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Reportage: Yucatan, seconda parte

11 Giugno 2015 , Scritto da Liliana Comandè Con tag #liliana comandè, #luoghi da conoscere

Reportage: Yucatan, seconda parte

CELESTUN: RISERVA DELLA BIOSFERA

Il Messico non offre solo siti archeologici e mare. Sicuramente è meno conosciuta per essere una delle nazioni che possiede una vastissima area denominata “Reserva de la Biosfera del Ria”.

Un paradiso per i naturalisti che si estende per circa 590 chilometri e si trova non molto lontana dal Golfo del Messico.

In questo estuario si incontrano le acque dolci dei fiumi con quelle salate del Golfo e questo ne fa un habitat ideale per quelli che sono la maggiore attrazione di questo eden: i fenicotteri rosa che raggiungono anche il considerevole numero di mille uccelli acquatici. A bordo di una barca ci si inoltra nelle sue acque poco profonde e si esplorano le meraviglie che si presentano agli occhi di chi ama la natura.

Non è facile incontrare tutti gli animali che vivono nella riserva, ma ci sono ben 300 specie di uccelli, fra i quali troviamo gli aironi, i pellicani, le garzette e i fenicotteri, oltre ai coccodrilli, iguane e tartarughe acquatiche. Inoltre, in questo estuario, vi sono lagune, saline, grotte e cenotes.

E’ una parte molto selvaggia e, qualche volta, si vedono i pescatori che, in un modo poco consueto, tentano di prendere i grossi gamberi, detti camarones, che in questa località vengono cucinati in maniera superba.

Si “naviga” fra spazi molto ampi e tunnel di mangrovie che formano una specie di “foresta” tanto fitta da far sembrare l’acqua “prigioniera” delle radici e dei rami che spuntano dai fondali azzurri.

Uccelli di ogni colore cinguettano stando fermi o svolazzando sull’intricato gioco di rami, come se fossero braccia pronte ad accogliere le piccole creature. A Celestùn c’è un mondo tutto da scoprire.

Qui si trova il Messico naturalistico, quello che fa estasiare davanti ad ogni cosa bella che la natura ci ha regalato, comprese le aquile e i gabbiani che volano tranquillamente nel ceruleo cielo.

CHICHEN ITZA’, SIMBOLO DEL MESSICO MAYA

Ma non si può visitare il Messico senza aver visto Chichen Itzà, il sito archeologico più noto del paese e visitato ogni anno da circa un milione ottocentomila turisti. Il nome significa “Sul bordo del pozzo degli Itzà” e all’inizio della sua storia su un centro molto florido Puuc e lo testimoniano i numerosi monumenti risalenti proprio a quell’epoca.

La città raggiunse l’apice nel 950 d.C., quando venne trasformata in uno dei principali luoghi di culto di Kukulcan, che è poi Quetzalcòatl, il Serpente Piumato, che è raffigurato sulla maggior parte dei monumenti. Il sito si estende per oltre 30 chilometri quadrati ed è suddiviso in differenti complessi architettonici e i più antichi risalgono al periodo Puuc.

Questi ultimi sono “Le Monache, formato dagli edifici Monache, Chiesa e Annesso, poi l’Akab Dzib, il Gruppo della Casa Rossa e la terrazza sulla quale sorge il Caracol. Ma il monumento più importante si trova proprio nella Piazza Centrale, che è circondata da una muraglia alta circa 6 metri. Si tratta della notissima piramide chiamata dagli spagnoli “El Castillo”, ma in origine il nome era Kukulcan.

E’ stata inserita fra le nuove 7 meraviglie del mondo e nel 1988 è stata dichiarata dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. La grande piramide a nove gradoni è composta da 91 gradini per lato (sono 4) più 1 che serve a salire nel tempio che si trova in cima.

Il numero non è casuale perché corrisponde a 365 e sono i giorni dell’anno. La piramide è sormontata da un tempio ed è ricorrente la figura del Serpente Piumato. Nei giorni degli equinozi di primavera e autunno, un gioco di luci e ombre, dà l’impressione che i grandi serpenti scendano dalla piramide. Sotto il Castello è stata trovata un’altra Piramide con all’interno due sculture.

Una rappresenta un trono a forma di giaguaro rosso con incrostazioni di pietre verdi e sul dorso un disco a mosaico. L’altra è un “chac Mool”, nota scultura che rappresenta un uomo reclinato che sorregge sul ventre un piatto destinato alla raccolta delle offerte.

Ma anche qui ci sarebbero da menzionare tutti i monumenti ritrovati, dalla scalinata del “Tempio dei Guerrieri” al Patio delle mille Colonne”; dal Tempio delle Tavole al complesso noto come “il Mercato. All’interno c’è anche un cenote e, come sempre tutto ciò che riguarda il mondo Maya, c’è sempre l’aspetto del sacrificio umano (ma quanto sia vero non sia sa) e si racconta che vi venissero gettate vergini e bambini.

Uno dei punti forti del sito è senza dubbio il Campo da Gioco della pelota, il più grande che si conosca. Ai lati sono visibili due anelli scultorei che erano le nostre “porte” dove far passare la palla e sono decorati con due serpenti piumati intrecciati.

Ai lati del campo ci sono molti bassorilievi che rappresentano il gioco e le regole che si dice siano state piuttosto cruente, mentre alcuni dicono che, se il giocatore riusciva ad infilare la palla nello strettissimo foro dell’anello, la squadra vinceva subito la partita. A Merida, nel corso di una Festività, proprio davanti alla Cattedrale è stata giocata una partita di pelota con sette giocatori.

Tutto è stato preparato come ai tempi dei Maya e la partita è difficilissima perché non si tira con i piedi ma con le ginocchia, stando stesi per terra. Capita anche che si tiri con il corpo, ma il cerchio è in alto e non è affatto facile fare “goal”. E lo sforzo dei giocatori è enorme.
Nel complesso, il sito di Chichen Itzà è il migliore esempio della commistione stilistica del periodo postclassico Maya con influenze del Messico centrale.
Ecco, fin qui quello che si può vedere in una settimana di soggiorno ma, come ho già scritto, c’è ancora da visitare la regione del Chiapas, Città del Messico, la parte nord, Playa del Carmen ecc…Il Messico è vasto ed è abitato da 112 milioni di abitanti. Un viaggio non basta, ma sono sicura che se ci si va una volta, ci si ritorna.

C’è ancora troppo da scoprire su questo popolo costituito dagli indios, dai meticci e dai discendenti degli spagnoli. Un popolo che è passato dal sentimento religioso legato ai fenomeni della natura al cattolicesimo con l’invasione degli spagnoli.

Il sole, la pioggia e il vento furono sicuramente i primi dei di questo popolo di agricoltori, che furono i signori indiscussi della juta, ricavata dalla pianta di agave così come dall’agave azzurra è ricavata la tequila, bevanda tipica nazionale, e del tipico cappello denominato panama.

Il Messico, oggi, ha un collegamento in più, quello della Compagnia Blue Panorama che fa scalo a Merida. Un motivo in più, questo, per scoprire le bellezze e conoscere la storia di questo misterioso popolo.

LA GASTRONOMIA

La cucina è molto varia e saporita ed è diversa a seconda della regione. Piatto principale è la Tortillas, una specie di pane basso di mais o granoturco.

Poi i Tacos, una specie di crepes di mais, che possono essere riempite con carne, cipolle e verdure. Molto buono il Guacamole, ripieno di avogados, peperoni, cipolle e peperoncino.

Ottimi i piatti a base di carne e pesce e, soprattutto, i “camarones” gamberoni fritti con una specie di farina al cocco, servita dentro una metà di quest’ultimo nel quale si trova una deliziosa salsa di mango e cocco.

La frutta è tropicale e si trova di tutto: dalla papaia al mango, dall’ananas al melone e all’anguria. Fra le bevande, ottima la cerveza (birra) e la tequila.

STRUTTURE ALBERGHIERE

Chiaramente le strutture a Cancun sono molto grandi, ma c’è da scegliere secondo le proprie esigenze,
Noi siamo stati alloggiati all’Oasis Resort All Inclusive, un 4 stelle di 959 camere standard con vista mare e vista giardino. La struttura è sulla larga spiaggia ed è dotata di belle e scenografiche piscine. La posizione è ottimale perché si trova vicino alle principali attrazioni e allo shopping center.

Le camere sono spaziose con televisore via cavo e cassetta di sicurezza. Il bagno ha l’asciugacapelli e il set di cortesia. Attività sportive e intrattenimento, 10 ristoranti con cucina di varie nazionalità. Unico neo: WiFi a pagamento e neppure tanto economico. I bambini sono gratuiti in camera con i genitori fino a 12 anni.

A Cancun, il Westin Hotel & Resort ci ha fatto omaggio di una sauna in stile Maya. Una sauna particolare, che si trova in giardino ed è una specie di costruzione bassa in mattoni. Il prima e il durante la sauna, è accompagnato da un rituale in lingua Maya da una specie di “sacerdote” Maya. Il problema è per chi soffre di claustrofobia o il caldo eccessico provocato dall’acqua versata sulle pietre infuocate. Comunque è un’esperienza da provare. Dell’hotel abbiamo visto solo l’ottima Spa e constatato la gentilezza del personale.

A Merida, l’hotel è un vecchio convento francescano: il “Fray Diego”, un 3 stelle superior piccolo e raccolto. Si trova in zona centrale ed ha 26 camere molto tranquille, dotate di aria condizionata (un po’ rumorosa) e il ventilatore a soffitto.

Gli arredi sono semplici e alla parete, sopra il letto, c’è un grande crocefisso. C’è una piccola piscina e un piccolo giardino con una fontana e qualche statua che ricorda cosa era prima.

Ristorante, bar e centro business. Nell’armadio c’è la cassetta di sicurezza. Il bagno non è molto grande ma la doccia è ampia e c’è il set di cortesia. L’WiFi è gratuito.

A 15 minuti dal centro di Merida c’è la bellissima Hacienda Misnè, classificabile quasi come un 5 stelle, immersa in un parco curatissimo pieno di fiori e alberi che fanno da contorno a 43 camere e 8 suite molto ampie e ben arredate. Anche i bagni sono grandi e, chiaramente, tutti ben attrezzati. All’interno dell’Hacienda c’è una Spa e una piscina, vasche nel giardino e un ristorante completano un piccolo gioiello dove trascorrere una luna di miele o regalarsi un soggiorno in una struttura dove comfort e lusso vanno a braccetto.

Infine, per chi cerca un ambiente molto ricercato, il boutique hotel “Casa Lecanda”, è l’ideale. Solo sette camere suddivise fra il piano terra e il secondo piano. Queste ultime sono dotate di balcone con vista sui giardini. Entrambe le camere sono dotate di balcone un ponte di legno con zona relax Ogni camera dispone di un letto a baldacchino king size, angolo soggiorno, armadio TV a schermo piatto, mini-bar e cassaforte in camera. I bagni dispongono di una grande cabina doccia a pioggia. Questi i servizi : Minibar, Cassaforte in stanza, Ponte di legno, Tv a schermo piatto, Box doccia con Sky luce, Aria Condizionata, Ventilatori, Wifi, iHome docking station per iPod e sveglia , Accappatoi e pantofole, prodotti da bagno biologici. Le garden suite sono ad un livello ancora più elevato. Piscina e ristorante completano i servizi di questo piccolo albergo.

Comunque, in ogni località del Messico esistono hotel appartenenti alle più grandi catene alberghiere.

IL VOLO CON BLUE PANORAMA

La partenza da Roma su Cancun è avvenuta con un Boeing 767-300 della compagnia italiana Blue Panorama con scalo a Cuba.

Il ritorno è stato diretto ed è durato 11 ore. Ora Milano Malpensa è collegata a Merida ogni lunedì e dal 20 luglio al 7 settembre anche il venerdì. Una buona occasione per approfittare delle tariffe convenienti della compagnia e del volo senza scalo.

Reportage: Yucatan, seconda parte
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