Guido Menasci
14 Luglio 2015 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #musica

“Mamma, quel vino è generoso, e certo
oggi troppi bicchieri ne ho tracannato...
vado fuori all'aperto.
Ma prima voglio che mi benedite
come quel giorno che partii soldato...
E poi... mamma... sentite...
s'io... non tornassi... voi dovrete fare
da madre a Santa, ch'io le avea giurato
di condurla all'altare.”
Quasi tutti conoscono Guido Menasci (1867 – 1925) come librettista, insieme all’amico Targioni Tozzetti, della “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni.
Malinconico, cagionevole di salute, di lui si ricorda la storia del libretto finito di scrivere l’ultimo giorno di scadenza del concorso, poi vinto dall’opera di Mascagni - in cui la tematica sociale del testo verghiano viene diluita e diventa solo folclore. Il successo dell’opera decretò la fama dei due librettisti che collaborarono ancora ad altre opere del compositore livornese.
Non tutti sanno, però, che Menasci fu uomo di lettere a tutto tondo. Suo padre, assessore all’Istruzione del Comune di Livorno, fu uno dei primi traduttori italiani di Heine, poeta tedesco a metà strada fra romanticismo e realismo. Queste opere infusero in Menasci l’amore per la letteratura soprattutto straniera. Conosceva così bene il francese da tenere orazioni a Parigi e fu fine critico letterario goethiano. Scrisse prose, libri per ragazzi e versi malinconici ispirati alle nostre marine.
Almost everyone knows Guido Menasci (1867 - 1925) as librettist, together with his friend Targioni Tozzetti, of Pietro Mascagni's "Cavalleria Rusticana".
Melancholy, poor in health, we remember the story of the booklet finished writing on the last day of the competition's expiration, then won by Mascagni's work - in which the social theme of the Vergian text is diluted and becomes only folklore. The success of the work decreed the fame of the two librettists who still collaborated on other works by the composer from Livorno.
Not everyone knows, however, that Menasci was an all round man of letters. His father, Councilor for Education of the Municipality of Livorno, was one of the first Italian translators of Heine, a German poet halfway between romanticism and realism. These works infused Menasci's love for especially foreign literature. He knew French so well that he gave orations in Paris and was a fine Goethian literary critic. He wrote prose, children's books and melancholy verses inspired by our navies.
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