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Giuseppe Benassi, "Cinque più uno"

10 Agosto 2025 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni

 

 

 

 

Cinque più uno

Giuseppe Benassi

Transeuropa edizioni, 2025

Pp 137

 

 

Ho letto tutti i libri di Benassi e questo Cinque più uno mi pare il migliore. Non per la storia, semplice e ingarbugliata allo stesso tempo, non per il messaggio, frutto dell’indignazione personale e giuridica di Benassi di fronte alla quarantena del 2020, non per il finale, che non si può svelare trattandosi di giallo simil metafisico, ma perché qui, quelli che negli altri romanzi erano solo accenni lirici alla natura e al paesaggio toscano, diventano, forse malgrado l’autore, protagonisti.

Il solito avvocato livornese Leopoldo Borrani, un po’ meno caustico, meno acido, meno volgare e incattivito – tanto da far sospettare una censura da parte dell’editore o un ammorbidimento tardivo dell’autore, dopo l’ultimo romanzo in cui aveva dato fiato al degrado e ai più biechi istinti animaleschi di un’umanità depravata – si trova alle prese con la morte di un amico, Cosimo Erba, avvocato pure lui, attivista nelle cause contro lo stato che, nel periodo del Covid, ci ha chiusi tutti in casa con il lockdown.

Omicidio? Incidente di caccia durante una battuta al cinghiale? Complotto dei poteri forti per spargere il virus e vendere vaccini letali? Tutte le possibilità sono aperte.

Intorno al morto gravitano vari personaggi. La moglie Matilde, ex bella della facoltà, svampita per davvero o per beffa. Zoran, un giovane kossovaro “tanto ammodo”, Bertha, una tedesca filonazista. Fanno capolino anche la fantapolitica e la distopia in questo giallo dove tutti sono colpevoli perché hanno un tornaconto dalla morte di Cosimo e nessuno forse lo è davvero. Ma, soprattutto, ci sono i luoghi. Venturina, Campiglia Marittima, le terme del Calidario e i boschi dove si caccia il cinghiale. Immagini che paiono uscite dalla penna di Fucini o dal pennello di Fattori. Immagini belle, pulite, che, come al solito in Benassi, contrastano con la corruzione umana.  

Un libro strano e stratificato, ben scritto e che, con un continuo effetto di straniamento, richiede l’assidua partecipazione del lettore.

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