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arte

#immaginieparole : Memorie

9 Giugno 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poesia, #walter fest, #arte, #vignette e illustrazioni, #poli patrizia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

 

Memorie

 

Un salacchino per pranzo

mentre fai gramigna

ISOLA

a casa ti aspetta

il bastone di tuo padre

la promessa di lasciarti

senza un soldo

e dar tutto ai tuoi fratelli.

Meglio seguire

le signorine

a servizio giù in città

col vento di libeccio

e i gabbiani.

Bello

le ghette e i baffi

t’innamora e ti sposa

tuo marito

ti porta con sé

al numero uno

portiera di ebrei

ricchi corallai.

Alle dame sorride

non ha voglia di lavorare

ma è una pasta d’uomo

e i tuoi tre figli devi crescerli da sola.

Ti afferra la caviglia

quando la passione

esplode

ma tu dici no

e i gatti miagolano in soffitta.

IDA

bella e altera

il passo lungo e fiero

le mani di fata alacre

cuci i tuoi merletti

ragazza di Rosachiara

quando arrivano le signore

posa il lavoro

e corri a spogliarti

le spalle nude negli stanzoni ghiacci

la povera biancheria dimessa

le dita bucate dall’ago

sei più bella di loro

più bella di tutte

in quegli abiti che

non saranno mai tuoi

ma indossi come una regina.

Ti vogliono i figli dei notai

degli avvocati

al gran ballo per l’inizio del novecento

e nasce l’amore segreto

proibito

di cui non ci parlavi

e che ancora ti faceva

luccicare di pianto gli occhi

nascosto

negato

diviso dalle convenzioni

perché ognuno deve stare al suo posto

e i gatti miagolano sulle scale.

ADA

morettina svelta

figlia minore

madre di mia madre

onda di capelli sulle ventitré

occhi di carbone

caratterino aspro

così simile al mio

moglie di camerata

madre di piccola italiana.

Sotto le bombe

sul carro

col gatto in collo

risoluta e forte

tu scricciolo

dalla pelle bianca

e dal profilo delicato

energica e battagliera

a tener testa a quel tuo marito

con gli occhi di mio fratello.

Mi hai insegnato

la misura

molto più di LEI

mi hai cresciuto

amandomi

forse più di quanto

tu abbia amato LEI

e i gatti dormono

sul mio divano.

 

“Un’epopea di gesti quotidiani, di volti familiari che ci riconsegna il tempo, quella evocata da Patrizia Poli: il registro chiaro e colloquiale di un lavoro onesto che si impegna in una costruzione minimale del verso,  una versificazione dai toni domestici ma mai dimessi, un dettato lirico fatto di eleganza sussurrata e di corrusca tenerezza, quasi a suggerirci che la poesia più intima e felice è quella che si coglie nel miagolìo dei gatti su in soffitta o nel sorriso ingenuo e strafottente di un marito  che non ha voglia di lavorare ma è una pasta d'uomo.

L’esigenza di rappresentare tessere apparentemente insignificanti di un divenire ordinario e mai privo di grazia, sembra essere la cifra prevalente della sua poesia, sebbene non ci sfugga che, nell’ordito placido e sereno di questo componimento così sincero e narrativo, fa capolino, in maniera seppur solo accennata, con ritrosia dissimulata ad arte, qualche tratto malinconico e nostalgico che, d’altronde, si coglie già nell’immagine iniziale, poetica e frugale ad un tempo, dell’aringa affumicata e messa sotto sale, la memoria, che mentre si disfa e si consuma, si fa più appetitosa e saporita.

Proprio il contrasto tra la delicatezza del ritratto o del ricordo e il rassegnato recupero di affilate schegge di rimpianto, rappresenta la nota più evidente di questa prova interessante, soprattutto in quanto il suddetto contrasto si consuma lungi da qualsivoglia idealizzazione dell’altrieri, in una dimensione in cui, piuttosto che il malessere, scorgiamo un afflato tenero e sincero verso la personale matrice identitaria, verso una terreno gravido di voci e sentimenti.” (Vera Vasques)

 

 

Immagine di Walter Fest, poesia di Patrizia Poli

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#immaginieparole : "Soffioni" e "Fiordalisi e papaveri"

8 Giugno 2023 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #poesia, #walter fest, #arte, #fotografia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

 

 

 

 

Soffioni

 

Impalpabili infiorescenze di sambuco

soavi di luce e di bellezza fragili,

anche a voi la vita sfugge

s’incrina la bianca filigrana

in vite altre, piccoli semi in sboccio

nell’aria a fil di vento

sbirichinando nevicano 

negli angoli riposti della via

senza più pensiero del domani.

Non rimarrà di voi che un sogno

inseguito dallo sguardo languido

e scabro lo stelo in terra.

 

 

 

Fiordalisi e papaveri

 

Torneranno i campi di grano a sussurrare,

a litigare fiordalisi e papaveri

per uno sbocco d’aria

tra le spighe arse dal sole di luglio

e i piedi a spaccare le dita sulle zolle aride

nei campi distesi sotto la bella Dormiente

La fiamma di rosso al tramonto

il campanile avvolge da lontano

le cime con esso gareggiano

già nascoste dalla tenebra lenta.

Insonne la notte al caldo trafitto

da grilli e cicale, gracida il rospo

e la rana nel rigagnolo verde

di acqua e di bianche ninfee.

Un gufo gli occhi spalanca  

guardiano del faro notturno  

alla luna che in cielo

argentea più delle stelle.

 

 

Immagine di Walter Fest, poesie di Adriana Pedicini

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#immaginieparole : Il guardiano del faro

5 Giugno 2023 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #racconto, #walter fest, #arte, #pittura, #vignette e illustrazioni

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

 

 

Elia, il guardiano, adorava i profumi e i suoni del mare, in particolar modo i cavalloni selvaggi che si schiantavano sugli scogli sotto al faro nei giorni e nelle notti di burrasca. Chi l'avrebbe mai detto che da lui avrei ereditato tali sensazioni ed emozioni estatiche?

Sembra ieri. Il risveglio in una piccola stanza dalle pareti ammuffite, il letto duro come la banchina di un porto e i raggi del sole che filtravano dalla suggestiva finestra che dava sul Golfo di Genova. Io che mi inoltravo, scalzo, in direzione della cucina, noncurante del pavimento mal ridotto e di alcune schegge di legno che andavano a conficcarsi nella pianta dei piedi.

Mi comparve davanti Elia, appoggiato a uno sgangherato e rumoroso frigorifero, a fumarsi la pipa con espressione malinconica. Dopo una frugale colazione, andammo in spiaggia per ammirare le magnifiche onde che si infrangevano delicatamente sulle rocce che circondavano la struttura. Elia, le mani nodose, il viso solcato dalle rughe e la lunga barba bianca davano l'idea un uomo provato. Non mi degnava di uno sguardo. Sospettai che quella specie di eremitaggio gli avesse fatto dimenticare come guardare una persona negli occhi.

«È necessario che tu e i riflettori siate in simbiosi per far da guida ai naviganti» mi disse improvvisamente, indicando con l'indice la lanterna posta in alto.

Successivamente mi spiegò le mansioni da svolgere, per poi effettuare una serie di esempi pratici. Imparai in fretta, grazie a una dote innata per la manualità risalente ai tempi dell'orfanotrofio. Qualora ci fossero stati problemi di natura tecnica, mi sarei avvalso di un manuale o, nei casi peggiori, avrei potuto utilizzare il telefono per chiedere assistenza a chi di dovere. Riguardo la paga e gli approvvigionamenti, in quel periodo venivano garantiti mensilmente dalla marina mercantile.

L'ormai ex guardiano mi consegnò le chiavi e ci salutammo senza che gli chiedessi dove fosse diretto. Dalla porta d'ingresso lo osservai percorrere lentamente una stradina sterrata, portando con sé una logora valigia. Restai da solo, i gabbiani in volo che garrivano sembravano darmi il loro benvenuto. Rientrai.

In cucina, nell'accendere il fornellino a gas, desideroso di una cioccolata calda, pronosticai che le stagioni invernali sarebbero state un problema a causa del gelo. E difatti non mi sbagliai.

In quel primo giorno di lavoro feci il secondo "trekking" sulla torre, ove le scale in ferro risalivano a spirale lungo i muri, immaginando la fatica del povero Elia per tutte quelle volte che si era dovuto cimentare nelle "arrampicate."

Una volta raggiunta la cima, mi prodigai scrupolosamente per pulire i pannelli in vetro, lucidare l'obiettivo, sistemare gli stoppini e riempire d'olio una moltitudine di lampade, assieme ad altre incombenze che diventarono consueta routine giornaliera. 

***

Anni dopo, in un tetro pomeriggio di novembre prossimo alla tempesta, da una finestrella della struttura notai una figura femminile che s'incamminava a passo spedito verso il bordo della scogliera. Dapprima trovai strano che, con l’imminente scatenarsi della tormenta, quella donna avesse deciso di dirigersi proprio lì, finché realizzai quali fossero le sue reali intenzioni. Corsi e la raggiunsi per invitarla a ritornare indietro. Inizialmente rimase zitta, poi parlammo un po', la sua voce sofferta mi colpì profondamente. 

Improvvisamente sciolse il nastro che le legava la coda. I suoi lunghi, ondulati capelli castani caddero a cascata e furono rapidamente sferzati dal minaccioso vento carico di pioggia. Era bella, decisamente bella, i lineamenti delicati enfatizzavano il chiarore della carnagione, per non parlare del suo lungo vestito azzurro che fluttuava come quello di un angelo.

«Mi manca mio marito!» esclamò portandosi la mano alla bocca per soffocare un singulto. Infine si girò di spalle chiaramente intenzionata ad attuare l’insano gesto. Il suo amato probabilmente era un marinaio o un pescatore. E lei lo stava per raggiungere, il mare le avrebbe fatto da ponte per il cielo.

La vidi gettarsi. Non potei fare nulla.

***

Sono passati circa trent'anni, costellati da episodi belli e meno belli. Stamattina vengo a sapere che presto sarò sollevato dal mio incarico. In buona sostanza la tecnologia cartografica e altri strumenti di navigazione installati nei mezzi marittimi non giustificano più il mio operato come, naturalmente, l’utilizzo dell'emettitore di segnali luminosi della struttura.

Dovrei essere rabbuiato, deluso… invece no, da quanto ho appreso dalla raccomandata che mi è stata fatta pervenire dal postino, il faro avrà un nuovo contratto di locazione. Il Comune di Genova prevede di trasformarlo in un luogo di interesse turistico e di consentire al pubblico visite panoramiche, oltretutto mi è stato chiesto di rimanere in qualità di custode. Accolgo con entusiasmo la proposta, per di più sarò lieto di condividere le mie storie con i visitatori, tranne un drammatico e triste episodio. Io, Tancredi Diotallevi, ho ancora vivido il ricordo di quella apollinea donna che mi pesa sul cuore.

 

 

Immagine di Walter Fest, racconto di Giuseppe Scilipoti

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#immaginieparole : Terra smossa

1 Giugno 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #arte, #vignette e illustrazioni, #poesia, #poli patrizia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

Terra smossa 

 

La terra si è mossa

Un buco nero di luce

Mi attrae

Costi quel che costi

Anni di compromessi

Di aggiustamenti

Di doveri autoimposti

Ossessivi

Camminando verso la luce

Mi sfinisco

Le contraddizioni sono la mia ricchezza

Vivere qui, ora, adesso

 

 

Immagine di Walter Fest, poesia di Patrizia Poli

 

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#immaginieparole : Tempo inutile

31 Maggio 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #arte, #fotografia, #poesia, #poli patrizia

#immaginieparole : Tempo inutile

Tempo inutile

 

Bambole

immobili

sguardo fisso

occhi incollati

fila di mummie

in cripte di cartone rosa

conigli neri di Pinocchio.

Ora su tutto

le luci dell’ikea

alogene

livide

ferme come cuori fermi

come anime serrate

 e bocche cucite.

Non è più la foto

non sono gli oggetti

ma uguale il muso di topo sperso

la montatura delle lenti

anche in mezzo a tutta questa carta bianca

in mezzo ai rotoli

ai pacchi

sei tu

come allora

senza speranza

e senza più gioventù.

Ogni fiocco, ogni stella, ogni candela

ti dice quanto tempo è passato

inutile.

 

 

Immagine di Walter Fest, poesia di Patrizia Poli

 

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#immaginieparole : Raccogliendo pioggia

30 Maggio 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #fotografia, #arte, #poesia, #poli patrizia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

Raccogliendo pioggia

 

La fontana zampilla

il beagle tira il guinzaglio

sotto la panca ghiaccia

di piazzale Michelangelo

dove i coreani fotografano

 la cupola di Brunelleschi

e l’urne de forti a Santa Croce

Non c’è altro

solo questo

Ma non vuoi andare

non vuoi lasciare

il pullman che arriva e riparte

l’aria umida

le ginestre

neppure la carta, la lattina, lo sterpo

nero e secco

 il sole che continuerà a sgelare, a ripulire.

Quando anche un tremito freddo

ti scalderebbe

e persino il dolore

sarebbe meglio di niente

 

Immagine di Walter Fest, poesia di Patrizia Poli

 

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#immaginieparole : Amore tardivo

29 Maggio 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #arte, #vignette e illustrazioni, #poesia, #poli patrizia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

Amore tardivo

 

 Questo amore tardivo

  morirà solo insieme a me

  come tutte le cose che non si realizzano,

  che rimangono sognate,

  incompiute.

  In ogni volto cercherò sempre il suo volto,

  in ogni poesia una sua poesia.

  Passeranno gli anni e mi chiederò se è vivo,

  se è felice,

  se ha trovato la donna giusta.

  E soffrirò di nascosto,

  perché anche soffrire è un tradimento.

 

Immagine di Walter Fest, poesia di Patrizia Poli

 

 

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#immaginieparole : Monito

24 Maggio 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #arte, #fotografia, #poesia, #vignette e illustrazioni, #poli patrizia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

                              

 

 

Monito

 

Sul frontespizio

una dedica

proprio il giorno che ho conosciuto l’amore

le lucciole e il buio

il profumo della notte

i corpi nudi nel bosco

il vapore del vetro

che appannava

 

 

Ora solo uno sfogo

un rifugio

un brivido gentile

una stella di ghiaccio

perché siamo quello che siamo

e si sogna

 

Cerco in me la forza

per non essere chi

alla fine rinuncia

e si porta dietro

il peso

di colpe non sue

 

Ascolto

leggo

il cuore naviga

vola su un altro pianeta

 

Tornerò a casa

ferita

umiliata.

soffrendo

crescerò

in silenzio.

 

 

Immagine di Walter Fest, poesia di Patrizia Poli

 

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#immaginieparole : Mancheranno

23 Maggio 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #arte, #poesia, #poli patrizia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

Mancheranno

 

Mancheranno

le istruzioni di volo

all’alba

sui tetti.

Mancheranno

le prime ricognizioni d’aprile,

il fischio

nell’ora indefinita

della sera

quando il pipistrello

vola radente.

Mancheranno

le stoviglie

le voci

gli asciugamani stesi

la quiete della domenica

giù nel cortile.

Fra qui e là

c’è solo

tempo da riempire.

 

 

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#immaginieparole : Mani belle sul volante

22 Maggio 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #walter fest, #arte, #poesia, #poli patrizia

Immagine di Walter Fest

Immagine di Walter Fest

Mani belle sul volante

 

Mani belle sul volante

e la strada che mi scorre via

insegne spezzate

sassi, mucche e case senza intonaco

di pietra grigia

di mattoni grigi.

Cespugli bassi di ginepro

cespugli verdi e rossicci

e monti bruciati

alberi arrossati dagli incendi

e mare azzurro

a volte più verde

smeraldo che mette sete.

Nubi di vapore s’addensano

minacciano

si spostano

il vento è un’illusione del finestrino.

Mucche color sassi

E sassi color mucca,

mucca che ti guarda

e aspetta che piova.

Un uccello piccolo su ogni sasso

fermo perché non c’è niente da fare

e la mucca è silenziosa

e tutti i sassi sono uguali.

Mani belle sul volante io t’aspettavo

nell’aria ferma sono viva

parte del sasso e del ginepro.

Gli sterpi assorbono la paura

io piango e inumidisco la terra.

mani belle sul volante

io non ti perderò

come si perdono le scorie.

 

Immagine di Walter Fest, poesia di Patrizia Poli

 

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