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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

moda

Di gatti, cani, compleanni e nuovi libri

19 Novembre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

Il compleanno, Signora dei filtri finalmente pubblicato, il Pisa Book Festival, un breve viaggio in arrivo e un altro in mente che, probabilmente, non farò mai, una nuova gattina pestifera. I problemi della vita, uno dietro l’altro, ma anche le soddisfazioni, più che altro emotive. Perché, alla fine, quando invecchi e gli ormoni calano, torni bambina e riscopri quello che avevi dimenticato: il piacere di stare in casa in un pomeriggio di autunno, l’amore per i tuoi animali, per il tuo cane che ormai è parte di te, giocare con le tue nipotine. E, ovviamente, la scrittura.

Parecchia roba nuova nell’armadio, anche se non è periodo di grandi acquisti, né di saldi.  

 

La camicetta verde fantasia.

La maglia con annessa collana, lunga sui lati. Quanto benedico ogni giorno questa moda oversize che nasconde i chili accumulati l'uno sull’altro!

La maglia nera pelosa e luccicante, che verrà buona per la presentazione del libro e per le prossime festività.

La maglia bianca con il logo luccicante, sempre attuale.

La gonna di jeans nero con i ricami di conchiglie in rilievo, chissà se la metterò mai? Sa tanto di quelle cose che invecchiano nell’armadio senza veder mai la luce.

Il vestitino grigio, easy, questo sì davvero portabile in ogni occasione e pure comodo.

Gli stivali impermeabili pensati per il prossimo viaggio in una città mitteleuropea (e fredda).

Le scarpe da ginnastica bianche che ora indossano tutti ma proprio tutti in ogni stagione e quindi non potevano mancare.

La borsina da sera non sia mai che a Natale serva.   

 

 

My birthday, Signora dei Filtri finally published, the Pisa Book Festival, a short oncoming trip and another in mind that I will probably never do, a new pestilent kitten. The problems of life, one behind the other, but also the satisfaction, specially emotional. Because, in the end, when aging, you go back to when you were a little girl and rediscover what you've forgotten: the pleasure of staying at home on an autum afternoon, the love for your pets, for your dog, who is now part of you, playing with your grandchildren. And, of course, writing.

There is some new stuff in the closet, even though it is not a period of big purchases.

 

The fancy blouse.

The knit with anchored necklace, long on the side. How blessed this oversized fashion that hides the pounds accumulating on each other!

The hairy and shiny black vest, which will be good for presenting the book and for the upcoming holidays.

The white jersey with shiny logo, always useful.

The black jeans skirt with embroidered shells, who knows if I'll ever put it on? So much for those things that age in the closet without ever seeing the light.

The gray dress, easy, this really portable at all times and also comfortable.

The waterproof boots designed for the next trip to a Mitteleuropean (and cold) city.

The white sneakers. Everyone wear them in every season so one cannot  miss them.

The evening bag, should it ever be useful right at Christmas.

 

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La moda del GF Vip: Carmen Russo e i vestiti firmati Cinzia Diddi

18 Novembre 2017 , Scritto da Sonia Russo Con tag #moda, #interviste, #televisione

 

 

 

 

Vulcanica, prorompente, sexy, Carmen Russo al GF Vip ha stupito con i suoi abiti accesi, brillanti, ricchi di paillettes e caratterizzati da spacchi e scollature profonde che mettono in risalto il sensuale décolleté. Ma chi c’è dietro la seduzione sfoggiata in tv dalla bellissima Carmen? Si tratta di Cinzia Diddi che si racconta in questa bella chiacchierata.
 

Raccontaci la moda firmata Cinzia Diddi.
 

Le collezioni, sia uomo che donna, vengono realizzate sempre all’insegna della qualità, senza rinunciare all’originalità, con costante attenzione al dettaglio e ricerca del pregio e della raffinatezza. Il mio motto è “Lusso Sempre”, la mia promessa è fare in modo che ogni donna e ogni uomo possano vestirsi bene sempre, senza dover necessariamente spendere cifre folli.

Quali sono gli aspetti a cui presti maggiore attenzione?
 

Gli aspetti a cui faccio attenzione sono: la qualità del capo, l’esteriorità, la bellezza del capo e il prezzo di uscita. I capi Tentazioni devono essere accessibili alla moltitudine. Questa è la mia filosofia, questo è ciò che mi motiva.

Qual è la donna che vesti?
 

Io vesto tutte le donne con lo scopo di "slatentizzarne" l’innata femminilità e raffinatezza. Gli abiti della mia collezione sono eleganti, raffinati, femminili, grintosi… Si pongono al servizio della donna per valorizzarla. La gamma di abiti ideati per la collezione donna autunno inverno è vasta, va dal sensuale allo sportivo, e la comodità nei capi sportivi incontra sempre l’eleganza. La donna Tentazioni è sicuramente una donna che ama curarsi ed è attenta al dettaglio.

 

Quali sono i colori e i tessuti che caratterizzano le tue ultime creazioni?

Lo show room e la sede sono a Prato, territorio di antica tradizione tessile, pertanto i tessuti che vengono utilizzati nelle collezioni sono indiscutibilmente cotone, seta, lana, tessuti elasticizzati e tessuti fermi. Vivendo nella patria del tessuto per eccellenza, ho a disposizione un’infinità di materiali… sarebbe un sacrilegio non utilizzarli!

 

Hai vestito personaggi per il Grande Fratello Vip?
 

Da anni il modus operandi del brand Tentazioni segue due filoni: quello della creazione e produzione dei capi per i nostri negozi, e quello della consulenza esclusiva di immagine, destinato agli eventi particolari, da cui segue una creazione e produzione di capi esclusivi. Potrei citare molti lavori fatti ma mi soffermo sulla ultimissima esperienza.

Ho creato capi dietro consulenza per alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, in particolare dei kaftani in seta e stoffe pregiate dalle variegate fantasie per Serena Grandi, abiti che valorizzassero la prorompente femminilità di Carmen Di Pietro e Carmen Russo.

Gli abiti sono stati indossati dalle dive al grande fratello vip. Si tratta di tre personalità totalmente diverse: Serena Grandi è pacata, raffinata e tondeggiante, io amo definirla pastosa e tanto tanto femminile; Carmen Di Pietro è genuina, verace e prorompente; Carmen Russo è una diva, è solare eccentrica e statuaria. Per loro ho creato abiti che rispecchiassero ed esaltassero queste caratteristiche.

 

Quali sono i capi ideali per la donna dal fisico androgino ma al contempo prorompente come quello di Carmen Russo?
 

Per Carmen Russo, diva per eccellenza, ho creato abiti lunghi con paillettes molto luminosi, con scollature che mettessero in evidenza il suo décolleté. Ho scelto per lei anche abiti corti aderenti in tessuto elasticizzato capaci di seguire e valorizzare il suo statuario corpo, un giubbotto in pelle borchiato da abbinare agli abiti per creare un contrasto agrodolce, e poi gonne corte con t-shirt scollate. Insomma un look completo da indossare in ogni occasione.

I colori che ho privilegiato per gli abiti di Carmen sono il rosso, il verde acqua, l’argento e l’immancabile nero. La sera della sua eliminazione indossava un abito nero lungo con paillettes, stretto sui fianchi per esaltare il punto vita svasato infondo e con scollo profondo per valorizzare il suo perfetto décolleté.
 

Di Sonia Russo

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Acqua sotto e sopra i ponti

26 Settembre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

 

È passata tanta acqua sotto i ponti e non solo in senso figurato. La mia città ha subito quella che credeva impossibile, cioè un’alluvione, dalla quale, per mia fortuna, sono uscita indenne.

Prima ci sono state passeggiate nei prati con le mucche, frizzanti ruscelli di alta montagna e il mio cane che scorrazzava felice; ci sono stati mulini sul fiume, cigni sul lago e parenti ritrovati. E, al rientro, una nuova gattina. Così la famiglia è aumentata.

A me piace quando ci si avvicina a san Remigio, l’orgia estiva si acquieta, si dà principio a qualcosa di nuovo o si ritrovano vecchie abitudini, ci si riappropria del tempo ordinario. Ah, la magnifica vita normale! Le giornate scorciano, diventano freddine e piovose, e, mentre riscopriamo il gusto di stare in casa e di riaccendere la tv, lentamente si comincia a pensare al Natale.

Con gli ultimi scampoli di saldi ho comprato tanto, al punto che, per parlarvi degli  acquisti, devo raggrupparli per categorie.

Ecco le canotte, a spalla sottile da portare sotto, e a spalla larga, in stile premaman, per nascondere la pancia.

Ecco una serie di camice a maniche lunghe, leggere, eleganti, impalpabili, in tutti i colori e le fantasie possibili, in particolare deliziosa quella abbottonata davanti.

Ecco le scarpine blu elettrico. Io, in questa stagione, porto sempre e solo ballerine, forse non slanciano ma ingentiliscono il piede.

Ecco i pantaloni fantasia leggeri e ancora decisamente estivi e poi quelli in tinta unita, da signora.

Ecco una collanina a tre strati per ravvivare qualunque maglietta anonima.

Poi il vestito a righe marroni, lungo alla caviglia e signorile.

Aggiungete a questo due tute da ginnastica, una grigia e una nera, ché la buona volontà in questo periodo non manca e mi sono iscritta in palestra.  

****

 

There has been so much water under the bridges and not just figuratively. My city has suffered what it thought impossible, that is, a flood, from which, fortunately, I was not touched.

Before, I had been walking in meadows with cows, along sparkling high-altitude streams, where my dog ​​roamed happily; there were mills on the river, swans on the lake, I rediscovered relatives. And, when I returned, I got a new kitten. So, the family has increased.

I like it when you approach San Remigio, and you get rid of the summer orgy. Something new starts, or you rediscover old habits, and the ordinary time. Oh, The magnificent normal life! The days roll over, they become cold and rainy, and, as you taste the pleasure of staying home again, and to turn on the TV, slowly you start thinking about Christmas.

With the latest discounted sales, I bought so much that, to talk about my purchases, I have to group them by categories.

Here are the tops with a thin shoulder, as underwear, and a wide shoulder, premaman style, to hide your belly.

Here's a whole set of long-sleeved shirts, lightweight, impalpable, in all colors and fantasies possible, particularly delicious the one buttoned in front.

Here are the blue electric shoes. In this season, I  always wear ballerina shoes, maybe they do not make me seem taller, but they make my feet prettier

Here are the fancy pants, that are light and still very summery, and then those in solid color, much ladylike.

Here's a three-tier necklace to revitalize any anonymous t-shirt.

Then there's the brown striped dress, long on the ankle and very chic.

Add to this two gymnastic suits, a gray and a black one, because goodwill at this time is not missing and I joined the gym.

Acqua sotto e sopra i pontiAcqua sotto e sopra i pontiAcqua sotto e sopra i ponti
Acqua sotto e sopra i pontiAcqua sotto e sopra i pontiAcqua sotto e sopra i ponti
Acqua sotto e sopra i pontiAcqua sotto e sopra i pontiAcqua sotto e sopra i ponti
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Poter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farlo

28 Luglio 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

Ho scoperto che solo sentendosi utili, e avendo tanti impegni a scandire la settimana, si riescono ad apprezzare i rari momenti liberi. Poter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farlo.

Anche questa estate cerco di godermi le serate di patana, il nido dei rondinotti in garage, la palla rosso carminio che sprofonda al tramonto, le cicale che rintronano, le libecciate, le feste sul tetto, lo sguardo che spazia a trecentosessanta gradi sulla città, sul mare, sulle colline verdi. Cerco di vivere proiettata all’esterno, ché a guardarmi dentro ci ho già perso troppo tempo, e la vita va vissuta per quello che è, senza aspettative ma con qualche sogno residuo, col sapore dolceamaro del passato sulla lingua, con la paura del futuro tenuta a bada, con quel pizzico di curiosità per ciò che può esserci ancora di bello e di brutto dietro l’angolo, con la voglia di sapere come andrà a finire.

E poi, quando meno te lo aspetti, tutto torna, magari ci si ritrova dopo trent’anni e si riscoprono gli stessi gesti, quel modo di buttare i capelli dietro le orecchie, quella voce e quell’intonazione particolare. Si ritrovano radici e ricordi comuni. Allora è come se il tempo non fosse trascorso, perché siamo ancora noi e tuttavia non lo siamo più, c’è l’abisso nel mezzo, ci sono figli e nipoti, ma qualcosa di noi è rimasto anche nel cuore degli altri.

Come previsto, l’orgia dei saldi è arrivata e non è ancora finita. Vediamo com’è andata.  

 

  

Tanta allegra bigiotteria, di tutti i colori e di tutte le forme, per dare personalità a qualsiasi mise.

La camicia bianca smanicata, elegantissima nella sua semplicità. Un vero must di qualunque guardaroba.

La camicia con i brillantini sulle tasche, easy e chic.

La camicia a fiorellini, più lunga sui lati, vi assicuro che copre bene ogni difetto.

Le righe celesti, declinate sia in canottiera che in camicia a mezze maniche, tanto fresche e marinare.

La maglia doppiata, outdoor e indoor.

I sandali beige, linea comoda che fa signora attempata.

Le ballerine, già in anticipo sulla prossima stagione

Il vestitino di finto jeans, leggero e piacevole da portare.

E poi ci sarebbe anche un copricostume rosso, stile Positano, ma il computer si rifiuta di caricarne la foto.

Mi sa che ci risentiamo presto.

 

 

I found that only by feeling useful, and having so many commitments in the week, you can appreciate the rare free moments. Always doing what you want is the best way not to do it.

I try to enjoy the patana nights, the nest of the swallows in the garage, the red carmine ball sinking at sunset, the screeching cicadas, the libeccio wind, the parties on the roof, the gaze that spans three hundred and sixty degrees on the city, on the sea, and on the green hills. I try to live projected outward, for I have already lost too much time looking inside me, and life has to be lived for what it is, without expectations but with some residual dream, with the sweet taste of the past on the tongue, with the fear of the future, with that pinch of curiosity for what can still be beautiful and ugly around the corner, with the desire to know how it will end.

And then, everything comes back, maybe you rediscover the same gestures, that way of throwing hair behind the ears, that voice and that particular pitch. Common roots and memories are found. Then it's as if time has not elapsed, because we are still ourselves, and yet we are no longer, there is an abyss in the middle, there are children and grandchildren, but something of us has remained in the hearts of others, as well.

As expected, the orgy of discounted sale has come and is not over yet. Let's see how it went.   

 

So much fun jewelery, of all colors and all forms, to give personality to any mise.
The sleeveless white shirt, elegant in its simplicity. A real must of any wardrobe.
The shirt with glitter on the pockets, easy and chic.
The floral shirt, longer on the sides, I assure you that it covers well any defects.
Light blue stripes, both in a tank top and in a t-shirt, so mariner and fresh.
The double, indoor and outdoor, jersey.
The beige sandals, a comfortable line that makes you an elderly lady.
The ballerine, already ahead of next season
The jeans dress, lightweight and nice to wear.
And then there would also be a red-haired positano style little dress, but the computer refuses to load the photo.
I guess you'll hear from me very soon.

Poter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farloPoter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farlo
Poter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farloPoter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farlo
Poter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farlo
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Poter sempre fare quello che si vuole è il modo migliore per non farlo
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Quello che tutti odiano

1 Luglio 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

 

Ciò che siamo torna sempre a galla e, dopo un’overdose di fantasie, rieccomi alle tinte unite.

Poche cose prima dell’orgia saldi.

 

Il tris di maglie basic: nero, grigio e verde militare.

La maglia beige con gli smerli alle maniche.

Il completo canotta più t-shirt a rete, finto (o vero?) spiegazzato.

Il costume bianco, che addosso a me fa tanto Moby Dick, balena spiaggiata, specialmente da quando mi è stato proibito di prendere il sole. E le cose proibite, si sa, sono quelle che più ci desideriamo.

 

Dal viaggio sono tornata abbastanza rigenerata, anche se stanca, e ora sono alle prese con l’estate nella mia città, in attesa dei due mesi che più amo, Luglio e Agosto, mesi in cui, complici le alte temperature, io, - differenza di chi patisce il caldo – mi sento viva e ho voglia di uscire la sera, di andare al mare e di girare in città.

Mi piace quello che tutti aborrono, le strade assolate nel pomeriggio, l’asfalto che ribolle sotto i sandali, l’aria calda e pesante, gli odori amplificati dagli angoli pisciosi, dai cassonetti che traboccano. È l’estate di quando ero bambina, quando mia nonna mi portava fuori il pomeriggio. Giravamo per le strade deserte, mentre tutti erano al mare, ci fermavamo in Via Grande, sotto le finestre dell’ufficio, dove lavorava mia madre, ed io la chiamavo per un saluto. Giravamo per i pratini spelacchiati della Questura, sedevamo sul muretto di mattoncini vicino ai quattro Mori, che ora il sindaco ha abbattuto strappandomi un pezzo di cuore e di ricordi, finivamo nella chiesa della Madonna. “L’aria è mezzo vitto”, diceva mia nonna, e mi trascinava fuori. Allora mettevo il muso, avrei preferito restarmene a leggere in terrazza, ora la ringrazio perché è a causa sua, di quelle uscite pomeridiane nella calura estiva, se io adesso amo la mia città come la amo, e ce l’ho dentro, nel sangue. La città di Virzì, di Mascagni, di Modigliani.  

 

 

What we are always comes back and, after an overdose of fantasies, I am back to the united colors.

Few things before the orgy of discounted sales.

 

The tris of basic t-shirts: black, gray and green military.

The beige one with scallops on the sleeves.

The full tank top plus a network t-shirt, fake (or true?) wrinkled.

The white costume, which on me resembles Moby Dick, especially since when I was forbidden to sunbathe. And forbidden things, we know, are what we want most.

 

From my trip I came back fairly regenerated, even if tired, and now I'm waiting for the two months I love most, July and August, months in which, due to high temperatures, I feel alive and want to go out in the evening,  go to the sea and stroll downtown.

I like what everyone else hates, the sunny streets in the afternoon, the scorching asphalt under my sandals, the hot and heavy air, the smells in the dirty corners, the overflowing dumps.

When I was a kid, my grandmother used to take me out in the afternoon. We went down the deserted streets, while everyone was at the sea, we stopped at Via Grande, under the windows of the office where my mother worked, and I called her for a greeting. We walked near the Questura, we sat on the brick wall next to the Quattro Mori, which the mayor has now destroyed togheter with a piece of  my heart and memories, we ended up in the church of Our Lady. "The air is half a meal," my grandma said, and dragged me out. Then I pouted, since I would have preferred reading on the terrace, now I thank her. It is because of those afternoon in the summer heat, if I now love my town as I love it, and I have it in my blood. The city of Virzì, of Mascagni, of Modigliani.

Quello che tutti odiano
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Il piacere prima del piacere

17 Maggio 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

 

E siamo quasi di partenza. Forse non sarà il viaggio della vita, ché di viaggi belli ne ho fatti tanti, ma è senz’altro un itinerario vagheggiato da sempre. Mi auguro di non rimanere delusa. Partirò, se tutto va bene, a breve, spero di non portarmi appresso il peso dei pensieri, di sgombrare la mente da tutto e riempirla solo di emozioni positive.

Una valigia è qualcosa che si fa con amore, è il sabato del villaggio, è il piacere prima del piacere. Una valigia comincia dalla valigia ed io l’ho comprata nuova. La volevo più piccola, più maneggevole, salvo poi accorgermi, una volta a casa, che l’ho presa più grande di quella che avevo.

Vediamo cosa ci metto dentro di recente.

 

La camicia di jeans, un classico intramontabile, e quella mimetica, utili per vestirsi a cipolla come sarà necessario, portabili anche aperte come giacche leggere.

La felpa verde militare, per meglio mimetizzarsi.

Il kw imbottito nello stesso colore, antipioggia e antivento.

 

Nessun indizio ancora su dove io sia diretta? Ecco il libro che mi porterò dietro per rileggerlo. È sulle orme di questo autore, della sua prima maniera, la più autentica e impressionante, che compio questo pellegrinaggio. Adoro i viaggi a tema.

 

E ora un paio di pezzi acquistati di recente che non porterò con me perché inutili.

 

La camicetta con i fiorellini. Non amo il giallo ma questa si distingueva proprio per l’abbinamento piccoli fiori su grazioso sfondo giallino.

La maglia con intarsi argento. Costituisce una riprova che i colori significano molto e sono capaci di trasformare e far risaltare qualsiasi forma. La t-shirt era disponibile in nero e oro, e in rosa e oro, ma sortiva un effetto di sovraccarica vistosità. L’accostamento bianco e argento, invece, è raffinato.

 

A bientot… ormai ci sentiremo al mio ritorno.

 

 

And we're almost there. Perhaps it will not be the journey of life, because of all the beautiful travels I have done already, but it is certainly a most desired itinerary. I hope not to be disappointed. I will leave, if all is well, in the short term, I hope not to bring the weight of thoughts with me, to clear my mind and fill it only with positive emotions.

A suitcase is something you do with love, it's the village's Saturday, it's pleasure before pleasure. A suitcase starts from the suitcase and I bought it new. I wanted it smaller, more manageable, except that, once at home, I noticed that I took it bigger than the one I had.

Let's see what I put in it.

 

The jeans shirt, a timeless classic, and the camouflage one, useful to dress in layers, as it will be necessary over there, also wearable as light jackets.

The military green sweater for better camouflage.

The padded kw in the same color, for rainy and windy weather.

 

No clue yet about where I am heading? Here's the book I'll take to read it all over again. It is in the footsteps of this author - his first, the most authentic and impressive - that I make this pilgrimage. I love themed travel.

 

And now a couple of recently purchased pieces I will not bring with me because they are useless:

 

The blouse with florets. I do not love the yellow but this one was distinguished by the combination of small flowers on pretty yellow background.

The t-shirt with silver inlays. It is a proof that colors mean a lot and are capable of transforming and highlighting any form. The t-shirt was available in black and gold, and in pink and gold, but it had an overloaded visibility effect. The white and silver approach, however, is refined.

See you soon ... we will speak again when I’m back.

Il piacere prima del piacere
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Il piacere prima del piacereIl piacere prima del piacere
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Mai dire mai

21 Aprile 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

 

 

Ho trascorso una strana Pasqua, a riprova che “mai dire mai”, che si può sempre tornare sui propri passi, che sarebbe stupido e cattivo non farlo, che bisogna perdonarsi e perdonare, che non si sa mai cosa c’è dietro l’angolo.

Aprile è esploso ma poi è tornato il freddo, però le giornate sono comunque lunghe e luminose. Il mio cane corre nei prati e si bagna in ogni pozza, in ogni ruscello, in ogni cala marina. Il sole è un amante che penetra, proibito e clandestino, questa mia pelle che non potrebbe riceverlo, mi dà un piacere sensuale.

Fra le cose che vi presento oggi ce ne sono alcune che serviranno per il mio viaggio in avvicinamento. Lascio a voi indovinare oggetti e meta. È un itinerario immaginato da tempo, spero che non succeda niente che mi impedisca di partire, ho paura di parlarne per scaramanzia, ma sarà lontano, molto lontano.

 

Vediamo cosa abbiamo.

 

La camicetta fantasia, ormai un classico nel mio guardaroba. Non mi stanco di dire che non si stira, che copre i difetti ed è pratica ed elegante in ogni occasione. Speriamo che non passi di moda tanto presto. L’ho comprata insieme con un’amica e costituirà un bel ricordo.

Tre magliette, una color vino rosé, una sabbia e una verde militare, che a me servono un po’ per tutto, per stare in casa, come underwear o anche da sole.

La canotta bianca col logo, idem come sopra. Ormai sono un po’ restia a portarla da sola perché la carne flaccida deborda, ma non se può fare a meno quando è troppo caldo. Sotto una camicia aperta, o con uno di quei cardigan che vanno adesso, poi, fa un figurone.

Borsa e zaino in ecopelle lasciano intravedere quello che sarà il mio look in questo viaggio alla ricerca delle origini, in quello stile coloniale che mi piace tanto. Fanno pendant con il borsone che vi avevo già mostrato.

Scarpe da trekking e cappellino (e il cappellino l’ho trovato!) completano l’insieme e saranno indispensabili laggiù.

A risentirci

 

 

 

I have passed a strange Easter, proving that "never say never", that you can always go back on your steps, that it would be stupid and bad not to do it, that you have to forgive and forgive yourself, that you never know what is behind the corner.

April has exploded, but the cold is back, nevertheless the days are long and bright. My dog ​​runs in meadows, and baths in every pond, every brook, every marine cove. The sun is a lover who penetrates, forbidden and clandestine, this skin that should not receive it, and gives me a sensual pleasure.

Among the things that I present today there are some that will be useful for my approaching journey. I leave you guessing objects and target. It's a long-awaited itinerary, I hope nothing happens to stop me from leaving, I'm afraid to talk about it, but it will be far, far away.

Let's see what we have.

 

 

The fancy blouse, now a classic in my wardrobe. I'm not tired of saying that it does not stretch, covers all defects and is practical and elegant at every occasion. I hope it does not get old fashioned so soon. I bought it with a friend and it will be a good memory.

Three t-shirts, a rosewood one, a sand one and a military green one, which are useful to stay home, to be worn as underwear, or even in open air .

The white shirt with logo, idem as above. By now, I'm a bit reluctant to wear it alone because the flabby flesh goes off, but one cannot help it when it's too hot. Under an open shirt, or with one of those cardigans, it makes a figurine.

Eco-leather bag and backpack let you glimpse what's going to be my look in this future journey to the origins. It’s the colonial style that I enjoy so much. They make pendant with the bag I had already shown to you.

Trekking shoes and hat (and the cap I found!) complete the outfit and will be indispensable over there.

 

See you soon

Mai dire mai
Mai dire mai
Mai dire mai
Mai dire mai
Mai dire mai
Mai dire mai
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Jeans e antidepressivi

25 Marzo 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

Non so voi ma io mi sento più a mio agio in pantaloni, a meno che non faccia troppo caldo, allora preferisco gonne ed abiti. E, fra i pantaloni, i jeans restano i prediletti. Quelli che vanno adesso, poi, skinny ma elasticizzati, sono anche molto comodi. In questi giorni se ne trovano davvero di stilosi. Io suggerisco di comprarne un paio a stagione, ma anche di più, non sono mai troppi nell’armadio e in valigia, l’importante è che si differenzino gli uni dagli altri almeno di un particolare.

La versione che ho acquistato va tantissimo questa primavera; sono decorati con strass e perline, strappati ma chiusi da intarsi di pizzo bianco, come se sotto portassimo una calza, non sia mai che debba vedersi la ciccia brutta e vizza. Troppa pelle scoperta è volgare a ogni età, alla mia, poi, è anche stomachevole. Ci abbino la nuova maglia celeste ed ecco pronta una nuova mise che sa di primavera.

Cosa abbiamo poi?

La maglia/camicia grigia, larga, soluzione facile in ogni occasione.

La camicia nera, idem come sopra.

La camicia bordò, scollata sul retro, in una specie di crêpe. Ravvivarla con una collana (un vezzo diceva mia nonna) e portarla con un tacco, la rende adatta persino per una cerimonia.

La primavera è arrivata e mi sta rinascendo una nuova voglia di fare, di uscire, di viaggiare che credevo perduta. Forse è la cura per l’emicrania che contiene antidepressivi. L’emicrania non se ne va ma l’umore è migliorato.

 

 

I do not know about you, but I feel more comfortable in pants, unless it gets too hot, then I prefer skirts and dresses. And, among the pants, jeans remain the favorites.

Those which are up to date now, skinny but stretch, are also very comfortable. These days, you may find some very stylish. I suggest you buy a pair each season, but even more, there are never too many in the closet and in your suitcase, the important thing is that they differ from each other at least in one thing.

The version I bought is a lot fashionable this spring; it is decorated with beads, torn but closed by white lace inlays, as if, under, you were wearing a stocking. One should never see the ugly and withered flesh underneath. Too much exposed skin is vulgar at all ages, at mine is sickening.

We can match the jeans with the new light blue jersey and there you have a new outfit that smells of spring.

What we have then?

The gray shirt, an easy solution for every occasion.

The black shirt, ditto.

The burgundy shirt, low-cut at the back, in a kind of crêpe. Enlivened by a necklace (a “vezzo” my grandmother used to say), and worn with high heels, makes it a suitable outfit even for a ceremony.

Spring is here and I feel a new life inside, a desire to do things, to go out, to travel. Maybe it's the cure for migraine containing antidepressants. The headache does not go away, but the mood is improved.

Jeans e antidepressivi
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Shopping in Rodeo Drive

5 Marzo 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

 

Certo fa piacere a tutti entrare in un bel negozio di fiducia, sfoderare una carta di credito e comprare quello che piace senza badare a spese. E vabbè, non sarà proprio come essere Giulia Roberts che fa shopping in Rodeo Drive, ma volete mettere la soddisfazione di uscire con una busta piena di roba avendo speso praticamente niente, acquistando oggetti scontati dell’81%? Una libidine.

Basta armarsi di pazienza, non aver bisogno di nulla e frugare in quell’angolino della bottega dove sono relegati i saldi in questi ultimissimi giorni di febbraio. Ci si può divertire facendo pace coi sensi di colpa che ogni giorno ti fanno chiedere perché compri, quale vuoto devi riempire, che senso devi dare al poco tempo che ti rimane, e via con le pippe mentali.

Vero è che più passano gli anni e più bisognerebbe “aggiungere vita ai giorni e non giorni alla vita”, come diceva la compianta Rita Levi Montalcini. Magari aprendo tutti i sensi e provando a vedere, a sentire, ad ascoltare davvero quello che ci circonda, scoprendo come Marcovaldo la natura nascosta nelle pieghe della città, le sfumature del mare, il verde che si rinnova, il profumo inebriante della mimosa in fiore, il canto degli uccelli.  “Quando ascolto il canto dell’usignolo e di tanti altri uccelli canori”, scrivevo il 6 maggio 1970, “sento dentro di me tanta felicità”.

Già, bambini ed animali, uniche creature spontanee capaci di farti sentire dentro la vita senza sovrastrutture. Che poi, a proposito di spontaneità, tutti lì a dire che bisogna essere se stessi ma quando lo siamo è sicuro che non piacciamo.

Un modo per stare “dentro” è vivere il proprio cane. Nel senso di essere in sintonia con lui, capire come si muove, cosa cerca, che aspirazioni ha, perché annusa e perché corre, persino perché tira al guinzaglio; senza umanizzarlo, bensì "canificandoci" quel tanto da comprendere che l’unico scopo della vita è vivere. Proprio come spiega Marchesini, il padre della zooantropologia, e come dice Yeshua’ di Nazareth a Maria Maddalena nel mio “L’Uomo del sorriso”.

Perché io penso che la vita sia lo scopo della vita, anche su quei sette pianetini nuovi  di zecca che girano attorno a una nana fredda. Un giorno il nostro sole si spegnerà ma la vita andrà avanti comunque, magari nel freddo, magari nel buio, magari da un’altra parte. E l’uomo è solo un animale, essere cognitivo e senziente in mezzo ad altri esseri cognitivi e senzienti. E le specie non contano come non conta l’individuo, le specie sono destinate ad estinguersi, conta la vita, che è più forte della morte, che è la ragione della morte.

Questa è la mia privatissima e personale religione e questi sono i miei nuovi acquisti.

 

Stivaletti e borsa in tinta, con scritta per sentirmi davvero Pretty Woman.

Camicia nera, sempre utile.

Maglietta grigia, idem come sopra.

Maglia blu e rossa, simpatica, speriamo che i quadri non allarghino.

Maglioncino beige, preso in vista di un prossimo viaggio di cui ancora non vi parlo per scaramanzia.

Borsone in ecopelle, acquistato per lo stesso motivo, che fa tanto Karen Blixen ne La mia Africa  

Au revoir

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signoradeifiltri.blog ha compiuto quattro anni

18 Febbraio 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda, #blog collettivo, #redazione

 

 

Uso questo spazio moda che, incredibilmente, è uno dei più condivisi, per parlare un po’ di noi, del blog. A Novembre signoradeifiltri.blog ha compiuto quattro anni. Mi sembra di averlo aperto ieri, invitando alcuni amici a partecipare. Quattro anni sono volati mentre la redazione mutava. A volte, lo confesso, mi sono trovata da sola a scrivere, altre volte eravamo così tanti che non riuscivo a star dietro alla scaletta.

Attualmente mi ritrovo con tredici redattori e trenta amici esterni che hanno collaborato in questi anni e che a volte ancora ci inviano pezzi. Qualcuno è andato per la sua strada, due colleghi preziosi non ci sono più ma brillano nei nostri cuori. Trentottomila visitatori unici, sessantamila visualizzazioni di pagina. Per qualcuno saranno numeri irrisori ma per noi sono tutto, ne basterebbe anche uno solo e già ci farebbe contenti. E poi condivisioni su Facebook, Twitter, Pinterest e Linkedin.

Si può fare di più e meglio ma va già bene così. Siamo un blog collettivo, a più voci, dove ogni redattore scrive quello che vuole sull'argomento che preferisce, senza obblighi né tempi da rispettare; può inserire di tutto, dalle foto, ai video, alle riflessioni personali, al diario, alle poesie, ai racconti, ai resoconti di viaggio, alle recensioni di libri e film. Preferiamo tener fuori la politica per ovvi motivi. Una via di mezzo fra una rivista, un sito di critica letteraria e un blog personale. È una collaborazione volontaria e non retribuita. Unici requisiti sono la serietà e il saper scrivere in italiano corretto.

Siamo una specie di rivista dagli argomenti più svariati, persino le ricette di cucina. Prova ne sia che le rubriche più seguite sono state negli anni quelle sui piccoli paesi dell’Italia, la storia dalla fondazione di Roma al Medioevo, le ricette di cucina e questi miei ingenui post sulla moda. Certo i libri restano sempre al centro della nostra attenzione ma in modo originale. Non ci interessa essere sul pezzo dell'ultimissimo titolo uscito ma parliamo di qualsiasi cosa, anche di un vecchio best seller o di un classico. Non badiamo a chi stampa il libro, non abbiamo preconcetti o pregiudizi editoriali. Per noi vale il testo, quindi recensiamo di tutto, anche gli Eap, anche gli autopubblicati e persino i manoscritti inediti. In questo siamo molto controcorrente e un punto di riferimento per tutti i piccoli e sconosciuti che non hanno mai voce. Diciamo sempre la verità (che poi è soggettiva) a tutti, pubblicando anche recensioni negative.

Ecco, di libri già parlavo l’11 aprile del 1970, senza sapere che il mio futuro secondo marito quel giorno stava compiendo diciannove anni. “Ho molti giocattoli”, scrivevo, “fra questi non ce n’è uno che mi piaccia di più (ah… bei tempi quando anche i bambini usavano lo scomparso congiuntivo); gioco un po’ con tutti ma poi mi viene a noia e li metto da parte. L’unica cosa, ma non è un giocattolo, è il libro, quello lo leggo e lo rileggo mille volte. Libri ne ho molti, fiabe e racconti vari e mi piacciono bene illustrati. Per questo quando mi devono fare un regalo invece dei giocattoli preferisco dei libri.”

E ora veniamo a noi. Le giornate si allungano, la luce s’intensifica, il freddo si addolcisce. L’armadio è pieno di abiti con ancora il cartellino attaccato, ché qui, fra influenza e acciacchi vari, non è che si esca poi tanto. Vediamo, dunque, cosa ho comprato di nuovo in questi ultimi scampoli di saldi. Quattro oggetti che possono comporre un’unica azzeccata mise.

 

I jeans strappati ed elasticizzati… non ditemi che sono troppo vecchia per portarli ché tanto non vi do retta.

 

La t shirt grigia a maniche lunghe.

 

Il cardigan/ poncho

 

La collana di pietre colorate.

 

Un modo di vestire molto easy, comodo, in anticipo sulla primavera. Baci a tutte e tutti!

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