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Federico Negri, "La saga di promise"

19 Ottobre 2014 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #fantascienza

Federico Negri, "La saga di promise"

La saga di promise

Federico Negri

Federico Negri si definisce scrittore della domenica e come tale va giudicato senza però annettere alcun significato negativo al concetto.

Sceglie la fantascienza, genere meraviglioso ma difficile, per il quale occorrono competenza e originalità. “Siamo la Promessa”, “Cuori d’Acciaio” e “Il pianeta ostile” fanno parte della saga di Promise, una trilogia scaricabile da Internet.

Di idee ce ne sono molte, anche se non nuove: una colonia terrestre lontana dalla madre patria - che potrebbe vagamente ricordare le “Cronache marziane” di Ray Bradbury - dove si è perso il ricordo delle antiche tecnologie e si è precipitati in un nuovo medioevo, l’arrivo di un’astronave terrestre con un misterioso manufatto dai terribili e sorprendenti poteri, una giovane scienziata geniale ma col vizio della droga. Il fatto è che tutti questi elementi non sono sufficienti a creare una partecipazione attiva del lettore, il bisogno di saperne di più. Il pianeta descritto non ha caratteristiche peculiari capaci di mettere in moto la fantasia, i protagonisti sono ancora troppo terrestri, fanno, dicono, pensano cose che non hanno niente di alieno, di misterioso. La ragazza studia, s’impasticca, prende una sbandata per un bel soldato, nulla di nuovo sotto il sole, anzi no, sotto Tau Ceti. Manca l’atmosfera, la creazione di un mondo secondario, si resta nel limbo, in uno spaccato, in un “non mondo”. Niente toglie che, sviluppando tutto con più pazienza, tenacia e "divertimento", lasciandosi andare al piacere dell'avventur, dell'invenzione e della scoperta dell'alterità, la saga di promise possa davvero mantenere la "promessa" del titolo.

D’interessante c’è la differenza fra coloro che vivono in città, sotto l’egida del Direttorio - e si stringono attorno ai residui del passato, ai vecchi cimeli di una tecnologia che non sanno più far funzionare, a computer spenti e a luci disattivate, nell’attesa di un deus ex machina dal cielo che li riporti ai trascorsi splendori - e, invece, dall’altra parte del muro, il cosiddetto Popolo Libero, quello degli Straccioni che hanno cercato di adattarsi alla nuova essitenza e trarne il meglio possibile. Come nel film “Waterworld”, dove il personaggio interpretato da Kevin Costner ha sviluppato branchie che lo rendono adeguato alla nuova realtà di un pianeta ricoperto per la quasi totalità di acqua ma che non lo fanno sentire più a suo agio nel mondo emerso. Il nocciolo della storia, dunque, il senso profondo, può essere ritrovato nel contrasto fra adattamento e arroccamento.

Dei personaggi, solo Haria, la giovane protagonista col vizio delle psicocole, è ben tratteggiata; Fineri, il ragazzo di cui s’invaghisce, rimane sullo sfondo. Più originale, Galla, la rude soldatessa che fa coppia fissa con Fineri. A proposito, anche i nomi non sono troppo accattivanti e potevano avere una sonorità migliore.

Lo stile è semplice, corretto, ma con qualche piccola imprecisione, come, ad esempio, il ripetersi della locuzione “solo più” al posto del semplice “solo”. I dialoghi e le descrizioni spesso hanno il compito di informare il lettore e questo li appesantisce e li rende meno agili ed efficaci.

Lo scopo che Negri si prefigge non è semplice ed egli lo porta avanti con onestà e impegno, anche quando i risultati non sono sempre quelli auspicabili. La storia riesce comunque a coinvolgere, è scorrevole, e il lettore non fa fatica ad avanzare.

La scelta di rendere l’ebook gratuito e fruibile per gli appassionati del genere ci sembra azzeccata in questo specifico caso.

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