walter fest
Emanuela Audisio, "Il ventre di Maradona"
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Gennaro Ivan Gattuso, "Se uno nasce quadrato non muore tondo"
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#mannaggialaprostata: Se avete coraggio dite la verità
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Sarà pure un'illusione ma io, almeno a Natale, voglio essere felice.
Oggi è la giornata giusta per divve quarche cosa de bello e sorridente, amici miei. Er Natale è na cosa seria, nun scherzamo su li sentimenti. A prescinne si ce credemo oppure no, er Natale è na festa bella e piena de calore.
Volete dii che è tutta scena e conzumismo? Potreste pure avè raggione, ma noi de sta festa pijamose er lato bono, nun ve annoierò cor paternalismo, nun ve pijerò pe la gola, intesa come strafogamose de pasta al forno, fritti cor pollo arrosto e le patate. E manco, questa è tenerezza, aricordandove che cjavemo tutti, boni e cattivi, n core che batte dentro ar petto. No, tutto questo sarebbe facile e banale, nvece vojo solo divve che Natale po esse n’illusione, quella de crede che la felicità esiste. E se questo nun ve basta, amici mia, lassamo perde, perché allora sì che so cazzi, perché allora sì che er futuro sarà triste.
(Ok, lui lo ha scritto in romanesco. Ed io, la solita editor puntigliosina, oggi mi limiterò a tradurlo, non inglese come sempre, ma nel mio vernacolo).
Dé, oggi è r giorno giusto per divvi varcosa di bello e ridiolo, amici miei. Natale è na osa seria, un si ruzza o sentimenti, boia dé.
Volete dì che è tutta scena, tutto onzumismo? A prescinde se ci si rede o no, Natale è na festa bella e piena di alore. Potreste pure avè ragione, ma noi pigliamo ir lato bono, via, giù. Un vi fo du palle osì cor pippone paternalistio, un vi piglio pe la gola, intesa come strafoghiamoci di tortellini, appone e radici di Genova.
No bellini, vesta vi è tenerezza. V'arriordo che c'abbiamo tutti, boni e cattivi, un core che batte dentro ar petto. No, tutto vesto sarebbe facile, sarebbe na ridiolaggine, invece vi voglio dì che Natale po esse n'illusione, quella di redere che la felicità esiste. E, se vesto vi un vi basta, amici miei, lasciamo perde, perché allora sì che so cazzi amari, perché allora sì che ir futuro sarà triste. Ir budello di su mà chi un è d'accordo, di siuro chi un è d'accordo è pisano.
La partita di calcio di Natale
Amici lettori del blog che a Natale non vi lascia soli, tempo fa vi avevo parlato di un libro fotografico, il cui autore, Neville Gabie, era andato in giro per il mondo a fotografare le porte sui campi da calcio improvvisati. Vi ricordate che avevo dipinto una serie di quelle porte da calcio? Per me, e sono sicuro che la pensi così anche l’autore del libro fotografico, queste porte da calcio sono una finestra sul mondo, e giocare al calcio è un bel modo per essere felici.
Molto bene, oggi vorrei portarvi in Paraguay, si disputerà una partita e i giocatori saranno molto speciali. Per questa partita natalizia saranno schierati in campo, da una parte una squadra di ragazzini paraguayani, dall’altra, eccezionalmente solo per questa occasione - perché a breve avranno molto lavoro da svolgere - avremo Babbo Natale e i suoi elfi.
- Ehi, Walter, posso giocare anche io?
- Mario, tu sei un fantasma! (Per chi non sapesse chi è, Mario è il fantasma di un benzinaio, al quale piace leggere i libri e suonare il sassofono, l’ho conosciuto per una coincidenza in una casa dimenticata e da allora siamo diventati amici).
- Ma anche io voglio essere felice!
- Hai ragione, ma questa partita è fra ragazzini e la squadra di Babbo Natale.
- E allora io che faccio?
- Non posso farti fare l’arbitro perché sei invisibile, però posso farti stare con me e commentare in diretta la partita per i nostri amici lettori, ti piace l’idea?
- Cosa ci guadagno?
- Biscotti e cioccolata calda alla fine della partita.
- Se in serata aggiungi una cena al miglior ristorante del luogo ci sto.
- Ma sei pazzo? E chi paga, Babbo Natale?
- Non avere paura, al momento del conto rendo invisibile anche te e ce ne andiamo.
- Non ci posso credere! In quale film lo hai visto fare?
- Non fare troppe domande, allora che facciamo?
- Ok, prendi il microfono e cominciamo!
- Signore e signori di questa nostra splendida platea denominata signoradeifiltri, benvenuti all’incontro di calcio fra la rappresentativa dei ragazzini paraguayani e il team magico di Babbo Natale. Le due squadre sono schierate e, novità fra gli elfi, Babbo Natale giocherà in porta. Walter, sai perché?
- No.
- Perché ha un po’ di pancia e porta gli occhiali.
- Eh già, succede sempre così.
- La partita inizia, gli elfi da subito sono indisciplinati, sono piccoli di statura e non rispettano la tattica di gioco, Babbo Natale è molto arrabbiato e, infatti, i ragazzini ne approfittano e in pochi minuti segnano tre goal. Questa partita si preannuncia come una goleada.
- Mario, hai ragione, gli elfi dovrebbero giocare di più in difesa, i ragazzini corrono come saette, ma c’è di bello che sembra che a tutti non importi. Io vedo molta felicità in campo. Mario, non pare anche a te?
- Sì, tutti ridono e non si preoccupano del risultato, infatti ora la squadra di Babbo Natale è sotto di ben 6 a 0 e pare che i ragazzini non si accontentino, continuano ad attaccare e superano i poveri elfi come birilli. Sembra che non ci sia partita, ora le reti sono 10 a 0.
- Povero Babbo Natale!
- Ma no, Walter, lui è troppo buono! Ecco, ora i goal sono 15 a 0!
- Mario, il gioco del calcio è un divertimento e poi, per chi perde, c’è sempre una rivincita.
- Walter, penso che la squadra degli elfi dovrebbe cambiare qualcosa in campo, ora i goal a loro sfavore sono 20 a 0!
Ma cosa vedo? Ma quella non è la Befana?
- Sì, ha posato la scopa a bordo campo e sta entrando al posto di un elfo stanco.
- Infatti, nonostante sia una vecchietta, corre come una saetta, prende la palla, la passa a un elfo dal nome impronunciabile, chiede lo scambio, salta gli avversari con un pallonetto, con un tunnel sotto le gambe, ora scatta sulla fascia, arriva a fondo campo, crossa a centro area, un elfo colpisce di testa e restituisce la palla alla befana che, con un perfetto colpo al volo, realizza un bellissimo goal. Tutti festeggiano, ora il risultato è di 20 a 1. Ma, Walter, che fanno?
- Mario, sembra che tutti i giocatori in campo si stiano abbracciando e ridano felici! E’ un immagine molto bella, vedo che ora lasciano il campo e vanno a mangiare biscotti e dolcetti, ci sono anche molti regali da scartare, offerti da Babbo Natale. Ma questa è una bellissima e magnifica scena di sport!
Signore e signori, la partita fra ragazzini paraguyani e la squadra di Babbo Natale è terminata 20 a 1, vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima partita.
- Walter, che ne dici di andare?
- Dove?
- A cena, io avrei fame!
- Ma veramente al ristorante puoi rendermi invisibile?
- L’ho già fatto anche altre volte!
- Posso invitare qualche altro amico?
- Perché no?
Amici lettori della signoradeifiltri, se non avete paura di un pazzo fantasma, che ne dite di seguirci? Ceneremo nel miglior ristorante del luogo, per il conto non abbiate paura, lo pagherà la fantasia. Allora che fate, venite con noi?
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Quella notte di dicembre faceva un gran freddo
Quella notte di dicembre faceva un gran freddo, la città era tutta addobbata per le feste. Eravamo alla vigilia di Natale e io, leggendo il giornale seduto al bar, bevevo il mio drink bollente al latte. Lo ammetto: sono un artista sfigato e con le donne non sono di certo fortunato, quella notte ero solo e avevo la testa dentro le ultime notizie del quotidiano. Mi ero preso una notte di relax, nel bar suonavano e tutto il giorno avevo dipinto e disegnato molto, ora volevo solo ascoltare un po’ di buon jazz e rilassarmi.
All’improvviso una bellissima donna mi guarda e mi chiede: - E’ tuo il taxi parcheggiato qui di fuori?
- No, non sono un tassista ma un artista, mi dispiace.
- Sei un artista?
- Sì, ma non sono famoso e neanche quotato. Se cerchi un taxi penso che a quest'ora potrebbe essere difficile trovarlo.
- Tu non potresti aiutarmi?
- Come?
- Mi daresti un passaggio con la tua auto?
- Dove sei diretta?
- Devo arrivare in centro.
- Ok.
- Cosa stai bevendo?
- Un drink al latte.
- Latte? Ma non sei troppo grande per bere latte?
- Veramente mi piace anche con la menta.
- Vuoi farmelo assaggiare?
Immediatamente, con un gesto al barista le offrii un latte caldo con la menta, lei lo bevve lentamente e, con un sorriso, lasciò l’impronta del suo rossetto scarlatto sul bicchiere. Non ve lo avevo detto, ma questa bellissima donna aveva anche uno strepitoso profumo da farti sognare. E già per me sembrava proprio un sogno parlare con lei. Il jazzista con il sax in mano, vestito da Babbo Natale, mi strizzò l’occhio; il suo ok era senza dubbio incoraggiante, come a dire “che aspetti?”
- Scusami, non mi sono neanche presentata, mi chiamo Pamela.
- Io Walter, è un piacere conoscerti.
Io e Pamela parlammo per più di un'ora, era veramente una donna affascinante, portava, in tema natalizio, uno stretto vestito rosso, con una scollatura sul seno così eccitante, e le scarpe nere evidenziavano una caviglia fina e sensuale. Le parlai della mia arte e dei miei sogni nel cassetto. Lei era una top model, stava tornando da un noioso party e mi parlò del suo lavoro.
Ero un artista sfigato ma in quel momento la fortuna stava girando dalla mia parte e la conversazione era molto piacevole, il jazz di sottofondo ci avvolgeva in un'atmosfera raffinata, soft e natalizia. Non è a Natale che si ricevono i regali?
- Walter, avrei fame, che ne dici di cenare insieme?
- Purtroppo sono un artista povero, forse potrei offrirti solo un panino da Mc Donald oppure, se ti accontenti, potrei cucinarti un piatto di spaghetti, e dopo accompagnarti a casa.
- Va bene, amo gli spaghetti.
Salimmo in casa mia, avevo quadri e disegni da tutte le parti, i tubetti di colore erano sul divano e i pennelli, insieme a pastelli e matite colorate, sparsi dappertutto. Sono un artista molto confusionario e speravo che Pamela non ci facesse molto caso.
Mentre lei si faceva una doccia calda, io preparai gli spaghetti, per sbaglio misi molto peperoncino, ma in compenso avevo in frigo del buon vino rosso. Apparecchiai la tavola mettendo una tovaglia che era una tela con un dipinto astratto, anche se poco natalizia non era male come effetto. I piatti erano pronti e la pasta fumante, mi piace la musica e scelsi di sottofondo Stan Getz.
Lei uscì dalla doccia con il mio accappatoio indosso e iniziammo a mangiare. Faceva molto freddo quella notte di dicembre, ma l’ambiente si scaldò bene, forse avevo messo troppo peperoncino nella pasta e bevemmo tutto il vino rosso.
Il tempo scorreva piacevolmente lento, a un certo momento lei si alzò e fece scivolare in terra l’accappatoio. Pamela aveva due gambe lunghissime, un seno perfetto, due fianchi che sembravano dipinti da Modigliani e i capelli biondi sciolti sulle spalle nude, come la Venere di Botticelli.
- Vuoi fare l’amore con me?
Non mi diede il tempo di rispondere, mi prese la mano e mi portò a letto, quella fredda notte di dicembre facemmo l’amore e fu bellissimo, forse il merito è stato del peperoncino, la sua bocca era piccante e molto eccitante, il suo corpo fremeva di passione e io stavo vivendo un sogno. E come in un sogno ci addormentammo esausti dopo un'infinita notte di sesso.
Al mattino un raggio di sole mi svegliò, mi guardai intorno ma non vedevo Pamela, sopra le mie opere sparse a terra, solo le sue scarpe nere e ancora nell’aria il suo profumo. Mi alzai e, vicino alla tazzina di caffè fumante, trovai un biglietto dove c’era scritto…“Walter, mi dispiace, dormivi come un angioletto e non ho voluto svegliarti, purtroppo dovevo lasciarti. Ho chiamato un taxi. Fare l’amore con te è stato bellissimo ma ora non ci rivedremo più, non cercarmi, ricorderò per sempre questa notte d’amore”.
Avevo passato la più bella notte di sesso della mia vita con una bellissima donna, la più bella che abbia mai visto, e fare l’amore con lei era stato fantastico. Di lei mi rimase questo indimenticabile ricordo, il sapore dei suoi baci piccanti sulle mie labbra e un paio di scarpe nere.
Ora non mi resta che mettermi i miei occhiali rossi e sorridere alla fortuna, scenderò e andrò a mangiare del panettone al cioccolato insieme a Babbo Natale il jazzista, e poi penserò ancora a lei, alla mia più bella notte di sesso con una bellissima donna, la più bella di sempre, in quella fredda notte della vigilia di Natale.
Però ho solo un dubbio… perché mi ha lasciato le sue scarpe nere?
Il tempo volerà
Durante queste prossime festività Natalizie, che sicuramente rimarranno scolpite nella memoria storica nazionale e mondiale, tutto fa pensare a giorni tristi, difficili, con regole da seguire e baci e abbracci e sorrisi e tenerezza e risate e regali da scartare, nel senso di eliminare.
Sarà tutto da risparmiare e da evitare, eppure c'è sempre l'imponderabile, la scintilla dell'ultimo momento, l'idea o il regalo che non ti aspettavi, oppure quel calore che in certe occasioni scalda il cuore, allontanando la malinconia di un tempo perduto.
Almeno per me ci sarà sempre il film Una poltrona per due, che mai vorrei che a Natale mancasse, perché è divertente e dimostra che ci può essere ancora giustizia. La mia teoria è che i film hanno da sempre detto tutto in anticipo. Un film è opera di fantasia, la stessa che poi per magia si tramuta in realtà. Che mondo sarebbe senza fantasia?
Quello che desidererei durante questi giorni di festa è vivere lentamente il periodo natalizio, centellinare i secondi, i minuti, le ore. Come un mago con la bacchetta magica in mano, fermare il tempo. Ma poi succede che volerà e la cosa potrebbe non dispiacermi, perché mi proietterà immediatamente nel futuro, un futuro che spero sia migliore.
Buon Natale a tutti, ce lo chiede la fantasia e sarebbe meglio ascoltarla.
Voglio essere felice
Volevo fotografare una palla di Natale, mi piaceva quel colore rosso ma non sapevo che fotografandola avrei anche inquadrato me riflesso. E sapete che ho visto? Sono io? Sì, ma quello che vedo sono io da piccolo. Con un salto temporale sono ritornato indietro nel tempo, io ragazzino con i calzoni corti, le ginocchia sbucciate e fredde. Eh già, perché anni fa il freddo si sentiva moltissimo, non come ora che il cambiamento climatico ha invertito le stagioni, prima il freddo era vero e pure il Natale.
Il Natale degli anni passati era bello, caloroso, intenso, felice. Anche povero, ma felice, e questo ne faceva un periodo da vivere con ottimismo. Anche le cose più piccole erano belle, anche le giornate con i parenti, fra gioia e allegria.
Per i bambini non c'era il Babbo Natale come lo conosciamo ora, perché i giocattoli arrivavano con la Befana. Natale era per stare in famiglia, la famiglia è importante, eh!
E ora io mi vedo riflesso in questa palla di Natale e mi viene da ridere di gioia. No, non è nostalgia, il tempo va avanti inarrestabile e non c'è da essere nostalgici. Ma nessuno può impedirmi di ripensare a come eravamo. Non c'è nulla di male, è un diritto essere felici, soprattutto a Natale.
Ora qualcuno ci dice che deve essere sobrio, ma io durante il Natale voglio solo essere felice e ridere con la speranza che tutto questo passi. Siamo distaccati, preoccupati, intimoriti, dubbiosi del futuro, incerti, ma a Natale lasciateci essere felici.
ANEMA E CORE SOTTO LA SCALINATA DEL COLOSSEO QUADRATO
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Chi è stato? Boh, sarà stato Pasquino
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