Cormac McCarthy, "Cavalli selvaggi"
7 Febbraio 2025 , Scritto da Valentino Appoloni Con tag #valentino appoloni, #recensioni
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CAVALLI SELVAGGI
Cormac McCarthy
Cavalli selvaggi è un romanzo di Cormac McCarthy, pubblicato nel 1992; da esso fu tratto il film Passione ribelle con Matt Demon e Penelope Cruz nel 2000.
Il titolo è bello anche se nulla c'entra con quello originale, All the pretty Horses.
È ambientato tra il sud degli Stati Uniti e il Messico in un'epoca in cui in teoria il vecchio West dovrebbe essere terminato da qualche decennio, ma ne resta ancora l'atmosfera.
È un romanzo di formazione intensissimo che vede tre ragazzi finire appunto in Messico dove un tempo fuggivano i banditi e gli avventurieri. Il protagonista, John Grady, amante dei cavalli e dei ranch, sente di poter essere vivo solo in quella terra piena di contraddizioni; peraltro il libro si apre con il funerale del nonno del giovane e con la notizia che il ranch di famiglia sarà purtroppo venduto. Così vogliono i suoi genitori. Questa è una cesura fondamentale.
Il ragazzo, amareggiato, decide di mollare tutto e di partire con un amico andando oltre la frontiera dove incontrerà un altro giovane, dal passato misterioso e fonte di guai. Grady trova un Messico dai mille colori, un luogo magico dove si vedono persone di estrema generosità accanto a gente corrotta e vile, cittadine pericolose e povere accanto a luoghi dove la natura trionfa; l'autore regala passi caldi dove descrive con poesia feroce tramonti e notti accanto a un fuoco dove si mangia quello che si è cacciato.
Grady, appena sedicenne, come gli altri personaggi sembra adulto nel senso che affronta situazioni complicate con molto coraggio; si dimostra abile fino all'inverosimile con i cavalli. Sembra un vecchio cowboy con una sicurezza che talvolta arriva alla spavalderia. Ma con Cormac bisogna abituarsi ad adolescenti autonomi, pieni di forza, un po' disperati, indomiti, a volte pronti a fare discorsi "filosofici" sulla vita e la morte. Talvolta si trovano anche lunghi passi apparentemente slegati dalla vicenda principale, non sempre chiarissimi.
Il protagonista soffre e patisce, cerca vendetta in atmosfere che si fanno western, ha poca nostalgia di casa nonostante abbia pagato un bel dazio in termini di vicissitudini e peripezie.
Malgrado la forte violenza di tante situazioni, nel libro trova spazio il romanticismo di una storia d'amore, per quanto molto tormentata.
Alla fine il mondo di Grady è il Messico, guardato con sufficienza e disprezzo da molti americani; ma in quella terra piena di semplicità e arretratezza il mondo si è fermato e per chi quel mondo lo ama e detesta la modernità, è il posto dove viverci, pur senza trovare mai la felicità.
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