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"Una piccola pietra" di Emilio Guarnaschelli

4 Aprile 2014 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #recensioni, #storia

"Una piccola pietra" di Emilio Guarnaschelli

"Una piccola pietra" di Emilio Guarnaschelli

1998, 320 p.

Curatore Masutti Nella

Editore Marsilio (collana I tascabili Marsilio)

Questo libro racconta la terribile storia di un giovane partito volontariamente per l’Unione Sovietica e che fu prima mandato al confino in mezzo alla steppa russa, poi,in seguito all’ingiusta accusa di propaganda antistalinista, rinchiuso in un gulag, dove trovò la morte. In una serie di lettere che Emilio Guarnaschelli scrisse al fratello maggiore Mario, rimasto in Italia, vengono efficacemente descritti la tragica vicenda della sua vita e i suoi sentimenti. Sono narrati dalla viva voce del protagonista i tormenti di un ragazzo illuso dal paradiso di uguaglianza e giustizia che avrebbe dovuto trovare raggiungendo quel paese, quando l’Unione Sovietica era ancora considerata la terra promessa dei lavoratori di tutto il mondo e molti italiani si erano trasferiti volontariamente in Russia fra il 1920 e il 1935, ma che, al contrario, si rivelò per lui un inferno. Questo tristissimo libro racconta anche una bella storia d’amore fra Emilio, un entusiasta, intelligente, brillante, pieno di spirito e Nella, innamorata di lui che, contro la volontà dei genitori, lo raggiunse da Mosca, fino al confino di Pinega. “Pensai che Nella aveva certo bisogno di cibarsi, di pulirsi, ma io non avevo nulla da offrirle. Nulla ho detto e mai come in quel momento soffrii per la mancanza di…cosa? Di tutto perdio!” scriveva Emilio al fratello in quell’occasione. I due innamorati si sposarono e vissero in una camera che era un buco infestato da scarafaggi, cimici e topi, riuscendo a nutrirsi scarsamente, rubarono un po’ di fieno per fare due cuscini da poggiare su un letto di paglia, e soffrirono ogni giorno freddo e fame. Ricevere un po’ di rubli dall’Italia, quando riuscivano ad averli, perché non sempre venivano loro consegnati, significava poter comprare farina, cereali e fiammiferi, cose di prima necessità. Un pacco poi era sicuramente un regalo inatteso e insperato “Eravamo tanto contenti che non ti dico (….) io mangiai subito un fico e Nella ha succhiato una caramella…” riusciva a scherzare Emilio davanti a un pacco ricevuto dal fratello. Dopo la situazione divenne anche peggiore, quando Emilio fu trasferito in un gulag, alla moglie fu impedito di seguirlo e di lui poi non si ebbero più notizie. Il libro vide la luce grazie alla testardaggine di Nella Mansutti, determinata a far conoscere a tutti la tragica vicenda del suo Emilio. Al suo ritorno in Italia riuscì, dopo tanti dinieghi, a ottenere le lettere spedite dal marito al fratello Mario e presentò il rapporto epistolare completo alla casa editrice Feltrinelli per farlo pubblicare. Passò del tempo, ma non ebbe risposta alcuna, attese alcuni anni, poiché nessuno voleva offuscare l’immagine specchiata che il Partito comunista conservava in Italia. Alla fine si decise a farsi restituire le lettere dalla Feltrinelli e le presentò, nel 1979, a una casa editrice francese che pubblicò subito il libro intitolandolo “Une petite pierre”, libro che divenne un grande successo editoriale. Solo nell’82 “Una piccola pietra “ fu pubblicato anche in Italia da Garzanti. Una testimonianza ancora oggi conosciuta da pochi, negata da molti, una goccia nel mare di menzogne che hanno soffocato coloro che hanno provato a raccontare ciò che successe. ”Così stanno le cose , cari compagni. Vi devo dire l’atroce verità:ci siamo sbagliati!” .Questo è il testamento spirituale di Emilio Guarnaschelli.

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