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Alfredo Alessio Conti, "Tutto è respiro"

6 Settembre 2022 , Scritto da Rita Bompadre Con tag #rita bompadre, #recensioni, #poesia

 

 

 

 

Tutto è respiro di Alfredo Alessio Conti (Guido Miano Editore, Milano 2022 pp. 64 € 15.00) racchiude la volontà stilistica dell'autore a distendere lungo l'arco di un nuovo canto poetico, la rinascita quotidiana della meraviglia. Il poeta abbraccia l'universalità di tutti gli elementi umani, riunisce nel ritmo dell'esistenza il rinnovamento emotivo, orienta la relazione interna del tempo, la percezione della realtà, l'essenza del soffio vitale, il principio filosofico di tutte le cose, esteso nello spazio e nel suo legame con la scrittura. Alfredo Alessio Conti percorre il cammino comune verso la partecipazione sensibile all'esperienza biografica, rinnova la sperimentazione espressiva della qualità persuasiva del linguaggio, ricerca una nuova capacità della parola, aderisce alla purezza del verso, mette in evidenza il senso ritrovato delle inquietudini, il lirismo protettivo dei sentimenti, l'energia dei significati impulsivi e le suggestioni morali. Il poeta comprende il complesso legame con l'universo, sottrae all'isolamento e all'angoscia dell'uomo la distinzione  del miracolo della vita, indica l'intensità del mistero, intuisce la prospettiva esistenziale nel drammatico e meditativo conflitto tra la contingenza e la necessità nel divenire della materia speculativa, riconquista, attraverso l'esclusiva esperienza dell'insegnamento elegiaco, la fiducia della coscienza. La poesia di Alfredo Alessio Conti invoca il desiderio inafferrabile dell'eterno, raccoglie il respiro sconfinato della fede, insegue l'ispirazione sovrumana e magica della verità, esorta la preghiera terrena in direzione del dialogo con l'Assoluto. Alfredo Alessio Conti riprende il sussurro indistinto, lieve e prolungato, dell'anima, spiega la spiritualità nell'inesauribile saggezza della Provvidenza, dilata la crudele nostalgia dei ricordi, salva la destinazione rasserenante dell'immensità del luogo interiore, dipinge la riflessione tra la solitudine e il silenzio del tempo nello scenario cosmico della finitudine. La raccolta poetica Tutto è respiro accoglie l'ultima fermata degli orizzonti, la malinconia dei richiami perduti, la sofferenza del vuoto, ma illumina l'oscurità del tormento con la compiutezza esplicativa dei versi, con il chiarore della speranza. Lo sguardo del poeta oltrepassa il confine delle lacrime, l'esilio delle illusioni, staglia i frammenti dei paesaggi vissuti, amati, condivisi nella profondità complice degli occhi, sostiene il coraggio con cui guarda al mondo, il raggio di sole che si posa di là dalle ferite. Alfredo Alessio Conti dona armonia e amore all'attesa di ogni compimento con l'eleganza simbolica del domani, quando il destino imperscrutabile regola la creazione di ogni istante e non scompare nell'inconsistenza. ”Vi arriva il poeta/e poi torna alla luce con i suoi canti/e li disperde./ Di questa poesia mi resta quel nulla d'inesauribile segreto” (Giuseppe Ungaretti).

 

 

Rita Bompadre - Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

IL TUO DOMANI

 

Conosci te stesso

e abbi cura di te

raggiungerai l'anima

nella sua profondità

e saprai chi sei

chi dovrai raggiungere

il domani

che verrà.

 

-------------------------

 

COME MACCHIA D'INCHIOSTRO

 

Solo la luna

che si specchia

nel lago

mi rasserena

in questo passaggio

come macchia d'inchiostro

che si prosciuga

su un foglio bianco.

 

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LA TELA

 

Ogni minuto che passa

il creato

tesse la sua tela.

 

Il tempo trascorre

e della mia tela

la trama

è disfatta.

 

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LA MIA POESIA

 

Non inseguo

il ritmo

ma l'Anima

delle parole

mentre scrivo

di me

e dell'umanità.

 

------------------

 

 

C'E' SEMPRE

 

C'è sempre

un po' d'inchiostro

per scrivere

il desiderio di te

in ogni istante

che della vita

mi resta.

 

-------------------

 

NEL TUTTO

 

Sento le stelle

palpitare dentro me

come fuoco d'amore.

 

Splenderemo nel tutto

ove l'impossibile

è possibile.

 

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IL VUOTO

 

Mi sono smarrito

nella notte

una stella

sbuca nella mente

mi ritrovo coriandolo

a tappezzare

il vuoto interiore.

 

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UN DOMANI

 

Sarò solo

col vento

in una lacrima

di Dio.

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The Vampire Diaries

4 Settembre 2022 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #recensioni, #serie tv, #televisione

 

 

 

 

All’inizio di The Vampire Diaries, episodi tratti dalla serie dei libri cominciata da Lisa Jane Smith e continuata da altri autori, Damon Salvatore mi stava così antipatico che non lo vedevo nemmeno bello, nonostante – interpretato dall’attore Ian Someralder – bello lo sia fino all’impossibile. Lui era il cattivo-cattivo, senza scrupoli, arrogante, malvagio, mentre suo fratello Stefan era il buono. Il vampiro cattivo e quello buono, insomma, nella scia di tutti i nuovi succhia sangue dell’urban fantasy degli anni duemila. Ma quando, già alla fine della prima stagione, balla con Elena, la fidanzata del fratello, è ormai difficile ricordare che non è lui quello da amare. E quando, nella sesta stagione, Elena si fa ipnotizzare per dimenticare di averlo amato, lei stessa si chiede – al pari di me al principio – come si potesse trovare attraente Damon Salvatore.

Entrambi i fratelli devono fare i conti con ciò che sono. Molto, infatti, si basa sull’accettazione di sé. Stephan ha convinto Damon a bere sangue umano ma poi ha passato il resto dei suoi giorni a pentirsene. Damon ha accettato se stesso, il fatto di essersi trasformato in un predatore, sa che le azioni che compie sono naturali per chi è come lui. È un mostro solo nella misura in cui la natura contempla anche i mostri. Ma può redimersi e lo farà. Non sempre, non del tutto e con continue ricadute.

Niente è definitivo in The Vampire Diaries, la redenzione arriva per tutti, anche nel più oscuro dei cuori non morti si annida una parte di umanità. Il ruolo di cattivo e di buono fra Stefan e Damon si ribalta in continuazione. Per questo Elena, tanto onesta, corretta e altruista, è pronta ad accettare, senza essere troppo schizzinosa, chiunque nella sua vita, anche chi ha commesso i peggiori crimini, perché c’è sempre speranza per tutti. Pure lei, nel corso di otto lunghe stagioni della serie, avrà i suoi momenti bui. Una volta vampirizzata, anche lei compirà azioni di cui dovrà pentirsi. Lo stesso dicasi per Caroline, la più dolce, la più generosa delle vampire. Ad un certo punto qualcuno chiede: “Dunque esistono vampiri buoni e vampiri cattivi?”. E alla risposta affermativa commenta: “Ma anche quelli buoni hanno ucciso qualcuno.”

È così. Nessuno è tutto buono o tutto cattivo. C’è sempre un cattivo più cattivo, che a sua volta potrà cedere al fascino perverso della bontà, riscoprire il residuo di umanità celato in fondo al suo cuore nero.

I protagonisti di The Vampire Diaries azzannano, salassano, squartano, impalano senza troppi rimorsi, come un male necessario, poi, magari, sono capaci di crearsi sensi di colpa abissali e adolescenziali per un bacio dato o accettato. I sentimenti più importanti sono l’amore, l’amicizia e la lealtà. Questi sono i valori che non si possono tradire, tutto il resto è secondario. Uccidere non è poi così grave, le stragi sono solo “effetti collaterali”, mezzi per raggiungere un fine superiore, come quello, appunto, di salvare un amico. Anche perché la morte non è così irreversibile, non è mai definitiva. Chi muore poi torna, come vampiro, come fantasma, come presenza attiva nell’”altro mondo”, quel luogo dove indugiano le anime di chi ci ha lasciato.

Semmai un disvalore è la vecchiaia. Nessuno è brutto a Mystic Falls e nessuno diventa mai vecchio. Persino la cacciatrice ringiovanisce nella settima stagione, perché non c’è posto per la decadenza fisica in questa serie e, il massimo della vetustà, è dimostrare quarant’anni.

L’amore fra Damon ed Elena cresce inesorabile minuto dopo minuto, puntata dopo puntata. È uno di quegli amori che non dovrebbero esistere, che mescolano il bene con il male, la luce con il buio, e, proprio per questo, esplodono. Non è come l’amore semplice e luminoso che lega Elena e Stefan, i due doppelgänger buoni e generosi, o Stefan a Caroline. È, piuttosto, come afferma Damon stesso, “un amore che consuma”, una passione profonda e irrefrenabile, l’attrazione verso ciò che è pericoloso ed eccitante allo stesso tempo. Damon stuzzica il lato oscuro e nascosto di Elena, ed Elena tira fuori il meglio da Damon. È la promessa dell’amore immortale, quello che rimane sempre come nei primi tempi, fra due persone eternamente belle ed eternamente giovani.   

Nella settima e ottava stagione, tuttavia, non è più l’amore a farla da padrone. Il sentimento principale è il legame fra i fratelli Salvatore. Stefan è legato indissolubilmente a Damon, la sua anima nera, e non potrà mai vivere sereno finché lo avrà vicino e dovrà occuparsi di lui, dei suoi problemi, dei suoi errori, dei suoi misfatti. Tuttavia, il “brothersbond” (sì, proprio quello che poi i due attori hanno sfruttato per commercializzare il loro Bourbon) è più forte di tutto e trasforma The Vampire diaries in una sorta di bromance.

Una storia di tormento, di sensi di colpa, di dannazione e redenzione. Non cercate la verosimiglianza in questa serie, il mondo secondario credibile e coerente, perché non lo troverete. Non chiedetevi perché su tanti omicidi e sparizioni non indaghi mai nessuno, dove trovino i soldi per campare da nababbi persone che sono state in una bara per mille anni, come possano integrarsi in un mondo moderno e sconosciuto in pochi minuti, o, più banalmente, come possano anche studiare o lavorare gli adolescenti protagonisti, fra vampirizzazioni, omicidi, stregonerie, guerre e faide. Bazzecole. Quella che conta è l’atmosfera dark, anche se un po’ ripetitiva nei contenuti, mischiata all’allure da serie young adult americana, fra balli della scuola, quarter back e cheerleader, e soprattutto, l’interiorità dei personaggi che finiamo per amare, conoscere e sentire “di famiglia”, come accade con tutte le serie lunghe e famose. Alla fine, siamo tutti  un po’ orfani del tenero squartatore Stefan, del tenebroso e bellissimo Damon, della coraggiosa strega Bonnie e della limpida Elena.

Insomma, è Mystic Falls, bellezza!

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Gianni Mattencini, "Taceranno anche i passeri"

27 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

Tutto ebbe inizio con la morte del coadiutore Gaetano Innamorato. Un dipendente delle Ferrovie di Stato, schivo e solitario, che scelse di suicidarsi all’interno del proprio ufficio di Bari, alle diciassette e venticinque di martedì 27 aprile, nel 1926. In un’epoca in cui il fascismo era salito al potere e consolidava la propria posizione con una politica statalista e centralista, uno scandalo all’interno delle Ferrovie sarebbe stato assai deleterio. Ed è proprio per questo che il procuratore del Re aveva fretta di chiudere la vicenda e archiviare il fascicolo, appurando che si trattasse di un gesto estremo, ma senza alcuna istigazione esterna. Non era però dello stesso avviso il sostituto procuratore, Alcide Saponaro, che in questa vicenda aveva colto sin da subito delle possibili implicazioni di reato e una chance per fare presto carriera. Si avvalse, in questa indagine, dell’aiuto materiale del maresciallo Albino Casati, il quale seguiva la pista tracciata dal magistrato, ma anche il proprio intuito professionale, che lo conduceva ad approfondire la provenienza dell’archivio fotografico trovato in casa del suicida. «L’esito dell’esame era stato prontamente riferito dai regi carabinieri in un ben strutturato seguito di rapporto in cui si avanzava l’ipotesi che le fotografie provenissero almeno in parte dal mercato d’Oltralpe, perché nel retro di talune di esse erano indicate didascalie piccanti in lingua francese. Inoltre, si faceva rilevare la coincidenza, probabilmente non del tutto casuale, che la Rosa Diodato in Dossetti, la donna conosciuta dall’Innamorato in Abano Terme, aveva un precedente di rimpatrio in Italia proprio dal suolo francese per sospetto esercizio del poco nobile mestiere nella città di Parigi. Si trattava di collegamenti assai labili, è vero, ma le prime indagini si conducono così, alimentando d’ipotesi i sospetti e verificandone la fondatezza». Un giallo davvero avvincente, architettato con maestria dalla penna capace dell’ex magistrato ora prolifico scrittore investigativo, Gianni Mattencini, che descrive con compiutezza quegli anni dominati dall’ascesa del fascismo, adattando lo stile in modo conferme all’epoca.

 

 

SCHEDA TECNICA

 

Genere: Narrativa 

Pagine: 240 

Prezzo: € 16,00 

Codice Ean: 9791254510810 

Data di uscita: 20/6/2022

 

LINK DI VENDITA ON-LINE 

 

https://www.lesflaneursedizioni.it/product/taceranno-anche-i-passeri/

https://www.ibs.it/taceranno-anche-passeri-libro-gianni-mattencini/e/9791254510810

https://www.mondadoristore.it/Taceranno-anche-i-passeri-Gianni-Mattencini/eai979125451081/

 

CONTATTI

 

https://www.facebook.com/profile.php?id=100011093447826

 

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La lista della spesa del boomer

21 Agosto 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #eros

 

 

 
Amici lettori, siamo in estate e sotto l'ombrellone c'è chi legge libri gialli, chi libri rosa, chi fa le parole crociate, chi legge di sport, chi di politica. Siamo più rilassati e questa stagione è l'ideale per tante belle cose solari e così, ecco, per voi che state in vacanza, una storia breve accaduta a un boomer che aveva un appuntamento a luci rosse. D'estate si sa, ci si spoglia e si libera la fantasia, perciò rimanete comodi sulla sdraio. Mi raccomando, se ridete fatelo piano, il vostro vicino di ombrellone magari pensa che siete felici. Amici del blog che abbraccia l'estate con amore, ci rivediamo alla prossima storia, prima del ritorno al solito tran tran che insieme a noi almeno è più colorato.
 
LA LISTA DELLA SPESA DEL BOOMER
 
20:30  stasera lei verrà e sarà un grand event, una nottata eccezional, me lo sento, vado a mille, i polpacci fan faville, Arturo è in pompa magna, il mio sorriso sgargiante è quello delle belle occasioni, me lo sento, stasera che sera, questa sera faremo scintille e perciò non voglio essere banale come una banana gialla, non ordinerò una cena per due da portar via. Mi dite che si può anche ordinar roba da mangiar telefonic? Oh! Se penso a quella fic già mi sento barzot, mica voglio essere scialbo, sempliciot e facilot come quelli della pubblicità, macché, cucino io e vi farò vedere quello che preparerò, solo che, dopo, a mezzanotte, fuori della porta vi lascerò. Se volete, venite a vedere dal buco della serratura. 
Ecco, mi accingo a scrivere la lista della spesa, non devo dimenticare nulla, oggi è mercoledì e c'è lo sconto del 10% per i vecchi boomer come me, che sarò pure un vecchio, ma state manzi che nella testa suona Jimi Hendrix e altra gente forte.
 
Antipasto
 
- Prendere mozzarella piccante, salame piccante, olive piccanti, pane sciapo, drink & soda, gin fritz ghiacciato piccante.
 
Primo piatto
 
- 1 kg di spaghetti di Bitonto
 
- Aglio un mazzetto al mazzo
 
- Ollio 1 litro
 
- Peperoncino sioux
 
- Aromi vari del nonno confezione risparmio
 
Secondo piatto
 
- Scaloppina al rhum Tricheco
 
- Una bottiglia di vino rosso piccante del pirata con il buono sconto
 
- Un sacchetto di patate quelle congelate
 
 Sarebbe meglio un insalatina alla Fred Bongusto che gusto, voi che dite?
 
- Un sacchetto d'insalata congelata già pronta, prendere quelle di dietro che è meglio
 
- Limone piccante, prendere quello fresco
 
- Pane sciapo del fornaro cècato
 
- Tonno in scatola del mar giallorosso non prendere l'altro perchè è una palla
 
 Dolce
 
- Tiramelo su
 
Oh!... Per fortuna me ne sono ricordato!… Il viagra, mortacci, come faccio senza? Che sbadato, le avevo finite e ora? Chiamo Mario!
 
Drinn… drinnn
 
- Marioooo… prestami 'na pasticca del sollazzo!
 
- Caro mio ti attacchi al…
 
- Oh! Aspetta, che me stai a dii?
 
- Che le ho finite, però tengo una ricetta taroccata, se vuoi, va' in farmacia e provaci… però?
 
- Però che?
 
- Io do la ricetta a te e tu dai una cosa a me.
 
- In che senso?
 
- Lo facciamo in quattro.
 
- Ma che sei matto? A me i trenini non piacciono.
 
- Scambio di coppia? Scambio di coppia al buio?
 
- Ce devo pensa', vabbè, vengo a prendere la ricetta, vado in farmacia, faccio la spesa al supermercato e poi ci mettiamo d'accordo.
 
- Ok, a dopo.
 
 Ok, problema intimo risolto, finisco di scrivere la lista della spesa. Dove eravamo rimasti?
 
- Caffè sax piccante
 
- Amaro Totonno
 
Sarebbe meglio un grappino? Ma no, vada per l'amaro.
 
Spumantino?
 
- Prendere spumante di Bacco, quello in offerta, non badiamo a spese: prendere due bottiglie
 
Mi sembra che nella lista ho messo tutto, vado al supermercato e ritorno.
 
 
Due ore dopo
 
Ecco ho tutto, per il viagra, mortacci, ho dovuto smezzare con il dottore che si era accorto dell'inghippo taroccato, e quindi stasera saremo in sei, ma loro li mando sul balcone, tanto, dopo, i due della farmacia si addormentano sul dondolo, ninna ò, ninna ò.
 
La spesa è fatta, vado a cucinare, devo fare presto.
 
Sei ore dopo….
Tutto è pronto: la tavola apparecchiata, la musica è soffusa, le luci oscurate, la pasta è fumante, Arturo è pimpante, gli amici sono arrivati e stanno confabulando, avanti a cenare che la notte ci aspetta.
Tutto, devo dire, è appetitoso, sono un vero chef, c'è poco da disquisire, e della cena manco una briciolina è rimasta. Mi alzo, cambio musica, pronti via, ognuno di là in privè ad amoreggiar.
E ora sono solo con lei, lei ho fatto mettere la parrucca bionda perché la volevo diversa. Io la spoglio e lei spoglia me, ci accarezziamo mentre balliamo, glielo appoggio e lei mi lascia fare. Arturo sembra pronto, lei è uno schianto, siamo in sintonia e me lo tocca. Che sera questa sera, anche se lo abbiamo fatto tante volte ogni volta è un kamasutra nuovo. Ci tuffiamo a letto e lei casca proprio lì con la bocca, che sia troppo presto? Lascio fare al caso. Dopo facciamo altro, lei mi dice: già fatto? Aspetta un attimo che ritorno. Hai in mano del burro, che ci fai? Hai visto al cine ultimo tango? Sono tua, dai che aspetti, con le mani la prendo tosta e lei lo guida. Ve l'ho detto, siamo in sintonia, tutto fila liscio anche se non sono Marlon. Il tempo passa e noi ci divertiamo, lei toglie la parrucca e pure io la mia, siamo sfatti e ci facciamo un drink gelato, opps! Che sbadato, me ne casca un po' sulle sue bocce e sulla pancia, che poi cola lì sotto. Voi che state dietro il buco della serratura avete già capito tutto, sapete adesso che succede?
Intanto di là Mario e il dottore chi sa che stanno a fare. Mezzanotte è passata, è l'ora dello scambio, me ne fotto, e io e la Miranda ce la diamo a gambe. Abbiamo finito le sigarette, non le avevo messe sulla lista della spesa, voi non vi muovete, rimanete pure dietro il buco a guardare, la notte deve ancora finire.
 
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Pier Francesco Grasselli, "I maschilisti"

19 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

Il romanzo più piccante dell'estate 2022 è senza dubbio I Maschilisti (Mursia Editore) di Pier Francesco Grasselli, prolifico autore che solo pochi mesi fa era in libreria con la raccolta di poesie d’amore, tutte dedicate alla stessa donna, "Poesie d'amore a una stronza" (Edizioni Il Foglio Letterario). Con quella storia d'amore in poesia, che in qualche modo si richiamava alle “Cento poesie d'amore a Ladyhawke” di Mari, Pier Francesco Grasselli ha dimostrato che quando è scritta bene la poesia può competere con la narrativa nel tenere in ostaggio il lettore dall'inizio alla fine di un libro. Recentemente il poliedrico autore emiliano ha dato alla luce il suo ventitreesimo libro, un romanzo anticonformista e politicamente scorrettissimo, che sprizza testosterone, uno stile di scrittura elettrizzante, a tratti pirotecnico, che non ti consente di staccare gli occhi dalle pagine fino alla fine del libro (io l'ho cominciato alle sei del pomeriggio, per finirlo alle due di notte). Cose che non capitano spesso oggigiorno, né con la letteratura di casa nostra né con quella straniera. Il romanzo, leggero e scorrevole ma tutt’altro che superficiale, si inserisce nella serie di opere decisamente personali che l'autore stesso ha definito la sua "autobiografia erotica", lo stile spiritoso e incalzante ricorda vagamente quello di Lorenzo Licalzi nel Privilegio di essere un guru, con qualche calcolatissima virata sul trash. Come nei precedenti Fanculo amore (Mursia 2009) e Tromba Daria (Independently Pubblished, 2017), il soggetto di I Maschilisti (Mursia 2022) è il sesso, le burrascose relazioni del protagonista con le donne e la sua “rocambolesca” vita sessuale. Un ideale libro da ombrellone, adatto a chi ama le letture frizzanti, imprevedibili… e piacevolmente indecenti.

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Nope

18 Agosto 2022 , Scritto da Altea Con tag #altea, #cinema, #recensioni, #fantascienza

 

 

 

 

Jordan Peele mi era piaciuto con il suo surreale e corrosivo Get out, per cui mi ha incuriosito questo suo nuovo lavoro che comincia con una scena se non altro originale: un uomo viene ucciso da una moneta che ad alta velocità cade dal cielo conficcandoglisi nel cervello. I figli devono prendersi cura del ranch ma le cose non vanno bene. Finché il giovane non si rende conto che nei cieli della sperduta valle in cui vive dimora quello che pare a tutti gli effetti un UFO. E insieme alla sorella decide di "svoltare" riprendendolo, magari creando una piattaforma propria, per andare dalla mitica Oprah e diventare ricchi e famosi. Alternata alla storia principale viene proposta in flashback quella di Gordie, personaggio fittizio di una sitcom anni '90 interpretato da uno scimpanzé che un giorno, senza motivo, uccise quasi tutti i presenti sul set risparmiando solo due bimbi. Nope è un film che affronta tanti temi ma che ha per protagonista lo sguardo: nostro sul mondo, del mondo su di noi. Oggi immortalare il mondo ha trasceso i comuni fini artistici per diventare una immensa fonte di guadagno: dallo scatto dell'influencer a chi riprende un omicidio, alle telecamere di sorveglianza che, ignare, testimoniano tragedie. Il primo che le posta, le divulga, le trova, si accaparra fama e soldi. Per le polemiche c'è spazio dopo. Ma a Peele interessa il mentre: quanto costa ottenere quello scatto, quel video perfetto che potrebbe cambiarti la vita? Magari la vita stessa. Perché in definitiva con lo sguardo cerchiamo di replicare ciò che facciamo da millenni: controllare la Natura, che notoriamente, la sa molto più lunga di noi, e se vuole, con un buffetto ci scaraventa all'inferno. La strage di Gordie, il calcio iniziale del cavallo, la terrificante scena allo spettacolo di rodeo, ci indicano più volte che le reazioni esterne a noi sono spesso imprevedibili. E invece gli sguardi perenni dei protagonisti a scrutare le nuvole, la chrome ball sul set, il pozzo che scatta le foto al cielo, siamo noi che pur guardando in alto vediamo solo il nostro dito furiosamente egocentrico. Non a caso tra i due figli, chi trova la chiave di volta è il fratello più riservato che, addestrando i cavalli, sa che il predatore non va mai guardato negli occhi e quando lo vede li tiene bassi. Come dire umiltà, voliamo basso, mettiamoci da parte ogni tanto. E guardiamo che fine fa lo scatto perfetto fatto dalla esuberante sorella quando alla fine si rende conto di essere sopravvissuta nonostante tutto. Fotografia davvero notevole. 

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Lucia Paoli, "Tu mar es mi amar"

17 Agosto 2022 , Scritto da Maria Gisella Catuogno Con tag #maria gisella catuogno, #storia, #personaggi da conoscere, #luoghi da conoscere

 

 

 

 

Tu mar es mi amar

Lucia Paoli

Edizioni Il Foglio, 2022

 

È in libreria Tu mar es mi amar di Lucia Paoli, Ed. Il Foglio Letteraio, un denso saggio storico, ricchissimo di documenti, tratti da archivi nazionali ed esteri, soprattutto spagnoli, che ci trasporta nel Mare Toscano della seconda metà del Cinquecento – e dunque nel Canale di Piombino – dove si scontrano, si intrecciano, più di rado si tollerano reciprocamente gli appetiti di tre protagonisti: gli Appiani, signori di Piombino dal XIV° secolo, i Medici, in emergente ascesa, e gli spagnoli, con la loro ingombrante presenza sulla Penisola sancita dalla pace di Cateau Cambresis del 1559.

La Spagna ha infatti il possesso diretto della Sardegna, di Napoli e della Sicilia, indiretto dei rimanenti stati italiani, ad accezione della gloriosa Repubblica di Venezia, che può permettersi una fiera indipendenza politica e culturale, mentre anche Genova, ‘la Superba’, è costretta a sostenere la Spagna, se non altro per gli ingenti prestiti che i suoi banchieri le hanno concesso.

A movimentare lo scenario è poi la creazione, per volontà di Filippo II° di Spagna, nel 1557, col Trattato di Londra, dello Stato dei Presìdi, come appannaggio dei viceré spagnoli di Napoli: il possesso di Orbetello, Porto Ercole, Porto S. Stefano e Talamone, cui più tardi si aggiunge Porto Longone, è un’acquisizione preziosa, che permette loro il controllo delle rotte marittime dal sud verso la Liguria, da cui si irradiano anche le vie terrestri dirette a Milano e al nord, verso le Fiandre, endemico teatro di guerra per la Spagna.

Anche la ‘libera’ signoria di Piombino deve accettare un presidio spagnolo, che al contempo costituisce la difesa militare della città ma pure un pesante condizionamento alla sua autonomia. In tali complicati rapporti si inserisce la politica di Cosimo I° e dei suoi successori, molto interessati al controllo del Mare Toscano e delle isole che lo costellano: e se non è possibile ai fiorentini il possesso di tutta l’Elba, che spetta alla signoria piombinese, così come di Pianosa e di Montecristo, la concessione dello sfruttamento delle miniere di ferro nel Riese e l’edificazione della città fortezza di Portoferraio, Cosmopoli, baluardo invincibile per i Turchi, li risarciscono degli insuccessi.

In tale quadro generale, il lavoro della storica elbana, vissuta a Firenze, si concentra fin dal primo ‘Libro’ sulla politica degli Appiani, che si devono confrontare con amici/nemici più forti e (pre)potenti di loro, come vasi di coccio costretti a viaggiare con vasi di ferro, avrebbe detto Manzoni.

Nell’ultimo mezzo secolo del loro governo, forse per stanchezza, forse per incapacità, i signori di Piombino preferiscono abitare nelle proprietà toscane, consegnano la città al consiglio degli Anziani –  che si appoggiano agli antichi Statuti, in una sorta di regime monarchico-repubblicano – riscuotono le rendite senza avere impegni amministrativi, si affidano alla difesa militare spagnola e, per la tutela del mare, alla flotta medicea – di cui Jacopo VI del resto, fu ammiraglio – oltre che alle  piazzeforti di Portoferraio e di Livorno.

Quest’ultima è in piena espansione: libera, accogliente, approdo di merci provenienti da ogni angolo del mondo, vero emporio mediterraneo, è davvero una ‘città delle nazioni’ che stupisce, insieme a tutta la spregiudicata politica medicea, gli spagnoli. Ma l’ammiraglio appianeo ha una preoccupazione: non avendo eredi legittimi pensa di legittimare presso l’imperatore il figlio Alessandro, nato da Oriettina Fieschi, genovese come la moglie Virginia e di lei parente; ci riesce e Alessandro diventa signore di Piombino: il suo matrimonio con Isabel de Mendoça, figlia dell’ ambasciatore spagnolo a Genova, sembra rafforzarne  potere e prestigio.

Se il primo Libro è concentrato sulla geografia che fa da sfondo alle complicate vicende ispanico-medicee-appianee, gettando luce sugli interessi economici e strategici dei protagonisti, il secondo è invece tutto dedicato alla figura di Alessandro I Appiani e alla sua breve ma intensa signoria, attenta ai bisogni della popolazione, al controllo delle pretese delle famiglie abbienti (e filospagnole), ‘laica’ nell’accogliere stranieri e perciò sostanzialmente invisa a pochi ma potenti personaggi ribelli.

La  congiura contro Alessandro  e il terribile assassinio che ne consegue sono analizzati nei dettagli, non solo nelle cause e conseguenze, ma anche nella ricostruzione della fisionomia dei personaggi che vi ruotano attorno, a cominciare da Don Felix D’Aragon, capo del presidio spagnolo piombinese, responsabile morale del delitto e forse spinto ad esso dalla brama di possesso per la Spagna del Canale, l’Elba e Piombino. La ‘damnatio memoria’ dello sfortunato signore appianeo, dipinto dalle fonti tradizionali come dissoluto, libertino e inviso al popolo, si è mitigata nei secoli, ma appare ancora incredibilmente presente in testi che si suppongono attendibili.

Alle due Isabelle, madre e figlia, è infine dedicato il terzo e ultimo libro, che le valorizza per il loro profilo umano e per l’impegno istituzionale profuso: la prima, sebbene sospettata da alcuni di essere complice dell’omicidio del marito, riesce a convincere della propria innocenza e con lei, a lungo reggente per il figlio Cosimo, il futuro Jacopo VII, la signoria piombinese si trasforma in principato, per volere dell’imperatore, e Isabel, vedova volitiva, istruita e capace, diventa ‘la principessa’ per antonomasia; alla morte precoce del figlio, lotterà con le unghie e con i denti per la successione di Isabella, contro pretendenti di rami collaterali degli Appiani, seguendo personalmente la lunga ed estenuante causa ereditaria di fronte alla corte imperiale di Praga.

La seconda Isabella, andata in sposa a dodici anni allo zio materno, George de Mendoça, conte di Binasco, ottiene Piombino in seguito alle forti pressioni spagnole presso l’imperatore. Sette anni dopo, principessa e vedova, si sente indipendente come la madre: chiede e ottiene la protezione dei Medici e si prepara a un secondo matrimonio, con il duca di Bracciano, Paolo Orsini. Le nozze, celebrate a Piombino nel 1621, saranno seguite da un soggiorno degli sposi a Marciana, all’Isola d’Elba.

Ma intanto è cominciata la Guerra dei Trent’anni (1618-1648) e il comune bisogno di denaro spinge l’imperatore ad affidare alla Spagna l’incarico di sciogliere il nodo della successione del principato. Per la corona spagnola è arrivato il momento tanto atteso: il possesso dell’agognato Canale. Dopo varie vicissitudini, lo stato sarà offerto per un milione di fiorini al principe di Venosa, Niccolò Ludovisi e avrà fine la lunga e disperata lotta degli Appiani per Piombino.

L’Appendice che segue ai tre Libri, dal titolo “Allargando gli orizzonti” getta infine un fascio di luce sulla politica marittima di Ferdinando I de’ Medici, più spregiudicata di quella dei suoi predecessori, che lo porta ‘da Livorno al Brasile’, nell’intento, non di rado frustrato, di nuove ed ardimentose esperienze, che gli assicurino fama e ricchezza.

“Tu mar es mi amar” è dunque un testo ricco e stimolante, destinato ai cultori della storia, che tra l’altro vi troveranno un’immensa messe di documenti, tra cui lettere, relazioni di ministri e funzionari spagnoli – molti dei quali provenienti dagli archivi di Simancas, Siviglia, Lisbona – ma appetibile anche per ‘non addetti ai lavori’, che, a prescindere dalla documentazione proposta, lo potranno leggere come una narrazione piana e avvincente delle complicate, e spesso sconosciute, vicende che hanno interessato la nostra geografia piombinese ed elbana, che il Canale di Piombino, fatalmente, ieri come oggi, divide e unisce.

Maria Gisella Catuogno

 

 

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Marco Lugli, "Sette domande per Dio"

13 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

Elia Galati è il proprietario e gestore di un B&B composto da 4 camere, che amministra in autonomia, in compagnia del suo gatto Teo, della sua compagna di colore Ada, fervente cattolica e del suo amico Aronne, uno studente di filosofia fuori corso. Un brav’uomo, senza particolari talenti, tranne il suo buon carattere e la sua indole generosa. Infatti, ogni giorno, il suo amico e la sua fidanzata si ritrovano agli orari dei pasti per scroccargli pranzo e cena, per poi sparire nei momenti in cui avrebbe più bisogno di loro. La sua vita muterà irrimediabilmente quando Dio lo sceglierà per vestire i panni dell’“Illuminato”: il prescelto per porgli sette domande dopo un’attenta selezione di quesiti globali. Un cielo verde segna la “rivelazione” di Dio nel mondo, sconvolgendo tutte le confessioni religiose, che di malavoglia riconosceranno quel “Dio” come il proprio. E sarà così che anche la vita di Elia muterà, ritrovandosi avvolto da un fascio di luce e una lunga barba, perseguitato dai giornalisti e da nuovi particolari clienti ospiti nel suo Bed and Breakfast. Agenti del Mossad in incognito, arabi giunti a loro volta, per controllare sia gli ebrei che lui, dapprima ostili, poi si uniscono tra loro, mossi dal desiderio e dall’amore, mostrando che si è tutti uguali di fronte alle pulsioni del cuore. Una struttura ricettiva che si trasforma da terreno di scontro e divisioni a incontro etnico e interreligioso. «Mentre io e Aronne discutevamo, attorno al porco si sono radunati David, Asma, Ada e Saad. Li vedevo chiacchierare e sorridere come se la millenaria storia di conflitti non fosse mai esistita. Defilato e in apparenza disinteressato agli avvenimenti, Tana aveva finito di mangiare e si era seduto sopra al tavolo in posizione del loto, inspirava ed espirava con forza contraendo ed espandendo l’addome, nel tentativo di spingere a forza verso l’intestino le proteine animali a cui il suo stomaco non era più abituato. Tra le sue gambe intrecciate Teo sonnecchiava cullato dalla ritmica oscillazione. Rah’el era invece rannicchiata in un angolo assieme alle sue valige con il volto scuro e un’espressione insofferente. Non sarei riuscito a darle una stanza prima del pomeriggio». Un libro umoristico, ma con una morale profonda, che allieta, mentre impartisce i primi fondamenti della filosofia, riflettendo sull’origine dell’esistenza.

 

 

SCHEDA TECNICA

 

Genere: Narrativa satirica
Pagine: 301 pagine formato cartaceo
Prezzo: € 14,00
Codice ISBN: 979-8830223560
Data di uscita: 19/05/2022

 

LINK DI VENDITA ON-LINE:

 

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Piero Meli, "Amoreamaro"

12 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

I sentimenti: una rarità dell’epoca contemporanea. Lo racconta Piero Meli in Amore amaro, racconti tratti da storie (quasi) vere: una vera e propria antologia delle relazioni in chiave contemporanea. In un’epoca i cui ritmi sociali sono scanditi dai social network anche l’amore ne è affetto, tanto da venirne influenzato: relazioni che durano quanto la durata di una story su instagram e altre, che si nutrono degli equivoci alimentati dal web 2.0. Una sorta d'incapacità di andare in profondità nel relazionarsi, che viene ben interpretata dai racconti de “il tizio dell’alba”, capace di immortalare gli attimi più intensi e unici con una sola parola. «“Devo andare. Mi aspettano. Gianni si starà chiedendo dove io sia finita”.

Non andartene, non questa volta, non di nuovo”, avrei voluto dirle, ma sono rimasto zitto. Qualcuno ha detto che gli amori più intensi sono quelli che ereggiamo su determinati istanti, attimi che idealizziamo, che eleviamo ad una dimensione superiore. Sono trascorsi anni, ma la sua pelle mi fa ancora lo stesso effetto, mi elettrizza e potrei non smettere mai di accarezzarla. E so bene che Aurora non si stancherebbe mai di accogliere la mia mano sul suo corpo. Anche se lo scorrere inesorabile del tempo stropiccia i cuori, invecchia i visi e sfiorisce gli animi, le emozioni restano le stesse. Basta un attimo per dirsi addio ed un istante per ritrovarsi. Un lampo in una giornata di pioggia. Mi ha chiesto il numero, ma non lo ricordo mai a memoria... voleva darmi il suo, ma non avevo lo smartphone con me... Lo avevo lasciato in ufficio».

Uno stile che riecheggia il poeta e scrittore Charles Bukowski, la sua intensità nel dare voce ai sentimenti negati e inespressi, con un realismo “pure et dure” che tocca le corde del cuore del lettore: allo stesso modo Meli è il cantore dei giovani contemporanei, di cui interpreta alla perfezione il modo di amare e la paura di lasciarsi andare. Il tutto corredato da aforismi – autoprodotti - di grande sapienza e sintesi, che precedono ogni racconto. «Se durante la cena non guarda mai lo smartphone, allora, e solo allora, è vero amore».

 

 

SCHEDA TECNICA:

 

Titolo: “AmoreAmaro: racconti tratti da storie (quasi) vere”

di Piero Meli

Casa Editrice: Secop edizioni.

Collana: correlazioni universali.

Categoria: narrativa.

Prezzo: 10 E

Codice ISBN: 979-12-80554-20-8

LINK DI VENDITA ONLINE:

https://www.secopedizioni.it/prodotto/amoreamaro/

https://www.amazon.it/Amoreamaro-Racconti-tratti-storie-quasi/dp/B0B2HND741/ref=sr_1_2?qid=1655791986&refinements=p_27%3APiero+Meli&s=books&sr=1-2

https://www.mondadoristore.it/Amoreamaro-Racconti-tratti-Piero-Meli/eai979128055420/

https://www.ibs.it/amoreamaro-racconti-tratti-da-storie-libro-piero-meli/e/9791280554208

https://www.lafeltrinelli.it/amoreamaro-racconti-tratti-da-storie-libro-piero-meli/e/9791280554208

CONTATTI:

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Arte Cosmodromica

10 Agosto 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte

 

 

 
 
 
Amici lettori del blog che è buono come un gelato alla fragola e limone, sono tornato a parlarvi di arte. Tempo fa vi avevo proposto una mia nuova forma espressiva artistica. Lo ammetto: in quella occasione avevo un po’ gigioneggiato. Che vita sarebbe senza Topo Gigio? Una vita spenta, senza un sorriso, senza allegria. Così vi presentai l’arte cosmodromica in una versione, diciamo, comica e astratta.
Pertanto ora eccomi qua a parlarvi di arte in maniera più seria, più convinta, più chiara ma non leziosa. Vorrei arrivare alle vostre menti e ai vostri cuori, quindi vi presento la “Cosmodromic art”, in inglese suona meglio non trovate? Però non affaticatevi a cercarla su libri o cataloghi, macchè, neanche su uichipedia c'è. Insomma, non la troverete da nessuna parte perché non esiste e ora vi spiego di che si tratta ma prima voglio presentarmi. 
Per chi non mi conosce e apre questo fantastico blog per la prima volta, sono Walter Festuccia, in arte Walter Fest, le mie modalità espressive  sono due, la pittura e la scrittura. Dipingo astratto e scrivo il più delle volte demenzial pazzo, realizzo pure belle foto ma questa è un'altra storia. 
Ritorniamo alla Cosmodromic art, in sintesi l'arte cosmodromica è arte che non ha nessun significato. Voglio farvi un esempio, prendete una qualsiasi opera di arte moderna, a prima vista non la capirete ma sia l'artista che l'ha realizzata, sia i critici, gli storici e tutti quelli che hanno le mani in pasta nel mondo della cultura ne sanno dare una spiegazione. Io, invece, ho saltato tutto il sistema, praticamente le opere che realizzo a mano, e che definisco cosmodromiche, non hanno nulla da far capire, l'osservatore le guarderà senza scervellarsi di  alcunché.
Al momento della realizzazione, in maniera quasi ipnotica, e guidato da onde sonore sul ritmo di una musica invisibile, sono consapevole che non voglio assolutamente rappresentare o dire qualcosa che abbia un senso, una logica, una spiegazione, un messaggio, un significato, no, nulla di tutto ciò. Io prendo colori, matite, pennelli, materiale di riciclo, rappresentando cose a caso. In un astrattismo informale, senza nessuna aspettativa, esprimo un linguaggio che non necessita di conoscenza.
Inoltre, ecco uno dei punti cardine, la musica, musica, musica, musica. Avete presente un brano musicale strumentale? Non sentite le parole, eppure il sound vi fa vibrare, vi fa sognare oppure battere i piedi a tempo, trasportandovi in un'altra dimensione. Un brano musicale strumentale, pur senza parole, vi prende il corpo e l’anima tutta. Bene, l’arte cosmodromica è così, non significa nulla però, come la musica, vi farà sentire bene e la capirete anche senza aver sentito una parola.
Ogni mia opera cosmodromica non ha titolo, ha solo una numerazione che ne contraddistingue l'anno di esecuzione. Chi è di fronte ad un'opera cosmodromica deve solo lasciarsi attrarre dalle forme, dai colori e provare piacere nel vederle. Ma c'è un ma, detto così sembra assurdo, eppure l'arte cosmodromica ha una logica, rappresentata in un'immagine che deve essere assolutamente equilibrata e armoniosa, equilibrio fra le forme, armonia nell'intonazione dei colori, vibrazione cromatica, energia che scaturisce. E' tutto quello che rende un'opera cosmodromica bella e interessante, ma sopratutto è arte per tutti, per cui non necessita di nessun background personale, è un'azione rivoluzionaria per la quale chiunque, anche senza aver dimestichezza con l'arte, può osservare un'opera cosmodromica e provare piacere e belle sensazioni emozionali. Ripeto: senza doversi chiedere il significato di una certa opera. No, in un'opera cosmodromica non vi è nessun significato, bisogna guardarla e godere, lascerò a voi spettatori il gusto dell'interpretazione, ognuno di voi potrà leggere un'opera cosmodromica a seconda della propria fantasia e personalità, stop, facile no?
Ci rivediamo sempre in questo blog a parlare di arte e sarà sempre un piacere farlo insieme a voi.
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