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MONDIALI, RUSSIA 2018, NOI NO

Amici lettori della signorasenzafiltri, appassionati e non del campionato dello sport notoriamente definito da tutti "il più bello del mondo", giovedi 14 Giugno 2018, palla al centro, inizia in Russia il campionato mondiale di calcio ventunesima edizione. Non che gli altri sport non meritino attenzione o non suscitino interesse, ma quello del calcio, che si svolge in sedi diverse ogni quattro anni, oltre a suscitare emozioni a livello planetario, ha anche il merito, durante il corso delle partite, di fermare le cannonate sui fronti di guerra, e così eccoci arrivati a poche ore dal fischio d'inizio, per assistere ad uno spettacolo mondiale.
Per la partita inaugurale saranno schierate in campo la squadra di casa, la Russia e l'Arabia Saudita. Sulla carta le squadre favorite per questa edizione sono sempre le solite note, logicamente la squadra ospitante, poi, subito a seguire, daranno la caccia al titolo l'Argentina, il Brasile, la Germania, l'Inghilterra, la Spagna. Sorprese potrebbero arrivare dall'Australia, dall'Egitto, dall'Islanda, dalla Nigeria, dal Portogallo campione d'Europa, mentre proveranno a fare bella figura le squadre della Polonia, della Serbia, dell'Uruguay, del Senegal, della Croazia, ma non escludiamo altre buone outsider come Colombia, Marocco, Tunisia, Svizzera, Perù e magari anche la matricola Iran. Esordio assoluto per Panama che dimostra come sia veramente un campionato sportivo aperto a tutte le latitudini.
Noi purtroppo non ci saremo. Resteranno a guardare anche team esperti come Olanda, Cile, Camerun. L'ultima volta che la nazionale Italiana ha mancato la qualificazione è stato nel lontanissimo 1958, in occasione dei mondiali in Svezia, dove i padroni di casa, con i fortissimi Skoglund, Gren, Liedholm, cedettero in finale al Brasile, che proveniva dal dramma sportivo della sconfitta con l'Uruguay ai mondiali del 1950. Invece, in questa edizione europea dimostrò il gran calcio pirotecnico dei Carioca, dal quale spiccò il volo un esordiente, un diciassettenne con il numero 10, con il quale iniziò la leggenda di quel numero dietro le spalle che significava estro e fantasia. Il numero 10, cabina di regia e faro di ogni squadra, il suo nome è inciso nella storia del calcio mondiale, se parli di calcio non puoi fare a meno di pensare a Edson Arantes Do Nascimento, Pelè, nessuno mai ha potuto superare il suo mito.
Ma, tornando ai giorni nostri, Russia 2018 parte il 14 giugno e si concluderà con la finale il 15 luglio, un mese di contese entusiasmanti, ma noi purtroppo non ci saremo, sportivamente è giusto così, la palla è rotonda, che vinca il migliore e i nostri potevano fare meglio, in ogni caso il lato positivo è che, dopo una caduta, bisogna subito rialzarsi, abbiamo un nuovo mister giovane ed esperto a livello internazionale come Roberto Mancini, che saprà guidarci nei prossimi appuntamenti per tornare ad essere protagonisti.
Il gioco del calcio, una semplice palla che rotola su un prato verde, solo un gioco, eppure, nella sua filosofia il football è così tanto somigliante al nostro vivere quotidiano. Un mix di vittorie e di sconfitte, rivincite sul destino, passione, entusiasmo, sconforto dopo una debacle, sacrifici per arrivare in cima, lavoro, lavoro e ancora lavoro per un gioco di squadra, uniti nella lotta e nella esaltazione della realizzazione di un sogno, lo sport per intero metafora della nostra vita.
E poi arriva la grande soddisfazione a fari spenti della nostra squadra nazionale femminile che conquista la qualificazione ai prossimi campionati mondiali in Francia nel 2019, la prima tappa è stata raggiunta il prossimo anno ne sentiremo ancora parlare.
Sipario, giovedì entreranno in scena in tutto il mondo la gioia e la fantasia per lo sport più bello del mondo, amici lettori del blog che apre le proprie pagine per il piacere di condividere con voi questo e quant'altro arricchisca l'animo, noi non ci saremo ma sarà come esserci ugualmente con i nostri cuori.
OLTRE LE VISIONI di PAOLA DESIDERI

Eccomi amici lettori della signorasenzafiltri, eccomi a presentarvi una giovane artista romana che a breve esordirà nella sua esposizione personale intitolata "Oltre le visioni". Sto parlando della fotografa Paola Desideri.
La incontrerò e insieme parleremo di arte e di questa sua nuova esperienza.
Non può mancare uno dei miei mezzi di locomozione preferito, finora nessun artista se ne è lamentato, oddio, veramente Picasso a momenti mi stacca una maniglia, e Pollock si è scolata tutta la gazosa, comunque adesso, con la mia 500 colorata per l'occasione di rosso pesce rosso, andrò a prendere Paola Desideri.
- Ciao, Paola.
- Ciao, Walter, che bella questa 500 rossa pesce rosso!
- L'ho fatta per te, l'acqua sarà il nostro argomento protagonista di oggi, giusto? Apri quello sportellino, posso offrirti un gelato?
- Ehi, ma non manca niente qui dentro?
- Hai ragione e dopo scoprirai anche un altra sorpresa.
- Dove andiamo?
- Al laghetto dell'Eur.
- Ah, molto bene.
- Paola, non è casuale il perché andremo a parlare al laghetto ma sopratutto la scelta del giorno dell'inaugurazione della tua mostra. Il 17 giugno è la giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità.
-Sì, Walter, è proprio così, il mio impegno e il mio lavoro sono indirizzati da un alto a mettere in risalto la bellezza dell'acqua, da un altro a focalizzare gli aspetti e l'importanza di un bene così prezioso.
- Le tue opere fotografiche sono di mille colori.
- Sì, è il mio modo allegro di raffigurare l'acqua, la gioia di un qualcosa di così bello e importante che non ne possiamo fare a meno.
- Eh, già, fortunatamente le organizzazioni mondiali, con le giornate come quella del 17 giugno, stanno monitorando il pianeta, non è facile frenare la stupidità umana e l'arte è una di quelle espressioni che hanno il dovere di rappresentare, appunto attraverso l'arte, il bello e lo sbagliato di ogni cosa, un linguaggio universale atto a migliorare la nostra vita e quella del pianeta. Il rischio di desertificazione e di siccità è sotto gli occhi di tutti.
- Grazie al tuo talento sei andata "Oltre le visioni".
- Non sono sola, mia compagna di avventura è la fedele macchina fotografica e tutte le persone che collaborano con me a questa idea.
- Gioco di squadra.
- Sì, è necessario, tutto il mondo deve fare squadra per il bene comune e io do il mio contributo fotografando l'acqua, cercando di far vedere quei colori impercettibili, quello che ci sfugge a causa dello stress quotidiano. I miei scatti sono realtà e fantasia da immaginare ad occhi aperti. Purtroppo siamo troppo attaccati con i piedi a terra e perdiamo di vista la necessità di preoccuparci del destino dell'acqua... Walter, ma dove stiamo andando?
- Andiamo con la 500 a fare un giretto sul laghetto.
- Ma non è una barca!
- Lo so, ma la fantasia non ha limiti, e poi, nel prossimo futuro, fiumi, laghi e mari saranno percorribili anche con un automobile, il progresso farà grossi passi avanti.
- Sei ottimista.
- Un po', vedrai che, nonostante tutto, l'umanità, anche grazie ad artisti come te, cambierà rotta salvaguardando la natura e questo pianeta resterà sempre il più bello della galassia... Sei pronta? Chiudi il tettino apribile altrimenti ci bagniamo.
Amici lettori, io e l'artista Paola Desideri vi salutiamo. Le rivolgiamo un bel in bocca al lupo per la sua mostra; siete tutti invitati, non mancate a "Oltre le visioni" ,domenica 17 giugno, giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità.
Amici fedelissimi del blog che ama regalarvi cultura e colori, vi aspettiamo alla prossima intervista con nuovi artisti.
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Oltre le Visioni - Paola Desideri
Le visioni come intuizione della realtà attraverso l'occhio dell'artista, un attimo bloccato nello scatto fotografico, una percezione di sogno sublimato...
Intervista con l'artista Luigi Montanarini

Carissimi e fedelissimi lettori della signorasenzafiltri, bentornati al nostro mondo dell'arte, oggi incontrerò per voi l'artista toscano Luigi Montanarini, il nostro appuntamento è su Lungotevere e parleremo di arte facendo un giro sulla mia bici cubo, dite che non sapete che sia? Vi aggiorno subito, si tratta di una bicicletta a 4 ruote, a pedalata elettrificata da un motore dinamitoso a energia solare, derivata dai pannelli solari posti sul tetto della scocca in gomma piuma appunto a forma di cubo, ammetto che è un po' spigolosa, ma, in compenso, se cadremo rimbalzeremo e se ci urtassero non ci faremmo neanche un graffio, inoltre abbiamo a bordo tutti i comfort, musica, video, frigo bar e l'immancabile moka per il caffè... Eccomi arrivato.
- Maestro, benvenuto fra di noi.
- Ma figurati, grazie a te e alla signorasenzafiltri per avermi invitato.
- Maestro le va di pedalare?
- Veramente, avrei preferito la 500, comunque facciamo che vada bene lo stesso. Senti, Walter, bypassiamo il cerimoniale, chiamami semplicemente Luigi, dove andiamo?
- Vogliamo andare dove ci porta il cuore?
- E' fin troppo facile.
- Cappella Sistina?
- Mi hai letto nel pensiero.
Signore e signori, in questo momento io e Luigi Montanarini, pedalando con la nostra bici cubo, ci recheremo a parlare di arte all'interno della Cappella Sistina, sono sicuro che anche voi, amici lettori, ci seguirete... In un battibaleno di fantasia siamo arrivati, parcheggiamo ed entriamo.
- Luigi, se non avessi fatto l'artista che avresti fatto?
- Il presentatore televisivo.
- Ma ai tuoi tempi la televisione ancora non era nata.
- Sì, hai ragione, ma avrei potuto inventarla, anche Georges Melies non era mai andato sulla luna, eppure con il cinema è stato il primo a portare la gente sul pianeta degli innamorati.
IL LINGUAGGIO DELL'ANIMA E' SCONOSCIUTO FINCHE' NON DIVIENE PITTURA. (Luigi Montanarini)
- Neanche ai tempi di Michelangelo c'era la televisione o il cinema, eppure guarda che po' po' di film ha girato il nostro artista.
- Luigi, chissà quanti miliardi di linee avrà disegnato Michelangelo Buonarroti come preparazione per la realizzazione di questo capolavoro?
- Sicuramente un universo, un infinito universo di segni, e ogni tratto, ogni linea disegnata, era in quel momento lo scorrere della sua anima e, passando dal disegno alla stesura della pittura ad affresco, sulle pareti stava raffigurando il filmato della nostra esistenza, terrena e al di là della conoscenza.
- Luigi, che cos'era per te il disegno?
- Walter, era semplicemente il filo diretto con me stesso. Con la punta della matita poggiata sulla carta era come attaccare un filo elettrico per ricevere energia dalla mia mente e dal mio cuore e, attraverso di esso, disegnare era un tutt'uno fra la realizzazione grafica e la mia anima. Invece, quando disegnavo utilizzando il pennello intriso di tinta, era come camminare a piedi nudi su un morbido prato di mille colori, disegnare e dipingere era allo stesso tempo modalità comunicativa e passaporto per uno stato di armonia.
- Luigi, che ne pensi di internet e della tecnologia in generale?
- E' normalmente necessaria, ci sono aspetti interessanti ma...
- Ma?
- Ma credo che a Luigi Montanarini piaccia di più tutto quello che è poetico, tutto quello che è legato alla dimensione strettamente umana, per secoli e secoli abbiamo visto la bellezza e l'importanza dell'arte, possiamo anche inoltrarci nei meandri del nostro futuro ma non dovremmo mai perdere di vista chi siamo realmente.
- Eh, già, chi siamo?
- Una infinita emozione guidata dalla passione, dall'intelletto e dal cuore, l'arte è l'unico linguaggio universale, ora per esempio ci troviamo all'interno di un capolavoro realizzato dal talento e dall'ingegno dell'uomo, in futuro converrà non farsi prevaricare dalla tecnologia.
- Quindi vedi ancora roseo il futuro dell'arte?
- Se riusciamo a mantenerci appassionati, rimanendo seriamente attaccati alle nostre radici, e a divertirci come bambini, l'arte sarà immortale, anche se andassimo su Marte, con noi porteremmo le nostre opere realizzate tradizionalmente a mano.
- Qual era il tuo mantra da insegnante?
- Lavora, lavora, lavora, ma fallo ridendo nel tuo animo; con i miei studenti e assistenti sono stato un insegnante serio, metodico, preciso ma quando c'era da ridere e scherzare ero come uno di loro.
- Vogliamo parlare di quest'opera che ho portato con me?
- Sì, certamente, si tratta di un 50X30 realizzato a tempera su cartoncino. E' dell'84, lo realizzai per il mio amico attore Giorgio Cerioni, lui, scherzando, mi diceva sempre che avevo la faccia da americano e che negli USA mi avrebbero fatto diventare una star dell'arte e così gli realizzai quest'opera estemporanea un po' matta, un astratto allegramente dinamico e musicale, la musica è importante in ogni espressione artistica, serve a dettare il ritmo in ogni forma. Come puoi ben vedere, ho utilizzato solo 5 colori, il giallo, il blu, il rosso, il marrone, il nero, più il bianco del fondo per abbracciare la materia, pochi colori presi a caso, che poi tanto casuali non erano perché la scelta dipendeva dal mio cuore. Le prime spennellate svolazzanti di marrone per la base, dovevo riscaldare la carta, eh! Poi con due rapidi gesti il giallo e il blu, a seguire il dripping con il rosso in omaggio a Pollock, infine il nero come a chiudere il sipario dell'opera, mi ero divertito a realizzare questa piccola opera per il mio amico, avevo 78 anni e mi sentivo ancora un ragazzo... Appunto, ragazzo, adesso che ne dici di andarci a prendere un caffè?
- Sì, Luigi, ce lo siamo meritato... Amici lettori della signorasenzafiltri, io e l'artista Luigi Montanarini con la fantasia usciamo dall'intervista, voi, se volete, rimanete ad ammirare la Cappella Sistina, vi lasciamo in compagnia di un tesoro dell'arte. Ringraziandovi vi aspettiamo al prossimo incontro artistico.
Intervista a Tony Mal

Amici lettori della signorasenzafiltri, oggi Walter Fest ha il piacere di presentarvi Tony Mal, un personaggio del fantasioso spettacolo teatrale e cinematografico Internazionale e, dato che i miei consueti appuntamenti si svolgono in luoghi all'aperto, oggi io e Tony Mal andremo a disquisire di cose varie e di cinema, vedendo per voi il film Avengers: Infinity war.
- Ciao, Tony.
- Ciao, Walter, hai portato qualcosa da sgranocchiare?
- Sì, pop corn, patatine e birra.
- Birra? Ma almeno è gelata?
- Sì, come un gelato.
- Ah, cominciamo bene!
- Tony Mal, puoi parlarci del tuo personaggio?
- Certamente, ecco, vedi, io sono un tipo timido ma anche un po' sarchio, un tipo sveglio ma anche un po' mollicone, finché non ho incontrato Tatiana.
- Un incontro determinante al buio.
- Più che altro a luci rosse, la prima volta che ci siamo conosciuti abbiamo fatto il kamasutra del rock and roll ed è stato lì che è nata la scintilla.
- E poi?
- E poi ho iniziato la mia carriera tutto sesso pazzo a tutte le ore.
- Una grande opera comica.
- Sì, comica e anche futuristica, ma non posso dire di più senza il consenso dell'editore.
- Capisco, senti, Tony, allora puoi parlarci dell'esperienza teatrale?
- Ti confesso che in teatro abbiamo avuto qualche problema con le attrici, se, da un lato, la compagnia risparmiava sui costumi perché le attrici erano nude, da un altro esse si lamentavano perché sentivano freddo, io ho provato a riscaldarle con del vero sesso ma non hanno accettato perché si allungavano i tempi di recitazione e così abbiamo risolto tutto con la scenografia.
- Io ne so qualcosa.
- Eh, già.
- Insomma, questo nuovo sesso moderno e innovativo ha funzionato?
-Sì, certamente, era ora di dire basta con il solito tran tran sessuale, grazie a Tony Mal con tutto il resto della compagnia scoprirete un nuovo mondo.
- Farai un film?
- Beh, sì, dopo gli ultimi miei successi "Amore mio non vedo il foro", "All'alba ne avevamo fatte sei" e "Due tette sotto il letto di latta" gireremo "Tony Mal sesso pazzo a tutte l'ore". Con un sovrapprezzo di 100 euro alla cassa potrete avere anche la versione 3d con uno sconto del 10% per comitive, vi consigliamo di prenotare, dopo lo spettacolo pasta e fagioli per tutti... a proposito, Walter, puoi passarmi un po' di pop corn?
- Certo... che ne dici di questo film che stiamo vedendo?
- Avengers: infinity war, ne saranno felici gli appassionati dei super eroi, bello, ricchissimo di effetti speciali, ho l'impressione che in certe scene si rischi di dormire, alcune per i miei gusti sono troppo buie, influisce anche la colonna sonora un po' retrò, poi di colpo ti risvegli con le azioni super veloci che ti tengono incollato alla poltrona. Leader del film, anche grazie alla sua prestanza fisica, è Thanos, uno dei protagonisti, un falso buono che ti manda apparentemente in confusione perché ti fa quasi commuovere, ma poi alla fine ammazza tutti e pure mezzo pianeta.
- Pure l'Uomo ragno?
- Sì, anche lui, anzi, uno alla volta annienta quasi tutti i protagonisti del bene, questo film è un grande alternarsi di azioni, di battaglie, di personaggi che, alla fine, sconfitti usciranno di scena; 149 minuti dopo i quali sembra che per l'umanità non ci sia scampo, ma c'è un colpo di scena e quello che succederà nel futuro lo scopriremo a quanto pare, coming soon nel 2019.
- Fiùùùù... meno male!.. Dai, Tony, adesso salutiamo i nostri amici lettori della signorasenzafiltri, vi aspettiamo alla prossima intervista pazza e in teatro... tutti nudi... tutti nudi?... Ma no, scherzavo! Venite pure vestiti di tutto punto ma ricordatevi che con Tony Mal il sesso diventa pazzo a tutte l'ore.
"Così come si è" di Cecilia Bossi

Bentornati amici lettori del blog che non vi lascia mai a piedi, wow! La signora senza filtri è felice di fare compagnia a tutti voi che, presi dal tran tran, rischiate di perdere di vista la constatazione che l'arte, in tutte le sue espressioni e manifestazioni, è necessaria per la nostra esistenza. E così oggi Walter Fest avrà il piacere di descrivervi l'opera di una brava artista romana, sto andando a prendere Cecilia Bossi, in sella a una Harley Davidson Electra Glide di colore celestiale, con tonalità rosse, arancio, giallo cadmio e blu oltremare, sulle cromature può rispecchiarsi tutto un mondo, yes, mi è stata messa a disposizione dal mio amico Bombacè, un motociclista romanaccio, simpaticamente rude, dal baffo ad arte, anch'egli fine conoscitore della pittura e della scultura. Eccomi qua a tagliare il vento con in testa il casco a scodella e gli occhialoni da motociclista anni '50, gagliardamente in sella alla motocicletta più bella del mondo... ho appena caricato a bordo Cecilia Bossi, che ha infilato il casco rosa sopra la pettinatura color viola acerbo, impavida ride come una matta e le scappa pure di cantare a squarciagola canzoni stonate. Il tragitto è breve, arriviamo a meta tra una curva, una frenata e una sgommata, adesso però è meglio che mettiamo i piedi a terra, io e Cecilia Bossi, l'artista che impasta i colori con gioia e passione, un grande esempio di semplicità e creatività esplosiva, il suo sguardo è concentrato, la risata contagiosa, non è più una giovincella, eppure ha lo scatto artistico da centrometrista, lo giuro, il giudizio non è di parte ma potrebbe, per rimanere in tema sportivo, dare una pista a tanti pischelli rampanti. E per parlare con lei della sua opera indovinate un po' dove l'ho portata? Siamo per voi sulla terrazza del Gianicolo di Roma, la vista è poetica, i tetti di Roma ci regalano più di un sorriso, dalla città eterna non svettano grattaceli moderni ma senza dubbio possiamo sfiorare con le mani la storia millenaria, ora abbiamo poggiato la sua opera su una panchina vicino al teatrino delle marionette, un'opera intitolata Così come si è.
Cecilia l'ha realizzata nel 2015, nel formato 100X100, su una tela vecchia, stampata e riciclata, utilizzando per la lavorazione una tecnica mista. La nostra amica artista, come una donna saggia e pratica, sa dare valore alle cose, non spreca nulla, ogni oggetto può essere materia e trasformato in arte da lei donna libera nella testa e nella sua azione artigianale.
Cosa c'è di più bello della libertà? Ecco, io in quest'opera vedo Cecilia che, godendo della propria libertà espressiva, dialoga con la materia, impasta con amore la tinta che dà corpo alla tela e rende vivo il colore; anche dopo qualche voluta e naturale imperfezione nelle casuali colature, tutto parla di libertà. Dalla spennellata di nero in primo piano sfugge il rosso a semicerchio che si fonde con un'atmosfera ocra, avana, grigio velato; alcune parti di cartone, tornate ad arte a nuova vita, sembrano fermare il movimento, ma solo in apparenza, perché Cecilia, come a concludere l'opera soddisfatta, lascia colare a caso le ultime gocce di tinta dal barattolo, quasi in trasparenza affiorano cenni di verde che equilibrano la massa cromatica. Il verde dei prati, delle foreste, colore riposante per gli occhi e per la mente. L'opera informale di Cecilia Bossi è così grande e così musicale da lasciarti pensare una parola in lingua Inglese: "Freedom". E ora, di fronte al dinamismo delle tinte e della passione, al termine del lavoro eseguito, immagino Cecilia sedersi su una sedia impagliata, mi sembra di vederla di fronte al tramonto da favola a chiacchierare, a ridere, a fumare, a parlare, inarcando con energia le spalle esili ma forti. Il quadro è finito, l'artista riprende fiato, il cuore è gonfio di amore, la stanchezza l'artista non la sente, il suo corpo si è fuso con la sua opera, durante la sua realizzazione il tempo trascorso non è esistito, né vi era età, né passato, né futuro, l'artista era tutta se stessa con la propria anima.
Io e Cecilia, invece, adesso ci accorgiamo di non essere soli, alcuni bambini si avvicinano a noi e guardano l'opera, sono gli unici che lo fanno, dobbiamo essere precisi, ci sono delle persone adulte intorno che non ci hanno degnato di uno sguardo, troppo impegnati con tablet e smartphone, solo questo gruppetto di ragazzini si è fermato, rinunciando per un momento a Pulcinella e Balanzone per vederci ed ascoltarci .
- Chi lo ha fatto?
Ce lo chiede un bambino con gli occhiali che tiene un gelato in mano.
- L'ho fatto io, ti piace?
- A me sembra il pomodoro che è cascato sul tavolo l'altro giorno a mia madre e poi i coriandoli di carnevale e poi anche un gatto con un occhio rosso che salta sul divano di nonna.
- Cecilia, perché ci hai messo pure il gatto?
- Mi hai dato proprio una bella idea, la prossima volta ne metterò due di gatti.
- Signora, lo scambierebbe con il mio gelato?
- Walter, tu che ne dici?
- Non voglio dire che un gelato sia migliore della tua opera, però mi sembra che sia un'offerta che non puoi rifiutare.
- Accetto ma, dato che il quadro è più grande del tuo gelato, voglio pure una caramella.
- Ma, Cecilia! Toglieresti pure le caramelle al bambino?
Lui la guarda e sta cercando nelle tasche.
- Ma no, dai, tieni il gelato e le caramelle, ti regalo il quadro, basta che ti comporti bene a scuola.
Il gruppetto di bambini se la squaglia, adesso sta arrivando il momento più divertente, quello con il quale Pulcinella sta per dare un sacco di mazzate al diavolo che lo vuole portare nella tomba.
- Cecilia, vogliamo andare a prenderci un gelato?
- Direi di sì, andiamo, ma la moto la guido io.
Amici della signora senza filtri, prima che prendiamo pure noi le mazzate da Pulcinella, Walter Fest e Cecilia Bossi vi salutano e vi danno appuntamento al prossimo artista, vroooommmm!
Walter Fest, "Fiori"

Fiori
Walter Fest
Libro animato
Se quello che ho fra le mani fosse un libro, scriverei una recensione. Ma quello che ho fra le mani non è un libro, è qualcosa di più e qualcosa di meno, è un pezzo unico. L’autore, Walter Fest, lo definisce “libro animato”, io lo considero un dono prezioso ricevuto da un amico. Di questo libro esiste un solo esemplare, ché Walter ne produce uno alla volta; è scritto, illustrato, dipinto e rilegato a mano, è un insieme di creatività agglomerata nello stesso manufatto. Libro come oggetto, dunque, come opera artistica non solo fatta di parole scritte.
Il contenuto è solo uno dei tanti aspetti, ed è costituito da dieci brevi racconti che hanno come argomento i fiori: di campo, di città, di Natale etc. In realtà sono pretesti per parlare di amore per la vita, di solidarietà, di bisogni, di natura, di bellezza. I personaggi sono gente comune, figure popolari che s’incontrano per strada, su una panchina, al mercato. La lingua in cui si esprimono è il romanesco, e in questo l’autore dà il meglio di sé, rispetto ai testi in lingua nazionale.
Il libro è “animato” perché, come dice l’autore stesso, c’è dentro l’anima di chi l’ha scritto e perché presuppone un’interazione col lettore, che ha a disposizione spazi lasciati in bianco apposta per lui, dove annotare le proprie riflessioni e impressioni.
Un piacere tattile, visivo, che nasce dai colori della copertina, dai disegni, dai collage, dal fruscio della carta, dall’inchiostro della penna, dai segnalibri allegati. Insomma, più che una raccolta di racconti sui fiori, una vera e propria esperienza sensoriale a tutto tondo.
Michela Marchetti, "Le parole vestono l silenzi"

Amici lettori della signora senza filtri, bentornati al nostro appuntamento con l'arte, oggi saremo in diretta per voi in una trasferta stellare, nientepopodimenoche... dal pianeta Marte, beh, avete capito bene, non stupitevi, in questo momento mi trovo sul pianeta rosso in attesa che arrivi l'artista Michela Marchetti, in duplice veste di fotografa e autrice del libro Le parole vestono i silenzi. Vi state chiedendo come faccio ad essere qui nella galassia? Sono arrivato con il teletrasporto, che non è lo stesso di Star Trek, ma un semplice telecomando, sul quale basta pigiare il tastino predisposto e sarete teletrasportati ovunque, mi raccomando non fate confusione con i pulsantini perché, per errore, potreste ritrovarvi in qualche talk show nostrano. Potete tranquillizzarvi anche voi, in un prossimo futuro avrete queste opportunità, intendo dire che anche voi potrete catapultarvi nel pieno di un talk show, urlare arrabbiandovi, sfogando la vostra natura animalesca verso ospiti e conduttori. Io vi consiglio di lasciar perdere e magari di appassionarvi a tutto ciò che è culturale. Ma eccola, la vedo, sta arrivando, signore e signori del blog senza filtri, Michela Marchetti è qui per noi sul pianeta Marte.
- Ciao, Michela.
- Ciao, Walter.
- Non mi chiedere perché ti ho invitato sul pianeta rosso.
- Già, perché siamo qui?
- Ahahahah, siamo privilegiati sai in quanti vorrebbero essere qui?
- Ma intorno a noi non si vede nulla.
- Eppure stanno spendendo un sacco di soldi per le missioni spaziali.
- Eh, già, quando basterebbe un semplice telecomando usato... Michela, veniamo a noi, sei l'autrice di questo libro e la fotografia in copertina è opera tua; inizio a farti i complimenti per la foto in B/N, dove una affascinante ragazza, con in testa un copricapo calato sugli occhi, sta con l'indice puntato sul naso come a dire "Shhhh, silenzio facciamo parlare le parole stampate sulle pagine del libro". Un'immagine molto fashion, esaltata dal monocolore.
- Sì, ti confesso che per me è stata una grande soddisfazione pubblicare questo libro con la Arduino Sacco editore.
- Vuoi parlarci del tuo libro?
- Oh, sì certo, chiunque lo leggerà si troverà in viaggio in un mondo di emozioni fra storie narrate con naturalezza, senza fronzoli, senza sotterfugi, senza scorciatoie dialettiche. Volevo avere il piacere di prendere per mano il lettore e farlo sentire bambino insieme a me, il modo migliore per affrontare le vicende umane, fra prosa e poesia, proprio quella poesia, quel sentimento che manca sempre di più intorno a noi. I freddi silenzi alimentano malinconie e rimpianti, incomprensioni e conflitti, e tutti noi dovremmo lasciare libertà alla parola di esprimersi attraverso i nostri cuori, la rivincita della passione naturale sull'indifferenza. La vita è fatta per essere amata e ci ricambia con la poesia che ci circonda ogni giorno della nostra esistenza, venendo purtroppo da noi egoisticamente ignorata.
- Michela, complimenti: il tuo libro sicuramente scioglie le anime, i lettori non si annoieranno, avrai senz'altro successo.
- Ti ringrazio, vorrei tanto che chi legge le mie parole si emozionasse e aprisse una finestra di dialogo con me, ritengo molto importante il contatto umano, il guardarsi negli occhi, il parlare, il condividere esperienze e quotidianità, anche con la sola immaginazione poter sentire l'autore una persona della quale fidarsi.
- Intendi lettori come fossero amici.
- Sì, mi piace avere con il lettore un rapporto di amicizia, come il poter prendere insieme un caffè o un tè e parlare di storie.
- Sì, questa è una buona idea, ti andrebbe di continuare a parlare di fronte a un gelato marziano?
- Oh sìììì... ma qua mi sa che non troveremo neanche un bicchiere d'acqua.
- Beh, sì, forse fra un millennio... dai, torniamo sulla terra, sarà ma a me sto Marte non piace per niente.
- Walter, hai ragione, non si vede neanche l'ombra di un fiorellino.
-Dai, schiaccia il pulsantino.
Amici lettori, noi andiamo a prenderci un bel gelatone espresso, la prossima volta vedremo Marte in cartolina. Io e Michela Marchetti vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo artista, sempre qui sulla signora senza filtri, il blog che non vi lascia mai soli nell'universo.
"Tramonto" di EMANUELE GABELLINI

Bentornati amici del blog che illumina la vita, oggi saremo in compagnia dell'artista Emanuele Gabellini, un giovane grafico, un valido illustratore.
Ancora un esempio attraverso il quale Emanuele dimostra che con un disegno a mano libera si possa realizzare della buona arte, una buona arte che non ripaga il nostro amico artista poiché sta tentando in tutti i modi di vendere le sue opere senza purtroppo riuscirci, le ha provate tutte, ha tentato la telefono vendita imitando attori famosi, ha cercato di spacciarsi per cugino di quarto grado di Van Gogh, ha fallito anche come nipote acquisito del prozio del portiere di casa Mondrian, ha provato ad abbinare ad una sua opera della cioccolata scaduta ma buona, perfino mettendosi agli angoli delle strade, fingendosi cieco, tenendo in braccio da un lato le sue opere dall'altro un finto cane di peluche, ha rimediato pochi spiccioli e nulla più e così per sbarcare il lunario e dare un senso alla sua arte, adesso Emanuele lavora al mercato di via 17 giugno 2001, ove alla sua bancarella vende frutta già pelata, verdure scatolate in pasticca, prosciutti, salami e formaggi finti, stock assortiti di calzini bucati ottimi per la Primavera/Estate, quindi amici della signora senza filtri, oggi eccomi qua nel tentativo di aiutare a vendere le opere del nostro amico artista Emanuele Gabellini.
Per attirare l'attenzione dei visitatori del mercato ci siamo vestiti, io tutto di giallo, Emanuele tutto di rosso, e ora incrociamo le dita, apriremo un'asta estemporanea dove tenteremo di vendere le sue opere.
-Venghino, signori e signore, venghino da questa parte, oggi abbiamo robba bella e colorata, questa è arte originale di un grande artista, arte giusta per tutti i gusti a tutti i costi, avvicinatevi con fiducia, non vendiamo le solite padelle ma arte bella.
Vi presento l'artista Emanuele Gabellini e la prima opera che andrò a mostrarvi sarà Tramonto realizzata su carta con ecoline e pennino nel formato 18X24. Con quest'opera Emanuele ha scelto la via più difficile, ma sì, rappresentando un tramonto con i suoi colori rosso, giallo, arancio a sfumare nel nero della sera avrebbe fatto la cosa più normale e, ad effetto, avrebbe attirato maggiormente l'attenzione e invece lui no, lui è un vero artista e ha scelto l'idea più originale, un sole con i suoi raggi tiepidi sotto un cielo verde ma di un verde nettamente verde, e in primo piano la collina con le case abbarbicate fra stretti vicoli, sopra la collina tre grandi alberi spogli.
Il tramonto autunnale su un enorme prato: tutto è di colore beige, avana, fra chiaro, scuro; questa è poesia, non è facile ruffianeria fatta ad arte ma sentimento espresso con talento, e il verde luce del cielo ti illumina la mente...
La gente intorno è rimasta estasiata dal racconto ma, nonostante tutto, si allontana dal banco, accipicchia ma sembra che l'arte sia passata di moda, tutti preferiscono oggettistica virtuale e di facciata, tutta finta esteriorità usa e getta, perbacco, siamo demoralizzati ma succede l'imponderabile, tutti vanno via meno che uno, un tizio indistinto che rimane a guardare le opere di Emanuele Gabellini. A un certo punto ci fa dei gesti eloquenti, come a voler vedere più da vicino le opere, è una figura che mi sembra di conoscere ma non ricordo dove abbia già visto questo personaggio, insomma, sta di fatto che mostra interesse per acquistare tutte le opere, noi logicamente gliele porgiamo, il tizio non chiede sconti, non la tira per le lunghe, ci porge un sacchetto, agguanta le opere del Gabellini e va via. Noi logicamente prendiamo al volo il malloppo, non è mica il caso di fare gli schizzinosi.
Vedete? Bisogna essere ottimisti, c'è ancora qualcuno che apprezza le arti, la cultura, quel qualcosa che arricchisce le menti e colora la vita. Chissà chi sarà stato il misterioso mecenate?
- Eta Beta!.. Ecco dove lo avevo visto!... Era Eta Beta!
- Hai ragione, proprio lui, abbiamo venduto le opere ad un fumetto!
- Ho il terribile sospetto di sapere con che cosa ci avrà pagato!
Svuotammo il sacchetto e trovammo un mucchio di palline di naftalina.
- Naftalina?... Palline di naftalina!!!
E vabbé, sempre meglio di un assegno cabriolet e poi, dai, vediamo il lato positivo della storia, magari regalerà le tue opere a Topolino! Emanuele hai altre opere da vendere?
- Sì
- Dai riproviamo domani, magari saremo più fortunati.
Signore e signori della signora senza filtri, il blog per menti aperte, dal mercato di Via 17 Giugno 2001 è tutto, io e Emanuele Gabellini vi salutiamo, vi ringraziamo e vi aspettiamo al prossimo artista... A qualcuno serve della naftalina?
Emanuele Gabellini nasce nel 1972 a Roma, dove vive e lavora.
Ha frequentato il prestigioso ma disastrato Istituto d’Arte “Silvio D’Amico” ,conseguendo il diploma di Maestro d’Arte e successivamente di Grafico Pubblicitario.
Ex bassista dei Santarita Sakkascia, artista poliedrico, espone le sue opere di pittura, collage, foto e video in tutta Italia dal 1997. È stato l’ideatore dell’inno musicale del “Partito del Tubo”, del web-magazine Fantasma e de Il Giornale del Giorno Dopo
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Intervista a Lorena Giardino

Amici lettori della signora senza filtri, il vostro blog, che non vi lascia mai leggere al buio, oggi per voi incontrerà la brava autrice piemontese Lorena Giardino, insieme a lei parleremo della sua ultima opera, appena pubblicata da Grafiche Stile. L'ultima volta che l'avevo sentita la trovai molto affaticata, la realizzazione del suo ultimo romanzo le aveva dato un bel knockout al cuore, l'autrice, troppo profonda e sensibile nei sentimenti, aveva esaurito la benzina energetica e, ad opera ultimata, soddisfatta e strafelice, era groggy come un pugile suonato, pertanto adesso, per farla rilassare, la porterò con me in sella alla mia Moto Guzzi California rossa Pollock a fare un bel giro, destinazione lago Takatika nel bel mezzo della prateria Indiana.
- Dai, Lorena, infila il casco a scodella che partiamo.
Curve, controcurve e saliscendi, arriviamo a destinazione per la nostra chiacchierata con Lorena Giardino in arte Scrittrice Imperfetta.
- Ciao Walter.
- Lorena, senza inquietudine e autoderminazione non avresti mai scritto L'imperfetta Immensità.
- Sì, è la verità, ho dovuto lottare contro tempeste umane di ogni tipo, mi sono totalmente immersa nelle anime dei personaggi, provando per le vicende delle loro storie una grande sofferenza interiore, adesso vorrei avere il piacere di condividere questa immensità imperfetta con i lettori.
- E il lettore non può che esserne contento, il suo maggior desiderio è di tuffarsi e immedesimarsi nel mare di parole dello scrittore vissute e narrate con passione viscerale.
- Il mio romanzo è come aprire una finestra sul mondo. Ad ogni latitudine ci sono situazioni di squilibrio, un’umanità con rapporti interpersonali in continua agitazione, come se la vita imperfetta ci impedisse di essere semplicemente naturali, in pace con il nostro destino. Tutti siamo perennemente alla ricerca di un qualcosa che sfugge, un qualcosa del tipo polo positivo e polo negativo che si respinge, tensione alle stelle fra persone normali eppure...
- Eppure?
- Eppure un giorno, quando arriverà quel giorno, Giulia e Maria, le due sorelle, insieme alla fredda madre, dovunque esse saranno, troveranno la serenità interiore.
- Potrebbero semplicemente comprendersi?
- Michele, l'anziano, il nonno che nessuno vuole ascoltare, si siederà in poltrona infischiandosene di tutti.
- Io gli consiglierei di ascoltare musica di George Gershwin.
- Mattia, 6 anni, verrà finalmente apprezzato dalla maestra che ritroverà il suo equilibrio.
- La maestra potrebbe provare a preparare delle squisite crostate mentre Mattia riderà spontaneamente e gioiosamente come tutti bambini?
- Il mondo è imperfetto perché è la stonatura delle cose che ci dà l'impulso a correggere i nostri errori, è la bellezza che è dentro ognuno di noi a rendere tale l'immensità dell'umanità, tutto accadrà serenamente come la quiete dopo la tempesta. Finalmente potremo vedere che Guernica di Picasso avrà la meglio sugli amanti della guerra.
- Lorena il tuo è un messaggio di ottimismo.
- Sì, ho lavorato a questa mia opera per lanciare un grande messaggio di ottimismo, è proprio così.
Molto bene amici lettori, se potete, leggete anche voi L'imperfetta immensità della nostra amica autrice Lorena Giardino. Ora io e lei proseguiamo il nostro momento relax di fantasia nel tepee del nostro capo Indiano Brown Sugar, sembra che ci abbia preparato da fumare un calumet della pace a base di erbe aromatiche, liquirizia, panna, cioccolato e zabaione. Salutiamo tutti i cari lettori del blog della signora senza filtro e vi aspettiamo al prossimo incontro culturale.
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