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Intervista con l'artista Luigi Montanarini

4 Giugno 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #pittura, #le interviste pazze di walter fest


 

 

Carissimi e fedelissimi lettori della signorasenzafiltri, bentornati al nostro mondo dell'arte, oggi incontrerò per voi l'artista toscano Luigi Montanarini, il nostro appuntamento è su Lungotevere e parleremo di arte facendo un giro sulla mia bici cubo, dite che non sapete che sia? Vi aggiorno subito, si tratta di una bicicletta a 4 ruote, a pedalata elettrificata da un motore dinamitoso a energia solare, derivata dai pannelli solari posti sul tetto della scocca in gomma piuma appunto a forma di cubo, ammetto che è un po' spigolosa, ma, in compenso, se cadremo rimbalzeremo e se ci urtassero non ci faremmo neanche un graffio, inoltre abbiamo a bordo tutti i comfort, musica, video, frigo bar e l'immancabile moka per il caffè... Eccomi arrivato.
 

- Maestro, benvenuto fra di noi.
 

- Ma figurati, grazie a te e alla signorasenzafiltri per avermi invitato.
 

- Maestro le va di pedalare?
 

- Veramente, avrei preferito la 500, comunque facciamo che vada bene lo stesso. Senti, Walter, bypassiamo il cerimoniale, chiamami semplicemente Luigi, dove andiamo?
 

- Vogliamo andare dove ci porta il cuore?
 

- E' fin troppo facile.
 

- Cappella Sistina?
 

- Mi hai letto nel pensiero.
 

Signore e signori, in questo momento io e Luigi Montanarini, pedalando con la nostra bici cubo, ci recheremo a parlare di arte all'interno della Cappella Sistina, sono sicuro che anche voi, amici lettori, ci seguirete... In un battibaleno di fantasia siamo arrivati, parcheggiamo ed entriamo.
 

- Luigi, se non avessi fatto l'artista che avresti fatto?
 

- Il presentatore televisivo.
 

- Ma ai tuoi tempi la televisione ancora non era nata.
 

- Sì, hai ragione, ma avrei potuto inventarla, anche Georges Melies non era mai andato sulla luna, eppure con il cinema è stato il primo a portare la gente sul pianeta degli innamorati.
 

IL LINGUAGGIO DELL'ANIMA E' SCONOSCIUTO FINCHE' NON DIVIENE PITTURA. (Luigi Montanarini)
 

- Neanche ai tempi di Michelangelo c'era la televisione o il cinema, eppure guarda che po' po' di film ha girato il nostro artista.
 

- Luigi, chissà quanti miliardi di linee avrà disegnato Michelangelo Buonarroti come preparazione per la realizzazione di questo capolavoro?
 

- Sicuramente un universo, un infinito universo di segni, e ogni tratto, ogni linea disegnata, era in quel momento lo scorrere della sua anima e, passando dal disegno alla stesura della pittura ad affresco, sulle pareti stava raffigurando il filmato della nostra esistenza, terrena e al di là della conoscenza.
 

- Luigi, che cos'era per te il disegno?
 

- Walter, era semplicemente il filo diretto con me stesso. Con la punta della matita poggiata sulla carta era come attaccare un filo elettrico per ricevere energia dalla mia mente e dal mio cuore e, attraverso di esso, disegnare era un tutt'uno fra la realizzazione grafica e la mia anima. Invece, quando disegnavo utilizzando il pennello intriso di tinta, era come camminare a piedi nudi su un morbido prato di mille colori, disegnare e dipingere era allo stesso tempo modalità comunicativa e passaporto per uno stato di armonia.
 

- Luigi, che ne pensi di internet e della tecnologia in generale?
 

- E' normalmente necessaria, ci sono aspetti interessanti ma...


- Ma?
 

- Ma credo che a Luigi Montanarini piaccia di più tutto quello che è poetico, tutto quello che è legato alla dimensione strettamente umana, per secoli e secoli abbiamo visto la bellezza e l'importanza dell'arte, possiamo anche inoltrarci nei meandri del nostro futuro ma non dovremmo mai perdere di vista chi siamo realmente.
 

- Eh, già, chi siamo?
 

- Una infinita emozione guidata dalla passione, dall'intelletto e dal cuore, l'arte è l'unico linguaggio universale, ora per esempio ci troviamo all'interno di un capolavoro realizzato dal talento e dall'ingegno dell'uomo, in futuro converrà non farsi prevaricare dalla tecnologia.
 

- Quindi vedi ancora roseo il futuro dell'arte?
 

- Se riusciamo a mantenerci appassionati, rimanendo seriamente attaccati alle nostre radici, e a divertirci come bambini, l'arte sarà immortale, anche se andassimo su Marte, con noi porteremmo le nostre opere realizzate tradizionalmente a mano.
 

- Qual era il tuo mantra da insegnante?
 

- Lavora, lavora, lavora, ma fallo ridendo nel tuo animo; con i miei studenti e assistenti sono stato un insegnante serio, metodico, preciso ma quando c'era da ridere e scherzare ero come uno di loro.
 

- Vogliamo parlare di quest'opera che ho portato con me?
 

- Sì, certamente, si tratta di un 50X30 realizzato a tempera su cartoncino. E' dell'84, lo realizzai per il mio amico attore Giorgio Cerioni, lui, scherzando, mi diceva sempre che avevo la faccia da americano e che negli USA mi avrebbero fatto diventare una star dell'arte e così gli realizzai quest'opera estemporanea un po' matta, un astratto allegramente dinamico e musicale, la musica è importante in ogni espressione artistica, serve a dettare il ritmo in ogni forma. Come puoi ben vedere, ho utilizzato solo 5 colori, il giallo, il blu, il rosso, il marrone, il nero, più il bianco del fondo per abbracciare la materia, pochi colori presi a caso, che poi tanto casuali non erano perché la scelta dipendeva dal mio cuore. Le prime spennellate svolazzanti di marrone per la base, dovevo riscaldare la carta, eh! Poi con due rapidi gesti il giallo e il blu, a seguire il dripping con il rosso in omaggio a Pollock, infine il nero come a chiudere il sipario dell'opera, mi ero divertito a realizzare questa piccola opera per il mio amico, avevo 78 anni e mi sentivo ancora un ragazzo... Appunto, ragazzo, adesso che ne dici di andarci a prendere un caffè?


- Sì, Luigi, ce lo siamo meritato... Amici lettori della signorasenzafiltri, io e l'artista Luigi Montanarini con la fantasia usciamo dall'intervista, voi, se volete, rimanete ad ammirare la Cappella Sistina, vi lasciamo in compagnia di un tesoro dell'arte. Ringraziandovi vi aspettiamo al prossimo incontro artistico.

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