poesia
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Pensieri, parole,
hanno violato il Cielo.
Ho trovato sconfitte
le mie illusioni
col perseverare incosciente
per l'errore di viverti,
ad ogni costo
e a pagarne lo scotto.
L'acqua è malata,
impura,
non lava l'anima né la coscienza.
Il mio mondo è intorno,
mi vuol vicino.
Tu
tra il rumore di troppi corpi accanto
riascolta i nostri silenzi
pensieri e parole
volate verso il cielo.
2002
Poesia per i naufraghi di settembre 2012
Carico
di membra fantasma
al fondo della chiglia,
occhi fissi come fari penetrano
il buio indistinto che leviga scogli
sbattuti dal lamento di lacrime perse
e di persa speranza
se appena più forte
il flutto si abbatte
come ala di nero destino.
Non come chi la vita ogni giorno
l’inventa o la sciupa
nel tranquillo bisogno.
Ma come nasce ogni volta
chi supera i nodi stretti e violenti
di guerre e soprusi.
Il vento ha spirato più forte.
Di cento che erano
solo cinquanta hanno visto la riva
e degli altri la morte.
6/9/2012
"The neverending history"
Umile sasso di terra
spaccata e detrita,
logoro, noioso,
avulso di vita.
Sbiancato nel Tempio
di un mare profondo
o rosso del sangue
di angosce del Mondo.
Lavato da lacrime
di Anime inquiete,
per Mano Divina
a raggiunger le mete.
Anelita impronta
erosa dal vento,
scia futura
nei pianti del Tempo.
Umile sasso,
inanime corpo,
restituisci alla vita,
la Vita che hai.
The truth out there
Che i tuoi occhi
inseguan sempre
spazi aperti e l'orizzonte
e le orecchie non si fermino
ad ascoltare i silenzi.
Cerca e trova
i profumi, quelli più inebrianti
l’aurea tua non li confonda
dai baci amari e tradimenti.
Tendi sempre le tue mani
a sorrisi e sguardi onesti.
Con mente sana poi rifiuta
gli egoismi degli stolti
la cattiveria delle genti
e poi…
ama, ama, ama…
…e fallo solo per Amore,
E non buttarti via al momento
credendolo migliore,
per diventare un oggettino
tutto usato, senza valore.
Fuori c’è ancora tutt’un mondo da scoprire
che ti cerca e ti vuol bene;
tu non perderlo di vista,
è il tuo Mondo, ti appartiene.
E se poi ricorderai
la triste storia tua con me;
forse allora capirai:
nessuno s'è fermato
neppur davanti a te.
Un piccolo cielo ci sarà sempre
guardiano di quei mali,
prigioniero tra quei monti.
nella favola negata
ai più maestosi orizzonti.
Non fidarti di nessuno
a segnare il tuo destino,
neanche quando di rimorsi
avrai segnato il tuo cammino.
La tua vita è una sola,
importante e tu lo sai,
ma potrai aver vissuto
quando rimpianti non avrai.
Se la tua Anima è pulita
prova a chiederti il perché;
forse, anche solo un poco,
tu somigli tutta a me.
Scegli di viver l’emozione
che non genera vergogna
quella che non si nasconde
quando il tuo pensiero…
sogna.
Sogna, Amore e sogna ancora,
sogna sempre Cosa Buona
scegli solo Buona Vita
Ama, ascolta e poi perdona.
Non vorrei perdermi i tuoi anni
perciò non crescer troppo in fretta,
però cresci bimba mia,
c’è il tuo babbo che ti aspetta!
Dedicata alle distanze…
Ricordi?
Cielo terso e troppo azzurro
per poter pensare male di quel vento
che nell'alto in fretta ripuliva
spingendo e rincorrendo via
i nostri pensieri e le nostre più grigie paure.
Tanto spazio liberato
per gli assolati raggi d'estate
illuminanti di calore
che bruciano ancora la terra
e la pelle.
Fuggire correndo fino al nostro rifugio,
in quel verde tranquillo
che riparava la mente
adagiava le membra
sull'amico sottobosco, morbido e cullante
che invitava gli occhi a chiudersi
sulle perseverate inquietudini
figlie delle tristezze quotidiane.
Riecheggia ancora, vicino
quel ruffiano sciacquio del fiume,
dove ieri ubriachi di musica,
nascondevamo la smania di prendersi
e il groviglio dei corpi
sbattuti dalla tempesta.
Oggi provo a trovarvi riposo
e non pace.
Tutto il resto del mondo continua a vivere
con o senza di te.
Noi,
sempre così troppo vicini o lontani;
vicini e lontani, sempre!
L'albero
L’albero
La testa
contro l’austera carnalità del giorno,
titanico,
l’albero geme,
par che senta
i colpi dell’accetta,
l’unghia ramosa
stretta
nei fianchi di una verde nuvola
di sangue,
l’albero aspetta,
freme,
si perde
nella lenta
agonia della foresta.
Mediterraneo (poesia sulla pace)
Mediterraneo
Antico e sempre vivo il mare nostrum
in onde canute e scie azzurrate di speranza
porti un messaggio di pace
vascello di amore e fratellanza
per i popoli in cammino verso coste ospitali.
Il canto di nuove sirene addolcisca
le rivalità odiose ai seguaci
dalle attente orecchie
di Odisseo errante
e susciti il desiderio della veneranda
pace degli antichi abitatori.
Rimanga tranquillo l’animo
alle provocazioni degli uomini e
dinanzi al mercato degli Dei.
Salda la virtù esorti a superare
le paure e l’egoismo,
e siano le tue acque, o mare,
non liquida urna di ossa ma lettiga cullata
dallo sciabordio perenne delle onde.
Menzione speciale al Premio "Un messaggio per la pace"
Prima edizione 2012
indetto dall'Accademia Euromediterranea delle Arti sez. Poesia
Roma 14 aprile 2012
"per aver cantato con la soavità di un verso agile e soave il doloroso nuovo cammino di un nuovo uomo, nuovo Odisseo che cerca rifugio nella grande "madre acqua" del Mar Mediterraneo".
Pensieri divelti
Macchina di ferro,
dal cuore di pezza,
a riposare i dolori
di un male incurabile,
inchiodata da viva
su una sedia a rotelle,
che diventerà presto
la tua condanna a morte,
ad insabbiar le mani grinze
dalla crudezza selvaggia di un dolore.
Ma la mente è vera
e perdura quel pensiero:
che senso avrebbe
l' elisir della vita
se non avessi te
Tra inganni e dignità
Vorrei poter scrivere nuove righe
perché di vecchio
non restasse più niente da leggere.
Delle distanze ridotte da folli rincorse,
viaggi verso l’abbandono in terre ostili
sotto coltri celesti ad aspettare le solite notti
e il loro trascorrere, stanche ed insonni,
così vuote di stelle, di sogni e di senso.
Vorrei ingigantir lo scandire del tempo
fuori dai templi del corpo senz’anima,
di volti nascosti, di sguardi fuggenti.
Lontano dall’oro che dipinge le foglie
prima che secchino... sporche nel fango,
fradice d’acqua... a marcire per terra,
dopo il ricordo che c’era di loro,
vive, su fronde copiose di verde.
Via da quel saccente mausoleo d’inganni,
dove confusi la più triste primavera
per un più mite autunno.
Torna il sole come in cielo, così in terrà
ad asciugare le nubi e seccare le pozze.
Altre righe ci saranno da scrivere,
nell’attesa della prossima estate
che comunque è già più vicina.
Cuore
Prigioniero,
in un arido deserto
sconvolto da tempeste di sabbia,
che ogni volta vanno
a ridisporre le dune
per definire i contorni
di un altro deserto,
con la stessa sabbia,
quando tutto si placa.
Dopo di te,
nel mio deserto,
tornerò
ad essere solo polvere
tra tanta sabbia
ma almeno tu,
al mio fianco,
sarai stata magia.
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