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Arte al bar: GIOTTO "Approvazione della regola"

6 Settembre 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #pittura, #arte, #arte al bar

"Approvazione della regola " di Giotto e l'omaggio di Walter Fest"Approvazione della regola " di Giotto e l'omaggio di Walter Fest

"Approvazione della regola " di Giotto e l'omaggio di Walter Fest

 

 

Oggi, amici lettori della signoradeifiltri, faremo un salto indietro nel tempo, bentornati alle nostre pagine artistiche. 

Qui al bar la situazione è tranquilla e radiosa, grazie ai cambiamenti climatici l'estate sarà ancora lunga, chissà che un giorno potremo andare a Natale al mare. Scherzi a parte, oggi vi porterò nel 1300, pertanto, per andare così indietro nel tempo, ho deciso di farmi accompagnare da Katia, una giovanissima cassiera del supermercato: pettinatura alla moda, trucco e tatuaggi, bigiotteria varia indossata un po' dappertutto, avrete capito dove. Molto bene, non ci resta che iniziare.
 

- Katia, lo sai chi era Giotto?
 

- No, però a scuola avevo l'astuccio con le sue matite e i pennarelli.
 

- Uelà, tontolona, possibile che non sai chi è Giotto? (E' Giovanna la Milanese dal fondo della sala.)


- Un nuovo rapper?
 

- Walter, lasciamola a cappuccino senza zucchero e cornetti integrali per una settimana!


- Giovanna, dobbiamo essere buoni, non è colpa loro se sono nati in un'altra epoca.
 

- Sarà, ma a me questi giovani sembrano tutti un po' fuori di testa.
 

- Forse per le nuove generazioni l'arte può sembrare qualcosa di antico, qualcosa di difficile da capire, come per noi è difficile capire loro, Katia. Giotto era un artista che ai suoi inizi era molto più giovane di te, il Medioevo è stato un periodo storico alquanto controverso e la vita di tutti i giorni di quell'epoca non era vicina per nulla ad un modo di vivere ragionevole per come possiamo intenderlo noi.

Della vita di Giotto, nato a Colle di Vespignano intorno al 1267, non sappiamo molto ma la scintilla che ha innescato la sua arte è stato l'incontro con Cimabue, il maestro che, nella sua bottega, insegnò il mestiere dell'artista al giovanissimo allievo. Alcune leggende, diremmo metropolitane, narrano che Cimabue si stupì della bravura del ragazzino quando, su un sasso, disegnò le pecore al pascolo, oppure quando il maestro cercò di scacciare una mosca da sopra una tela dipinta da Giotto.
 

- Però, era bella la vita a quell'epoca, niente scuola, aria buona, cibo genuino...


- Katia, eravamo sempre nel medioevo, il mezzo di locomozione era il carretto e il cavallo, non c'era l'illuminazione elettrica, né il telefonino, i talk show, le automobili, il w.c., e mi fermo qui perché la vita di allora non era propriamente bella e comoda, però l'arte era tenuta molto in considerazione, possiamo dire che era la televisione di quei tempi.

Giotto in breve superò il maestro e il suo talento fece rapidamente il giro d'Italia. Come in moderno passaparola, la sua figura assumeva un'importanza enorme e la sua presenza veniva richiesta da più parti, troviamo le sue magnifiche opere nella basilica superiore e inferiore di Assisi, a Roma ai tempi di Papa Bonifacio VIII, a Firenze, a Rimini, a Padova, a Napoli, Bologna, Milano.


- Anche senza l'aeroplano ha girato molto l'artista, eh!


- Sì, Katia, e questo suo spostarsi di città in città è stato fondamentale per la storia dell'arte nazionale perché, con il suo stile innovativo, ha influenzato ed è stato di esempio per tutta l'arte e gli artisti dell'epoca. 

Ora, nell'ammirarla, sembra arte semplice, facile, quasi ingenua, invece Giotto era un artista modernissimo che, grazie al suo lavoro, rinnovò tutti i concetti utilizzati fino a quel momento. Di fatto anticipando il Rinascimento, stravolse la costruzione di un'opera introducendo l'uso della prospettiva. L'immagine non era più piatta ma aveva un effetto tridimensionale, la sua scena non era più solo simbolica ma diventava realistica. In età avanzata, grazie all'enorme esperienza artistica accumulata, divenne anche architetto e la sua opera maggiormente conosciuta è il famoso campanile di Giotto, torre campanaria della cattedrale di S.Maria del fiore a Firenze.

Nel detto anno (1334) (...), si cominciò a fondare il campanile nuovo (...) di costa a la faccia della chiesa in su la piazza di Santo Giovanni (...) e proveditore della detta opera (...) fue fatto per lo Comune maestro Giotto nostro cittadino, il più sovrano maestro stato in dipintura che si trovasse al suo tempo (...)
(Giovanni Villani, Cronica)

- Ma, Walter, in quel periodo non avevano altri divertimenti?
 

- Katia, in un certo senso non sapevano che fosse il tempo libero, però, in ogni caso, si divertivano anche loro in tanti modi. Esistevano varie classi sociali ma il divertimento per tutti era assicurato, furono perfino gli antenati inventori del gioco del calcio, e poi giullari e saltimbanchi animavano le piazze, beh, io magari sarei stato proprio un grande giullare non trovi?

 

- Il principe dei giullari!
 

- Grazie del complimento Gianni. Senti, che ne dici di mettere un po' di musica? Dai, accendi il nostro jukebox.
 

- Ce l'hai l'ultima dei Ramones? 
 

- Dalia, ma allora siamo proprio rimasti al Medioevo! Forza, adesso è meglio che andiamo a descrivere l'opera Approvazione della regola.

Questo lavoro fa parte del ciclo di affreschi realizzati da Giotto ad Assisi nella Basilica superiore. Di formato 230X270, rappresenta S. Francesco con i suoi confratelli nell'atto di ricevere l'autorizzazione al nuovo credo dell'ordine monastico.

I protagonisti sono in primo piano e il pathos è tutto nel momento dell'atto di ricevere di mano in mano il documento, atteso pazientemente dai Francescani, fuori del palazzo Laterano, per circa 90 lunghissimi giorni. A tal memoria, nel 1927 venne eretta una statua bronzea del Santo Francescano con le braccia aperte rivolte verso la facciata della Basilica di S.Giovanni in Laterano a Roma. 
Ma ritorniamo a Giotto, nell'opera pittorica tutti i frati sono ansiosamente statici nel momento cruciale, eppure l'artista ha reso la scena dinamica, con tutte le forme in una danza cromatica. 

Il movimento parte da una linea curva immaginaria, sono curve le volte a botte, la cui prospettiva ispira il senso di profondità, sono una serie di curve le pieghe del tessuto damascato, disposto sulle pareti di fondo dell'architettura che fa da cornice all'evento, è curvo il gruppo di frati inginocchiato a mani giunte in segno di ringraziamento e devozione al Papa Innocenzo III. Altre linee curve, le loro umili teste calve e spoglie, in contrasto con le forme curve ad ogiva dei copricapi del Papa e dei suoi astanti. 

Il marrone sbiadito delle povere tonache dei frati è di un tono scolorito dalle intemperie, dal freddo, dalla pioggia, nell'estenuante attesa per essere accolti dal Papa, arresosi solo in seguito a una visione notturna. Ora eccoli inginocchiati sulla pavimentazione dorata, con lo sguardo speranzoso, di fronte alla ricchezza rosso porpora dei pregiati abiti religiosi, con alla testa la massima autorità del Papa.

Giotto, con una velatura celestiale finale in un alone di spiritualità, rende l'opera emozionante per lo storico momento, le tinte dell'affresco non sono accese, la scena è solenne ma tutto è in armonia, la scelta di professare la fede in povertà non si sarebbe ben intonata con colori accesi e sfarzosi.
 

- Katia, sei rimasta scioccata?
 

- Veramente, vedere quest'opera mi dà un senso di serenità, i colori mi sembrano eleganti, forse mi sbaglio, dovrei dire celebrativi, in effetti la scena rappresenta un momento storico, nel complesso vederla mi fa sentire in pace. Ecco, se fossi stata lì, avrei alla fine applaudito. Certo che questi frati erano un po' cocciuti, eh!


- Era la forza della fede, e la genialità di Giotto è stata averla rappresentata come in una scena teatrale. Adesso che ne pensi dell'arte antica?
 

- Esiste l'arte vintage?
 

- Boh? Mi sembra di no.
 

- Ecco, mi piacerebbe pensare all'arte come un qualcosa vintage: pensa se un supermercato fosse arredato così.
 

- Katia, vedrai che un giorno accadrà, e le divise delle cassiere saranno come le dame del'300, potrebbe essere un bel vedere, no?
 

- Uelà, pure io mi voglio vestire come una dama!!
 

- Giovanna, ti andrebbe bene come la Gioconda di Leonardo?
 

- Sì, ma al collo vorrei un foulard rosso!
 

Carissimi lettori della signoradeifiltri, con l'immagine di Giovanna la milanese vestita come la Gioconda, ma con un foulard rosso al collo, vi ringraziamo, vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo artista, forse a sorpresa potremmo andare a Napoli.

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