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Arturo Pérez-Reverte, "Rivoluzione"

11 Febbraio 2025 , Scritto da Valentino Appoloni Con tag #valentino appoloni, #recensioni

 

 

 

 

RIVOLUZIONE

Arturo Pérez-Reverte

 

Rivoluzione è un libro di Arturo Pérez-Reverte ambientato nel Messico di Pancho Villa in cui infuria appunto la rivoluzione, iniziata nel 1910.

L'inizio del libro può sembrare tributario di un cliché abbastanza abusato. C'è un giovane europeo, Martin Garrett; è un uomo istruito, venuto in Messico come ingegnere esperto in esplosivi. Deve lavorare nel settore minerario per conto di un'azienda spagnola. Si trova casualmente immerso in una gigantesca sparatoria tra rivoluzionari e governativi; viene "tirato per la giacchetta", coinvolto nello scontro in cui la sua competenza con l'esplosivo è decisiva. Naturalmente in poche ore si dimostra indomito, efficace, fortunato; conosce addirittura Pancho Villa e tutto il suo stato maggiore. Viene stimato e apprezzato da quasi tutti.

Fin qui la traiettoria sembra abbastanza prevedibile; c'è uno sconosciuto precipitato in mezzo a fatti di portata storica in cui trova un'avventura esaltante. Molto è giocato sulle evidenti differenze culturali e caratteriali tra il giovane ingegnere e il mondo greve e sanguigno dei rivoluzionari e sul fascino esercitato dagli ideali di lotta su un uomo distinto ma curioso.

Poi però il romanzo decolla ed è un piacere leggerlo perché l'autore ha grande maestria nel passare tra ambienti molto diversi tra loro.

Sono superbe le scene delle battaglie, della vita cittadina dove c'è un'aristocrazia molto conservatrice e cariche di umanità e colore le descrizioni degli accampamenti dei rivoluzionari; i miliziani portano con sé mogli, compagne, famiglia. Il protagonista è sempre più coinvolto nelle dinamiche anche politiche della rivoluzione e conserva l'aria un po' goffa e incerta di chi non sa spiegare perché invece di fare l'ingegnere nelle miniere, si occupa di far saltare i ponti per conto di Villa, partecipando a molte azioni pericolose. La sua, infatti, non è una scelta razionale. Vede che le persone accanto a lui ci mettono l'anima in nome della rivoluzione, senza avere particolari bagagli culturali, agendo d'istinto; questo è sufficiente per condividere il loro sacrificio, accettando ogni rischio perché lealtà e amicizia sono da anteporre alla viltà e all'egoismo.

L'altro punto di forza del romanzo sono i dialoghi. In particolare quelli con l'amico rivale, l'ufficiale Córdova con cui c'è una competizione feroce per la stessa donna; è una sfida personale che si aggiunge alla più generale contesa politica, arricchendo la trama. Da sottolineare, infine, la bellezza di un intenso finale drammatico ma non scontato, in cui la parte migliore e più alta del protagonista sembra seguire il tragico decorso dell'avventura di Pancho Villa.

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