arte
La bottega dell'arte di Walter Fest

Probabilmente i più giovani non conoscono a fondo il termine "bottega". Sapranno vagamente cosa sia un laboratorio ma la "bottega" è un altra cosa. Non ce ne stupiamo perché, con il passare del tempo, la tecnologia più moderna allontana la nostra società dal modus operandi delle passate generazioni.
La bottega era il regno degli artigiani, luogo dove uomini e donne lavoravano esclusivamente con le proprie mani, luogo dove si respirava un atmosfera di lavoro appassionato e svolto con amore. La professione non era solo un'espressività di talento, ma anche una vera missione e, al termine di ogni qualsiasi ciclo produttivo, il risultato era sempre un capolavoro prodotto da un essere umano senza l'ausilio di un computer o di uno strumento intelligente.
E sarete d'accordo con me, concedetemi la parafrasi, le fettuccine e gli gnocchi fatti a mano da nonna hanno un altro sapore rispetto a quelli fabbricati in serie.
Pertanto, oggi ho il piacere di aprire la serranda virtuale di questa bottega all'interno della signoradeifiltri, nella quale incontrerò costantemente degli artisti, dei bravi artigiani, per parlare delle loro opere a beneficio dei lettori di questo splendido blog, nella speranza di coinvolgervi fra i colori e le armonie dell'arte.
Per tutti gli artisti che vogliano entrare in questa oasi potete contattarmi.
Mail to: w.festuccia@libero.it
Inviatemi le foto delle vostre opere, che avreste piacere venissero mostrate e discusse, io e la redazione della signoradeifiltri vi aspettiamo.
Lucca Art fair
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Incontro con l'artista G.M. ZAGO e il progetto "Zago and your friends"

Amici lettori di signoradeifiltri.blog oggi abbiamo il piacere di avere nostro ospite un artista che viene dal Nord, da Verona, dalla città di Romeo e Giulietta è qui con noi G. M. Zago!!
Ve lo dico in confidenza, lui non lo sa ma lo porterò in una spa, un centro benessere particolarmente artistico, mi raccomando non glielo spifferate!
Eccolo arrivare ma non è solo, è seguito da un cane.
- Zago hai portato il cane?
- Beh, sì, non si fida di te e non voleva lasciarmi solo.
- Ah!... Come si chiama?
- Homer, aspetta te lo presento... Homer dì qualcosa al Walter.
- Uelà, artista da strapazzo, mi raccomando ti mordo le parti basse se non scrivi bene del mio Zago, eh!
- G.M., ma Homer è un cane che parla?!
- Che vuoi che ti dica, a forza di stare con me, ha cominciato a parlare, pensa che per breve periodo ha pure iniziato a fumare il mio sigaro, ma ci siamo tolti il vizio insieme, per fortuna, è un grande amico, sai.
- Capisco, ma gli hai pure insegnato a dipingere?
- No, preferisce dormire, però mi fa da manager, tratta lui con i galleristi, invece, con i critici, ci parla solo al telefono perché non li sopporta.
- Forse è meglio che entriamo.
Apriamo la porta stile Mondrian, l'ambiente è già caldo e profumato, in sottofondo musica Jazz. Sicuramente troveremo qualcosa da mangiare e da bere.
- Zago ti piace questo posto?
- Sì, non male
- E tu, Homer, che ne dici?
- Bello, ma prima possiamo mangiare qualcosa?
- Più tardi, prima facciamo il bagno in piscina.
- Andate voi che a me l'acqua non piace molto, vado a mangiare qualcosa e poi a fare una partita a flipper.
- Homer, mi raccomando, non mettere troppo ketchup sulle patatine
- Zago, possiamo stare tranquilli con Homer?
- Walter, nessun problema, Homer è un cane che ha un discreto appetito ma non parla con gli sconosciuti.
- Ah, molto bene, allora, dai, tuffiamoci nella piscina con l'acqua color grigio perla.
Per chi non lo sapesse in questa spa l'acqua delle varie piscine è multicolore.
- Zago, devi toglierti tutto.
- Tutto?
- Sì, ma tanto non ci vede nessuno.
- Ma è tutta roba presa in offerta da Beninox!
- Poche storie, Zago, in fondo sono solo parole senza mutande.
- Ah, beh, allora, dai, tuffiamoci.
Siamo in acqua color grigio perla e stiamo per iniziare a parlare di Zago and your friends.
- Zago, come è iniziata questa avventura?
- Era il Marzo del 2010, ero seduto in poltrona a vedere la tv, quando, dal tubo catodico, una di quelle belle signorine "buonasera" mi guarda fisso e mi fa: «Zago, tu devi fare un lavoro a 4 mani con 100 artisti, sarà una mostra per beneficenza, pensaci bene perché non te lo chiederò un’altra volta, mi piacciono le cose che fai ma, se non accetti, grazie e ti saluto».
Tac, la tv si spense da sola e rimasi al buio, ma vidi lo stesso una luce e, così folgorato dall'abbaglio creativo, il giorno dopo parlai con il mio amico Gianluca Cantalupi, responsabile di Emergency UK, presi l'agendina e trovai i 100 artisti per iniziare il lavoro, era un impresa titanica per il numero di opere che ci eravamo prefissati, credetemi serviva anche una bella quantità di materiale da riciclo, le opere dovevano essere impastate di monnezza artistica, ma per fortuna i cassonetti di Verona abbondavano di merce.
- E poi che successe?
- Fu un grande lavoro faticoso ma entusiasmante che, terminato, partì per l'Inghilterra, da Novembre 2011 al 2013. La mostra era unica al mondo nel suo genere, un evento storico, un lavoro eccezionale che venne esposto in più gallerie, riscuotendo un bel successo; le opere, nel formato 100X70, tutte bellissime, vennero vendute e la nostra arte a favore di Emergency contribuì ad aiutare chi è stato meno fortunato di noi, vorrei aggiungere che Zago and your friends è importante anche per altri motivi, non era mai successo che 100 artisti disparati lavorassero a 4 mani con un solo artista, nessuna rivalità, nessun egoismo, nessuna pre-tattica o preconcetto, c'era da dipingere spinti dall'entusiasmo, e dalla convinzione di fare per bene del bene attraverso l'arte, ne venne fuori una serie di opere estremamente emozionanti!
- Poi siamo andati a Roma.
- Eh, già, Zago and your friends non poteva rimanere un'esperienza sulla quale il titolo di coda era "The end". Non mi ricordo come, dove, quando, ma, come per magia, io e altri amici abbiamo deciso di ripetere questa iniziativa, vestita di quella passione che guida un artista, la nuova avventura si è svolta Roma nel Marzo del 2017 in una modalità diversa rispetto a Londra 2011. Per una questione di rapidità temporale, gli artisti presenti 50, con relative 50 opere realizzate a 4 mani con me. Queste opere dopo Roma proseguiranno verso future esposizioni per una continua mostra itinerante alla quale si aggiungeranno, via, via, altri artisti con altre opere, invece altre 50 opere, che furono realizzate individualmente dagli stessi 50 artisti, sono state finalizzate a favore di una associazione di volontari che dedicano corpo e anima alla cura e all'assistenza di cani sfortunati, "Una zampa per Birillo". Ci siamo ritrovati Venerdì 3 Marzo 2017 alla galleria TAG di via di S. Passera, 25 per una serata speciale!
- È stato un grande evento, un grande allestimento, un grande successo di pubblico e, come dicevo, Zago and your friends continua la sua marcia verso le prossime esposizioni, al momento stiamo lavorando per Verona, sarà il nostro terzo atto, appunto nella città Scaligera, ma il nostro sogno nel cassetto rimane Matera 2019, faremo il possibile di farci un salto.
Ma ecco di ritorno Homer.
- Ragazzi, dobbiamo andare via alla svelta!
- E perché?
- Di là ho mangiato tutto il ben di Dio che ho trovato, un tizio se ne è accorto e mi ha detto: «Ma bravo, e adesso chi paga?». Me lo sono guardato e gli ho detto: «Tranquillo, pagheranno Walter e Zago». Il tizio è svenuto ed è caduto come un sacco di patate, io direi che prima che si risvegli è meglio che ce la battiamo!
- Zago, dico che Homer ha ragione, forza filiamo via come il vento!
- Ma siamo nudi!
- Sì, e senza soldi, dai, sgommiamo...
Amici di signoradeifiltri.blog, vi salutiamo; io, Zago ed Homer vi ringraziamo e vi aspettiamo prossimamente a Verona con tutti gli artisti e le grandi opere di Zago and your friends.
Per chi volesse saperne di più e ammirare foto e video delle precedenti mostre, può visitare la pagina Facebook "Zago and your friends" oppure contattare direttamente l'artista G.M. Zago.
CARLA CASTALDO PRESENTA LA SUA MONOGRAFIA A NAPOLI

Dell’artista Carla Castaldo - nell'ambito della sua personale (18 dic. - 14 genn. 2018) a Napoli, presso la MAPILS-EVENTS, Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio n. 14, il giorno 6 gennaio alle ore 11,30 - viene presentata la monografia curata da Jolanda Capriglione, docente di Estetica presso l'Università Vanvitelli della Campania, e con prefazione di Paolo Levi.
Verranno, inoltre presentati i foulard in seta che l’artista ha realizzato riproducendo tre sue opere.
Conosciamo meglio questa artista che sta ottenendo grandi riconoscimenti
Come definirebbe Carla Castaldo?
Trovo difficoltà nel definirmi. Jolanda Capriglione, curatrice della mia monografia in corso di realizzazione, dice di me: “Chi si limitasse ad ascoltare o leggere le parole, pur preziose, di Carla e poi guardasse le sue opere sarebbe davvero disorientato. Proverebbe lo straniamento proprio di chi si trova all’improvviso in un mondo altro, in modo inatteso, imprevisto perché le parole avevano portato la nostra immaginazione altrove rispetto a ciò che il nostro sguardo si trova di fronte… Carla è davvero tutto questo passione e ragione…”
A quali maestri si ispira o quali altri pittori ammira?
Non m’ispiro ad alcun maestro. Le mie opere nascono da forti sollecitazioni (un accadimento, una musica, un’immagine, un profumo…) che colpiscono i miei sensi, inducendo in me un “misterioso richiamo” che parte dal profondo dell’anima e mi spinge ad esternare, attraverso segni e colori, le mie emozioni. E le emozioni, per loro natura, sono libere da ogni vincolo.
I pittori che ammiro sono tanti. Ma gli artisti, con i quali si stabilisce un intenso contatto, sono quelli che mi lasciano intravedere i propri demoni.
Qual è per lei il significato di un’immagine dipinta (se deve comunicare, se deve insegnare, se deve solo ristorare lo sguardo con la sua bellezza…)
Penso che l’opera d’arte esprima esclusivamente lo stato d’animo dell’artista in un determinato momento della sua vita. Il significato lo attribuisce il fruitore in funzione della sua sensibilità, della sua cultura, delle sue esperienze.
Quale tecnica usa?
I miei dipinti sono eseguiti su base di porcellana con l’antica tecnica della “decorazione a terzo fuoco” che ho completamente rielaborato.
Realizzo, inoltre, bassorilievi e oggetti in terracotta foggiata a mano e bassorilievi e monili in lamina di ottone.
Dove e in quali ore dipinge?
Prevalentemente dipingo di giorno, perché la luce naturale mi consente di cogliere la vera essenza dei colori. In funzione delle opere che realizzo lavoro in laboratorio o in officina. Appena che posso mi rintano in casa, in un ambiente che guarda il mare, per me fonte inesauribile di arricchimento…
Quali sono i suoi soggetti preferiti?
Amo parlare della bellezza, ma non di quella fisica. Perciò, attraverso la meditazione, cerco di proiettarmi verso mondi misteriosi oltre i confini spazio-temporali.
Dà più importanza alla forma o al contenuto?
Per me la forma è una conseguenza del contenuto. Nelle mie opere ogni linea e ogni stesura cromatica sono il risultato di una traduzione dal mondo immateriale a quello materiale.
Com’è cambiata la sua pittura dagli inizi ad oggi?
Tutta la mia produzione è strettamente collegata al mio percorso spirituale. Il conseguimento del primo e del secondo livello Reiki e il successivo approfondimento della cultura andina, unitamente alla meditazione, mi hanno aiutato e mi aiutano nel cammino che ho scelto di seguire, alla ricerca delle Radici. Io dico che è un percorso verso la Luce. Ho iniziato dipingendo con la “tecnica del terzo fuoco” piccoli oggetti poi, come ho detto precedentemente, la mia produzione si è ampliata e diversificata assumendo nel tempo colori sempre più intensi. Mi piace pensare che ho fatto qualche passo in avanti verso il centro del Tutto….
Curiosità come: ha mai dipinto un quadro per una persona famosa, vorrebbe avere un committente famoso, magari per un ritratto?
Sì, mi piacerebbe realizzare un ritratto ad una persona famosa. Sicuramente non rappresenterei la sua fisicità, ma ciò che il suo involucro contiene. Sarebbe, quindi, interessante confrontare la sua immagine ufficiale con quella che io riuscirei a vedere….
Qualche aneddoto...
La vendita di una mia opera non si svolge in tempi rapidi, perché cerco di entrare nell’animo dell’acquirente e di comprenderne i pensieri. Sicuramente non darei un mio oggetto ad una persona ricca e volgare. Vivo il momento del distacco con commozione, che riesco a trasmettere anche all’altro: gli affido una mia creatura, un pezzetto della mia anima… e lui coglie il mio messaggio e, spesso mi chiede: “posso accarezzarlo ?... ”
E se le parlo di gioielli?
I gioielli che realizzo sono esclusivamente collane in lamina di ottone lavorata a mano, a volte arricchite da elementi in terracotta smaltata. Sono tutte pezzi unici che, indossati, conferiscono subito un tocco magico, perché non rappresentano solo una funzione ornamentale, ma portano con sé un mio messaggio ben preciso. La base del collo, come sappiamo, è una zona del corpo altamente simbolica: è qui che esiste il punto di raccordo tra corpo e anima, tra il mondo visibile della materia e quello sottile dello spirito e dei sentimenti. Poiché con le mie opere trasmetto Amore che attingo nei miei viaggi, la persona che indossa una mia collana stabilisce un collegamento diretto col mio mondo.
“Oltre i confini”, le opere di Carla Castaldo in mostra a Palazzo Serra di Cassano

Proseguono con successo gli eventi organizzati da Stella Orazio, ideatrice e curatrice di Maplis Events, nello spazio dell’associazione Mapils, a Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio 14, Napoli. Lunedì 18 dicembre, alle 18, è stato presentato l’evento artistico “Oltre i confini”, con le creazioni di Carla Castaldo.
Le opere di Carla Castaldo sono il risultato di un’estatica contemplazione. Oltre ogni possibile confine, fuori dal corpo, fuori dalla realtà visiva. Da qui il titolo di questo evento artistico, non una mostra dove al fruitore viene presentata un'opera, ma un evento simulativo che trasporta chi ne usufruisce nella visione stessa.
L'artista produce messaggi di luce, pura energia che esce fuori dai 7 chakra, per dare vita a immagini surreali, popolate da minuziosi particolari, dove la natura si fonde con i tanti simboli rappresentati, in una girandola di colori caldi e avvolgenti. Messaggi misteriosi, che racchiudono codici per attraversare veri e propri varchi verso l'ignoto. Il lavoro artistico di Carla Castaldo, simile a un portale per compiere un viaggio, conduce chi lo guarda in mondi senza tempo.
"Dipinti, sculture, video" : Dario Ballantini

Sabato 2 dicembre alle ore 17.30 ha avuto luogo in galleria l'inaugurazione della mostra di Dario Ballantini “Dipinti Sculture Video” a cura di Massimo Licinio. L'artista torna a Varese dopo il progetto “Identità Artefatte” realizzato nel 2015 ed è nuovamente protagonista con una serie di opere frutto della sua più recente scelta espressiva. In esposizione non solo lavori su tela e carta in cui si ritrova il tema caro all'artista, ovvero quello del volto senza identità specifica, ma soprattutto la scultura. In questa occasione viene presentata al pubblico la ricerca che Dario Ballantini ha rivolto alla forma tridimensionale. “Quasi ora” e “Il vecchio e il nuovo” sono il manifesto dell'alternativa esperienza creativa che l'artista livornese ha deciso di intraprendere: sculture in bronzo che non presentano la carica cromatica dei suoi dipinti, ma allo stesso modo affascinano il fruitore per la loro efficace essenzialità. La mostra sarà visitabile fino al 27 gennaio 2018 Orario: da martedì a domenica 10-12.30/16-19
BREVE PROFILO BIOGRAFICO: Dario Ballantini è nato a Livorno nel 1964. Svolge l'attività pittorica e quella teatrale di trasformismo da oltre 30 anni. La sua carriera espositiva inizia nel 1986, è un artista gestuale affascinato dall'espressionismo e dall'action painting e arricchisce i suoi dipinti con colature e colpi di pennello. Al suo attivo partecipazioni a esposizioni collettive e mostre personali in Italia e all'estero, ha preso parte alla 54° Biennale d'Arte di Venezia e nell'ambito di "Italy-Miami, a friendship in art” ha contribuito ad arricchire la parete d'ingresso della Metropolitan International School della città e realizzando anche una live perfomance al Wynwood&Walls.
PREMIO COMBAT PRIZE 2017
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Si è conclusa sabato 15 luglio, nella meravigliosa cornice dorata della Sala degli Specchi del Museo Giovanni Fattori di Livorno, la ottava edizione del PREMIO COMBAT PRIZE 2017 decretando i vincitori di quest'anno.
La giuria composta da Andrea Bruciati, Elio Grazioli, Francesca Baboni, Lorenzo Balbi, Lorenzo Bruni, Stefano Taddei, Walter Guadagnini, ha scelto come vincitore della sezione Pittura Barbara De Vivi con l'opera “Medea” con la seguente motivazione: Per una ricerca che si nutre di una modalità pittorica potente, giocata sulla stratificazione e su reminiscenze oniriche e per una efficace rilettura contemporanea del mito classico. La tela è alimentata da una narrazione pregnante ed efficace, ricca di connessioni concettuali dettagliate che fa presagire interessanti potenzialità.
Menzione speciale della giuria a Francesca Chioato.
Per la sezione Fotografia la giuria ha decretato vincitore Karin Schmuck con l’opera Mothers I per
la capacità di affrontare un genere classico della fotografia, il ritratto familiare, rovesciando le attese del soggetto e dello spettatore, attraverso una peculiare scelta iconografica. Il rapporto tra le due figure è elaborato come incontro totalizzante di corpi, autentica fusione che esclude la riconoscibilità individuale legata alla rappresentazione del volto. Il fondo uniforme rafforza ulteriormente il rimando alla tradizione del genere anche in chiave di citazione pittorica.
Menzione speciale della giuria a Luca Gilli.
Per la sezione Grafica la giuria ha premiato Giorgia lo Faso con l’opera SAMSUNG GALAXY S4
per la capacità di riuscire a far convivere nelle sue immagini due temi distanti come quello del monocromo e quello della scrittura immediata dei messaggi lasciati nello spazio urbano da chi lo attraversa. Questa ricerca le ha permesso di approdare a soluzioni estetiche inedite perché indaga nuovi equilibri nella classica relazione tra fondo e soggetto, approdando ad nuovo campo di studio con cui rilegge la tecnica classica della grafica d'arte alla luce della comunicazione globale e delle piazze virtuali.
Menzione speciale della giuria a Massimiliano Galliani.
La giuria ha decretato vincitore per la sezione Scultura/Installazione Davide Sgambaro con l’opera “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”
per la capacità di indagare in maniera non scontata il medium installativo traslando il proprio corpo in una sorta di performance collettiva perfettamente inserita nello spazio. Immersiva risulta la capacità in cui il suo lavoro riesce a coinvolgere il pubblico, suscitando sensazioni di sorpresa, inquietudine e claustrofobia. Menzione speciale della giuria a Mauro Panichella.
Infine per la sezione Video la giuria ha assegnato il premio a Ana Devora con l’opera Marionetas. Constatando che
nella congiuntura attuale i processi educativi sono al centro di una ridefinizione del tessuto sociale, l’autrice, proponendo un’indagine sulle modalità tipiche di trasmissione di determinati valori, ne evidenzia e coglie l’insieme delle loro potenzialità per il futuro.
Menzione speciale della giuria a Irene Lupi.
Per quanto riguarda i premi speciali, il premio “Fattori Contemporaneo”, che consiste in una personale al Museo Fattori nella programmazione 2018, viene assegnato a Alberto Sinigaglia con la seguente motivazione:
Assodato che il rapporto tra realtà e finzione, tra documento e creazione è fondamentale nella costituzione del linguaggio fotografico, l’interesse dell’autore si concentra sulla ricerca delle fonti. Queste possono essere aggiunte o essere sostituite, attraverso un percorso nel quale il concetto stesso di verità viene posto in discussione. A partire da queste premesse, la realizzazione di un viaggio che è insieme riflessione sulla scienza, sull’immagine e sull’immaginario collettivo e si sviluppa tra fotografia, installazione ed editoria ha convinto la giuria a premiare l’opera.
In ultimo per il nuovo premio ART TRACKER, dove quattro artisti under 35 saranno inseriti nella programmazione eventi di LUCCA ART FAIR per un nuovo progetto curatoriale, i vincitori sono: Martina Brugnara, Chiara Campanile, Marco Groppi, Simone Monsi.
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The eighth edition of the PREMIO COMBAT PRIZE 2017 came to an end on Saturday, July 15, in the spectacular gilded setting of the Sala degli Specchi in the Museo Giovanni Fattori of Livorno, proclaiming the winners.
The jury — Andrea Bruciati, Elio Grazioli, Francesca Baboni, Lorenzo Balbi, Lorenzo Bruni, Stefano Taddei, Walter Guadagnini — has selected as the winner of the Painting section Barbara De Vivi with the work Medea. Motivation: for her explorations nurtured by powerful painting, with layerings and oniric recollections, and for an effective contemporary reinterpretation of classical myths. The canvas thrives upon incisive narration, laden with detailed conceptual connections that foreshadow interesting potential. Jury special mention: Francesca Chioato.
For the Photography section, the winner is Karin Schmuck with the work Mothers I, for her ability to face a classic photography genre—the family portrait—while challenging all expectations of the subject and the spectator, through a unique choice of iconography. The relationship between the two figures is elaborated like a totalizing encounter of bodies, an authentic union that excludes individuality related to portraying faces. The uniform backdrop further emphasizes the reference to this genre tradition even as regards painting.
Jury special mention: Luca Gilli.
For the Graphic Art section the jury awards Giorgia lo Faso for her work SAMSUNG GALAXY S4, for her ability to make two very dissimilar themes— such as the monochrome and instantaneous messages left in the city space by those who cross it— coexist in her images. This investigation has allowed her to formulate unique aesthetic solutions because she investigates new balances in the classic relationship between background and subject, exploring new fields of study with which she reconsiders the classic technique of graphic art in light of global communication and virtual squares.
Jury special mention: Massimiliano Galliani.
For the Sculpture/Installation section the jury awards Davide Sgambaro and Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno, for his ability to investigate, in a refreshing way, installation by turning his own body into a sort of collective performance perfectly part of the space. His work is able to engage the audience, arousing feelings of surprise, restlessness, and claustrophobia. Jury special mention: Mauro Panichella. Finally, the award for the Video section goes to Ana Devora for her work Marionetas. Aware that in today’s world, training and education processes play a key role in redefining society, the artist, offering to investigate the typical means of handing down determined values, highlights these and grasps their overall potential for the future. Jury special mention: Irene Lupi.
As far as special awards are concerned, the “Fattori Contemporaneo” prize, which consists in a solo exhibition at the Museo Fattori during the 2018 events program, is given to Alberto Sinigaglia for the following reason: Convinced that the relationship between reality and make-believe, between documenting and creating is fundamental in composing a language of photography, the artist is focused on investigating sources. These may be added or replaced, through a course where the very notion of truth is challenged. Starting from this premise, embarking on a trip that is both a reflection on science, on images, and on the collective imaginary and which unfolds through photography, installation, and publishing, has convinced the jury to award this work to him. Finally, for the new prize ART TRACKER, where four artists under 35 will be part of the LUCCA ART FAIR events for a new curating project, the winners are: Martina Brugnara, Chiara Campanile, Marco Groppi, Simone Monsi.
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LUCCA ART FAIR
Lucca, Polo Fiere | Dal 5 all’8 maggio 2017
LUCCA ART FAIR
Conto alla rovescia per Lucca Art Fair Ecco le gallerie partecipanti e le anticipazioni sul programma
Conto alla rovescia per Lucca Art Fair, la fiera d’arte contemporanea in programma al Polo Fiere di Lucca dal 5 all’8 maggio. Molte le novità di questa seconda edizione che sempre più si configura come piattaforma d’aggiornamento essenziale per gli addetti ai lavori e vivace contenitore di eventi collaterali, incontri, laboratori, talks, premi, percorsi curatoriali e visite guidate per il grande pubblico. «Quest’anno – spiega Paolo Batoni, direttore di Lucca Art Fair – abbiamo puntato su una maggiore progettualità. Lucca Art Fair 2017 si configura come un grande cantiere culturale in Toscana. Non solo una fiera ma anche un festival, un’esperienza, uno spazio vivo e dinamico per mettere in scena l’inaspettato dell’arte contemporanea». VISITE GUIDATE | INCONTRI CON COLLEZIONISTI Occasione di scambio e avvicinamento al mondo del collezionismo saranno le visite guidate agli stand condotte dalla storica dell’arte Francesca Baboni. Appuntamento esclusivo sarà poi quello con Carte Blanche, il format ideato da Lorenzo Bruni che renderà protagonisti per un giorno Sergio Bertola e Francesco Taurisano, collezionisti del contemporaneo che si metteranno a disposizione del pubblico per rispondere a domande o curiosità e per guidare i visitatori attraverso un percorso libero basato sulla loro sensibilità. Tutte le attività (visite guidate, laboratori e incontri con collezionisti) necessitano di prenotazione a info@luccaartfair.it Il programma è consultabile con dettagli e aggiornamenti su luccaartfair.it Editoria: EXIBART, EMMEBI ARTE E LIBRI, Milano, FONDAZIONE BARUCHELLO, Roma,FONDAZIONE CENTRO STUDI SULL’ARTE LICIA E CARLO LUDOVICO RAGGHIANTI, Lucca, PARALLELO 42, Pescara
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Mini-Giraglia: non solo una regata.
Mini-Giraglia: non solo una regata. Una sessantina di equipaggi arrivati dai porti della Toscana, della Liguria e del Lazio, un percorso di oltre quaranta miglia in un tratto marino tra i più suggestivi di tutto il Tirreno e la possibilità di scoprire una delle più belle e incontaminate isole del Mediterraneo.
Arrivata alla XV edizione, la Mini-Giraglia è diventata un appuntamento sempre più apprezzato dai velisti, che partecipano numerosi alla regata organizzata dalla Delegazione della Lega Navale Italiana di Capraia nel primo week end di maggio. Ma quest’anno la Mini-Giraglia, che avrà la sponsorizzazione di Castello di Gussago La Santissima Franciacorta, Vicenzi Biscotteria, Locman Orologi e Braccini Broker Assicurativo, avrà un significato e una rilevanza speciali. Per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione della L.N.I., il Comitato Organizzatore ha deciso di associare la regata a un evento che la radicasse ancora più saldamente alla realtà storica e culturale di Capraia e ha scelto di contribuire al restauro del complesso di S. Antonio.
Per la sua bellezza e la sua posizione sul promontorio che domina il porto, la Chiesa di Sant’Antonio rappresenta l’identità stessa di Capraia. Purtroppo, negli anni, la struttura è stata fortemente danneggiata e in particolare la splendida facciata barocca si trovava in uno stato di degrado tale da fare temere a breve un collasso della struttura. Proprio con l’obiettivo primario del restauro della facciata nel 2013 si è costituita l’Associazione Amici di S. Antonio, un gruppo di persone accomunate dall’amore per Capraia. L’associazione, che tra abitanti dell’isola e turisti ha già raggiunto oltre 150 iscritti, si impegna per salvare dal decadimento una chiesa che, insieme al convento, costituisce uno dei complessi di maggiore rilevanza artistica di tutto l’arcipelago toscano. Il primo importante risultato è stato raggiunto e oggi la facciata di S. Antonio, con il progetto di restauro dell’architetto Franco Maffeis supportato da un gruppo di professionisti, è stata riportata al suo antico splendore. A questo punto però, perché quanto fatto fino ad ora non vada perduto, è necessario continuare nell’opera di restauro e valorizzazione della Chiesa. Per questo la Lega Navale di Capraia con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale, l’aiuto della Pro Loco in collaborazione con l’Associazione Amici di S. Antonio, ha deciso di dedicare la XV° edizione della Mini-Giraglia, che si terrà dal 6 al 7 di maggio, alla Chiesa di S. Antonio.
Come già nelle edizioni precedenti, nel pomeriggio di venerdì è previsto l’arrivo di tutte le imbarcazioni; il sabato mattina partenza nelle acque antistanti il porto dell'isola con direzione Giraglia, lo scoglio posto all'estremo Nord della Corsica. Quindi inversione di rotta e traguardo sotto la Torre del Saracino di Capraia. Dopo il rientro di tutti gli equipaggi, avrà inizio una serata di particolare suggestione: è infatti nello spazio antistante la chiesa e il Complesso Monastico di S. Antonio che alla presenza delle Autorità verrà organizzata la premiazione, la consegna di premi e trofei offerti dagli sponsor e un’elegante cena a lume di candela, in cui una parte dei fondi raccolti sarà devoluta all’Associazione Amici di S. Antonio.
Foto di @fabioguidi
Il mondo bizantino

L’impero romano era troppo grande per essere salvaguardato tutto. Per portare la capitale in un luogo più sicuro e più facile da difendere, l’imperatore Costantino decise di costruire una nuova città, al confine fra l’Europa e l’Asia, nel punto dove si congiungono il Mediterraneo e il Mar Nero. In suo onore la città fu chiamata Costantinopoli. Fu costruita sul luogo dove sorgeva un’altra piccola città chiamata Bisanzio, per questo Costantinopoli venne comunemente chiamata Bisanzio e i suoi abitanti Bizantini. Costantinopoli era facile da difendere perché protetta dal mare e dalle montagne.
A poco a poco, queste due parti dell’impero si staccarono completamente. Ognuna aveva un suo imperatore. L’Imperatore d’Oriente regnava a Costantinopoli, quello d’Occidente preferiva, alla poco difendibile Roma, la piccola Ravenna, che era stata fino ad allora una città affacciata sul mare e con un porto militare, circondata da paludi che la proteggevano dalle invasioni. Gli imperatori che vi abitarono la resero splendida di palazzi e chiese che ricordano lo stile di Costantinopoli, detto, appunto, bizantino.
L'arte bizantina si è sviluppata nell'arco di un millennio, tra il IV ed il XV secolo. Le caratteristiche più evidenti sono la religiosità, l’appiattimento e stilizzazione delle figure, volte a rendere un'astrazione soprannaturale. I corpi sono assolutamente bidimensionali e stereotipati, solo nei volti si nota uno sforzo verso il realismo, nonostante l'idealizzato ruolo spirituale sottolineato dalle aureole, dalla profusione d'oro nello sfondo, dalle maestose e ieratiche figure di santi e Cristi pantocratori. Non esiste prospettiva spaziale, tanto che i vari personaggi sono su un unico piano. Lo scopo principale è quello di descrivere le aspirazioni dell'uomo verso il divino.
Il mosaico ricoprì un'importanza fondamentale all'interno dell'arte bizantina, poiché l'utilizzo di tessere vitree policrome risultò essere uno strumento ideale per soddisfare le esigenze espressive. Uno degli elementi preminenti del mosaico bizantino fu la lirica della luce, attraverso la quale gli artisti proiettarono le loro immagini in una dimensione astratta, ancorandosi ad una realtà trascendente. Un capitolo di fondamentale importanza nell'ambito della pittura bizantina è costituito dalle icone.
Roma, intanto, era stata abbandonata dagli imperatori e dai ricchi signori, interi quartieri erano deserti. I monumenti cittadini subivano un inesorabile e irrimediabile degrado, tanto da alimentare già all’epoca il mito nostalgico dell'antichità classica.
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