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fulvia donatella narciso

"Diario poetico di Alessandro Pellegrini"

14 Dicembre 2025 , Scritto da Fulvia Donatella Narciso Con tag #fulvia donatella narciso, #recensioni, #poesia, #enzo concardi

 

 

 

 

Diario poetico di Alessandro Pellegrini

a cura di Enzo Concardi

 Guido Miano Editore, Milano 2025.

 

Alessandro Pellegrini è un autore poetico, la cui opera è intrisa di risvolti romantici, a partire da due esseri che si congiungono sia materialmente, sia spiritualmente, per espandersi ad un amore “creaturecentrico” ed omnicomprensivo.

Gli spunti creativi sono i più disparati, in un crescendo di sensazioni avvolgenti e, talvolta, commoventi, come ad esempio l’amore per la Puglia, la sua terra natale.

Le sue poesie possono servire da suggerimenti per fare incamminare la società verso i veri valori ed ideali comuni, per  «viaggiare insieme al poeta dallo zenit fino al nadir» (come descritto da Enzo Concardi, curatore dell’opera poetica stessa), dal soggettivo all’oggettivo con un nobile sentimento di supporto e conforto agli indifesi, agli esclusi ed agli svantaggiati.

Segnaliamo di seguito, tra gli altri, alcuni versi di spicco nell’opera poetica del Pellegrini:

in L’amore è la fonte della vita: «Nelle tue vene scorre una melodia nascosta», «Tu, che vedi il mondo con occhi/ che sfidano la realtà...».

in Tu, conchiglia bianca e curva: «Conchiglia, mio amuleto magico,/ scrigno di sabbia e vento/ tu che racconti storie di terre sconosciute,/ di profondità azzurre ed infinite...», «fa che il mio cuore si unisca/ nel sussurro di acque limpide, salate, eterne».

in A Leonardo: «Leonardo.... a undici anni, nel nostro sud caro/ sei già un uomo», «... nel tuo animo, così raro e chiaro/ brilla la purezza di chi è davvero».

in A Rossana: «I suoi occhi brillano di una luce gentile/ riflettono il mondo con un’ombra sottile».

in Il cardoncello di Ruvo: "Tra massaie, contadine e cuochi è tesoro./ Simbolo di una terra baciata dal sole,/ di ulivi secolari e muretti a secco,/ dove il cielo di specchia nei campi dorati,/ e il vento racconta leggende lontane...».

in Pace nel cuore: «Che la pace sia la nostra voce,/ un canto che attraversa il cielo, una promessa di giorni sereni,/ in cui l’umanità cammina insieme…».

in Cinquant’anni: «con il cuore che segue il destino curioso», «Un cammino che m’insegna,/ che la bellezza sta nel viaggio,/ e non nella meta».

 

Il Diario poetico termina con una recensione, ancora a cura di Enzo Concardi, sull’opera narrativa di Alessandro Pellegrini, dove viene messo in risalto il valore dell’amore nella famiglia e nella società: «prima di cimentarsi nel genere poetico, Pellegrini ha pubblicato quattro opere di narrativa, classificabili come romanzi, tra il 2021 e il 2024…. Il tema centrale… è l’amore, che l’autore analizza da ogni punto di vista, sia sul versante autobiografico che da quello sociale…».

Per concludere, auguriamo al caro e bravo poeta Alessandro Pellegrini un crescente riscontro e successo di critica.

Fulvia Donatella Narciso

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Maurizio Zanon, "Il soffio salvifico della poesia"

18 Luglio 2025 , Scritto da Fulvia Donatella Narciso Con tag #fulvia donatella narciso, #recensioni, #poesia

 

 

 

Maurizio Zanon

Il soffio salvifico della poesia

Guido Miano Editore, Milano 2025

 

Tra le numerose e coinvolgenti liriche di Maurizio Zanon possiamo notare:

  1. la descrizione lirica soavemente decadente in Venezia bizantina, per esempio nel verso «gondole d’opaca luce», in contrasto con la metafora «eterna sorgente luminosa», espressa in Venezia ha mille luci dove si riscontra un romantico ottimismo («città perpetua di sfavillii amorosi»), ed un velato riferimento all’ “illuminazione”, in una brillante successione poetica di suggestivo effetto;
  2. la poesia “autoreferenziale” Fra la salsedine, nei versi «Io sto a Venezia/ … con i miei malesseri/ con i miei pensieri/ che poi tramuto in scrittura…»;
  3. la tendenza al trascendente nei versi: «dove arriverà questo amore:/ oltre il mare oltre il cielo» (Questo amore);
  4. la malinconica visione di Venezia «con tanti negozi chiusi e pochi turisti/ vivi la solitudine riflessa» (Venezia malinconica)
  5. la metafora espressa in Risveglio di primavera dove «il nuovo giorno somiglia al lieto gemito/ d’un bimbo appena nato», in cui si anela ad una rinascita nel «magico biancore dell’alba» o di una nuova vita, tema ripreso nella poesia Al primo schiudersi dell’aurora «tra le rocce a primavera» che «dominano nel grigio pietrame» (sottintendendo la massa amorfa e dormiente, che attende «la luce benefica» del sole interiore);
  6. l’estensione del cuore nell’universalità del sentimento, nel verso «Il cuore palpita nelle primavere universali» in Elegia d’amore;
  7. nella poesia Amore mio l’autore manifesta l’esclusività del sentimento, una sorta di possessività quasi morbosa… («amore sopra tutti gli altri amori»).

 

Concludo, in sintesi, dicendo che nell’opera di Maurizio Zanon si rileva un costante romanticismo decadente, tuttavia sorretto da uno sguardo interiore anelante alla “luce” senza fine, nella sua vita e nei suoi amori.

 

Fulvia Donatella Narciso

 

Maurizio Zanon, Il soffio salvifico della poesia, prefazioni di Enzo Concardi, Floriano Romboli, Gabriella Veschi; Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 80, isbn 979-12-81351-50-9, mianoposta@gmail.com.

 

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Enza Sanna, "Epifanie"

13 Maggio 2025 , Scritto da Fulvia Donatella Narciso Con tag #fulvia donatella narciso

 

 

 

 

Enza Sanna

 Epifanie

 Guido Miano Editore, Milano 2025

 

 

Vorremmo innanzitutto citare nella poesia “Nel silenzio della natura” i seguenti versi:

a) “Ho bisogno del silenzio della natura intorno/ per scrivere nel linguaggio dell’anima” dove la poetessa Sanna è alla ricerca di una dimensione interiore:

b) il “puer aeternus” che “ferma il tempo sul pendolo della giovinezza” e “che è in ciascuno di noi…”;

c) una strumentazione verbale… “musica” che “ti fa sentir fratello ad ogni prossimo”… e che “una sideralità dell’anima/ improvvisamente offusca”, in cui la Sanna esprime rammarico per l’opacizzazione dei suoi buoni sentimenti, da parte di una realtà non sempre amica;

d) la magistrale resa paesaggistica dei versi: “il mare della costa/ teso a violentar la rena…”;

e) notiamo la metafora nella poesia “Saga di famiglia”, nei versi “il fascino isolano/ di terre separate dal mondo…”;

f) nella poesia “Una nuvola d’oro” risplendente di versi quali “una mimosa fiorita”, “dona la sua nuova d’oro/ alla mia vista stupita”, in cui si percepisce l’aura del fiore terso, che la poetessa nota con rinnovato stupore.

 

Per quanto riguarda il resto del libro, si può dire che è ricorrente lo sguardo attento di una realtà in movimento, determinante stati d’animo alternativamente di gioia, di malinconica sofferenza interiore, ovviabile tramite un fanciullesco e cristallino stupore per eventi naturali ed umani.

I nostri complimenti vivissimi alla brava poetessa Enza Sanna !

 

Ad maiora ! …

Fulvia Donatella Narciso

 

 

NEL SILENZIO DELLA NATURA

 

Ho bisogno del silenzio della natura intorno

per scrivere nel linguaggio dell’anima

e di fronte alla natura la bellezza mi nutre

che è già di per sé preghiera,

pur con i suoi equilibri troppo spesso alterati

dal nostro modus vivendi eccessivamente invasivo.

Mi vive dentro quel puer aeternus

che è in ciascuno di noi

e ferma il tempo sul pendolo della giovinezza

con i suoi rimpianti e le sue attrattive

ad alimentare una strumentazione verbale

che attiene al mondo della musica

e ti fa sentir fratello ad ogni prossimo

anche se nel quotidiano si perdon certe tenerezze

che, pur sentite, una sideralità dell’anima

improvvisamente offusca.

Passo tra i filari spogli

cui dona brezze l’oro del sole

negli occhi i colori dell’autunno

e il loro splendore anche quando il vento

ha denudato i rami.

In lontananza il mare della costa

teso a violentar la rena

punteggiata di conchiglie sparse

dove, appoggiando l’orecchio,

ne senti le voci e il mare

in questo mio paese sonoro

per l’urto dell’onda contro la scogliera.

A sera svapora il pensiero nella foschia dei ricordi

e la volubilità delle dimenticanze

mentre l’eco del tempo

accende sogni e speranze

della giovinezza.

 

 

SAGA DI FAMIGLIA

 

In questa società votata al chiasso

alla ricerca degli assembramenti,

sfida al timore del contagio

e d’ogni pandemia,

mi attrae il fascino isolano

di terre separate dal mondo,

forse dal pieno della vita,

sospese in una dimensione altra

tra alterità e solitudine

nell’impagabile sensazione

di lasciarsi finalmente alle spalle

ogni stabile certezza.

Preziose perle di mare

falesie, fortificazioni a difesa

solitarie torri di vedetta

e per la gioia degli occhi

spettacoli naturali inaspettati a illuminare

l’isola di Arturo

capitale di cultura oggi.

Nel loro esserci

accompagnate da innumeri sorelle lacustri

non meno belle

pur con un fascino più meditabondo e austero:

le tue isole, madre

l’Isola dei Pescatori, l’Isola Bella

per sempre scolpite nel tuo cuore

perché là inizia la nostra storia

la vita della nostra famiglia,

indimenticabile “saga” d’ombre e di luci

come è della vita.

 

 

UNA NUVOLA D’ORO

 

Si rinnova intorno primavera

nel risveglio della prodiga natura:

a noi non è dato

se non godere con gli occhi e col cuore

dei suoi girotondi.

Questo mi suggerisce ogni anno

una mimosa fiorita

che nel giardino di casa

dona la sua nuvola d’oro

alla mia vista stupita.

 

 

Enza Sanna, Epifanie, prefazione di Maria Rizzi, postfazione di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 100, isbn 979-12-81351-48-6, mianoposta@gmail.com.

 

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Roberto Casati, "Come armonie disattese"

16 Maggio 2024 , Scritto da Fulvia Donatella Narciso Con tag #fulvia donatella narciso, #recensioni, #poesia

 

 

 

 

 

Roberto Casati

 Come armonie disattese

 Guido Miano Editore, Milano 2024

 

Nell’opera poetica di Roberto Casati, Come armonie disattese (Guido Miano Editore, Milano 2024) ritroviamo un motivo romantico decadentemente-nostalgico («…ho fermato le tue mani sulle mie labbra, / e rubato ciò che resta / di quello che non saremo mai più domani», p.21; «…il freddo di una primavera / che come te tarda ad arrivare», p.31); nonché similitudini e metafore («Il tempo breve alle distanze», p.33;  «sapori non banali dell’essere», p.34); nonché la propensione verso l’oltre e la dimensione umana temporale; nonché il cesello letterario («sento il non scontato del tuo profumo», p.37; «cruda realtà l’indifferenza che / ancora una volta uccide donna e amore», p.73); nonché il lirismo («…Sorridi nell’ultima foto / reggendo con dolce carezza / la vita del tuo bimbo…», p.73; «…solo cerco in silenzio / la fragile lucciola accolta nella mano», p.72); nonché la passione («…la febbre indefinita / che ridona tensione al sospiro d’amore», p.22; «domani forse ricorderai /… la tua mano dimenticata nella mia…», p.48).

Il rifugiarsi nella natura ed esaltarne la bellezza, per consolarsi delle più o meno avverse vicissitudini esistenziali («il vociare della piazza in primavera», p.48) è un motivo ricorrente.

Ci complimentiamo per i buoni sentimenti e la sensibilità cromatico-affettiva dimostrata nell’esposizione accoratamente poetica di luoghi e stati d’animo, augurando al Casati, in un futuro non lontano, di poter coronare i suoi lirici sogni di pace e benessere comune.

 

Poetessa Fulvia Donatella Narciso

(in arte Viulfa Scaroni)

 

 

POESIE

 

*

 

Quello che capita

in stanchi momenti

rimuove dal cuore le disattenzioni,

scivolando oltre il già visto,

forse un grido più volte riconosciuto.

 

Dietro l’angolo

sfuggono parole antiche,

e quello che mi confonde

sono i tuoi sguardi,

oltre gli angoli a dare senso alla notte.

 

Ho bruciato parole

e raccolto fiordalisi ormai appassiti,

ho fermato le tue mani sulle mie labbra,

e rubato ciò che resta

di quello che non saremo mai più domani.

 

 

*

 

Scivolano dimenticati sguardi

stanche ipotesi

sulla sabbia alzata dal vento,

segreto svelato in crepe antiche.

 

Ti aspetto ancora qui,

frase improbabile

di un percorso già abbandonato.

 

Sfidando il freddo di una primavera

che come te tarda ad arrivare.

 

 

*

 

Attraversi l’ombra all’ultimo bagliore

portandomi nel tuo tempo,

in una sera inquieta che

copre le spalle di un velo leggero.

 

Cammini, guardando il mare,

un sorriso di breve felicità,

gli occhi fatti di segrete parole e

i piedi bagnati dalla risacca.

 

Mentre mi passi accanto 

sento il non scontato del tuo profumo 

raccontare l’origine della meraviglia,

una imperdonabile lusinga.

 

Allora capisco che voglio portarti 

nel mio orizzonte, nascondendoti al mondo

per il tempo esatto in cui i nostri occhi 

vedranno insieme alba e tramonto.

 

 

L’AUTORE

 

Roberto Casati (Vigevano, PV,  1958) si è occupato di informatica gestionale. Ha pubblicato i libri di poesie: Amore e disamore (1984), Roma e Alessandra (1986), Coincidenze massime (1988), Ipotesi di fuga (1992), In navigazione per Capo-Horn (1999), Carte di viaggio (2016), Appunti e carte ritrovate (2020). Ha conseguito molti premi e riconoscimenti; tra i più recenti ricordiamo il primo posto al "Premio Letterario Internazionale Tulliola-Renato Filippelli" del 2023.

 

 

 

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