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John Gray, "Men are from Mars, Women are from Venus"

1 Settembre 2013 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni

Men are from Mars,women are from Venus

John Gray

 

Thorsons, 1993

pp 286

 

Dagli anni settanta ai novanta è stato tutto un fiorire di manuali americani di auto aiuto: come rafforzare l’autostima, come capire se stessi, come migliorare le proprie prestazioni sociali e le relazioni con gli altri.

Non c’è signora che non abbia letto “Donne che amano troppo”, di Robin Norwood (in puro stile presa di coscienza anni settanta), identificandosi nella patetica figura appesa al filo di un telefono che non suona. Tutti abbiamo dato almeno un’occhiata a “Le vostre zone erronee”, di Wayne Dyer (1977) o a “Intelligenza emotiva”, di Daniel Goleman. Ma c’è un testo che ha sbaragliato tutti gli altri e che è rimasto in classifica 121 settimane e ha venduto 50 milioni di copie: “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, scritto nel 1993 da John Gray, psicologo specializzato nello studio delle problematiche di coppia.

Personalmente proviamo un certo fastidio verso chi pensa di avere “il rimedio per ogni cosa”, verso chi crede che basti modificare un poco il proprio comportamento per far sì che attorno tutto cambi. Non esiste, a nostro avviso, la pillola della felicità o la bacchetta magica capace di trasformare una relazione insoddisfacente in una gratificante. Dobbiamo comunque riconoscere a questo testo, pur nella fastidiosa e americanizzante semplificazione dei problemi e delle loro soluzioni, il merito di aver messo a fuoco alcuni punti che causano incomprensioni nella coppia e, aggiungiamo noi, anche nelle amicizie e nelle relazioni sociali in generale.

Che uomini e donne vengano da pianeti diversi e parlino linguaggi opposti, reciprocamente incomprensibili, lo sapevamo tutti. Ma Gray ha evidenziato che, se una donna esterna, lo fa per sfogarsi. Punto. Non si aspetta consigli, non vuole soluzioni facili. Anzi, una possibile soluzione la irrita perché sminuisce la portata del suo dolore “senza fondo e senza rimedio”. Se una donna si lamenta, è per il piacere e il bisogno di lamentarsi, per la felicità di sentirsi tanto infelice. L’uomo, di fronte ad una donna che soffre, prova imbarazzo, fastidio e dispiacere, quindi vuol rendersi utile ed elabora possibili appianamenti. E questo è il modo migliore per fare infuriare di più la donna, poiché lei non sente compresa, convalidata e giustificata la sua angoscia, in una parola, non si sente capita, ascoltata, sostenuta.

L’uomo, poi, anche quello devoto e innamorato, avverte periodicamente il bisogno di rintanarsi nella sua “caverna”, specialmente se ha un problema. La reazione naturale di una donna di fronte al medesimo problema è “sviscerarlo”, dolersene, farne partecipi gli altri. L’uomo no. L’uomo ha bisogno di elaborarlo in silenzio, di capire come può affrontarlo da solo, di trovare soluzioni basandosi esclusivamente sulle propri e forze. Perciò tace, si allontana, s’immusonisce, si chiude in se stesso. Se lei lo incalza, diventa sfuggente, nervoso, fino al litigio e lo scontro, oppure ammutolisce. Più lei gli chiede che cosa non va, più lui non sa cosa dire. Lei è erroneamente convinta che sia suo dovere interessarsi di lui in quel momento, che “parlare gli farebbe bene”, mentre per lui è il contrario. Questo per le donne è difficile da capire e accettare, le donne sono state educate al sacrificio, alla partecipazione emotiva, all’ascolto attivo e non comportarsi in quel modo le fa sentire in colpa. Se lei avesse un problema, la prima cosa che farebbe sarebbe esternarlo, ed è convinta che tenendosi tutto dentro lui si stia facendo del male e che lei debba aiutarlo ad aprirsi. Inoltre si sente ferita, umiliata dalla mancanza di fiducia di lui, che non la ritiene degna delle sue confidenze. Finisce spesso per immaginare il peggio: che lui abbia un’altra, che sia malato o che mediti la fuga.

Nel rapporto d’amore, l’uomo è come un elastico, ha periodicamente bisogno di allontanarsi, ritrovare se stesso, distaccarsi, per poi tornare più carico. Durante la separazione la sua energia torna a crescere, lui ritrova passione, emozione e desiderio, ed è pronto a riaccostarsi alla sua donna con ritrovata dedizione. Questo lei non lo capisce, la fa stare male, la ferisce. Più che lo segue nel suo allontanamento, più che lo rincorre, più che lui si raffredda, si sente controllato e legato. Quando lui torna casa, pronto a riprendere la relazione dal punto in cui l’aveva interrotta, come nulla fosse successo, lei è arrabbiata e gelida. (Siccome chi vi parla è donna, non può fare ameno di pensare che a fa bene a mandarlo a quel paese.)

Pare che per Gray la donna sia come un’onda, dedita ad alti e bassi di autostima, con cicli di trenta giorni singolarmente vicini a quelli sessuali. Quando lei è giù, nel punto più basso, ha solo bisogno di comprensione, di sostegno, di ascolto, in attesa che il suo umore torni a risollevarsi da solo. Spesso, sentirsi capita e non giudicata è sufficiente a ritirarla su.

Per la donna, inoltre, c’illumina Gray, le cose grandi valgono quanto quelle piccole. In una scala di punteggi, un uomo che lavora, che si massacra per assicurare un buon tenore di vita alla famiglia, sta compiendo un’operazione che gli accredita un solo punto, come un eguale punto varrebbe regalarle una rosa, comprarle un anello di brillanti, portare fuori il cane o la spazzatura. Uno vale uno, insomma. Lei, tapina, non è in grado di capire la differenza e per farla felice, per ottenere il punteggio pieno, non basta un unico, importante, generoso, gesto d’amore ma ci vogliono tante piccole attenzioni giornaliere.

Gray non pare rendersi conto che, per cambiare atteggiamento, un uomo deve volerlo fare, deve riconoscerne la necessità, deve trovare delle mancanze nel proprio comportamento, deve essere in contatto con i propri sentimenti ed avere la pazienza di lavorare su di sé.

Ma dove si trova un uomo così? Come si trasforma un marito che non ascolta mai, uno per il quale la propria donna è invisibile e necessaria come un mobile della casa, in un essere attento, premuroso, capace di dirle: “Amore, in questo momento sono occupato ma fra dieci minuti avrai tutta la mia considerazione, comprensione e solidarietà?” Ma dai!

E, per concludere, possiamo dire che, evidentemente, Gray è venuto in contatto solo con coppie americane. Se avesse conosciuto un lui ed una lei italiani, immancabilmente sarebbe uscito il problema della mamma, e, ai 101 punti nei quali descrive le piccole cose che un uomo deve fare per ingraziarsi la moglie, oltre ad abbassare l’asse del wc, avrebbe aggiunto a lettere cubitali: RICORDATI CHE LEI VIENE PRIMA DI TUA MADRE!!

 

 

From the seventies to the nineties it was a flourishing of American self-help manuals: how to strengthen self-esteem, how to understand yourself, how to improve your social performance and relationships with others.

There is no lady who has not read "Women who love too much", by Robin Norwood (in pure seventies awareness style), identifying himself in the pathetic figure hanging on the wire of a phone that does not ring. We have all had at least a look at "Your erroneous areas", by Wayne Dyer (1977) or "Emotional Intelligence", by Daniel Goleman. But there is a text that has beaten all the others and that has remained in the ranking 121 weeks and has sold 50 million copies: "Men come from Mars, women from Venus", written in 1993 by John Gray, specialized psychologist in the study of couple problems.

Personally we feel a certain annoyance towards those who think they have the "remedy for everything", towards those who believe that it is enough to modify their behavior a little to make everything change around them. In our opinion, there is no pill of happiness or a magic wand capable of transforming an unsatisfactory relationship into a rewarding one. We must however recognize this text, despite the annoying and Americanizing simplification of the problems and their solutions, the merit of having focused on some points that cause misunderstandings in the couple and, we add, also in friendships and social relations in general.

We all knew that men and women come from different planets and speak opposing, mutually incomprehensible languages. But Gray pointed out that if an outside woman does it to let off steam. Point. He doesn't expect advice, he doesn't want easy solutions. Indeed, a possible solution irritates her because it diminishes the extent of her pain "without bottom and without remedy". If a woman complains, it is for the pleasure and the need to complain, for the happiness of feeling so unhappy. The man, faced with a woman who suffers, feels embarrassment, annoyance and displeasure, therefore he wants to make himself useful and elaborate possible flattening. And this is the best way to infuriate the woman more, since she does not feel understood, validated and justified her anguish, in a word, she does not feel understood, listened to, supported.

The man, then, even the one devoted and in love, periodically feels the need to hide in his "cave", especially if he has a problem. The natural reaction of a woman to the same problem is to "dissect it", to be sorry for it, to make others participate. The man is not. Man needs to work it out in silence, to understand how he can deal with it alone, to find solutions based solely on his own strength. Therefore he is silent, moves away, silences himself, closes in on himself. If she pursues him, she becomes elusive, nervous, until the quarrel and the clash, or she falls silent. The more she asks him what's wrong, the more he doesn't know what to say. She is mistakenly convinced that it is her duty to take an interest in him at that moment, that "talking would do him good", while for him it is the opposite. This is difficult for women to understand and accept, women have been educated about sacrifice, emotional participation, active listening and not behaving in this way makes them feel guilty. If she had a problem, the first thing she would do would be to externalize it, and she is convinced that by keeping everything inside he is hurting herself and that she must help him to open up. She also feels hurt, humiliated by his lack of trust, who does not consider her worthy of her confidences. He often ends up imagining the worst: that he has another, that he is ill or that he meditates his escape.

In the love relationship, the man is like an elastic band, he periodically needs to move away, find himself, detach himself, and then return more charged. During the separation his energy returns to grow, he finds passion, emotion and desire, and is ready to approach his woman with new-found dedication. This she does not understand, makes her feel bad, hurts her. The more that follows him in his departure, the more he chases him, the more he cools down, he feels controlled and tied. When he returns home, ready to resume the relationship from the point where he left her, as if nothing had happened, she is angry and freezing. (Since the speaker is a woman, he cannot help thinking that it is good to send him to that country.)

It seems that for Gray the woman is like a wave, dedicated to ups and downs of self-esteem, with thirty day cycles singularly close to the sexual ones. When she is down, at the lowest point, she only needs understanding, support, listening, waiting for her mood to rise again on her own. Often, feeling understood and not judged is enough to revive her.

 

In addition, for women big things are as good as small ones. On a scale of scores, a man who works, who massacres himself to ensure a good standard of living for the family, is performing an operation that credits him with only one point, as an equal point would be giving her a rose, buying her a ring of diamonds , takeing the dog or the trash out. In short, one is worth one. She is unable to understand the difference and to make her happy, to get the full score, a single, important, generous, loving gesture is not enough but it takes a lot of small daily attentions.

Gray does not seem to realize that, to change his attitude, a man must want to do it, he must recognize the  need, he must find shortcomings in his behaviour, he must be in touch with his own feelings and have the patience to work on himself.

But where is such a man? How a husband who never listens, one for whom his woman is invisible and necessary as a piece of furniture in the house, becomes an attentive, caring being, capable of saying to her: “Love, I'm busy right now but in ten minutes  you will have all my consideration, understanding and solidarity? " Really!

And, to conclude, we can say that, evidently, Gray only came into contact with American couples. If he had known an Italian he and she, the mother's problem would inevitably come out, and, to the 101 points in which he describes the little things a man must do to ingratiate himself with his wife, in addition to lowering the toilet axis, he would have added in large letters: REMEMBER THAT SHE COMES BEFORE YOUR MOTHER !!

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