Patrizia Poli, "La pietra in tasca"
9 Settembre 2023 , Scritto da Maddalena De Leo Con tag #maddalena de leo, #recensioni, #poli patrizia
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LA PIETRA IN TASCA
di Patrizia Poli
Literary Romance, 2023
Recensione a cura di Maddalena De Leo (Referente Italiana della Brontё Society)
Il piccolo libro La pietra in tasca di Patrizia Poli (Literary Romance, 2023) si divide in due parti in cui nella prima leggiamo un’attenta riproposizione della biografia Brontё dal punto di vista di Emily e, nella seconda, una sintesi particolareggiata e pedissequa della trama del suo unico romanzo Wuthering Heights (Cime Tempestose).
L’idea di base, cioè quella di far parlare Emily Brontё dall’al di là facendole ripercorrere a ritroso la propria vita e rivivere l’ambiente e i paesaggi che l’hanno vista interagire con la natura, risulta originale e contribuisce a creare la giusta prospettiva in cui inquadrare un’autrice misteriosa e così poco comprensibile ai tanti ammiratori postumi. Questo stesso filo conduttore porta a descrivere nella seconda parte del libro con minuzia la trama del romanzo che, pur scontata per il lettore informato e addirittura eccessivamente puntuale per lo studioso brontёano, viene comunque riscattata dalle frasi finali che riportano alla visione retrospettiva che Emily Brontё sta operando su sé stessa dall’oltretomba.
Anche il titolo del libro è da leggere in questa chiave perché, come spiegato fra le pagine del testo da Patrizia Poli in riferimento a Heathcliff, la pietra tenuta nascosta equivale a una vendetta a lungo covata che non appartiene solo al protagonista ma anche a Emily, detentrice della fama postuma che ha di gran lunga superato quella di tanti altri autori e detrattori passati e presenti.
Sono da segnalare purtroppo i numerosi refusi presenti nella proposizione dei nomi di persone e luoghi: ‘Elisabeth’ invece di Elizabeth, l’ibrido ‘Brussel’ invece di Brussels (in inglese) o almeno e più correttamente Bruxelles (in francese), ‘Raw Hill’ invece di Law Hill, il reiterato ‘Edgard’ quando viene nominato Edgar Linton, e i mancati crediti per le sette evocative illustrazioni che ben riproducono i due protagonisti nei momenti più salienti del romanzo.
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