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WALDEN DUE – UTOPIA PER UNA NUOVA SOCIETA' a cura di b.o.severini

7 Ottobre 2013 , Scritto da Biagio Osvaldo Severini Con tag #biagio osvaldo severini, #filosofia

Il programma di vita. La concezione dell’uomo. La punizione, il rinforzo positivo e il problema della libertà. Gesù e la chiesa cristiana. La democrazia, gli USA e l’URSS. Il governo a W.D. No al leader, al Principe, all’eroe. Una società cooperativa non competitiva.

Il romanzo fu scritto da Skinner - famoso psicologo sperimentale statunitense e caposcuola del comportamentismo operante contemporaneo - nel 1945, dopo aver letto uno studio sui movimenti perfezionisti in America nel XIX secolo e nel momento in cui la civiltà occidentale attraversava un brutto momento, con le distruzioni, le morti e gli assassinii causati dalla seconda guerra mondiale.

Skinner voleva manifestare il suo pensiero sul modo di risolvere i problemi della vita quotidiana, grazie all’aiuto della “ingegneria comportamentale”( “behavior modification”) degli uomini, evitando l’azione della politica. Ciò viene idealmente realizzato in una comunità di mille persone, di cui Frazier è il demiurgo.

In questo romanzo, appunto, Skinner descrive la vita di una comunità utopica, tanto per intenderci alla maniera della platonica “Repubblica”, della campanelliana “Città del Sole”, della “Utopia”(Repubblica perfetta) di Thomas Moro, della baconiana “Nuova Atlantide”.

Le problematiche affrontate scaturiscono da intuizioni politiche e sociali interessanti, che hanno del profetico, e che sono sempre attuali: il lavoro, il consumo dei beni, il denaro; le condizioni più favorevoli per la creazione artistica e la musica; l’educazione e l’istruzione, il controllo dell’ambiente fisico e sociale, le emozioni, il processo naturale di crescita, le differenze di QI (Quoziente di Intelligenza); la famiglia, il matrimonio, l’ossessione del sesso, il divorzio, il rapporto madre-figlio, la donna; il governo e la vita a W.D. .

Il programma del demiurgo Frazier è essenzialmente un movimento religioso, liberato da qualsiasi aggancio con il sovrannaturale, ispirato dalla decisione di costruire il paradiso in terra, illuminato, appunto, dalla filosofia della ingegneria comportamentale.

In questa comunità si valorizza la dignità della persona.

La prima meta della vita è la felicità; la seconda è una rapida ed attiva spinta verso il futuro.

La regola fondamentale consiste nel dire sempre e niente altro che la verità.

Nei confronti dell’uomo non si sostiene la sua bontà innata, né la sua innata malvagità; ma si ha fiducia nel potere di riuscire a cambiare il comportamento umano, rendendo gli uomini adatti alla vita di gruppo con soddisfazione di ognuno.

Il cambiamento del comportamento si può ottenere tramite il “rafforzamento positivo”, consistente nel creare una situazione che piace, o nel rimuovere una che non piace. La “punizione” non viene considerata efficace per ridurre la probabilità che una certa azione si ripeta. La punizione è efficace solo temporaneamente; inoltre, l’azione punita potrà pure non essere più ripetuta, tuttavia resterà nel soggetto la tendenza, il desiderio di ripeterla. Essa, perciò, potrà essere ripetuta in altre circostanze o si trasformerà in nevrosi.

Frazier fa notare che Gesù è stato il primo a scoprire il potere che si trova nel rifiutarsi di punire: infatti, egli ama i suoi nemici.

La chiesa cristiana, però, non presenta molti casi in cui è stato fatto del bene ai propri nemici, perché coloro che la reggono sono devoti al “potere” sia temporale che simulato, afferma Frazier.

E anche tutti gli altri poteri – da quello politico a quello familiare - si sono serviti della forza della punizione, del castigo, della vendetta contro i loro nemici, oppositori, resistenti. Essi sono stati oppressivi e, quindi, hanno fatto sorgere il problema della libertà.

Gli uomini lottano per la libertà, contro le prigioni o la polizia o la loro minaccia, in sostanza contro l’oppressione; ma non lottano mai contro le forze che fanno sì che essi agiscano nel modo che vogliono agire.

A W.D. le persone fanno quello che vogliono fare, non quello che sono costrette a fare. Ognuno soddisfa i propri bisogni e osserva le leggi. Questa è la fonte del tremendo potere del “rinforzo positivo”.

La democrazia si è dimostrata chiaramente superiore ai governi dispotici, tanto che con la seconda guerra mondiale i fascismi e i nazismi sono stati distrutti. Ma il trionfo della democrazia non significa che essa sia il governo migliore.

Negli USA, ad esempio, il governo del popolo, tramite il voto, è un travisamento. Il voto è uno stratagemma per incolpare la gente della situazione. Il popolo non è dominatore, ma capro espiatorio. E’ la maggioranza che governa in maniera dispotica.

In URSS la sperimentazione rivoluzionaria è morta; la propaganda è indottrinamento; c’è il culto della personalità; il governo si serve delle tecniche capitalistiche per spingere la gente ad agire come richiede lo schema comunista, cioè ricorre alle ricompense stravaganti ed irregolari, ad una distribuzione non equa della ricchezza, alla punizione o alla minaccia della punizione.

Quanto durerebbe il comunismo, se venissero fatti a pezzi i ritratti di Lenin e di Stalin?

A W.D. il governo ha le qualità della democrazia, senza averne i difetti; esso pensa ai benefici di tutti. L’intelligenza è utilizzata per il bene della società piuttosto che per quello dell’individuo intelligente; per migliorare le condizioni di vita del futuro piuttosto che quelle immediate.

Il leader, l’eroe esistono nelle società prescientifiche, in cui il governo è un’arte, ossia una scienza imperfetta, per cui si ha bisogno di avere fede nella benevolenza, nella saggezza di qualcuno che realizzi un governo giusto.

Una società che agisce per il bene di tutti non può tollerare un Principe, un Cesare, un Napoleone, uno Stalin, perché l’eroe diventa sempre despota ( la presenza del demiurgo Frazier non contraddice questa principio?, ndr).

A W.D. viene scoraggiata la venerazione dell’eroe, perché è una società cooperativa, non competitiva e il governo è una scienza. Una società senza eroi ha una forza quasi favolosa.

A W.D. nessuno agisce mai per il beneficio di qualche altro, tranne che come mandatario della comunità. Il favoritismo personale come la gratitudine personale sono stati distrutti dagli ingegneri culturali.

Nessuno è mai in debito con nessuno e nessun gruppo è mai inferiore rispetto all’intera comunità.

A W.D. non si realizza una politica imperialistica; non c’è nessuna mira sui possedimenti altrui; nessun interesse nel commercio con l’estero; ma si incoraggia la felicità e l’autosufficienza.

“Walden Due” può essere considerato, in definitiva, un grandioso esperimento riguardante la struttura di un mondo pacificato e pacifico.

Quanta forza profetica traspare dalle parole di Skinner in relazione a certi avvenimenti politici internazionali accaduti solo dopo il 1989 (caduta del muro di Berlino) e quanta condivisione fanno nascere in noi alcune forti affermazioni di etica politica, fondata sull’uguaglianza e, quindi, sulla condanna del personalismo!

( Burrhus Frederic Skinner, Walden Due, La Nuova Italia, 1981)

Biagio Osvaldo Severini

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