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Intelligenza vegetale e dintorni
17 Maggio 2019 , Scritto da Anna Olan Con tag #anna olan, #il mondo intorno a noi

In un mondo dove la Rete virtuale assicura pseudoperformanza logica grazie a un pantano d'informazioni non ben definite da vettori che ci giungono con forza propulsiva, abbiamo completamente perso di vista i veri garantisti di una ragione che esplose insieme al big bang, in quell'atto schizofrenico in cui l'universo spinse al largo del Cosmo ciò che noi oggi comunemente, ma impropriamente, chiamiamo vita.
Le piante sono da sempre creature prime, assicurano sistemi che crediamo di riuscire a sovrintendere con l'arroganza di chi pensa che la parola complessità sia la casa produttrice di una lama per sfilettare pesce.
In realtà dietro ogni stigma, dentro ogni ovario e sui sepali si nasconde un'acume vegetale che conferma una superiorità netta nei confronti delle nascenti intelligenze artificiali.
Ogni elemento vegetale è perfettamente in grado di adempiere funzioni, registrare informazioni ed elaborarle, riprodurre olfattivamente tali relazioni e rimandarle infinite volte.
Recentemente la Neurobiologia si è occupata di definire certe le interazioni neurali vegetali alla stessa maniera di quelle animali, con oscillazioni differenziali minime riferibili solo alla sfera comportamentale che ovviamente negli animali offre una spiccata socialità, ma che anche nelle piante sta iniziando ad essere riconosciuta come fondamento convenzionale, in poche parole esisterebbe una lingua che sfrutterebbe microvibrazioni tali da fornire un vero e proprio vocabolario, di senso logico e consequenziale.
Le piante si riproducono, imparano, cantano, ma più di tutte soffrono e muoiono e questo le fa entrare di diritto nella sfera degli elementi organici senzienti, poiché nel genoma stesso custodiscono soluzioni, se pensiamo che alcune di loro mettono in atto vere e proprie strategie di sopravvivenza attraverso impulsi elettrici cellulari.
L'intelligenza artificiale al contrario propone un bacino di trasmissioni preconfezionate in grado di autogestirsi senza attingere a risorse pregresse, quindi con l'inserimento di dati graduali che si comporranno come in un puzzle durante la vita stessa dell'I.A.
L'intelligenza vegetale è una realtà sconfinata che non pone limiti all'apprendimento e soprattutto nasce e muore e non esiste vita in grado di sostituire vita neppure la più complessa tecnicamente e avveniristicamente sperata.
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