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L’altra faccia di Konrad Lorenz

28 Settembre 2014 , Scritto da Lorenzo Campanella Con tag #lorenzo campanella

L’altra faccia di Konrad Lorenz

Konrad Lorenz, una delle personalità più importanti nella storia della Scienza e fondatore dell’etologia, lui il protagonista di questo intervento. Vinse il Nobel per la Medicina, ma l’ambiguità della sua figura riguarda il suo modo di pensare (almeno fin quando non venne catturato e spedito presso un campo di concentramento sovietico Armeno). Ricoprì l’incarico di Psicologo e di Dottore in neurologia presso un ospedale. Lavorava per l’esercito nazista durante la seconda guerra mondiale.

La citazione aberrante in questione è la seguente:

<< Dovere dell'eugenetica, dovere dell'igiene razziale dev'essere quello di occuparsi con sollecitudine di un'eliminazione di esseri umani moralmente inferiori più severa di quella che è praticata oggi. Noi dovremmo letteralmente sostituire tutti i fattori che determinano la selezione in una vita naturale e libera.>>

Sembra una sentenza e per ogni sentenza è prevista un’esecuzione. Lorenz, dopo essersi iscritto al Partito Nazionalsocialista di Hitler, insegnava Psicologia a Konigsberg, emblematica città natale di Immanuel Kant. In effetti non c’è nulla da biasimare o da indignarsi, poiché l’effetto di una ideologia è una sorta d’inglobamento in certi modelli di pensiero, di simbolizzazioni (il più delle volte ricollegabili alle idee di potenza, virilità, purezza), di rappresentazioni fisiche e mentali. In fondo lo diceva anche lui: << Nessuno di noi sospettava che la parola "selezione", nell'accezione data ad essa da questi governanti, significasse assassinio.>> Il sospetto segna un interessamento ma al tempo stesso aziona un meccanismo di disvelamento, di caoticità. C’è un rapporto conflittuale con il padre che lui considera però al tempo stesso “umano”.

Hitler, durante il periodo di carcere, scriveva:

<< Ci si deve render conto di questo: Quando un popolo presenta una determinata somma di altissima energia appuntata ad uno scopo ed è sfuggito definitivamente all'ignavia delle vaste masse, i pochi diventano padroni del gran numero. La storia del mondo è fatta da minoranze, se nelle minoranze numeriche si incorpora la maggioranza della volontà e della forza di decisione. Quindi, ciò che oggi può a molti apparire molesto, è in realtà la premessa della nostra vittoria. Appunto nella grandezza e nelle difficoltà del nostro compito è riposta la probabilità che solo i migliori combattenti si accingano a lottare per esso. E in questa selezione sta la garanzia del successo. In generale, già la Natura prende certe decisioni ed apporta certi emendamenti nel problema della purezza di razza di creature terrestri. Essa ama poco i bastardi. Soprattutto i primi prodotti di incroci, per esempio nella terza, quarta, quinta generazione, debbono soffrire amaramente: non solo sono privi del valore proprio del più nobile fra i primitivi elementi dell'incrocio, ma, mancando loro l'unità del sangue, manca pure l'unità del volere e della forza di decisione, necessaria alla vita. In tutti i momenti critici, in cui l'essere di razza pura prende decisioni giuste ed unitarie, l'essere di razza mista diventa esitante e prende mezze misure. >>

Affermazioni tristemente note che marchiano a fuoco le sorti della vita di Governo, l’inscindibilità tra frenesia ed approvazione popolare, il tema sempre presente del consenso, la tragedia dell’olocausto. Un pensiero simile a quello di Lorenz, esplicitato ancora da Hitler: << Se, per esempio, un individuo d'una razza si unisse ad uno di razza inferiore, ne risulterebbe in primo luogo l'abbassamento del livello in sé, e, in secondo luogo, un indebolimento dei discendenti di fronte agli altri individui rimasti puri di razza.>>

Questo intervento non ha lo scopo di attaccare, di mettere in uno stato soggezione il lettore, ma soltanto di farlo pensare, renderlo più o meno consapevole di una parte di realtà. Dobbiamo essere consapevoli che Lorenz nutriva dentro sé una “bipolarità”, forse scaturita dall’eterno ed insanabile conflitto col padre, sosteneva dei paradigmi (modelli) basati sulla Dottrina nazista, razzisti, pericolosi. È la solita storia dell’esecutore di totalitarismo. È sorprendente rievocare nel 2014 la strategia del nazismo. Per far si che non si ripeta abbiamo il dovere di resistere alle spinte autoritarie di talune forze. Non possiamo permetterci di rimanere in letargo, vivendo un distacco. Kant, fedele sostenitore del Re di Prussia, scriveva: “[…] delle cose noi non conosciamo a priori, se non quello che noi stessi vi mettiamo.”. Si tratta di un monito, di un ragguaglio, al quale bisogna prestare particolare attenzione. R. Michels, in un saggio di sociologia, già nel 1910 avvertiva: “Chi dice Organizzazione dice tendenza all’oligarchia.”.

Documento d'identità di Konrad Lorenz

Documento d'identità di Konrad Lorenz

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