Stefano Adami, "Confuso con l'ombra"
9 Aprile 2023 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni
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Confuso con l'ombra
Stefano Adami
La Lepre, 2010
Confuso con l'ombra è un metaromanzo breve, ispirato palesemente a Calvino, di cui lo scrittore è un grande conoscitore. Dire di cosa parla sarebbe impossibile. Stefano Adami ci ha messo un mondo, il suo mondo e forse il mondo di tutti noi che apparteniamo alle generazioni X e Y. Il protagonista, che mi ha ricordato tanto quello delle Memorie del Sottosuolo, è arrabbiato, smarrito e anche parecchio sfigato. A differenza di quello però è dotato di una grande autoironia: lo dimostra la definizione che riserva alle biblioteche, lui che è un amante dei libri: "parola in fondo anche nell'opinione di autorevoli linguisti di non difficile pronunzia, che indica un'istituzione pressapoco inutile (ma egualmente mangiasoldi), atta a caritatevolmente raccogliere dalla strada tutti quelli che non hanno un lavoro, non hanno una donna, non hanno un affetto, non hanno una qualsiasi cosa da fare, non hanno, un diecimila lire per il biliardo e il cappuccino, e magari non hanno neppure una casa, e a dargli un tetto per tutto il giorno, un cantuccio caldo dove scaldarsi, ed eventualmente la possibilità di incamerare conoscenza, di toccare e usare in vari modi libri e quotidiani". La storia sarebbe assai difficile da raccontare, tantomeno da riassumere. Ogni capitolo è un capitolo primo, chissà, forse per darsi una possibilità di ricominciare ad ogni pagina con una nuova idea. Il protagonista è un disadattato bibliomane, colto ma spiantato, preso a ceffoni da tutti con grande goduria con ogni scusa possibile, coinvolto dapprima in una rapina in banca per amore di una donna (che per tutta risposta lo schiaffeggia sdegnosamente e poi scappa con la refurtiva) poi in un complotto per eliminare tutti gli scrittori di qualsiasi valore per pubblicare esordienti mediocri. Inseguito, picchiato, minacciato, gli verrà estorto il suo manoscritto ma essendo scritto troppo bene, verrà incarcerato da questa fantomatica polizia editoriale. Tutta l'opera è una mega citazione contenente microcitazioni di titoli letterari, canzoni, calembour, nomi storpiati, storia contemporanea italiana. Il mondo di un cinquantenne medio italiano fatto delle disillusioni, dell'astio verso la democrazia cristiana, il nepotismo, gli attacchi alla cultura, le situazioni kafkiane legate alla burocrazia. E allo stesso tempo l'amore salvifico per la letteratura, l'autoironia come scudo indistruttibile, l'amore per le donne, forse non sempre ricambiato, ma percepite come creature a cui l'autore non sa resistere. In tutto questo va citata la lingua utilizzata, un italiano nitido, pulito, con qualche forma arcaica e qualche termine barocco, mai lezioso ma alternato con la dovuta leggerezza a rare parole triviali che rendono Confuso con l'ombra un agrodolce e divertente racconto sull'importanza di restare sempre leggeri.
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