Overblog Tutti i blog Blog migliori Letteratura, poesia e fumetti
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Oakley Hall, "Warlock"

15 Settembre 2025 , Scritto da Valentino Appoloni Con tag #valentino appoloni, #recensioni

 

 

 

WARLOCK

Oakley Hall

 

Ultima notte a Warlock è un romanzo di genere western del 1958 scritto da Oakley Hall e da cui venne tratto un film con Henry Fonda, Antony Quinn e Richard Widmark. 

La vicenda si svolge in una cittadina arricchita dalle miniere che hanno portato benessere e ricchezza; ci sono due saloon, un postribolo, vari negozi. La minaccia degli indiani Apache esiste solo nei ricordi dei vecchi.

Ma il problema è di ordine pubblico; la banda McQuonw impazza. Ci sono soprusi e angherie; gli sceriffi vengono uccisi o scappano. I borghesi non sanno come difendersi; per quanto spaventati decidono di organizzarsi. Questo è un momento chiave per la cittadina. Non c'è legge, manca chi tuteli la legalità, si è sottomessi a chi sa sparare. La città più vicina dove ci sono le autorità è lontana, a qualche giorno di carrozza; ogni faticoso viaggio delle delegazioni di Warlock è infruttuoso perché le autorità fanno solo promesse. Solamente quando la cittadina diverrà una contea, potrà avere un vero sceriffo. Intanto ci si deve accontentare di qualche vicesceriffo malpagato, barricato in un ufficio sormontato da una vecchia e cadente insegna. Su un muro all'interno ogni uomo di legge scrive il proprio nome, accanto a quello dello sfortunato predecessore.

La cosa interessante è che quanto fanno i cittadini esasperati per reagire al crimine è comunque fuori dalla legge. Assoldano un Marshall, Blaisedall, noto pistolero che viene in città accompagnato da una fama di ottimo tiratore. Ma tutto ciò che decide il comitato di Warlock è extralegale; è un organismo autonominato, senza legittimità; questo però è il mondo del Far West dove si deve replicare a delle emergenze, muovendosi in un territorio non mappato; che si tratti di un'epidemia, di un attacco indiano, di una banda di malviventi, si deve reagire per sopravvivere. Per combattere il disordine, bisogna per forza uscire dagli schemi della normalità.

La contingenza, in un contesto povero di regole, rischia infatti di essere travolgente; è necessario incanalarla per non esserne vittime.

Nel romanzo, si disegnano molte traiettorie che avviluppano i destini dei vari personaggi con una grande attenzione introspettiva. Spesso è il passato a riemergere pesantemente. Il vissuto dei singoli è un macigno che porta grandi conseguenze; solo nel finale ci saranno dei brutali tagli che risolveranno, anche nel sangue, questi viluppi. Lo scavo psicologico è costante e si creano varie coppie; il Marshall Blaisedall è legato al meschino Morgan il quale vede in lui l'unico amico mai avuto in una esistenza fatta di immoralità. Lo stesso Blaisedall, pistolero severo ma non vuoto interiormente, ha una relazione con una giovane, Jessie, piena di valori etici e filantropa. Infine il nuovo vicesceriffo Gannon si lega in modo complicato a Kate Dollar, venuta in città per vendicarsi di Morgan; poiché a Morgan poco importa anche di se stesso, l'unico modo per ferirlo, spiega Kate, è cercare di uccidere il suo amico Blaisedall.

Le donne hanno ampio spazio, sono ricche di personalità e iniziativa.

Inoltre nell'opera un grande risalto è dato alle lotte sindacali dei minatori che trovano assistenza da parte di Jessie e di un dottore che offrono aiuto ai lavoratori infortunati. Questa lotta che a un certo punto vede l'esercito americano arrivare per placare con durezza uno sciopero e arrestare i minatori, schierandosi con i padroni, non è trattata nel film probabilmente perché il tema, siamo negli anni cinquanta del secolo scorso, era troppo delicato politicamente. Nel libro l'immagine dei militari che si schierano con i potenti, quasi come se fossero una polizia privata, rimane molto forte; invece, nel film western del 1980 I cancelli del cielo, di Michael Cimino, la cavalleria americana giunge a salvare i grandi allevatori di bestiame, poco prima che vengano sopraffatti dai contadini che intendevano massacrare.

La parte più interessante del libro vede l'arrivo del Marshall, cui si affida appunto la cura dell'ordine pubblico. Naturalmente ciò avviene non senza contraddizioni; i bravi cittadini lo apprezzano perché riporta sicurezza nelle polverose strade su cui si affacciano molte attività. Ma quando un paio di malintenzionati, entrati in città nonostante fossero stati messi al bando dal comitato cittadino, restano a terra, uccisi da Blaisedall, sorgono molti dubbi. Si vorrebbe l'ordine, ma non si sopporta di vederne apertamente il prezzo di sangue che richiede. 

Blaisedall diviene una persona divisiva; alcuni seguitano a essergli riconoscenti, altri lo vedono come una figura ingombrante, altri ancora come il giudice locale lo accusano di agire fuori dalla legge. Ma in fondo, come detto, anche il comitato cittadino è solo un gruppo di privati che si è avocato dei poteri di controllo che non hanno fondamento. È quindi autoreferenziale. E lo stesso verboso e pesante giudice agisce come giudice onorario, non nominato da nessuno. Ma non c'è altra strada; l'alternativa è subire l'arbitrio altrui, quello dei malviventi. 

C'è un'evoluzione nel romanzo che segue il crescere di consapevolezza della popolazione; al Marshall si contrappone il nuovo vicesceriffo Gannon, anch'egli pieno di contraddizioni. È stato membro della banda McQuonw, poi si è allontanato. Perciò è guardato con molta diffidenza finché non si batte con coraggio contro i vecchi compagni.

A questo punto, sconfitti i banditi, sorge una domanda inevitabile. A cosa serve ancora il Marshall che oltretutto si accompagna all'amico Morgan, cinico e detestato gestore di una casa da gioco? Sarà sufficiente il vicesceriffo, l'unica vera autorità legittima, per far camminare da sola la cittadinanza?

Il romanzo si stacca, come detto, in vari punti dal film e lo sopravanza in pessimismo; ma rimane comune questo interrogativo in ambedue le opere.

In fondo Blaisedall, uomo leale e rigoroso, è uno sconfitto al pari dei banditi che lui stesso ha combattuto. L'epoca dei pistoleri, romantica e sanguinosa, sta compiendo i suoi ultimi passi. L'uomo con le sue pistole dal calcio in oro, è fuori dal tempo, quasi un pezzo di mondo selvaggio e ferino da lasciarsi alle spalle.

Gannon, sgraziato, brutto di aspetto e malpagato è il futuro. Nel film e anche nel libro, si vede il fiero Marshall estrarre le pistole d'oro prima del vicesceriffo venuto ad affrontarlo; ma Blaisedall non spara e getta a terra le armi prima di andarsene per sempre, capendo che deve farsi da parte e tramontare insieme al suo mondo; non può adattarsi al nuovo. Ora c'è la legge e lui non ha più nessun ruolo. Le sue pistole restano a terra, tra la polvere, come cimeli di un passato violento e senza legge, ormai superato. 

Sembra prevalere il meglio, ma i singoli pagano quasi tutti un alto prezzo. La stabilità della comunità chiede un sacrificio a molte individualità, non solo ai banditi, in modo che si affermi un nuovo ordine.

Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post