Per ricordare Stefania Petiti
27 Dicembre 2012 , Scritto da Patrizia Poli
Per ricordare Stefania Petiti
BAMBINI DIVERSI
Sono un'anziana maestra in pensione e di bambini ne ho visti tanti, i più, purtroppo, erano i cosiddetti “diversi”. Se chiudo gli occhi li rivedo tutti anche se, talvolta, i nomi volano via come farfalle. Ormai la memoria non è più quella di una volta.
Ricordo il mio primo incarico, in una classe differenziale, in un paesino dell'interno. Quale fu la mia sorpresa quando scoprii che questa era la classe dove venivano relegati “quelli che nessuno vuole”. Certe colleghe mi raccomandarono di prendermela comoda tanto dagli alunni che avevo non ne avrei cavato nulla. La maestra dell'anno precedente, in orario scolastico si era fatta una bella coperta all'uncinetto. A me non restava che comprarmi il cotone. Ero partita piena di entusiasmo e tanta voglia di fare e mi scontravo con una ben triste realtà. A cosa mi erano serviti tutti gli insegnamenti della dottoressa Rovigati quando frequentavo il corso di specializzazione? Lei col suo"Educhiamo i meno dotati”ci aveva sempre spinto ad amare e lavorare di più con coloro che avevano meno capacità. Cosa fare? Io ero lì per fare la maestra e l'avrei fatta. La classe, che era stata formata dalla fiduciaria su segnalazione delle colleghe che volevano scaricare”i pesi morti”dalle loro classi, era così composta: Due fratelli pluriripetenti (12 e 13 anni) che non frequentavano perché facevano i pastori, un bambino di sei anni con una vistosa voglia scura sul mento che il maestro non voleva in classe perché ,Tiziano,anche lui sei anni,vispo e bello come il sole ma figlio di una prostituta, una bambina che ripeteva la prima per la terza volta unicamente perché era molto miope e non vedendo nulla non imparava nulla, una cardiopatica che passava i due terzi dell'anno in ospedale. E così via fino ad arrivare alla numero quindici. Questa era Irene, allontanata dalla sua classe perché irrequieta.>(Che cosa le ho fatto che mi ha mandato via?)Era tornata l'Irene aggressiva del primo anno. Quando le spiegai che non l'avevo cacciata ma l'avevo promossa alla classe dei grandi subito non volle crederci poi parve convinta e tornò tranquillamente nella sua classe. Frequentò le ultime due classi con buon profitto e senza problemi. All'esame di quinta il tema assegnato fu: "Ricordi di scuola”. Irene tra le altre cose scrisse:
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