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Reportage Egitto: dove il mito s'incontra e si confonde con la storia

20 Marzo 2015 , Scritto da Liliana Comandè Con tag #liliana comandè, #luoghi da conoscere

Reportage Egitto: dove il mito s'incontra e si confonde con la storia
IL PAESE DELLA GRANDIOSITÀ DI UN ANTICO POPOLO, CHE TANTO EBBE IN COMUNE CON LA STORIA DI ROMA

Magia di colori, inebrianti profumi, fascino di una terra senza tempo dove il mito si confonde con la storia. Non sono frasi scontate, ma le sensazioni di una vacanza in Egitto, una stupenda meta che lascia il segno non solo nella memoria ma, soprattutto, nell’anima. L’avventura dell’ideale viaggio a ritroso nel tempo comincia al Cairo. Se si alloggia in un albergo nella zona di Giza, e si è alla finestra nell’ora del tramonto, c’è lo scenario unico del sole che scompare dietro l’orizzonte tra lo sfolgorio dei colori che accompagnano il calare del sole e che vanno dal rosa all’indaco del cielo, dal rosso all’arancione, fino a confondersi con il colore della terra.

Al centro di questo naturale palcoscenico, ci sono loro: le piramidi, le cui gigantesche sagome si stagliano all’orizzonte come una sfida all’eternità, ombre del passato sempre vigili sul presente. Poi c’è l’incontro con l’enigmatica millenaria Sfinge, la visita ai favolosi tesori del Museo del Cairo, con la meravigliosa maschera del giovane faraone morto a soli 18 anni, Tutankhamon,

la passeggiata alla “Città dei morti”, dove gli uomini dividono il tetto con chi non c’è più ed è seppellito nel piano sottostante. Poco lontano dal Cairo c’è, a Sakkara, la piramide di Zoser, o piramide a quadroni, considerata la più antica tra quelle egizie, costituita da sei mastabe (di dimensioni decrescenti) costruite una sull’altra.

Ma in Egitto, dalla notte dei tempi, si crede che tra vita e morte ci sia continuità e se per noi questa specie di “convivenza” sembra assurda, per loro non lo è, considerando che queste persone, oltre tutto, non avevano una propria casa. In questa terra fantastica ogni cosa ha un suo perché, una sua ragione d’essere, anche se a noi occidentali sfuggono molte cose della loro cultura e delle loro tradizioni.

Ma dopo il Cairo, non si può non volare fino ad Assuan. Nell’antichità si chiamava Syene. Erano qui le cave da cui si estraevano i monoliti destinati a diventare obelischi, steli costruite in onore del dio Sole. Qui, oltre ad ammirare lo spettacolo delle feluche che solcano il Nilo, l’azzurro del cielo che si confonde con il turchese del grande lago Nasser, e, sopra una specie di altura, c’è il magico spettacolo dell’Isola Elefantina, con la sua sabbia dorata, macchiata ogni tanto dal verde smeraldo delle fronde di alberi.

Proprio qui si trova la tomba dell’Aga Khan III, che usava soggiornare in questa località per il suo clima asciutto e salubre. Lui morì nel 1957 e la Begum, sua moglie, fece costruire il mausoleo per consentirgli di riposare in pace. Lei visse fino al 2000, ma già dal 1997 aveva impedito l’accesso dei turisti che disturbavano l’eterno sonno dell’amato consorte.

Dall’alto si vede il magnifico spettacolo del Nilo e la vita che si svolge sulle sue acque. Ad Assuan è possibile vedere anche il monastero copto di San Simeone e il giardino botanico, ricco di piante di ogni tipo che donano ombra e fresco a chi ci si reca nei periodi più caldi.

Da qui si può raggiungere Abu Simbel, con il suo tempio imperituro di Ramsete II°, il Faraone che fece grande l’Egitto. L’opera, che sorge nel cuore del deserto nubiano, a breve distanza dal confine con il Sudan, è spettacolare. Colpiscono, soprattutto, le grandi statue del faraone, scolpite direttamente sulla roccia, che ne costituisce la facciata alta, tra l’altro, ben trentuno metri. Molto interessante è visitare la parte posteriore del tempio, interamente ricostruito dopo che stava per allagarsi e, quindi, essere distrutto per via della diga che era stata costruita nelle vicinanza.

Le navi che ospitano i turisti in questo fantastico viaggio che porta da Assuan a Luxor, o viceversa, sono dei gioielli. Comodità ed eleganza assicurano una vacanza all’insegna della rilassatezza.

Navigando dolcemente sul largo fiume, si arriva a Filae dove i ricordi dell’idilliaco mito, tra il magico e il religioso, di Iside e Osiride e testimonianza della tecnica moderna che riuscì a trasportare l’immenso tempio dall’isola destinata ad essere sommersa su un luogo sicuro, qui si fondono in un paesaggio in cui i colori intensi dell’acqua, della vegetazione e delle imponenti colonne, toccano sicuramente lo spirito del visitatore. Ma questo non succede solo in epoca moderna, è stato sempre cosi.

Nell’antichità, l’imperatore romano Adriano, fine esteta, innamorato dell’arte e dello spirito dell’Egitto, veniva a meditare qui. Altre colonne dai capitelli scolpiti ricordano anche il luogo nel quale era solito rifugiarsi. La nostra storia che si fonde con quelle egiziana!

Proseguendo il nostro viaggio a ritroso nel tempo, troviamo Edfu, che è un’altra meta della crociera sul Nilo, con il suo tempio dedicato a Horus, dio dalla testa di falco. La maestosa statua della divinità, in granito nero, è un po’ il compendio dell’antica religiosità egiziana all’insegna dell’amore e della magia.

A breve distanza c’è Kom Ombo, con il suo imponente complesso religioso, dedicato a due divinità: Sobek, dalla testa di coccodrillo e Haroeris, dalle sembianze di sparviero. Ancora un tratto di navigazione ed eccoci ad Esna, per incontrate il tempio di un’altra divinità, Khnum, con la testa di ariete. Era lui che modellava gli uomini con il tornio da vasaio.

Navigando per 3 giorni si arriva a Luxor, l’antichissima Tebe, capitale dell’antico impero egiziano. A ricordare i fasti del passato c’è il tempio di Ammon – Ra. I faraoni che lo fecero edificare, Amenofi III e Ramsete II, lo vollero gigantesco – è lungo quasi trecento metri – e spettacolare. Le sue pareti sono un tripudio di immagini a rilievo, come tante pagine di storia che parlano di vicende umane e divine ancora aperte per una affascinante lettura del passato.

Luxor, da sola, merita tutto un viaggio nell’antico Egitto. I suoi templi sono lo specchio della grandiosità di quell’epoca. Dal 1979 il sito aecheologico, con la sua necropoli, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. I suoi templi funerari e religiosi lasciano i turisti a bocca aperta per la grandiosità delle sue costruzioni, in alcuni casi preservate ancora meravigliosamente.

Si resta storditi e sbalorditi davanti a tanto splendore, che prosegui con la visita a Karnak, a pochi chilometri da Luxor. “Luci e suoni” è lo spettacolo serale che fa rivivere il fascinoso magico mondo dell’epoca dei faraoni.

Per visitare la Valle dei Re e delle Regine, infine, è bene lasciare di buon’ora la nave per affrontare il breve ma torrido tratto del deserto. È qui, incastonata tra le rocce, la splendida tomba della regina Nefertari, recentemente restaurata.

Ma c’è anche quel grande capolavoro dell’architettura e dell’arte egizia del tempio funerario della regina Hatshepsut, vissuta dal 1505 al 1484 avanti Cristo. Personaggio emblematico tramandatoci da tante storie di amori appassionati e imprese mascoline quali si addicono all’unica donna che è riuscita a portare la corona dei faraoni.

Le altre tombe, quelle dei re, anche questi scavate nella roccia, e tutte nascoste sotto la sabbia, portano nel mondo delle antiche storie, quelle che ci fanno sentire un po’ egiziani, sia perché abbiamo visto infinite volte documentari su questo luogo unico, sia perché il contesto è così coinvolgente da farci sentire parte del paese dove il tempo si è fermato.

Egitto, terra ancora misteriosa e ricca di testimonianze della sua antica grandiosità e dove ancora, sotto la sabbia, nasconde tesori di ogni tipo.

Reportage Egitto: dove il mito s'incontra e si confonde con la storia
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