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moda

Cinzia Diddi: per la giovane stilista pratese un successo tira l'altro!

24 Aprile 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste, #moda, #televisione

 

 

 

 

 

Dal Grande Fratello Vip all'Isola dei famosi, un nuovo successo, ci racconta questa avventura?

 

La sera del 17 aprile si è concluso un bellissimo viaggio, iniziato il 22 gennaio, un programma televisivo che ha intrattenuto, stupito, è stato spesso al centro di varie polemiche e che ho trovato interessante per i messaggi che ha voluto trasmettere...  l’unità fra i partecipanti, il sostegno, l’amore per la natura. Sto parlando dell'Isola dei famosi, programma al quale ho partecipato in maniera indiretta poiché ho curato lo stile e l'immagine di un grandissimo personaggio, una bellissima persona, delicata, nobile d'animo, gentile... Giucas Casella.

In un primo momento si è trattato di fare abiti quasi di 'scena', i parametri da seguire erano  la comodità,  che fossero adatti al clima dell' Honduras.

 In un secondo momento ho fatto quello che è il mio lavoro vero e proprio, cioè fare abiti dietro consulenza di immagine.

Curare lo stile del personaggio valorizzandone le caratteristiche.

Sono tante le cose di quest'esperienza che ricordo con piacere, dall'enorme soddisfazione provata nel vestire e rendere “stiloso” Giucas, senza ovviamente snaturarlo, all'amicizia nata con questo favoloso personaggio del mondo dello spettacolo, sia con lui che con il suo assistente Giuseppe, al divertimento e soprattutto alla scoperta di me, poiché anche questa esperienza è servita ad arricchirmi professionalmente.

E' stato l'imparare qualcosa di nuovo su me stessa, il prendere più coscienza  e riconfermare le mie capacità professionali che ha contribuito a rendere quest'esperienza davvero speciale: fare abiti e curare lo stile di un personaggio, infatti, non è solo esercitare un' arte è qualcosa di più, qualcosa che ti permette, nell'analizzare il personaggio per valorizzarlo, di capire un po' meglio chi sei. Come mi è capitato al Grande Fratello Vip e poi ancora all'isola dei famosi e in molte altre trasmissioni televisive, red carpet o tour teatrali, l'esperienza in un modo o nell'altro è unica e irripetibile e finisce per lasciare sicuramente

Qualcosa di positivo, che sia una nuova amicizia, un pezzettino sconosciuto di te stesso o addirittura un nuovo sogno... anche questa volta posso esclamare con soddisfazione ... ne è valsa la pena!

 

Quale stile ha scelto per Giucas Casella?

 

Mi sono focalizzata su un aspetto estremamente evidente di questo personaggio in questo preciso momento della sua vita e, analizzandolo per creare il suo personale look, l'ho trovato UN UOMO SPIRITUALMENTE IN RINASCITA: il suo essere gioioso e allegro, frizzante e rinnovato, mi ha fatto protendere verso abiti importanti ed eleganti ma dal taglio giovane, con l'utilizzo di colori chiari, dal grigio chiaro al blu elettrico, dal beige  al giallo. Ho voluto che l'abito svelasse il suo stato d'animo di questo momento.

Sono una fautrice del fatto che l'abito debba SVELARE e non mascherare, debba in qualche modo raccontare qualcosa di Te.

Figure professionali come la mia hanno l'obbligo di valorizzare, tenendo ben presente questo concetto, poiché ogni abito creato che nasce da una consulenza di immagine debba essere una "seconda pelle", in modo che indossarlo faccia sentire FELICE E A PROPRIO AGIO.

 

Crede di aver raggiunto lo scopo?

 

Una cosa la so con certezza!

Ho lavorato con il cuore e la passione, con il grande desiderio di accontentare Giucas.

Cinzia  Diddi: per la giovane stilista pratese un successo tira l'altro!
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LA MODA DI CINZIA DIDDI ARRIVA NELLE DISCOTECHE GRAZIE AL VOCALIST NIKO MAMMATO

27 Marzo 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #interviste

 

 

 

 

Conosciamo una nuova figura che da qualche tempo affianca il dj nelle discoteche, il vocalist, cioè l'animatore della serata.

 

 

 

Come definirebbe Niko Mammato se stesso?

 

Nel lavoro e nella vita di tutti i giorni mi definisco allo stesso modo: sorridente, carismatico, con tanta fantasia ma con i piedi per terra... una persona piena di energia

 

 

Come inquadrare la figura di un vocalist?

 

La mia professione è inquadrata in primis nell'intrattenimento, ma bisogna dire chi è il vocalist!!? Bene... è colui che anima, che allieta  il pubblico,  facendogli trascorrere una bella serata, facendolo sentire soprattutto protagonista, questo è fondamentale, infatti credo che un vocalist non debba essere da solo protagonista della serata ma che lo sia  insieme al pubblico, facendo parte di esso e questa formula "penso" sia la formula vincente della mia carriera e che mi contraddistingue da altri, diciamo che è una personalità artistica che ognuno di noi ha un po’ come una firma!

 

 

 Quanto è iniziata la tua carriera?

 

Giovanissimo nel 1996/7 a soli 16, sembra ieri e sono passati 21 anni,  ma chi ne vuol saperne in più su di me, è invitato a leggere la mia biografia sul mio sito

www.nikomammato.com

 

 

Dove lavori?

 

Lavoro in tutto il territorio nazionale,  lavoro e ho lavorato nei migliori clubs, come base sono resident vocalist dello YAB di Firenze, nell'estivo da 14 anni circa lavoro nei Clubs della Costa Smeralda e grazie alla Live Events Group sono resident voice del club Mtv sunbreak per Malta e italia.

 

 

Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare la tua carriera?

 

Di  essere sempre se stessi, di iniziare se si ha lo  spirito d'intrattenimento, di essere protagonisti insieme al pubblico, di essere sciolti e non impostati, di non esser volgari, di parlare nei momenti giusti, di imparare la metrica che è fondamentale per il mestiere.

 

 

Se ti dico Cinzia Diddi cosa mi rispondi?

 

Gusto, raffinatezza, eleganza, colore, stile, differenza. Una grande stilista e insieme ne combineremo delle belle …

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Presentazione collezione Primavera / Estate per la stilista pratese Cinzia Diddi

25 Marzo 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #interviste

 

 

 

 

 

Come definirebbe la donna del brand?

 

 Moderna, pratica e alla moda. Potrebbe essere descritta così la donna Tentazioni by Cinzia Diddi.

       

Ho letto una poesia che portava questo titolo:

 

LA DONNA, FORZA DELLA TERRA!

 

È diventata il mio slogan per questa collezione donna.

La narrativa della collezione segue l’idea di donne moderne con un look sofisticato e versatile. La loro immagine si adatta a ogni ora del giorno.

Il look è sia elegante che urbano. Il tocco sportivo: la presenza quasi costante del jeans. È l'era della donna “guerriera” comoda nei suoi abiti senza rinunciare a carisma ed eleganza.

 

Dove si è tenuta la sfilata?

La scelta della location non è a caso! Ho scelto il posto di lavoro di ogni giorno, i capi della collezione primavera/estate 2018 hanno sfilato in mezzo a tessuti e macchinari da sartoria.

Non una sfilata vera e propria ma un appuntamento a porte chiuse. La stilista Pratese ha presentato nuovamente la collezione primavera/ estate 2018 ad un’élite, riservata a pochi e rigorosamente su appuntamento. Una festa intima per celebrare la DONNA e il jeans, capo ultracentenario.

 

Si è trattato della seconda presentazione prima di inviare la collezione donna negli Stores Tentazioni by Cinzia Diddi

 

A cosa  si è  ispirata?

Scrive Daisaku Ikeda, scrittore, educatore e filosofo orientale: «La forza delle donne è la forza della terra. […] Quando una donna si mette all’opera, tutto cambia. Le donne possono trasformare la famiglia, la comunità, la società e l’epoca in cui vivono. Saranno loro che trasformeranno il nostro mondo .»

Questa per me è stata una frase di grande ispirazione,  che rimarca il ruolo che la donna ha nella società ed ho anche pensato che per svolgere al meglio questi compiti, una donna dinamica deve indossare abiti comodi ma al tempo stesso eleganti. La Donna anche se guerriera  deve mantenere la femminilità.

Ecco perché in questa collezione il protagonista è il jeans, comodo ma se sapientemente abbinato anche elegante.

Il jeans un vero e proprio culto... oltre cento anni di storia 

              

Icona generazionale per eccellenza a cui nessuno può rinunciare. Amatissimo dai giovani e non solo.

Per celebrarlo ho deciso di renderlo protagonista insieme alla DONNA.

La sua caratteristica : la robustezza, la sobrietà!

L'utilizzo del tessuto jeans sta diventando  sempre più raffinato, crea un contesto disadorno/chic e unito a tessuti  particolari e al colore quello che si ottiene è un prezioso agrodolce che esalta la femminilità e non fa rinunciare al comfort. 

La gamma di abiti portati in scena dal brand presenta un' impennata di decorazioni, si fa strada il colore, la fantasia.

Il colore diventa un modo per contrastare il grigiore, il malumore, il male di vivere.

La donna Tentazioni by Cinzi Diddi veste tinte anche shocking, che spesso si mescolano con il rosa, rendendo il colore protagonista ma non invadente. La collezione va dal sensuale allo sportivo e la comodità nei capi sportivi incontra sempre l’eleganza …

Perché  ha scelto il jeans?

 

Una storia a sè quella del jeans

«Il jeans invecchia integrando in sé il cambiamento dell'età, impregnandosi di avventura, della vita di chi li indossa. Ogni lavaggio è una pagina girata, il tempo ci scrive la sua memoria su uno sfondo sempre più pallido. La decolorazione dovuta al lavaggio traduce l'avvenimento vissuto fino alla saturazione finale.»

«Autentico o simulato che sia, resta il fatto piuttosto bizzarro rispetto all'estetica "naturale" del consumo, che per i jeans il nuovo vale meno dell'usato, il consumo aggiunge valore (estetico, affettivo, di prestigio sociale, perfino economico) all'oggetto.»

Mi piacciono i tessuti che hanno da raccontare una storia.

Mi sembrava il tessuto ideale per celebrare la donna di questo millennio.

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GLI ABITI DI CINZIA DIDDI SONO APPRODATI SULL'ISOLA DEI FAMOSI:  MODELLO D'ECCEZIONE UN GIUCAS CASELLA IN GRANDE FORMA!

15 Febbraio 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #televisione

 

 

 

 

 

Considero il mio lavoro una forma d'arte, quindi non tutti i giorni o tutti i momenti sono buoni per dare libero sfogo alla creatività perché è necessaria la giusta ispirazione.

Certo è che, quando il mio stato vitale è elevato, riesco a cogliere nell'ambiente che mi circonda ogni dettaglio e a trasformarlo in spunti e idee per creare.

Amo fare abiti da cerimonia o da grandi occasioni, dietro ai quali c’è un enorme lavoro ... in termini di creatività, di tecnica sartoriale, di ricerca dello stile, di scelta  dei tessuti e accostamenti di materiali e accessori.

La parola chiave per me nel lavoro è DIVERTIRSI.
Una frase di Confucio dice: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita"

Fortunatamente io faccio il lavoro che amo ... in questo modo lavorare diventa divertimento.
Anche vestire Giucas Casella all'Isola dei famosi è stata una vera parentesi divertente... ho accolto a braccia aperte questa esperienza.
La chiamo parentesi perché, in realtà, si discosta un po' da quello che faccio abitualmente e, pur discostandosi, non ho voluto tirarmi indietro. Ritengo che ogni esperienza sia in grado di arricchire il proprio bagaglio emotivo.

Nessuna consulenza di immagine in questo caso, dovevo semplicemente fare abiti  comodi, casual e adatti al clima dell' Honduras.

Per Giucas ho scelto di fare T-shirt dai colori pastello, jeans, bermuda, giacche in cotone e scarpe in tela.

                                                                 

                                                                                                                                                                                 CINZIA DIDDI

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I giorni della merla

4 Febbraio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

Che questi post sulla moda siano un pretesto per parlare d’altro, anzi, per parlare a ruota libera, ormai si capisce. Non so scattare fotografie, e si vede, non ho pazienza a salvarle sul pc e caricarle sul blog, quindi, ogni volta mi chiedo chi me lo fa fare. Ma oggi non ho molto da dire, i giorni scorrono veloci, i mesi volano, pieni d'imprevisti e di fastidi che, finché si tratta solo di fastidi va già bene.

Andare in giro a comprare vestiti di questi tempi - in questi giorni della merla che della merla non sono, ma sono comunque umidi e corti - è facile perché si trovano tantissime occasioni a prezzi minimi. Mi sono imposta di non comprare nulla più di quello che può servire. Quindi niente scarpe, niente foulard, niente collane. Ne sono letteralmente invasa, non so dove metterli né quando metterli.

Avevo effettivamente bisogno solo di un piumino, e, come vedete, l’ho comprato nero, senza infamia e senza lode, utile in ogni occasione. Chi l’avrebbe mai detto che avrei acquistato una taglia 50, io che ero uno scricciolo che si vestiva al reparto bambini? E ora eccomi qui, con le giacche che non si chiudono davanti e la nipote che mi chiama “nonna puppona”, io che quando andavo a farmi la mammografia mi chiedevano se avevo lasciato a casa il seno. E lo guardo, questo piumino acquistato nella sezione taglie comode, leggi obese, e mi fa schifo, lo trovo da vecchia. Ed io, infatti, vecchia lo sono, ma fingo di non saperlo e a volte persino lo dimentico.

Ecco una serie di maglie anonime, com’è sempre stato nel mio stile, l’importante è che siano morbide. Mi piace la ciniglia, che non buca come la lana, che te la senti bene addosso. Essere elegante per me significa soprattutto indossare capi che abbiano una grande vestibilità, che non tirino, ingombrino, prudano, scappino di dosso o diano fastidio. Le varie maglie si distinguono per qualche piccolo particolare: un filo di lurex, un fiocchetto intrecciato sul davanti, le maniche aperte, che sarebbero da indossare sulla pelle nuda se uno ce l’avesse fresca e non patisse il freddo, non è il mio caso e quindi io ci metto sotto una t-shirt a maniche lunghe.

Un paio di vestiti sul bordeaux marrone.

Una borsina di pelle utile giorno/sera per viaggiare   

Una maglia a mezze maniche che verrà buona a primavera.

A proposito di anticipazioni, nelle vetrine ci sono già le nuove collezioni e spiccano soprattutto le righe marinare e gli abbinamenti rosso, bianco, blu. Carinissimi, se non fosse che le righe orizzontali proprio non me le posso permettere.

 

****

 

That these posts on fashion are a pretext to talk about something else - in fact, to talk freely - now you understand. I cannot take pictures, and you see, I have no patience to save them on the PC and upload them to the blog, so every time I wonder who makes me do it. But today I do not have much to say, the days are running fast, the months fly, full of little annoyances, and thanks God they are only nuisances.

Going around buying clothes these days - these days “of the blackbird” that are wet and short - it's easy because there are so many opportunities at the lowest prices. I have decided not to buy anything more than I can use. So no shoes, no scarves, no necklaces. I am literally invaded, I do not know where to put them or when to put them on.

I actually needed only a quilt, and, as you see, I bought it black, useful on every occasion. Who would have thought that I would have bought a size 50? Me! I was a wren who bought clothes in the children's department. And now here I am, with the jackets that do not close in front and the niece who calls me "grandma puppona". Me! When I went to get a mammogram they asked me if I had left my breasts at home. And I look at it, this quilted jacket bought in the comfortable size section - that is obese - and it disgusts me, I find it suitable for a very old woman. In fact, I am old, but I pretend not to know it and sometimes I even forget it.

Here is a series of anonymous pullovers, as it has always been in my style, the important thing is that they are soft. I like chenille, which does not pierce like wool, that feels good on you. Being elegant to me means, above all, wearing garments that have a great fit, that do not bother. The various sweaters are distinguished by some small details: a lurex thread, a braided bow on the front, the open sleeves, which should be worn on the bare skin, if one had it fresh and did not suffer from the cold, it is not my case so I'm wearing a long-sleeved t-shirt underneath.

A pair of burgundy dresses.

A day/evening useful  leather bag to travel.

A short-sleeved shirt that will be good for spring.

Speaking of anticipations, in the shop windows there are already new collections and especially the maritime lines and the red, white, blue combinations. Cute, if it were not that I just cannot afford the horizontal lines.

I giorni della merlaI giorni della merla
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CINZIA DIDDI ABITI ESCLUSIVI PER EDOARDO ERCOLE

17 Gennaio 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #televisione

 

 

 

 

 

 

Edoardo Ercole, figura imponente quasi da condottiero militare, con una fortissima volontà di conquista, che lo porta a raggiungere mete ed obiettivi esclusivissimi, un'anima gentile, aristocratica, non conformista, ironica e nobile.

I capi che ho realizzato in esclusiva per lui rispecchiano queste sue peculiarità caratteriali e si ispirano al mood  military/chic.

Sono  moltissimi gli elementi che nel tempo la moda ha preso in prestito dall'ambiente militare.

Eserciti di ogni latitudine ed epoca hanno ispirato fortemente i creatori di moda, sfruttando il proverbiale fascino della divisa.

L'outfit di Edoardo, esclusivo e studiato, mixa il rigore dell'uniforme, alla classe di un look senza tempo, rispecchiandone fedelmente la personalità.

Il risultato finale?

Un uomo che trasuda eleganza e un non so che di misterioso ma allo stesso tempo che ama la praticità e il confort. Tessuti pregiatissimi, colori equilibrati e, qua e là e senza troppo chiasso, qualche decorazione e abbellimento dal guizzo eccentrico: il cappotto in cashmere dalle spalle scese quasi a sembrare un grande mantello da comandante di milizie, la giacca in velluto blu dai preziosi bottoni Gold resa unica e Glam  da ricami in filo d' oro zecchino.

Il pantalone aderente slim  con banda laterale in grosgrain blu e il tocco ironico ...

una catena  in oro e pelle nera ai passanti.

La maglia girocollo con pochette nel taschino, in controtendenza rispetto agli standard, che prevedono la pochette per la giacca, rappresenta l'aspetto non convenzionalista, tratto distintivo della personalità di Edoardo.  

 

Cinzia Diddi                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

 

 

L’abito è stato creato da Cinzia Diddi per Edoardo Ercole, figlio della diva per eccellenza, Serena Grandi, in occasione del suo compleanno.

L’evento si è tenuto nella prestigiosa location del Just Cavalli a Milano, Edoardo, in splendida forma dopo l’intervento di liposcultura in diretta a Domenica Live, ha accolto ospiti ed amici per brindare e spegnere insieme le candeline.

Moltissimi sono stati i volti noti presenti, tra cui la madre Serena Grandi, le amiche Mercedesz Henger e Francesca CiprianiMarco Predolin, la bellissima Ivana Mrazova, il Tronista Alex Migliorini Alessandro D’Amico, l’icona gay Elenoire Ferruzzi e tantissimi altri.

Una serata dal tocco glamour da non perdere assolutamente.

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La fine del desiderio

8 Gennaio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #moda

 

 

 

 

 

“Io ho la Befana della mia nonna”, scrivevo il 7 gennaio 1970, “della mia zia e quella di casa mia, anche se c’è una Befana sola. La Befana di casa mia mi ha portato queste cose: un vestitino, una sciarpa, un libretto da ritagliare ed incollare e i vestiti di carta delle bamboline di cartone che hanno questi nomi: Sceila, Marzia, Sindi e Terri. Un seggioloncino con un piattino sopra per dare la pappa alle bambole. La Befana di nonna e zia mi ha portato altre cose: la calza come da noi, un settimino in cui ho trovato tremila lire, un maglioncino bianco. Sarebbe stato meglio che invece di tutti questi bei giocattoli la Befana avesse guarito la mia nonna, o mi avesse portato, so che per la Befana è impossibile, un fratellino.”

Devo dire che il fratellino poi è arrivato, ma questa è un’altra storia. La più bella Epifania della mia vita me la regalò mia nonna. Fece man bassa in un banchetto chiamato “trentacinque tutto”, cioè trentacinque lire il pezzo - parente dei nostri negozi a 0,99 centesimi. Lei in cucina aveva ancora una bella cappa di quelle di un tempo e riempì il camino di giocattoli e sorpresine che, a pensarci oggi, dovevano essere poveri e piccoli, ma a me tutto quel ben di Dio colorato diede alla testa. Mi sembrava d’impazzire dalla gioia. Meno male che esistono i nonni: con i loro gusti un po’ antiquati si trascinano dietro tradizioni e radici.

Oggi le famiglie sono allargate, nonni e parenti si moltiplicano, l’importante è che ci siano rispetto, affetto ed esempi positivi. Almeno si spera.

Non so quanto riescano a  godere delle feste questi nostri bambini sovraesposti, riempiti a forza di regali, costretti a scartare montagne di oggetti, per Natale, per Befana e per i famigerati megacompleanni che vanno di moda adesso. Ho il terrore di togliere a questi futuri uomini e donne la cosa più preziosa, il motore che dovrebbe spingerli ad andare avanti e costruirsi qualcosa: il desiderio. Sostituito dalla nausea precoce, dalla noia – che non è quella sana e stimolante del non avere troppe distrazioni ma il suo esatto contrario, l’avere già sperimentato e ottenuto tutto. Per questo a cinque anni mangiano solo pasta bianca e poi a tredici magari s’impasticcano e bevono per sballarsi.

Ok, le feste sono finite, fra alti e bassi ne sono uscita comunque indenne.

Ci sono parecchie cose nuove nel guardaroba, ma la voglia di comprarne altre è poca perché, quando ti guardi allo specchio e vedi il tuo corpo trasformato in qualcosa che non ti piace e non riconosci, non hai più desiderio di agghindarlo.

 

Due magliette sportive grigie, da notare quella con Minnie, indicatissima per la mia età.

Cappellino, foulard, guanti e collane: quando sei grassa, comprare accessori è l’ultima soddisfazione che ti rimane.

Abito nero, elegante. Può servire in tante occasioni (vedi funerale improvviso).

Scarpe luccicanti e borsa.

Cardigan che ha lo stesso colore dei miei sobri capelli, con tanto di fiore da signora d’altri tempi.

Maglione bianco, puro e delicato. Bianco is the new  nero per me.  Forse non è un colore dimagrante ma illumina e sta bene assolutamente con tutto.

 

 

"I have my grandmother's Befana", I wrote on 7 January 1970, " that of my aunt and that of my home, even if there is only one Befana. The Befana of my house brought me these things: a dress, a scarf, a booklet to cut out and glue, and the paper clothes for cardboard dolls that have these names: Sceila, Marzia, Sindi and Terri. A high chair with a saucer on top to give baby food to the dolls. Granny’s and aunt’s Befana brought me other things: the traditional stuffed sock, a closet in which I found three thousand lire, a white sweater. It would have been better if, instead of all these beautiful toys, the Befana had healed my grandmother, or had brought me, I know that for the Befana it is impossible, a little brother."

I must say that the little brother then arrived, but this is another story. My grandmother gave me the most beautiful Epiphany of my life. She ransacked a stall called "thirty-five all," that is, thirty-five lire, - similar to our 0.99 cents shops. She filled the fireplace with toys and surprises that, thinking about it today, had to be poor and small, but I went crazy with joy. Luckily there are grandparents: with their  a bit antiquated tastes, they drag behind them traditions and roots.

Today families are widened, grandparents and relatives are multiplying, the important thing is that there are respect, affection and positive examples. At least, hopefully.

I do not know how much our overexposed children can enjoy the festivities. They are filled with gifts, forced to open mountains of presents, for Christmas, for Befana and for the notorious mega - birthday parties that are fashionable now. I am terrified of taking away from these future men and women the most precious thing, the engine that should push them to move forward and build something: desire. Replaced by premature nausea, boredom - which is not the healthy and stimulating one of not having too many distractions but its exact opposite, having already experienced and obtained everything. This is why at the age of five they eat only white pasta and then at thirteen maybe they drink and get drugs.

Ok, the parties are over, at least! Between highs and lows I came out unharmed.

There are several new things in the wardrobe, but the desire to buy others is little, because, when you look in the mirror and see your body transformed into something you do not like and do not recognize, you no longer have the desire to dress it up.

 

Two gray sports shirts, to note the one with Minnie, very well suited for my age.

Cap, headscarf, gloves and necklaces: when you're fat, buying accessories is the last satisfaction you have left.

Black dress, elegant. It can serve on many occasions (see sudden funeral).

Shiny shoes, and black bag.

Cardigan that has the same colour of my sober hair, complete with a flower, typical of a lady of yesteryear.

White sweater, pure and delicate. White is the new black for me. Maybe it's not a slimming color but it illuminates and is absolutely fine with everything.

La fine del desiderioLa fine del desiderio
La fine del desiderioLa fine del desiderioLa fine del desiderio
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BUON 2018 DALLA STILISTA PRATESE CINZIA DIDDI

3 Gennaio 2018 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #moda, #luoghi da conoscere

 

 

 

 

 

 

Da sempre mi occupo di stile, di moda, di estetica.

E il mio lavoro rispecchia esattamente la mia personalità, è coerente con la mia anima.

Io amo il bello in ogni sua manifestazione, amo perseguire l'affermazione del bello come valore unico e assoluto, in una 'esasperata' ricerca di perfezionismo degli aspetti formali.

Da anni vesto le persone con lo scopo di valorizzarle, mi piace farle distaccare dal mondo reale, da una realtà a volte un po’ pesante e catapultarle in un mondo incantato dove sono le uniche e indiscusse protagoniste, al centro della scena.

Ecco, per me, vestire le persone vuol dire far guadagnare loro la scena, farle salire su un palco virtuale per celebrarle.

Le persone vanno CELEBRATE e vestirle è il mio personale e singolare modo di farlo.

La parola chiave è proprio CELEBRARE .

Questi sono i principi che i miei genitori mi hanno insegnato, che si possono riassumere in un breve slogan: VIVERE SENZA MAI SMINUIRE IL PROSSIMO

Questo è quello che faccio quando lavoro, il  mio modo per creare valore è appunto nobilitare lo scopo.

Al Grande Fratello ho vestito Carmen Russo, Carmen di Pietro  e Serena Grandi. Ho accettato questa sfida anche per la mia Città, l'ho considerato come un impegno esorcizzante, un  modo scaramantico  per farla balzare agli onori della cronaca.

Ho voluto Celebrare Prato la patria del tessile, ormai da troppo tempo nell'ombra per questa interminabile crisi.

Questa meravigliosa Città, dove sono nata, fonda le sue radici sull'arte e la natura ma deve il suo sviluppo economico al settore tessile, sulla cui storia si fonda gran parte dell'economia della provincia. Ho portato Prato al Grande fratello vip, non potevo permettere che  continuasse a rimanere in un angolo.

Abbiamo i tessuti più belli del mondo.

Il grande fratello è stato una grande avventura, tante le emozioni che si sono intrecciat, ma è stata un'esperienza da cui esco arricchita professionalmente e con un grande bagaglio emotivo.

Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con me, la cui collaborazione ha permesso la realizzazione di tutto questo.

 

                                                                                              Buon 2018 mia splendida Prato

 

                                                                                                                                                                    CINZIA DIDDI

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DIETRO IL NUOVO LOOK PIU' SEXY DI ELEONORA DANIELE C'E' LO ZAMPINO DELLA STILISTA PRATESE CINZIA DIDDI

30 Dicembre 2017 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #televisione

 

 

 

Finalmente! Eleonora Daniele osa un look che mette in risalto la sua sensualità. Nelle interviste prima del debutto di Sabato Italiano, il nuovo programma del sabato pomeriggio, aveva promesso che l’avremmo vista in vesti diverse e infatti è così non solo per i temi trattati, ma anche per gli abiti, infatti, Eleonora sfoggia anche un nuovo look: tubino sotto il ginocchio,  sexy, aderente. Tacco 12 come da copione.  Un grande classico che non delude mai.  Un look che lascia senza fiato. Eleonora Daniele oltre a essere una brava conduttrice è anche una bellissima donna. Finalmente ha tirato fuori quel lato sensuale che troppo spesso tende a nascondere

Di  mattino osa solo Federica Panicucci, al pomeriggio lo fa la D’Urso e al sabato finalmente anche Eleonora Daniele.

Dietro a questa trasformazione  c’è la mano sapiente di una giovane stilista pratese, Cinzia Diddi, che con pazienza e tante prove è riuscita  a trovare la giusta  formula per fare accettare alla bella presentatrice questa immagine decisamente più sexy e femminile.

 

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Ottaviano è...

30 Novembre 2017 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #luoghi da conoscere


 

 

 

 

 

Mimmo Tuccillo e le sue modelle tra i giardini e le antiche sale della storica “China China Pisanti” lo storico distillato della città di Ottaviano. Continua a sorprenderci lo stilita vesuviano che per ogni sua collezione riesce a trovare sfondi suggestivi, per quella del 2018 ha voluto come sempre suggellare l’amore per la sua città d’origine, Ottaviano. Dunque per la nuova campagna pubblicitaria della linea di abiti da sposa e alta moda ha voluto creare il magico e suggestivo contrasto di bellezza e storia portando le sue splendide modelle con indosso gli abiti di punta della nuova collezione in una delle più antiche e importanti residenze locali. I fiori, i cortili, i vecchi cancelli e le vecchie mura della sua città ecco cosa vuole esprimere in questo sue servizio fotografico. Il nero dei merletti che si sposa con ciuffi di ortensie dalle mille sfumature. Il bianco dei pizzi e dei veli vaporosi impreziositi dalle sete e cristalli dei ricami ad illuminare le vecchie cantine.
Per lo stilista questo servizio fotografico non è solo moda, non è solo eleganza, ma vuole essere un inno alla bellezza e alla donna , come “creatura” da amare , da ammirare e non da uccidere .

PHOTOGRAPHER : MARCO ANNUNZIATA 
MAKE UP :Gianni Avino Narciso
HAIR STYLIST : Gianni del Giudice
JEWELS: Anna Amabile
CASA DEI FIORI Maria Annunziata
MODEL: Jessica Ilaria Auricchio
LOCATION : CHINA CHINA PISANTI
Gemma Anna Tisci

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