Mi scrivono
8 Ottobre 2014 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #psicologia
Uno di voi, un gentile lettore, “babbano ma non troppo” mi ha scritto esprimendo i suoi dubbi circa la futura convivenza con una persona socialfobica di cui è innamorato.
“Le fobie che ha” mi ha spiegato, “le paure, sono piuttosto invalidanti come fosse un mix, un cocktail, ed io ho paura che, pur amandola follemente, ecco, alla lunga, da sposati possano pesare e mi duole ammetterlo pesano un po' già adesso e sarà strano ma un po' me le ha già trasmesse.”
Questa è stata la mia risposta.
“Che dirle? Capisco i suoi dubbi. La sua fidanzata è sicuramente una persona molto intelligente e sensibile, ha doti che, per emergere, devono esprimersi in tempi e modi che non sono quelli ordinari. Può lavorare ma senza pressioni, senza stress, senza qualcuno che la osserva, la giudica, la fa sentire in imbarazzo, la va a trovare sul posto di lavoro. Non potrà mai parlare in pubblico, tenere conferenze, forse nemmeno telefonare. Ma potrà viaggiare con lei, andare al cinema, fare il bagno al mare, sciare, sbrigare commissioni. Consideri però che ogni gesto, anche il più banale, come recarsi dal parrucchiere, dal veterinario, dall'oculista, mangiare una pizza con gli amici, ricevere i parenti, salutare un'amica per strada, sarà sempre faticoso per la sua donna, comporterà un grande spreco di energie, con il bisogno disperato "che passi presto", che finisca e si arrivi a sera. Laddove lei si divertirà, la sua compagna si starà solo facendo violenza per essere normale e starle vicino nei momenti mondani.
Sia rispettoso dell'impegno e della fatica che la sua donna metterà nel vivere e non lo reputi roba da poco. Lei dovrà essere un compagno che non le mette pressioni ma la sostiene.
La più bella frase che il mio uomo mi ha detto una volta è stato: "affronteremo questa cosa insieme". Si trattava, banalmente, di entrare da un fornitore sconosciuto per acquistare prodotti per il mio negozio. Sì, perché, nonostante la fobia sociale, per ventitré anni ho gestito un negozio che ora è chiuso. "Come stare in mezzo ai ragni per un aracnofobico", è la definizione azzeccata di una amica. Se ama la sua donna, l'accompagni e la sostenga, senza umiliarla per quello che non può fare, ma alimentando la sua autostima, incoraggiandola per i piccoli successi, minimizzando la sua impressione di aver fatto figuracce imbarazzanti, di essere goffa o antipatica.”
Se, però, desidera una vita sociale brillante, aggiungo ora, può anche scappare a gambe levate.
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come me, è affetto da fobia sociale e quindi, pur scrivendo ... Mi scrivono Uno di voi, un gentile lettore, "babbano ma non troppo" mi ha scritto esprimendo i suoi dubbi circa la futura convivenza...
http://signoradeifiltri.altervista.org/scrittura-e-fobia-sociale.html
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