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Reportage: Martinica e Guadalupa, la Francia d'oltremare

2 Gennaio 2015 , Scritto da Liliana Comandè Con tag #liliana comandè, #luoghi da conoscere

Due isole molto belle dove si va anche solo con la carta d’identità

Mi rendo conto di essere una persona fortunata perché ho avuto la fortuna di visitare tanti paesi e tante isole, fra le quali quelle caraibiche, non sempre note agli italiani. Come ho già scritto, i Caraibi non sono solo Cuba e Santo Domingo, ma ce ne sono tante altre e tutte meritevoli di un viaggio, magari unendone alcune quando è possibile. In questo caso Martinica e Guadalupa possono essere raggiunte con un volo interno ed è interessante scoprire queste due “Terre d’Oltremare” per le quali non è necessario avere il passaporto ma basta una carta d’identità in quanto è come se si andasse in Francia. Interessante vero?

MARTINICA

Inizierei proprio da questa, dicendo subito agli amanti del mare e delle spiagge più belle, che Club Med, tantissimi anni fa, ha posizionato i suoi villaggi proprio nelle parti più belle di quest’isola, come in quella di Guadalupa.
Ma iniziamo raccontandone un po’ la storia. Sì, perché queste isole (come le altre caraibiche) hanno alle spalle una lunga storia di dominazioni e, come al solito, ci arrivò il “nostro” Cristoforo Colombo nel 1493 il quale, non ci è dato sapere il motivo, decise di non sbarcarvi.


Lo fece solo alcuni anni dopo, nel 1502, ricevendo, dagli indiani Carubi che abitavano l’isola, una “calorosa” accoglienza a base di frecce infuocate. La fuga fu immediata e la tranquillità della “Terra dei Fiori” fu salva.
Soltanto un secolo più tardi ebbe inizio la colonizzazione dell’isola, ad opera di un gruppo di francesi condotti da un nobile avventuriero: tale Pierre Belain D’Esnanbuc.

Nel 1762, la Martinica fu conquistata dagli inglesi, che la abbandonarono appena un anno dopo, in seguito al trattato di Parigi. Da quel momento in poi, il territorio è rimasto sempre sotto il dominio francese.
Si parla, infatti, della Martinica come “un angolo di Francia nei Caraibi”, anche se geograficamente di francese ha ben poco, dal punto di vista politico fa parte della madre patria e i martinicani dispongono degli stessi diritti e degli stessi privilegi dei cittadini francesi.


La parte settentrionale dell’isola è ricoperta da foreste tropicali e da montagne verdeggianti, spesso molto alte, mentre la costa occidentale è formata per lo più da spiagge rocciose intervallate da qualche spiaggia bianca, circondata da paesini di pescatori, meta preferita dei turisti.
Uno dei luoghi più belli dell’isola è senz’altro “Pointe du Bout”, un agglomerato di alberghi e appartamentini disposti attorno a suggestivi porticcioli.
Ma anche i resti di “St. Pierre”, la città che fu sepolta dalla lava del Mont Peleè, durante l’eruzione del 1902, ha un fascino incredibile.
O ancora “Carbet”, piccolo villaggio di pescatori, dove sbarcò Colombo e dove visse qualche mese il pittore Gauguin. Oppure “La Trace”, la strada di montagna che attraversa la foresta tropicale della Martinica, offrendo un panorama mozzafiato.


Se si decide di fare dello sport – e ve ne è ampia scelta – bisogna tener presente che, per i martinicani, lo sport viene praticato quasi esclusivamente per puro divertimento. Un esempio? Il combattimento tra galli, che viene considerato uno sport-spettacolo. Esistono delle vere e proprie arene in cui la domenica si svolgono i combattimenti, con relative scommesse.


Invece, per godersi gli splendidi scenari in tutta tranquillità, basta noleggiare un cavallo (per chi ci sa andare…) e percorrere i sentieri di collina che costeggiano le piantagioni di banane, attraversare le distese di canna da zucchero, arrampicarsi sulle montagne, o fare una galoppata su una spiaggia isolata.


Le escursioni nella riserva di “Presqu’ile de la Caravelle”, invece, sono consigliate a chi ama camminare. Per gli esperti delle escursioni in montagna, in questo caso al seguito di una guida, c’è il Mont Peleè, un vulcano che, sebbene da moltissimi anni inattivo, non dorme di un sonno eccessivamente profondo; infatti, viene costantemente tenuto sotto controllo da un team di esperti.


Anche qui, come in altre isole caraibiche, la festa più bella che si svolge è il carnevale. Viene celebrato prima della Quaresima con giorni e giorni di travestimenti in maschera e festeggiamenti vari, terminando il mercoledì delle Ceneri, fra scatenatissime danze intorno al fuoco, eseguite da uomini e donne mascherati da diavoli e diavolesse, e accompagnate da fiumi di rum. In quell’occasione se ne vedono davvero di tutti i colori!

GUADALUPA

L’isola di Guadalupa si può definire “sorella” dell’isola di Martinica. Una “sorella maggiore” se si pensa che, nel 1493, sempre lui, sì, il solito Cristoforo Colombo vi approdò per puro caso, nove anni prima di scoprire la Martinica.

L’antico nome dato all’isola era “Karukera” – isola di acque meravigliose – nome che non piacque a Colombo, il quale approfittò dell’occasione per ribattezzarla Guadalupa, mantenendo così fede ad un’antica promessa fatta ai monaci dell’omonimo Monastero spagnolo.

L’isola è a forma di farfalla, le cui ali – Grand Terre e Basse Terre – sono separate dallo stretto di Rivière Saleè, ma ben collegate tra di loro da un ponte levatoio. Il loro passaggio è incredibilmente diverso: montagne e costa scoscese, piuttosto povere di insenature nella Basse Terre.

Nella Grand Terre, invece, immense distese di campi coltivati a canna da zucchero, circondati da splendide spiagge. Quest’ultima è, naturalmente, la meta preferita dai turisti. E’ qui, infatti, che si trovano i grandi alberghi, le pensioncine e il Club Med. Ed è anche qui che si trova Pointe a Pitre, principale città e il porto della Guadalupa.


Gli amanti della natura potranno attraversare la foresta tropicale per fare un tuffo nei laghetti di montagna o sotto le cascate del Parco Naturale di Basse Terre, uno dei migliori dei Caraibi, oppure fare una visitina agli animali del Parco zoologico e botanico, sempre a Basse Terre.

I più temerari troveranno pane per i loro denti arrampicandosi fino alla cima de “La Soufrière”, un vulcano non del tutto dormiglione, dal quale ammirare uno splendido panorama di Basse Terre.
La vita notturna si svolge all’insegna della danza. Gli abitanti di Guadalupa giurano che la musica “beguine” è nata nella loro isola e la possono ballare tutti molto bene, non disdegnando però il calipso, merengue, reggae, boogie. Insomma, tutto ciò che abbia un minimo di ritmo. La compagnia folkloristica locale, che si esibisce nei vari alberghi nelle antiche danze dell’isola, è assolutamente da non perdere.

Reportage: Martinica e Guadalupa, la Francia d'oltremare
Reportage: Martinica e Guadalupa, la Francia d'oltremare
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