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Cheikh Tidiane Gaye, "Curve alfabetiche"

12 Ottobre 2014 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #poesia

 Cheikh Tidiane Gaye, "Curve alfabetiche"

CURVE ALFABETICHE

di Cheikh Tidiane Gaye

Si corre il rischio, parlando di Cheikh Tidiane Gaye e della sua poesia, di scrivere cose scontate o luoghi comuni. Arduo pertanto il compito di evitarli.

Non si può non notare, scorrendo la sua biografia e le sue stesse dichiarazioni, l’amore che egli porta per la lingua italiana, dolce, sinuosa, ammaliante, porto sicuro di emozioni e pensieri. Una lingua che oggi si arricchisce del contributo formativo di generazioni di uomini e donne che nella declinazione orale del mezzo espressivo veicolano le primigenie strutture della cultura di provenienza attuando un’operazione, per così dire, di sincretismo linguistico che va a tutto vantaggio della lingua di arrivo che, secondo le più semplici teorie della evoluzione del linguaggio, si sveste dei termini obsoleti ignoti alle nuove generazioni, e, non svestendosi della dignità ad opera di facili slang, si arricchisce di moduli espressivi nuovi, veicoli di cultura altra.

E la lingua italiana è la prescelta dal Poeta per manifestare il suo amore per la parola poetica e le inevitabili riflessioni su di essa. Una sorta di metapoesia risulta dunque la raccolta Curve alfabetiche.

Alla prima lettura sembrerebbe di avvertire un modo spontaneo di giocare con l’alfabeto e con l’utilizzo della parola. Subito però ne avvertiamo la sacralità:

..sei l’incenso…

Ma man mano che si procede notiamo l’attenta riflessione sulle potenzialità infinite del mezzo espressivo

la parola il pozzo/ che non si asciuga mai

che a ventaglio si apre alle esperienze del/nel mondo

è l’attore che recita le nostre/peripezie

e poi reclina chiudendosi sugli intimi pensieri, sulle ansie e sulle emozioni che affondano nel ricordo le loro radici.

..la parola/irrora la mia anima

parola…./cerco il tuo rifugio/per sfuggire/all’oscuro destino/della fatalità

…è una carezza che ci addormenta/sotto l’ombrello delle nostre ansie

Sono nato nella capanna dei versi/che la mia lingua tesse e la mia bocca sforna/voglio spegnermi in piedi/stringendo il flauto/della mia oralità

Le note delle tue rime/ritmate saranno indossate/la memoria della mia memoria.

Ma la parola, sostiene Cheikh Tidiane Gaye, è anche bellezza, capacità di sedurre,

i tuoi suoni odoranti di fragola/attraenti e seducenti/sei il sapore bevuto al tramonto/

il che ci richiama alla mente il λόγος di Gorgia da Leontini con cui il retore e filosofo siceliota risalente al 483 a.Ch. nell’Encomio di Elena esaltava le potenzialità della parola e della intera frase ordinata come capacità non solo persuasiva, ma anche estetica e gnoseologica, oltre che capacità di plasmare gli animi producendo piacere e dolore.

la tua ala la mia melodia/che eccita le mie vene

ringrazio la tua limpidezza/la tua dimora di segreti/il tuo nido di doni che mi regali nella solitudine.

voglio il passato dorato che disegna il mio percorso/nei corsi delle periferie/abbandonate.

Ma la parola è anche redenzione dal male del mondo, libera dall’odio, permette la speranza

Odio questo tempo guidato da cuori scuri/dai silenzi reclusi e dalle parole vane/

Prestami l’orgoglio tuo/………….per farmi ritrovare il sogno/..

Non si pensi tuttavia che la poesia sia intesa come esercitazione retorica modulando parole e versi in forma più o meno suadente. La poesia si nutre di parole che danno forma alla commozione spontanea dell’animo quando rimane investito dalla Bellezza e dall’Essenza.

Il linguaggio è il mio metro/nel perimetro del mio sogno/…./ma il muro che mi rispecchia/sarà sempre il canto del gallo/ nelle albe profumate dei ricordi

..so che la poesia /è la tomba che accoglie/i silenzi delle parole/gli applausi dell’ansia/e il sorriso della primavera.

Oserei definire Cheikh Tidiane Gaye un moderno umanista, un umanista che in questa raccolta si prefigge di insegnare con la parola innanzitutto ad essere uomo attraverso la parola.

l’umanità dorme tra le mie labbra/sono ritmo e canto-la chitarra-/che suona la melodia del cuore

…l’amore nasce tramite la parola/….

I suoi versi sono semplici e ornati, metaforici e immaginifici, che tuttavia non escludono da sé l’estrema precisione di un’analisi critica lucidamente pensata e chiaramente espressa. Credo che i suoi versi contengano anche l’appello ad una civiltà letteraria che rischia di dissolversi se non sa aprirsi al nuovo. Lo stile presenta come peculiarità l’uso transitivo di alcuni verbi, in contrasto con un uso più frequente nella forma intransitiva, ma soprattutto presenta neologismi che risplendono come fiori esotici di meravigliosa bellezza in un giardino peraltro ben coltivato.

Un’arte che non è un gioco automatico, ma purezza della parola in un momento storico in cui da una parte c’è ridondanza di parole vuote, dall’altra si vorrebbe privare della parola chi ha molto da dire e da trasmettere. La Storia, come la natura, fa il suo corso. Farebbero bene ad avvedersene quanti sono al chiuso delle loro mente ristrette.

Della sua umanità serena e fiduciosa è testimonianza diretta questa raccolta di poesie. Poesie fortemente espressive della volontà dell’Autore di aderire alla vita, dovunque si trovi, collaborando alla storia di tutti e promuovendone le forme. Affidandosi alla potenza della parola e alla sua dolcezza persuasiva.

Infine sei canto

sei canzone

danza

disegno

è cenere

tenera come sostanza

essenza della nostra vita

parola, sei tutto

il nostro respiro e il nostro risveglio

ti cantiamo e ti lodiamo

poiché sei la vita.

Biografia:

Cheikh Tidiane Gaye, italo senegalese è poeta e scrittore, nato a Thiès in Senegal.

E’ Membro di Pen Club Internazionale Svizzera Italiana Retoromancia di Lugano. Da sempre partecipa a diversi incontri sulle tematiche legate all’Africa, all’integrazione, all’intercultura e alla Letteratura della Migrazione.

Ha ottenuto significativi e numerosi riconoscimenti letterari ed è presente sulla scena culturale italiana attraverso interventi, letture, antologie e performance poetiche che testimoniano una coerente partecipazione alla vita del suo nuovo paese. Nel 2010 l’autore segna il suo ingresso al Festival di Letteratura di Mantova, dove presenta Ode nascente premiato al Premio Internazionale di Poesia Europeo a Lugano in Svizzera. Nello stesso anno vince il Premio Anguillara Sabazia.

Ha pubblicato:Il giuramento (Liberodiscrivere editore, 2001), seguito da Méry principessa albina (2005), Il canto del djali (2007), e Ode nascente (opera bilingue italiano-francese 2009), tre ultime opere pubblicate dalle edizioni dell’Arco.

Attualmente vive e lavora a Milano. Curve alfabetiche è la sua ultima fatica letteraria.

Recensione di

Adriana Pedicini

Autrice di

I luoghi della memoria. Narrativa A.Sacco 2011

Noemàtia poesie Lineeinfinite 2012

Sazia di luce poesie Il foglio 2013

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