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interviste

CARLA CASTALDO PRESENTA LA SUA MONOGRAFIA A NAPOLI

6 Gennaio 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #arte, #pittura, #interviste

 

 

 

 

Dell’artista Carla Castaldo - nell'ambito della sua  personale (18 dic. - 14 genn. 2018) a Napoli, presso la MAPILS-EVENTS, Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio n. 14, il giorno 6 gennaio alle ore 11,30 - viene presentata la monografia curata da Jolanda Capriglione, docente di Estetica presso l'Università Vanvitelli della Campania, e con prefazione di Paolo Levi.

 Verranno, inoltre presentati i foulard in seta che  l’artista ha realizzato riproducendo tre  sue  opere.

Conosciamo meglio questa artista che sta ottenendo grandi riconoscimenti

 

 

Come definirebbe Carla Castaldo?

 

Trovo difficoltà nel definirmi. Jolanda Capriglione, curatrice della mia monografia in corso di realizzazione, dice di me: “Chi si limitasse ad ascoltare o leggere le parole, pur preziose, di Carla e poi guardasse le sue opere sarebbe davvero disorientato. Proverebbe lo straniamento proprio di chi si trova all’improvviso in un mondo altro, in modo inatteso, imprevisto perché le parole avevano portato la nostra immaginazione altrove rispetto a ciò che il nostro sguardo si trova di fronte… Carla è davvero tutto questo passione e ragione…

 

A quali maestri si ispira o quali altri pittori ammira?

 

Non m’ispiro ad alcun maestro. Le mie opere nascono da forti sollecitazioni (un accadimento, una musica, un’immagine, un profumo…) che colpiscono i miei sensi, inducendo in me un “misterioso richiamo” che parte dal profondo dell’anima e mi spinge ad esternare, attraverso segni e colori, le mie emozioni. E le emozioni, per loro natura, sono libere da ogni vincolo.

I pittori che ammiro sono tanti. Ma gli artisti, con i quali si stabilisce un intenso contatto, sono quelli che mi lasciano intravedere i propri demoni.

 

Qual è per lei il significato di un’immagine dipinta (se deve comunicare, se deve insegnare, se deve solo ristorare lo sguardo con la sua bellezza…)

 

Penso che l’opera d’arte esprima esclusivamente lo stato d’animo dell’artista in un determinato momento della sua vita. Il significato lo attribuisce il fruitore in funzione della sua sensibilità, della sua cultura, delle sue esperienze.

 

Quale tecnica usa?

 

I miei dipinti sono eseguiti su base di porcellana con l’antica tecnica della “decorazione a terzo fuoco” che ho completamente rielaborato.

Realizzo, inoltre, bassorilievi e oggetti in terracotta foggiata a mano e bassorilievi e monili in lamina di ottone.

 

Dove e in quali ore dipinge?

Prevalentemente dipingo di giorno, perché la luce naturale mi consente di cogliere la vera essenza dei colori. In funzione delle opere che realizzo lavoro in laboratorio o in officina. Appena che posso mi rintano in casa, in un ambiente che guarda il mare, per me fonte inesauribile di arricchimento…

 

Quali sono i suoi soggetti preferiti?

Amo parlare della bellezza, ma non di quella fisica. Perciò, attraverso la meditazione, cerco di proiettarmi verso mondi misteriosi oltre i confini spazio-temporali.

 

Dà più importanza alla forma o al contenuto?

 

Per me la forma è una conseguenza del contenuto. Nelle mie opere ogni linea e ogni stesura cromatica sono il risultato di una traduzione dal mondo immateriale a quello materiale.

 

Com’è cambiata la sua pittura dagli inizi ad oggi?

 

Tutta la mia produzione è strettamente collegata al mio percorso spirituale. Il conseguimento del primo e del secondo livello Reiki e il successivo approfondimento della cultura andina, unitamente alla meditazione, mi hanno aiutato e mi aiutano nel cammino che ho scelto di seguire, alla ricerca delle Radici. Io dico che è un percorso verso la Luce. Ho iniziato dipingendo con la “tecnica del terzo fuoco” piccoli oggetti poi, come ho detto precedentemente, la mia produzione si è ampliata e diversificata assumendo nel tempo colori sempre più intensi. Mi piace pensare che ho fatto qualche passo in avanti verso il centro del Tutto….

 

Curiosità come: ha mai dipinto un quadro per una persona famosa, vorrebbe avere un committente famoso, magari per un ritratto?

 

Sì, mi piacerebbe realizzare un ritratto ad una persona famosa. Sicuramente non rappresenterei la sua fisicità, ma ciò che il suo involucro contiene. Sarebbe, quindi, interessante confrontare la sua immagine ufficiale con quella che io riuscirei a vedere….

 

Qualche aneddoto...

La vendita di una mia opera non si svolge in tempi rapidi, perché cerco di entrare nell’animo dell’acquirente e di comprenderne i pensieri. Sicuramente non darei un mio oggetto ad una persona ricca e volgare. Vivo il momento del distacco con commozione, che riesco a trasmettere anche all’altro: gli affido una mia creatura, un pezzetto della mia anima… e lui coglie il mio messaggio e, spesso mi chiede: “posso accarezzarlo ?... ”

 

E se le parlo di gioielli?

 

I gioielli che realizzo sono esclusivamente collane in lamina di ottone lavorata a mano, a volte arricchite da elementi in terracotta smaltata. Sono tutte pezzi unici che, indossati, conferiscono subito un tocco magico, perché non rappresentano solo una funzione ornamentale, ma portano con sé un mio messaggio ben preciso. La base del collo, come sappiamo, è una zona del corpo altamente simbolica: è qui che esiste il punto di raccordo tra corpo e anima, tra il mondo visibile della materia e quello sottile dello spirito e dei sentimenti. Poiché con le mie opere trasmetto Amore che attingo nei miei viaggi, la persona che indossa una mia collana stabilisce un collegamento diretto col mio mondo.

 

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Intervista ad Andrea D’Alia, autore di “Un ramo isolato proteso verso il cielo”

1 Gennaio 2018 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #interviste

 

 

 

 

Il siciliano Andrea D’Alia, autore della Book Sprint Edizioni, ha un’infanzia complicata. Decide di raccontare, senza remore né freni alcuni, il suo passato; lo fa servendosi di un libro che risulta quasi un diario, un lungo racconto di quello che è il suo trascorso.

Nella prima parte, quattro generazioni raccontate. Fulcro della storia, appare Dorina. Ci perdiamo in questa giovane sfortunata, nella sua voglia di costruire una famiglia più grande – voglia mai divenuta realtà – e in un’esistenza che pare contare molti ostacoli. Interessante è la minuzia di particolari con i quali è descritto un periodo ricco di fermenti, di cambiamenti, di evoluzioni.

Poi però si comprende: il vero protagonista è Alejandro, il figlio della donna. Tutta sua, la seconda parte del romanzo. Alejandro si scontrerà con una vita dura, diversa da quella che aveva immaginato – dopo un inizio speranzoso e carico di aspettative rosee –.

Si torna sempre alle origini, questo Alejandro lo sa bene, ecco perché dopo una batosta amorosa e la comprensione della tristezza della società – una società malata – torna nel paese della madre Dorina. Si butta in una ricerca solitaria – di felicità, libertà o amore –, e tenta di trovare così la sua strada.

 

 

Buongiorno, Andrea. Ci può raccontare come è nata l’idea di scrivere un libro sul suo passato? Quanto ha impiegato per la stesura?

Una costante rielaborazione delle vicende vissute accompagnata da altrettanto rigida, profonda e attenta autoanalisi mi ha indotto a stendere un prolungato racconto non solo del mio passato, ma anche delle ultime generazioni che mi hanno preceduto. Ho impiegato circa due anni per la stesura soltanto della bozza e cinque anni per la definizione di tutta l’opera.

 

Molti scrittori hanno delle abitudini, come scrivere la notte o evitare questa o quella particolare stagione. Lei ha dei particolari rituali? È stato un percorso doloroso?

L’ispirazione mi può venire anche di notte; infatti ho steso alcune pagine una volta per tutta la notte. Gli orari preferiti generalmente sono in tarda mattinata o nel tardo pomeriggio verso il crepuscolo. Non ho particolari rituali. Comunque mi soffermo su tutto quello che scrivo e lo rileggo più volte quasi sempre alla fine di ogni periodo o addirittura semplice frase.

 

A chi ha fatto leggere la prima bozza della sua storia?

La prima bozza l’ho fatta leggere a mio cugino ingegnere appassionato anche di lettere. Come tutti i percorsi della mia vita è stato un percorso molto travagliato.

 

Andrea D’Alia bambino sognava già di scrivere?

Sì, anche da bambino ogni tanto scrivevo qualche bozzetto di romanzo o film ispirandomi a qualche storia letta a scuola o appresa tramite altri mezzi.

 

Che libro ha sul comodino, in questo momento?

L’ultimo libro letto è Quando tutto inizia di Fabio Volo.

 

Quali sono i suoi riferimenti letterari?

I miei riferimenti letterari sono preferibilmente classici: Alessandro Manzoni, Victor Hugo, William Shakespeare, Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Francesco Petrarca, Mario Luzi, Antonio Fogazzaro.

 

Ha in cantiere qualche nuovo progetto?

Per il momento non ho nessun nuovo progetto ma ho alcune idee che mi fermentano sempre nel cervello.

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Radioblog: Serena Rossi ed Elena Brilly, due blogger per Natale

18 Dicembre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #unasettimanamagica, #blogger

 

 

 


 

 

Amici di signoradeifiltri che piaccia o non piaccia il Natale è alle porte anche quest’anno e in qualche modo anche noi di Radioblog vogliamo dare il nostro contributo con una puntata dedicata ai regali da mettere sotto l’albero.

Fatevi travolgere allora dall’entusiasmo e dalla bravura delle blogger Serena Rossi ed Elena Brilly che vi coinvolgeranno con i loro suggerimenti di lettura e vi daranno ottimi spunti per i libri da regalare a Natale.

Spazieremo dalla narrativa, ai classici, agli autori emergenti e le nostre ospiti ci parleranno anche delle loro attività culturali che da anni portano avanti sulla rete e non solo!

Serena Rossi gestisce il Blog “Quando la Sere legge” ed Elena Brilly , oltre al blog personale “Crazy Alice in Wonderland”, si occupa della rivista letteraria “Writers”.

Trovate tutti i link alle loro pagine in fondo all’articolo.

Accompagnerà la nostra intervista una deliziosa illustrazione della mia collaboratrice Eva Pratesi che, come sempre, con i suoi disegni ci diverte e ci fa sognare.

Bene allora, mettetevi comodi e godetevi questa nuova puntata natalizia di Radioblog.

Buon ascolto!

 

www.crazyaliceinwonderland.com

www.writersezine.wordpress.com

www.laserelegge.blogspot.com


Per contattarci:

radioblog2017@gmail.com


Musica di Kevin MacLeod - www.incompetech.com  


Il sito della nostra illustratrice Eva Pratesi è : www.geographicnovel.com

 

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Radioblog: Il barone dell'Alba

3 Dicembre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #radioblog, #audioletture

 

 

 

 

 

 

In questa nuova puntata di Radioblog andremo alla scoperta del “Barone dell’Alba” l’ultimo romanzo di Stefano Valente, edito da Graphofeel.

Un romanzo ambientato in epoca settecentesca dove storia e avventura si intrecciano attraversando  l’Italia ,la Sicilia, Malta fino ad arrivare addirittura in Egitto.

Con l’autore parleremo di questo e di molto altro ancora: i suoi consigli di lettura, gli scrittori emergenti che lo hanno colpito, i suoi consigli per intraprendere il mestiere di scrittore e ricorderemo l’appuntamento romano con “Più libri, più liberi” al quale Graphofeel sarà presente.

Come sempre un’elegante e accurata illustrazione di Eva Pratesi arricchirà la nostra intervista al termine della quale vi leggerò un breve estratto del “Barone dell’Alba”.

Buon ascolto!

 

Per contattarci:radioblog2017@gmail.com

Blog di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com

Musica: www.bensound.com

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Intervista ad Andrea Campucci

29 Novembre 2017 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste

 

 

 

 

Cosa significa per lei scrivere? 

Prima bisogna chiarire cosa si intende per “scrivere”, perché così, a tutta prima, la scrittura può sembrare una semplice tecnica di comunicazione per il trasferimento di dati da un soggetto x a un soggetto y. Questo stadio larvale del linguaggio è un po’ un patrimonio comune dell’umanità, che si può apprezzare in tutta una gamma di varianti che vanno dalle pitture rupestri delle grotte di Lascaux fino alle mail (infarcite di un’isterica contaminazione di italiano e stupido inglese commerciale) che oggigiorno si scambiano i laureati in giurisprudenza ed economia e commercio.

È sempre su questo livello, ad esempio, che insistono tutte le auto pubblicazioni incoraggiate, ahimè, dai social e dagli orizzonti sempre più dilatati della rete. Il risultato? Un generale e disarmante appiattimento pseudo culturale e un ancor più preoccupante vuoto pneumatico che imbastardisce il linguaggio. Da qui la necessità, se si vuol parlare di scrittura vera e propria, di un dialogo costante con i classici, di una continua ricerca attraverso stili, modelli e paradigmi letterari ed extraletterari. La lettura è una fase imprescindibile. Nel mio caso, ad esempio, sono stati fondamentali, oltre a tutto il patrimonio otto-novecentesco europeo, anche i postmoderni (posso ben dire di esser stato a “sciacquare i panni nell’Hudson!”). Condannerei al rogo tutti quelli che considerano la lettura un momento di svago, un passatempo, quando in realtà dovrebbe trattarsi dell’equivalente di quello che Ėjzenštejn  chiamava “Cinepugno”, un bel cazzotto alle nostre certezze, al rassicurante mondo che volenti o nolenti ci è toccato costruire intorno a noi. La vita non si lascia racchiudere dentro gli argini dell’ideologia, di un’esistenza sorretta da una qualsivoglia filosofia basata su principi più o meno fondativi. Arriva sempre il momento in cui questi ultimi mostrano la corda per lasciare il posto all’irrazionale, l’inaudito, e se c’è uno spunto narrativamente davvero formidabile è cogliere, in tutta la sua portata comica, l’ingenuità di chi si crede al riparo da questi guasti.

Questo è uno dei motivi che mi hanno spinto a scrivere Plastic shop, un romanzo che, descrivendo gli eccessi di un certo consumismo di massa e utilizzando, anche da un punto di vista stilistico, le stesse iperboli di cui è pregno quel mondo, vorrebbe gettare uno sguardo un po’ più disilluso sui comportamenti che – mi verrebbe da dire – ci abitano ogni giorno.

 

Pensa che gli odierni social possano essere utili per la diffusione di opere letterarie o più in generale per farsi conoscere?

Per quel che riguarda i social il mio pensiero può essere riassunto da una frase di Umberto Eco: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività.» Sarei tentato di metterci il punto, è una frase di una tale eleganza…

Il guaio vero però è che la gente confonde i concetti di “visibilità” e “qualità”, visto e considerato che uno degli effetti più devastanti della diffusione dei social sta proprio in quest’allargarsi fin troppo democratico della visibilità. Visibilità che si traduce in un livellamento verso il basso, un pollaio di galline starnazzanti – Youtube con i suoi orribili personaggi – o fashion blogger che… (mi auto censuro). Insomma, abbiamo dato visibilità a chiunque abbia una webcam e un microfono. Ci sentiamo davvero meglio adesso?

 

Di recente ha avuto una segnalazione di merito per il Premio Firenze città d’Europa. Si sente di poter dire la sua nel panorama letterario italiano?

Me la sentivo anche prima. Fa piacere sapere che ogni tanto, in qualche premio, oltre alle solite storielline di finto amor cortese o all’ennesimo giallo da strapazzo, vengano riconosciuti i meriti di una narrativa che vuol provare a essere diversa, in questo caso la mia…

 

Leggendo i suoi romanzi, da La scampagnata a Plastic shop, ci si fa l’idea che lei voglia apparire un tantino “maudit”. Ci spiega perché?

Di solito intorno alla questione del “maledettismo d’autore”, c’è tanta fuffa… Il più delle volte si tratta di banalissima pubblicità o roba simile. Io invece lo sono davvero…

 

Oltre al suo nuovo romanzo, di cui abbiamo capito che non vuol parlarci, ha altri progetti in mente?

Sì. Scrivere la storia di uno youtuber impotente che colleziona soldatini della quinta armata dell’esercito statunitense in forza a Cassino nel 1944, e che ama vestirsi da donna nelle sue Demo sui Pokemon o Resident evil.

 

Roma, Torino, Milano e Firenze: dove è andato ha sempre fatto registrare un sold out. Come si spiega la cosa?

Che le devo dire… Sarà perché ho gli occhioni blu e buon gusto nel vestire.

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La moda del GF Vip: Carmen Russo e i vestiti firmati Cinzia Diddi

18 Novembre 2017 , Scritto da Sonia Russo Con tag #moda, #interviste, #televisione

 

 

 

 

Vulcanica, prorompente, sexy, Carmen Russo al GF Vip ha stupito con i suoi abiti accesi, brillanti, ricchi di paillettes e caratterizzati da spacchi e scollature profonde che mettono in risalto il sensuale décolleté. Ma chi c’è dietro la seduzione sfoggiata in tv dalla bellissima Carmen? Si tratta di Cinzia Diddi che si racconta in questa bella chiacchierata.
 

Raccontaci la moda firmata Cinzia Diddi.
 

Le collezioni, sia uomo che donna, vengono realizzate sempre all’insegna della qualità, senza rinunciare all’originalità, con costante attenzione al dettaglio e ricerca del pregio e della raffinatezza. Il mio motto è “Lusso Sempre”, la mia promessa è fare in modo che ogni donna e ogni uomo possano vestirsi bene sempre, senza dover necessariamente spendere cifre folli.

Quali sono gli aspetti a cui presti maggiore attenzione?
 

Gli aspetti a cui faccio attenzione sono: la qualità del capo, l’esteriorità, la bellezza del capo e il prezzo di uscita. I capi Tentazioni devono essere accessibili alla moltitudine. Questa è la mia filosofia, questo è ciò che mi motiva.

Qual è la donna che vesti?
 

Io vesto tutte le donne con lo scopo di "slatentizzarne" l’innata femminilità e raffinatezza. Gli abiti della mia collezione sono eleganti, raffinati, femminili, grintosi… Si pongono al servizio della donna per valorizzarla. La gamma di abiti ideati per la collezione donna autunno inverno è vasta, va dal sensuale allo sportivo, e la comodità nei capi sportivi incontra sempre l’eleganza. La donna Tentazioni è sicuramente una donna che ama curarsi ed è attenta al dettaglio.

 

Quali sono i colori e i tessuti che caratterizzano le tue ultime creazioni?

Lo show room e la sede sono a Prato, territorio di antica tradizione tessile, pertanto i tessuti che vengono utilizzati nelle collezioni sono indiscutibilmente cotone, seta, lana, tessuti elasticizzati e tessuti fermi. Vivendo nella patria del tessuto per eccellenza, ho a disposizione un’infinità di materiali… sarebbe un sacrilegio non utilizzarli!

 

Hai vestito personaggi per il Grande Fratello Vip?
 

Da anni il modus operandi del brand Tentazioni segue due filoni: quello della creazione e produzione dei capi per i nostri negozi, e quello della consulenza esclusiva di immagine, destinato agli eventi particolari, da cui segue una creazione e produzione di capi esclusivi. Potrei citare molti lavori fatti ma mi soffermo sulla ultimissima esperienza.

Ho creato capi dietro consulenza per alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, in particolare dei kaftani in seta e stoffe pregiate dalle variegate fantasie per Serena Grandi, abiti che valorizzassero la prorompente femminilità di Carmen Di Pietro e Carmen Russo.

Gli abiti sono stati indossati dalle dive al grande fratello vip. Si tratta di tre personalità totalmente diverse: Serena Grandi è pacata, raffinata e tondeggiante, io amo definirla pastosa e tanto tanto femminile; Carmen Di Pietro è genuina, verace e prorompente; Carmen Russo è una diva, è solare eccentrica e statuaria. Per loro ho creato abiti che rispecchiassero ed esaltassero queste caratteristiche.

 

Quali sono i capi ideali per la donna dal fisico androgino ma al contempo prorompente come quello di Carmen Russo?
 

Per Carmen Russo, diva per eccellenza, ho creato abiti lunghi con paillettes molto luminosi, con scollature che mettessero in evidenza il suo décolleté. Ho scelto per lei anche abiti corti aderenti in tessuto elasticizzato capaci di seguire e valorizzare il suo statuario corpo, un giubbotto in pelle borchiato da abbinare agli abiti per creare un contrasto agrodolce, e poi gonne corte con t-shirt scollate. Insomma un look completo da indossare in ogni occasione.

I colori che ho privilegiato per gli abiti di Carmen sono il rosso, il verde acqua, l’argento e l’immancabile nero. La sera della sua eliminazione indossava un abito nero lungo con paillettes, stretto sui fianchi per esaltare il punto vita svasato infondo e con scollo profondo per valorizzare il suo perfetto décolleté.
 

Di Sonia Russo

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Radioblog: girovagando per il Pisa Book festival

15 Novembre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #eva pratesi, #poli patrizia, #interviste, #eventi, #case editrici, #radioblog

 

 

 

Passeggiare per il Pisa Book Festival conversando con scrittori ed editori è stata un’esperienza davvero interessante.

Radio Blog è approdata sabato scorso nell’antica città toscana di Pisa, in occasione di una delle più importanti manifestazioni letterarie ed editoriali e mi sono divertita a curiosare tra i numerosi, colorati e affollati stand, sfogliando centinaia di nuove proposte editoriali e chiacchierando con chi questi libri li ha scritti e pubblicati.

Ho parlato con il talentuoso scrittore follonichese Federico Guerri che ci ha parlato delle sue “Fiabe storte”, una fantasiosa trasposizione delle più celebri fiabe in un’epoca e in un luogo completamente diversi da quelli originali, riservandoci sorprese inaspettate! E assieme a lui Gordiano Lupi, direttore editoriale delle Edizioni Il Foglio nonché, tra le sue varie attività, collaboratore del nostro blog “Signora dei Filtri”. Con Gordiano abbiamo parlato delle sue scritture che hanno come protagonisti il cinema, Piombino e l’America Latina e della variegata attività della casa editrice dove si respira un clima di grande collaborazione e vera passione per la scrittura.

Ma le storie del Pisa Book Festival non sono soltanto quelle scritte nei libri: Laura Nardi ci ha raccontato che, dopo aver perso il posto fisso, anziché disperarsi, si è messa a scrivere, riprendendo in mano un’antica passione e al Festival ha portato il suo ultimo libro “Ketchup rosso sangue” edito da Silele, un intrigante giallo ambientato a Dublino che Laura vi farà venire voglia di leggere!

Mi sono poi fermata allo stand di Marchetti Editore, dove la dinamica e sorridente Elena Marchetti mi ha illustrato l’attività della sua casa editrice giovane e  molto attenta alla qualità delle sue pubblicazioni,  segnalandomi i nuovi libri in uscita presentati al Festival. Tra questi “Noi, lo giuro” di Yuri Leoncini, una storia di amicizia che abbatte le barriere della diversità e dei pregiudizi razziali e la pubblicazione di “Signora dei Filtri” della nostra Patrizia Poli, dove si narra la storia di Medea e Giasone raccontati non come personaggi mitici, ma calati nella realtà. Patrizia, che era presente a Pisa, ce ne ha parlato di persona ai microfoni di Radio Blog.

E ancora un tuffo nella magia dei romanzi nordici con Iperborea Edizioni, dove Anna Oppes ci ha illustrato le nuove pubblicazioni della casa editrice, segnalandoci le nuove collane “Luci” e “Miniborei”, nuove scritture, ma anche romanzi intramontabili come "L'anno della lepre" di Arto Paasilinna e "La vera storia del pirata Long John Silver" di Bjorn Larsson.

Dalle fredde terre del Nord ci siamo poi spostati nel torrido Sahara con i racconti di viaggio del carismatico scrittore e camminatore Gianfranco Bracci.

Gianfranco, che ho avuto la fortunata occasione di conoscere in un trekking da lui guidato sull’Appenino emiliano, ci incanta raccontandoci nel suo ultimo libro "Fuori dalle piste battute dal Tibet al Sahara” edito da Fusta, le sue avventure in Tibet, in Madagascar, in Australia e in molti altri remoti e affascinanti angoli del pianeta, deliziandoci con fotografie da sogno e aneddoti incredibili. Un’occasione imperdibile per viaggiare attraverso le storie narrate da un grande personaggio che dell’avventura ha fatto uno stile di vita.

E ho concluso il mio percorso tra gli stand del Pisa Book Festival lasciandomi incuriosire dallo slogan di BFS Edizioni, “Una piccola casa editrice con una grande Biblioteca”. E la mia curiosità è stata ampiamente soddisfatta dalla cordialità di Franco che mi ha raccontato come è nata l’attività di questa casa editrice che costituisce lo sviluppo di una già intrapresa attività culturale della Biblioteca Franco Serantini. A parlare con me oltre a Franco, Massimiliano Bacchiet che ci parla della sua prima pubblicazione che “ha voluto dedicare alla su’ Riglione” prima frazione, poi quartiere di Pisa.

Al mio fianco Eva Pratesi che si è lasciata anche lei catturare dai colori e dalla vivacità di questo caleidoscopico Festival letterario, lasciandosi ispirare per le sue prossime illustrazioni che scoprirete seguendo i post di Radioblog.

Accompagneranno le mie interviste anche i suoni, le voci e rumori di sottofondo del Festival ma si sa… dal vivo è più bello!

Buon ascolto!!

 

Per contattarci : radioblog2017@gmail.com - www.geographicnovel.com

 

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Radioblog: La Signora dei Filtri

10 Novembre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #poli patrizia, #Redazione, #blog collettivo, #chiara pugliese, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #radioblog

 

 

 

 

Oggi RadioBlog inaugura la rubrica “Le voci di Signora dei Filtri”.

In questa rubrica cercheremo di fare conoscenza con i collaboratori di questo blog, conoscerne la storia professionale, le passioni, le letture preferite e molto altro ancora.

Non potevamo che iniziare con LA Signora dei Filtri, Patrizia Poli, scrittrice livornese, ideatrice e curatrice di questo blog che esiste e re - siste con un ottimo seguito dal 2012.

Ma “Signora dei filtri”, oltre ad essere l’epiteto che è stato simpaticamente attribuito alla nostra intervistata, oltre ad essere il nome del blog che ospita questa rubrica, è anche, e direi soprattutto, il titolo del romanzo di Patrizia che finalmente questa settimana approda all’editoria tradizionale grazie a Marchetti Editore.

Patrizia Poli sarà presente allo stand di Marchetti questo sabato e domenica in occasione del  Pisa Book Festival, un’occasione in più per conoscere lei e la sua nuova uscita editoriale!

Intanto ascoltatela nell'intervista che vi proponiamo, buon ascolto!

 

Illustrazioni a cura di Eva Pratesi - www.geographicnovel.com

Musica: www.bensound.com

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

 

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Radioblog: Riccardo Bruni

3 Ottobre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni

 

 

 
Pensate sia possibile partire dal self publishing ed arrivare al Premio Strega? La risposta è SI  e può testimoniarlo Riccardo Bruni, nostro ospite a Radioblog.
Con Riccardo parleremo di come è nata la sua passione per la scrittura e di come sia riuscito a trasformarla in un mestiere, fino ad approdare al prestigioso premio letterario italiano.
Ma parleremo anche delle sue letture e del laboratorio di scrittura creativa che si terrà presso l'Accademia del Fumetto in cui rivestirà il ruolo di docente.
Al termine della nostra chiacchierata potrete ascoltare l'incipit del suo nuovo libro "La stagione del biancospino" edito da "Amazon Publishing".
Anche oggi un'illustrazione di Eva Pratesi allieterà ed accompagnerà  l'ascolto di questa intervista.
Come sempre vi auguro, buon ascolto!!
 
Musica:  www.bensound.com
Sito web di Eva Pratesi:  www.geographicnovel.com
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Radioblog: Le voci di signoradeifiltri

28 Settembre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #blog collettivo, #radioblog, #interviste

 

 

 

 

 

 

LAVORI IN CORSO: Su RadioBlog sono in arrivo le “Voci di Signora dei Filtri”!! Scoprite di cosa si tratta ascoltando questo audio e ricordate che per qualunque proposta, suggerimento o autocandidatura al progetto potete scriverci alla nuova casella di posta elettronica di RadioBlog : RADIOBLOG2017@GMAIL.COM

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