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Ilaria Vecchietti, "Anime predestinate, L'unicorno nero" vol 1

2 Marzo 2026 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #fantasy

 

 

 

Anime predestinate

L’unicorno nero

Ilaria Vecchietti

Amazon, 2025

pp 604

 

 

Parte come un urban fantasy adolescenziale, sulla scia ormai pluri-battuta di Twilight, con la protagonista Ileana in procinto di vivere il suo primo giorno di università, (di cui, però, nel corso di questo volume uno ꟷ perché di questo si tratta non dobbiamo dimenticarlo, del volume iniziale di una serie a venire ꟷ non si farà più menzione) e finisce per incupirsi sempre più.

L’ambientazione è Verona, fra strade buie, ritrovi dall’atmosfera dark e le pietre millenarie dell’Arena. La trama comprende arcane profezie, incantesimi e creature magiche di ogni genere. La fauna è quella classica, vampiri buoni e cattivi, licantropi, streghe, esseri mutanti, angeli caduti, tutti insieme nel calderone veronese che c’è ma resta sullo sfondo.

Per non svelare troppo, posso solo dire che in questo primo tomo si ha un ribaltamento di ciò che avviene di solito nei libri sui vampiri scritti dal 2005 in poi, ovvero la trasformazione da creatura sanguinaria in succhiasangue salottiero. Qui, almeno per il momento, avviene l’opposto.

La protagonista, Ileana, non è una Giulietta affacciata al balcone ma una creatura ben più minacciosa e potente, una vampira. E, tuttavia, anche lei innamorata. Guarda caso di un Montecchi. Di più, predestinata a reincontrare chi aveva già amato in passato e a ripercorrere gli stessi passi dolorosi.

Ileana è un essere centenario, forse si sarebbe dovuto acuire questa sua caratteristica, non solo raccontando pezzi di storia mondiale ma facendo sentire la profondità del tempo e la stratificazione culturale nell’anima del personaggio, nel suo modo di pensare e di esprimersi.

La famiglia di Ileana è simile alla famiglia Cullen in Twilight. Tutti vampiri civili, addomesticati. Qui, però, il senso morale, la lotta etica fra bene e male, è attenuato in favore di una gestualità ironica, come bere il sangue in tazze colorate e infantili. Niente a che vedere con la malinconica guerra interiore dei vampiri di Anne Rice.

L’antagonista, che deve esserci per contratto, è Samonio, imparentato col culto di Samain. Ileana deve lottare contro di lui, e contro i suoi accoliti, per salvare il mondo e il suo amato.

L’aiutante è Laura, la migliore amica umana (ma non troppo). Una strega inconsapevole che vedrà emergere il proprio potere quando sarà necessario. Il suo personaggio è quello più a tutto tondo, quello che suscita vero affetto ed empatia da parte della protagonista. Piuttosto indistinta, invece, è proprio la figura di Mirko, l’amato, il predestinato. Forse si sarebbe potuto approfondire lo spessore umano ed emotivo del personaggio maschile. Insomma, sembra che l’amicizia sia meno manierata e più spontanea dell'amore romantico.

Molto viene detto (e scritto sul diario di Ileana) dei sentimenti, ma poco viene effettivamente fatto sentire al lettore.

Lo stile è scorrevole, a tratti ridondante. Nell’insieme, un romanzo ponderoso che potrebbe essere snellito e sviscerato allo stesso tempo, dando la preferenza al mostrare più che al dire, al far esperire piuttosto che al ripetere.

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