, riscopriamo Tutto è jazz di Lili Grün Keller Editore.

 

Buon ascolto!

 

Lettura di Chiara Pugliese
Musica:www.incompetech.com
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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