Incipit e immagini: Post Partum
"Nomen omen, eh, mamma? Ma tu non sei Pietro, il pescatore, su quella pietra non hai edificato proprio un bel nulla, sei un grumo di acido e di livore!"
Da "Post Partum" di Federica Cabras e Patrizia Poli
Incipit e immagini: "La pietra in tasca"
Se mi fossi voltata non le avrei viste, per questo continuavo a salire controvento, ostinata, con gli stivali che schizzavano terra, che affondavano e si bagnavano di torba umida. Potevo così immaginarne i passi, i corpi che fendevano l'aria, che occupavano uno spazio adesso vuoto, che non sarebbero mai cresciuti. Maria ed Elisabeth: le mie sorelle morte.
Da "La pietra in tasca" di Patrizia Poli
Incipit e immagini: "Axis mundi"
L'ombra si mosse lungo la tenda divisoria e la parte inferiore del mostro cadde a terra. La testa mastodontica irta di punte ansimòl. Nella camera c'era rumore di ferraglia mescolato al vento di gennaio che mugghiava dalla finestra.
Da "Axis Mundi" di Patrizia Poli
Incipit e immagini: "Una casa di vento"
Sale la scala a piedi, senza accendere la luce. Gli par di sentire Michela: "Hai tanto insisitito per l'ascensore e ora non lo prendi?". Gira la chiave ed entra, lo accoglie la vampa dei termosifoni, s'infila in camera di suo figlio, subito sulla destra, con la porta spalancata.
Da "Una casa di vento" di Patrizia Poli
Incipit e immagini: L'ultima luna
Vivere sull'orlo del Masai Mara, nei primi anni Ottanta, comportava una certa quantità di problemi, vista la presenza di leoni, serpenti, scorpioni, ragni giganteschi.Tali ostacoli non spaventavano Jeff Connelly, che di proposito aveva scelto quella vitae in cuor suo non l'avrebbe cambiata con nessun'altra.
Da "L'ultima luna" di Patrizia Poli
Incipit e immagini: "L'isola delle lepri"
Nel 1242 le orde di Batu, nipote di Gengis Khan, dopo aver saccheggiato i territori della Russia, dell'Ucraina e della Polonia, dilagano in Ungheria. Sono cinquecentomila, a cavallo e feroci.
DA "L'isola delle lepri" di Patrizia Poli
Incipit e immagini: "Signora dei filtri"
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Un tempo facevo dei segni sulla corteccia degli alberi. Ho smesso quando ancora le mie gambe non erano storte, i seni non somigliavano a due frutti vizzi e i capelli non avevano il colore della sabbia. Adesso conosco tutte le voci del mare.
Da "Signora dei fitri" di Patrizia Poli
Incipit e immagini: "L'uomo del sorriso"
Maria di Migdal aveva sentito un'altra voce, proveniente da un altro luogo, da un altro tempo. Aveva visto un bosco di ulivi illuminati dalla luna, un uomo che piangeva, infinitamente solo.
Da "L'uomo del sorriso" di Patrizia Poli
Incipit e immagini: "Il respiro del fiume"
Alle quattro del mattino la luce è già sufficiente a Benares per attraversare la città e raggiungere uno dei cento ghat sul Gange.
Avvolta in un sari scolorito, una figurina sottile, con i capelli annodati, una lunga treccia saltellante e i piedi nudi, sguscia fuori di casa e corre per i vicoli della città vecchia. Non presta attenzione agli escrementi di vacca e al sudiciume che insozza le strade, com’è sua abitudine in giorni più sereni. Passa come il vento in mezzo ai bimbi seminudi, ai lebbrosi, ai mendicati storpi, ai vecchi seduti sul marciapiede che giocano a centrare la sputacchiera.
Da "Il respiro del fiume" di Patrizia Poli
La lunga estate bollente del 2003
L'ombra era una manna dal cielo.
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