rita bompadre
Paolo Pedrazzi, "Optica"
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Optica di Paolo Pedrazzi (Eretica Edizioni, 2023 pp. 86 € 15.00) è una propagazione dell'iridescenza poetica, una illuminazione colta e fluttuante sull'unità inscindibile della percezione umana. Dissemina il contenuto elegiaco intorno alla visione inconscia di ogni spazio di oscillazione, riflette l'eco dei luoghi occulti del possibile, distende le giunture nella curva dell'inatteso. Paolo Pedrazzi concede alla superficie incrinata delle parole il significato originario della sorgente linguistica, impugna l'abrasione di una realtà opaca con il riscontro della deviazione del mistero umano, con il risultato di una successione dei contrasti. La poesia di Paolo Pedrazzi imprime una intuizione profonda nei confronti della autenticità, distingue il bagliore della materia immaginativa nell'andatura ferita del mutamento, segue il battito dell'inquietudine, obbedisce profeticamente allo stimolo visivo ogni volta che interagisce con la comprensione delle illusioni. I testi si misurano con l'assegnazione spettrale della coscienza, confermano la vibrazione dell'incarnazione emotiva, dissolvono il dispositivo esegetico della capacità introspettiva attraverso l'appropriazione contemplativa delle immagini. Optica racchiude l'espressione spirituale e materiale dell'inconoscibilità, coniuga l'etica della scrittura nelle relazioni metafisiche sul senso dell'esistere, elogia la consapevolezza interpretativa dell'ombra, nella labirintica e sorprendente emanazione del temibile disorientamento, simboleggia l'arcana memoria della riserva divinatoria di chi sprigiona il sigillo oracolare della nostalgia nella deriva mistificatoria dell'infinito. Paolo Pedrazzi dona l'inesorabilità dell'oscuramento alla distorsione della provvisorietà, oltrepassa la sospensione dell'abisso con la selezione filologica dei versi, nell'artificio intellettuale dell'orizzonte ontologico dei vocaboli. Comprende la direzione del paradosso, nell'inevitabile avvertimento, influenzato dal discernimento dell'ombra che elude la ragionevole verità, definisce il passaggio dell'esitazione nella voragine di ogni miracolosa appartenenza, giustifica l'indulgenza nella remissione temporale dell'innocenza, svela l'enigma magmatico della perplessità. I contenuti di Paolo Pedrazzi consacrano il percorso dell'intangibile, richiamano il profilo delle interferenze dell'assenza, consegnano all'indirizzo della finitezza umana, il bagliore del deserto e dei suoi miraggi. Concentrano l'esigenza della ricerca verso la possibilità concreta dell'uomo, diffondono l'accentuazione trascendentale dell'assoluto, l'immanente riflessione sulla solitudine, gli interrogativi fenomenologici sul mondo, riscontrano una filosofica aporia nell'indecifrabile ostacolo alla natura dell'uomo e del suo pensiero, attestano le contraddizioni inesorabili e le provocazioni nella loro spontanea etimologia. Paolo Pedrazzi insegue l'origine di ogni monolitica eloquenza scardinando la frammentarietà della dottrina ermeneutica, glissando l'esitazione esistenziale, scompone il dominio delle illuminazioni con la sacralità catartica dell'ispirazione, sorveglia il principio sinuoso di ogni orizzonte.
Rita Bompadre - Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/
IL RITO DEL FIAMMIFERO
Si sa che l'Achmatòva, intercettata
ventiquattr'ore al giorno in casa propria,
ovunque spie! per non farsi carpire
dalla gerarchia i versi più scomodi,
fingeva di parlare in compagnia
del più e del meno; scriveva intanto
fitto sopra un bigliettino. Quindi
lo dava una per una alle sue amiche
perché se lo imparassero a memoria.
Dopodiché bruciava tutto quanto
in un piattino, fine della storia.
Ma sono invero salve al Sacro Fuoco
di questo mondo le sue parole?
ECLISSI
Hai interpolato fra lo sguardo truce
del sole e il tuo un corpo celeste, quello
bagnato dall inchiostro delle meste
parole. Così ti potrai salvare
forse da tutta la luce che investe
inesorabile il bucato, steso
a candeggiare contro le finestre.
OMBRA PROPRIA
La lampada a incandescenza iscrive
la sagoma di un vaso sull assito;
l'oscurità rivela la sua essenza,
ne mostra invero la profondità.
Così l'oceano con la sua pienezza
si riduce a un cattivo infinito
tristemente, se investito di luce.
OMBRA PORTATA
L'ombra della colomba sulla riva
del fiume rese fosca in un preciso
punto la trasparenza delle acque.
Fu sì improvviso che scattò una viva
violenta tensione superficiale;
non ci si accorse invece quanto piacque
il nuovo oscuramento al fondale.
CREPUSCOLO
I profili del ponte all orizzonte
laggiù, dietro il più alto campanile,
sono e non sono; nel pulviscolo
celeste e nel vapore acqueo, misti
in una specie d'opera al rosso,
sta il rischio più grosso: tramontare
senza nessuno che ti stia a guardare.
INDICE DI RIFRAZIONE
Nel ciglio impigliata, la ciocca
si agita, palpita, ammicca
e la mia mano non la tocca,
se di un raggio di luce spicca
sulla fronte il bianco fiore;
di esso non basta la forza
a passarle attraverso, sembra
- com'eco che avanza e si smorza -
al suo stesso splendore
e all'universo fare ombra.
ILLUMINATIONS
Le vedo pendere dalle cimase
come spade di Damocle forgiate
nel ghiaccio, schegge di caducità;
digrignano la celeste minaccia
contro il suolo, là dove l'Amaryllis
cela la sua concavità. (La luce
se dio vuole è cosa temporanea).
Francesca Gentili, "Nel tuo giorno"
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Nel tuo giorno di Francesca Gentili (Eretica Edizioni, 2022 pp. 98 € 16.00) è una raccolta poetica espressa nella dimensione elegiaca dello spazio, inteso come rifugio quotidiano, nella dinamica immersiva della memoria, un elogio alla riflessione disvelativa dell'esistenza. La poesia di Francesca Gentili è un territorio intimo e privato, una postazione emotiva che difende l'intervallo del tempo, persegue la necessità di esprimere, attraverso l'accurata funzione sensibile del testo poetico, i coinvolgenti affetti e la disincantata libertà, la realtà attraverso il linguaggio metaforico delle immagini. Afferma, nel generoso dettaglio del contesto biografico, la consistenza dell'esperienza come interpretazione agli interrogativi dell'animo umano, amplia la qualità comunicativa e sacra delle parole, nella sequenza ontologica della radice dell'umana condizione, genera la naturale e originaria possibilità di decifrare l'intenzione della profondità, trasmette la confidenza dell'inconscio, nell'equilibrio di una fiducia che concede l'accordo tra la compassione e l'estraneità, consente l'elaborazione sull'essenza della vita. Francesca Gentili presenta l'evoluzione del pensiero ispirato con la consapevolezza della malinconia, con l'appartenenza a un istinto essenziale e seducente, immerge nella sua affascinante scrittura la provocazione del silenzio, descrive l'incanto privilegiato della cronaca dell'amore, insegue il richiamo romantico del respiro nella grazia della bellezza inattesa. Evidenzia la cadenza delle stagioni interiori pronunciata nella curvatura mutabile dei giorni, celebra la meraviglia disarmante e struggente dei luoghi, depositari di felicità e di dolore, indica il cammino di speranze interrotte, la protezione segreta della perdita. Nel tuo giorno racchiude, nell'intreccio prezioso delle pagine, una voce autentica, l'esclusivo desiderio di rendere poetico il contenuto della verità, il segno metafisico delle intonazioni introspettive, la traccia terrena e materiale dell'evidenza impulsiva nell'immediata contraddizione, delinea l'osservazione del vissuto con il sostegno dell'assenza, spesso rivendicata nella risonanza infinita dell'archetipo ineluttabile del vuoto. Rappresenta il veicolo istintivo dell'identità nell'ascolto empatico di ogni pulsione originaria, identifica la corrispondenza intuitiva dei ricordi nella testimonianza terapeutica di ogni trasformazione emotiva. L'incongruenza tangibile dei comportamenti umani nutre il suggestivo suggerimento di riconoscere il disagio e l'inquietudine dell'abisso con l'influsso esperienziale del rilievo letterario. Le poesie raccolte nel libro riproducono il risultato talentuoso di un appello al miracolo carismatico di componimenti raccolti nell’arco di dieci anni, sostenuti dalle spontanee percezioni, rispondono all'imprevista e inesorabile dissolvenza, trasportano la permanenza del principio visibile lungo l'essenza evidente del linguaggio, nella volontà di spiegare l'invisibile, nell'urgenza di manifestare l'accento di ogni legame affettivo. Francesca Gentili unisce la migliore intenzione di eclissare le esitazioni e le incertezze alla delicata padronanza degli interrogativi e delle attese, muovendo la lama della luce nel profumo indelebile di un sogno, tra i labirinti della nostalgia.
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LE TUE PAROLE
Le parole viaggiano nel tempo.
Le tue, al pari delle altre,
si ristorano
in luoghi a me sconosciuti.
Sono diamanti le tue parole,
come la luce del mio giorno le abbraccia,
così le vedo.
E la tua voce ancora mi parla
come se fosse la prima volta.
GUARDARTI
C'è un solo modo di leggerti,
come cavando il buio da una grotta facendosi largo,
la luce sulla fronte.
Un solo modo di guardarti,
dividendo l'immagine con le ombre,
come pane di affamati.
NEL TUO GIORNO
Nel tuo giorno
si placa il vento,
la matassa si dipana
non per un filo trovato
ma per il nodo sparito.
-
Nel tuo giorno il mondo apparente dilegua,
i pensieri mutano,
si flettono come luci di aurora boreale,
è sospesa la guerra
e questo frastuono di ombre che mi passa dentro,
si ferma e poi muore in silenzio.
-
Nel tuo giorno mi porti lontano,
davanti alle stelle,
dove era per tutti
ma solo noi stiamo.
DOVE
Chiunque io sia,
checché se ne dica,
di me guardi un punto
io non so dove,
ma è dove mi trovo
perché ogni volta mi incontri.
NELLA PIAZZA
In me vive una sera in letargo
un profumo di quartiere
un sottile marciapiede.
In me vanno foglie miste d'autunno
a cercare altri approdi.
In me siedo a una fontana
col rombo della tua voce di prima,
si raccolgono galassie mute
per tacere la nostra storia che ripete l'acqua.
Nella piazza è nato un fiore che non ti conosce
ma che tu ameresti.
DICEMBRE
Se più non esisti tra le cose del giorno
ti farò venire fuori dai sogni
come si issa la vela puntando al Nord
in un mattino di sole.
Alfredo Alessio Conti, "Il viaggio e la speranza"
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Il viaggio e la speranza di Alfredo Alessio Conti (Carello Editore, 2023 pp. 46 € 12.00) è una conferma poetica all'orizzonte di un itinerario dentro la parola divina e umana, il varco di un confine sacro in cui il cammino esitante dell'uomo è la prima, necessaria missione della coscienza interiore per intraprendere la migliore esperienza della vita. Il percorso di Alfredo Alessio Conti circonda il tracciato fragile e sofferto del tempo presente, alimenta la traccia esplicativa di una liturgia emotiva, scandisce il movimento interpretativo dell'esistenza, la linearità geometrica di ogni profondo ed essenziale verso, segue la complessità incessante del fondamento della conoscenza. I testi assegnano una teologia esegetica, distendono la volontà di una consapevolezza, nelle frammentarie inquietudini dell'uomo, assorte nell’incertezza del vivere, trafitte nel timore e nei tormenti della solitudine. Alfredo Alessio Conti abita la maturità della propria espressività linguistica, indaga l'archetipo del significato cognitivo, confronta la propria anima con la transitorietà del proprio corpo, per essere testimone alla rivelazione trascendente della propria condizione, avverte la via dell'impegno educativo per rivolgersi a una umanità ritrovata, nell'appartenenza del pensiero che eleva il respiro alla libertà e all'ascolto rivelativo del silenzio, contempla la riappropriazione di una identità evocata attraverso la ricerca riflessiva e l'ancoraggio di ogni prospettiva. Consente alla propria verità elegiaca di dispiegare il paradigma dell'attitudine spirituale, la devozione nei confronti dell'amore e della grazia, sorregge la tensione intrinseca del paesaggio interno. Il viaggio e la speranza apre le pagine al dono della comprensione, diffonde lo stupore monastico di una liturgia esplorativa al servizio elegiaco dei ricordi e al valore ermeneutico della nostalgia, illustra il contenuto incarnato dell'insegnamento pastorale a inchinarsi alle trame dell'assoluto, indica l'esortazione per nutrire l'opportunità coraggiosa di stare con se stessi, di accettare la crudele e misteriosa frattura del dolore, di contemplare l'oscura inaccessibilità che alberga nella soglia del cuore, di incoraggiare il suo superamento per ritrovare la sincera corrispondenza di verità con l'universo e con Dio. Alfredo Alessio Conti analizza una continua e insistente custodia del pensiero, sorveglia l'esercizio lirico della percezione soggettiva dei sentimenti per rendere agibile lo spazio ecumenico dell'amore, rivolge la sua attenzione all'osservazione monologante delle esperienze della vita. La poesia di Alfredo Alessio Conti pone a fondamento l'esigenza di un rifugio introspettivo, analizza la condizione emozionale che resiste oltre lo spaesamento e lo sgretolamento inarrestabile della provvisorietà delle attese, il precipizio inesorabile dell'assenza, riceve lo svelamento della meraviglia vitale, l'autenticità della tenace e paziente speranza. Affronta la vulnerabilità delle vicissitudini, intuisce le imperfezioni terrene, ritrova il valore purificatore di ogni alta meditazione e fortifica la preghiera quotidiana verso l'armonia della natura e il sereno raccoglimento verso la luce. Ricorda ai lettori la dolce e amorevole misericordia della fede, nell'ordine di un elemento carnale e divino preesistente all'uomo stesso, nella radice di un verso che instilla il bene: “Sia in te la radice dell'amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene. Ama e fa ciò che vuoi” (Sant'Agostino)
Ilaria Petriglia, "Baratri tiburtini"
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“Cala queste ceneri e cerca tra l'universo, raccogli polvere di stelle per me” così scrive Ilaria Petriglia nel suo Baratri tiburtini (L'Erudita, 2022 pp. 58 € 16.00). La sua opera poetica è un significativo esordio, una affascinante esposizione di contenuti esistenziali, una efficace raccolta di versi, espressi nel contesto discordante e divergente dei sentimenti umani. Ilaria Petriglia riproduce un incantevole scenario in cui l'umanità dipinge la propria prospettiva d'identità attraverso l'evocazione di un paesaggio autentico, accoglie l'invito della natura a preservare la bellezza della città di Tivoli. La poesia restituisce l'ispirazione visiva nelle immagini celebrative del meraviglioso anfiteatro Colli Aniene, luogo di infinita suggestione e spirito del mondo. La poesia di Ilaria Petriglia riferisce l'incastro del tempo nelle riflessioni sensibili, dichiara le proprie esperienze vissute con la consapevolezza della percezione del precipizio emotivo, trasmette la resistenza elegiaca a ogni proiezione interiore, oltrepassa il concetto ostile dell'abisso, interpreta l'intuitiva capacità di valutare e possedere la materia della redenzione morale. Baratri tiburtini varca l'accentuata e inevitabile instabilità della condizione umana, incrocia la desolazione della fragilità, incoraggia a sostenere le difficoltà e a coltivare la cura. Descrive la validità del riscatto, illustra l'estensione delle certezze, spiega la volontà di risvegliare il carattere umano per ravvivare l'inclinazione della congiunzione relazionale. La parola poetica eleva una intonazione profonda in un'intesa con l'ordine naturale delle cose, con l'equilibrio empatico delle sensazioni, contro un'attualità danneggiata dalla sostanza vertiginosa e tortuosa della solitudine. I versi di Ilaria Petriglia ricompongono la superficie dell'inchiostro, oltrepassano l'elemento scritto e trasmettono la libertà salvifica del pensiero, plasmano la finalità di dare voce ai sentimenti dell'io poetico, accostano l'immediatezza letteraria del linguaggio alla persuasiva densità della sincerità, dilatano la luminosità di una liturgia, valorizzata nella forma dell'unità distintiva delle preghiere di vicinanza. Rivestono l'arte incisiva di ogni orizzonte, inseguono il traguardo delle possibilità, l'urgenza purificatrice per reagire all'assenza e al dolore. Ilaria Petriglia analizza la fragilità e il disorientamento degli uomini, profetizza lo specchio frammentario della propria drammaticità, consegna al lettore l'occasione per ascoltare il sussurro dell'anima, per trattenere l'inafferrabile consistenza del cuore, dischiude il respiro della speranza. Declina la valutazione dell'amore in tutte le sue carismatiche e infinite sfaccettature, elogia l'esclusiva e protettiva dedizione nei confronti di persone, familiari, luoghi che sostano nella nostra memoria, coniuga la magia degli incontri, nel cammino della vita, con l'insistenza magnetica del ricordo, trasporta tra le pagine la ricchezza iniziatica dell'energia universale. Abbraccia la condivisione della generosità, include, all'incondizionato valore delle promesse, la gentilezza e la compassione dei desideri, accoglie, nella combinazione del bene, la saggezza delle direzioni. Tratteggia il disegno del destino, conduce il soffio vitale nel territorio privato della coscienza, ritrae il chiarore dell'amorevolezza nella benevolenza della misura affettiva e ci insegna a mostrarci per quello che siamo.
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Baratri tiburtini
Le parole caddero in silenzio
da una nuvola,
nei baratri tiburtini.
I pensieri desiderati si fecero spazio
in una teca trasparente
agganciati in due punti:
il cuore e la mente.
Proprio lì
tra una lama
e delle parole calandrate dal tempo
trovarono finalmente il loro interstizio.
(X) Il valore assoluto
Ho bisogno di me.
Di me che sto bene.
Di me che sto bene con me.
Forse allora potrò stare con te.
E amare per davvero l'indecifrabile.
Trabocco
Insieme siamo l'ago
di quel trabocco
quei bracci protesi sul fiume
e ancorati alla roccia.
Autunno
Guardar(si)
con lo stesso obiettivo di una foglia
accartocciata
e cercare oltre.
Avvolger(si)
tra le foglie indurite e
braccheggiare altrove
le lamine che mutano la propria sostanza,
dirigersi lì, lontano dall'essenza.
Lì in fondo c'è il dove.
C'è cosa.
C'è casa.
Due imperfette equivalenze
Stiro i miei panni sbuffati
tutte le sere e li consegno a te
afferro i sogni tra le pieghe sgualcite
mi illudo di essere illesa
e mi do a te
anche se la mia mente
ogni tanto sgattaiola altrove,
sto venendo – via
pronuncio parole vuote e stupide
rimango abbracciata a questi precipizi aerei
li contengo
intanto che il mondo ruzzola
come volontà e rappresentazione
spiaccicata sul primo gradino della nostra casa;
ritorno all'essenziale: io meno te.
Ho sete
di nuovi spazi ed eccessi
di cattive abitudini:
Marco Farinella, "Ascolta il tuo suono, ti riporterà a casa"
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Ascolta il tuo suono: ti riporterà a casa di Marco Farinella (Vivere d'Arte Editore, 2021 pp. 348 € 19.90) è un libro molto interessante. Il saggio concentra il significato dell'educazione e della formazione dell'essere umano nel coinvolgimento emotivo e sensibile dell'apprendimento artistico. L'autore, cantante professionista, conduce attraverso il canto, una moderna pedagogia in cui la relazione con il suono decifra una compiuta armonia dell'esistenza. Analizza le caratteristiche di ogni interpretazione vocale, nella sequenza di ogni conseguimento di competenza, nella sinfonia del registro talentuoso. Marco Farinella, ideatore del sistema Mod. A.I. (Modello Acustico Interagente con il sistema nervoso umano), seduce con un linguaggio appassionante l'espressione culturale e sentimentale del suono, conferma la suprema conoscenza della voce umana, attua la ricerca del suo progetto educativo. L'estensione del suo sapere trasforma la didattica narrativa, forma il codice edificante della comunicazione all'interno dello svolgimento di organizzazione dell'energia creativa. La rappresentazione di una metodologia come sviluppo intuitivo e naturale spiega le dinamiche ancestrali alla base dei riferimenti di apprendimento e di costruzione del sé. Marco Farinella focalizza la sua attenzione esponendo la nobile vocazione della sua ricerca sull'educazione concretizzata attraverso l'esperienza della ispirazione artistica, in un confronto di disciplina estetica e di rigore morale, nell'impiego lineare e scrupoloso del sapere. Insegue il dialogo applicativo delle percezioni nella funzione rivelativa dei suoi effetti, spiega l'intima connessione tra la iterazione delle frequenze sensoriali e la composizione psicologica, congiunge la relazione fondamentale tra il meccanismo acustico e le vibrazioni fenomeniche dell'uomo. Leggere Ascolta il tuo suono: ti riporterà a casa è come accettare l'incantevole suggerimento della bellezza, restituire alla nostra anima il motivo di legittimo privilegio, riconsegnare l'accoglienza delle modulazioni corporee e mentali, riconoscere le proprie sensazioni e assorbirle attraverso una speciale consapevolezza. L'autore dona al lettore una particolare e sapiente concezione della propria dottrina innovativa, trasmette una reale e coraggiosa capacità funzionale, riconosce alla destinazione designata dalla superficie sonora una illimitata validità curativa. L'opera di Marco Farinella apre un mondo sulla eccezionale volontà di esplorare le proprie attitudini e di rivelare il risultato conseguito nell'itinerario empatico delle parole. Il linguaggio, sempre preciso e pertinente all'arte narrata, cattura l'autentico entusiasmo ricorrente tra le pagine, attrae la saggia agilità dell'eloquenza. Marco Farinella, spinto da un originale, naturale istinto di afferrare il devoto entusiasmo della vita, indirizza lo spazio dell'acustica come luogo di benessere, ascolta il significato della riflessione intensa del suono, entra in profonda sinergia con la sensorialità dell'uomo. Riporta a casa la viva e carismatica sensazione del sentire, amplia il desiderio di decifrare le intonazioni dell'inconscio, conquista l’esclusività della propria tecnica e la diffonde nella meravigliosa qualità di svelare ogni volta una voce nel compimento generativo di infinite possibilità.
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Johanna Finocchiaro, "Ramificare"
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Ramificare di Johanna Finocchiaro (Eretica Edizioni, 2022 pp. 64 € 15.00) è un libro di poesia completo e lineare nei suoi contrastanti frammenti, un viaggio dettagliato nell'affidabile qualità stilistica di congiungere i sentimenti umani e fondere, nelle sincere direzioni del cuore, l'istintiva potenzialità introspettiva. Johanna Finocchiaro espande la luminosa e intensa destinazione poetica, amplia la propria voce, dirama l'orientamento sensibile delle emozioni, estende la brevità dei testi nell'immediatezza della percezione interiore, diffonde lungo la coniugazione dell'amore il presentimento di appartenenza. Johanna Finocchiaro pone la propria scrittura nella maturità saggia della consapevolezza, oltrepassa il velo invisibile del timore, esamina gli aspetti teneri e appassionati della relazione con l'altro, la profondità intuitiva delle contraddizioni umane. Ramificare accresce la vulnerabilità delicata delle parole, amplifica la distensione delle circostanze amorose, accerchia il presagio dell'inquietudine nelle pagine, preannuncia il riscatto dell'identità in un assedio esistenziale, rafforza il respiro appassionato della partecipazione. La poetessa confessa il cedimento della premurosa e tenera fiducia nei ricordi di fronte al tremore intimo della dimenticanza, nutre la saggia intelligenza di presentare la sincerità come misura e forma di tutte le cose, oltrepassa la fusione del vissuto con la concentrazione dei comportamenti e delle sfumature di significato, sorvolando la decifrazione comunicativa, assoluta e vitale, di ogni influenza. L'evoluzione tangibile del coinvolgimento incoraggia la capacità di avvertire l'intendimento reale degli eventi e di coglierne l'essenza attraverso la compiuta complicità del pensiero. Johanna Finocchiaro afferma la pratica accurata dei conflitti, adatta il contrasto del groviglio istintivo nel libero e spontaneo scorrimento di una franchezza interpretativa, mantiene il suggerimento dell'anima, permette al recupero dell'attività psichica della memoria di guidare le funzioni comprensive della persuasiva conoscenza. Riflette il vincolo affettivo con l'incondizionata affinità delle sensazioni che si avvicendano nello spirito sussurrato della mente, utilizza un linguaggio istantaneo e autentico in cui seleziona e indirizza i contenuti della coscienza, spiega la spinta innata e costante dei desideri a compiere la ricerca rivelativa, a celebrare l'inconscia disgregazione delle corrispondenze temporali tra la ragione e la sua traduzione. La valenza poetica di Johanna Finocchiaro mostra generosamente la coincidenza originale delle esperienze cognitive, l'intonazione espressiva tra razionale e irrazionale, dichiara il solido intento di manifestare esteriormente l'energia dell'illuminazione, comprende l'attitudine di identificare e ospitare il carattere letterario del caos, l'imprevedibilità delle impressioni. Ramificare è un libro convincente, insegna l'interessante forza divulgativa attraverso l'incisiva lucidità dei testi, immedesima nella naturale vivacità dei legami lo specchio del proprio equipaggiamento emotivo, immerge la frequenza del dubbio nell'individuazione inconsapevole dei cambiamenti, della vicinanza distillata nelle intenzioni della vita, nella complessa e discordante suggestione della lontananza, emana il sortilegio della verità di ogni impronta biografica.
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ANIMA INFESTATA
Abitami
Che possano toccarmi la sorte
Le tue mani
HAIKU
Tu mi cercavi
Io ti volevo lieto
Però lontano
ONESTA
Ho provato a tergiversare
Ma non sono capace
A stare
RAMIFICARE
Onestà di sangue
Nei miei occhi
Si riflette nei tuoi
E la osservo
Là
Ramificare
SULLA SOGLIA
Esistono porte sospese e mondi
spalancati
Esistono possibili emisferi di luce
Esisto io, inginocchiata
Pronta a succhiare linfa dal presente
Perché scelgo di guardarci dentro
E restare
TITOLO SUPERFLUO
Lo riempirò volentieri quel divano.
Quella cucina
Quel letto
Quella doccia
Quel soggiorno
Quella vita
Prima o poi sarà il passato, a svuotarsi
UNO PIÙ UNO FA UNO
Regalami un libro rotto, un letto sporco
Le leggende antiche del bosco
Regalami onde ed effluvi
La speranza e i suoi barlumi
In respiri ricambierò
Dalla carne abdicherò
Marzia Sottero, "Nel mondo incantato della strega Magdaluna"
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Nel mondo incantato della strega Magdaluna di Marzia Sottero (Hever Edizioni, 2022 pp. 32 €10.00), con i disegni di Cristina Bo, è una divertente e vivace collezione di filastrocche. Marzia Sottero illustra con spiritosa predisposizione alla materia del fantastico, la strategia stravagante della strega Magdaluna e presenta i formidabili alleati delle sue bizzarre avventure. Il libro offre in ogni avvincente composizione lo spunto favoloso di un insegnamento, accompagna nella potenzialità evocativa della lettura la formazione degli stratagemmi adoperati nel mondo magico, prolunga oltre l'elemento sensibile il conseguimento delle capacità prodigiose delle imprese. Dilata la relazione descrittiva nella spontanea comprensione e nell'influenza emotiva, esalta l'esplorazione infinita dell'immaginazione nei significati originali e fantasiosi. L'autrice espone lo strumento istruttivo della filastrocca alla capacità esemplare della parola che acquista una destinazione giocosa, nel carattere allegro e burlone del linguaggio, adeguato saggiamente alle favolose necessità del contenuto espressivo. Impiega un convincente codice esplicativo per interpretare l'universo straordinario di Magdaluna, affida ai complici collaboratori della strega Tappo il topo, Nokkio il ranocchio, Spillo il ragno, il gatto Nerone, il gufo Gugo, postino d'eccezione, i pipistrelli Pippi e Strello il compito di orientare l'applicazione delle attività energiche e risolute, rivolte sempre verso una puntuale e accurata finalità. Attraverso gli eccentrici arnesi del mestiere, la Sfera Magica, Scopa la scopa pilota, Saetta la magica bacchetta, Pentola il calderone ramato, Perga la dotta pergamena, Magdaluna realizza i suoi curiosi esperimenti, emana il sortilegio di ogni effetto prodigioso nell'entità inconsueta del mondo fatato, esercita il potere suggestivo dell'arte della meraviglia, compie la potente e fenomenale materia delle predizioni, il mistero affascinante delle imprese rapite dall'entusiasmo delle vicende inaspettate. Marzia Sottero possiede il dono di elevare i suoi ammalianti testi nella spontanea e semplice efficacia illustrativa, nella relazione eccezionale del prodigioso imprevisto, conserva il frutto fulmineo e imponderabile della fantasia, rinnova uno stile incisivo, chiaro e leggero. Propone la sorprendente capacità di modificare il corso naturale degli eventi con l'intenzione miracolosa della volontà che difende dai pericoli e restituisce il bene sistemando ogni sentimento. Nel mondo incantato della strega Magdaluna spiega il complesso degli effetti singolari, gli accorgimenti incredibili dell'universo fiabesco. Elaborato nella brevità, vitale e rapida dei brani, il libro mostra l'aspetto spiritoso e bizzarro del contenuto pedagogico ed edificante, raggiunge l'obiettivo di intrattenere con euforia e di educare. L'autenticità combinata al ritmo naturale ed esclusivo della cantilena evidenzia la natura dei gesti nell'irreale, ne esalta il significato, rappresenta un valido avvicinamento alla forma ancestrale della comunicazione, stimola la curiosità, esercita il suo valore nella evoluzione conoscitiva ed emozionale. Gianni Rodari definiva le filastrocche “giocattoli sonori”, congegni ideali per apprendere la saggezza di ogni occasione didattica, per prendere familiarità con il linguaggio dell'invenzione e della scoperta. Marzia Sottero, nel gioco delle parole, adempie magistralmente a questo compito divulgativo.
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Sara Pellegrino, "Quando mi siedo dentro e sto"
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Quando mi siedo dentro e sto di Sara Pellegrino (Eretica Edizioni, 2022 pp. € 15.00) è un libro dalla intima descrizione elegiaca. La poetessa coglie la funzione catartica e poetica della nostalgia, eleva il significato della qualità esistenziale della memoria, avverte il calpestio lieve e prolungato dei ricordi lungo l'argine animato del silenzio. La poesia di Sara Pellegrino conferma la capacità creativa del tempo, sostiene il conforto del passato e l'intuito del presente, orienta il passaggio sconfinato dei sogni nel labirinto di ogni destinazione sensibile interrotta nella frantumazione delle parole, sfumate oltre la sospensione temporanea del respiro affettivo. I testi consolidano la protezione spirituale dei sentimenti, disperdono l'inafferrabilità della lontananza, rafforzano la decifrabilità delle sensazioni, afferrano la vicinanza al senso della riflessione. Sara Pellegrino divulga il senso positivo e protettivo delle espressioni interiori, sostiene la direzione delle notti, svolge l'intreccio dei desideri, immerge nello spaesamento delle ombre l'essenza dei dubbi e l'equilibrio della speranza, rinforza l'assegnazione dinamica e autentica dell'esperienza, amplia l'orizzonte immaginativo della consapevolezza, assapora l'instabilità decadente dell'inevitabilità, la malinconia della misteriosa dimenticanza. Il libro ospita la percezione di una sonnolenza imperturbabile, anestetizzata dalla preghiera amorosa, densa di contenuto esistenziale, custodisce l'incoraggiamento felice verso la relazione di una condivisione, l'entusiasmo improvviso della rinascita. La poesia accerchia il coraggio, restituisce la lesione dolorosa, dirige il cammino lungo i passi sfumati e spietati delle ferite, regola i collegamenti romantici del vissuto, il conflitto istintivo delle emozioni, dilata l'attraversamento di tutto ciò che prolunga l'andamento incantevole della vita e offre una destinazione miracolosa alla propria anima. Sara Pellegrino svela l'arrendevolezza della complessità, influenza il proprio spazio identitario con il rivestimento premuroso di pensieri, impronte, segreti da custodire, con la generosa difesa di luoghi, d'immagini e rivelazioni consumate nel confine dell'evanescenza. Ogni stato d'animo rappresenta l'esperienza irrinunciabile dello scivolamento emotivo, il raccoglimento trascendente dell'abisso, la ferma volontà di confinare lo squilibrio nella superficie della perdita e dello smarrimento. Quando mi siedo dentro e sto è un esordio letterario dominato da un intervallo implacabile che scandisce l'immobilità di ogni impronta di perdizione, concentra l'inchiostro dei versi nella materia prima dell'attesa e nella speranza della salvezza, abbraccia la familiarità autentica e intensa delle cose e delle persone, sigilla la quiete dalla meditazione sul senso dell'esistere e la contemplazione del mondo dalla solitudine dell'esilio. La poetessa impara a esaminare l'inquietudine della vita ricercando in essa le occasioni di comprensione, dirada l'offuscamento delle difficoltà, rincorre un itinerario di crescita e di arricchimento della saggezza, per vivere con sincero distacco la padronanza degli eventi, cogliere il messaggio nascosto delle esitazioni e disgregare l'indolenza sulle decisioni. La vita è continua evoluzione, variazione di rinascita, la necessità di un'urgenza rivelativa. Sara Pellegrino siede dentro ogni desiderio e resta accanto alla stabilità di ogni affetto.
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Anch'io sono pioggia
cado senza stancarmi
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Si chiama pace
ha un'anima spessa
fatta di zucchero e silenzio
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E poi rinascere come vento
scivolare sulle case, sul tempo
dentro un minuto di nostalgia
Cureremo questo secolo obeso
di sorrisi e indifferenza
per non sciupare i contorni
e l'essenza del viaggio
per gridare ancora il coraggio
di sogni negati e desideri in avaria
Tra l'abisso e la pioggia
ci sono rami e idee da scartare
un finestrino socchiuso sul giorno
l'alleanza segreta
tra polline e cielo
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Bisogna proteggersi
dall'infinito
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Ci vediamo lassù
in cima al desiderio
sbucciando papaveri
e felicità
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Racconteremo la luce
dopo di noi
accanto una abat-jour
colorata di grano
Leggeremo campi
di sogni sterminati
incrociati tra le mani
Guarda:
il giorno aspetta una risposta
seduto su persiane abbassate
Dovremmo dirglielo
che il tempo vola
e per lui scrive poesie la notte
tra le spighe e i tulipani
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Vivo
dove tutto è indistinto
e i colori
immergono l'acqua nel cielo
sfumato di rosa e maree
Cosa importa il mio nome
Io nuoto la luce
e respiro la terra
e sono tutte le cose che sono
e un filo d'eterno
rosso
sgargiante.
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Guarderò da lontano
questo fuoco che scende
fino a colarci dentro
l'ultimo bagliore
E poi sarai notte
Alessandro Angelelli, "Metallo pesante"
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“Notte inoltrata, silenzio profondo, rotto di colpo, dal passare di un treno, metallo pesante su fragile legno”. La composizione tra la parola e l'immagine, metafora della vita e del senso dell'interezza, racchiusa in queste righe, appartiene all'autore Alessandro Angelelli nel libro Metallo pesante (L'Erudita, 2022 pp. 67 € 16.00). I testi contengono la densità dell'osservazione poetica sul mondo e sulla natura degli uomini, diffondono la consistenza dell'ispirazione, offrono una consapevolezza accogliente, piena di sensibilità e di intensa affettività. Il poeta risiede nella dimora dell'anima, percepisce l'intima relazione tra il proprio peregrinare alla ricerca di una dimensione familiare dove custodire ricordi ed emozioni e l'identità interpretativa delle sensazioni. Alessandro Angelelli indica la regione interiore dalla quale partire per percorrere l'essenza dell'itinerario esistenziale e ampliare l'orizzonte dell'appartenenza. Descrive attraverso l'inquietudine romantica del percorso di vita, lo smarrimento e la frantumazione dell'esperienza, espone la volontà di comunicazione, insegue il desiderio di riacquistare il sentimento perduto. La strada per condividere il viaggio introspettivo rimanda al valore originario dell'essere, incrocia lo svolgimento della memoria e collega l'elaborazione del vissuto con il senso di ogni destinazione. Metallo pesante svela una collezione privata di inafferrabili momenti e di sfuggenti impressioni, mostra il vincolo confidenziale tra la malinconia del passato e l'incertezza del presente, avverte il carattere instabile di ogni incognita del futuro, l'inesorabile vulnerabilità del dolore, ma anche la stabilità fiduciosa della speranza. La poesia di Alessandro Angelelli è simbolo di un archetipo del cammino umano, un attraversamento evolutivo tracciato nella necessità di realizzare una direzione per la felicità e rinnovare il proprio itinerario, inoltrandosi nella promessa di raggiungere nuovi approdi di comprensione per sentirsi a proprio agio con se stessi. Rivisita la località ispiratrice del pensiero, analizza il territorio suggestivo della realtà, da corpo all'equilibrio degli impulsi per orientare l'autenticità del discorso. Alessandro Angelelli conosce il modo di rilevare e abbracciare la consistenza sensitiva del proprio territorio di arrivo, oltrepassa il passaggio lucido del dolore e della finitezza dell'assenza, trasmette la propria fermezza creativa con il presentimento immaginario di ogni atmosfera onirica. “Metallo pesante” rinforza l'intento profondo di riconquistare la componente del benessere, illustra l'incantevole cronaca del tempo nel riassunto seducente del quotidiano, congiunto alla contingenza della fugacità, alla tenerezza della memoria e alla commozione dei significati. Indaga sull'accordo dell'intuizione elegiaca e sostiene l'eterna e inevitabile discordanza tra la crudele fragilità e la grazia della serenità. Il libro è il compimento letterario di una coinvolgente resistenza, la fusione naturale immersa nella nostalgia dell'altrove, sperimenta l'incertezza dei legami, assapora l'indugio dell'attimo vissuto, mantiene il radicamento dell'intima necessità di espressione, l'intenzione di ogni luogo in cui sentirsi a casa e ritrovare la beatitudine dello spirito.
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Heimat
Heimat è dov'è un ricordo lontano.
Qualcosa di nascosto che avevi scordato sopraffatto da
mille profumi e pensieri dell'oggi.
Heimat è un ginocchio sbucciato, dopo una corsa
per gioco.
Lo sguardo di lei mentre le sfiori la mano.
Quella rete, all'ultimo istante,
giocando per strada con gli altri bambini.
Heimat è una notte d'estate
e quelle campane che suonano i quarti.
Ogni essere umano ha un ricordo di Heimat.
Cercalo a fondo in quel mare di nebbia.
Ricorda quel profumo che avevi oscurato.
Il profumo della tua unica casa,
il tuo porto d'arrivo dove devi tornare.
Casa di bambole
Viviamo in una casa di bambole.
Delicati come porcellana, osserviamo il mondo, con occhi
di ghiaccio e un eterno sorriso.
La casa di bambole è sfarzosa e felice, ci protegge,
incurante di noi e dei nostri pensieri.
È bello vivere nella casa di bambole, immutabili al tempo,
bambini per sempre.
Seduti sul nostro grazioso dondolo quel lungo sorriso
comincia a mutare.
Istanti
Istanti, momenti di felicità, riempiono ogni angolo di te.
Compensano la noia del resto,
confortano le ere di dolore che seguono.
Li aspetti come un bimbo a Natale, sai che arriveranno.
Devono.
Istanti, ricordi, lampi di vita, caricano la tua anima e la
stringono.
Non la lasciano andare, la proteggono, sai che senza di
essi, tu non saresti.
Quanto manca
al prossimo istante?
Spiragli
Spiragli di luce da una porta socchiusa, memorie future
costruite al momento
Qualcosa si muove dietro un fragile muro, mi guardo
intorno e mi sento perduto
Fuggire, scappare, lo spiraglio si allarga; la porta cigola e
la luce mi invade
Il tuo sguardo attraversa le mie molte paure e cancelli ogni
falsa parvenza di uomo costruita nel tempo
Nota sbagliata
Sono una nota sbagliata,
musica infame e corrotta dal tempo.
Disarmonico e solo
come un mondo perduto.
E ti vedo osservarmi, senza farti notare, diffidente e
bellissima quale luna offuscata.
Poi ti vedo ascoltar le mie inferme canzoni e ti ascolto
parlar del tuo mondo distante.
Irreale e sbagliato è starti vicino, irreale e assurdo
sfiorarti la mano.
Poi mi lascio avvolgere dalla tenue armonia, perché il mio
paradiso è nelle rare parole,
è vedere sparire, alla fine, quella coltre di nebbia.
Leonardo Manetti, "Poesia"
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Poesia di Leonardo Manetti (Youcanprint, 2022 pp.120 € 12.00) è una raccolta poetica che celebra il valore significativo della natura, circonda la fragilità della bellezza, insegue i profumi e l'incanto della vita. I versi di Leonardo Manetti, ricchi di sapiente contenuto, omaggiano la confidenza dell'uomo, assaporano l'esplorazione del mondo, i sapori legati alla solidità della propria identità, celebrano gli incontri con le persone, le affinità con i luoghi. Partecipano alla compiutezza dell'esistere, dosano i sentimenti, degustano le emozioni, evolvono le tradizioni della propria terra. Leonardo Manetti incide il tracciato elegiaco seminando piccole e grandi riflessioni intorno all'essenza delle cose, coinvolge il candore puntuale delle immagini nella feconda impronta della sensibilità, fonde la purezza stilistica nella schietta e istintiva analisi emotiva, diffonde, oltre la sequenza suggestiva delle stagioni, la completezza e la morbidezza dell'attraente armonia, amplia l'energia generatrice della vena poetica. Poesia cristallizza l'istante delle percezioni, dilata l'orizzonte delle sensazioni, indica il romantico itinerario lungo la melodia attraente di ogni respiro, nello scenario magico, sussurrato da paesaggi ritratti in un silenzio commovente e privato, alla ricerca di un fedele patrimonio originale, attaccato al territorio natale e alla passione. La poesia di Leonardo Manetti mescola l'equilibrio tra l'inclinazione dell'animo e il giudizio dell'intelletto, conserva, nella misura genuina delle parole, la voce universale dell'intimità, rivela il carattere felice della speranza. Una poesia visiva che attraversa l'appassionata direzione della saggezza, coltiva la superficie scolpita dei ricordi e rinnova il suo frutto presente. Leonardo Manetti veste il terreno delicato dell'amore, confrontandosi con la fragranza dell'innamoramento, con l'intensità familiare degli occhi, con la tenerezza della complicità. Ma avverte anche la necessità di dichiarare il proprio rifiuto all'indifferenza e all'estraneità dell'umanità, tormentata dal dolore, affida il silenzio degli attimi tra le pagine del tempo, condivide il coraggio della dolcezza. Trattiene la dolce estensione della nostalgia con la languida confessione di ogni idilliaca ispirazione. Leonardo Manetti trasmette la sua poesia, rendendo universale il dettaglio illuminato, inciso nei versi, sospeso nel principio degli affetti, coglie ogni impressione che il paesaggio tramanda nel traguardo interiore, affina il tormento dell'inquietudine e la malinconia con il riscatto di una poesia dedicata alla società, infonde importanza etica alla generosità emotiva, condanna la crudeltà e la spietatezza dei comportamenti umani, mantiene viva la linea infinita di confine del sogno e della fiducia. Dona la gentilezza alle parole, rinnovando la propria esperienza, nella lezione quotidiana dell'umiltà come insegnamento all'esistenza. Infine il poeta è lo specchio del proprio linguaggio autentico, accoglie il gusto inebriante e corposo della pienezza di ogni omaggio alla felicità, come nella citazione celebre di Mario Soldati: “Il vino è la poesia della terra”.
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GLI IRIS
Calici di colore violetto,
messaggeri della primavera,
si ergono dal suolo
come matite per disegnare.
Le ali dei fiori
volano verso l'orizzonte,
il cerchio del mare,
del cielo e della terra.
Le corolle come foglie
toccano le tue mani e
in una lenta danza
creano eleganti pose.
LONTANO
Lontano dalle tue mani
triste è il mio cuore
desideroso di aiutarti,
abbracciarti, confortarti,
starti vicino a guardarti,
regalandoti un sorriso
narratore di una storia.
VIVERE
La vita è un dono
da scartare al mattino
sciogliendo i nastri
per scoprirne i segreti.
Il futuro è una speranza
da vivere il giorno
camminando sulla Terra
alla ricerca della Luna.
Il tempo è prezioso
da ricordare la sera
fermandosi a osservare
il sole che se n'è andato.
I POETI
I poeti tracciano
sentieri di parole
dove accanto alle pietre
nascono piccole piante.
Incroci di strade
raccontano i bivi
delle nostre vite
raccolte nei versi.
Le poesie sono percorsi
dal fondovalle alla cima
di una montagna rocciosa
difficile da scalare.
ANIMA
Nell'acqua delle rose
coltivate nei tormenti
vive la vita
piena di ossigeno.
Nei lunghi respiri,
nell'armonia di una goccia.
LE PAROLE NON DETTE
Nascondevo le parole sottoterra,
all'ombra della chioma di un albero,
in attesa del momento giusto.
Un giorno cadde un fulmine,
dalla cima arrivò alle sue radici,
e l'attimo per dirle non ci fu più.
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