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recensioni

Franco Buffoni, "Betelgeuse e altre poesie scientifiche"

21 Settembre 2022 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #recensioni, #poesia

 

 

 

 

Betelgeuse e altre poesie scientifiche

Franco Buffoni

collana «Lo Specchio»

 Mondadori Milano 2021

 pp. 160, € 20,00

 

 

Come lo spazio-tempo che abitiamo è costantemente attraversato dall’eco residua del Big Bang, così i componimenti di Betelgeuse e altre poesie scientifiche sono percorsi in ogni istante da un’ironia pervasiva, che assume le sembianze ubique di una vera e propria radiazione di fondo. Quest’ultima l’autore sa gestirla con maestria; anzi, ben conscio del fatto che l’ironia è solitamente in grado di trasformare in filosofia persino il dolore, Franco Buffoni (fantasticando sulle numerose crudeltà – frivole e frizzantine, si sa! – che l’esistenza quotidiana non manca mai d’infliggere, spietata al volo ed en passant come soltanto lei, e nessun altro, riesce ad essere di norma) si mette a ragionare alacremente, e con humour tanto didattico quanto didascalico, sui molti guai combinati nei secoli dalla nostra ridicola arroganza e ci indica, nella morte, non l’estrema (f)unzione, ma l’estrema autoironia della vita stessa. Il tutto sulla falsariga di un poetare sempre inscritto entro i saldi confini di una mente davvero acuta che, prendendo a pretesto le nozioni scientifiche più disparate, le trasforma in altrettanti simboli della nostra condizione, dandosi a riflettere in piena sagacia sulle sventure pandemiche – nonché gli smisurati vizi e vezzi (mortalmente finanziari) – che affliggono le giornate di noi esseri umani:

«Mentre da Roma cercavo sul Corriere/ Le notizie sul contagio a Gallarate,/ L’occhio mi è caduto sul servizio/ Con le foto da Marte. Trentaquattro istantanee/ Inviate da Curiosity, il rover della Nasa/ che da otto anni vaga sul pianeta./ Il Sole da Marte in un tramonto blu,/ Mount Sharp e il cratere di Gale,/ I sedimenti di un antico fiume/ Rocce meteoriti e dune/ E poi ad un tratto quel pallino chiaro/ The Earth/ La Terra vista dal cortile del vicino/ con le fidejussioni i rogiti i contratti/ Le zone rosse ed arancioni/ Le bare bianche senza estreme unzioni» (p. 141).

 

Pietro Pancamo

(pietro.pancamo@alice.it;pipancam@tin.it)

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George Orwell, "1984"

20 Settembre 2022 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

 

 

Mi sento di consigliare vivamente ai pochi che, come me fino a poco tempo fa, ancora non hanno letto 1984 di Orwell, la versione audiolibro di Storytel. La narrazione è concepita infatti come i vecchi radiodrammi dove, oltre alle diverse voci dei protagonisti, si aggiungono i rumori di sottofondo quali le sirene, il gorgoglio della teiera, lo schiocco di due calici di birra che si incontrano. Come stare al cinema ad occhi chiusi, insomma. Sul libro, un classico contemporaneo tra i più citati nel genere distopico, posso dire che mi ha molto colpito l'utilizzo manipolatorio che si fa della parola: dal bipensiero, ovvero la diffusione di concetti opposti dati entrambi come veritieri, alla riscrittura della Storia e della cronaca, per dirigere l'odio del popolo verso il nemico del momento. E tutto ciò, fingendo che le precedenti versioni non siano mai esistite. In psicologia, parlando di rapporti abusanti narcisistici, questo modo di fare ha un nome preciso: gaslighting, ovvero traumatizzare la vittima dipendente distorcendo la realtà e convincendola che questa corrisponda alla verità ogni volta che il manipolatore lo desidera. Essere convinti di due evidenze opposte crea nel nostro cervello una dissonanza cognitiva che a lungo andare ci rende fragili e impauriti. Ripensando a fatti recenti, a come ad esempio tante persone paiono non ricordare più tante regole contraddittorie promulgate durante gli ultimi due anni, il Grande Fratello di Orwell pare avere fatto ogni tanto capolino anche nella nostra realtà. Del resto come spiegava il collega a Winston, la Neolingua si basa fondalmente in una riduzione drastica del numero dei lemmi, affinché ogni parola abbia un significato il più generico possibile. Meno vocaboli, meno possibilità di esprimersi, minore possibilità di sviluppare un pensiero critico. Basta accendere la TV e confrontarla con un programma di 30 anni fa per notare la semplificazione mostruosa che ha subìto la lingua parlata anche da parte di chi dovrebbe fare divulgazione. Più paura verso un nemico a volte inventato, meno parole disponibili, più confusione. Da secoli la ricetta perfetta.

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Maria Teresa Liuzzo, tra narrativa e poesia, nel solco dell’amore

17 Settembre 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #personaggi da conoscere, #poesia

 

Il nostro paese è ricco di intellettuali e di case editrici che lavorano nell’ombra, perseguendo un ben preciso programma culturale, non finalizzato a scopi economici. Maria Teresa Liuzzo, per esempio,  dirige la rivista Le Muse, edita da Agar Editrice di Reggio Calabria, si occupa di musica lirica, drammaturgia, scrive romanzi e poesie, insegna nelle università statunitensi ed è corrispondente per riviste internazionali. Tra i suoi romanzi - tutti editi da Agar - consigliamo E adesso parto! (2019), Non dirmi che ho amato il vento! (2021), La luce del ritorno (2022) e L’ombra affamata della madre (2022). La scrittura di Maria Teresa Liuzzo è intensa e ricca di simboli, finisce per fare poesia anche quando scrive prosa, il suo valore lirico è assoluto, così come molti passaggi sono ricchi di simboli espressionistici e surreali. Gli uccelli cantano con voce di pianto, la notte non ha pietà, il viola cangiante della sera si allarga a valle come un fiume, la sete morde le labbra in un gioco crudele, il sangue impazzisce dentro il ventre … La scelta lessicale è sempre molto accurata, quando si leggono queste pagine la mente vola verso la miglior scrittura ottocentesca, ricca di elementi descrittivi e di suggestioni romantiche. Tutto questo lo riscontriamo in misura superiore nell’opera in versi che abbiamo analizzato in maniera compiuta, Danza la notte sulle tue pupille, di recente pubblicazione, dove le tematiche amorose ed esistenziali sono sviscerate con passione e intensità. Parole musicali, termini insoliti, versi liberi dotati di una metrica intrinseca e di un andamento poetico naturale. Leggiamo il componimento che apre la raccolta.

Danza la notte nelle tue pupille
e sui nostri corpi avvinti
al candore di un fiato disperso
nel cuore che alita l’éllera di un sogno,

là dove l’incoscienza
s’impreziosisce del limite
lasciando dietro di sé
albe e mondi di sabbia
a farsi sangue di falene.

Il colore dei tuoi occhi
veste la solitudine dell’ora
e sgomitola la sapienza dei corpi

ombre di un desiderio mai dissolto,
sulle labbra graffi di memoria, che geme
in lenzuola di geometrie allo specchio.

Leggiamo un’altra lirica che affronta con efficacia e intensità il tema della solitudine umana, la fine di un amore, la passione perduta che si stempera in un ultimo abbraccio, un cesto di ricordi che contiene una rosa aggrappata a brividi di sangue.

Sola
come la notte e la morte …
Nel cesto dei ricordi l’ultima rosa
aggrappata a un brivido di sangue.
Piango al lume del silenzio
perché nessuno veda
il dolore dell’ultimo abbraccio,
il calore dell’ultima sfida.
Forse il profumo dell’ombra
mi è daccanto
nel suo lembo di cielo
ancora intatto.

La poetessa veste trine di spume, è il mare, se in lei ti perdi. Ricompone acque perché i sogni non anneghino, fa delle rocce pagine di parole innamorate, tiene ben stretto tra le mani il tessuto della vita. Mentre scrive un vento di gabbiani solleva orli di mare e molecole di sangue scompongono il tempo. Vera poesia, senza ombra di dubbio, che deve soltanto essere letta, senza alcun bisogno di forbite spiegazioni che fior di critici (Mauro D’ Castelli) hanno comunque dedicato a questi versi. Concludiamo il nostro intervento da lettore appassionato con una lirica sul senso del passato.

Ritornare fanciulli,
inventare amori senza volto
nelle strette dell’angoscia.
Il carminio dei gerani
dipinge bocche nuove
su ferite di nubi immacolate.
Geometrie cristalline
in un soffio di pula;
sorrisi e insidie,
io pensieri fatti sangue.
l’oro dei raggi
disegna le finestre
tra sinfonia di voci
e specchi di bottiglia.

Una considerazione finale la dedichiamo alla rivista Le Muse, giunta al ventiduesimo anno di pubblicazione, un bimestrale di grande formato che si occupa di arte e cultura, che in questo numero estivo approfondisce le figure dei classici Novalis e Vittorini, oltre alla contemporanea Antonella Di Siena, per finire con ospitare racconti, poesie, interventi critici e recensioni. Per informazioni la mail è rivistalemuse@libero.it.

 

 

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Alfredo Alessio Conti, "Tutto è respiro"

6 Settembre 2022 , Scritto da Rita Bompadre Con tag #rita bompadre, #recensioni, #poesia

 

 

 

 

Tutto è respiro di Alfredo Alessio Conti (Guido Miano Editore, Milano 2022 pp. 64 € 15.00) racchiude la volontà stilistica dell'autore a distendere lungo l'arco di un nuovo canto poetico, la rinascita quotidiana della meraviglia. Il poeta abbraccia l'universalità di tutti gli elementi umani, riunisce nel ritmo dell'esistenza il rinnovamento emotivo, orienta la relazione interna del tempo, la percezione della realtà, l'essenza del soffio vitale, il principio filosofico di tutte le cose, esteso nello spazio e nel suo legame con la scrittura. Alfredo Alessio Conti percorre il cammino comune verso la partecipazione sensibile all'esperienza biografica, rinnova la sperimentazione espressiva della qualità persuasiva del linguaggio, ricerca una nuova capacità della parola, aderisce alla purezza del verso, mette in evidenza il senso ritrovato delle inquietudini, il lirismo protettivo dei sentimenti, l'energia dei significati impulsivi e le suggestioni morali. Il poeta comprende il complesso legame con l'universo, sottrae all'isolamento e all'angoscia dell'uomo la distinzione  del miracolo della vita, indica l'intensità del mistero, intuisce la prospettiva esistenziale nel drammatico e meditativo conflitto tra la contingenza e la necessità nel divenire della materia speculativa, riconquista, attraverso l'esclusiva esperienza dell'insegnamento elegiaco, la fiducia della coscienza. La poesia di Alfredo Alessio Conti invoca il desiderio inafferrabile dell'eterno, raccoglie il respiro sconfinato della fede, insegue l'ispirazione sovrumana e magica della verità, esorta la preghiera terrena in direzione del dialogo con l'Assoluto. Alfredo Alessio Conti riprende il sussurro indistinto, lieve e prolungato, dell'anima, spiega la spiritualità nell'inesauribile saggezza della Provvidenza, dilata la crudele nostalgia dei ricordi, salva la destinazione rasserenante dell'immensità del luogo interiore, dipinge la riflessione tra la solitudine e il silenzio del tempo nello scenario cosmico della finitudine. La raccolta poetica Tutto è respiro accoglie l'ultima fermata degli orizzonti, la malinconia dei richiami perduti, la sofferenza del vuoto, ma illumina l'oscurità del tormento con la compiutezza esplicativa dei versi, con il chiarore della speranza. Lo sguardo del poeta oltrepassa il confine delle lacrime, l'esilio delle illusioni, staglia i frammenti dei paesaggi vissuti, amati, condivisi nella profondità complice degli occhi, sostiene il coraggio con cui guarda al mondo, il raggio di sole che si posa di là dalle ferite. Alfredo Alessio Conti dona armonia e amore all'attesa di ogni compimento con l'eleganza simbolica del domani, quando il destino imperscrutabile regola la creazione di ogni istante e non scompare nell'inconsistenza. ”Vi arriva il poeta/e poi torna alla luce con i suoi canti/e li disperde./ Di questa poesia mi resta quel nulla d'inesauribile segreto” (Giuseppe Ungaretti).

 

 

Rita Bompadre - Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

IL TUO DOMANI

 

Conosci te stesso

e abbi cura di te

raggiungerai l'anima

nella sua profondità

e saprai chi sei

chi dovrai raggiungere

il domani

che verrà.

 

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COME MACCHIA D'INCHIOSTRO

 

Solo la luna

che si specchia

nel lago

mi rasserena

in questo passaggio

come macchia d'inchiostro

che si prosciuga

su un foglio bianco.

 

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LA TELA

 

Ogni minuto che passa

il creato

tesse la sua tela.

 

Il tempo trascorre

e della mia tela

la trama

è disfatta.

 

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LA MIA POESIA

 

Non inseguo

il ritmo

ma l'Anima

delle parole

mentre scrivo

di me

e dell'umanità.

 

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C'E' SEMPRE

 

C'è sempre

un po' d'inchiostro

per scrivere

il desiderio di te

in ogni istante

che della vita

mi resta.

 

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NEL TUTTO

 

Sento le stelle

palpitare dentro me

come fuoco d'amore.

 

Splenderemo nel tutto

ove l'impossibile

è possibile.

 

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IL VUOTO

 

Mi sono smarrito

nella notte

una stella

sbuca nella mente

mi ritrovo coriandolo

a tappezzare

il vuoto interiore.

 

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UN DOMANI

 

Sarò solo

col vento

in una lacrima

di Dio.

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The Vampire Diaries

4 Settembre 2022 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #recensioni, #serie tv, #televisione

 

 

 

 

All’inizio di The Vampire Diaries, episodi tratti dalla serie dei libri cominciata da Lisa Jane Smith e continuata da altri autori, Damon Salvatore mi stava così antipatico che non lo vedevo nemmeno bello, nonostante – interpretato dall’attore Ian Someralder – bello lo sia fino all’impossibile. Lui era il cattivo-cattivo, senza scrupoli, arrogante, malvagio, mentre suo fratello Stefan era il buono. Il vampiro cattivo e quello buono, insomma, nella scia di tutti i nuovi succhia sangue dell’urban fantasy degli anni duemila. Ma quando, già alla fine della prima stagione, balla con Elena, la fidanzata del fratello, è ormai difficile ricordare che non è lui quello da amare. E quando, nella sesta stagione, Elena si fa ipnotizzare per dimenticare di averlo amato, lei stessa si chiede – al pari di me al principio – come si potesse trovare attraente Damon Salvatore.

Entrambi i fratelli devono fare i conti con ciò che sono. Molto, infatti, si basa sull’accettazione di sé. Stephan ha convinto Damon a bere sangue umano ma poi ha passato il resto dei suoi giorni a pentirsene. Damon ha accettato se stesso, il fatto di essersi trasformato in un predatore, sa che le azioni che compie sono naturali per chi è come lui. È un mostro solo nella misura in cui la natura contempla anche i mostri. Ma può redimersi e lo farà. Non sempre, non del tutto e con continue ricadute.

Niente è definitivo in The Vampire Diaries, la redenzione arriva per tutti, anche nel più oscuro dei cuori non morti si annida una parte di umanità. Il ruolo di cattivo e di buono fra Stefan e Damon si ribalta in continuazione. Per questo Elena, tanto onesta, corretta e altruista, è pronta ad accettare, senza essere troppo schizzinosa, chiunque nella sua vita, anche chi ha commesso i peggiori crimini, perché c’è sempre speranza per tutti. Pure lei, nel corso di otto lunghe stagioni della serie, avrà i suoi momenti bui. Una volta vampirizzata, anche lei compirà azioni di cui dovrà pentirsi. Lo stesso dicasi per Caroline, la più dolce, la più generosa delle vampire. Ad un certo punto qualcuno chiede: “Dunque esistono vampiri buoni e vampiri cattivi?”. E alla risposta affermativa commenta: “Ma anche quelli buoni hanno ucciso qualcuno.”

È così. Nessuno è tutto buono o tutto cattivo. C’è sempre un cattivo più cattivo, che a sua volta potrà cedere al fascino perverso della bontà, riscoprire il residuo di umanità celato in fondo al suo cuore nero.

I protagonisti di The Vampire Diaries azzannano, salassano, squartano, impalano senza troppi rimorsi, come un male necessario, poi, magari, sono capaci di crearsi sensi di colpa abissali e adolescenziali per un bacio dato o accettato. I sentimenti più importanti sono l’amore, l’amicizia e la lealtà. Questi sono i valori che non si possono tradire, tutto il resto è secondario. Uccidere non è poi così grave, le stragi sono solo “effetti collaterali”, mezzi per raggiungere un fine superiore, come quello, appunto, di salvare un amico. Anche perché la morte non è così irreversibile, non è mai definitiva. Chi muore poi torna, come vampiro, come fantasma, come presenza attiva nell’”altro mondo”, quel luogo dove indugiano le anime di chi ci ha lasciato.

Semmai un disvalore è la vecchiaia. Nessuno è brutto a Mystic Falls e nessuno diventa mai vecchio. Persino la cacciatrice ringiovanisce nella settima stagione, perché non c’è posto per la decadenza fisica in questa serie e, il massimo della vetustà, è dimostrare quarant’anni.

L’amore fra Damon ed Elena cresce inesorabile minuto dopo minuto, puntata dopo puntata. È uno di quegli amori che non dovrebbero esistere, che mescolano il bene con il male, la luce con il buio, e, proprio per questo, esplodono. Non è come l’amore semplice e luminoso che lega Elena e Stefan, i due doppelgänger buoni e generosi, o Stefan a Caroline. È, piuttosto, come afferma Damon stesso, “un amore che consuma”, una passione profonda e irrefrenabile, l’attrazione verso ciò che è pericoloso ed eccitante allo stesso tempo. Damon stuzzica il lato oscuro e nascosto di Elena, ed Elena tira fuori il meglio da Damon. È la promessa dell’amore immortale, quello che rimane sempre come nei primi tempi, fra due persone eternamente belle ed eternamente giovani.   

Nella settima e ottava stagione, tuttavia, non è più l’amore a farla da padrone. Il sentimento principale è il legame fra i fratelli Salvatore. Stefan è legato indissolubilmente a Damon, la sua anima nera, e non potrà mai vivere sereno finché lo avrà vicino e dovrà occuparsi di lui, dei suoi problemi, dei suoi errori, dei suoi misfatti. Tuttavia, il “brothersbond” (sì, proprio quello che poi i due attori hanno sfruttato per commercializzare il loro Bourbon) è più forte di tutto e trasforma The Vampire diaries in una sorta di bromance.

Una storia di tormento, di sensi di colpa, di dannazione e redenzione. Non cercate la verosimiglianza in questa serie, il mondo secondario credibile e coerente, perché non lo troverete. Non chiedetevi perché su tanti omicidi e sparizioni non indaghi mai nessuno, dove trovino i soldi per campare da nababbi persone che sono state in una bara per mille anni, come possano integrarsi in un mondo moderno e sconosciuto in pochi minuti, o, più banalmente, come possano anche studiare o lavorare gli adolescenti protagonisti, fra vampirizzazioni, omicidi, stregonerie, guerre e faide. Bazzecole. Quella che conta è l’atmosfera dark, anche se un po’ ripetitiva nei contenuti, mischiata all’allure da serie young adult americana, fra balli della scuola, quarter back e cheerleader, e soprattutto, l’interiorità dei personaggi che finiamo per amare, conoscere e sentire “di famiglia”, come accade con tutte le serie lunghe e famose. Alla fine, siamo tutti  un po’ orfani del tenero squartatore Stefan, del tenebroso e bellissimo Damon, della coraggiosa strega Bonnie e della limpida Elena.

Insomma, è Mystic Falls, bellezza!

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Gianni Mattencini, "Taceranno anche i passeri"

27 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

Tutto ebbe inizio con la morte del coadiutore Gaetano Innamorato. Un dipendente delle Ferrovie di Stato, schivo e solitario, che scelse di suicidarsi all’interno del proprio ufficio di Bari, alle diciassette e venticinque di martedì 27 aprile, nel 1926. In un’epoca in cui il fascismo era salito al potere e consolidava la propria posizione con una politica statalista e centralista, uno scandalo all’interno delle Ferrovie sarebbe stato assai deleterio. Ed è proprio per questo che il procuratore del Re aveva fretta di chiudere la vicenda e archiviare il fascicolo, appurando che si trattasse di un gesto estremo, ma senza alcuna istigazione esterna. Non era però dello stesso avviso il sostituto procuratore, Alcide Saponaro, che in questa vicenda aveva colto sin da subito delle possibili implicazioni di reato e una chance per fare presto carriera. Si avvalse, in questa indagine, dell’aiuto materiale del maresciallo Albino Casati, il quale seguiva la pista tracciata dal magistrato, ma anche il proprio intuito professionale, che lo conduceva ad approfondire la provenienza dell’archivio fotografico trovato in casa del suicida. «L’esito dell’esame era stato prontamente riferito dai regi carabinieri in un ben strutturato seguito di rapporto in cui si avanzava l’ipotesi che le fotografie provenissero almeno in parte dal mercato d’Oltralpe, perché nel retro di talune di esse erano indicate didascalie piccanti in lingua francese. Inoltre, si faceva rilevare la coincidenza, probabilmente non del tutto casuale, che la Rosa Diodato in Dossetti, la donna conosciuta dall’Innamorato in Abano Terme, aveva un precedente di rimpatrio in Italia proprio dal suolo francese per sospetto esercizio del poco nobile mestiere nella città di Parigi. Si trattava di collegamenti assai labili, è vero, ma le prime indagini si conducono così, alimentando d’ipotesi i sospetti e verificandone la fondatezza». Un giallo davvero avvincente, architettato con maestria dalla penna capace dell’ex magistrato ora prolifico scrittore investigativo, Gianni Mattencini, che descrive con compiutezza quegli anni dominati dall’ascesa del fascismo, adattando lo stile in modo conferme all’epoca.

 

 

SCHEDA TECNICA

 

Genere: Narrativa 

Pagine: 240 

Prezzo: € 16,00 

Codice Ean: 9791254510810 

Data di uscita: 20/6/2022

 

LINK DI VENDITA ON-LINE 

 

https://www.lesflaneursedizioni.it/product/taceranno-anche-i-passeri/

https://www.ibs.it/taceranno-anche-passeri-libro-gianni-mattencini/e/9791254510810

https://www.mondadoristore.it/Taceranno-anche-i-passeri-Gianni-Mattencini/eai979125451081/

 

CONTATTI

 

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Pier Francesco Grasselli, "I maschilisti"

19 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

Il romanzo più piccante dell'estate 2022 è senza dubbio I Maschilisti (Mursia Editore) di Pier Francesco Grasselli, prolifico autore che solo pochi mesi fa era in libreria con la raccolta di poesie d’amore, tutte dedicate alla stessa donna, "Poesie d'amore a una stronza" (Edizioni Il Foglio Letterario). Con quella storia d'amore in poesia, che in qualche modo si richiamava alle “Cento poesie d'amore a Ladyhawke” di Mari, Pier Francesco Grasselli ha dimostrato che quando è scritta bene la poesia può competere con la narrativa nel tenere in ostaggio il lettore dall'inizio alla fine di un libro. Recentemente il poliedrico autore emiliano ha dato alla luce il suo ventitreesimo libro, un romanzo anticonformista e politicamente scorrettissimo, che sprizza testosterone, uno stile di scrittura elettrizzante, a tratti pirotecnico, che non ti consente di staccare gli occhi dalle pagine fino alla fine del libro (io l'ho cominciato alle sei del pomeriggio, per finirlo alle due di notte). Cose che non capitano spesso oggigiorno, né con la letteratura di casa nostra né con quella straniera. Il romanzo, leggero e scorrevole ma tutt’altro che superficiale, si inserisce nella serie di opere decisamente personali che l'autore stesso ha definito la sua "autobiografia erotica", lo stile spiritoso e incalzante ricorda vagamente quello di Lorenzo Licalzi nel Privilegio di essere un guru, con qualche calcolatissima virata sul trash. Come nei precedenti Fanculo amore (Mursia 2009) e Tromba Daria (Independently Pubblished, 2017), il soggetto di I Maschilisti (Mursia 2022) è il sesso, le burrascose relazioni del protagonista con le donne e la sua “rocambolesca” vita sessuale. Un ideale libro da ombrellone, adatto a chi ama le letture frizzanti, imprevedibili… e piacevolmente indecenti.

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Nope

18 Agosto 2022 , Scritto da Altea Con tag #altea, #cinema, #recensioni, #fantascienza

 

 

 

 

Jordan Peele mi era piaciuto con il suo surreale e corrosivo Get out, per cui mi ha incuriosito questo suo nuovo lavoro che comincia con una scena se non altro originale: un uomo viene ucciso da una moneta che ad alta velocità cade dal cielo conficcandoglisi nel cervello. I figli devono prendersi cura del ranch ma le cose non vanno bene. Finché il giovane non si rende conto che nei cieli della sperduta valle in cui vive dimora quello che pare a tutti gli effetti un UFO. E insieme alla sorella decide di "svoltare" riprendendolo, magari creando una piattaforma propria, per andare dalla mitica Oprah e diventare ricchi e famosi. Alternata alla storia principale viene proposta in flashback quella di Gordie, personaggio fittizio di una sitcom anni '90 interpretato da uno scimpanzé che un giorno, senza motivo, uccise quasi tutti i presenti sul set risparmiando solo due bimbi. Nope è un film che affronta tanti temi ma che ha per protagonista lo sguardo: nostro sul mondo, del mondo su di noi. Oggi immortalare il mondo ha trasceso i comuni fini artistici per diventare una immensa fonte di guadagno: dallo scatto dell'influencer a chi riprende un omicidio, alle telecamere di sorveglianza che, ignare, testimoniano tragedie. Il primo che le posta, le divulga, le trova, si accaparra fama e soldi. Per le polemiche c'è spazio dopo. Ma a Peele interessa il mentre: quanto costa ottenere quello scatto, quel video perfetto che potrebbe cambiarti la vita? Magari la vita stessa. Perché in definitiva con lo sguardo cerchiamo di replicare ciò che facciamo da millenni: controllare la Natura, che notoriamente, la sa molto più lunga di noi, e se vuole, con un buffetto ci scaraventa all'inferno. La strage di Gordie, il calcio iniziale del cavallo, la terrificante scena allo spettacolo di rodeo, ci indicano più volte che le reazioni esterne a noi sono spesso imprevedibili. E invece gli sguardi perenni dei protagonisti a scrutare le nuvole, la chrome ball sul set, il pozzo che scatta le foto al cielo, siamo noi che pur guardando in alto vediamo solo il nostro dito furiosamente egocentrico. Non a caso tra i due figli, chi trova la chiave di volta è il fratello più riservato che, addestrando i cavalli, sa che il predatore non va mai guardato negli occhi e quando lo vede li tiene bassi. Come dire umiltà, voliamo basso, mettiamoci da parte ogni tanto. E guardiamo che fine fa lo scatto perfetto fatto dalla esuberante sorella quando alla fine si rende conto di essere sopravvissuta nonostante tutto. Fotografia davvero notevole. 

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Marco Lugli, "Sette domande per Dio"

13 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

Elia Galati è il proprietario e gestore di un B&B composto da 4 camere, che amministra in autonomia, in compagnia del suo gatto Teo, della sua compagna di colore Ada, fervente cattolica e del suo amico Aronne, uno studente di filosofia fuori corso. Un brav’uomo, senza particolari talenti, tranne il suo buon carattere e la sua indole generosa. Infatti, ogni giorno, il suo amico e la sua fidanzata si ritrovano agli orari dei pasti per scroccargli pranzo e cena, per poi sparire nei momenti in cui avrebbe più bisogno di loro. La sua vita muterà irrimediabilmente quando Dio lo sceglierà per vestire i panni dell’“Illuminato”: il prescelto per porgli sette domande dopo un’attenta selezione di quesiti globali. Un cielo verde segna la “rivelazione” di Dio nel mondo, sconvolgendo tutte le confessioni religiose, che di malavoglia riconosceranno quel “Dio” come il proprio. E sarà così che anche la vita di Elia muterà, ritrovandosi avvolto da un fascio di luce e una lunga barba, perseguitato dai giornalisti e da nuovi particolari clienti ospiti nel suo Bed and Breakfast. Agenti del Mossad in incognito, arabi giunti a loro volta, per controllare sia gli ebrei che lui, dapprima ostili, poi si uniscono tra loro, mossi dal desiderio e dall’amore, mostrando che si è tutti uguali di fronte alle pulsioni del cuore. Una struttura ricettiva che si trasforma da terreno di scontro e divisioni a incontro etnico e interreligioso. «Mentre io e Aronne discutevamo, attorno al porco si sono radunati David, Asma, Ada e Saad. Li vedevo chiacchierare e sorridere come se la millenaria storia di conflitti non fosse mai esistita. Defilato e in apparenza disinteressato agli avvenimenti, Tana aveva finito di mangiare e si era seduto sopra al tavolo in posizione del loto, inspirava ed espirava con forza contraendo ed espandendo l’addome, nel tentativo di spingere a forza verso l’intestino le proteine animali a cui il suo stomaco non era più abituato. Tra le sue gambe intrecciate Teo sonnecchiava cullato dalla ritmica oscillazione. Rah’el era invece rannicchiata in un angolo assieme alle sue valige con il volto scuro e un’espressione insofferente. Non sarei riuscito a darle una stanza prima del pomeriggio». Un libro umoristico, ma con una morale profonda, che allieta, mentre impartisce i primi fondamenti della filosofia, riflettendo sull’origine dell’esistenza.

 

 

SCHEDA TECNICA

 

Genere: Narrativa satirica
Pagine: 301 pagine formato cartaceo
Prezzo: € 14,00
Codice ISBN: 979-8830223560
Data di uscita: 19/05/2022

 

LINK DI VENDITA ON-LINE:

 

https://amzn.to/3Mo1D6D

 

CONTATTI:

https://www.instagram.com/marcoluglimk/

https://www.facebook.com/marcolugliscrittore

 

 

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Piero Meli, "Amoreamaro"

12 Agosto 2022 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

I sentimenti: una rarità dell’epoca contemporanea. Lo racconta Piero Meli in Amore amaro, racconti tratti da storie (quasi) vere: una vera e propria antologia delle relazioni in chiave contemporanea. In un’epoca i cui ritmi sociali sono scanditi dai social network anche l’amore ne è affetto, tanto da venirne influenzato: relazioni che durano quanto la durata di una story su instagram e altre, che si nutrono degli equivoci alimentati dal web 2.0. Una sorta d'incapacità di andare in profondità nel relazionarsi, che viene ben interpretata dai racconti de “il tizio dell’alba”, capace di immortalare gli attimi più intensi e unici con una sola parola. «“Devo andare. Mi aspettano. Gianni si starà chiedendo dove io sia finita”.

Non andartene, non questa volta, non di nuovo”, avrei voluto dirle, ma sono rimasto zitto. Qualcuno ha detto che gli amori più intensi sono quelli che ereggiamo su determinati istanti, attimi che idealizziamo, che eleviamo ad una dimensione superiore. Sono trascorsi anni, ma la sua pelle mi fa ancora lo stesso effetto, mi elettrizza e potrei non smettere mai di accarezzarla. E so bene che Aurora non si stancherebbe mai di accogliere la mia mano sul suo corpo. Anche se lo scorrere inesorabile del tempo stropiccia i cuori, invecchia i visi e sfiorisce gli animi, le emozioni restano le stesse. Basta un attimo per dirsi addio ed un istante per ritrovarsi. Un lampo in una giornata di pioggia. Mi ha chiesto il numero, ma non lo ricordo mai a memoria... voleva darmi il suo, ma non avevo lo smartphone con me... Lo avevo lasciato in ufficio».

Uno stile che riecheggia il poeta e scrittore Charles Bukowski, la sua intensità nel dare voce ai sentimenti negati e inespressi, con un realismo “pure et dure” che tocca le corde del cuore del lettore: allo stesso modo Meli è il cantore dei giovani contemporanei, di cui interpreta alla perfezione il modo di amare e la paura di lasciarsi andare. Il tutto corredato da aforismi – autoprodotti - di grande sapienza e sintesi, che precedono ogni racconto. «Se durante la cena non guarda mai lo smartphone, allora, e solo allora, è vero amore».

 

 

SCHEDA TECNICA:

 

Titolo: “AmoreAmaro: racconti tratti da storie (quasi) vere”

di Piero Meli

Casa Editrice: Secop edizioni.

Collana: correlazioni universali.

Categoria: narrativa.

Prezzo: 10 E

Codice ISBN: 979-12-80554-20-8

LINK DI VENDITA ONLINE:

https://www.secopedizioni.it/prodotto/amoreamaro/

https://www.amazon.it/Amoreamaro-Racconti-tratti-storie-quasi/dp/B0B2HND741/ref=sr_1_2?qid=1655791986&refinements=p_27%3APiero+Meli&s=books&sr=1-2

https://www.mondadoristore.it/Amoreamaro-Racconti-tratti-Piero-Meli/eai979128055420/

https://www.ibs.it/amoreamaro-racconti-tratti-da-storie-libro-piero-meli/e/9791280554208

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