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interviste

Radio Blog : Quando la Sere legge

9 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #serena rossi, #blog

 

 

 
Ai microfoni di Radio Blog abbiamo avuto il piacere di parlare di nuovo con Serena Rossi curatrice del blog Quando la Sere legge, un'interessante iniziativa di promozione e condivisione della lettura di cui ci parlerà in questa intervista.
 
Serena ha inoltre selezionato 3 libri di cui parlarci:
 
- Silvi e la notte oscuraFederico Falco edizioni sur
- Famiglie ombra - Mia Alvar - Racconti edizioni
- L'estate muore giovane Mirko Sabatino - Edizioni nottetempo
 
Intervista a cura di Chiara Pugliese
Buon ascolto e buona lettura!
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Radio Blog: Alessio Biondino, "La suocera sul petto"

3 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #alessio biondino, #audioletture, #interviste

 

 

 
"Io ho voluto indagare la fragilità della condizione umana che è sempre occasione di incontro e di scoperta di storie da raccontare". 
"In ambiente sanitario il dolore è inevitabile, bisogna semplicemente gestirlo e cercare di modificarne la percezione". 

 
Intervista ad  Alessio Biondino  autore del libro "La suocera sul petto" edito da  Ianieri Edizioni   
 
A cura di Chiara Pugliese 
Musica: www.bensound.com   
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Radioblog: "Un cattivo esempio" di Tina Caramanico

25 Settembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #recensioni, #interviste

 

 

 

Cosa fareste se un bel giorno, mentre sedete comodi sul divano di casa vostra, intenti alle vostre faccende quotidiane, vi venisse a far visita un bel... fantasma? Sì, il fantasma di qualcuno che ha abitato in quella casa prima di voi, molti anni prima di voi, qualcuno che vi conosce ma che voi non avete neppure conosciuto e che vi farà una serie di rivelazioni che stravolgeranno completamente la vostra vita familiare?

A voi forse non sarà ancora mai accaduto ma a Margherita, la protagonista del romanzo Un cattivo esempio, succede veramente. E, incubo nell’incubo, il fantasma che la viene a trovare è addirittura quello della suocera Concetta vissuta molto prima che Margherita sposasse suo figlio. Concetta sa tutto della nuora e della sua vita coniugale perché non ha mai lasciato la casa dove ha vissuto lei e poi Margherita con il figlio Luigi.

Avvolta in una nube di fumo di sigarette che non smette praticamente mai di fumare per tutto il libro, la suocera-fantasma dice << Margherita,tu non conosci me, ma io a te ti conosco bene. Sei la seconda moglie, vedova, di Luigi Loiodice buonanima e vivi in questa casa dal 1967 >>. Dopo un primo momento di smarrimento le due donne si conoscono e si raccontano, si sfogano, si sfottono colmando i vuoti delle reciproche solitudini.

Ma non è un caso se Concetta si è manifestata alla parente ancora in vita, perché  le rivelazioni che le farà getteranno Margherita nello sconforto, nell’incredulità totale, cambiando radicalmente l’idea che della sua vita familiare aveva avuto fino a quel momento. Sarà costretta a fare i conti con altri fantasmi, quelli che albergano nei remoti recessi della nostra coscienza sotto forma di rimorsi e che fanno molto più paura, soprattutto quando per una vita non li abbiamo voluti vedere.

Questo romanzo, edito da Kobo editore, in poche pagine ci farà vivere questa avventura incredibile, angosciante e, a tratti, anche divertente, dove il destino di due generazioni familiari si incontra intrecciando passato e presente attraverso questo singolare rapporto tra due donne  anziane, una viva, l’altra già passata a miglior vita. Sulla scena ci sono anche Silvia ed Elisa, figliastre di Margherita nonché nipoti di Concetta, due donne avide, poco sensibili e dunque poco amate dalle nostre due anziane protagoniste, ma anche loro in qualche modo vittime inconsapevoli.

Oggi a Radio Blog conosceremo l’autrice di questa storia, Tina Caramanico, finalista con questo libro della prima edizione del concorso "Romanzi in cerca d’autore”. Buon ascolto!

 

Il sito di Tina Caramanico https://www.tinacaramanico.org

 
Se volete acquistare il suo libro 

 

Per contattarci:radioblog2017@gmail.com

Musica:www.bensound.com

Illustrazioni a cura di Eva Pratesi www.geographicnovel.co

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Radioblog: "Ciak, si legge" di Dario Pontuale

15 Settembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste

 

 

 
 
E dopo la lunga pausa estiva Radioblog torna con un libro insolito, istruttivo e appassionante, Ciak, si legge! di Dario Pontuale.
Con questo testo lo scrittore vuol farci avvicinare ai grandi classici della letteratura mondiale, quei libri di cui  più o meno tutti abbiamo almeno sentito parlare, ma che non è scontato che tutti abbiamo letto o conosciamo così bene. Così andiamo alla scoperta di Pavese, Conrad, Flaubert, Harper Lee e dei loro capolavori più amati e conosciuti, passando dal libro alle pellicole che su questi grandi romanzi sono stati realizzati. Oggi vi facciamo ascoltare un estratto di questo originale romanzo facendovi viaggiare nella storia de Il Vecchio e il mare di Ernest Hemingway, buon ascolto!
 
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com
Illustrazioni a cura di Eva Pratesi : www.geographicnovel.com
 

 

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Dieci domande a: Giuseppe Scilipoti

23 Agosto 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #dieci domande a, #interviste

 

 

 

Amici lettori, è impossibile non conoscere Giuseppe Scilipoti! I suoi commenti fanno parte della storia di ogni racconto pubblicato quotidianamente sul sito Letture da metropolitana. Sono sicuro che nessun autore possa farne a meno: le sue disamine sanno descrivere, con un tono appassionato, le atmosfere di ogni lavoro. Dobbiamo ammetterlo, amici autori, che, senza di lui, i nostri testi avrebbero qualcosa in meno. Gli stessi lettori sanno che, oltre alla pubblicazione, potranno avere a disposizione un dettagliato e arricchito contorno, che li aiuterà a capire meglio quello che a volte sfugge alla lettura e, per di più, con una bella dose di ironia che fa del nostro Scilipoti una figura unica.

Ecco quello che ho pensato di chiedergli:

1) Giuseppe, sarò banale... in che modo hai ricevuto l'illuminazione per scrivere?

A 16 anni, una mattina d’estate, durante una bellissima giornata di sole, mentre contemplavo dalla finestra (abito al terzo piano) il suggestivo panorama. A sinistra si vede il mare, a destra le montagne, finché, ad un certo punto, un leggero e piacevolissimo venticello mi sussurrò “scrivi e racconta!”
Infatti, da ciò ebbi lo spunto per scrivere “Il volo”, il mio primissimo racconto che tengo gelosamente nel cassetto e di conseguenza ancora inedito qui su Letture da Metropolitana.

 

2) In cambio di quale libro offriresti un cannolo Siciliano doppio?

Il Principe del Gosplan dello scrittore russo Viktor Olegovič Pelevin, un libro praticamente introvabile, che ha vari rimandi con "Prince Of Persia", uno dei miei videogiochi preferiti. Se riuscirai a trovarmelo, il cannolo Siciliano doppio sarà tuo!

 

3) Che sensazioni provi quando commenti un testo?

Io i testi non li commento ma li recensisco, in quanto, prima di diventare scribacchino, ero e sono recensore cinematografico, sebbene in questi ultimi due anni abbia ridotto moltissimo a favore della scrittura, per svariati impegni, soprattutto di tipo lavorativo. Comunque, i componimenti, che siano poetici o in prosa, non li leggo ma… li VIVO!

 

4) Preferisci un cinema più letterario che d'effetto?

 

D’effetto tutta la vita!
D’effetto e d’affetto se si parla di romance. Ad ogni modo “amo” moltissimo gli action, le commedie, gli Sci-fi, e soprattutto i polizieschi, in quanto il mio più grande desiderio mai realizzato sarebbe stato quello di diventare un poliziotto.

 

5) Stavi sognando, ti svegli e sei diventato... ?

Steven Seagal, oggi spacco… il mondo!

 

6) Che ne pensi degli scrittori di insuccesso?

Sicuramente non consiglierei di “darsi all’ippica”. A mio avviso, anche se risulta molto ma molto difficile, il consiglio sarebbe quello di analizzare i fallimenti e cambiare rotta alle prossime storie da scrivere.

 

7) Domandami una domanda.

Come ne Le Iene ti potrei domandare… umh, vediamo un po’, ah sì, ecco: “Posizione preferita per fare l’amore?” dai, scherzo, niente, ti volevo chiedere: “Come mai sei finito su Letture da Metropolitana? Per puro caso o tramite pubblicità di qualcuno?”
 

W.F.: Devo ringraziare Dario De Santis. Quasi due anni fa, e qui subentra il caso, lessi una sua storia pubblicata da letture da metropolitana, gli chiesi informazioni sul come, quando e perché, mi attizzò il fatto del testo breve da 30 secondi max 5 minuti e, grazie alla sua dritta, iniziai questa avventura. Successivamente, durante il percorso, ebbi modo di confrontarmi ed entrare in contatto con altri bravi autori e posso dirti che siamo una gran bella famiglia.

 

8) Preferisci testi lenti o veloci?

Preferisco i testi veloci, non amo molto le cose troppo criptiche, sibilline o ermetiche. Una lettura deve rilassarmi, magari anche far riflettere, ma senza ridurre il mio cervello in tilt o  farmi girare le palle come se fossero uova strapazzate.

 

9) Uno slogan per i nostri lettori, una battuta, volendo anche un saluto.

Va bene anche una citazione in forma parodistica di una canzone di Jovanotti?
“Serenata rap, serenata da Letture Da Metropolitana, leggi con me, sono circa 20 racconti a settimana.”
Colgo l'occasione per salutare gli amici di Letture da Metropolitana, lunga vita e prosperità a noi e al sito.

 

10) Il titolo del tuo prossimo libro?

Se sarà un romanzo, prendendo come spunto Le Tribolazioni di un cinese in Cina, di Jules Verne, uno dei miei scrittori preferiti, lo intitolerò “Le Tribolazioni di un Messinese a Catania” mentre, se sarà un’antologia di racconti, “Pane, racconti e fantasia!”. Infatti, uno dei racconti parlerà del mio TOTALE diniego nel fare il panettiere, un mestiere che non farei mai al mondo e che qualcuno in passato cercò di spingermi a fare. In verità adoro il pane ma… solo per mangiarlo!

Molto bene amici lettori, salutiamo Giuseppe Scilipoti, lo ringraziamo in coro e lo aspettiamo a mezzanotte quando escono i testi sul sito Letture da metropolitana,  freschi di stampa e, per rimanere in tema, freschi come il pane con il nostro caro amico siciliano pronto a commentarli.

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Dieci domande a: Flavia Spadiliero

16 Agosto 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #interviste

 

 

 

 

Amici lettori di Letture da Metropolitana e di signoradeifiltri, oggi abbiamo nostra ospite Flavia Spadiliero, una scrittrice non più giovane ma vi garantisco che, in mezzo a voi giovani di belle speranze, la nostra amica non stonerebbe. Voi direte "E grazie, è più esperta". Sì, senza dubbio con gli anni si acquisiscono tante di quelle informazioni che rendono la vita più facile, ma in ogni caso c'è qualcosa per cui non conta l'età ma quello che si ha dentro e, a quel punto, siamo tutti uguali e può succedere che un giovane sia vecchio e, invece, un anziano sia più giovane e questo si chiama cuore, un motore che muove la mente e che, nel momento che si scrive, azzera tutto.

Flavia, penna alla mano, dimentica i capelli argento, sale su un cavallo chiamato sentimento, e comincia a galoppare con passione fra parole scritte non per fare scena ma per emozionare, e, potete credermi, averla con noi in Letture da Metropolitana è un gran vantaggio, oltre che un vero piacere. In vita sua ha scritto tanto e il materiale non le manca ma non ha mai pubblicato un libro tutto suo. Sono sicuro, siamo tutti sicuri, che un giorno lo farà. Che poi, a dirla tutta, lei non è un'"ambiziosa", non le interessa atteggiarsi, non vorrebbe mostrare alle amiche le sue pubblicazioni gonfiandosi il petto.

Molte volte è inutile scrivere libri che verranno dimenticati mentre altri finiranno tristemente nel cassonetto della differenziata, ma questo è un altro discorso. Flavia, saggiamente, in una risposta spiega anche perché lei scrive le sue cose su Letture da Metropolitana con gioia per tutti noi, per coloro che sul bus e in metro vogliono assaporare qualche minuto di piacevole lettura prima di entrare nella giungla quotidiana. Eppure, un giorno quel libro che si sfoglia con le mani sarà realtà.

Molto bene, ecco le 10 domande per la nostra amica:

 

1) Non posso fare a meno di chiederti... perché scrivi?

Scrivo per passione, senza crederci troppo perché non sono una scrittrice, diciamo che amo quello che scrivo, bello o brutto che sia.

 

2) Invecchiando si impara o si insegna?

Non ho ancora capito se ho imparato, certo è che non so cosa insegnare, tutti sanno molte più cose di me. Imparo.

 

3) A proposito di letteratura, si stava meglio quando si stava peggio?

Negli ultimi anni molti pseudo scrittori hanno pubblicato cose scadenti ma sono molti anche quelli che sanno scrivere bene con umiltà e senza vanterie, leggo cose molto belle di giovani sorprendentemente ben preparati. Non credo si stesse meglio, era indubbiamente diverso, né meglio né peggio di com'è ora.

 

4) Che diresti a chi copia e incolla?

Finitela di fare il gioco del nascondino, se non sapete scrivere lasciate perdere e dedicatevi a cose più alla vostra portata.

 

5) Una sperimentazione letteraria che ti piace?

Mi piacciono molto i racconti a più mani, come il nostro ultimo da cui è nato un libricino molto interessante e divertente Mercurio Solido. Non è una cosa da poco perché è un mix di punti di vista senza gelosie. Davvero molto bello anche Gli Investigautori, dove ci siamo cimentati in un giallo tutto da ridere. Facciamolo ancora.

 

6) La deculturizzazione è colpa di chi?

La deculturizzazione è una delle disgrazie del nostro paese, voluta dai vari ministri della pubblica istruzione, mirata a tirare su una classe di ignoranti manovrabili. Un popolo ignorante si può dominare facilmente, chi legge e si accultura non si può più sottomettere perchè un cervello libero non si fa dominare.

 

7) Il libro antico ma più moderno di tutti.

Questa domanda mi mette in imbarazzo. Come forse non sai, amo gli antichi filosofi che, dopo tutti i millenni, ancora insegnano, a parte Aristotele, arrivato ai vertici del cristianesimo solo perché ha incontrato i favori di Agostino da Tagaste. Sono affascinata da Platone e dai discorsi su Socrate, quindi penso che abbia ancora molte cose da insegnare. Ovviamente è solo il mio modesto parere perché sento già levarsi il coro di proteste.

 

8) Sei in cattedra e davanti a te hai 24 giovani: che gli diresti?

Se avessi 24 giovani davanti, non saprei cosa dire, sono sicura che sanno molte più cose di me. Potrei suggerire di leggere, leggere tutto quello che capita a tiro, anche la pubblicità, non fosse altro che per rimarcare gli errori grammaticali. Ricordate che un uomo/donna che legge mette in moto il cervello e diventa pericoloso per il potere.

 

9) Che cosa renderesti obbligatorio a scuola?

A scuola renderei obbligatoria l'educazione sessuale, per insegnare ai giovani il rispetto per l'altro. E, seconda ma non meno importante, educazione civica, per far sapere ai cocchi di mamma che non ci sono solo loro al mondo e gli altri meritano tutto il rispetto (tipo non parcheggiare al posto dei disabili) e sarebbe un elenco lunghissimo.

 

10) Che cosa vorresti chiedere ai lettori di Letture da Metropolitana e di signora deifiltri?

Ai lettori  vorrei chiedere un po' di partecipazione in più, non dovete aver paura di leggere e commentare gli altri. E' la legge del libero scambio: io leggo e commento te e tu fai altrettanto. Grazie.

 

Flavia grazie a te da parte di tutti. Ti aspettiamo con simpatia al tuo prossimo lavoro.

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Dieci domande a: Lorena Giardino, in arte Scrittrice Imperfetta

12 Agosto 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #interviste

 

 

 

 

Ci siamo già occupati in questa sede del sito Letture da metropolitana (confidenzialmente LdM!), con una audio intervista di Chiara Pugliese a Serena Pisaneschi, uno degli autori del portale in cui trovano spazio racconti brevi e brevissimi, ma anche poesie e riflessioni, che abbiano tempi di lettura non superiori a cinque minuti, giusto l’intervallo tra una fermata della metro e l’altra.

Ma da oggi vogliamo creare una vera e propria sinergia col sito gestito da Cristian Ghezzi.

Il nostro Walter Fest è uno dei promotori più entusiasti di LdM. Si devono a lui iniziative come “il festival della fantascienza”, da cui è nata la raccolta di racconti Mercurio solido,  e anche una serie d’interviste agli autori più attivi sul sito, ai quali ha posto 10 domande.

Oggi comincia presentandovi un’autrice che si fa chiamare Scrittrice Imperfetta.

 

 

Amici lettori di letturedametropolitana.it e di signoradeifiltri.blog, Scrittrice Imperfetta è stata la prima a sottoporsi alle mie 10 domande, domande apparentemente semplici, mai banali, domande varie per conoscere i nostri amici scrittori.

Lorena Giardino, in arte Scrittrice Imperfetta, è torinese. Scrive con allegria cose profonde, poetiche, favole moderne, umane, ama la gente e la musica e, quando scrive, è guidata dalla passione e dalla gioia. Forse è proprio nata per scrivere.
 

1) Perché "scrittrice imperfetta"?
 

Scrittrice imperfetta... fondamentalmente sono imperfetta in tutto quello che faccio... e lo dico con grande orgoglio, eh!! Perché? Perché sono una cultrice dell'imperfezione... perché trovo che la perfezione (ammesso che esista) sia piuttosto noiosa... perché alla fine le nostre imperfezioni sono quel che ci caratterizza... quello che ci rende unici... quello, che alla fine, ci rende "noi"!!!

 

2) Quando hai iniziato a scrivere?
 

Ho iniziato a scrivere alle elementari. Di recente mio padre mi ha fatto un dono preziosissimo!! Lui, che tiene tutto, ha ritrovato in cantina due meravigliosi tesori... un diario con le mie poesie di bimba e il mio primo libro... un romanzo (la mia "bimbitudine" me lo faceva vedere come tale)... cioé un quadernetto con una storia che avevo scritto e illustrato. Non mi ricordo esattamente che età avessi... ma facevo le elementari. Non potete capire l'emozione che ho provato nello sfogliare questi tesori!!!!

 

3) Il tuo mito?
 

Il mio mito. Boh, qui è più difficile rispondere perché ne ho diversi... musicalmente parlando sicuramente Kurt Cobain... tral'altro è ascoltando i Nirvana che molti miei racconti sono nati. Manco a dirlo... lui era l'imperfetto per eccellenza!!!

 

4) Quando cammini per strada ripensi a quello che devi scrivere?
 

Quando cammino per strada cerco più che altro di non inciampare... ah ah, scherzo... mah, che dire... a volte mi viene in mente un'idea e ci sono momenti in cui mi verrebbe da mollare tutto e correre a scrivere... sapete, no, quando a uno "gli scappa da scrivere"...

 

5) Scrivi mai a penna?
 

Quando ho una penna e un foglio mi viene più che altro voglia di disegnare... faccio tanti scarabocchi e ci metto in mezzo pezzi di frasi, parole, ecc.. a volte poi ne esce fuori qualcosa.. altre volte restano lì... ho un quadernetto, degli scarabocchi. Anche quello è una specie di piccolo tesoro x me.

 

6) Da cosa ti lasci ispirare?
 

Cosa mi ispira: mi piace osservare le persone... a volte provo ad immaginare chi sono, che cosa pensano... quale sia la loro vita... diciamo che poi questi pensieri si depositano da qualche parte, sedimentano... magari si spezzettano e si mescolano... e poi, boh, escono fuori quando mi metto a scrivere... i personaggi sono quasi sempre un collage di persone che ho visto e conosciuto. Poi,dal personaggio mi muovo come un ragno quando fa la ragnatela.. .e ci costruisco intorno la storia. Di solito funziona cosi.

 

7) Il tuo ultimo libro pubblicato, puoi parlarcene? Come ti è venuto in mente?
 

Il mio ultimo (e unico x ora) libro pubblicato è nato da una serie di racconti che stavo scrivendo, che avevano tutti un filo conduttore: l'inquietudine. Un tema che mi è molto caro... sono sempre stata una persona profondamente inquieta, un po' in tutte le cose... e ho sempre avuto difficoltà nello "stare ferma"... il cambiamento, la rottura, la continua ricerca... l'insoddisfazione perpetua... questa sono io... così ho iniziato a scrivere questi racconti dove i personaggi erano tutti inquieti... incoerenti.. .imperfetti. 
Sono andata avanti un bel po'. Poi mi sono affezionata a questi personaggi e mi è venuto in mente che potevo provare a farne un romanzo... creando connessioni e legami tra loro... e così, boh, ci ho provato... In effetti la prima parte del libro ha mantenuto  la struttura originaria... solo che poi le varie storie si sono sviluppate e, beh... se mai lo leggerete, vedrete!!

 

8) Stai preparando un altro testo?
 

Ho in mente diversi possibili progetti, ma per ora niente di concreto. Ho una vita parecchio incasinata e poco tempo per scrivere, di sicuro non tutto quello che vorrei. 
Mi piacerebbe fare una raccolta di poesie, un libro di fiabe rock (alcune le ho già scritte) e un libro al contrario sulla storia della mia famiglia. Prima o poi questi progetti proverò a realizzarli. Ma ci vorrà un po'.

 

9) Puoi descriverci il tuo carattere?
 

Vabbè, ci provo. Ho un pessimo carattere. Sono impulsiva, testona e spesso irragionevole. E a volte mi accorgo che le persone faticano non poco a capirmi. Vabbè, a volte fatico anche io a capirm e riesco pure a darmi fastidio da sola. Poi, però, ho pure qualche pregio. Sono molto empatica con le persone... specie con quelle fragili. Forse perché in fondo, nonostante tutto, lo sono pure io. Fragile. Boh.

 

10) Hai la possibilità di parlare con un lettore, che gli diresti?
 

Ad un lettore direi: Fammi sapere se il mio libro ti è piaciuto!!! 
 

Certo che ci sei piaciuta, Scrittrice imperfetta, e, davanti al tuo sorriso più grande del mondo, ti ringraziamo, ti salutiamo e ti aspettiamo insieme a tutti noi fra le pagine quotidiane di letturedametropolitana e, perché no, magari anche in libreria, noi crediamo in te.

 

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Michele Chieppi, "Il Medico e l’Infermiere"

14 Giugno 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste, #salute


 

 

 

 

Chieppi Michele, Il Medico e l’Infermiere tra fede e miracoli, religiosità e preghiera, spiritualità e spiritual care, guarigioni e Lourdes. Pavia: Medea, 2018, 202 p.



Secolarmente il rapporto Medicina/Religione è stato per la maggior parte dei casi tempestato di disaccordi. L’evidenza empirica da una parte, la salute dell’anima dall’altra, hanno sollevato questioni tutt’oggi irrisolte rimanendo motivo di confronto e discussione. Ma in che modo i medici e gli infermieri si pongono di fronte a temi quali: fede, miracoli, religiosità, preghiera, spiritualità e spiritual care, guarigioni e Lourdes, nel momento in cui questi fattori intervengono nella loro missione quotidiana? Cosa chiedono a proposito i pazienti e in che modo i professionisti della salute debbono con loro interagire? Esistono i miracoli per la Medicina? Lourdes dice la verità? A questi e a molti altri quesiti si è cercato di dar risposta attraverso la consultazione della letteratura scientifica internazionale, dei suoi più autorevoli autori, delle più significative esperienze. Un viaggio in cui lettore può sedersi ed ascoltare senza prese di posizione personali dell’autore: una tavola rotonda da cui può trarre ispirazione per rafforzare, modificare o cambiare le proprie idee.

Da dove trae spunto la ricerca che ha portato alla nascita di questo volume?

 

Il lavoro nasce dalla curiosità di indagare l’evento inspiegabile dalla Medicina riguardante la guarigione di pazienti a cui era stata diagnosticata l’irreversibilità di una determinata patologia. Il libro si compone sostanzialmente di quattro parti riguardanti i rapporti che intercorrono tra: fede e miracoli, religiosità e preghiera, spiritualità e spiritual care, guarigioni e Lourdes; in appendice sono stati aggiunti frammenti di riviste e testi pubblicati nei primi anni successivi la prima apparizione di Lourdes del 1858, in modo da porre esaustività riguardo agli eventi e alle reazioni del mondo scientifico-letterario dell’epoca.

Cos’è l’evento miracoloso per la Medicina?

 

I miracoli sono stati una fonte perenne di interesse per gli storici medievali e negli ultimi anni il livello di interesse è aumentato anche per studiosi provenienti da una gamma crescente di discipline, i quali hanno scoperto il valore dei racconti di miracoli come fonte per i loro studi; infatti, durante la maggior parte dell’intera storia dell’uomo, l’opporsi al caos provocato dalla malattia è stato comunemente relegato alla sfera del magico o del miracoloso. Le afflizioni fisiche e mentali erano spesso attribuite a capricci degli dei, spiriti, demoni o, forse, come punizione per qualche trasgressione palese o nascosta contro il Divino. Al contrario, le cure rivolte alla risoluzione di malattie debilitanti sono state drammaticamente ritratte come rari eventi straordinari. I concetti di speranza e di miracolo sono così onnipresenti nella moderna pratica medica che spesso possono diventare aspetti centrali dell’esperienza ospedaliera di un paziente gravemente malato e della sua famiglia, pur se vi sono in letteratura posizioni che si scostano in modo deciso, secondo cui “Miracolo” è un termine che dovrebbe essere bandito dal lessico medico.

Che importanza ha la preghiera per il soggetto malato?

 

La preghiera, intesa come richiesta solenne o ringraziamento a Dio, è tra le pratiche più antiche e diffuse. Utilizzata con l’intenzione di alleviare le malattie e promuovere la salute, negli ultimi anni si è visto un notevole interesse per i suoi effetti benefici sui risultati sanitari. Come possa funzionare il meccanismo con il quale la preghiera diverrebbe efficace è cosa sconosciuta, sta di fatto che sia la preghiera che la pratica della cura spirituale (spiritual care) rappresentano un elemento significativo nel contesto del sistema medico di molti paesi. Un’alta percentuale di pazienti considera la religiosità e la preghiera come due elementi molto importanti al punto da attribuir loro un ruolo centrale nella loro capacità di far fronte alla malattia. La letteratura conferma che l’associazione tra religiosità e preghiera migliora sensibilmente la Qualità di Vita. Il volume tratta anche delle diverse tipologie di preghiera: individuale, collettiva e di intercessione.

Ma spiritualità e cure spirituali coincidono con religiosità e preghiera?

 

Il concetto di spiritualità non sempre equivale ad un’affiliazione religiosa: per molti pazienti essa è sinonimo partecipazione ad una religione organizzata, altri invece ritengono che sia contenuta nella persona stessa e abbia poco a che fare con la pratica religiosa. Diversi studi hanno dimostrato che la partecipazione ai bisogni spirituali di un paziente è associata al miglioramento delle variabili psicosociali e fisiologiche e persino alla diminuzione della mortalità; altri studi confermano che i pazienti valutano la cura spirituale come una priorità nel loro recupero e la ritengono una parte integrante della loro soddisfazione insieme con le cure ricevute durante il ricovero. Nella sua essenza la spiritualità è astratta, soggettiva, un termine complesso la cui definizione varia tra individui, filosofie e culture. Queste caratteristiche portano alcuni autori a sostenere che non vi è alcun accordo sulla definizione di spiritualità come concetto. Le ricerche hanno avuto la tendenza ad esplorare la comprensione della spiritualità dalla prospettiva di una cultura prevalentemente occidentale, trovandola altamente correlata al modo in cui la gente percepisce il senso della vita e separandola dalla religione: quest’ultima quindi, può o non può svolgere un ruolo nella spiritualità essendone sufficientemente distinta.

Lourdes: come si inserisce in questo contesto?

 

Già dai primi anni del ‘900 era evidente l’intento di portare delle migliorie nel rapporto che intercorre tra Medicina e Religione proponendo un punto d’incontro alle estremità di entrambe le sfere. Il panorama in generale però non condivide ancor oggi questo ipotetico abbraccio ma rivela posizioni ferme senza la possibilità di sfumature su cui incontrarsi. Eppure esistono testimonianze, studi e ricerche le quali sostengono la tesi che esiste qualcosa al di là delle rigorose evidenze empiriche; Lourdes è un esempio, basti pensare ai medici e agli infermieri dediti alla sofferenza nella cittadina francese e sui treni destinati al trasporto dei pellegrini. Naturalmente Lourdes rappresenta anche un terreno fertile per il rinnovarsi di contrasti tra Medicina e Religione; questo lavoro però non prende posizione in merito, in quanto ha il solo compito di revisionare il materiale scientifico e proporlo ai lettori carico di oggettività documentaria.

 

L’autore
 

Michele Chieppi (1971), Responsabile della Biblioteca di Infermieristica della Fondazione IRCCS, Policlinico San Matteo di Pavia, studioso di Agiografia, Biblioteconomia, Bibliografia e Storia di Pavia. Docente ai Master di primo livello in Infermieristica presso l’Università degli Studi di Pavia con insegnamento in Strategie di ricerca bibliografica, è autore e coautore di articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali a tema infermieristico, biblioteconomico e storico. Ha formato due fondi librari presso la Biblioteca Comunale Villa Braghieri, Castel San Giovanni (PC), dedicati al Venerabile Mons. Agostino Chieppi e alle Serve di Dio Maria e Giustina Schiapparoli. Relatore a numerosi congressi e convegni, è autore del progetto Biblioteca Virtuale della Città di Pavia. Ha pubblicato: Venerabile Monsignor Agostino Chieppi in Letteratura, nelle Opere e nella Storia (2007), L’Enigma del Monastero del Liano (2007), Le chiese di Pavia entro il primo muro della Città secondo Opicino de Canistris (2008); Il Maestro Enzo Zanotti: un mio ricordo, in: Pavia col Lanternino IV (2010); E di nuovo sulla Strada (2011); La ricerca bibliografica, in: I principi dell’organizzazione professionale dell’infermiere (2013).

 

Michele Chieppi, &quot;Il Medico e l’Infermiere&quot;
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Radioblog, le voci di Signora dei Filtri: intervista a Pee Gee Daniel

8 Giugno 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #pee gee daniel, #interviste, #radioblog, #blog collettivo, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni

 

 

 

Quante volte vi sarà capitato di dire o pensare “Quello è proprio un invidioso!”, oppure “Che persona egoista!” o, peggio ancora, “ma sei proprio un moralista!”. Capita spesso di definire  i caratteri delle persone con le quali incrociamo le nostre esistenze, ma Pee Gee Daniel ha fatto molto di più: questi caratteri li ha studiati, analizzati e catalogati, riassumendo quelle che a suo dire sono le principali tipologie di personalità e caratteristiche umane.

Ma questi caratteri possiamo cambiarli? O ne rimaniamo prigionieri per sempre? A questa e altre domande cerca di dare una risposta Pee Gee Daniel nel suo Breve compendio sugli umani caratteri edito da Catartica ed oggi su Radioblog faremo due chiacchiere con lui ripercorrendo la sua personale classificazione dei caratteri umani originale ed istruttiva, con richiami a personalità storiche che questi caratteri hanno interpretato in maniera esemplare.

Come sempre il nostro intervistato ci regalerà anche qualche prezioso consiglio di lettura.

Quindi, mettetevi comodi e ... buon ascolto!

 

Per contattarci:radioblog2017@gmail.com

Blog di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com

Musica: www.bensound.com

 

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Cinzia Diddi: per la giovane stilista pratese un successo tira l'altro!

24 Aprile 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste, #moda, #televisione

 

 

 

 

 

Dal Grande Fratello Vip all'Isola dei famosi, un nuovo successo, ci racconta questa avventura?

 

La sera del 17 aprile si è concluso un bellissimo viaggio, iniziato il 22 gennaio, un programma televisivo che ha intrattenuto, stupito, è stato spesso al centro di varie polemiche e che ho trovato interessante per i messaggi che ha voluto trasmettere...  l’unità fra i partecipanti, il sostegno, l’amore per la natura. Sto parlando dell'Isola dei famosi, programma al quale ho partecipato in maniera indiretta poiché ho curato lo stile e l'immagine di un grandissimo personaggio, una bellissima persona, delicata, nobile d'animo, gentile... Giucas Casella.

In un primo momento si è trattato di fare abiti quasi di 'scena', i parametri da seguire erano  la comodità,  che fossero adatti al clima dell' Honduras.

 In un secondo momento ho fatto quello che è il mio lavoro vero e proprio, cioè fare abiti dietro consulenza di immagine.

Curare lo stile del personaggio valorizzandone le caratteristiche.

Sono tante le cose di quest'esperienza che ricordo con piacere, dall'enorme soddisfazione provata nel vestire e rendere “stiloso” Giucas, senza ovviamente snaturarlo, all'amicizia nata con questo favoloso personaggio del mondo dello spettacolo, sia con lui che con il suo assistente Giuseppe, al divertimento e soprattutto alla scoperta di me, poiché anche questa esperienza è servita ad arricchirmi professionalmente.

E' stato l'imparare qualcosa di nuovo su me stessa, il prendere più coscienza  e riconfermare le mie capacità professionali che ha contribuito a rendere quest'esperienza davvero speciale: fare abiti e curare lo stile di un personaggio, infatti, non è solo esercitare un' arte è qualcosa di più, qualcosa che ti permette, nell'analizzare il personaggio per valorizzarlo, di capire un po' meglio chi sei. Come mi è capitato al Grande Fratello Vip e poi ancora all'isola dei famosi e in molte altre trasmissioni televisive, red carpet o tour teatrali, l'esperienza in un modo o nell'altro è unica e irripetibile e finisce per lasciare sicuramente

Qualcosa di positivo, che sia una nuova amicizia, un pezzettino sconosciuto di te stesso o addirittura un nuovo sogno... anche questa volta posso esclamare con soddisfazione ... ne è valsa la pena!

 

Quale stile ha scelto per Giucas Casella?

 

Mi sono focalizzata su un aspetto estremamente evidente di questo personaggio in questo preciso momento della sua vita e, analizzandolo per creare il suo personale look, l'ho trovato UN UOMO SPIRITUALMENTE IN RINASCITA: il suo essere gioioso e allegro, frizzante e rinnovato, mi ha fatto protendere verso abiti importanti ed eleganti ma dal taglio giovane, con l'utilizzo di colori chiari, dal grigio chiaro al blu elettrico, dal beige  al giallo. Ho voluto che l'abito svelasse il suo stato d'animo di questo momento.

Sono una fautrice del fatto che l'abito debba SVELARE e non mascherare, debba in qualche modo raccontare qualcosa di Te.

Figure professionali come la mia hanno l'obbligo di valorizzare, tenendo ben presente questo concetto, poiché ogni abito creato che nasce da una consulenza di immagine debba essere una "seconda pelle", in modo che indossarlo faccia sentire FELICE E A PROPRIO AGIO.

 

Crede di aver raggiunto lo scopo?

 

Una cosa la so con certezza!

Ho lavorato con il cuore e la passione, con il grande desiderio di accontentare Giucas.

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