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Decision to leave

9 Febbraio 2023 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni, #cinema

 

 

 

 

Questa immagine credo rappresenti al meglio la storia d'amore tra i due protagonisti: sensuale, ironica, misteriosa, asincrona. Lui è un poliziotto coreano, lei è la moglie del morto su cui lui indaga. Lui è sposato a una scienziata, una donna ipercontrollante e razionale che vede solo nei fine settimana e gli chiede di fare del sesso meccanico solo perché fa bene alla salute, mentre gli impedisce di mangiare sushi e fumare. Lei è una giovane badante cinese che parla un coreano un po' demodé, imparato dai drammi d'amore che guarda in TV. Lui è insonne ma impara a dormire meravigliosamente quando fa gli appostamenti per spiarla, perchè è rimasto folgorato da lei appena l'ha vista, e pazienza se è sospettata. Il sentimento di lui si trasforma in ossessione. Il suo acume di detective si annienterà di fronte al tocco delle mani ruvide di lei, sarà capace di scalare una montagna durante una nevicata per avere da lei l'unico bacio, un abbraccio gli costerà la deontologia di poliziotto.  La trama, come già in Oldboy, è decostruita temporalmente, per cui la storia procede, torna indietro per mostrare scene da un diverso punto di vista, apparentemente si interrompe o fa salti temporali, ma tutto ha un senso che si inserisce nel rigoroso filo logico della storia, per cui nessuno fa spiegoni riassuntivi, sta allo spettatore ricordare e mettere insieme i pezzi. Poetiche le scene in cui lui immagina di dormirle accanto, nel divano in cui lei mangia sensualmente il gelato col cucchiaino, mentre la osserva per lavoro. Il sonno ristoratore come conseguenza dell'amore vero, anche senza sesso consumato prima. Lei che quando vuole comunicare concetti profondi, vuole connettersi davvero al suo cuore, preferisce parlare il cinese e usare il traduttore automatico, perché mai siamo davvero noi stessi se non quando usiamo una lingua che non sia quella madre. Terribilmente ridicola e vera la scena in cui lui scambia il suo dramma d'amore con un pregiudicato che ha il suo stesso problema di cuore, dopo un inseguimento e prima che questo si getti da un tetto. Un Amour fou asincrono come l'intera storia, prima per lui e poi per lei, un sentimento totalizzante, viscerale che finirà per annientarli entrambi in modi e tempi diversi. E che dice molto su cosa ancora oggi, nonostante l'emancipazione, faccia colpo sui sessi: sugli uomini la donna ambigua, vittima e crudele allo stesso tempo, su noi donne l'uomo che rinuncia a tutto per noi, a costo di perderlo. Il finale non è lieto ed è molto melodrammatico: ovviamente sul mare, perché come diceva Confucio "alle persone sagge piace il mare, alle persone benevole la montagna" e lei, la femme fatale di questo film, non era certo benevola. Regia davvero strepitosa.

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